Archivi del mese: ottobre 2011

Letture per Halloween


Necronomicon

Consigli di lettura Halloween

Halloween si avvicina. Quale migliore occasione per un buon libro horror? In base a quanto ho potuto leggere ultimamente, vi consiglio caldamente 3 titoli Made in Italy, tre letture diverse che vale davvero la pena leggere.

L’estate di Montebuio di Danilo Arona

Malapunta di Danilo Arona

Creature Di Stefano Pastor

Buon Halloween a tutti.


Antonio Ferrara intervista Remo Bassini


Remo Bassini foto scrittore

Remo Bassini

Oggi ho il piacere d’intervistare Remo Bassini uno scrittore che non scrive di horror e paranormale, almeno non per ora, ma che riesce a “gettare” abbondantemente il suo sguardo oltre la siepe…

1 Chi é Remo Bassini per Remo Bassini?

Rubo una frase (nota) di un libro: Opinioni di un clown, di Boll (con i puntini sulla O): Io sono un clown e faccio collezione di attimi.
Boll lo spiega bene: il clown assume un’espressione neutra, pronta a tutto: a piangere e a ridere.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Penso sia una fortuna, scrivere. Da ragazzo era un sogno, da venti-trentenne un sogno accantonato. A trentanove anni, dopo aver scritto e distrutto in continuazione, una sera mi sono detto, Raccontami una storia, e in questo parlare con me stesso, o a un altro diverso da me, c’è, credo, la follia necessaria che serve a scrivere. Quella che Pontiggia definiva l’arte di sorprenderti. Se ti sai soprendere mentre scrivi, riuscirai a soprendere anche chi ti legge. E non è cosa facile.

3 Ghostwriter esistono? Sono Bravi? Perché non si mettono in proprio?

Da quanto mi han detto esistono e sono bravi. Credo che non gli importi nulla del successo, che lo giudichino, giustamente, una cosa cretina. Penso che vogliano monetizzare, e basta.

4 Edizione cartacea o eBook?

La carta. I lettori per gli eBook sono di plastica, inquinano. Meglio gli audiolibri: se non ti addormenti ascoltando un libro vuol dire che quel libro ha ritmo, cose da dirti.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

Dico sempre che i libri che voglio scrivere sono miei: contengono i miei fantasmi e brandelli di vita, che magari non traspaiono ma dei quali sono geloso.

6 Agenzie letterarie, agenti, corsi di scrittura, editor. Cosa ne pensi?

Le agenzie letterarie che si fanno pagare per leggere i manoscritti degli esordienti sono da evitare. Le agenzie letterarie forti sul mercato sono alla caccia solo di autori già quotati. Altre agenzie, sono serie, ma hanno troppe richieste. Io con la mia agente, Juliane Roderer, che vive a Monaco, mi trovo benissimo. Forse perché non è italiana, o forse perché si tratta di una persona seria e gentile al tempo stesso. Un’altra di cui posso solo dire bene è Agnese Incisa. Non è stata mai la mia agente ma mi ha dato consigli preziosi.
Corsi di scrittura, come diceva Yates la scrittura non si insegna. Spesso e volentieri i corsi servono solo a far guadagnare chi li tiene. Il discorso comunque è complesso. Succede anche a me di tenerne: ma chiedo il rimborso spese. Non insegno, io, do solo qualche dritta. Un buon corso, comunque, penso possa servire: ma deve essere buono, con un docente che sappia insegnare un approccio problematico e dialettico con la scrittura e la lettura.
Gli editor, infine: ne conosco tre, bravissimi, e quindi li cito: Antonella Pappalardo, Luigi Bernardi, Antonio Paolacci. La prima lavora alla Newton Compton, Bernardi è molto più di un editor, Paolacci mi ha sorpreso: è puntiglioso, profondo.

7 Vivere di scrittura oggi?

Bisogna vedere quanto si vuole guadagnare al mese… A me basterebbe l’equivalente di uno stipendio da operaio (lavoro che ho fatto, quando avevo vent’anni), per fare comunque una vita da scrittore come la intendo io: tra la gente.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore?

Ha più possibilità un giovane autore che un cinquantenne. Il mercato, però, ne sceglie pochi. Il mercato, ha logiche tutte sue: da mercato, appunto.

