Archivi del mese: gennaio 2012

Premio Nero Lab Concorso Letterario


concorso letterario Nero lab

Concorso letterario Nero Lab

Il Premio Nero Lab è un concorso riservato a soli racconti di genere Giallo, Thriller, Noir e Horror, di lunghezza non superiore a 20.000 battute. Elemento imprescindibile di ammissione delle opere è l’assenza di qualsiasi riferimento sovrannaturale. Le storie devono essere impostate in modo da essere credibili, verosimili, possibili. L’iscrizione è gratuita.

Il concorso, che avrà inizio il giorno 1 settembre 2011 e termine il 31 agosto 2012, prevede dodici sessioni con una selezione di tre opere per ognuna, scelte dalla Redazione di Nero Cafè. L’opera vincitrice di ogni sessione verrà eletta da un giudice eccellente: Barbara Baraldi.
Le dodici opere vincitrici saranno pubblicate in antologia, presentata dalla stessa Barbara Baraldi, che sarà edita nel 2012.

Vai al bando ufficiale.


Dark Circle Agenzia Letteraria


Dark Circle

Dark Circle Agenzia Letteraria

È con piacere che annuncio l’ennesima iniziativa del vulcanico Alessandro Manzetti. Quest’uomo non smetterà mai di sorprendermi per la sua professionalità e voglia di fare. Il mio personale in bocca al lupo ad Alessandro Manzetti per la sua tenacia. Dark Circle. Ne sentiremo parlare, questo è certo.

Generalità
Dark Circle è un’agenzia letteraria è nata dalla esperienza editoriale di Alessandro Manzetti, consulente editoriale, freelance web editor e columnist, Coordinatore Italia della Horror Writers Association, curatore del Posto Nero Network e del web magazine Maman Brigitte, Responsabile Marketing e Foreign Rights della casa editrice Edizioni XII, articolista e curatore di rubriche di approfondimento per diverse testate specializzate di genere, cartacee e digitali.
Queste esperienze offrono alla agenzia letteraria Dark Circle i requisiti essenziali per poter svolgere con successo la propria attività principale di promozione e valorizzazione degli autori presso gli editori: relazioni e contatti diretti con le maggiori case editrici, con editors, giornalisti, media, agenti e traduttori, sia sul mercato nazionale che internazionale, esperienze dirette di gestione e negoziazione di contratti editoriali e di ideazione e coordinamento di campagne di marketing e comunicazione.
Specializzazioni
Dark Circle è specializzata sui generi horror, noir, dark fantasy e weird e sulla promozione di opere e autori sia sul mercato nazionale che sui mercati esteri più importanti, in particolare Stati Uniti e Inghilterra.
Altra caratteristica distintiva di Dark Circle è l’esperienza diretta nel marketing e nella comunicazione che consente all’agenzia letteraria di completare l’attività di promozione degli autori e delle opere presso gli editori con una consulenza marketing di alto livello. Questa consulenza, inclusa nei servizi offerti agli autori rappresentati, si concentra su aspetti complementari ma decisivi del successo di un autore sul mercato, come l’immagine, la comunicazione, la fidelizzazione dei lettori attraverso iniziative mirate di web marketing che vanno a integrare i servizi e le campagne di promozione e comunicazione programmate dalle case editrici.

Servizi e Risorse
Alessandro Manzetti sarà il diretto responsabile operativo degli incarichi come agente letterario per la promozione delle opere degli autori rappresentati presso gli editori, la negoziazione, stipula e gestione dei contratti di edizione e del rapporto contrattuale con gli editori, attività “core” dell’agenzia letteraria
Alessandro Manzetti si avvarrà di consulenti specializzati per fornire altri servizi offerti dall’agenzia: editing, traduzioni, ufficio stampa, lettura e valutazione testi. Queste figure professionali, che operano sul mercato nazionale e internazionale, hanno un consolidato rapporto di collaborazione con Alessandro Manzetti nella gestione di vari progetti editoriali, come la pubblicazione di opere digitali e tradizionali, la selezione e traduzione di opere, l’attività di scouting sui mercati, la diffusione e comunicazione tramite vari media integrati. Alessandro Manzetti sarà dunque l’unico referente per l’autore e coordinerà le attività dei consulenti per i servizi complementari dell’agenzia, secondo gli obiettivi e specifiche necessità individuate.
Media, Web marketing
Dark Circle svolgerà le proprie attività di web marketing, dedicate agli autori rappresentati, attraverso il supporto dei vari media del Posto Nero Network http://www.postonero.it (website, blogs, web magazine), ideato e gestito da Alessandro Manzetti, che rappresenta un punto di riferimento per appassionati e operatori del settore e garantisce quantità e qualità di visibilità sul web e interazione con i lettori.

