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“Un brivido lungo la schiena del Drago” di Danilo Arona. Prefazione a cura di Fabio Larcher


arona cover sitoGeneralmente faccio un’introduzione ai miei articoli, ma questa volta vorrei solo che leggiate la prefazione che Fabio Larcher ha fatto al romanzo “Un brivido lungo la schiena del Drago” di Danilo Arona edito da Edizioni PerSempre. Non c’è da aggiungere altro se non il mio più grande ringraziamento a Fabio Larcher e a Danilo Arona per avermi concesso il privilegio di poter pubblicare la prefazione che troverete all’interno del libro.

Prefazione a Un brivido sulla schiena del Drago

di Fabio Larcher

 Dovete scusare la mia intromissione. Di solito non firmo e non scrivo prefazioni per gli autori che pubblico, ma nel caso di Danilo Arona vorrei fare un’eccezione. Per me questo scrittore è un caso “personale”; ergo, di persona, scendo nell’arena. I miei primi contatti con Arona risalgono al lontano 2003; il suo primo libro pubblicato dalla mia casa editrice fu La stazione del Dio del Suono, ovvero il secondo capitolo del ciclo “Il Circolo del Venerdì” o (come lo chiama l’autore) della “Trilogia del Drago”. Dunque posso fare almeno due affermazioni riguardo a questo autore: la prima concerne Danilo Arona come uomo; la seconda Danilo Arona come scrittore.

Riguardo al primo aspetto desidero dire che in Danilo (contrariamente a quanto mi aspettassi e da quanto ci si possa aspettare quando si ha a che fare con un “artista”) trovai una persona complessa e simpatica, con la quale si stabilì un bel rapporto collaborativo, anche al di fuori dell’ambito prettamente editoriale. Scoprii presto che il suo modo di stare in compagnia, ancorché spesso sopra le righe, era molto piacevole. Insomma, bisogna dirlo chiaramente: con Danilo ci si diverte. E non si deve neppure fare troppa fatica: basta lasciare spazio alla sua vena istrionica e la serata si riempirà di battute salaci, bonarie prese per i fondelli, intelligenti discussioni sulla musica (Arona è anche musicista), sul lato misterioso della vita (che lui ha indagato con tenacia e perizia, da buon “antropologo” dell’occulto), sulle belle donne e sul buon cibo.

Un uomo vitale, insomma, interessante, colto di una cultura che non concede spazi allo snobismo, ma che, anzi, sembra del tutto  “naturale”. Sono le piccole magie di certi esseri umani, minimi indizi che inducono lo “spettatore” a immaginare che sotto sotto vi sia dell’altro e che ci vorranno tempo e pazienza ma, alla fine, si scopriranno altre curiosità, altre bizzarrie e, magari, altre meraviglie.

E questo per quanto riguarda il “giudizio” umano sul nostro autore. Per quanto riguarda il giudizio editoriale: devo ammettere che il suo fu il primo libro di valore che riuscii a proporre nel mio catalogo. Ora come allora non posso dichiararmi un patito del genere horror, eppure il romanzo di Arona possedeva un buon numero di qualità irresistibili: l’originalità del procedimento narrativo, la linearità non priva di eleganza della prosa, il senso di mistero e al contempo di normalità che balzava alla mente leggendo la storia, l’ironia e l’umorismo macabro e disinvoltamente cinico. Tutto questo concorreva ad affascinarmi. Lo ammetto. E da allora Danilo Arona è uno dei miei scrittori preferiti anche da lettore, non solo da editore, tanto che mi è riuscito facile seguirlo nelle sue scorribande entro il mercato librario italiano, che lo hanno portato a pubblicare per innumerevoli editori. La cosa non mi ha stupito affatto. Le qualità aroniane sono diventate ben presto (anche se in deplorevole ritardo) uno speciale marchio di fabbrica, capace di meritare l’attenzione e il rispetto di tutti coloro che amano il genere orrorifico e magari non solo.

