Antonio Ferrara intervista Elisa Vangelisti


il ragno e l'iguana il nono cieloOggi rimando la pubblicazione della diciannovesima parte del mio romanzo a  puntate perchè ho il piacere di avere come ospite Elisa Vangelisti, una scrittrice che dopo il suo esordio letterario ha scelto coraggiosamente di autoprodursi diventando la padrona assoluta dei suoi testi e la responsabile unica dei suoi romanzi. Conosciamola insieme.

1 Chi è Elisa Vangelisti per Elisa Vangelisti?

Mah, bisognerebbe chiederlo a lei. Il problema è che ha talmente tante facce che è difficile azzeccare quella giusta!

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Non so pensare alla mia vita senza follia, perciò mi viene naturale.

3 La strada dell’autopubblicazione è vista da molti di buon occhio, ma anche una sorta di resa a un mercato editoriale poco attento e inondato da migliaia di manoscritti. Tu come la vedi?

La trovo una grandiosa opportunità. C’è chi sostiene che inquini il mercato, inondandolo di testi brutti e raffazzonati. Io credo che il lettore sia in grado di scegliere ciò che più gli piace e se attraverso una pubblicazione in self lo trova, tanto meglio.

4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, sono una lettrice tattile. E poi gli ebook si scambiano come caramelle. Sono esosa e deforestatrice!

5 Autopubblicarsi comporta molte soddisfazioni, ma anche tanti rischi. Raccontaci la tua esperienza personale.

Quanto tempo abbiamo? Scherzo… un anno di tentativi tra grandi, medie e piccole case editrici. Contratti da 3-4mila euro di “contributo” fatti con lo stampino e lasciati scivolare via, una delusione dopo l’altra. Poi ho trovato una piccola casa che mi ha proposto un contratto accettabile e mi sono detta: o adesso o mai più. Dopo sei mesi sono scappata a gambe levate. Ma è stato illuminante, ho imparato tantissimo. E ho capito cosa volevo fare. Così mi sono data al self.

6 Si è capito che i lettori in genere leggono quello che gli viene propinato dal marketing e dalla grande distribuzione. Come pensi di procedere per promuovere il tuo romanzo?

Sicuramente non con un’azione di marketing, non ne ho i mezzi! Coltivo il mio orticello, il mio minuscolo gruppo su facebook che si chiama I lettori de “Il Ragno e l’Iguana”. È dedicato ai lettori, non al libro. Senza lettori pubblicare non serve a nulla. Indico iniziative, propongo eventi a premi, organizzo giveaway, creo avvenimenti per la scelta della cover, coinvolgo le mie lettrici (perché il target è femminile, dai 12 ai 71 anni!) in tutto ciò che faccio. Come una specie di piccola famiglia. Commento le mie letture, colgo spunti di conversazione, mi sfogo su ciò che accade relativamente al mondo editoriale, ma anche durante la stesura dei miei libri. Chiedo consigli. Pubblico poesie e racconti brevi scaricabili gratuitamente e cose del genere.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Sarebbe come dire vivere d’amore. Scrivere è una passione, non una maniera per mantenersi. Mantiene l’anima, non il portafogli. Poi se viene anche quello è bene accetto. Ma non credo proprio di essere un caso editoriale, sono solo una che scrive benino.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Non lo so. Ho iniziato a leggere un paranormal romance (che è il genere che scrivo) di una giovane autrice emergente, edito da una grande casa. Dopo meno di cento pagine ho abbandonato. È scritto male, ci sono refusi, la trama è piena di lacune. Certo che si può, se si ha molta fortuna o si contattano le persone giuste. Ma poi la casa ti brucia e basta, se non sai scrivere, se non trasmetti nulla a chi ti legge. Sono molto critica sui testi, mi è stato fatto notare, ma di questo romanzo in particolare ho sentito commenti identici un po’ dappertutto. Una bella cover, una pubblicità martellante, vendite enormi e poi si sgonfia tutto. E via, a dare in pasto ai lettori – convinti che da una grande casa non ricevano fregature – un’altra autrice esordiente priva di stile e contenuti.

9 IL NONO CIELO?

È un prequel. L’ho scritto dopo il mio romanzo d’esordio, “Il Ragno e l’Iguana”. Dovevo ficcare il naso nel passato dei miei protagonisti e spero di averlo fatto bene. La spiegazione del titolo dei miei romanzi è sempre nell’ultima pagina del romanzo, perciò… non lo posso dire!

10 La copertina del tuo libro è molto bella ed è firmata dalla bravissima Max Rambaldi, come mai questa scelta?

Perché – appunto – è bravissima, gentile, precisa e poi era il grafico del mio ex-editore. Quando ho scelto la cover per la raccolta di poesie “Elisa dei cent’anni” ho voluto servirmi di lei per due motivi: la cover de “Il Ragno e l’Iguana” ha colpito tutti, me per prima. E siccome un libro come primo impatto ha la “faccia”, ci tenevo. Inoltre volevo una sorta di “continuità”, perché nel romanzo è citata una Shalmira King poetessa e scrittrice che altro non è che il mio alter-ego. Le chiederò certamente anche le altre due cover. La saga nasce come una quadrilogia. Il sequel è già terminato e l’ultimo “atto” è in stesura.

11 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo al portatile, in genere sul mio letto. A volte espatrio sul tavolo della cucina, quando mio marito ha bisogno di usarlo per dormire! O sul divano della sala, me lo porto anche al mare… ho scritto nella hall degli alberghi… ovunque. Scrivo in qualsiasi momento, ma più facilmente di notte, fino anche alle 4, a volte. Quando la casa è silenziosa e niente mi può distrarre.

12 Qualche anticipazione sul tuo prossimo romanzo?

Sì, come ho già detto sarà il sequel de “Il Ragno e l’Iguana”, quello che tutti i lettori si aspettavano dopo averlo letto. Ma siccome cerco sempre di disorientare le persone, se posso, invece che proporre un seguito ho fatto un passo di dieci anni indietro! Il titolo del sequel è “Un posto dove andare”. Narra le vicende dei personaggi della saga più avanti nel tempo. Il rapporto tra i protagonisti, Gabriel (il vampiro) e Rynn (una sensitiva che vede le emozioni come luci attorno alle persone e ne viene “contagiata”), matura come un qualunque umanissimo rapporto di coppia. Nel primo romanzo si assiste al loro incontro e all’adattamento l’uno all’altra, pur con le loro evidenti stranezze e disumanità. Nel secondo si svelano i retroscena di alcuni personaggi e nel terzo, che spero di far uscire prima della fine dell’anno, la coppia cresce, sperimenta, osa, va in crisi e si riassesta. O almeno così dovrebbe fare ogni coppia, durante il proprio percorso, no?

13 Cosa vuol fare da grande Elisa Vangelisti?

Bisognerebbe chiederlo a lei! Sempre che tu riesca ad acciuffarla e a farti rispondere. È molto schiva: preferisce lasciar parlare i suoi personaggi!

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a te.

Qui potrete trovare il gruppo ufficale della scrittrice per poter dialogare direttamente con lei.

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