Antonio Ferrara intervista Simonetta Santamaria


Scrittrice Simonetta Santamaria

La Scrittrice Simonetta Santamaria

Oggi ho il piacere di conoscere la scrittrice Simonetta Santamaria. Le cose che ci accomunano sono molte, come l’amore per l’horror e il fantastico in generale, ma non solo. Appassionata di moto e amante della vita ha gentilmente risposto alle mie domande “Marzulliane“.

1 Chi é Simonetta Santamaria per Simonetta Santamaria?

- Una folle con un buon sense of humour e la predisposizione a non prendersi mai troppo sul serio a cui piacciono le sfide.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

- Dev’essere nata con me perché è una delle mie fisse di cui ho perso la genesi.

3 Essere donna in un ambiente come quello della letteratura “Horror”?

- Difficile, perché è un mondo maschilista che ti guarda con sospetto, ma se riesci a entrarci sei nel clan.

 4 Edizione cartacea o eBook?

- Cartacea. Sfogliare il libro, tirarlo fuori dalla libreria, sentire il profumo della carta, tutte sensazioni irrinunciabili. Ma l’eBook è un ottimo veicolo per la diffusione.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

- Un bestseller

6 Stephen King sostiene che: uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.

- Sacrosanto. Tutti sappiamo scrivere bene, ormai, ma non tutti sanno raccontare. Se il competente è disposto a utilizzare gli strumenti giusti con la giusta umiltà, perché no.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

- E magari!

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

- Niente è impossibile ma per arrivarci ci vuole qualcuno che ce lo porti, sia esso un agente o un amico. Gli aspiranti scrittori sono aumentati a dismisura e gli editori sono subissati da manoscritti, le probabilità che becchino quello giusto sono ridotte al lumicino. Ma nella vita ci vuole anche una buona dose di… fortuna (io direi culo ma non so se posso su questo blog… ;)

9 Hai vinto l’XI edizione del Premio Lovecraft con il racconto Quel giorno sul Vesuvio (Cento Autori – Giallo Mondadori) e il Premio Fantastique nell’ambito del I Fantasy Horror Award con il racconto Una lunga autostrada. Raccontaci cosa hai provato, le tue emozioni, quei momenti.

- Gli unici due premi ai quali ho partecipato e parteciperò. Il Lovecraft è stato grandioso perché inaspettato, mi ha dato quel credito che mi ha fatto entrare nel clan di cui parlavo prima e la giusta spinta a continuare. Il Fantastique è stato un caso: sarei comunque andata al Fantasy Horror Award per presentare il mio Vampiri – da Dracula a Twilight (Gremese) e ho deciso di partecipare all’ultimo momento con un racconto già scritto. In entrambi i casi ho dovuto parare diverse bordate, a volte gli esclusi non la prendono sportivamente… Comunque basta, i prossimi concorsi solo per libri editi, così siamo tutti felici e contenti.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

- Al pc, nella mia “room of horror” piena di teschi e roba macabra, preferibilmente dal pomeriggio alla sera; sono una nottambula, tiro a notte fonda quando ho qualcosa in mente e devo assolutamente buttarla giù: in quel caso sono una macchina da guerra, faccio l’alba e non me ne accorgo. A seconda della tipologia di quello che sto scrivendo ascolto musica: per gasarmi hard rock e metal, per concentrarmi solo musica senza testo, sentir cantare mi distrae. E quando ho bisogno di scaricare salto in sella alla mia moto e faccio un giro, lei mi fa passare tutti i mali.

11 Molti racconti al tuo attivo. Li preferisci ai romanzi?

- Sono due cose molto diverse. Il racconto è rapido, facile da confezionare e le offerte di far parte di antologie interessanti sono molto più frequenti. Dietro un romanzo invece c’è un lavoro durissimo, mesi di ricerche e di stesure, quindi è doveroso un giusto trattamento da parte dell’editore. Io sono ferma di proposito a un solo romanzo pubblicato finché non troverò l’editore giusto. Mica facile, lo scrittore “di genere” è visto con sospetto dal lettore medio italiano che ancora pensa che gli stranieri scrivano meglio di noi. La mia è una battaglia costante. Ma l’ho detto, le sfide mi piacciono.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

- Non credersi mai troppo bravo, l’umiltà svela molte porte invisibili. Accettare la gavetta perché non c’è lavoro che non la esiga. Aver letto, e leggere, molto prima di pensare di scrivere. Non lanciarsi in ogni genere a capofitto pur di scrivere ma cercare di capire qual è il più congeniale. Non sparpagliare in lettura i propri scritti nel mondo in cerca di consensi: nessun amico vi dirà che fanno pena, e non avrete il giusto specchio di voi stessi. Rileggete da soli quello che scrivete, i migliori giudici di noi stessi siamo noi.