Ma in cosa consiste l’originalità di Arona? In questo: essere una specie di regista/montatore cinematografico, saper maneggiare fonti diverse, materiali disparati e riuscire a trovare i nessi logici capaci di metterli in relazione. Fermi! Non gridate allo scandalo, non scagliatevi contro ciò che ho appena detto, invocando su di lui il titolo infamante (perché in fondo questo titolo lo è, essendo sinonimo di impotenza creativa) di “scrittore metaletterario”. Se lo faceste commettereste un errore. I libri di Danilo sono e rimangono libri di genere, libri che hanno la sola pretesa di raccontarvi una storia e di spaventarvi… almeno un po’. Solo che lo fanno con intelligenza e brio, senza appiattire il genere; anzi, sfruttandolo proprio per le sue privilegiatissime caratteristiche di “veicolo”. Forse Danilo fa addirittura qualcosa di più: crea dei miti e una mitologia coerente, supportando il tutto con un discorso filosofico sul tempo, lo spazio, l’essere, degno della miglior tradizione di pensiero del Novecento (e non faccio nomi perché in bocca a me stonerebbero).

Leggendo uno qualunque dei suoi romanzi potrete notarlo voi stessi. Si parte sempre da uno stato di apparente frammentarietà, come se la realtà si proponesse allo sguardo polverizzata; ma da quel pulviscolo scintillante, stregato, orribile, a poco a poco vediamo nascere dei legami, delle connessioni, che via via ci lasciano ammirati davanti all’interezza del quadro (quadro che, con un minimo di fantasia, potremmo intitolare Paesaggio con cadaveri, o ancor più semplicemente Natura morta).

Insomma, tutto si concretizza intorno a un nucleo focale; e quel nucleo è rappresentato, nel caso de Un brivido sulla Schiena del Drago, da un gruppo di anziani aronianamente cinici e giocosi, che amano trascorrere la notte in luoghi visitati da nefasti poteri, a far “veglia”; cioè a raccontarsi l’un l’altro (come nelle veglie dei nostri antenati) delle storie. E così facendo, consapevolmente, ma con la consapevolezza limitata degli esseri umani, i quali sono sempre troppo miopi quando osservano il mondo, sperimentano il terribile potere del Drago.

Chi o cosa è il Drago? Un’entità sovrannaturale, dalla forma indefinita. Un flusso di energia creativa (come il pensiero stesso?) che fa essere le cose come sono, ma può anche mutarle, o mutarne il segno, se i suoi scopi reconditi lo richiedono. Un dio? Forse. Più probabilmente il Diavolo in persona, se questa identificazione non risultasse limitante e, ormai, condizionata da troppi stereotipi.

Ora, io non so se la cosa sia voluta oppure no, ma le cosiddette “veglie” di questi attempati apprendisti stregoni hanno in sé qualcosa di strano, di storto. Il loro modo di raccontare la vita somiglia alla descrizione di un mondo alternativo, simile al nostro eppure completamente diverso negli assunti basilari e nei materiali da costruzione (niente atomi; piuttosto: antiatomi di antimateria). Si ha come l’impressione che essi parlino di un mondo “attraverso lo specchio”; che i veglianti stiano partecipando in realtà a una veglia funebre (una veglia il cui protagonista, il morto, è sempre assente, o è una creatura fatta esclusivamente di parole) e che i loro discorsi ci stiano fornendo i mezzi per gettare uno sguardo non sul mondo ma sull’Oltremondo, sul regno dei morti, sull’Inferno.

Sì, forse la Mappa del Drago che essi utilizzano è proprio la carta geografica dell’Inferno.

Un po’ lo si capisce dal fatto che i personaggi acquistano vita e spessore solo nell’istante stesso in cui viene inscenata la loro morte cruenta. Se li guardiamo bene, questi personaggi, sono ben più che dei “predestinati” a quel tipo di trapasso: sembrano fantasmi che ripetono all’infinito e per l’eternità l’evento culminante della loro esistenza mondana: il momento della loro morte. C’è qualcosa di meccanico, di freddamente astratto, nelle scene propriamente horror che Arona cattura nella sua metaforica cinepresa, in questo romanzo, come una pellicola rotta che replichi lo spezzone di un film o un vinile che si incanti sul piatto.