Contatti e Riferimenti
Questo sintetico profilo dell’agenzia letteraria Dark Circle, completato da altre informazioni, è disponibile sul sito ufficiale dell’agenzia www.darkcircle.it.
DARK CIRCLE AGENZIA LETTERARIA DI ALESSANDRO MANZETTI
Via Castelbianco 8 – 00168 Roma
Web: http://www.darkcircle.it Email: info@darkcircle.it


I tre investigatori


i tre investigatori Alfred Hitchcock

I tre investigatori

Sono ancora troppo giovane per poter dimenticare i libri che mi hanno svezzato.

Ricordo che ero sulla sedia a dondolo di mia nonna nella casa di Piano di Sorrento quando le avventure de “I tre investigatori” (la maggior parte scritte dallo scrittore Robert Arthur) mi iniziarono alla lettura del brivido. Sono libri che mi hanno formato ed estasiato e riuscivo a procurameli in edicola. Solo tempo dopo sono passato a letture “più adulte” tipo Stephen King, ma questa è un’altra storia. All’epoca (fine anni ottanta) mettemmo in piedi una vera e propria agenzia investigativa e ci procurammo il materiale che “I tre investigatori” erano soliti usare per risolvere i misteri: torce, gessetti, ricetrasmittenti (giocattolo, sigh). Sognavamo di essere dei piccoli detective dell’ignoto. In una delle nostre scorribande rischiammo grosso su una chiesa abbandonata sopra Pescocostanzo. Momenti indimenticabili che solo a una certa età si possono vivere e capire. Ricordi indelebili.

Per chi ha letto, amato, sognato le avventure di Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews, questo è il posto adatto per dare sfogo ai propri ricordi, per tornare brevemente all’adolescenza o semplicemente per gustarsi personaggi che hanno segnato più di una generazione con le loro peripezie.

Vi consigli di fare un giro dalle parti de: I tre investigatori.


Hai un racconto nel cassetto? Altrisogni ti aspetta.


Altrisogni Rivista LetterariaLa rivista Altrisogni (Rivista digitale di narrativa fantastica. Si occupa di fantascienza, orrore e weird) ha recentemente pubblicato le modalità per l’invio di racconti di genere. Si tratta di una buona opportunità per vedere pubblicate le proprie fatiche letterarie. Io non ho ancora inviato un mio racconto, ma lo farò presto.

Potete inviare i vostri racconti via email, come documento .RTF in allegato, al seguente indirizzo:
altrisogni @ dbooks.it
È necessario inserire nel corpo della email alla quale allegate il racconto i seguenti dati:
- nome e cognome dell’autore;
- genere del racconto inviato (horror, fantascienza, weird);
- lunghezza in caratteri del racconto inviato (contando anche gli spazi);
- sinossi di 5-10 righe per racconti superiori ai 10.000 caratteri spazi compresi;
- dichiarazione di inedicità del racconto: una semplice frase con cui dichiarate che non è mai stato pubblicato né in forma cartacea o elettronica, né tantomeno sul web.
Vi ricordo che:
- NON accettano racconti di genere fantasy, noir, thriller o di altro genere diverso da quelli trattati;
- NON accettano racconti più lunghi di 35.000 caratteri spazi compresi;
- quando sottoponete un racconto vi rimettete alla loro decisione in merito: è possibile che l’opera venga accettata o rifiutata. Riceverete in ogni caso un responso via email.

