Uno sguardo oltre la siepe va in letargo…


oltre la siepeUno sguardo oltre la siepe chiude i battenti, o quasi.

Quando ho deciso di aprire questo blog già scrivevo romanzi. Oggi scrivo meno romanzi e molto di più sul blog che comunque mi ruba un sacco di tempo per leggere e scrivere. Dopo averci pensato molto, do deciso di tenerlo aperto esclusivamente per informare i più delle mie produzioni letterarie e dei vari traguardi che spero di raggiungere durante il mio percorso di crescita letteraria. Da questo momento in poi non ci saranno più segnalazioni di concorsi e iniziative, tantomeno segnalazioni di nuove uscite da parte di case editrici e diciamola tutta, le stesse case editrici che ti contattano per informarti del loro ultimo capolavoro in uscita, ma che poi se ne fregano se hai due o tre romanzi nel cassetto. Mica a loro interessa? A loro interessa solo pubblicizzare il più possibile quello che hanno in quel momento e mica tu sei uno scrittore? Sei uno che ha un blog e quindi sei un blogger!

Bene, tutto questo è profondamente errato. Io NON sono un blogger, NON un adetto ai lavori, NON un recensore, NON un giornalista, NON un opinionista e così via. Io sono uno scrittore (inteso come autore, ovvero il creatore dell’opera letteraria, colui che concepisce un “disegno” nella propria mente e lo trascrive su pagina o su un file elettronico di un computer. Da oggi si cambia e ci si concentra sulla propria produzione letteraria e sulle possibili collaborazioni letterarie con altri scrittori in cerca di editore. Sì, perchè se a qualcuno fosse sfuggito, io sono sempre in cerca di un editore.

Antonio Ferrara

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11 responses to “Uno sguardo oltre la siepe va in letargo…

  • patrizia benetti

    Io desidero farti un grande in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.
    Mi mancheranno le nostre chiacchierate, ma tiferò per te, Antonio.
    Con stima e simpatia.
    Patrizia.

  • Marco Bango Siena

    Beh, in effetti il tempo passato sul blog è tempo che non si passa su un romanzo o su un racconto. Io ho dovuto organizzarmi per portare avanti entrambe le cose. Poi, pirla io ad aprire un secondo blog per l’estero, che però mi dà quasi più soddisfazioni e feedback dell’italiano. Nel frattempo, grazie di tutto e in bocca al lupo!

    • Antonio Ferrara

      Marco pensa solo una cosa: Stephen King non ha un blog! Ok mi dirai, ma tu non sei King. Sì, lo so, ma fare il blogger oggi é solo come leccare il culo ai piccoli editori. Sinceramente sono stanco di tutta questa fogna della micro/macro editoria. Ora vado a testa bassa, scrivo e mi propongo. Solo questo e se poi sarà, sarà. Potrei anche autopubblicarmi, chissà. Per ora scrivo e cerco di piazzare i miei due romanzi già scritti, poi si vedrà.

      • Marco Bango Siena

        Beh, Gaiman dal canto suo ne ha uno che aggiorna di frequente, oppure Lansdale ha una pagina FB molto attiva e connessa a Twitter. Sono esempi, per carità. Come dico sempre, dipende cosa vuoi dal tuo blog. Io lo uso per allenarmi, in modo tale da scrivere tutti i giorni qualcosa. È vero, potrei scrivere una racconto al giorno al posto dell’articolo, però mi serve anche per rimanere in contatto con la gente e per regalare ebook autoprodotti. E non per ultimo, per promuovere i miei libri.

      • Antonio Ferrara

        Marco come tu dici sono punti di vista, ma se poi deve diventare un vero e proprio lavoro non retribuito, dove persone ti chiamano per essere intervistate oppure per proporti i loro libri o ancora per essere segnalati la “cosa” inizia a diventare pesante. Io sono fondamentalmente un buono e non dico mai di no a nessunno, ma se poi per motivi di tempo non posso pubblicare la notizia, fare l’intervista o altro? Cosa succede? E se casomai non mi va di intervistare chi mi ha chiesto l’intervista? Che gli dico? A questo punto, visto che sono uno a cui negare e non concedere non è consono, preferisco concentrarmi su qualcos’altro e non scontentare nessuno.