Non la tiro per le lunghe. Ho voluto cominciare questa prefazione con quello che sembrava un tributo, un encomio di circostanza, ma che invece si rivela ora la necessaria precisazione della particolarità umana (e quindi artistica) del nostro scrittore, atta a sostenere un’affermazione un tantino “forte”. Devo confessarvi il mio sospetto: talvolta ho l’impressione che Danilo Arona non sia solo un bravo scrittore horror, ma che sia una sorta di veggente; quasi che quegli spezzoni di pellicola rotta che sono gli spettri dei deceduti di mala morte lui li “veda” e che, proprio nel modo in cui li vede, ce li proponga letterariamente. Per questo ho insistito sulla non metaletterarietà aroniana: il suo modo di narrare non implica tanto un espediente frusto e quasi automatico, ma potrebbe nascere da una diversa esperienza delle cose… un’esperienza, cioè, visionaria.

Le opere di Danilo, secondo questa prospettiva difficilmente sottoscrivibile da chiunque e men che meno dall’autore, potrebbero essere il tentativo di ricomporre un puzzle mitico, quasi che i frammenti (il pulviscolo magico di cui sopra) nei quali sono intrappolate le manifestazioni fantasmatiche, fossero delle specie di storie “gialle”, dove l’assassino è la vita stessa… o almeno un’entità che permea l’esistenza in maniera tanto totalizzante quanto sfuggente, che ha bisogno, in qualche modo, di essere “investigata”, rintracciata, definita, riconosciuta…

Nonostante la sfilza di morti che attraversano il romanzo (e a consolazione dei nostri lettori), si ha sempre l’impressione che si tratti di una storia “a lieto fine”; forse perché i nostri diabolici vecchietti riescono, comunque, a scamparla, più o meno con le ossa rotte.

Possiamo dire che esiste una morale ne Un brivido sulla schiena del Drago e che tale morale è: solo chi ha l’ardire d’indagare il Male, di guardarlo in faccia, si salverà?

Non so dirlo. Probabilmente Arona mi smentirebbe seccamente se osassi dirlo. Ma una cosa è certa: questo straordinario romanzo che (come ogni classico che si rispetti) sembra non smettere ancor oggi di dire ciò che ha da dire, doveva essere ripubblicato. Non farlo sarebbe stato uno spreco, un’occasione mancata.

E poi, come direbbe Danilo:

è un Arona giovane, molto sperimentale (data l’epoca di riferimento) e alquanto pre-pulp per la ricerca a tutti i costi dell’effetto “da brivido”. Ma, comunque, Un brivido sulla Schiena del Drago si può leggere oggi prospetticamente come un modello di futura evoluzione del genere. E parlo ovviamente del genere scritto dagli italiani. Per questo ritengo che la sua riscoperta possa in qualche modo giovare alla causa, dato che scrivere e proporre horror oggi non è affatto agevole.

Ci sarebbero molte altre cose da aggiungere, ma preferisco lasciare spazio, adesso, alla voce dell’autore e augurarvi buona lettura.

Fabio Larcher

Se la prefazione vi ha colpito per la sua spudorata sincerità a questo indirizzo potrete trovare la scheda del libro (Edizioni PerSempre) e un estratto scaricabile gratuitamente.

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Io sono le voci di Danilo Arona


