Gli occhi del male. Romanzo a puntate (ventisettesima parte)


ghost_in_the_window_by_durka1Ero sudato, nel silenzio della cucina potevo udire il mio battito cardiaco, alternato a quello meccanico dell’orologio sulla parete.
Avevo la camicia intrisa di un liquido. Dovevo essermi addormentato. Ero un misto di sudore e alcol. Mi alzai a fatica dirigendomi in bagno. Rimasi a lungo a fissare la mia immagine riflessa nello specchio, facevo pena, e puzzavo. Decisi che era l’ora di una doccia. Avevo sempre associato la doccia a un gesto purificatore. “Mi purificherò.” pensai.
Funzionò, l’acqua si portò via tutti i miei incubi, stavo bene. Uscendo presi da un cassetto un boxer e una t-shirt. Entrando in cucina presi il pacchetto di sigarette dal divano e ne accesi una. Dal balcone riuscivo a vedere l’oscurità del giardino. Mi diressi verso la tavola, dovevo buttare la cenere.
“Ma com’è possibile? Che succede?”
All’interno del posacenere vi erano tre biglie colorate che si rincorrevano l’un l’altra.
In casa non ero solo, Marco, Richy e Daniela potevano essermi intorno. Il terrore raggiunse la punta estrema dei miei capelli. Mentre le biglie continuavano a ruotare nel posacenere, fui assalito da nausea, subito seguita da vomito. Cercai di trattenermi. Riguardando il centro del tavolo, il nulla. La sigaretta ardeva sul pavimento, il posacenere era vuoto. Un rumore sordo squarciò il profondo silenzio della cucina. Qualcuno era entrato in casa. Estrassi da un cassetto un coltello.
“Ehi, Anto cosa fai?” disse Stefy entrando in cucina.
“Io… Nient… Niente, volevo tagliare un po’ di pane.”
Guardai la lama che avevo fra le mani, scoppiai in una fragorosa risata. Ne ebbi paura.
“Anto, io…”
“Ho capito, vorresti passare la serata con me?” gli risposi.
“Sì, mi farebbe piacere.”
“Anche a me, vedi Stefy io continuo a vedere cose che non dovrei, cose non reali e allo stesso tempo così maledettamente reali.”
Lei non rispose, ma la situazione era evidente. “Non era ancora finita, forse eravamo solo all’inizio.”
Avevamo visto troppo e sentito troppo. Per qualche oscuro presentimento proveniente dal profondo del mio subconscio mi resi conto che eravamo in gioco, un gioco funesto.
“Una Coca?”
“Sì, grazie”
Presi dal frigo un paio di lattine e le versai in due bicchieri.
“Ecco la tua Stefy.”
Stefy si mise una mano davanti la bocca. Aveva gli occhi sgranati, sembrava che volesse vomitare. Lo fece nella mano. Erano le tre biglie di vetro. Non credevo ai miei occhi. Stefy gettò le tre biglie per aria. Non ci fu rumore, non caddero sul pavimento. Era come si fossero smaterializzate nel nulla.
“Anto hai visto?”
“Purtroppo sì. Ma cos’era una sorta di allucinazione?”
“Non credo, si stanno prendendo gioco di noi, sono qui, sono vicini.” mi rispose.
“Uscite fuori bastardi, facciamola finita una volta per tutte.” urlai.
Le mie parole echeggiarono nell’aria, ma non ci fu nessuna risposta.
“Anto, la tua macchina ha il bagagliaio aperto.”
“Cosa? Sei sicura?”
Certo, entrando ho notato che era aperto.”
Uscimmo fuori in giardino, il portabagagli dell’auto era aperto, All’interno non vi era niente. Quando eravamo partiti da Scario avevamo messo le valigie sui sedili posteriori ed erano ancora lì. Chiusi, dando poca importanza alla cosa. Eravamo stati gli attori del miglior film di Dario Argento, figuriamoci se mi sarei spaventato per un bagagliaio aperto. Rientrando in casa notai qualcosa di strano, sul pavimento vi erano delle impronte, ero più che sicuro che un attimo prima non ci fossero. Guardandole da vicino mi resi conto che si trattava di fanghiglia. Il giardino era asciutto, non aveva piovuto, eppure le impronte c’erano.
“Anto che c’è?”.
“Stefy le vedi queste? Prima non c’erano.”
“Cosa? Ma davvero dici?”
Decisi di seguire le impronte, portavano al piano di sopra. Salite le scale vidi che le impronte proseguivano in direzione della mia stanza. Non erano più chiare come all’ingresso, man mano che proseguivo erano sempre più sbiadite. Aprii la porta. La luce del corridoio illuminò la stanza, ma non c’era nessuno. Le maschere dell’orrore erano al loro posto, così come tutto il resto.
“Stefy che strano, le orme portano qui dentro, eppure non c’è nessuno.”
“Hai ragione, ma può darsi che siano impronte lasciate da tuo fratello o dai tuoi genitori, solo che non eri riuscito a notarle prima.”
“Ok, scendiamo.”
Richiusi la porta e scendemmo le scale. La porta d’ingresso era aperta.
“Eppur ricordavo di averla chiusa.” pensai.
Un rumore di passi mi fece trasalire. Qualcuno era al piano di sopra.
“Stefy hai sentito?”
“Purtroppo, sì.”
Qualcos’altro grattò fuori dalla porta d’ingresso, che nel frattempo avevo chiuso. Grattava, grattava.
“Anto io ho paura.”
“A chi lo dici” le risposi con il cuore in gola.”
“Che facciamo?”
“Stiamo calmi, non apriamo la porta e…”
Ero confuso, non sapevo cosa fare, non potevamo uscire di casa per via dell’essere appollaiato fuori la porta e pensai che si trattasse di quel dannato lupo. Al piano superiore c’era qualcuno… Marco?… Daniela?… Ricky?
“Stefy, chiudiamoci in cucina ed escogitiamo qualcosa.”
Ci guardammo negli occhi, con uno scatto ci catapultammo  in cucina chiudendo la porta a chiave.
“Qui dovremmo essere al sicuro.” le dissi abbracciandola.
“Lo spero.”
Poi un’ombra, qualcosa, passo veloce fuori dal balconcino che dava in giardino.
“Stefy presto dobbiamo chiudere le persiane.”
Mi avvicinai al balcone, fuori era buio, decisi che prima di uscire era meglio se avessi acceso le luci. Alzai l’interruttore che avrebbe dato elettricità ai lampioni del giardino… Ma…

Continua…

Leggi tutto dall’inizio (Prima parte)

 

Annunci

Informazioni su Antonio Ferrara


One response to “Gli occhi del male. Romanzo a puntate (ventisettesima parte)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: