Antonio Ferrara intervista Marcello Gagliani Caputo


Marcello Gagliani Caputo ScrittoreOggi ho il piacere di avere come mio ospite lo scrittore (e non solo) Marcello Gagliani Caputo per un’intensa e sincera intervista. Conosciamolo insieme.

 

1 Chi è Marcello Gagliani Caputo per Marcello Gagliani Caputo?

Non è mai facile dare un giudizio di se stessi, si rischia spesso di passare per arroganti o per falsi modesti. Per quanto mi riguarda, mi reputo un sognatore, un uomo di quasi trentotto anni che non ha mai abbandonato il bambino che era e forse per questo motivo si è avvicinato al mondo della scrittura: se non si è dei sognatori e dei bambini è difficile riuscirci. Ma sono anche un padre di famiglia, un uomo che sa bene quali sono le proprie responsabilità e che si arrabatta tutti i giorni per conciliare realtà e sogno.


2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Molti direbbero che “o ce l’hai dentro o non ce l’hai”, la solita barzelletta dello “scrittore si nasce”, io invece penso che sia un desiderio che viene col tempo, leggendo tanto e cercando di immaginarsi nei panni di uno scrittore. La scintilla me l’hanno fatta scattare altri scrittori, i primi che ho letto da bambino. Sognavo di essere come loro, volevo provare le stesse emozioni che provavo leggendo loro, scrivendo direttamente io. Senza dimenticare il bisogno di comunicare, essenziale quando si ha voglia di scrivere.


3 Bud Spencer e Terence Hill?

Il mio primo saggio cinematografico e quello che ancora oggi mi regala le maggiori soddisfazioni. Sono passati sei anni dalla prima e quattro anni dalla seconda edizione di …Altrimenti ci arrabbiamo! Il Cinema di Bud Spencer e Terence Hill, Un Mondo a Parte Edizioni, ma ancora vengo contattato da radio, giornali e siti internet per parlare di loro. Credo di essermi ormai meritato l’appellativo di “maggiore esperto italiano di Bud Spencer e Terence Hill”, due attori che coi loro film hanno accompagnato la mia fanciullezza e che ancora oggi rivedo con piacere, ridendo come fosse la prima volta.

 

 

4 Edizione cartacea o eBook?
Un dilemma non facile da risolvere, ma che ultimamente mi ha fatto propendere sempre di più per la seconda opzione che, a mio avviso, rende più libero un autore. Le autoproduzioni sono un fenomeno con cui prima o poi i Baroni dell’editoria italiana dovranno fare i conti, lì fuori c’è un esercito di aspiranti scrittori, alcuni davvero bravi e meritevoli, che però, a causa del mal funzionamento del mercato editoriale italiano non trovano sbocchi. Purtroppo in Italia tutto è specchio della politica e l’editoria non fa eccezioni, e l’unico modo per provare a cambiare le cose è far partire la rivoluzione dal basso, da noi autori, da tutti quei talenti nascosti e trascurati di cui è pieno il nostro Paese. Se utilizzato nella maniera giusta, l’ebook può rappresentare una svolta, la nascita di una nuova era, ma come si dice “fatta la legge, trovato l’inganno” e quindi ecco che già bisogna fare i conti anche coi primi problemi di monopolio, concorrenza sleale, cartelli ecc.


5 Il libro che consiglieresti di leggere?
Ne consiglio due, quelli che più di ogni altro sono stati importanti per me: It di Stephen King e La casa degli spiriti di Isabelle Allende, due romanzi molto diversi tra di loro, ma che possono insegnare parecchio, e non solo a chi ama scrivere.


6 L’ultimo libro che hai letto?
La lunga notte di Linda Castillo, TimeCrime, un ottimo thriller ambientato in una comunità amish. Il thriller ormai va per la maggiore, ogni casa editrice ha una propria collana dedicata, ma proprio per questo motivo a volte ci si trova di fronte a prodotti imbarazzanti. Per fortuna non è stato questo il caso.