img_{copertina}Generalmente non faccio recensioni, ma mi limito a dare annuncio di alcuni titoli in uscita sul mercato editoriale. Anche questa non è una recensione, ma un punto di vista personalissimo su questo testo. Stiamo parlando di “Io sono le voci” l’ultima fatica letteraria di Danilo Arona. Qui non siamo al cospetto solo di un romanzo qualunque al limite dell’inverosimile  (storia inventata di sana pianta dall’autore con risvolti più o meno fantatsici), ma ci troviamo al cospetto del vero orrore in quanto “veritiero” e palpabile. L’autore Alessandrino ci accompagna in un viaggio ricco di incubi così maledettamente reali, da poter sembrare assurdi, ma non lo sono. In italia abbiamo avuto escalation di follia e non solo da parte di psicopatici di ogni tipo e Arona è bravissimo a percorrere questo filone dandoci la sensazione che quello che ci sta raccontando sia verità. Si, amici, a rischio di sembrare un imbonitore di piazza devo dirlo: A un certo punto del libro vi chiederete se questa sia una storia vera o meno. Sin da ora posso confermare che la risposta della vostra mente sarà affermativa. Arona riesce ad abbattere le sottile barricata che separa la “Fiction” dal reale e questo non può essere che un merito visto che l’orrore più è reale e più ci tocca da vicino, strisciando casomai.
Altro viaggio che Arona ci illustra è quello di un cinema ormai andato, quello di periferia, quello vero per intenderci, dei tempi in cui il vocabolo “multisala” non era stato ancora coniato.
Arona, giornalista, scrittore, musicista, ma anche ricercatore sul campo di “storie ai confini della realtà”, critico cinematografico e letterario sa esattamente di cosa sta parlando e questa è una gioia per un lettore che ha bisogno di punti fermi e non di vaneggiamenti da parte di chi troppo spesso si improvvisa.
Un romanzo duro, ma che alla “fine della fiera” lascia che la nostra mente si chiede chi effettivamente siano le vittime e i carnefici di tutta la storia. Qualcuno un giorno disse che non esiste il “Bene” e il “Male” assoluto, ma ognuno a suo modo è anche l’ingrediente dell’altro. Se “IO SONO LE VOCI” fosse una ricetta culinaria, potremmo senza mezzi termini affermare di essere al cospetto di una pietanza ben equilibrata e gustosa, leggermente speziata e con un retrogusto leggendario.
Grazie Danilo per avermi regalato anche questa volta dei piacevoli brividi di terrore.
Antonio Ferrara
Titolo: Io sono le voci
Autore: Danilo Arona
Editore: Edizioni Anordest
Numero di pagine: 358
Prezzo: € 12,90
Sinossi: Da sempre in Italia avvengono omicidi inspiegabili che sembrano trovare una loro magra giustificazione nella ferocia esibita. Dagli anni Sessanta poi è in atto un’escalation. Prima in una città di provincia nel nord Italia. Poi a Milano nel decennio successivo con giovani donne trucidate attraverso modalità di raro sadismo. Sino a quando ai giorni nostri una giovane e determinata giornalista investigativa, Cassandra Giordano, non scopre un impensabile filo rosso che collega delitti tra loro lontani nel tempo e nella geografia: la visione di certi film, il cosiddetto effetto Copycat, le voci nel cervello che ti spingono a uccidere emulando gli omicidi passati sullo schermo in tante famose opere cinematografiche. Ma, una volta scoperchiato il vaso di Pandora, Cassandra ne diventa vittima, innestando una nuova e ancora più feroce serie di delitti per imitazione. Una sequenza sanguinosa che la vede morire, prima vittima della nuova ondata omicida, sotto il guanto artigliato del leggendario Uomo Nero di Elm Street, Freddy Krueger. Ma può essere possibile un crimine del genere nell’Italia contemporanea? Si tratta di uno o più assassini? Magari una nuova stirpe di psicopatici ben mimetizzati nella normalità quotidiana? Arianna Giordano, sorella minore della giornalista, e un coriaceo ispettore di polizia si lanciano nella più incredibile delle indagini: svelare l’enigma degli omicidi Copycat, giungendo a smascherare il meno sospettabile dei serial killer. E Milano si trasforma in un sanguinario set cinematografico.

Hai un romanzo nel cassetto? È arrivato il momento di tirarlo fuori.


copertina fantastico e altri orroriCi sono delle notizie che ti prendono alla sprovvista, ma che inevitabilmente ti stimolano a fare meglio. Da oggi sono il nuovo direttore della collana “Fantastico e Altri Orrori” dell’editore Il Foglio Letterario. Spetterà a me il compito di valutare nuovi talenti e assicurare che la prestigiosa collana mantenga un alto livello qualitativo. Ringrazio Gordiano Lupi per la fiducia accordatami e invito chiunque abbia un romanzo nel cassetto a inviarlo secondo le modalità previste, ma non prima di aver letto la “Mission” che troverete più in basso dopo il comunicato stampa. Quello che posso assicurare che darò a tutti delle risposte e nessuno resterà nel limbo “del non sapere“. Sono in prmis uno scrittore, un autore che per primo ha spedito in giro i propri manoscritti e spesso e volentieri non ha avuto nessuna risposta. Per quanto mi riguarda questo non accadrà. Le selezioni del testi saranno molto severe perchè è alla qualità che punto, ma tutti avranno una risposta in tempi “umani“.

