Archivi del mese: giugno 2011

Antonio Ferrara intervista Daniele Bonfanti


Daniele Bonfanti

Daniele Bonfanti

Oggi ho il piacere di avere come mio ospite Daniele Bonfanti. Pianista e compositore, canoista e alpinista, Daniele Bonfanti è editor, autore di romanzi e racconti tra weird, avventura, horror e fantascienza, curatore di raccolte e saggista; è tra i fondatori dell’Associazione Culturale XII, gruppo letterario da cui nel 2007 è nata Edizioni XII.

1 Chi é Daniele Bonfanti per Daniele Bonfanti?

Mh.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Mah, incoscienza giovanile. Quando mi sono reso conto di cosa stavo facendo era troppo tardi e il mostro mi aveva risucchiato nelle sue spire.
Scherzi a parte, mi è sempre piaciuto inventare storie fin da piccolo (prima di scriverle le registravo a voce con un registratore portatile regalatomi da mio padre), così come mi è sempre piaciuto scoprire le storie degli altri, e in generale scoprire cose che prima non sapevo.
Cercare di farne una professione è stato piuttosto naturale.
Non ho il “demone” della scrittura, non ho missioni da crociato o roba simile. Ne potrei benissimo fare a meno.
Mi piace, mi dà soddisfazione, credo di avere alcune cose interessanti da dire; quindi perché no?

3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Sì; poco, ma a me va bene così.
La narrativa da sola è una piccola parte (ma è importante che, per quanto poco, se si tratta di cose consistenti sia sempre pagata); per lo più campo con il mio lavoro di editor, con articoli, consulenze e collaborazioni (tra cui i corsi nelle scuole). Ma anche qui va bene così: a me piace variare, imparare, e fare esperienze diverse, non voglio fare “solo lo scrittore”.

4 Edizione cartacea o eBook?

Ho scritto recentemente un articolo (http://dodici.splinder.com/post/23776479/i-vantaggi-degli-ebook#) sui vantaggi dell’eBook, che a livello pratico lo rendono sicuramente migliore.
Il cartaceo mantiene il primato estetico.
Non le vedo come edizioni in competizione, ma complementari, con funzioni e valori diversi.

5 Cosa ti ha dato più soddisfazioni tra le cose che hai fatto?

Se parliamo sempre di “cose letterarie”, diventare l’editor di Danilo Arona.

6 XII Edizioni?
Richiede tanto tempo e tanto impegno, ma ripaga (in termini morali) molto di più.
Sono davvero contento di quello che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo (siamo solo all’inizio); ancora di più di avere guadagnato la fiducia dei lettori, e di avere dato loro buone letture, emozioni, ricordi; soprattutto delle persone straordinarie con cui collaboro e che sono diventate realmente una cordata di amici.

7 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Se con “grande” intendi “grosso”, ovvero un’azienda con un vasto capitale eccetera: impossibile no, ci sono sempre eccezioni. Però non è una cosa a cui puntare, per un giovane. Spesso mi sono trovato di fronte a aspiranti che dicono: “Io però non voglio pubblicare con una piccola casa editrice”. Senza sapere di cosa parlano.
Innanzitutto è giusto farsi le ossa, fare un passo per volta. Come in tutte le cose.
Poi non è affatto detto che un editore grosso venda più o ti dia più visibilità di uno piccolo, e magari spesso il libro lo cura e lo segue molto meno bene. I grossi editori pubblicano tanti titoli, e quello del giovane autore che ha imbroccato l’occasione magari viene soffocato da titoli ben più pesanti dello stesso editore (non penserete che gli investimenti in tempo e denaro siano gli stessi per tutti i libri?).
Un medio o piccolo editore di qualità pubblica pochi titoli, seguendoli tutti con grande impegno e garantendo cura, anche perché un titolo per un piccolo è un investimento serio, rischioso anche, quindi se lo pubblica significa che ci crede. Per un grosso, che lavora sulla quantità, un titolo nel mucchio può benissimo “andare male” e pazienza.
Poi è normale ambire a una pubblicazione importante e su grande tiratura, ma io consiglierei ai giovani di porselo come obiettivo per quando si ha più esperienza sulle spalle e più muscoli.
Se con “grande” intendi “prestigioso”, no, non è impossibile se si scrivono cose valide: Gargoyle Books ne è valido esempio. Ha pubblicato esordienti e giovani italiani al pari di miti internazionali.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?
Assolutamente sì, anche se occorre saper scegliere quelli validi.
Se lo sono, diventano un ottimo modo per confrontarsi con altri autori e conoscere colleghi (specialmente quando esistono aree di discussione dedicate, e non si tratta solo di “inviare e sperare”).
Se si è bravi, ci si può portare a casa qualche soldino, che male non fa.
Se sono ben comunicati sono occasione di visibilità.
Sono molto utili per arricchire il proprio curriculum e quindi rendersi più interessanti agli editori.
Fanno girare il tuo nome, e ovviamente i talent scout delle case editrici hanno gli occhi aperti e puntati anche sui concorsi.
Spesso nelle giurie ci sono addetti ai lavori che ti potrebbero notare.

Per esempio noi in XII utilizziamo i concorsi, in maniera dichiarata e trasparente, per adocchiare autori e collaboratori interessanti.
E diverse persone che si sono distinte nelle nostre varie iniziative hanno poi pubblicato o adesso lavorano con noi (tanto per fare qualche esempio: Alfredo Mogavero si è distinto in USAM, e ha pubblicato con noi da esordiente Six Shots; Luigi Musolino ha vinto il Circo Massimo e gli abbiamo poi proposto di entrare in redazione come editor e traduttore, si è occupato della traduzione de I vermi conquistatori e oggi è nel Consiglio di XII; David Riva, il nostro direttore editoriale, l’abbiamo conosciuto nell’ambito del concorso Archetipi – le radici dell’immaginario, che vinse; il nostro Karma Tournament dà la possibilità al vincitore di sottoporre un’opera in valutazione…).

