Gli occhi del male. Romanzo a puntate (Capitolo finale)


free-terrible-devil-wallpaper-wallpaper_1600x1200_86164“E adesso cosa faccio?”
“Nascondi il cadavere” mi sussurrò una voce.
Misi il fucile a tracollo, presi l’uomo per le braccia e iniziai a trascinarlo. Il rumore dei piedi del cadavere che scendevano le scale mi atterriva… ero fuori di senno. Decisi di portarlo in cantina, dove avrei potuto occultare il corpo, per poi decidere con tutta calma sul da farsi. Per non lasciare impronte di trascinamento sul terreno che divideva l’abitazione dalla cantina, decisi di prendere in groppa il cadavere. Era pesante, ma i passi che dividevano l’entrata della casa dalla cantina adiacente erano davvero pochi. Passando vicino alla mia auto vidi il mio riflesso. Ma che stavo facendo nel giardino di casa mia con in braccio un cadavere di uno sconosciuto? Come avrei potuto mai spiegare? Il finestrino dell’auto specchiava alla perfezione sia la mia sagoma, che quella del povero uomo. Aveva il busto, la testa e le braccia penzolanti dietro di me, mentre le sue gambe penzolavano in avanti. Aveva gli occhi sgranati… ed erano bianchi.
“Ma cosa Accidenti?”.
Con un movimento fulmineo, catapultai l’uomo per terra… lui si rialzò. Puntava con entrambe le braccia protese in avanti verso di me. Non ci potevo credere; sembrava uno zombi… e forse lo era. Ero stanco, ma anche abituato a quei maledetti esseri con gli occhi bianchi. Afferrai il fucile che avevo a tracolla; appena la creatura mi fu vicina; mirai alla testa e feci fuoco. La sagoma cadde al suolo e la sua faccia non aveva perso i tratti, non c’era più. Buttai il fucile per terra e trascinando il cadavere mi diressi verso la cantina. A differenza delle altre volte, ero contento, non so, una contentezza isterica; dovuta dal fatto di non aver ucciso un uomo, ma una di quelle cose… che si spacciava per tale. Quando mi accinsi ad aprire la porta della cantina…
“Fermo.” Lasci quell’uomo e si metta per terra.”
Polizia e Carabinieri erano penetrati nel giardino di casa mia
Nella cantina di casa trovarono i cadaveri dei miei amici. Non so cosa successe, mi dissero poi che nella cantina dove stavo trasportando quell’essere furono trovati Marco, Stella e Ricky.