13 Cosa vuol fare da grande Simonetta Santamaria?

- Una volta volevo fare il meccanico, il pilota di elicotteri; se potessi tornare a vent’anni con la consapevolezza di ora lo farei. Oggi cerco di fare la scrittrice, e lotto ogni giorno per farlo. Mattoncino su mattoncino, costruisco la mia scala. È faticoso, sfibrante, a volte deprimente, soprattutto se non ci si vuol vendere alle leggi di mercato o a chi ti propone di firmare con un nome maschile e pure straniero. Scrivere romanzi per un solo editore sarebbe l’ideale, almeno sai per chi stai scrivendo. Trovarsi una collocazione ogni volta è un lavoraccio, è come essere dei raminghi senza casa. Ma ce la posso fare. Ho la testaccia dura e l’animo guerriero, tuttavia non disdegnerei un bel colpo di… fortuna (o posso dire culo? ;)

Grazie per essere stata mia ospite.

Simonetta Santamaria, scrittrice di horror e gothic thriller. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti.
Ha vinto l’XI edizione del Premio Lovecraft con il racconto Quel giorno sul Vesuvio (CentoAutori – Giallo Mondadori) e il Premio Fantastique nell’ambito del I Fantasy Horror Award con il racconto Una lunga autostrada.

Sua l’inquietante raccolta al femminile Donne in Noir (Il Foglio), l’e-Book Black Millennium (La Tela Nera) e il romanzo Dove il silenzio muore (CentoAutori). Ha scritto anche Vampiri – da Dracula a Twilight (Gremese), un saggio illustrato sulle più affascinanti e temute creature della notte, tradotto in Francia e Spagna.

Ha pubblicato racconti in diverse antologie tra cui Un cuore nuovo (progetto Il Giralibro), Irrefrenabile passione (San Gennoir – Kairòs), Confessione di un apprendista di bottega (Partenope Pandemonium – Larcher), Necromundus, (M Rivista del Mistero – Alacran), Nel nome dell’amore (Questi fantasmi… – Questi fantasmi… a fumetti (Graphic novel) – Boopen Led), Le pietre mute (Le figlie di Cthulhu – Dagon Press), Libera il mostro che è in te (Sport in rosa – Perrone Lab), Colpo di Fulmine (Se mi lasci non male – Kairòs), Senza colore e senza calore (Onda d’abisso – L’orecchio di Van Gogh), Una tomba per rose (365 Storie Cattive – a favore dell’A.I.S.EA. Onlus), L’amante (Eros & Thanatos – Supergiallo Mondadori), Dannata eternità (365 Racconti Horror per un Anno – Delos Books).

Attualmente cura, in collaborazione con Maurizio Ponticello e Giuseppe Cozzolino, la rassegna letteraria annuale INPASTALLAUTORE presso Il Clubino di Napoli e, con l’associazione Mondocult, sta tenendo lezioni sulla scrittura dell’horror presso la Scuola di Cinema di Napoli.

Il quotidiano La Repubblica l’ha definita una delle “signore della suspense made in Naples” mentre per il Corriere del Mezzogiorno è “lo Stephen King napoletano”.

Dice: “Non mi prendo mai troppo sul serio, altrimenti sarei una serial killer”.

www.simonettasantamaria.net

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Informazioni su Antonio Ferrara


One response to “Antonio Ferrara intervista Simonetta Santamaria

  • Adriano

    E date il giusto spazio a chi se lo merita! Le donne “adulte” scrittrici che ho incontrato sono tutt’altro che umili, se la tirano da far vergogna, ed hanno ben poco per cui pavoneggiarsi. Date l’occasione a questa grande scrittrice di dimostrarvi quel che vale, di trasportarvi nei suoi macabri racconti e sentirete lo stesso effetto che io (ahimè) sento con i salamini beretta o i pistacchi… non ne sarete mai abbastanza sazi! ;)

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