 

“Come forse qualcuno di voi saprà, la storica collana Fantastico e Altri Orrori del Foglio, fondata e guidata da Vincenzo Spasaro fino al 2011, ha finalmente trovato un nuovo direttore. Si tratta di Antonio Ferrara, scrittore, blogger e fondatore del Premio Francis Marion Crawford per la letteratura di genere horror. Antonio ha già preso in mano le redini, diventando amministratore della pagina Facebook (https://www.facebook.com/pages/Fantastico-e-Altri-Orrori/140298876003757?fref=ts), e cominciando a vagliare i manoscritti in arrivo alla mail della collana (per invii e informazioni: foglioredazionefantastico@yahoo.it).

Maurizio Cometto, il precedente direttore, aveva già lasciato l’incarico qualche tempo fa.
A inizio 2014 uscirà l’ultimo libro della gestione di Cometto, un bellissimo romanzo di Antonio Messina dal titolo “Accenni d’autunno”.

Vi terremo aggiornati su sviluppi e novità, sia sulla pagina Facebook, sia tramite comunicazioni mail.
Un ringraziamento a Maurizio Cometto per il lavoro svolto, e un in bocca al lupo ad Antonio Ferrara per il nuovo incarico.”

Missione

La collana “Fantastico e altri orrori” pubblica narrativa dell’orrore, fantastica, thriller, gotica o fantascientifica, con un occhio di riguardo per le mescolanze di generi e l’originalità delle trame.

Ci interessa trovare nuovi talenti del fantastico italiano, gente che possa rivaleggiare a testa alta coi maestri del genere. Originalità, creatività, capacità di osare, ma anche bravura nello scrivere, voglia di stupire e tenere incollato il lettore al libro dalla prima all’ultima pagina.

La collana è stata da poco rinnovata, con l’ingresso nella redazione di Antonio Ferrara, e con una nuova veste grafica d’impatto curata da Sacha Naspini, che la rende ben riconoscibile.

Panoramica società

“Fantastico e Altri Orrori” è la collana dedicata alla narrativa fantastica delle edizioni Il Foglio di Gordiano Lupi.
Responsabile: Antonio Ferrara.
Mail: foglioredazionefantastico@yahoo.it


È tempo di horror, amici. It’s Horror Time.


horrortimeSono mesi che non metto piede in un’edicola, non per pigrizia, ma per il fatto che le riviste che potrebbero interessarmi sono da tempo scomparse. Spesso ho sognato di vivere oltreoceano per avere l’opportunità di interfacciarmi con qualche format cartaceo dedicato al genere horror a trecentosessanta gradi e ora cosa succede?Succede che un manipolo di “pazzi” e coraggiosi si gettano a capofitto in un’impresa che potrebbe avere dello straordinario. Le premesse ci sono tutte perchè questi signori oltre a essere completamente fuori di melone, sono dei professionisti e sanno di cosa parlano. Si tratta di coloro che in Italia tengono alta una bandiera che il grande sistema editoriale sembra snobbare… quella dell’horror. Ma allora cosa succede? Succede che da domani, ovvero 10 settembre 2013 sarà presente in tutte le edicole della penisola italica, Horror Time, una rivista che viste le premesse non mancherà di riservarci delle sorprese. Per la gioia del mio edicolante mi recherò in edicola perchè è tempo di horror, amici. It’s Horror Time.

Ecco il comunicato stampa.

L’horror torna in edicola con un imperdibile magazine di 84 pagine a colori dedicato interamente a tutto quello che fa paura!