9 Se ti dicessi Vicolo nel precipizio?

E’ un vicolo dove si incontrano un uomo intento a ricordare, anzi, intento a recuperare i propri ricordi, e uno scrittore, che si interroga sulla sua scrittura e sui suoi tarli mentali. Ricordare e scrivere, insomma, nello stesso Vicolo.

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Di notte, perché sono abituato così e perché c’è silenzio.

11 Come sei arrivato a Perdisa?

Bastardo posto doveva uscire con la Newton Compton, avevo già la copertina, la quarta di copertina. Succede però che dopo vari rinvii rompo, ma fu una rottura consensuale con la Newton e spedisco Bastardo posto a pochi editori, scelti con cura. Il primo a rispondermi fu Luigi Bernardi, allora direttore di Perdisa Pop. Bernardi mi piaceva, tanto come persona quanto come scrittore. Gli dissi di sì, che andava bene Perdisa. Dissi di sì nonostante un altro editore ancora, serio, e più grande di Perdisa, fosse interessato. La riposta quindi è Bernardi.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Oltre a lavorare tanto (per capire la propria scrittura e migliorarne i limiti), io consiglio di selezionare i consigli. Il male peggiore dell’editoria non sono (solo) le case editrici che non leggono i manoscritti: il male peggiore è l’egoismo, che va a braccetto con il leccaculismo.

13 Cosa vuol fare da grande Remo Bassini?

A mio figlio, nato ventun mesi fa, ho dato un secondo nome: Libero.
Speri di essere libero, a prescindere.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te.

Il blog di Remo Bassini

Link al libro e a Perdisa

Remo Bassini dice:

Sono nato a Cortona il 23 settembre 1956. Era una domenica sera. L’infermiera, appena mia madre partorì, disse: Brava, che faccio in tempo ad andare al cinema.

Erano mezzadri i miei genitori. Che nel 1958 si trasferirono a Vercelli. Mio padre venne assunto in fabbrica; mia madre, per concorrere al magro bilancio familiare, e far sì che ai figli (io, Silvia, che ha 10 anni meno di me, e Moreno, il più piccolo, che dall’agosto del 2005 non c’è più) non mancasse nulla, fece la donna delle pulizie per anni. E la portinaia, anche.

Ho una figlia, nata dal primo matrimonio, splendida e distante; si chiama Sonia, è nata il primo maggio 1980.

Dall’unione con Francesca il 24 gennaio 2010 è nato Federico Libero.

Ho fatto tante cose: il cameriere, l’operaio, il disoccupato,
lo studente (lettere a Torino) lavoratore (portiere di notte),
l’attore dilettante, l’insegnate volontario in un carcere,
il correttore di bozze.

Libri pubblicati: Il quaderno delle voci rubate (La Sesia, 2002); Dicono di Clelia (Mursia, 2006); Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton, 2007); Tamarri – Raccolta di racconti (Historica).

Da ottobre 2010: Bastardo posto, casa editrce Perdisa Pop.

Il Quaderno delle voci rubate e Dicono di Clelia hanno avuto, prima che li proponessi, due editor: Laura Bosio e Alessandra Buschi. Dicono di Clelia è dedicato “a Moreno, fratello fragile”.

bassini.remo(chiocchiola)gmail.com

sono mai a casa, quindi

C/O giornale La Sesia
Via Quintino Sella, 30
13100 Vercelli


Vicolo del Precipizio di Remo Bassini


Cover Romanzo Vicolo del Precipizio di Remo Bassini

Vicolo del Precipizio di Remo Bassini

Mi sento in tutta onestà di consigliare questo romanzo. In particolare mi ha colpito il titolo e la tematica “sull’essere o non essere” del mestiere di scrivere. In uscita in libreria per l’editore Perdisa il 9 Novembre. Prossimamente seguirà un’intervista all’autore.