Naturalmente non tutti i concorsi sono buoni. Ti riprendo qui quello che scrivevo in un articolo su Concorsi-letterari.it (portale di riferimento sui concorsi letterari italiani, che oltre a offrire una selezione dei più validi, approfondisce appunto il tema concorsi):

“Concorsi farlocchi, se non truffaldini, dove si sa già chi vince per ragioni politiche o di marchette varie, o interessi economici o di marketing o di amicizie o di scambi favori sempre all’italiana. (Questo, lo sappiamo, accade anche con molti dei più importanti premi letterari italiani, ma accade anche ai livelli underground, purtroppo). Quando si sa già chi vince, può succedere benissimo che i racconti che non fanno parte di coloro che devono vincere non vengano nemmeno letti e quindi i piazzamenti saranno random.

Sicuramente ci saranno anche casi in cui i concorsi sono truffaldini, e vengono organizzati solo per spillare soldi ai partecipanti: anche in questo caso non c’è interesse alla valutazione, ma solo al soldo. Quindi una volta incassato l’incassabile, l’organizzatore estrae tot racconti a caso dal lotto e li mette in finale, legge solo quelli (forse) e fa vincere il migliore.

Sempre Made in Italy.

[…] è molto importante informarsi sempre sulla serietà di chi organizza il concorso, specialmente se l’iscrizione è a pagamento, e se possibile su chi sono i giurati (molte organizzazioni non rendono noti i nomi dei giurati prima del concorso, ma solo dopo, per ragioni condivisibili – ma si può sempre andare a verificare chi c’era in giuria l’anno precedente). In questo modo possiamo capire se si rischia il caso “giuria male assemblata”.

Andare a verificare (Internet qui è molto utile) su edizioni precedenti del concorso: se tutto è filato liscio o se ci sono stati problemi – naturalmente non bisogna dar credito al partecipante che si lamenta perché non ha vinto, poiché lo sappiamo, tutti credono di aver scritto Il Capolavoro: intendo verificare se ci sono state vere e proprie scorrettezze palesi o quantomeno dubbi seri sulla trasparenza dell’iniziativa. E in questo modo evitiamo di cadere in un “concorso farlocco” o con sospetti di essere truffaldino.

Se l’organizzatore è serio e ha credibilità, allora è molto probabile che sceglierà i giurati con cura tra persone competenti. Se i nomi dei giurati o indicazioni in proposito non sono disponibili, se non si sa bene chi è l’organizzatore del concorso, allora magari è meglio valutare con attenzione se partecipare, o è del tutto legittimo scrivere un’email all’organizzazione e chiedere lumi sulla composizione della giuria. Se l’organizzatore è serio e non ha nulla “da nascondere”, sarà ben felice di rispondere”.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove Scrivi?
Ho un metodo di lavoro molto preciso a fasi successive, attraverso le quali la storia si amplifica in maniera non lineare, a partire da uno scheletro essenziale ma già completo.
Il tutto è molto complesso, cerco di sintetizzare.
Prima di tutto sta una fase di lunghe chiacchierate e discussioni (che possono avvenire ovunque: davanti a una pizza, in montagna, nella Jacuzzi… comunque di certo non davanti a uno schermo) con amici o con mia moglie (naturalmente quella nella Jacuzzi è lei, non gli amici), in cui la storia lievita, cambia, prende forma, affronta le sue criticità.
Gli spunti sono sempre esperienze reali ma stra-ordinarie (luoghi, persone, eventi), mescolati a studi che in genere forniscono le fondamenta, tutto shakerato con letture e idee.
Poi si passa a schemi tentacolari, spesso complicatissimi, su carta, integrati a una prima fase di documentazione che spesso può essere la fetta più grossa del lavoro. La documentazione può avvenire su libri, su web, tramite discussioni con esperti, sul posto, per sperimentazione… dipende.
Quindi passo a soggetto, una seconda fase di documentazione, schede dei personaggi e degli ambienti.
Quindi il progetto strutturale e le norme di istanza narrativa che intendo adottare.
Poi un trattamento sintetico, quindi un trattamento più dettagliato (quasi una sceneggiatura).
Quando arrivo alla prima stesura, ormai ci siamo. Ho già tutto perfettamente in testa a livello di architettura e posso lasciare correre la mente sul lato puramente stilistico e sui dettagli.

Dove e quando scrivo: se si intende la fase finale di stesura, scrivo di sera a un portatile Toshiba, ascoltando musica lirica in cuffia, se il tempo tiene sul terrazzo.

11 Il libro che avresti voluto scrivere?
Be’, quelli che più ho amato preferisco li abbiano scritti altri. Perché se per esempio avessi scritto io Eaters of the Dead, sarebbe venuto molto peggio di quanto ha fatto Crichton…

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Pazienza e metodo. E non scoraggiarti. Continua sempre a divertirti.

13 Cosa vuol fare da grande Daniele Bonfanti?

Mh.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te, Antonio, è stato un piacere.

Pianista e compositore, canoista e alpinista, Daniele Bonfanti è editor, autore di romanzi e racconti tra weird, avventura, horror e fantascienza, curatore di raccolte e saggista; è tra i fondatori dell’Associazione Culturale XII, gruppo letterario da cui nel 2007 è nata Edizioni XII.

Studioso di semiotica interpretativa, lavora attualmente in Edizioni XII come editor-in-chief e direttore della collana Camera Oscura; e come freelance in veste di editor, consulente e copywriter.

È caporedattore del portale, punto di riferimento italiano per la letteratura di genere, LaTelaNera.com, dove è anche responsabile della rubrica Natural Born Killers (sugli animali più pericolosi del pianeta) e scrive recensioni letterarie.

