Antonio Ferrara intervista Sandro D’Elia


Sandro D'Elia

Lo scrittore Sandro D'Elia

Oggi è ospite della rubrica interviste lo scrittore Sandro D’Elia vincitore del premio “Orme Gialle” nel 2001 e il concorso “Cosseria” nel 2003. Nel 2004  si è classificato primo al concorso “Giallo Wave” e nel 2006 ha vinto il premio “Gran giallo città di Cattolica” con il racconto “Il vino buono”.

1 Chi è Sandro D’Elia per Sandro D’Elia?

Un tizio che si pone un sacco di domande, quasi tutte inutili.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Non mi è mai venuta in mente, ho sempre scritto e basta. Da quando al liceo componevo poesie d’amore (per fortuna le ho perse tutte) credo di non aver mai smesso davvero.

3 Quando hai vinto Orme Gialle, Giallo Wave e il Gran Giallo Città di Cattolica, ti è arrivata una telefonata? Raccontami quei momenti.

In qualche caso ho ricevuto un’email, in altri una lettera. Per Giallo Wave mi è arrivata una telefonata dell’organizzazione, e poi mi hanno passato un giornalista che voleva intervistarmi  mentre ero sulla spiaggia con gli amici. Mi sono sentito molto importante, ma non sapevo che cosa rispondere a quelle strane domande. Imbarazzante, direi.

4 Edizione cartacea o eBook?

Mah… quello che mi lascia molto perplesso degli eBook non è quello che ci puoi fare, ma quello che ti è proibito. In molti casi non puoi copiare l’eBook, non lo puoi spostare su un altro lettore, non lo puoi prestare, e magari scopri che te lo possono cancellare in remoto, come ha fatto Amazon per quelli che avevano comprato “1984” di Orwell sul Kindle. Che devo dire, non mi piace. Finché tutta questa gestione dei diritti d’autore non sarà più umana penso che continuerò a comprare libri di carta, ma so anche che non potrò resistere a lungo.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

Bella domanda. Tanti, perché sono tanti i libri che mi hanno fatto diventare migliore. Forse tra tutti sceglierei uno di Stephen King, “Different Seasons”. Sono quattro racconti che sembrano banali, ma poi senti che scavano, scavano, e ti fanno capire tante di quelle cose che sono dentro di noi, e a cui non avevi mai pensato. A proposito, ma non dicono tutti che i racconti non li pubblica nessuno, perché nessuno li vuole leggere? Ah, naturalmente, avrei anche voluto scrivere l’Odissea, ma questo scrivilo piccolo piccolo, altrimenti sembro un tradizionalista che pensa solo al passato.

6 Gran Giallo Città di Cattolica 2006? Raccontami tutto.

Una fregatura enorme. Ero contentissimo di aver vinto il premio, mi sarebbe piaciuto anche andare a visitare San Patrignano, perché quell’anno organizzarono la lettura del mio racconto durante una manifestazione che facevano lì. Purtroppo avevo cambiato lavoro e mi ero trasferito da Napoli a Bruxelles pochi giorni prima, non potevo davvero andare. E così mi è rimasta la voglia. Ma non si sa mai, magari vinco di nuovo l’anno prossimo.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Non è facile, per motivi numerici. Il mercato italiano non è grande come quello anglosassone, e per guadagnare abbastanza da vivere con gli eventuali diritti d’autore, se fai due conti, devi vendere veramente un numero spropositato di copie. Non so quanto siano ricchi gli scrittori italiani più conosciuti, ma penso che gente come Lucarelli o Baricco guadagnino più con le attività collaterali che con la scrittura. Certamente le cose possono cambiare se cominci a scrivere per il cinema o per la televisione, ma quello è un mestiere diverso.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Non lo so, non sono la persona più adatta per dare una risposta perché sono piuttosto pigro e non ho mai provato seriamente a pubblicare con un grande editore.

9 Come é cambiata la tua vita dopo il conseguimento dei tuoi riconoscimenti letterari?

Ho una vetrinetta a casa piena di targhe.