  • alessandromanzetti

    Un punto di vista che, con affetto e amicizia, non condivido. Non per la decisione, del tutto legittima, ma per i motivi. Chi apre un blog è un blogger, non deve stupirsi di essere definito tale (anche io sono un blogger e continuo a esserlo, e sentirmi tale, nonostante mi occupi anche di altre attività nel settore). Se si fa il blogger e si parla di editoria, è normale che editori e autori cerchino di prendere contatti e segnalare i loro progetti. Ma nessuno a me ha mai puntando una pistola alla tempia. Nessuno ci costringe a fare i blogger, e niente dobbiamo aspettarci, oltre a riuscire a proporre contenuti interessanti per gli appassionati degli argomenti che si scelgono di divulgare. Quindi, se hai aperto un blog dedicato all’editoria, è normale il percorso che hai vissuto e l’approccio nei tuoi confronti dei lettori e degli addetti ai lavori. Se invece intendevi parlare esclusivamente dei tuoi progetti, e quello era il tuo unico obiettivo, potevi aprire un sito o blog personale come molti autori fanno. Non capisco sinceramente la tua presa di posizione, che avrei compreso come necessità di gestire meglio il tempo per altre attività, ma non come critica a chi non ti ha capito o non ti ha offerto particolari feedback o opportunità di pubblicazione. Definire “fogna” la micro e macro editoria è generalizzare parecchio e va in contrasto con quanto hai finora fatto e scritto. Specie per la piccola editoria, che in diversi casi lotta con le piccole armi della qualità contro i colossi e il mass marketing dei grandi brand; mi stupisce la tua opinione così negativa, che va contro la filosofia di tanti blog (e tra i tuoi lettori ce ne sono diversi) e realtà letterarie online che cercano di divulgare, gratuitamente, progetti di qualità, proponendo strade alternative ai lettori e appassionati, oltre quelli legati al consumismo e al “big marketing”, che spesso non si occupa di “cultura” e di “qualità” come dovrebbe. Leccare il culo ai piccoli editori, come affermi, sarebbe poi uno strano masochismo, visto che nella grandissima parte dei casi non ci si guadagna nulla, se non una copia di un libro, relazioni e contatti. Fare blogging rappresenta semplicemente una opportunità di divulgare contenuti selezionati, senza aspettarsi qualcosa in cambio, e poi certo, anche per promuovere e comunicare i propri progetti, se esistono, offrirgli visibilità. Come si dice, “fare network”. Non so proprio cosa ti aspettavi di diverso, sinceramente, e mi spiace leggere che prendi improvvisamente le distanze, che non ti ritieni un blogger, recensore e opinionista, dopo averlo fatto, ma solo un autore e uno scrittore, cosa che dovrebbero affermarlo, in fin dei conti, il mercato e i lettori. Posso assicurarti che specie in questo momento di crisi, molti autori anche affermati fanno fatica a trovare nuovi sbocchi editoriali, ma non per questo sparano a zero sul settore dove operano. In una fogna, mi pare chiaro, nessuno vuole viverci, per cui ognuno è libero, se si è fatto questa opinione, di trovare altri “luoghi ” e settori dove esprimersi e proporsi. Intendiamoci, la critica va benissimo, e serve, ma solo quando è costruttiva, argomentata, quando si hanno proposte da fare, sicuramente è interessante per tutti quando è aliena da esigenze o aspettative personali. Mi spiacerà non leggere più i tuoi post, in ogni caso in bocca al lupo (sincero, e lo sai) per i tuoi progetti e per tutte le tue cose. Ma in amicizia non potevo non dirti quello che penso e consigliare una riflessione.