Scrive su vari altri portali e riviste, tra cui Cinemahorror.it e Concorsi-letterari.it; per la rivista elettronica Tracce d’eternità cura una rubrica insieme a Simone Lega, dal titolo “Intorno XII”, e ha pubblicato un saggio monografico; per Chimera cura la sezione dedicata alla narrativa. Suoi racconti e articoli sono apparsi su altre riviste o portali. Sempre di argomenti “misteriosi” scrive in una rubrica dal titolo Punto interrogativo, sul blog di Edizioni XII. Tra il 2008 e il 2011 ha scritto sulla rivista Hera – storica testata da edicola su miti, civiltà scomparse, misteri – sulla quale ha curato le rubriche fisse “Sala degli Archivi” e “Libri e Misteri”. Per la stessa rivista ha anche pubblicato tre speciali.

Ha collaborato anche alla realizzazione di diversi booktrailer e altri progetti multimediali; ha ideato il premio letterario “Circo Massimo“, che gestisce insieme a Gabriele Lattanzio. Gestisce dal 2009 il laboratorio letterario “Macelleria n.6“.

Dal 2006 tiene seminari di scrittura narrativa per ragazzi, esperienza ripetuta a oggi presso quattro scuole medie delle province di Lecco e Como con undici diverse classi, che ha portato alla realizzazione di libretti con i racconti scritti dagli studenti.
Ha tenuto diverse presentazioni e conferenze in varie città italiane sui propri libri o su quelli di altri autori, così come sui temi e i metodi della narrativa fantastica (si veda la pagina “Appuntamenti” per maggiori dettagli).

Vive in una vecchia e strana casa, isolata nel bosco prealpino, a metà strada tra Lecco e Bergamo, insieme alla moglie e alle due figlie. La casa è infestata da gatti e fantasmi, due categorie di persone con cui Daniele va molto d’accordo.

Sito personale: www.danielebonfanti.com

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MALAPUNTA l’ora della verità…


Malapunta il libro

Malapunta di Morgan Perdinka a cura di Danilo Arona

Ci siamo quasi, anzi ci siamo proprio. Malapunta il capolavoro di Morgan Perdinka riscoperto dall’indagatore dell’incubo per antonomasia Danilo Arona è pronto per essere scoperto. Nessuno sa ancora cosa ci attenderà sulla misteriosa isola, ma potremmo farci un favore e scoprirlo personalmente.

C’è una piccola isola tra la Toscana e la Corsica, simile a una lancia di granito, che fora il Mediterraneo e punta minacciosa il cielo.
Su quell’isola si sogna.

Un uomo che ha perso l’amore e desidera solo lasciarsi morire. Un gruppo di persone che fanno della sopravvivenza il loro credo. Un clandestino cresciuto nelle fogne di Bucarest. Uno scienziato visionario e uno strano esperimento.
Un delitto orribile, tra le rovine degli antichi Druidi.
E la Fine del Mondo.

Il capolavoro di Morgan Perdinka, scritto nel 2003 – quattro anni prima del misterioso suicidio dell’autore –, pubblicato per la prima volta, riscoperto e presentato dal maestro Danilo Arona.

Che il viaggio abbia inizio


Antonio Ferrara intervista Andrea G. Colombo


Andrea G. Colombo

Andrea G. Colombo

Oggi ho il piacere d’intervistare Andrea G. Colombo. Conosciamolo insieme.

1 Chi é Andrea G. Colombo per Andrea G. Colombo?

Il tizio che mi obbliga a stare sveglio fino a tardi davanti al PC e che mi impedisce di rilassarmi davvero.
Sapessi che tormento…

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Me lo chiedo pure io… Allora sembrava una figata pazzesca, giuro. Quando ho cominciato io, avevo solo penna e foglio di carta, ed era più che sufficiente. Direi esaltante, sebbene riempissi quaderni su quaderni di storie improbabili e illeggibili. Non so che fine abbiano fatto quei quaderni… Ci ho messo un po’ per rendermi conto che quell’attività, tramite studio, disciplina ed esercizio, potesse diventare qualcosa di “serio”.

3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Non abbastanza per viverci, perché per scelta, molte delle cose che faccio, le faccio senza alcun compenso. E anche quelle che ne hanno uno, non consentono (in Italia) di camparci allegramente.
Da un lato è una vera seccatura, dall’altro, in fondo, consente di liberare la creatività scollegandola dalle necessità alimentari, il che ti fa osare senza troppe preoccupazioni, visto che le bollette le potrai comunque pagare.

4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, finché sarà possibile.

5 Horror.it? Raccontami tutto.

Mica facile raccontarti più di un decennio di vicende. Posso riassumere dicendo: una passione.
Oggi è molto diverso da quando è nato, ed ha visto un radicale ricambio generazionale, con nuovi redattori che se ne occupano. Resta intatto l’entusiasmo e la voglia di non essere mai uguali a noi stessi. Non ce ne frega nulla di seguire l’onda, le polemiche, le mode, abbiamo sempre fatto come credevamo fosse più giusto fare. Rifiutiamo sponsor e pubblicità per fare come vogliamo. L’ambiente è molto diverso da quando abbiamo iniziato, ma la strada da fare è ancora molta. Noi andremo avanti a modo nostro.
Come sempre.

6 Mondadori?

Ancora refrattaria all’horror. Ho avuto pochi rapporti con Mondadori. La maggior parte dei quali con il settore mass market (edicola). Belle esperienze, tuttavia.