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Faccio parte di quella generazione che scrive molto meglio su una tastiera che a mano, e per fortuna, perché correggo e aggiusto le cose tantissime volte prima di pensare che il risultato sia almeno decente. Le storie qualche volta vengono fuori quasi da sole, senza sforzo, ma poi per arrivare ad una buona qualità ci vuole un sacco di lavoro. Per me la notte porta consiglio: quando la giornata è finita mi sento più tranquillo e posso dedicarmi alla scrittura, mentre il resto della famiglia dorme.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Si guadagna molto di più a fare il commercialista. Ci hai pensato?

13 Cosa vuol fare da grande Sandro D’Elia?

Avevo pensato di fare il commercialista, ma forse farò lo scrittore.

Grazie per essere stato mio ospite.


Sandro D’Elia è nato a Napoli nel 1959. Significa che è all’incirca coetaneo di George Clooney e di Maradona. Purtoppo dal primo ha preso l’abilità nel palleggio, e dal secondo la bellezza. I soldi da nessuno dei due.
Dopo il liceo si è laureato in Fisica, e ha lavorato nel campo dell’informatica andando un po’ in giro per il mondo, mentre cercava di non dimenticare le sue passioni per la scrittura, la musica e tante altre cose belle della vita.
Ora fa il Project Manager, sa tutto di RUP, ERD, PHP, XML, CMS, WBS, ed è un esperto riconosciuto di KM, OOA, UML, RDBMS.
Nei brevi momenti di lucidità che gli restano, sogna di dimenticare tutte le sigle e di ritirarsi a fare il monaco camaldolese. Poi il sogno si trasforma in incubo quando il priore gli chiede di realizzare il sito web del monastero; a questo punto di solito si sveglia, e decide che è meglio continuare a fare il padre di famiglia.
Ha vinto il premio “Orme Gialle” nel 2001 con il racconto “Ramon deve morire”, e il concorso “Cosseria” nel 2003 con “Ascolta Iuri”. Nel 2004 ha avuto molta fortuna: si è classificato primo al concorso “Giallo Wave” organizzato da Arezzo Wave con il racconto “Abbiamo gli occhi solo per piangere”, poi la sua favola “Yassa con pollo e senza pollo” è stata selezionata per la pubblicazione dalla giuria di “Racconti nella rete”, organizzato da LuccaAutori, e infine ha vinto il terzo premio al concorso “Cosseria” con il racconto “La nave si chiamava Calypso”. Nel 2006 ha vinto il premio “Gran giallo città di Cattolica” con il racconto “Il vino buono”, pubblicato sui Gialli Mondadori N.2902 del 8/6/2006.
Se continua così, va a finire che si crederà davvero uno scrittore.
La vita diventa noiosa se non si prendono i provvedimenti necessari. Così Sandro, arrivato ad un’età in cui molti suoi coetanei cominciano a pensare sempre più seriamente alla pensione, ha deciso di riciclarsi e diventare un funzionario della Commissione Europea, passando dalla soleggiata Napoli alla piovosa Bruxelles. La speranza nascosta è che le brume del Nord gli ispirino tante nuove storie. Da un po’ di tempo Sandro si è anche innamorato di tutto quel mondo che noi chiamiamo “medio oriente”. Non che ne sappia molto: gli è successo come a Dante, quel signore col nasone che si invaghì di Beatrice soltanto guardandola da lontano; comunque, da allora Sandro ha deciso di firmare i suoi gialli con lo pseudonimo di Ibrahim El-Aid. Per le favole, invece, utilizza un altro soprannome, che potrete trovare sul suo sito Internet http://fifolobirillo.interfree.it/
Sandro ha gusti semplici e un po’ banali: gli piace la pizza, suona la chitarra, ama Simenon, Camilleri, Jerome K. Jerome, e sua moglie. Sembra un serio professionista, ma in fondo spera che i suoi figli lo ricordino come un poeta.

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