I consigli della redazione Altrisogni:

Se volete avere più probabilità di essere valutati in maniera positiva, vi consigliamo di porre attenzione ad alcuni aspetti importanti:
- evitate sperimentazioni lessicali e utilizzate una scrittura che sia il più possibile corretta: cerchiamo testi chiari e comprensibili;
- limate bene ogni aspetto del vostro racconto: trama solida, personaggi convincenti e atmosfere ben costruite sono la base di una narrazione efficace;
- valutate accuratamente il vostro racconto prima di inviarlo: se non convince voi che ne siete l’autore (e che quindi avete un legame emotivo con l’opera) difficilmente convincerà il lettore;
- effettuate sempre un’accurata correzione ortografica del testo.
Buona scrittura!
La Redazione

La cuccetta superiore di Francis Marion Crawford


La cuccetta superiore di Francis Marion Crawford

Per la serie consigli di lettura, invito tutti a procurarsi questo racconto di Francis Marion Crawford. Si tratta di un piccolo capolavoro del brivido che non dovrebbe mancare nella libreria di nessuno. Si tratta di un libricino di 64 pagine in cui è racchiusa una ghost story terrificante. Nei prossimi articoli approfondiremo la produzione letteraria e non di questo autore.

Scritto alla fine del secolo scorso, The Upper Berth (qui riproposto nella traduzione di Silvia Betocchi) rimane oggi una ghost story esemplare.

“L’opera migliore di Crawford è The Upper Berth: una delle storie dell’orrore più tremende di tutta la letteratura. In questo racconto, dove una cabina di nave è abitata dallo spirito di un suicida, particolari come la spettrale umidità marina, l’oblò misteriosamente aperto e la lotta da incubo contro l’indefinibile, sconosciuta cosa vengono trattati con incomparabile destrezza” (H. P. Lovecraft in L’orrore soprannaturale in letteratura).

© Polistampa 1992, cm 7×10, pp. 64, br., € 3,10
ISBN: 88-85977-03-0

Edizioni Polistampa


Antonio Ferrara intervista Massimo Soumaré


Massimo Soumaré

Massimo Soumaré

Oggi ho il piacere d’intervistare Massimo Soumaré: Traduttore, scrittore, curatore editoriale, saggista e ricercatore indipendente. Per me è un vero piacere averlo come ospite per “Uno sguardo oltre la siepe”.

1 Chi é Massimo Soumaré per Massimo Soumaré?
Ah, non chiederlo a me. È da più di quattro decadi che sto cercando si scoprirlo…

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Ho iniziato la mia attività come traduttore e, grazie a questo, ho conosciuto molti autori giapponesi. Parlando spesso con loro di letteratura e dei processi creativi della scrittura mi è nata la voglia di provare a creare qualcosa di mio. Dato che alcuni lettori hanno apprezzato le mie storie ho pensato di continuare.

La gavetta quasi decennale fatta con ALIA e altre antologie italiane ed estere in cui ho potuto pubblicare a fianco di grandi scrittori internazionalmente conosciuti come Danilo Arona, Jon Courtenay Grimwood, Kaori Ekuni, Miyuki Miyabe, Michael Moorcock, Alvin Pang, solo per citarne alcuni, mi è stata molto utile. Sapere di dover pubblicare un racconto a fianco di autori simili ti spinge a cercare di dare il meglio di te, sai che è gente che scrive in modo fantastico. Questo ti permette di fare notevoli progressi. Da questo punto di vista mi ritengo molto fortunato.

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?
Per come sono organizzati in Italia direi che servono a poco.
Ritengo invece utile un modello di premio letterario come quello giapponese dove ai vincitori, esordienti o professionisti che siano, è garantita la pubblicazione a livello nazionale presso medi e grandi editori con una forte pubblicizzazione del racconto o del romanzo e anche un compenso in denaro che può andare dai duemila ai diecimila euro circa. Inoltre le commissioni giudicatrici composte di noti critici letterari e scrittori restano in carica per circa quattro anni, dopodiché i membri cambiano. La rotazione completa garantisce l’equità dei concorsi e il fatto che gli sponsor e le case editrici investano una considerevole quantità di denaro permette la selezione di opere di qualità giacché non hanno alcun interesse a spendere soldi per promuovere lavori di poco pregio. Ciò è possibile grazie al gran numero di lettori e di pubblicazioni. La realtà italiana è, purtroppo, diversa.