7 Il Diacono e la Gargoyle Books?

E’ stato Paolo De Crescenzo a insistere perché avvenisse questo matrimonio. Ho rimandato per due anni, aspettando di avere la possibilità di dedicarmici come meritava, poi mi sono buttato. E l’ho fatto penare perché sono lento a scrivere e avevo in mente una sola possibile strada da seguire. Però Paolo è stato davvero paziente con me.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

No, il problema è COSA scrive il giovane autore. Se scrive horror, allora mi spiace, ma che l’autore sia “giovane” o “vecchio”, alto o basso, grasso o magro, non c’è trippa per gatti. Mentre se scrive paranormal romance o fantasy, ora come ora ha più possibilità. Gli editori pubblicano e sostengono quello che vende di più e quando trovano una miniera d’oro, la sfruttano fino all’esaurimento. Se hai la fortuna di scrivere quello che “tira” in quel momento, avrai di sicuro più possibilità, perché c’è la caccia al libro che faccia vendere molte copie.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

In linea di massima, per farsi le ossa va bene un po’ tutto, basta che non ti chiedano soldi. Perché alla fine, il pericolo per gli aspiranti scrittori è quello di diventare polli da spennare, che è una cosa che mi manda in bestia. Il concorso può avere un senso solo se non ti chiedono tasse di iscrizione, è organizzato da qualcuno di serio (enti di un certo spessore culturale), la giuria è nota e composta da addetti ai lavori. In tutti gli altri casi, che tu vinca il premio Pincopallo, non importa a nessuno. E se partecipi per sapere se il tuo racconto ha delle qualità, è bene che tu conosca bene la qualifica di chi dovrà giudicarti.

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Di sera e nei week end. Oppure quando posso prendermi qualche giorno di vacanza. Scrivo direttamente al PC, prima stesura e correzione bozze. Se inizio a scrivere “seriamente”, mi obbligo a sedermi al PC ogni giorno, anche se sono stanco e non ho voglia.

11 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Innanzi tutto prendere atto che difficilmente sarà un “mestiere”, ma potrà essere una grande passione. Che rischia di diventare divorante passione, in effetti. Poi il migliore consiglio che possa dargli è di avere pazienza. La fretta è una pessima consigliera, fa fare cazzate inenarrabili. Gli consiglierei di leggere molto, scrivere tanto e non smaniare per la pubblicazione.

12 Cosa vuol fare da grande Andrea G. Colombo?

Quello che faccio adesso.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te e ai tuoi lettori!

Nasce nel 1968 con troppe passioni per una sola vita. Il pallino dell’informatica lo porta a iscriversi a ingegneria, a spendere capitali in computer e gadget elettronici (che compra e – troppo spesso – usa pochissimo), e a iniziare una intensa attività culturale on line creando e curando siti web. Quello dell’architettura gli fa cambiare corso di studi e si trasforma nel suo lavoro (e tormento, visto che e lo porterebbe a cambiare casa ogni anno pur di poterla riprogettare ex novo ogni volta). Quello delle arti marziali gli fa praticare Judo, Kung Fu, Boxe Thailandese, e gli rovina, lussa, spezza tutto quello che è possibile rovinare, lussare e spezzare in un corpo umano. Quello dell’horror, infine, gli fa divorare centinaia di libri e film, lo mette in contatto con un mondo assolutamente affascinante e fa nascere in lui l’amore per la scrittura.
Dopo aver creato il primo sito web italiano dedicato alla cultura horror, Horror.it, si dedica alla cura di alcune antologie di narrativa horror quali SPETTRI METROPOLITANI (Addictions, 1999) e JUBILAEUM (PuntoZero, 2000). Pubblica racconti in diverse antologie quali FRAGMENTS D’UN MIROIR BRISE’ (PAYOT ET RIVAGES, Francia, 1999) a cura di Valerio Evangelisti, IN FONDO AL NERO (MONDADORI, 2003). Sempre nel ‘99, cura l’edizione italiana del romanzo breve BUBBA HO TEP di Joe R. Lansdale (ADDICTIONS). Nel giugno 2004, per le EDIZIONI MASTER, progetta, realizza e cura i contenuti del mensile di cinema e letteratura HORROR MANIA, sul quale pubblica periodicamente narrativa per il serial di sua ideazione IL DIACONO. Nel 2005 affianca a Horror mania la gemella dedicata al thriller: THRILLER MANIA. Per la Gargoyle Books, scrive la prefazione al romanzo HANNO SETE di Robert McCammon (2004). Nel 2008, nell’antologia ANIME NERE RELOADED (MONDADORI) viene pubblicato il suo racconto ASFALTO. All’interno dell’antologia IL MIO VIZIO E’ UNA STANZA CHIUSA, pubblica la novella BOXED (Supergiallo Mondadori, 2009) opzionata per il cinema da un noto produttore romano. Nello stesso anno, pubblica LA FORCELLA DEL DIAVOLO all’interno dell’antologia BAD PRISMA (Epix, Mondadori 2009).

Ha scritto due sceneggiature per altrettanti film che probabilmente non vedranno mai la luce, una serie TV per un canale satellitare (idem come sopra) e diversi articoli di critica cinematrografica per quotidiani e riviste. Per la TV, adesso, sta lavorando a un pilota per una serie di documentari sul cinema horror italiano.

Non ha idea di cosa sia il concetto di noia, perché non ha mai passato mezz’ora della sua vita senza fare o pensare a qualche progetto. E non è sicuro al cento per cento che questa sia una cosa buona…

Horror.it – www.horror.it
Il mio blog – andrea.horror.it
Il Diacono – www.ildiacono.com


Horror T-Shirt 2011


nero scheletro t-shirtCONCORSO DI NARRATIVA HORROR A PAGAMENTO ORGANIZZATO DA SCHELETRI.COM, 2011 – EDIZIONE 7

REGOLE DEL CONCORSO
Per partecipare è necessario:
(1) Inviare un racconto di genere horror (deve possedere elementi soprannaturali: mostri, creature, vampiri, zombi, fantasmi, streghe, ecc.) di massimo 100 parole (escluso il titolo) entro il 30 giugno 2011
(2) Il racconto non deve essere già presente in questo sito
(3) Pagare la quota di iscrizione entro il 30 giugno 2011. Per i pagamenti con bonifico/bollettino inviare la scansione del pagamento entro il 30 giugno 2011
(4) Se il racconto non è idoneo la quota di iscrizione non verrà restituita
(5) Non è consentito correggere il racconto inviato
Tutti i racconti in gara verranno pubblicati su Scheletri.com.