10 anni dopo…

“Venni accusato dell’omicidio di Stella, Marco e Ricky, adesso dopo dieci anni, sono ancora rinchiuso in questa clinica psichiatrica. I corpi dei miei amici, quelli veri, da me scoperti, non sono stati più ritrovati. Le autorità locali, negarono anche il fatto di aver ricevuto telefonate anonime al riguardo. Il Diario di Ricky, quello di cui le ho parlato nel mio racconto… scomparve. Quando fui arrestato, mi fu sottratto… non ho idea di che fine abbia fatto.
“Lei da dieci anni si ostenta, anche a detta di miei colleghi, a raccontare sempre la stessa storia.” Disse l’uomo in giacca e cravatta seduto dall’altra parte del tavolo.
“Sì, certo. È la verità. I suoi colleghi psicologi, psichiatri, o quello che sono, mi reputano un pazzo, un visionario, un folle… e con tutta probabilità, lei penserà la stessa cosa non appena sarà uscito da qui dentro.”
“Come fa a dire che i cadaveri trovati nella sua cantina, in realtà non erano proprio quelli dei suoi amici?”
“Mi dissero che il fatto più raccapricciante era quello che ai cadaveri erano stati asportati gli occhi; da qui ne ho dedotto che quelli ritrovati erano i “mostri” e non i miei amici. Poi c’è un un particolare che conferma ciò che dico.”
“Ovvero?.”
“Ricky, morì da bambino, quello che le autorità hanno trovato in cantina era un uomo adulto.”
“Mi tolga una curiosità. Che fine ha fatto la ragazza di nome Daniela?”
“Non era una ragazza, mi dissero che una Daniela Imperatis non era mai esistita, ma io già lo sapevo… lei in realtà era lì per cacciare qualche anima… prese quella di Marco.”
“E cosa mi dice al riguardo di Stefania?”
“La Stefania De Pretis che io tanto decantavo, non fu più trovata, mi dissero che non esisteva nessuna ragazza con quel nome. Anche la casa da me segnalata era abitata solo da due anziani… non avevano figli.”
“Lei come se lo spiega una cosa del genere? Non ha mai pensato di essersi sognato tutto?”
Le posso garantire che non mi sono sognato un cazzo. Anche in questo caso ho una mia teoria.”
“Bene, mi dica, sono qui per ascoltarla.”
“La morte.”
“Prego, come ha detto?”
“Ho detto la morte. La mietitrice di anime, la regina nera; non importa come la si chiami.”
“Lei adesso mi vuol far credere che la Stefy del suo racconto, in realtà era la morte?”
“Esatto. Lei mi era sempre vicina, aspettava, aspettava me. Non mi ha aiutato in nessuna occasione. Quando ho affrontato il male, lei era sempre in disparte. Non poteva intervenire, il suo compito era solo quello di prendere la mia anima, nel caso io… Quando la trovai riversa sul pavimento del bagno dell’autogrill, capii che era stata pestata. Ragionando sulla cosa ho dedotto che era stata picchiata, in qualche modo punita. In alcune situazioni mi era stata di grande aiuto, come nello scantinato, quando fu lei a voler cambiare direzione. Non credo che ne sarei uscito vivo senza il suo prezioso contributo. In quell’occasione fu punita da una forza superiore. Aveva sforato, era arrivata oltre le sue competenze… non credo che potesse farlo.”
“È incredibile, lei si è riuscito ad accaparrare i favori della morte.” disse l’uomo stupito “Cosa mi sa dire al riguardo del suo cane?”
“Il mio amico, in tutti i sensi. Anche il mio protettore, credo che sia stato lui a calarci la scaletta nel pozzo.”
“Un cane che porta una scala, la fissa e la fa scendere in un pozzo? Non le sembra un po’ troppo?”
“Non un cane… vogliamo chiamarlo… Angelo?”
“Che cosa? Lei mi vuol far credere che il suo cane in realtà era il suo angelo custode?”
“Perché no. Quando siamo usciti dal pozzo lui c’era, ogni volta che mi sono trovato in difficoltà… lui c’era.
È tornato a casa, dopo che lo avevamo perso a centinaia di chilometri, tirandomi fuori da un casino…”
“I cani sono intelligenti, e hanno uno spirito protettivo sui loro padroni, questo è vero, anche il fatto che sia tornato a casa è una costante riscontrata più di una volta nell’universo canino, ma da questo, a dirmi che il suo cane è un angelo… c’è ne passa, no?”.
