Antonio Ferrara intervista Stefano Pastor


Lo Scrittore Stefano pastor

Stefano Pastor

Oggi ho l’onore e il piacere di intervistare uno dei più promettenti autori italiani per quello che concerne il genere “fantastico”, inteso nel senso più largo del termine.
Stefano Pastor. Incontrato per caso all’interno di un concorso letterario. Circa un anno fa ebbi la fortuna di avere tra le mani l’incipit di un suo romanzo di prossima pubblicazione di Stefano Pastor. Tramite forum e notizie in rete sono riuscito a rintracciarlo e a leggere i suoi libri.

1 Chi è Stefano Pastor per Stefano Pastor?

Molto deludente, lo devo ammettere. Io esisto in quello che scrivo e sono di certo più interessanti i miei libri della mia vita. Ma questo temo che sia un problema comune a tanti scrittori. Di sicuro è più facile affrontare la vita tramite la parola stampata che faccia a faccia.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Devo dire che la fantasia ha sempre fatto parte della mia vita. Mi sono sempre nutrito di libri, musica e film. Allo stesso modo sono sempre stato convinto che scrivere fosse troppo difficile e mai sarei riuscito a farlo. Tre anni fa ho iniziato per gioco e posso dire di non aver più smesso da allora.

3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Scrivere può essere molto gratificante, e pubblicare altrettanto. Purtroppo i benefici di queste pubblicazioni sono diluiti nel tempo. Quindi ammetto che finora non ho ancora guadagnato con questo lavoro, o almeno non ho ancora visto tangibili effetti, ma conto che ciò accada in un futuro non troppo lontano.

4 Edizione cartacea o eBook?

Personalmente leggo solo in ebook, ma come autore penso che sia molto più soddisfacente la copia cartacea. Tenere in mano un proprio libro è una sensazione che un ebook non potrà mai dare. L’importante resta comunque essere letti, quindi qualsiasi mezzo è ben accetto.

5 Che tipo di scrittore sei? Butti tutto giù di un fiato oppure pianifichi?

Mai pianificato. Certe storie crescono pian piano durante la scrittura, di altre ho in mente solo l’inizio e la fine e il resto viene costruito man mano. In alcuni casi l’idea iniziale è più articolata che in altri, quindi quando inizio a scrivere ho già in mente quali saranno gli avvenimenti principali della storia.

6 Tra i Libri che hai pubblicato qual è quello che ti ha dato più soddisfazioni?

Curiosamente le storie a cui sono più legato non sono ancora state pubblicate, forse perché non faccio che revisionarle per migliorarle ancora di più. Sicuramente le soddisfazioni maggiori sono legate al libro d’esordio, Ritorno a Ventimiglia. Questo perché non avevo alcuna fiducia nel romanzo, e soprattutto nelle mie capacità di scrittura, e sono stato davvero sorpreso che abbia vinto il concorso. Soprattutto che sia piaciuto a tutti quelli che l’hanno letto. Proprio non me l’aspettavo.

7 Vivere di scrittura, che ne pensi?

È il mio punto di arrivo, la meta che mi sono imposto. E sono convinto che perseverando si possa ottenere qualsiasi risultato. Anche perché ormai non sarei più in grado di vivere senza scrivere, quindi l’unica soluzione è farlo diventare una professione.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa?

Non lo credo affatto. Penso anche che sia un’evoluzione naturale. Occorre il suo tempo, come in qualunque fase evolutiva. Crearsi un nome, farsi conoscere, e alla fine giungere anche ai grandi editori. Cogliere tutte le occasioni, quindi. Non nego che esistano scorciatoie per arrivare ai grandi editori, come le agenzie letterarie e conoscenze particolari, ma non sono convinto che sia quello l’unico modo per raggiungerli. Sono dell’idea che alla fine la qualità verrà sempre premiata.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Be’, io devo il mio successo a due concorsi letterari, che mi hanno permesso di pubblicare i miei primi libri. Anche adesso continuo a farne, e con buoni risultati. Quindi non posso che considerarli molto utili. Anche qui, comunque, occorre fare distinzioni, perché non tutti i concorsi letterari sono organizzati con serietà, ci sono casi in cui si possono considerare praticamente inutili.

10 Sei uno scrittore molto prolifico, come fai? Quando scrivi? Come?

Scrivo sempre. Da tre anni non sono stato un solo giorno senza scrivere. E se non scrivo correggo, revisiono, aggiusto. La mia produzione è scesa, negli ultimi mesi, in concomitanza con la pubblicazione dei miei libri, ma oggi è di nuovo ripresa. In situazione ottimale produco fino a trenta pagine al giorno, quindi faccio molto in fretta a finire un libro. Questo s’intende ovviamente per una prima stesura, poi i libri vanno revisionati più volte prima di poterli proporre a un editore. L’unica cosa che non mi manca sono le idee. Anzi, spesso devo accantonare ottime storie perché non ho il tempo di metterle su carta.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Uno solo. Scrivere. Inteso nel senso letterale. Cioè, scrivere un libro e subito dopo un altro, e poi un altro ancora. Scrivere racconti, ogni cosa che passa per la mente. Mai credere di aver finito quando ci si ritrova con un manoscritto in mano, se io avessi fatto così non avrei mai pubblicato, perché non mi vergogno ad ammetterlo che i miei primi libri erano scritti proprio male. L’unico modo di imparare a scrivere, di creare uno stile personale, è scrivere in continuazione. L’evoluzione è naturale. A parte questo è necessaria la fantasia, se quella difetta tutta l’abilità del mondo non potrà sopperire. Questo non vuol dire che una persona priva di fantasia debba smettere di scrivere, piuttosto che deve estendere le sue aspettative. Molto meglio produrre un ottimo saggio o una biografia, piuttosto che un mediocre romanzo.

13 Cosa vuol fare da grande Stefano Pastor?

Credo di esserci già arrivato. Faccio ciò che avevo desiderato fare. Essere conosciuto, essere letto, essere pubblicato da grandi editori e diventare famoso, per quanto siano cose che io mi auguro, potranno essere solo un complemento di ciò che faccio adesso. Il mio desiderio era scrivere, imparare a scrivere, essere capace di trasmettere agli altri i miei sogni, e credo di esserci riuscito. Questo è tutto.

Grazie Stefano
Stefano Pastor è nato a Ventimiglia nel 1958, dopo vent’anni passati nel commercio di musica e film, da un paio d’anni ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Un primo successo l’ha ottenuto vincendo col romanzo Holiday il Premio Letterario Città di Ventimiglia, pubblicato in seguito dalla Editrice Zona col titolo di Ritorno a Ventimiglia (2010). Col thriller L’Intervista ha vinto il Premio Le Fenici 2010, indetto dalle Edizioni Montag, che l’hanno poi pubblicato in volume. Con CIESSE Edizioni ha pubblicato i volumi Creature e La Correzione, entrambi nel dicembre 2010, e Morte nel 2011. A marzo 2011 è uscito il romanzo horror La Prigione per la Zerounoundici Edizioni. A maggio 2011 ha curato la sua prima antologia, Favole della Mezzanotte, sempre per la CIESSE Edizioni. Le sue storie sono dei generi più disparati, thriller, fantascienza, fantasy, horror, avventura, drammatico, ma ha una predilezione per il fantastico puro, senza una precisa inquadratura.

Website personale di Stefano Pastor

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