PREMI
Il primo classificato vincerà una t-shirt con il proprio racconto stampato sopra.
Inoltre i racconti dei primi 3 classificati saranno pubblicati sulla rivista Micropulp.

INVIO DEI MATERIALI
Dopo aver effettuato il pagamento inviare tutto il materiale a concorso2011@scheletri.com allegando:
• oggetto della mail HORRORTSHIRT
• nome, cognome, una breve biografia, una foto (facoltativa) e indirizzo di residenza
• titolo e testo del racconto in un file .rtf o .doc

GIURIA DEL CONCORSO
I racconti che partecipano al concorso saranno valutati in forma anonima dalla giuria Claudio Vannini, Cristina Lattaro, Angela De Donno, Vincenzo Lumaga, Alessandro Balestra.

SCADENZA DEL CONCORSO
Il termine per l’invio dei racconti è il 30 giugno 2011.

PAGAMENTO QUOTA DI ISCRIZIONE
Per partecipare puoi scegliere quale quota di iscrizione pagare:
(1) 2 euro (clicca su “Paga adesso” oppure invia 2 euro tramite bonifico/bollettino)
(2) 15 euro (acquista una delle tshirt ufficiali di Scheletri. Nei 15 euro sono compresi: iscrizione al concorso, una tshirt, spese di spedizione)
Per ulteriori informazioni
http://www.scheletri.com/concorso-horrortshirt2011.htm


L’estate di Montebuio di Danilo Arona


L'estate di Montebuio Danilo Arona

L'estate di Montebuio di Danilo Arona

Per la serie consigli di lettura…

Dopo l’eclissi lunare di ieri notte ho terminato la scorrevole e fantasmagorica lettura di L’estate di Montebuio di Danilo Arona.

Io non sono un critico letterario e perciò mi limiterò a raccontare le mie impressioni di lettore/scrittore di genere. L’estate di Montebuio è un libro che ti trascina dentro la storia sin dalle prime pagine e questo è un bene. Però come tutte le produzioni letterarie che si rispettano anche questo libro ha dei punti oscuri. Per esempio, non riesce a farti addormentare sereno, ti mette ansia, ti fa paura e la paura in alcuni passi della lettura sembra davvero entrarti dentro. Inoltre tra le cose che non funzionano c’è il fatto che per leggerlo tutto d’un fiato ti fa litigare e trascurare la fidanzata, amante, moglie, compagna e chi ne ha più ne metta. È un libro che ti fa tirare fino a tardi la notte. La mattina ti alzi e lo leggi dimenticandoti il lavoro e ovviamente te lo porti sempre in bagno… Altro punto negativo del libro è che ti tiene dentro a tal punto che prometti a te stesso che è arrivato il momento di smettere, ma c’è sempre l’altro, l’Io cattivo, L’Io multiplo per dirlo alla “Arona” che ti dice con voce da bambinetto: “No, ti prego, solo un’altra paginetta, solo una” e la paginetta diventa, quasi animata di vita propria, venti trenta paginette. E anche dopo queste il bambinetto frigna ancora. Non la smette mai. Ne vuole sempre di più, sempre. Dovrò fare qualcosa per farlo smettere. Diciamo che neanche adesso mi lascia in pace. Se ne sta in un posto buio del mio cervello a reclamare ancora paginette. Credo che sarò piacevolmente obbligato a prendere Malapunta di Morgan Perdinka, non appena disponibile presso le Edizioni XII. Consiglio a chiunque non abbia letto L’estate di Montebuio di recarsi immediatamente a questo indirizzo e farsi un regalo: Gargoyle Books.

Sinossi

In una notte del dicembre 2007, alle tre in punto, lo scrittore horror Morgan Perdinka si toglie la vita nel suo loft di Milano.
Il 9 gennaio del 2008 il cadaverino mummificato di una ragazzina scomparsa quarantacinque anni prima riaffiora dalle acque gelide di un torrente sulla cima del Monte Buio, nell’Appennino Ligure. Eventi all’apparenza estranei l’uno all’altro. Ma quando un carabiniere e un anatomopatologo scoprono che il dodicenne Morgan trascorse le vacanze estive del 1962 sotto il Monte Buio, vivendo un tenero e infantile amore nei confronti della bambina destinata a essere inghiottita dal nulla l’estate successiva, una mostruosa verità inizia a farsi strada, trascinando i due uomini in un abisso inconcepibile dove regnano il Male puro e i suoi piu’ insospettabili adepti. Cosa lega una vecchia colonia in rovina alle inquietanti preveggenze dei libri scritti da Morgan? Chi e’ la Vergine Crocefissa? Che cosa e’ la sostanza nera e fosforescente che da decenni prolifera sulle propaggini della montagna? Benvenuti nella mente diabolica di Morgan Perdinka, una zona oltre i confini del reale tutt’altro che morta…

MALAPUNTA Un Giorno sull’Isola?


montecristi ribattezzata malapunta da morgan perdinka danilo arona

Montecristo o Malapunta?

Sono in troppi a conoscerne il nome.
Pochi ad averla vista.
Parecchi non sono tornati.
Qualcuno ha ascoltato la voce del suo mistero, sul Forum dei XII.

Edizioni XII vi invita a entrare tra i misteri dell’Isola di Malapunta.
Il 24 giugno prossimo Danilo Arona, colui che ha portato alla luce il capolavoro perduto di Morgan Perdinka, risponderà alle vostre domande sul forum di Edizioni XII, svelando segreti e raccontando l’oscuro passato dell’autore alessandrino.