Una rivista horror mancava dalle edicole da diversi anni, ma finalmente è giunto il momento di Horror Time un magazine di 84 pagine a colori che gronda sangue a ogni riga di testo. Il mensile sarà in tutte le edicole a partire dal 10 settembre, con un numero inaugurale che sarà solo un antipasto di quanto la redazione ha intenzione di mostrare, numero dopo numero. Il progetto alla base di Horror Time sottintende un’idea di magazine a tutto tondo per gli amanti del genere, una rivista di riferimento per il mondo dell’orrore, da leggere dalla prima all’ultima pagina, dove si possa fare il punto della situazione, dove si abbia la possibilità di riflettere sugli argomenti senza alcun timore reverenziale per niente e per nessuno.

Horror Time non ha tra i suoi obiettivi quello di fare “concorrenza” alla rete, perché i linguaggi e il modo di fornire le informazioni sono troppo diversi. Horror Time avrà una visione organica del genere e tutti i professionisti chiamati a occuparsi delle diverse rubriche hanno sposato con entusiasmo questo indirizzo. La redazione si occuperà di tutto quello che fa paura con rubriche che affrontano i diversi aspetti di questo multiforme e oscuro ambito della cultura contemporanea, con la serietà e la professionalità necessarie, curando ogni aspetto della rivista a partire dal progetto grafico ricco e complesso come una rivista del settore merita di avere.

Dettaglio dei contenuti del n.1 in edicola dal 10 settembre

Al CINEMA, vengono dedicate più di 30 pagine distribuite tra news, rubriche di curiosità, anteprime (Insidious 2, Machete 2), recensioni (You’re next, L’evocazione), film italiani (Wrath of the crows), ai film mai distribuiti al cinema (It’s Alive), ai DVD e ai Blu- Ray. Viene fatto il punto della situazione nello “specialone” di Danilo Arona sul cinema dei remake e dei mockumentary, e viene poi proposta un’intervista inedita in due puntate di Paolo Zelati all’icona del cinema italiano (e internazionale) Catriona MacColl. Completerà l’offerta uno speciale sulle saghe al cinema (Scream), uno sul film cult del mese (La notte dei morti viventi), la rubrica sui Body Count (Evil dead). Non potevano mancare le SERIE TV con due speciali: il primo dedicato alla serie di culto The Walking Dead e alla quarta stagione ormai in arrivo; il secondo alla nuova serie Hannibal presto in onda anche in Italia.

Ampio spazio anche alla LETTERATURA con ben 10 pagine del magazine riservate ai libri: news e segnalazioni, un’anteprima del libro più atteso della stagione proposta da Giovanni Arduino (il traduttore), di Doctor Sleep il seguito di Shining scritto da Stephen King. Una recensione di L’ira dei giusti di Manel Loureiro e una rubrica sui libri scomparsi dai cataloghi italiani (Demoni amanti – Shirley Jackson). Gianmaria Contro invece ci propone nella rubrica Cult Book uno speciale su Carrie, dal libro al film. Completano la visione sul mondo dell’horror una serie di rubriche su videogame, musica (band e colonne sonore), sugli artisti “macabri”, l’Almanacco sulle ricorrenze storiche del mese, il Dizionario dell’Horror e per finire la rubrica dedicata ai gadget e ai maniaci collezionisti. In ogni numero poi, sarà presente una piccola chicca: una foto ad alta risoluzione di una locandina rara.

Completano il magazine due aree non meno importanti. La prima è quella che potremmo definire Real Horror (parafrasando il nome di un canale della piattaforma SKY), formata dalla rubrica dedicata ai SERIAL KILLER curata da Giuliano Fiocco, dalla rubrica Phobia, a cura di Giovanni Arduino, che raccoglie e spiega le più incredibili fobie che hanno ispirato scrittori e registi, e dalla rubrica X-Files

curata da Paolo Zelati, che va alla caccia di miti e leggende delle nostre città.

Chiude il magazine EVENTO ZERO un romanzo “zombesco” a puntate scritto da Andrea G. Colombo che prevede anche un progetto di scrittura collettiva in collaborazione con il contenitore editoriale Hbooks (http://hbooks.horror.it). L’idea è quella di proporre sì un romanzo a puntate, ma anche di creare con la complicità dei lettori un universo popolato da molte storie oltre quella che saranno narrate sulle pagine di Horror Time.

E’ tempo di horror, amici. It’s Horror Time.