4 Edizione cartacea o eBook?
Personalmente preferisco il cartaceo, ma l’eBook è un’alternativa interessante quando è pubblicato in maniera professionale.
La questione dell’eBook differisce molto da paese a paese e, attualmente, è ancora in continua evoluzione. Soprattutto mi pare che il punto essenziale verta su come sarà gestita tutta la sovrastruttura editoriale (editing, cover, diritti d’autore, pubblicità eccetera). Ad esempio, negli USA c’è ora un forte contrasto tra gli scrittori già affermati e le case editrici. Considerata quindi la situazione ancora incerta resto fedele al buon vecchio libro cartaceo, ma sono pronto ad aprirmi alle novità.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?
Non c’è. Esistono tantissimi libri che trovo meravigliosi e di cui ho ammirato la capacità di scrivere degli autori, ma sinceramente di nessuno ho mai pensato che avrei voluto scriverlo io.

6 Stephen King sostiene che: uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.
Ognuno ha le sue idee. Quella di King è valida come un’altra. Bisogna anche vedere cosa intende lui per “bravo scrittore”.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?
Mi piacerebbe. Però, tramite gli autori giapponesi, ho visto quale può essere l’altra faccia della medaglia. Dormire poche ore a notte, essere perseguitati dalle date di consegna, scrivere giornalmente un determinato numero di pagine. Giusto lo scorso mese sono rimasto letteralmente a bocca aperta nello scoprire che i maggiori autori di best sellers storici, un genere molto in voga in Giappone, arrivano persino a pubblicare una ventina di romanzi l’anno!
Ecco, vivere di scrittura ma senza esagerazioni simili sarebbe il mio ideale.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Non lo ritengo impossibile, ma estremamente difficile sì.
Ci sono alcuni casi di giovani autori che hanno pubblicato con grosse case editrici ma, tralasciando qualsiasi discorso sulla qualità letteraria dei libri editi, spesso non è mai molto chiaro perché sia stato scelto un determinato scrittore invece di un altro. Il problema è riuscire a entrare in contatto con un editor cui sottoporre il volume o un progetto editoriale il quale abbia un certo potere decisionale all’interno dei “grandi editori”. Forse pubblicando mainstream è più facile che non dedicandosi invece alla letteratura di genere che in Italia ancora oggi viene considerata in maniera meno favorevole.

9 I giovani autori giapponesi hanno le stesse difficoltà degli italiani nel pubblicare le proprie opere?
Come ho risposto sopra, in Giappone ci sono un gran numero di concorsi letterari per tutti i generi. Inoltre i premi in denaro per quelli dedicati agli esordienti sono di frequente ancora più alti dei concorsi dedicati agli scrittori professionisti (i giapponesi definiscono scrittori professionisti solo gli autori che si mantengono esclusivamente scrivendo) poiché servono a incoraggiare i giovani. Agli autori importanti da un certo momento in poi non sono più conferiti grossi premi letterari, preferendo invece dargli riconoscimenti e onorificenze governative per il loro contributo alla cultura. Si riesce pertanto ad avere sempre nuove generazione di scrittori di talento in crescita creativa durante gli anni senza intasare il sistema dei concorsi e dei premi.

È anche possibile portare o mandare i manoscritti direttamente alle case editrici dove sono effettivamente letti. Se un editor trova un autore grezzo, ma di talento, può anche dedicare un anno o più a fargli scrivere dei racconti o un romanzo e a correggergli le bozze in modo da migliorarne le qualità. Solo quando lo scritto ha raggiunto una forma soddisfacente l’editor lo sottopone ai capiredattori per la pubblicazione. C’è quindi un grosso lavoro di talent scouting supportato dalle case editrici.