Tra le domande più interessanti, tra quelle postate da oggi fino al 20 giugno nella sezione dedicata sul forum, tre saranno scelte da Danilo Arona, e saranno premiate rispettivamente con una copia omaggio e con due buoni sconto del 50% sull’acquisto di Malapunta.

Non abbiate paura di muovervi nelle nebbie dell’isola più misteriosa d’Italia: nel forum troverete anche la mappa di Malapunta per poter tornare in tutta sicurezza nella vostra dimensione.
Ma affrettatevi: le vostre domande troveranno risposta solo se postate entro il 20 giugno!


MALAPUNTA LA RIVELAZIONE?


Malapunta

Malapuntadi Morgan Perdinka a cura di Danilo Arona Edizioni XII, 2011 Eclissi, n. 13pp 330, € 17.00 bross, plast. lucida, risvolti ISBN 9788895733319

Ci sono dei libri che non sappiamo se acquistare o meno, quelli con la copertina che non ci convince appieno, quelli con le prime pagine insipite ma non troppo, quelli con la quarta di copertina intrigante, ma non troppo. Bene, tutto questo NON è questo libro. Credo che siamo al cospetto di uno di quei romanzi che non si può non avere nella propria libreria. Siamo in una storia, non la solita, ma la storia delle storie. Personalmente sto ultimando la lettura di L’estate di Montebuio, mi mancano ormai poche pagine e posso dire con schiettezza di trovarmi al cospetto di un capolavoro. Molti paragonano Arona a Stephen King, altri a Lansdale, altri ancora a Simmons, ma per fortuna la verità è che Danilo Arona é Danilo Arona. Unico e inimitabile e immaginifico. Un autore capace d’immergersi nei meandri più lucubri dell’inconscio e di riemergere con estrema lucidità per raccontarci una storia. Una di quelle che non si dimenticano.

C’è una piccola isola tra la Toscana e la Corsica, simile a una lancia di granito, che fora il Mediterraneo e punta minacciosa il cielo.
Su quell’isola si sogna.
Un uomo che ha perso l’amore e desidera solo lasciarsi morire. Un gruppo di persone che fanno del- la sopravvivenza il loro credo. Un clandestino cresciuto nelle fogne di Bucarest. Uno scienziato visionario e uno strano esperimento.
Un delitto orribile, tra le rovine de- gli antichi Druidi.
E la Fine del Mondo. Il capolavoro di Morgan Perdinka, scritto nel 2003 – quattro anni prima del misterioso suicidio dell’autore –, pubblicato per la prima volta, riscoperto e presentato dal maestro Danilo Arona.

Il libro
Malapunta è una piccola isola deserta tra l’arcipelago toscano e la Corsica. Qui sbarca Nico Marcalli, ricco qua- rantenne ossessionato dal rimorso per la morte della giovane moglie in un incidente d’auto, per farsi dimen- ticare e morire lentamente devastato dall’alcol e dai suoi fantasmi, nella villa a strapiombo sul mare costruita dall’enigmatico Lord Taylor nel XIX secolo.
Ma su Malapunta, Marcalli comincia a fare strani sogni. Sogni che non gli appartengono. Il gruppo di survivalist dei Redivivi sta mettendo a punto insieme al professor Carlos Aztarain un esperimento legato a Malapunta e alle tecnologie della mente, dai risvolti imprevedibili. Per lo scienziato, forse sarà il modo di comprendere perché la Riso- nanza di Schumann – il “battito cardiaco” del pianeta – sta crescendo. Cosa lega l’infelice Nico Marcalli alle sconvolgenti catastrofi naturali che stanno mietendo vittime in tutto il mondo? Chi altri vive, oltre a lui, sull’isola? Perché a Bucarest un giovane assassino chiamato l’Orco delle Fogne conosce alla perfezione l’isola e i suoi misteri? Un romanzo che contamina il thriller e il noir, il gotico e la fantascienza, ambientato nel realismo in pieno sole di un’isola gemella di Montecristo e nel delirio onirico degli incubi condivisi, dove un antico passato fatto di Druidi misteriosi e sterminatori romani si confronta e si confonde con un drammatico presente in cui è già iniziato il conto alla rovescia verso il Punto Zero, forse l’ultimo giorno del pianeta. Sono in troppi a conoscerne il nome. Pochi ad averla di vista. Parecchi non sono tornati.

L’autore
Morgan Perdinka è nato nel 1950 a Roccagrimalda (Alessandria) ed è morto suicida a Milano il 10 dicembre del 2007. Ha iniziato a pubblicare romanzi alla fine degli anni Ottanta. Dalla metà del decennio successivo i suoi lavori hanno incontrato un successo di pubblico e di critica sempre crescente. La sua narrativa weird è un personalissimo mix di horror autoctono legato alle paure del territorio, di thriller-noir
basato sulla rilettura o interpretazione di reali casi di cronaca nera, di suggestioni derivanti da moderne scoperte scientifiche e innovazioni tecnologiche, e di temi archetipici di stampo lovecraftiano. Numerosi eventi e altrettanti “segni” preludenti alla fine dei tempi, registratisi dopo la sua morte, ammantano la sua opera di una sinistra aura profetica. Questo l’elenco completo dei libri scritti da Perdinka, dal quale omettiamo i molti racconti pubblicati in diverse raccolte in Italia e all’estero: La Schiena del Drago, 1987; La furia del buio, 1992; Il grande fango, 1994; Mezzanotte, 1997; La maledizione del Palo Mayombe, 1999; Blue Siren, 2000; L’Onda, 2002; Malapunta, 2003; Le Madri dell’Oscurità, 2004; Croatoan, 2006. Si continua a parlare con insistenza di un romanzo inedito, custodito dalla sua agente Cassandra Marsalis, che s’intitolerebbe Miss Continental.
La sua vicenda personale e la sua morte misteriosa sono raccontati nel romanzo L’estate di Montebuio (Gargoyle, 2009), di Danilo Arona.