    • Antonio Ferrara

      Alessandro tu mi dici di essermi amico, ma non hai letto nemmeno una riga di quello che ho scritto io. Attenzione non si tratta di dare e avere. Forse sono stato frainteso, ma credimi sono un fautore del “fai e poi se arriverà, tanto di guadagnato”. Quello che mi fa veramente rabbia è il fatto che nella piccola editoria, come nella grande (i meccanismi sono i medesimi) si continua a pubblicare amici, parenti e conoscenti. Attenzione non sto parlando di Mezzotintis Ebook o altre realtà nate da poco. Questo lo farò dopo. Parlo del fatto che un autore non ha la possibilità di accedere a nessun tipo di canale se non fa parte di un “Club” se non porta una bandiera. Questo è il vero problema. Altro problema è il fatto che nonostante io abbia mandato alcune pagine ai famosi amici editori ( a te non le ho mandate, mi aspettavo che qualche pagina me la chiedessi, ma lasciamo stare) questi “amici editori” non abbiamo ancora letto neanche una riga! Sono troppo impegnati. Perfetto, significa che da oggi in poi anche io sarò troppo impegnato. Questo nulla toglie al fatto che la mia è una critica generalizzata all’intero ambiente editoriale e non a persone che per quanto si ritengano miei amici (di comodo?) si fanno un mazzo tanto dalla mattina alla sera per portare avanti idee e progetti degni di nota. Anzi, spero che in un panorama così piatto dove in libreria trovi l’ennesimo thriller tu come gli altri riesca a portare una ventata di aria fresca all’interno del settore.

  • profgemelliprofG

    Ferrara, forse non condivido la tua decisione ma certamente condivido un senso di incazzatura editoriale. Però limitare il blog alla sola informazione sui tuoi lavori ridurrà il pubblico, non pensi? Non sarà controproducente? Non puoi semplicemente rispondere “picche” a ‘sti editorucoli rompicoglioni?

    Anch’io nel mio piccolo sono sia scrittore che blogger, ma sono talmente scarso che nessun editore si sogna di interpellarmi, per cui forse potresti considerare questo fatto come un riconoscimento al tuo valore come blogger, se non altro.

    Ho iniziato a seguire il tuo blog su indicazione di mio cognato e lo trovo (o trovavo?) interessante e arguto.

    Ps: volevo seguire la lettura quotidiana de Gli occhi del male, ma non ce l’ho fatta, a causa di impegni e anche di un grave lutto, e ora non mi ci raccapezzo più con i capitoli (anzi, mi sembra che ne manchi uno, o sbaglio?) per cui dato che “hai fatto 30” non potresti “fare 31” e rendere il romanzo intero scaricabile (per esempio su mediafire?). “Senza nulla a pretendere”, come direbbe Peppino.

  • Antonio Ferrara

    Ciao Gianluca, diamoci pure del tu. Stai facendo un ottimo lavoro con il tuo blog per non parlare delle traduzioni dei numeri (mai usciti in italia) della serie i “Tre investigatori”. Complimenti davvero. Sono le persone come te e Patrizia e altri che mi hanno scritto in privato che mi danno la forza di andare avanti. Bene, allora credo che continuerò a curare anche il blog. 😉 Ovviamente tramuterò presto “Gli occhi del male” in romanzo pdf, epub, ecc per fare in modo che venga scaricato nella sua totalità. Mi incuriosciscono molto i tuoi romanzi e poi diciamocela, ci sarà sicuramente l’influenza dei “Tre investigatori” in “Erba Alta”, no? Lo compro quanto prima… A presto e grazie.

  • profG

    Evviva! Triplo evviva!

    Sì, non ho seguito il galateo, ma in effetti di solito do automaticamente del tu un po’ a tutti su internet, tranne a chi è decisamente più vecchio di me, e li chiamo per cognome: la sensazione che ho insomma è che si sia una specie di compagni di classe.

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