Tiziano ha 45 anni, è nato a Cortona e vive a Torino. Si considera un ex scrittore perché ha pubblicato un solo libro da giovane. Ha rinunciato quando ha conosciuto una certa editoria, quella fatta di scambi di favori e di squallidi prodotti com- merciali. La stessa per cui oggi lavora. Da anni infatti è un ghostwriter, pagato per rielaborare manoscritti scadenti e farne libri di successo. Una notte d’estate, però, sul terrazzino del piccolo appartamento dove vive con la gatta, Tiziano decide di tornare a scrivere.
Vicolo del Precipizio sarà il titolo del suo nuovo libro, una raccolta di fatti ambientati a Cortona, un viaggio nella memoria: racconti toscani, amori finiti male, preti donnaioli, episodi partigiani ma anche fatti che riguardano la sua famiglia. Mentre prende corpo questo “libro nel libro”, l’intera narrazione si riempie di personaggi e vicende, di episodi ora dramma- tici e ora grotteschi; leggende legate a Cortona e storie contadine, anche boccaccesche, che vanno a intrecciarsi ai ricordi personali di Tiziano, per confluire nel suo presente.

Bassini costruisce un affascinante gioco a incastri, in cui intreccia realtà e finzione, passato e presente, racconto e meta- racconto. Se da un lato il personaggio dell’editor incarna il conflitto tra la libertà della scrittura e il guadagno economico legato a essa, da un altro lato è l’autore stesso a interrogarsi sul senso ultimo della narrazione, arrivando a formulare il suo personale atto d’accusa al mercato editoriale di oggi: una riflessione senza sconti sul mestiere di scrivere.
Remo Bassini, nato a Cortona (Arezzo) nel settembre del 1956, vive e lavora a Vercelli. Ha pubblicato i romanzi Il quaderno delle voci rubate (La Sesia), Dicono di Clelia (Mursia), Lo scommettitore (Fernandel), La donna che parlava con i morti (Newton Compton), Bastardo posto (Perdisa Pop), Il monastero della risaia (SenzaPatria). Ha un blog: remobassini.wordpress.com.
In libreria dal 9 novembre 2011.

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Link al sito blog di Remo Bassini


ROCK I DELITTI DELL’UOMO NERO DI DANILO ARONA


Rock di Danilo Arona I delitti dell'uomo nero

Rock I delitti dell'uomo nero di Danilo Arona

Per la serie “News” torna in libreria Danilo Arona, padre dell’horror italiano per la casa editrice Edizioni della Sera.

In un’Italia di fine anni Sessanta, uno strano quanto sgangherato gruppo rock attraversa la pen- isola raccontando le magie e gli orrori di un genere musicale che annovera fatti tanto tragici quanto misteriosi. “Rock. I delitti dell’ uomo nero“, intreccia misteriosi omicidi e vede come protagonista Sam Hain, un oscuro maestro della più ruvida chitarra che fa raggelare il sangue anche al Diavolo in persona. Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Brian Jones, Marvin Gaye: una lunga lista di cadaveri eccellenti del luccicante mondo del rock’n’roll. Tutti pensano che siano stati uccisi dalla droga, dall’alcol e dal male di vivere. Ma forse le cose non stanno così, soprattutto se sulla Terra circola una Morgan nera guidata da Sam Hain, il chitarrista più malvagio e diabolico del mondo. Sì, ma di quale mondo? Chi è Sam Hain? E soprattutto perché il nome è legato in maniera inscindibile alla morte?

«La lucida e allucinata narrazione di Danilo Arona, per un  percorso a ritroso alla ricerca dell’origine del Ritmo del Diavolo. La dimensione oscura del rock sospesa tra luce e magia, attraverso  le parole di un autore davvero straordinario.» – Maurizio De Giovanni

Link al Libro

Link al sito personale di Danilo Arona


Antonio Ferrara intervista Elena Mearini


Elena Mearini

Elena Mearini

Oggi ho il piacere di avere come mia ospite per uno sguardo oltre la siepe la scrittrice Elena Mearini in libreria con il suo Undicesimo Comandamento Uccidi chi non ti ama.

1 Chi é Elena Mearini per Elena Mearini?

Elena Mearini per Elena Mearini-  è una figlia che impara la madre, e una madre che impara la figlia.

