Antonio Ferrara intervista Gordiano Lupi


Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

Oggi ho il piacere d’intervistare per uno “Sguardo Oltre la Siepe” Gordiano Lupi.

Scrittore, editore, traduttore, curatore e molto di più. Infatti difficilmente chi bazzica sulla rete nei meandri della letteratura di genere non si è imbattuto in Gordiano Lupi. Uno che le cose le dice in faccia e non le manda certo a dire.

1 Chi è Gordiano Lupi per Gordiano Lupi?

Uno che scrive solo di cose delle quali è davvero appassionato, senza guardare alle mode e alle richieste del mercato editoriale. La regola vale anche nelle vesti di scriteriato editore che non bada al profitto.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

E quella di fare l’editore non è peggio? A parte gli scherzi, non considero una follia scrivere, ma una necessità. Pure i mediocri scrittori non possono fare a meno di scrivere, se sentono che è la loro vocazione, se credono che è la cosa che sanno fare meglio.

 
3 Attualmente sei a lavoro su un nuovo libro o progetto?

I progetti non si fermano mai. Ne faccio troppi e molti non li porto a compimento, come è normale che sia. “Vuoi far sorridere Dio? Fai un progetto”, ha detto qualcuno. Ma io ci tengo a farlo ridere, è bene che sia di buon umore. Sto ultimando la storia del cinema horror italiano in 6 volumi (ne sono usciti 2), sto scrivendo un libro sul cinema dei mostri giapponesi (Godzilla) e uno su Franco & Ciccio, insieme a Luca Ruocco. Ho un progetto su Gualtiero Jacopetti, insieme a Stefano Lo Parco. Sto traducendo Yoani Sanchez e ho un romanzo inedito nel cassetto: la storia di un calciatore che torna a casa, in provinciam, dopo una carriera brillante nei campi della serie A.

 
4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, sono vecchio. Ma uscirà un mio romanzo breve in e-book nel 2012: Il ragazzo del Cobre, la storia di un ragazzino barsiliano che riscatta la sua vita grazie al calcio.

 
5 Il libro che ti ha dato più soddisfazioni?

Tutti, perchè ognuno di loro proveniva da un’esigenza del momento. Il più venduto, comunque, è il meno amato: Serial killer italiani. Il più amato, invece, è il meno venduto: Una terribile eredità.

 
6 Non credi che in Italia si pubblichino troppi libri “stranieri” e che ci sia invece una scarsa esportazione di autori italiani all’estero?

Forse sì, ma sappiamo bene quanto in Italia sia in gran voga l’esterofilia. I nostri registi per farsi accettare nel cinema di genere uscivano con pseudonimi anglofoni… e gli scrittori pulp italiani negli anni 60 – 70 usavano nomi esteri di fantasia (ma su segretissimo lo fanno ancora).

 

7 C’è il pensiero comune che la letteratura di genere sia di nicchia eppure Stephen King è uno degli scrittori più pagati al mondo. Come lo spieghi?

Soltanto in Italia esiste questo pregiudizio. In tutto il mondo la narrativa di genere è la più venduta e la più popolare…

 
8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Domanda da cento milioni di dollari, che non va fatta a me ma a Silvia Avallone, visto che lei è giovane, brava e ha pubblicato con Rizzoli. Il mio massimo è Mursia (un solo libro), quindi…
 

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

A niente, ma fatti con spirito ludico va bene. Non ci dobbiamo attendere che cambino la vita, così come non cambia la vita pubblicare un libro.
 

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Appena posso e dove posso. Praticamente ogni giorno. Uno scrittore non può fare a meno di scrivere…
 

11 Cuba?

Cuba è una delle cose importanti della mia vita. Vado avanti in una lotta che ritengo giusta, anche se di tanto in tanto mi chiedo chi me lo faccia fare… Parlo con cubani sparsi per il mondo e mi accorgo di avere più a cuore di loro il destino di una terra bellissima e sfortunata, soprattutto mi rendo conto che non seguono gli eventi che li riguardano, che vivono in Italia, sono liberi e non sfruttano la libertà…

 
12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Di scrivere senza pensare che possa diventare un mestiere e di scrivere solo su argomenti che lo appassionano. Se poi diventerà una professione, meglio, ma non dev’essere quello lo scopo.

 
13 Cosa vuol fare da grande Gordiano Lupi?

Da grande? sono vecchio… ho 51 anni e circa 50 libri editi alle spalle. Forse da grande vorrò smettere, visti i magri risultati. E’ una battuta sarcastica, so che non lo farò. Per il futuro credo che sarò impegnato a sopravvivere…

Grazie di essere stato mio ospite.

Gordiano Lupi Website

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