Concorso Letterario Turno di Notte


officine wort concorso letterario noir horror weird Girovagando in rete sono venuto a conoscenza di questa simpatica iniziativa. Fonte (L’angolo Nero)

Che fate sabato 9 luglio? Officine Wort, in collaborazione con Azienda Vitivinicola Gandolfi, lancia la III Edizione del Concorso Letterario per racconti in lingua italiana Turno di Notte.

Si può partecipare dal vivo (appuntamento alle ore 21.30 presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi, via Loreta Berlina 1/2 Dozza Imolese – Bo) o da ovunque ci si trovi.

I racconti dovranno essere sviluppati a partire da un incipit, scritto da Gianluca Morozzi, che verrà comunicato ai presenti alle ore 22.00 del 9 luglio e contemporaneamente diffuso in rete sul sito Officine Wort.

Gli elaborati dovranno essere consegnati o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5.00 del 10/07/2011.

Per partecipare al concorso è sufficiente far pervenire entro il 05/07/2011 all’indirizzo turnodinotte@officinewort.it una mail d’iscrizione con oggetto “Turno di Notte 2011” e indicante: nome e cognome del partecipante, indirizzo, mail e recapito telefonico e la dicitura “Ai sensi degli art.7 e 13 del Dlgs 30 giugno 2003, n.196 autorizzo OFFICINE WORT al trattamento dei miei dati personali per le operazioni e per le comunicazioni del concorso ed autorizzo anche alla pubblicazione, parziale o totale, dei testi”.
È inoltre obbligatorio indicare se si parteciperà fisicamente presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi o virtualmente da altro luogo.

I racconti dei primi tre classificati verranno letti da attori nel corso della cerimonia di proclamazione il 23 luglio alle ore 18.00. Parteciperà anche lo scrittore Gianluca Morozzi, autore dell’incipit, che presenterà la sua ultima fatica: Bob Dylan spiegato a un fan di Madonna e dei Queen (Castelvecchi Editore).
Seguirà grigliata e vino per tutti.

Regolamento completo qua.


Lo Scatolone


La soffitta

Oggi ho scritto questo breve racconto e ho deciso di condividerlo con i frequentatori del blog. Buona lettura.

Lo Scatolone

Sono sempre in soffitta, al buio e qualche volta delle ombre si aggirano furtive intorno a me. Sono sempre stata in questo posto, non ho mai avuto l’esigenza di proiettarmi al di fuori. Ne ho paura. Questa é la verità. Ho paura di quello che potrebbe esserci oltre quella porta. Ogni tanto qualcuno viene a trovarmi, resta poco e io provo sempre a non farmi vedere. Quando arrivano mi rannicchio verso l’angolo più lontano di questa soffitta.
Qualche volta però sono curiosa, é successo proprio l’altra sera quando una bambina ha fatto capolino dentro la soffitta. Si chiama Vera, lo so perché sento spesso chiamarla dai genitori. Ah, quelli poi, salgono qui sopra e fanno sempre una gran confusione o portano altra roba vecchia che si riempie di polvere. Qui tutto é pieno di polvere, persino l’oblò in alto alla parete dove nelle gionate più soleggiate entra la luce. Ah, la luce. Ma di cosa stavo parlando? I genitori di Vera fanno sempre attenzione a chiudere bene la porta, Vera ogni tanto se ne dimentica. Mi sembra tutto sommato una bambina educata, ma é davvero pericolosa. Lei infatti non sale in soffitta per portare o prendere delle cose. Lei viene perché credo che mi abbia visto. È curiosa e riesce a stare delle ore a guardare nella mia direzione, fino a quando i genitori non la chiamano.
Sono convinta che dentro questo scatolone lei non può vedermi. Conosco tutto di questa famiglia perché dalla soffitta si sente quando parlano, ma non so in che mondo vivono. Conosco solo le loro voci e le loro fattezze, nient’altro. L’altra sera ero perfino riuscita ad arrivare alla porta, ma quando mi stavo per affacciare, la porta è stata sbatacchiata con violenza e chiusa. Me ne sono tornata a giocare con le ombre.

Vera
Devo scoprire cosa c’è in soffitta. Lo so che mamma e papà non vogliono che vada a curiosare lì sopra, ma secondo me c’è qualcosa. Mi sembra anche di averla vista l’altra sera. Certo la soffitta fa paurissima, ma io voglio vedere. Mamma continua a dirmi che é pericoloso e che non ci devo andare, ma perchè? Sono sicura che in quello scatolone nell’angolo ci siano dei giocattoli bellissimi. Papà mi ha detto che ci sono solo cose vecchie e rotte, ma io non ci credo, lo dice solo per non farmi andare in soffitta.
Mi ricordo l’estate scorsa quando il nonno mi prese in braccio e mi raccontò dei posti magici. Il posto più magico che possa esistere é la soffitta. Mi disse che in questi luoghi si nascondono cose dimenticate dal tempo e dagli anni. Perché il nonno dovrebbe dirmi le bugie? Mamma e papà non vogliono che vada in soffitta per paura che mi faccia male, il nonno invece è fiducioso ed é sicuro che io possa trovarci qualcosa di magico. Ma il punto è chi é che ha ragione? Il nonno o mamma e papà?


Inizio ad annoiarmi. Questa soffitta è casa mia, ma di certo non posso restarmene quì per sempre. Ma come ci sono arrivata? Non ricordo, di certo ci sono da sempre. Mi piacerebbe uscirne fuori. Chissà cosa c’è al di là di quella porta? Devo scoprirlo, ma come? Sono giorni che nessuno apre la porta, neanche la bambina ci viene più qui sopra. Di certo se non mi aprono dall’esterno non posso uscire, potrei urlare, ma poi? Loro non sanno nemmeno che io esista. Cosa sono questi passi?, Qualcuno sta salendo le scale, devo nascondermi, devo fare presto. Dentro lo scatolone. Da quì posso osservare attraverso il cartone lacerato senza essere vista. Poi é così buio, come potrebbero vedermi?