È chiaro che i giovani giapponesi hanno un’infinità di possibilità in più rispetto ai loro corrispettivi italiani tenuto conto anche della ricerca da parte degli editori di opere fresche e originali, però è pur vero che c’è anche una competitività molto alta. È necessario saper scrivere in fretta mantenendo una buona qualità di stesura. La media per i romanzi della letteratura di genere varia dai quattro ai nove romanzi l’anno. Se ne possono scrivere di meno, ma il guadagno ricavato in questo caso non permette di vivere solo della propria scrittura e si rischia pure di essere superati nelle vendite dagli altri scrittori.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?
Di solito utilizzo il computer (una volta terminata la prima stesura modifico e perfeziono il testo continuamente, quindi il PC è molto comodo per questo), ma all’occorrenza un foglio di carta e una biro vanno benissimo. Scrivo quando posso, ossia quando non traduco, non insegno, non gioco con i gatti… Mi piace scrivere a casa dove ho i miei libri con cui posso controllare all’occorrenza i dati e dove posso collegarmi a internet per le eventuali ricerche. Quando mi viene qualche buona idea la segno su un foglio di carta e poi la conservo, a volte a lungo, per servirmene al momento opportuno. Uno dei miei difetti è quello che senza un obiettivo concreto non riesco a impegnarmi, devo sapere che c’è almeno una possibilità effettiva di pubblicare quella data cosa. Purtroppo ormai è difficile cambiare questo mio carattere…

11 Tu, Danilo Arona, Onryo, Avatar di morte e Mondadori. Raccontaci questa avventura.
Arona ed io abbiamo creduto molto e riversato parecchie energie in Onryo, Avatar di morte. Tuttavia c’è stata tutta una serie di contrattempi che hanno ritardato considerevolmente i tempi di pubblicazione e per un certo periodo non sapevamo neppure se il volume sarebbe davvero uscito. Sono quindi contento che sia stato pubblicato in Urania, anche se il tema non è certo quello trattato solitamente da questa collana.
Per molte ragioni, personalmente ritengo sarebbe stato preferibile se l’antologia fosse uscita più velocemente e in una collana da libreria come gli Oscar. In questo caso le probabilità che un editore nipponico ne pubblicasse un’edizione in giapponese sarebbero state molto più alte. Sarebbe stato anche più semplice interessare editori esteri di vari paesi (obiettivo a cui Sergio Altieri, ex-direttore delle collane da edicola, non faceva mistero di voler mirare; inizialmente a questo scopo si era infatti parlato di una doppia pubblicazione del libro sia nella defunta Epix sia in una collana Mondadori da libreria). Senza contare la possibilità di avere il volume in vendita nelle maggiori librerie online per un lungo periodo, un vantaggio non da poco considerato l’ormai ridotto tempo di permanenza nelle librerie (ancor più corto per le edicole) dei libri e la possibilità d’acquisto dei volumi anche da parte dei lettori collezionisti di altre nazioni.
Magari se Onryo, avatar di morte avrà successo la Mondadori potrebbe pensare di farlo uscire in seguito negli Oscar. Sarebbe bello.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Leggere molto e di tutto. Metterci l’anima, credere in se stessi e nelle proprie scelte, ma contemporaneamente saper ascoltare e valutare in senso critico anche i pareri e le opinioni di chi ha più esperienza.
Non esiste una sola via e ognuno deve cercare il proprio modo di esprimersi. Pure la fortuna, elemento totalmente aleatorio, conta moltissimo… Come dicono i giapponesi, c’è da sperare che il dio della letteratura ci favorisca.

13 Cosa vuol fare da grande Massimo Soumaré?
Ci sto ancora pensando…

Grazie per essere stato mio ospite.

Massimo Soumaré, Torino 1968. È traduttore, scrittore, curatore editoriale, saggista e ricercatore indipendente. Ha collaborato con riviste specializzate sulle culture orientali quali A Oriente! (La Babele del Levante), per cui ha anche curato il numero bilingue relativo al Giappone (2002), e Quaderni Asiatici (Centro di Cultura Italia-Asia “G. Scalise”), con riviste di cultura letteraria italiane e giapponesi come LN-LibriNuovi (CS_libri), Semicerchio (Le Lettere), Studi lovecraftiani (Dagon Press), Ashikabi (Dôjidaisha), Komatsu Sakyô Magazine (IO Corporation) e Ronza (Asahi Shinbunsha). Ha redatto le note di letteratura giapponese moderna per il Grande dizionario enciclopedico Nova della casa editrice Utet (2001) e quella sul Giappone per il GDE (Grande Dizionario Enciclopedico) supplemento 2011 (Utet-De Agostini). Ha inoltre tradotto numerose opere di scrittori giapponesi moderni e contemporanei quali Osamu Dazai, Kenji Miyazawa, Michizô Tachihara, Kyûsaku Yumeno, Ken Asamatsu, Kaori Ekuni, Mitsuyo Kakuta, Hideyuki Kikuchi, Miyuki Miyabe e Yasutaka Tsutsui. Come autore, suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie tra cui ALIA (CS_libri), Tutto il nero del Piemonte (Noubs), Igyô korekushon (Kôbunsha), Kizuna: Fiction for Japan (Brent Millis) e sue opere sono state tradotte e pubblicate in Cina, Giappone e USA. Per i manga e i fumetti collabora con le case editrici Pavesio Editore e J-Pop ed inoltre tiene la rubrica Stupori giapponesi sulla letteratura contemporanea giapponese per il blog di L’indice dei libri del mese (L’indice scarl). Insegna lingua giapponese presso il CentrOriente e la Fondazione Università Popolare di Torino.