 

7 Se dico Stephen King, cosa rispondi?

Stephen King ha avuto un ruolo decisivo nella mia vita di lettore e di autore. Da bambino e ragazzo era il mio scrittore preferito, ho letto praticamente tutto e ho provato a fare di lui il mio modello, ma poi col tempo ha perso smalto (d’altronde invecchia anche lui!). Nonostante tutto è ancora un punto di riferimento per quelli che come me, amano l’horror, un genere che in Italia, purtroppo, soffre parecchio perché di alcuni argomenti non è conveniente parlare e per una mentalità esterofila che ci portiamo dietro dalla Seconda Guerra Mondiale.


8 Un giovane autore che speranze ha di pubblicare con un grande editore?

La speranza è l’ultima a morire, ma i casi di un giovane autore che ha pubblicato con una grande casa editrice si contano sulle dita di una mano, almeno qui in Italia. Ultimamente i tg e i giornali parlano parecchio di disoccupazione giovanile, ecco, nell’editoria italiana funziona pressappoco nella stessa maniera: i medesimi problemi che i giovani trovano nel mondo del lavoro, li trovano nel mondo dell’editoria. L’Italia non è un Paese per giovani, forse nemmeno per vecchi, quanto per caste, e non importa se sei giovane o vecchio, basta che ne fai parte.


9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?
Ho un lavoro che mi tiene fuori casa circa dieci ore al giorno, ho una moglie e un figlio di tre anni e mezzo. Scrivere sta diventando sempre più difficile, spesso mi capita di farlo mentre di fronte a me c’è in onda un cartone animato o il rumore della macchina per fare il pane o la pizza. Insomma, cerco di trovare ogni attimo disponibile, rinunciando ad altro: se voglio conciliare la mia passione (scrivere) con ciò in cui ho sempre creduto (famiglia) devo fare scelte e rinunce. Se molti il sabato sera escono, io magari rimango a casa a scrivere, se altri vanno in palestra una o due ore al giorno, io ho messo su una discreta pancia, se alcuni dormono otto-nove ore a notte io ne dormo cinque o sei… ma per fortuna ho una moglie molto comprensiva e un bimbo splendido!

10 Come nasce la tua passione per le storie?

Credo che nasca essenzialmente dal bisogno di immaginarsi una realtà diversa da quella che si vive, di fare salti temporali in altri mondi, di creare qualcosa che non esiste. Leggere un libro, come scriverlo, è un’esperienza al limite del razionale, le storie rappresentano una possibilità di esplorare altre realtà, seppur fantasiose. Per molti viaggiare significa prendere un aereo e andare una volta a Londra, una volta a Parigi ecc., per me è mettermi comodo, aprire un libro e cominciare a leggere oppure aprire una pagina di Word, tremare di fronte al foglio bianco e poi, finalmente, iniziare a battere sui tasti fino a farli saltare via.


11 Qualche anticipazione su un tuo progetto futuro?
Dopo l’esperienza del mio primo romanzo, Il sentiero di rose pubblicato coi tipi di Ciesse, ho deciso di dedicarmi soltanto alla saggistica cinematografica per vari motivi, tra cui quello di aver conosciuto a fondo il mercato editoriale italiano ed essermi reso conto che se non hai l’appoggio delle persone giuste e se non fai parte di un gruppo disposto a supportarti, è dura andare avanti. Naturalmente anche nella saggistica funziona bene o male così, ma almeno scrivendo di cinema posso dare libero sfogo alle mie passioni e dare seguito ai miei studi. Al momento sto lavorando su un saggio dedicato al cinema horror francese, dalle origini ai giorni nostri, con particolare attenzione agli ultimi vent’anni che hanno visto nascere e prosperare una nuova generazione di autori e registi di indiscusso interesse. E poi sono impegnato a coltivare il vecchio progetto di un dizionario sul cinema degli zombie. Il primo libro dovrebbe peraltro essere la mia ultima pubblicazione cartacea, poi credo di voler provare con le autoproduzioni per i motivi sopra citati, sganciarmi e andare un po’ a briglia sciolte.


12 Un tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore.

Scrivere, leggere, scrivere, leggere… e ancora scrivere e leggere. Gli consiglio anche di lasciar perdere quegli esaltati che dicono che scrivere è una missione o che scrittori si nasce: scrivere è un lavoro come gli altri, con la sola ma importante differenza che viverci è molto difficile. Non c’è altra via se non il sacrificio e il lavoro costante, proprio come in qualsiasi altra professione, ma costoro devono anche essere coscienti che in Italia il mestiere di scrittore è un’ardua impresa; come diceva una vecchia canzone: “uno su mille ce la fa”. L’importante è non mollare, rialzarsi quando si cade e risalire di nuovo a cavallo. Fare lo scrittore in Italia è un miraggio, ma le oasi esistono, per cui bisogna almeno provarci, poi il tempo darà il proprio responso.