Vera
I miei stanno dormendo, devo salirci ora se voglio scoprire le magie della soffitta, ma che paura però. Lì é sempre buio e c’è solo una lampadina vicino la porta che non riesce mai ad illuminare tutti gli angoli della soffitta. Papà dice che un giorno o l’altro la cambierà con una più potente. Speriamo solo che questa porta, come al solito, non faccia quel brutto rumore di ferro. Ecco, un altro poco, ecco. Adesso ci passo. Com’è buio quì dentro.
L’interruttore ma questa luce illumina pochissimo. Cos’è stato quel rumore? Viene dal fondo della soffitta. Sono sicura che in quegli scatoloni c’è la magia di cui mi ha parlato il nonno. Ne sono certa.


Ci risiamo, la bambina immobile non mi stacca gli occhi di dosso. Speriamo che non si avvicini più del dovuto, no, non lo farà. Hanno paura del buio. Non oserà avvicinarsi, non avrà il coraggio di venire fin quì e guardare nello scatolone, non… ma si stà muovendo?

Vera
Che paura quell’angolo nel buio, ma sono riuscita a prendere l’accendino dalla cucina. Forse se lo uso avrò meno paura. Con la fiamma mi sento meno sola. Come scotta. Forse sarebbe meglio che aspettassi il nonno. Lui saprebbe come affrontare lo scatolone.


Quella bambina é davvero ostinata. Non credevo che riuscisse ad arrivare fin qui, ma non ha paura del buio? Sta arrivando.

Vera
Non posso aspettare il nonno e neanche chiedere a mamma e papà di accompagnarmi in soffitta. Devo vedere cosa c’è in quello scatolone e lo devo fare adesso. Ecco, sono solo a pochi passi. Com’è lontana adesso la porta. Prometto che non verrò mai più in soffitta. Voglio solo vedere cosa c’è nello scatolone. Eccolo, ma cosa c’è dentro? Ma cos’è?
Devo essermi addormentata, ma che ci faccio nella soffitta. Lo scatolone é vuoto. Il nonno mi ha detto le bugie. Meglio che vada, se si accorgono della mia assenza sono guai.
Mamma e papà si sono molto arrabbiati della mia ultima avventura in soffitta, hanno detto che intendono chiudere la porta a chiave e, se sarà necessario, anche inchiodarla con delle assi. Non vogliono mai più che io vada di sopra.
Anche il nonno é venuto a trovarci e mi ha parlato. Non so cosa in realtà sia accaduto, mentre prima mi invogliava sempre a scoprire luoghi magici, adesso ne parla come un luogo orribile, da incubi.
Io sinceramente non sò più a chi credere, ma di sicurò non tornerò mai più in soffitta, anche perchè ci ho già passato tutta la mia vita in quel posto e non intendo ritornarci. Che bella la luce.
Grazie Vera.


MALAPUNTA


Malapunta

MALAPUNTA

C’è una piccola isola tra la Toscana e la Corsica, simile a una lancia di granito, che fora il mediterraneo e punta minacciosa il cielo.

Su quell’isola si sogna.

Un uomo che ha perso l’amore e desidera solo lasciarsi morire. Un gruppo di persone che fanno della sopravvivenza il loro credo. Un clandestino cresciuto nelle fogne di Bucarest. Uno scienziato visionario e uno strano esperimento. Un delitto orribile, tra le rovine degli antichi druidi.

E la fine del mondo.

Il capolavoro di Morgan Perdinka, scritto nel 2003 – quattro anni prima del misterioso suicidio dell’autore -, pubblicato per la prima volta, riscoperto e presentato dal maestro Danilo Arona.

Vi abbiamo disseminato indizi per giorni e ora è il momento di metterli insieme e tracciare il quadro complessivo.
Edizioni XII è orgogliosa di annunciare l’uscita per il prossimo mese di luglio di Malapunta, il capolavoro di Morgan Perdinka, recuperato e curato per l’occasione da Danilo Arona e accompagnato dall’inquietante copertina di Diramazioni.

Malapunta è una piccola isola deserta tra l’arcipelago toscano e la Corsica. Qui sbarca Nico Marcalli, ricco quarantenne ossessionato dal rimorso per la morte della giovane moglie in un incidente d’auto, per farsi dimenticare e morire lentamente devastato dall’alcol e dai suoi fantasmi, nella villa a strapiombo sul mare costruita dall’enigmatico Lord Taylor nel XIX secolo.
Ma su Malapunta, Marcalli comincia a fare strani sogni. Sogni che non gli appartengono.
Il gruppo di survivalist dei redivivi sta mettendo a punto insieme al professor Carlos Aztarain un esperimento legato a Malapunta e alle tecnologie della mente, dai risvolti imprevedibili. Per lo scienziato, forse sarà il modo di comprendere perché la risonanza di Schumann – il “battito cardiaco” del pianeta – sta crescendo.
Cosa lega l’infelice Nico Marcalli alle sconvolgenti catastrofi naturali che stanno mietendo vittime in tutto il mondo? Chi altri vive, oltre a lui, sull’isola? Perché a Bucarest un giovane assassino chiamato l’orco delle fogne conosce alla perfezione l’isola e i suoi misteri?

Un romanzo che contamina il thriller e il noir, il gotico e la fantascienza, ambientato nel realismo in pieno sole di un’isola gemella di Montecristo e nel delirio onirico degli incubi condivisi, dove un antico passato fatto di druidi misteriosi e sterminatori romani si confronta e si confonde con un drammatico presente in cui è già iniziato il conto alla rovescia verso il Punto Zero, forse l’ultimo giorno del pianeta.