Sito: http://www.webalice.it/m.soumare/

Blog: http://massimosoumare.wordpress.com/


Dieci motivi per non diventare scrittore


Per la serie posti interessanti che ho scoperto in giro per la rete vi consiglio di dare uno sguardo approfondito a Plutonia Experiment Quantum Blog. L’articolo che ha catalizzato la mia attenzione riguarda dieci buoni motivi per non diventare scrittore. Il blog di Alessandro Girola offre parecchi spunti interessanti oltre ad un nutrita produzione in ebook dello scrittore

DIECI MOTIVI PER NON DEDICARSI ALLA SCRITTURA

  1. Girano pochissimi soldi. In Italia gli scrittori che vivono della loro arte sono forse una decina. I libri rendono qualche spicciolo o poco più. In quasi tutti i casi non si va nemmeno in pareggio col tempo e le risorse spese in fase di creazione. Il numero degli acquirenti di cartacei e/o ebook è esiguo. I canali d’informazione dedicati ai libri sono scarsissimi e spesso autoriferiti.
  2. Gli editori italiani sono dei cialtroni. Fanno eccezione pochi, lodevolissimi casi, ma per il resto il panorama è catastrofico. Imprenditori incompetenti, avventurieri delle parole, dilettanti allo sbaraglio, gente che non paga. Il panorama umano è davvero variegato, ma quasi esclusivamente in senso negativo.
  3. Scrivere è un attività priva di sex appeal. Nessuno vi troverà affascinanti se affermerete “sono uno scrittore”. Al limite vi guarderanno con sospetto. In fondo siamo uno dei paesi europei con meno lettori in proporzione alla popolazione alfabetizzata. Meglio imparare a giocare a calcio, o fare le modelle.
  4. Le soddisfazioni sono poche. Aspettatevi un numero esiguo di complimenti, anche nel caso in cui decideste di regalare i vostri lavori. Pochi feedback, qualche “grazie” sibilato tra i denti, molte critiche (vedi punto 5).
  5. Le critiche sono tante. Qualunque cosa voi facciate, troverete sempre il tizio disposto a bocciare il vostro lavoro in nome di una decina di refusi sparsi in duecento pagine di libro.

Continua…


Antonio Ferrara intervista Luigi Milani


Luigi Milani Foto Scrittore

Luigi Milani

Oggi ho il piacere di avere come mio ospite per “Uno sguardo oltre la siepe” lo scrittore Luigi Milani.

1 Chi é Luigi Milani per Luigi Milani?

Che domanda, caro Antonio! Io stesso non riesco a inquadrarmi bene, e ti confesso che ci sono giorni in cui lo specchio riflette un’immagine nella quale mi riconosco a stento… Dipenderà dal superlavoro di questi ultimi tempi? Scherzi a parte, a voler abbozzare una definizione, convinto come sono che raccontare storie sia proprio della natura umana, mi considero un piccolo artigiano della parola.

 2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Follia, hai detto bene! Colpa di un’amica attrice, che, una dozzina di anni fa, mi coinvolse nella scrittura di un paio di sceneggiature per dei “corti” che poi naturalmente non si girarono mai. A quel punto però il danno era fatto: cominciai a scrivere racconti, romanzi e da allora non mi sono più fermato.

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Dipende. In linea di massima quelli finalizzati alla pubblicazione di un libro “vero”, cartaceo o digitale che sia, hanno un senso. Sono a mio avviso abbastanza inutili invece quelli che puntano alla pubblicazione solo sul Web. Inoltre, è sempre consigliabile accertarsi che nel concorso sia coinvolta una “vera” casa editrice.

4 Edizione cartacea o eBook?

Entrambe, con una netta preferenza anzi per l’eBook.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

Underworld di Don DeLillo.

6 Fondatore di Edizioni XII?

Diciamo co-fondatore, è più corretto nei confronti dei miei amici e soci in XII. Edizioni XII (http://www.xii-online.com)nasce nel 2007 come marchio editoriale dell’Associazione Culturale XII: XII nacque prima di tutto come un gruppo di autori, che, riunitisi in Associazione Culturale, fondarono poi una casa editrice.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Tutto il bene possibile, ma ahimè in Italia sono pochissimi gli scrittori che riescono a vivere solo di scrittura.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Diciamo che è molto difficile riuscirci in prima battuta. Di solito il percorso prevede la pubblicazione dapprima con il piccolo o micro editore e poi l’approdo – se la fortuna, il mercato o… gli Dei vogliono – all’editore più importante e così via. Ma oggi, con l’avvento dell’editoria digitale, questi equilibri stanno mutando: non è un caso che editori tecnicamente piccoli come Kipple (www.kipple.it), 40K (http://www.40kbooks.com/), Delirium (http://deliriumhouse.com/), Graphe.it (www.graphe.it), la stessa Edizioni XII (http://www.xii-online.com/), riescono a registrare numeri – parliamo di vendite – assolutamente ragguardevoli, se non eccezionali, com’è accaduto nel periodo natalizio proprio a Kipple Officina Libraria, tuttora presente ai primi posti della classifica di narrativa di genere fantastico (www.amazon.it).

9 Scrivi molti racconti. Li preferisci ai romanzi?

Non necessariamente, anche se il racconto rappresenta sempre una sfida per me, per natura poco incline alla sintesi. Caso ha voluto che in questi ultimi mesi, in attesa dell’uscita del nuovo romanzo, mi dedicassi perlopiù alla scrittura di racconti, spesso di genere fantastico.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo al computer, ma anche con l’iPad o perfino con l’iPhone, se sono colto dal “sacro fuoco” dell’ispirazione. Quando? La narrativa di solito nel pomeriggio o di sera. La mattina è riservata alle collaborazioni giornalistiche o a lavori di editing e traduzione.

11 Fondatore, curatore, giornalista, scrittore. Riesci a fare tutte queste cose insieme?

Mi piacerebbe, ma la realtà è che spesso questi ruoli conflittano tra loro, dando luogo a preoccupanti schizofrenie lavorativo-esistenziali…

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Leggere, leggere, leggere. Di tutto, dai classici ai grandi della letteratura contemporanea. La scrittura semmai verrà in un secondo momento.

13 Cosa vuol fare da grande Luigi Milani?

E chi lo dice che voglia davvero diventare grande? Scherzi a parte, spero di poter continuare a scrivere, se possibile migliorandomi costantemente.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te, alla prossima!

Luigi Milani Blog

Luigi Milani è nato a Roma poco dopo la scomparsa di John Kennedy, e nella capitale vive e tenta di lavorare.

Giornalista freelance dallo scorso millennio, traduttore, editor e autore di booktrailer, ha pubblicato racconti e poesie per vari editori e su alcune riviste letterarie (tra queste, la mitica inutile on line), oltre a vincere, nella primavera del 2008, un concorso poetico, Orrorinversi. È uno dei soci fondatori di Edizioni XII, una delle realtà editoriali italiane più innovative degli anni 2000.

Di recente ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tesanovic, Processo agli Scorpioni (Edizioni XII – Stampa Alternativa 2008/2009) e Nefertiti (Stampa Alternativa) e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks).

Non pago, ha trovato il tempo di firmare le prefazioni del romanzo Virus di Alessandro Vigliani, della silloge poetica Al rumore di risacca l’onda della vita di Mariella Mulas e della raccolta di racconti fantastici Mistero.

A marzo 2010 è uscita Bassa marea, antologia di racconti edita da Historica Edizioni, contenente La torre, un racconto horror d’ambientazione medievale.

Ha da poco ultimato la scrittura, assieme al Prof. Carlo Santulli, di un saggio su ambiente e design, in via di pubblicazione.

Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo, per i tipi di Arduino Sacco Editore: Ci sono stati dei disordini, una storia drammatica, di denuncia.

Il 31 gennaio 2011 è approdato in libreria un secondo romanzo, Nessun Futuro, un noir con venature sovrannaturali ambientato nel mondo del Rock. L’editore è Casini Editore.

A maggio 2011 compare con un racconto – Il Patto – nell’antologia Favole della mezzanotte (Ciesse Edizioni).

A settembre dello stesso anno esce il racconto La morte del conte nell’antologia ROBOT ITA.01 (Edizioni Scudo).

A fine ottobre esce, direttamente in ebook, la raccolta di racconti Seasons (Delirium Edizioni)

È direttore editoriale della collana eTales per Graphe.it Edizioni.


Antonio Ferrara entra nella Horror Writers Association


Horror Writers Association HWA Antonio Ferrara Member Membro

Horror Writers Association

Mancano trenta minuti alla mezzanotte della notte della befana e ho appena appreso con piacere che sono appena stato accolto come Affiliate Member nella Horror Writers Association, l’organizzazione internazionale che raccoglie professionisti del settore letterario horror e dark fantasy, con lo scopo di promuovere e diffondere la cultura di genere, creata 25 anni fa grazie all’impegno di Robert McCammon, Joe Lansdale, Dean Koontz e diversi altri padri dell’horror postmoderno.
Sono onorato e orgoglioso di entrare nel novero di questa prestigiosa associazione, la cui più nota attività – ma è in realtà solo una delle moltissime iniziative – è l’assegnazione annuale dei Bram Stoker Awards, i massimi riconoscimenti a livello mondiale nel campo.

Tutto ciò è stato possibile grazie ad Alessandro Manzetti, coordinatore per l’Italia delle attività dell’associazione.

Per qualunque informazione in merito consiglio di recarsi sul sito ufficiale italiano Horror Writers Association Italy


La Horror Writers Association sbarca in Italia


horror writers association italiaL’inizio del 2012 non poteva che cominciare con una notizia di quelle che fanno bene al cuore e ci fanno capire che (anche nel nostro paese) le cose possono migliorare se lo vogliamo davvero.

Come da titolo la Horror Writers Association sbarca in Italia grazie ad Alessandro Manzetti che è impegnato su più fronti nell’ambito più buio del web grazie al suo giovane, aggressivo e competente blog. Partorito e curato da Alessandro (Il Posto Nero) è anche il blog ufficiale della Horror Writers Association Italy.

Da oggi è possibile per chi lo volesse iscriversi all’associazione che prevede diversi tipi di affiliazione. A seconda della tipologia di associazione, i membri della HWA partecipano inoltre ai vari processi per le votazioni per il premio Bram Stoker Award, ai ballottaggi preliminari e finali, dai quali scaturiscono poi le nominations per le varie categorie previste. Per tutti i candidati italiani, in qualità di Coordinatore Italia della HWA, Alessandro Manzetti disposizione per supportarvi nella richiesta di associazione alla HWA, valutare insieme la vostra posizione e le vostre esigenze, la presenza dei requisiti e  come documentarli, guidarvi verso la tipologia di associazione idonea, fornendovi tutte le informazioni aggiuntive e integrative che qui è impossibile offrire con la dovuta completezza. Sarà sua cura poi seguire all’interno dell’Associazione la vostra pratica personale, fino alla sua formalizzazione. Vi invito dunque a entrare nella Horror Writers Association che, oltre al prestigio personale che ne deriva, come sopra avete letto rappresenta una ottima opportunità in termini di carriera, di fruizione di informazioni e servizi esclusivi, di confronto con altri membri, tra i quali i più grandi autori di genere a livello internazionale, di reale concretizzazione della propria passione o del proprio lavoro all’interno della community horror più importante al mondo. Inoltre la filiale italiana della Horror Writers Association, HWA Italy, nata recentemente, organizzerà eventi, incontri e attività nel nostro paese, coinvolgendo nell’organizzazione i nuovi soci che si uniranno a questa avventura.

Grazie Alessandro per questa opportunità. Cose come queste fanno ben pensare che “volere è potere“.

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