13 Cosa vuol fare da grande Marcello Gagliani Caputo?

Continuare a sognare e continuare a scrivere: se un giorno smetterò di fare queste due cose, allora ci sarà un problema da risolvere. Ho il dovere di credere in quello che faccio e ho il dovere di continuare a coltivare il sogno di un bambino da cui non mi sono mai separato.


Grazie per essere stato mio ospite

Grazie a te e in bocca al lupo per il tuo lavoro.

 

Marcello Gagliani Caputo Official Blog

 

Biografia

Sono nato a Palermo il 30 Ottobre 1974 e ho cominciato a scrivere già alle elementari. Storie di fantasmi, castelli, passaggi segreti e maledizioni che lentamente mi hanno fatto apprezzare la narrativa horror, in particolare Clive Barker, Peter Straub, Ramsey Campbell e Stephen King di cui ho praticamente letto tutto.

Dopo essermi trasferito a Roma (nel 1991), dove ancora oggi risiedo, nel 1993 ho messo a frutto la passione per il Re vincendo il mini-concorso “Racconta la tua Paura” indetto da “Il Giornale di Stephen King” (in premio ho ricevuto una copia di Incubi & Deliri). Dopo un non poco complicato diploma di Liceo Scientifico, mi sono trasferito a Roma dove ho preso la laurea in Lettere Moderne, indirizzo Storia del Cinema, dopo una breve apparizione nella facoltà di Scienze Politiche.

Il 2000, oltre a essere l’anno della laurea (con la tesi Oltre Maigret: Georges Simenon tra Letteratura e Cinema), rappresenta anche quello del debutto nel campo letterario con la raccolta di racconti Finestra Segreta Vita Segreta pubblicato con la casa editrice Ripostes. Un’esperienza purtroppo da cancellare, che però non mi ha tolto la voglia di scrivere e così, un anno più tardi, ho curato con l’amico Stefano Martello la raccolta di racconti Professione Esordiente per la casa editrice Prospettiva, un modo per dare visibilità a giovani autori. Dopo aver svolto i più svariati lavori, nel 2002 ho preso il tesserino di Giornalista Pubblicista e ho fondato il sito di cinema e letteratura L’isola del tesoro (ora chiuso).

Nel 2004 sono stato assunto come scheduler dalla Fox Channels Italy dove ancora oggi lavoro, ma nel frattempo continuo a coltivare la passione per il cinema. Nel 2006, sfruttando i miei studi, ho esordito nella saggistica cinematografica con il libro …Altrimenti ci arrabbiamo! Il cinema di Bud Spencer e Terence Hill per la casa editrice Un Mondo a Parte. Accolto con favore dagli appassionati del duo, il libro ha avuto una seconda edizione pubblicata nel 2008. In questo stesso anno ho pubblicato con Andrea Salacone e Sergio Gualandi il saggio Bad Boys – La Figura del Cattivo nell’Immaginario Cinematografico per la Morpheo Edizioni e partecipato al libro Christopher Lee – Il Principe delle Tenebre (Profondo Rosso Edizioni). Nel 2010 sono tra gli autori che partecipano all’antologia 365 storie cattive (ilmiolibro.it) curata da Paolo Franchini, a sostegno di A.I.S.E.A Onlus, con il racconto L’ultimo saluto.

A Gennaio 2011 la Ciesse Edizioni ha pubblicato Il Sentiero di Rose, mio primo romanzo giallo, e poi ho ripreso la mia attività di saggista cinematografico partecipando a Il Cinema di Michael Winner (Edizioni Il Foglio) e curando, con Roberto Donati, la prima monografia italiana dedicata al regista David Fincher: The Fincher Network - Fenomenologia di David Fincher (Bietti Edizioni), un compendio di saggi per approfondire la vita e le opere del regista di The Social Network. Nel frattempo, mi diletto a scrivere di cinema, libri e tv sul portale www.horror.it e sul blog “Corpi Freddi”,  http://corpifreddi.blogspot.com/.

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