Antonio Ferrara intervista Anita Book


Anita Book

Anita Book

Una ragazza tutto pepe, una moderna Peter Pan, una divoratrice di libri. Anita Book innamorata cronica delle storie e della vita si racconta per uno Sguardo Oltre la Siepe.

1 Chi é Anita Book per Anita Book?

Una pasticciona e allo stesso tempo una grande e insostituibile amica. Anita Book mi diverte, è la parte più pazza e creativa di me stessa. Sa sorprendermi, è la tipa con le idee giuste, quella che scrive le storie e si perde in sogni che hanno il sapore e la bellezza della realtà.

2 Come funziona il tuo blog? Raccontaci tutto.

Funziona grazie all’amore che, come disse un certo Dante Alighieri, muove tutte le cose. Passione, impegno, dedizione scaturiscono di conseguenza ma niente può esistere e andare avanti senza l’amore. E sai qual è la ricompensa che riempie più di tutto? La dimostrazione che il mondo ha un cuore di gente che crede ancora in qualcosa di positivo, che dedica il tempo alla cura di un desiderio, che non perde mai la fiducia in se stessa. Basta a fare la felicità. Sì, anche la mia.

3 Come si riesce a vivere in mezzo ai libri e nel frattempo condurre una vita sociale?

Per me viene naturale, sai? Credo che vivere comporti già essere in mezzo ai libri: le storie della quotidianità sono i capitoli del romanzo della vita, perciò non si smette mai di leggersi e raccontarsi a vicenda.

4 Edizione cartacea o eBook?

Fedele al libro, alla carta e alla fisicità delle parole.

5 Il libro che hai amato?

Ti parlo di un’ultima lettura che mi ha scombinato la vita: “Un giorno” di David Nicholls.

6 Vivere di scrittura nella scrittura? Si può fare? Il tuo potrebbe diventare un mestiere?

Vorrei tanto che diventasse un mestiere, perché in questo modo esaudirei il pensiero di Shakespeare, che scrisse: “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”. Sostanza. I sogni hanno un corpo, sensibile al tatto e sul quale possiamo costruire il nostro domani. Scrivere è la mia esigenza di vita, l’immaginazione la mia personale scorta di integratori energetici. Le storie che mi piacerebbe raccontarvi, un giorno, mi permetterebbero di non invecchiare mai. Saprebbero ricordarmi chi sono stata e per quale sogno ho combattuto. Un sogno che non sarà necessario inseguire con affanno, perché basterà camminargli accanto e rimanergli fedele sempre.

7 Vista la tua esperienza vissuta tra i libri gli scrittori e i lettori: Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi? Che idea ti sei fatta?

L’editoria è una macchina complessa, una materia nella quale non mi sento tanto ferrata. Dalla mia piccola esperienza con “Tutta Colpa del Prof.” posso dirti che se davvero si vuole bene al proprio sogno, si deve anche avere pazienza. Lavorare tanto sul testo, prima di tutto, e fare un’accurata selezione delle CE alle quali spedirlo. Ma niente è impossibile e la magia sta proprio nel mantenere accesa la fiducia in se stessi e la volontà di riuscirci, di impegnarsi sul serio in qualcosa. La ricompensa arriva, non solo a volte ma sempre. Si tratta solo di una questione… temporale.

8 Una tua giornata tipo?

Sveglia alle 7.00. Colazione. Si accende il PC e si apre Word. Si scrive per almeno quattro o cinque ore. Pranzo. Si registra la videorecensione o si aggiorna il blog. Si controlla Facebook. Pomeriggio di totale relax: si legge, si cucina, si esce, si ascolta musica, si chiacchiera, si sbrigano faccende domestiche, si va in libreria (è il passatempo che più preferisco), si guarda un film da sola o in compagnia. Cena. Altra controllatina su Facebook, blog e posta elettronica. Si legge prima di andare a dormire e poi… si sogna.

9 Oltre a essere una lettrice onnivora, hai ambizioni per quello che concerne la scrittura? Ti piacerebbe fare la scrittrice?

Sì, è il sogno che difendo strenuamente. Ho tantissime idee da sviluppare e scrivere è sempre un divertimento assicurato. La pagina bianca è il mio personale armadio per entrare a “Narnia” ogni volta che lo desidero. Cross fingers!

10 Si legge molto poco e l’editoria sembra in perenne crisi mistica, che ne pensi?

Penso che, in realtà, siamo in torto entrambi. Noi lettori e l’editoria. Non è vero che al mondo non ci sono librofili accaniti, è solo che si è molto riservati; abbiamo un nostro codice segreto per riconoscerci e presto rivoluzioneremo il mondo. Eheheh. Invece, è vero che esistono delle leggi di mercato ma l’editoria dovrebbe venirci incontro e abbassare i prezzi, per rendere la lettura davvero un bene pubblico accessibile a tutti. Tuttavia, a mio parere, rimane il fatto che si esagera sempre nel fra passare come una “minaccia” qualcosa che, in realtà, è molto meno preoccupante e, soprattutto, risolvibile.

11 E se ti dicessi: Tutta colpa del prof.?

Ti risponderei: “Ovvio, è sempre colpa del prof.!”. Scherzo. Il mio romanzo d’esordio è stato una bella avventura. Sarah, la protagonista, mi ha insegnato a prendere con filosofia le cose che capitano nella vita e a credere nella possibilità. Lei vive questo amore struggente con il suo professore e all’inizio mi sembrava così assurdo metterlo su carta, troppo idiallico e fantasioso. Invece mi sbagliavo. Mi sbagliavo di grosso. Mi raccomando, però, nel caso in cui vi venisse voglia di leggerlo: si tratta di una storia senza nessuna pretesa, semplice ed effervescente.

12 Il Senso della vita?

L’amore dal quale veniamo generati, nel quale crediamo, sul quale ci identifichiamo, al quale apparteniamo e per il quale ci immoliamo.

13 Cosa vuol fare da grande Anita Book?

Scrivere e aprire una libreria che avrebbe l’aspetto dell’Isola Che Non C’è.

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a te!

Anita Book ha 22 anni e ha aperto questo blog con l’intenzione di condividere una grandissima passione, quella per la lettura, e per andare a caccia di altri “pathological readers”. Ne ha già trovati tanti e questo la rincuora. Accomodatevi, perciò, e lasciatevi trasportare nel regno incantato della carta e dell’inchiostro. Anita, intanto, prepara i biscotti…

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