“Non le sto dicendo che il mio cane era Rin Tin Tin. Ma lei come fa a spiegarsi che sia ritornato a casa in un tempo così breve? Le garantisco che è impossibile per un essere mortale. Poi c’è l’episodio della vasca: Quando Marco fuoriuscì da quella maledetta vasca, ricordo che prima di svenire vidi Demon. Con tutta probabilità fu lui a portarmi in salvo.”
“Il suo amico Marco è morto… Come lo spiega? Eppure dal racconto del suo diario, lo spirito di Ricky gli disse che poteva anche salvarsi…”
“Bella domanda, crede di farmi cadere in contraddizione, per poter affermare che le sto raccontando un mare di stronzate, non è vero?”
“No, assolutamente, cerco solo di capire come sia andata la storia, tutto qui.”
“Marco morì perché aveva tradito l’amicizia. Padre Alfonso, mi disse che solo l’amicizia e l’amore che ci univa avrebbero potuto sconfiggere il maligno. Marco andando a letto con la mia ragazza, che poi era… bè… un lupo. Tradì qualunque sentimento benevolo, cadendo nella trappola…”
“Guardi, lei ha raccontato la storia nei minimi particolari, com’è possibile che riesca addirittura a ricordare i dialoghi intercorsi fra lei e questi fantomatici personaggi?”
“Un incubo non si dimentica con facilità. Ma poi quali personaggi? Le sto dicendo senza mezzi termini, che l’intera vicenda è andata così come le ho spiegato. Non sono un assassino. Non ho ucciso i miei amici.”
“Ah, vede, mi ha parlato d’incubo, allora si è sognato tutto?”
“Non era un incubo, l’ho detto solo per farle comprendere le atrocità di cui sono stato testimone.”
L’uomo si alzò dalla sedia dirigendosi verso la finestra alle sue spalle.
“Se lei continua a raccontarmi queste assurdità, io non potrò esserle di nessun aiuto. Non posso farla uscire da questa clinica, capisce?”
“Scusi, a lei che importa, mica è il mio avvocato?”
“No, ma vede, lei è un uomo di grandi capacità, è un peccato vederla rinchiuso in un posto del genere… è sprecato.”
“Ho detto solo la verità. E continuerò a dirla, finché avrò vita.”
“Sì, questo non lo metto in dubbio, ma una piccola bugia potrebbe aiutarla… Poi il fatto che lei ricordi tutto è un bene per noi.”
“Cosa? Non lo mette in dubbio? Allora mi crede? Lei mi crede?”
“Detto tra noi, io potrei anche crederla, ma non lo dica in giro…”
“Non intendo mentire, mentirei anche ai miei poveri amici… è il minimo che possa fare per loro è dire la verità, non voglio che si siano sacrificati per niente.”
“Deve capire che per le persone risulta un po’ difficile comprendere cose del genere. Si reputano credenti, vanno in chiesa tutte le domeniche, ma in realtà i veri credenti, quelli che anche senza andare in chiesa credono sul serio, sono davvero pochi.”
“Sì, sono d’accordo con lei, ma cosa dovrei fare… dire: guardate che ho avuto allucinazioni, adesso sono guarito, arrivederci a tutti e grazie?”
“Esatto. Lei deve mentire, solo mentendo riuscirà a riavere la libertà.”
“Guardi, che non voglio affrontare una vita di rimorsi, preferisco stare qui e avere l’anima in pace.”
“Mi sono scomodato personalmente per tirarla fuori da questo posto… Ma deve collaborare.”
“Si è scomodato? Scusi ma lei chi è?”
“Comunque sia, mi dispiace, ma adesso devo proprio andare” disse l’uomo guardando dalla finestra.
“No. Aspetti un attimo. Lei ha detto di credermi, vero?”
“Certo. Io la credo, ma nessun altro lo farà al di fuori di me. Mi dispiace non poterla portare via da questo posto. Lei è riuscito a mediare con la morte, a capire che il suo cane era un protettore, a comprendere e affrontare le tenebre… mi riferisco al lupo, e infine è sfuggito al male. Il fatto più sorprendente e che lei è ancora vivo. Guardi è assurdo.”
“Allora lei crede ad ogni mia parola?”
“Come non potrei.” disse l’uomo, voltandosi.
Il suo sorriso era bianco, come i suoi occhi.
“Ma… Ma lei… è uno di quegli esseri? Un alfiere del male?”
“Fuochino… Io sono il Male.

Continua…

Leggi tutto dall’inizio (Prima parte)

Annunci

Informazioni su Antonio Ferrara


4 responses to “Gli occhi del male. Romanzo a puntate (Capitolo finale)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: