Gli occhi del male. Romanzo a puntate (dodicesima parte)


la-morte“Mi scusi padre sono solo un po’ sconvolto, ho i nervi a pezzi; io volevo parlarle di presagi di morte, tenebre, e chissà cos’altro”.
Il padre si fece serio.
“Dimmi tutto… Antonio”.
“Ci sono dei sogni premonitori che non ci lasciano scampo, tutti questi sogn… Più che sogni sono incubi, fanno riferimento a questo posto. Scario.”.
“Interessante” rispose il padre.
Il suo tono non mi piaceva, ma dovevo dirgli tutto. Dovevo.
“In questi incubi l’elemento predominate è il sangue, tanto sangue. La mia amica con cui sono venuto ha incontrato un bambino che scappava da un lupo; almeno così ha detto, inoltre ha aggiunto che soltanto lei, Padre Alfonso, avrebbe potuto aiutarlo”.
“Figliolo, scusa, Antonio, il messaggio è chiaro: il bambino è con tutta probabilità un’anima del purgatorio, la sua essenza vaga in cerca d’aiuto, vuole raggiungere il riposo eterno, ma non può farcela da solo, non era giunto ancora il suo momento quando l’anima si è distaccata dal corpo. Non doveva morire, ma nonostante ciò, è morto lo stesso”.
“Cosa? Non doveva morire? Il suo momento?” replicai
“A volte le anime dei caduti vagano in eterno perché non hanno trovato ancora pace, quella serenità che gli permetterebbe di valicare i cancelli del paradiso. Vogliono che sia fatta giustizia”.
Ero esterrefatto, seguivo il discorso del padre con stupore, ma anche con tanto interesse. Il padre sorseggiò il caffè poi mi disse:
“Il lupo inseguitore rappresenta le tenebre, sempre affamate di anime. Il sangue è presagio di morte, ma anche di vita”.
“Di morte è di vita nello stesso momento? Ma com’è possibile?” interruppi io.
“Sì, proprio così; il sangue è vita è morte allo stesso istante, è il liquido che dà la vita ma è anche quello che la toglie” rispose.
“Padre pensavo che certe cose esistessero solo nei film di fantascienza, per me è tutto così assurdo”.
“Mi sono fatto pastore di Dio perché credo nel bene, ma so anche che senza di esso non esisterebbe il male, in poche parole il nulla”.
“Insomma lei mi sta dicendo che il bene è il male si confrontano qui su questo nostro mondo? Una sorta di campo neutro?”
“SI. Nessuno delle due forze può invadere il campo avversario, loro sono intorno a noi. Affrontandosi però su un territorio estraneo hanno bisogno di noi per sopraffare l’altra forza.”.
“Aspettate, avete detto che hanno bisogno di noi per sopraffare l’altro no? Perché la terra è il nostro campo vero?”
“Incominci a capire, eh? Si servono di noi per combattere le loro guerre giornaliere. Non sempre ce ne accorgiamo, è il caso in cui le forze del bene hanno prevalso su quelle del male: Padre Pio, Maria Teresa Di Calcutta, Fra Umile, San Francesco, uomini mortali che hanno dedicato la loro vita in favore del bene, affinché un po’ di luce prosperasse attraverso le tenebre. Poi c’è il rovescio della medaglia: i mostri che violentano i bambini, gli assassini, i signori della droga, tutte manifestazioni del male. Anche se psicologi e scienziati tentano sempre di dare una risposta concreta ai vari avvenimenti, ti posso garantire che non c’è sempre una soluzione. Ci possono essere dei perché, ma non sempre c’è una risposta”.
“Padre ma allora come mai quest’anima è venuta da noi e non si è rivolta direttamente a lei per chiederle aiuto?”.
“I prescelti siete voi, siete stati pescati da un mazzo di carte, siete voi che dovete scendere in campo e combattere. L’anima avrà pensato che avevate bisogno di un aiuto spirituale e vi ha mandato da me”.
“Siamo i prescelti?”.
Mi sentivo nervoso e frastornato, non potevo credere che eravamo i prescelti di una missione sacra, eravamo solo dei ragazzi, ognuno con la propria vita da vivere. Un nervo pulsante chiamato “perché?” si agitava nella mia testa senza che io potessi cacciarlo.
“Padre perché? Perché? Perché? Proprio noi”.
“Anche io tempo fa ho affrontato il male, e come vedi sono ancora qua, ma la mia vita è molto cambiata. Non devi in ogni modo aver paura della morte, essa è l’arbitrio di questa eterna lotta”.
“L’arbitrio?”
“La morte non è come la immagina la maggior parte delle persone; cioè un male. Essa è imparziale, quando arriva è perché è stata mandata, l’importante è che essa sia stata commissionata dalle forze del bene”.
“Padre mi risulta tutto così assurdo, grottesco, irrazionale”.
“Per farti capire meglio devi sapere che la morte può essere vestita di bianco, oppure di nero. Tutti la vedono prima di morire, ma malgrado ciò siamo impossibilitati a riferirlo. Si può manifestare un attimo prima della nostra morte terrena, ma anche mesi prima.
“Mamma mia, che casino; morte nera, bianca, credo di impazzire.”.
“Ragazzo devi sapere inoltre che quando ci viene a far visita giorni prima, stai sicuro che sei in presenza della morte bianca, è buona, vuole e deve portarci in mondo migliore. Così le è stato ordinato, ci viene a trovare giorni prima per darci il tempo di organizzare le ultime faccende in sospeso prima del lungo viaggio del non ritorno”.
“Padre, ma lei mi vuol far credere che ognuno di noi prima del suo ultimo sospiro veda la morte? Ma come faccio a crederle, è assurdo.”.
“Allora come mai sei venuto da me? Non credi a quello che hai visto in sogno? Non credi alla tua amica? Il bambino? La vasca insanguinata? Allora come mai sei qui?”.
“Certo che credo… ma…”.
“Ma niente.” tuonò il padre.
“Ascoltami ragazzo: Circa una decina di anni fa fui coinvolto in una missione sacra. Non ero ancora un pastore di Dio, ma nonostante questo mi ritrovai a fronteggiare il male. Esso non è un mostro, una cosa che si può toccare o annusare. Non puoi fronteggiarlo finché non si manifesta sotto la forma prescelta. Quando non è ancora manifesto, può intimidirti, spaventarti, indebolirti, ma non può in nessun caso toccarti”.
“Ma come mai non può toccarci? Lui è il male una forza superiore, no?”.
“Noi apparteniamo a un regno, lui a un altro, per farti male deve diventare come noi, deve giocare e combattere secondo le regole del nostro regno. Deve essere qualcosa che respiri fatto di carne ossa e sangue. Deve essere VIVO. Come tu saprai qualsiasi cosa viva può essere sconfitta”.
Ero sconvolto, l’impressione era quella di trovarsi al cospetto di un santone guida… e forse lo era… Sapeva e diceva cose che riguardavano l’aldilà con una naturalezza e tranquillità snervanti.
Mi disse poi che aveva combattuto con il maligno, e che era riuscito a rinchiuderlo in un posto sicuro. Sinceramente non gli chiesi dove l’avesse rinchiuso, anche perché già avevo abbastanza guai, figuriamoci se mi sarei sognato di andare a interessarmi di una presenza nefasta rinchiusa chissà dove. Lasciai padre Alfonso e ritornai da Stefy.

Continua…

Leggi tutto dall’inizio (Prima parte)

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