Lo Scatolone


La soffitta

Oggi ho scritto questo breve racconto e ho deciso di condividerlo con i frequentatori del blog. Buona lettura.

Lo Scatolone

Sono sempre in soffitta, al buio e qualche volta delle ombre si aggirano furtive intorno a me. Sono sempre stata in questo posto, non ho mai avuto l’esigenza di proiettarmi al di fuori. Ne ho paura. Questa é la verità. Ho paura di quello che potrebbe esserci oltre quella porta. Ogni tanto qualcuno viene a trovarmi, resta poco e io provo sempre a non farmi vedere. Quando arrivano mi rannicchio verso l’angolo più lontano di questa soffitta.
Qualche volta però sono curiosa, é successo proprio l’altra sera quando una bambina ha fatto capolino dentro la soffitta. Si chiama Vera, lo so perché sento spesso chiamarla dai genitori. Ah, quelli poi, salgono qui sopra e fanno sempre una gran confusione o portano altra roba vecchia che si riempie di polvere. Qui tutto é pieno di polvere, persino l’oblò in alto alla parete dove nelle gionate più soleggiate entra la luce. Ah, la luce. Ma di cosa stavo parlando? I genitori di Vera fanno sempre attenzione a chiudere bene la porta, Vera ogni tanto se ne dimentica. Mi sembra tutto sommato una bambina educata, ma é davvero pericolosa. Lei infatti non sale in soffitta per portare o prendere delle cose. Lei viene perché credo che mi abbia visto. È curiosa e riesce a stare delle ore a guardare nella mia direzione, fino a quando i genitori non la chiamano.
Sono convinta che dentro questo scatolone lei non può vedermi. Conosco tutto di questa famiglia perché dalla soffitta si sente quando parlano, ma non so in che mondo vivono. Conosco solo le loro voci e le loro fattezze, nient’altro. L’altra sera ero perfino riuscita ad arrivare alla porta, ma quando mi stavo per affacciare, la porta è stata sbatacchiata con violenza e chiusa. Me ne sono tornata a giocare con le ombre.

Vera
Devo scoprire cosa c’è in soffitta. Lo so che mamma e papà non vogliono che vada a curiosare lì sopra, ma secondo me c’è qualcosa. Mi sembra anche di averla vista l’altra sera. Certo la soffitta fa paurissima, ma io voglio vedere. Mamma continua a dirmi che é pericoloso e che non ci devo andare, ma perchè? Sono sicura che in quello scatolone nell’angolo ci siano dei giocattoli bellissimi. Papà mi ha detto che ci sono solo cose vecchie e rotte, ma io non ci credo, lo dice solo per non farmi andare in soffitta.
Mi ricordo l’estate scorsa quando il nonno mi prese in braccio e mi raccontò dei posti magici. Il posto più magico che possa esistere é la soffitta. Mi disse che in questi luoghi si nascondono cose dimenticate dal tempo e dagli anni. Perché il nonno dovrebbe dirmi le bugie? Mamma e papà non vogliono che vada in soffitta per paura che mi faccia male, il nonno invece è fiducioso ed é sicuro che io possa trovarci qualcosa di magico. Ma il punto è chi é che ha ragione? Il nonno o mamma e papà?


Inizio ad annoiarmi. Questa soffitta è casa mia, ma di certo non posso restarmene quì per sempre. Ma come ci sono arrivata? Non ricordo, di certo ci sono da sempre. Mi piacerebbe uscirne fuori. Chissà cosa c’è al di là di quella porta? Devo scoprirlo, ma come? Sono giorni che nessuno apre la porta, neanche la bambina ci viene più qui sopra. Di certo se non mi aprono dall’esterno non posso uscire, potrei urlare, ma poi? Loro non sanno nemmeno che io esista. Cosa sono questi passi?, Qualcuno sta salendo le scale, devo nascondermi, devo fare presto. Dentro lo scatolone. Da quì posso osservare attraverso il cartone lacerato senza essere vista. Poi é così buio, come potrebbero vedermi?

Vera
I miei stanno dormendo, devo salirci ora se voglio scoprire le magie della soffitta, ma che paura però. Lì é sempre buio e c’è solo una lampadina vicino la porta che non riesce mai ad illuminare tutti gli angoli della soffitta. Papà dice che un giorno o l’altro la cambierà con una più potente. Speriamo solo che questa porta, come al solito, non faccia quel brutto rumore di ferro. Ecco, un altro poco, ecco. Adesso ci passo. Com’è buio quì dentro.
L’interruttore ma questa luce illumina pochissimo. Cos’è stato quel rumore? Viene dal fondo della soffitta. Sono sicura che in quegli scatoloni c’è la magia di cui mi ha parlato il nonno. Ne sono certa.


Ci risiamo, la bambina immobile non mi stacca gli occhi di dosso. Speriamo che non si avvicini più del dovuto, no, non lo farà. Hanno paura del buio. Non oserà avvicinarsi, non avrà il coraggio di venire fin quì e guardare nello scatolone, non… ma si stà muovendo?

Vera
Che paura quell’angolo nel buio, ma sono riuscita a prendere l’accendino dalla cucina. Forse se lo uso avrò meno paura. Con la fiamma mi sento meno sola. Come scotta. Forse sarebbe meglio che aspettassi il nonno. Lui saprebbe come affrontare lo scatolone.


Quella bambina é davvero ostinata. Non credevo che riuscisse ad arrivare fin qui, ma non ha paura del buio? Sta arrivando.

Vera
Non posso aspettare il nonno e neanche chiedere a mamma e papà di accompagnarmi in soffitta. Devo vedere cosa c’è in quello scatolone e lo devo fare adesso. Ecco, sono solo a pochi passi. Com’è lontana adesso la porta. Prometto che non verrò mai più in soffitta. Voglio solo vedere cosa c’è nello scatolone. Eccolo, ma cosa c’è dentro? Ma cos’è?
Devo essermi addormentata, ma che ci faccio nella soffitta. Lo scatolone é vuoto. Il nonno mi ha detto le bugie. Meglio che vada, se si accorgono della mia assenza sono guai.
Mamma e papà si sono molto arrabbiati della mia ultima avventura in soffitta, hanno detto che intendono chiudere la porta a chiave e, se sarà necessario, anche inchiodarla con delle assi. Non vogliono mai più che io vada di sopra.
Anche il nonno é venuto a trovarci e mi ha parlato. Non so cosa in realtà sia accaduto, mentre prima mi invogliava sempre a scoprire luoghi magici, adesso ne parla come un luogo orribile, da incubi.
Io sinceramente non sò più a chi credere, ma di sicurò non tornerò mai più in soffitta, anche perchè ci ho già passato tutta la mia vita in quel posto e non intendo ritornarci. Che bella la luce.
Grazie Vera.

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