Antonio Ferrara intervista Monica Bartolini


Monica Bartolini Scrittrice

Oggi ho il piacere di intervistare la scrittrice Monica Bartolini, vincitrice del “Gran Giallo Città di Cattolica” Mystfest 2010.

1 Chi è Monica Bartolini per Monica Bartolini?

E’ la parte empatica di Monica, quella che viene colpita dai dolori altrui tanto da appropriarsene e sentirli suoi, e che per esorcizzarli ha bisogno di trasformarli in storie gialle, noir o thriller.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
La voglia di scrivere mi ha colto assolutamente alla sprovvista, travolgendomi con una forza inusitata: tanti libri letti nel corso del tempo hanno rotto gli argini della mia schematicità, inondando di parole lo schermo del mio computer.

3 Essere donna in un ambiente come quello della letteratura “Gialla”?

Ritengo sia un vantaggio assoluto, perché noi donne siamo dotate di un intuito finissimo e poniamo molta attenzione sia ai dettagli che ai risvolti psicologici degli eventi. Se poi un Maestro del calibro di Camilleri arriva a sostenere che le scrittrici di romanzi gialli sono pessime perché non sanno raccontare i delitti, beh… mi assumo pubblicamente l’impegno di dimostrargli quanto si stia sbagliando!

4 Edizione cartacea o eBook?
Sono assolutamente favorevole alle innovazioni ed il formato elettronico dei libri mi sembra molto azzeccato per un target di pubblico giovane; quindi ben venga la tecnologia anche solo se servisse ad avvicinare le giovane leve alla lettura. Personalmente adoro i libri, tanto da conservarli gelosamente in libreria, dopo avervi apposto il timbro ex libris a forma di Emme gigante (Emme per Monica, Emme per “mio”!).

5 Il libro che avresti voluto scrivere?
Il mio spirito pionieristico risponderebbe che avrebbe voluto scrivere il primo legal thriller degno di questo nome, ossia “Presunto innocente” di Scott Turow. La mia anima caustica, invece, si sarebbe persa volentieri nei meandri della selva oscura dell’Inferno dantesco e la mia ambizione si sarebbe beata nell’aver saputo scrivere “Il mio nome è Rosso” di Orhan Pamuk.

6 Vincere un concorso importante ti cambia la vita?
Ricevere un apprezzamento così pregnante da una giuria qualificatissima come quella di Cattolica ha sicuramente cambiato la mia percezione sulle mie capacità, ma non ha modificato la sostanza del percorso della mia professione. Nessun concorso a cui partecipi da solo (senza la forza del marketing di una casa editrice alle spalle, intendo) può considerarsi un trampolino di lancio definitivo.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?
In termini squisitamente pratici, vivere con i soli proventi della propria attività letteraria credo sia ancora un lusso per pochi eletti. Vivere “per” la scrittura lo considero già più possibile, di grande soddisfazione – per carità! – ma sempre ben poco remunerativo. Per quanto riguarda me, io scrivo per vivere meglio, nel senso che la pratica costante della scrittura mi aiuta a tirare fuori parti di me che nella vita di tutti i giorni non avrebbero grande spazio, come l’intuizione o la fantasia. Scrivere quindi è il mio personalissimo modo di rivalermi sull’appiattimento indotto dalla routine quotidiana.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Una volta mi fu detto, proprio da un editore a cui proponevo un romanzo, che per pubblicare bisogna “dare il pilotto agli editor”. Rimasi basita (ed ancora non mi sono ripresa). Quando entro in libreria, ti confesso che mi viene lo sconforto nello scorgere le fascette gialle sulle copertine che magnificano gli scrittori di turno come “il fenomeno dell’anno”, “la penna più prolifica” o “la rivelazione del decennio”. Mi sento improvvisamente minuscola nei confronti di questo roboante panorama di colleghi di penna, ma non mi scoraggio. La via giusta, a mio avviso, è proporre i propri lavori in più contesti ed in più occasioni, ma con un occhio attentissimo alla piccola e media editoria.

9 Gran Giallo Città di Cattolica? Raccontami tutto.
L’aver vinto Cattolica con un racconto molto singolare come “Cumino assassino” mi ha dato una soddisfazione incredibile, perché ho avuto la conferma di quanto ho sempre propugnato con testardaggine: se vali davvero puoi arrivare ovunque con la sola forza delle tue capacità. E’ stata una rivincita personale verso l’antitetico modo di pensare imperante, che proprio non mi appartiene.

10 Come scrivi? Quando scrivi?
La notte è veramente proficua perché il buio crea l’atmosfera e la signora del piano di sopra dorme beata! A parte gli scherzi, adoro il silenzio totale per concentrarmi e scrivere. Di giorno mi limito a correggere ed a perfezionare gli intrecci dei miei libri: sapessi quante volte mi accade di essere alla guida immersa nel traffico e di avere all’improvviso un’intuizione giusta o magari trovare un errore in quanto avevo scritto di recente!

11 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Credere in se stessi, non solo nella bontà dei propri lavori, è il caposaldo per superare qualsiasi difficoltà si frapponga tra un’ambizione e la sua fase realizzativa. Nello specifico, per farsi strada è importantissimo far leggere il più possibile i propri lavori e, in quest’ottica, partecipare ai concorsi letterari può risultare utile. Dopodiché ognuno deve indirizzarsi verso la strada che ritiene più consona alla sua natura, senza dimenticare mai però che scrivere è un’arte e come tale va affinata con l’allenamento e dedizione.

12 Cosa vuol fare da grande Monica Bartolini?
Vorrei essere considerata una scrittrice “all’antica”, della quale si dica che sa utilizzare correttamente i congiuntivi e la punteggiatura. Già quello sarebbe un vanto!

Grazie per essere stata mia ospite.

Monica Bartolini nasce a Roma 43 anni prima della Rossachescrivegialli; ma la passione di Monica per i gialli risale ai tempi in cui a notte fonda si arrampicava come un gatto fino all’ultimo piano della libreria paterna per rubare i libri da grandi.

Da onnivora e accanita lettrice a scrittrice il passo però non è stato breve!

L’accelerazione nella trasformazione si è verificata quando ha fatto capolino, tra un’interlinea e un capoverso, l’alter ego di Monica durante un corso di scrittura creativa, iniziato assolutamente per caso oramai tre anni fa.

L’ anima gialla ha preso il sopravvento tanto da partorire sempre più detective story che racconti di altro genere, ma la Rossa si è materializzata ufficialmente solo con la pubblicazione di Interno 8 (Gruppo Albatros – Il Filo editore, 2008).

In un anno di attività professionale le soddisfazioni non sono davvero mancate: Interno 8 ha avuto un’ottima accoglienza e il suo protagonista principale, il Maresciallo Nunzio Piscopo, si è fregiato di un 5° posto al concorso GialloCarta e di un 10° piazzamento a Carabinieri in Giallo con la narrazione di sue indagini ben riuscite in meno di 15 cartelle dattiloscritte dal titolo “Tanti auguri, maresciallo!”.

Monica però, all’insaputa della Rossa, ha portato a termine anche un progetto di segno completamente diverso: una raccolta di racconti sul tema del ricordo, ognuno corredato da una foto (altra grande passione di Monica), dal titolo Ti ricordi, amore mio?, che a giugno 2010 ha uscito dalle rotative della Colosseo Editore, per spiccare il volo.

Ma il racconto più apprezzato finora è stato CUMINO ASSASSINO che in soli due mesi si è aggiudicato la menzione speciale della Giuria del Gran Giallo a Castelbrando e si è imposto al MystFest, vincendo il Gran Giallo Città di Cattolica.

Monica Bartolini Website

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