2 Come quando e perché hai deciso di metterti a scrivere?



Quando ho esaurito la voglia di rabbia, ho cominciato con la voglia di parola. Un’urgenza che ha sbracciato per farsi largo tra le smorfie della vita. La scrittura è stata grido a cui ho dovuto e voluto prestare voce. E la smorfia ha mollato la presa, per articolarsi nel Dire. Ringrazio poi  Davide, persona che mi ha dato spinta e supporto all’inizio e durante, e Raul Montanari, con il suo accanto prezioso.

3 Undicesimo Comandamento Uccidi chi non ti ama. Un titolo forte, non trovi?



Undicesimo Comandamento è la scrittura sacra che scorre nelle vene di Serena,  la protagonista. E’ protesta dettata dal sangue, un Dio recuperato a forza e impiantato in corpo, per disperata necessità di vita.

4 Edizione cartacea o eBook?


Io resta per la carta, lo spessore di un pensiero tra le dita.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?



Ho amato Viaggio al termine della notte di Cèline, Il libro dell’inquietudine di Pessoa, Una solitudine troppo rumorosa di Hrabal….e poi Sciascia, Pavese, Bufalino…. Ma questi sono maestri, impossibile anche pensare di “ avere fatto” al posto loro.

6 Sei già al lavoro su un’altra storia?



Ho già un’idea piuttosto chiara per il prossimo romanzo che comincerò a breve. Sarà un viaggio compiuto da due generazioni distanti, sedute fianco a fianco, epoche diverse. Il Dopoguerra e gli anni Duemila, a bordo di un maggiolone.

6 L’orrore della vita riesce ad essere più spaventoso di qualsiasi fiction?

L’orrore della vita riesce a essere più autentico di qualsiasi fiction. E’ questa verità che piega l’uomo, la stessa che però può farlo rialzare.

7 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Oggi il grande editore deve rispondere a logiche commerciali ben precise, c’è poco spazio per chi se ne discosta. Ma non credo sia impossibile. No, difficile. Ma non impossibile. E comunque, bisogna apprezzare e sostenere gli sforzi di case editrici minori e coraggiose, capaci di andare oltre le regole imposte dal mercato

8 Come sei arrivata a Perdisa?
Sono arrivata a Perdisa attraverso la mia agente, Loredana Rotundo. Ringrazio Luigi Bernardi, Antonio Paolacci  e l’editore per averci creduto.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?


So poco di concorsi letterari, a parte i più conosciuti. Non me ne sono mai interessata, credo più alla gente, ai lettori.



12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Dimenticarsi di “voler fare lo scrittore” e preoccuparsi di avere qualcosa da dire.

13 Cosa vuol fare da grande Elena Mearini?



Credo che non smetterò mai di domandarmelo!

Grazie per essere stata mia ospite.

Elena Mearini è nata nel 1978 e vive a Milano. Ha esordito nel 2009 con il fortunato romanzo sul tema dell’anoressia 360 gradi di rabbia (Excelsior 1881). Tra le sue molte attività, conduce laboratori di scrittura creativa nelle carceri italiane e scrive articoli legati a tematiche sociali.

Link al libro. Undicesimo Comandamento Uccidi chi non ti ama.

Sito personale e blog di Elena Mearini


Ciao Steve


Steve JobsGeneralmente in questo posto s’intervistano scrittori e addetti ai lavori dell’editoria, si parla di libri, romanzi e novelle, ma è da giorni che mi gira per la testa di scrivere il mio personale rammarico per una persona che in parte cha cambiato la mia vita. Questa persona si chiama Steve Jobs, ma questo non è importante, come non lo sono i computer, sistemi operativi, dispositivi mobili, telefoni e chi ne ha più ne metta.

Quello che davvero conta secondo il mio punto di vista è l’amore per quello che faceva. Un uomo che è riuscito a infondere al mondo intero questo suo amore. Un Sognatore, merce rara. Uno che guardava lontano e che riusciva ad arrivare lontano.

In questi giorni impazza il tam tam mediatrico per la comparsa del genio, del messia dell’informatica, guru, CEO, luminare e così via… Ma neanche questo è importante. Chi ha apprezzato e teneva davvero a Zio Steve, così lo chiamvano gli affezionati, lo ha fatto quando lui era in vita. Dopo è sempre facile dire la propria a giochi fatti.

Grazie Steve e che tu sia felice.