Antonio Ferrara intervista Gaia Conventi


Gaia Conventi Scrittrice

Gaia Conventi Vincitrice del Gran Giallo Città di Cattolica 2009 MystFest

È mia ospite Gaia Conventi, la indiscussa vincitrice del MystFest “Gran Giallo Città di Cattolica” edizione 2009 con il suo racconto: “La Morte scivola sotto la pelle“.

1 Chi è Gaia Conventi per Gaia Conventi?

Dopo anni di incomprensioni, sono finalmente arrivata a conoscermi e sopportarmi. A volte mi trovo persino simpatica!
Sono un personaggio, uno di quei tipi che hanno sempre la battuta pronta… peccato che le mie battute siano al vetriolo.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

E’ successo per caso, era il 2003. Mi stavo annoiando, così ho scritto un raccontino perfido. Mi sono divertita, smettere sarebbe un delitto: scrivere mi rende felice.

3 Essere donna in un ambiente come quello della letteratura “Gialla”?

Beh, non essendo un lavoro che richiede spalle buone – come la miniera, ad esempio – l’importante è avere una testa che funzioni. So che Camilleri trova noiose le gialliste, ma ricambio il gentile pensiero: io trovo noioso Camilleri.
Ormai le donne che scrivono di delitti sono molte, non credo che l’ambiente crei loro problemi. A me non ne crea affatto, ma io sono come gli scarafaggi: resisto anche alle bombe atomiche.

4 Edizione cartacea o eBook?

In questi giorni sono in libreria con l’uno e l’altro. “CipriaVaniglia” (Damster Edizioni), scritto con Maria Silvia Avanzato e vincitore del Premio Eroxé per i romanzi erotici – è un erotic noir, per intenderci – è uscito su carta. “Giallo di zucca” (Este Edition) è invece disponibile in versione ebook.
Al momento sono un lettore tradizionale, ma non escludo d’evolvermi: l’ebook mi intriga per la comodità… e poi sono prossima al trasloco, se guardo tutti i libri che hanno invaso casa e soffitta, beh, rimpiango gli ebook!

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

“L’ottava vibrazione” di Carlo Lucarelli.
In questi giorni devo rimettere mano a un mio vecchio manoscritto, un giallo storico ambientato a Ferrara tra le due guerre: farò tesoro di tutto quanto ho apprezzato in questo e in altri romanzi di Lucarelli.

6 Gran Giallo Città di Cattolica? Raccontami tutto.

Ci sono stata due volte, nel 2009 l’ho vinto e nel 2010 sono tornata in finale. Poi ho smesso, non volevo sembrare troppo presenzialista!
E’ stata una bella esperienza, ho fatto un sacco di foto e ho incontrato gente interessante. Non mi ha cambiato la vita, però sulla spalla sinistra, dopo la vittoria del 2009, mi sono fatta tatuare il logo del concorso. Ecco, mi porto appresso il ricordo di quell’edizione, è andata bene. Niente di più.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Qualcuno ci riesce, qualcuno tiene corsi di scrittura per rimpinguare, altri scrivono per giornali e riviste…
Non credo potrò mai campare di scrittura, non sono nemmeno il tipo da corsi – non ci credo, e se non ci credo non risulto credibile -, forse un giorno qualcuno mi chiederà di scrivere qualche articolo. Beh, capita già, ma non becco un centesimo! Ma chissà, forse è giusto così, non prendo molto sul serio la mia “carriera letteraria”. Continuo a scrivere, qualcosa succederà.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Non credo sia impossibile, preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno – se di spritz è anche meglio! – e stabilire che prima o poi l’occasione propizia arriva per tutti. Ecco, magari bisognerebbe avere qualcosa da dire e saperlo scrivere, ma non è tutto, ci vuole anche un pizzico di fortuna.
Sono cinica ma ottimista!

9 Come è cambiata la tua vita dopo il MystFest del 2009?

Pinketts mi ha detto che so scrivere, e di questo lo ringrazio. Per il resto non è cambiato nulla, ho solo un bel titolo da aggiungere al mio curriculum.
Forse un giorno mi servirà citare questa vittoria, tempo fa Eraldo Baldini mi diceva che nemmeno per lui il MystFest si era dimostrato una rampa di lancio. Gli è però venuto buono in seguito, e se lo dice Baldini, chi sono io per dubitarne?

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Sarebbe bello scrivere solo quando c’è l’ispirazione, ma un manoscritto richiede un lavoro di cazzuola e poi di cesello. Non rendo molto dopo tre ore di scrittura, questo è certo, ma in quel frangente potrebbe anche suonare il telefono: non lo sentirei.
Scrivo dopo pranzo, sono sola in casa, i miei vicini fanno una pennichella e su radio 101 passa buona musica. Scrivo di getto, tutto quello che mi viene in mente, di solito la trama della giornata l’ho sviluppata – nella mia testa – la notte prima, in dormiveglia. E’ un buon modo di lavorare, o almeno a me riesce semplice, mi viene piuttosto naturale ma non saprei dirti se è un buon modo di fare.
Diciamo che è il mio metodo, non me l’ha consigliato nessuno e non me l’hanno spiegato a qualche corso.
La prima stesura è sempre la più gravosa, la seconda è quella divertente – faccio i riccioli al morto, sono solita dire – e la terza è la più barbosa: taglia e cuci, leva di qua e aggiungi di là. La terza stesura le faccio a voce alta, leggo e rileggo finché non suona tutto naturale: il libro deve parlare, deve raccontare, entrare nella testa del lettore con facilità.
Mi riesce? Non saprei, ma almeno ci provo.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Non prenderti mai troppo sul serio, amico mio! Non pensare che sei bravo, per gli altri non lo sarai mai abbastanza.
Se proprio vuoi fare lo scrittore: armati di pazienza, fatti il pelo sullo stomaco e non scendere a compromessi. Niente edizioni a pagamento, se ora ti sembra l’unica alternativa, tra qualche tempo scoprirai che, se vali davvero, l’occasione la scovi. Si inizia dalle piccole case editrici, puntare subito alle grandi è come fare caccia grossa con una pistola ad acqua.

13 Cosa vuol fare da grande Gaia Conventi?

Avrei voluto fare l’idraulico, ma forse ammazzare gente mi viene meglio. E dico forse, ancora non è stabilito, del resto… chissà quando diventerò grande!
Ciao, un abbraccio
Gaia

Grazie per essere stata mia ospite.

Gaia Conventi è nata a Goro (FE) nel 1974. Con “Una scomoda indagine e un cane fetente” ha vinto “Esperienze in giallo” 2008. Nel 2009 si è aggiudicata il Gran Giallo Città di Cattolica con “La morte scivola sotto la pelle” (Giallo Mondadori n. 2993). Il suo racconto “Bianco e noir” è in “Auroralia”, antologia a cura di Gaja Cenciarelli, mentre con “Oni il demone” compare in “Lama e Trama 2009”.

Informazioni su Antonio Ferrara


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