Email: redazione@horrortime.it
Sito Web (In allestimento): http://www.horrortime.it Pagina Facebook: http://www.facebook.com/itshorrortime

Horror Time

Rivista mensile di cultura e cinema horror.
Eligio Editore Srl
Testata registrata al tribunale di Roma n. 205/2013 del 02/08/2013 Prezzo: € 5,90

Direttore Responsabile: Paolo Zelati Direttore Editoriale: Andrea G. Colombo
Art director: Ivo Torello Caporedattore: Andrea Avvenengo Redattori: Marcello Gagliani Caputo, Andrea Lanza.
Collaboratori: Giovanni Arduino, Danilo Arona, Gianmaria Contro, Daniele Cucchiarelli, Giuliano Fiocco, Roberto Gerilli, Alexia Lombardi, Giovanni Lorecchio, Stefano Paiuzza, Nico Parente, Selene Pascarella, Stefano Passeri.


Svelato il mistero della Mary Celeste?


marjiiicelesteFu trovata senza nessuno a bordo, alla deriva verso lo Stretto di Gibilterra nel 1872. Cosa sia successo all’equipaggio è ancora oggi argomento di speculazione: vi sono varie teorie, dalla pirateria al maremoto, dall’ammutinamento ad una tromba d’aria. La Mary Celeste può essere considerata l’archetipo della nave fantasma.

Alcuni giorni fa sembra che il vascello fantasma sia stato avvistato al largo delle Azzorre.

Un ricercatore italo–americano Carlo Stein, noto come il “cacciatore di misteri” – anche conduttore di uno show televisivo – ha annunciato di voler partire alla ricerca della nave, girando con telecamera dal vivo.

Tutto questo ci fa ben sperare nella soluzione del mistero (sarebbe ora)

Cosa dire, sinceramente i misteri mi hanno sempre affascinato e se veramente questo “Stein” riuscisse a rintracciare il vascello fantasma, non sarebbe affatto male.


PREMIO CRAWFORD SITO UFFICIALE


gage holding book mod 1Visto che vogliamo fare le cose fatte bene e che siamo riusciti a mettere insieme una giuria d’eccezione per questa prima edizione del premio letterario Francis Marion Crawford, non poteva mancare un sito dedicato all’iniziativa con tutte le notizie e le curiosità legate all’evento.

PREMIO LETTERARIO F. M. CRAWFORD SITO UFFICIALE


“Gli occhi del male” disponibile su Amazon


gli occhi del male amazon antonio ferraraCome da titolo il mio romanzo d’esordio “GLI OCCHI DEL MALE” è disponibile su Amazon.

Si tratta del mio primo romanzo di senso compiuto che fu pubblicato nel 2002 in formato cartaceo. Rileggendolo mi sono reso conto di come ero ragazzo e ingenuo (lo sono ancora) e se all’epoca questa storia per me era un “Horror” come Dio comanda, ora rileggendolo lo definirei un “Teen Horror” (ma niente canini da smorfiosa e vampiri radical chic da baretto). La mia scrittura è molto cambiata in questi anni, ma sono orgoglioso di questo romanzo perchè è la prima storia che ho narrato. Fu scritto nel mese di agosto del 2000 a Scario, proprio il paesino protagonista delle scorribande dei personaggi. Quello che posso augurarmi è che la storia vi piaccia e che vi riesca a regalare un poco di relax. Io mi sono divertito a scriverla e spero che voi vi divertiate a leggerla.

Disponibile al prezzo di un caffè. Vai al libro


Per ironia della Morte di Claudio Vergnani


per-ironia-della-morte_cover-738x1024Ci sono storie che entrano nel cuore dei lettori. Autori che riescono a donarci avventure che non vorremmo finissero mai. Personaggi che diventano nostri amici. Vergy, uno dei tre ammazzavampiri creati da Claudio Vergnani è sicuramente uno di questi. Per ben tre romanzi, insieme ai suoi fidi compari, ci ha trascinato in avventure oscure e terrificanti, sempre in bilico tra ciò che è giusto e ciò che è invece sbagliato, a caccia di vampiri famelici e situazioni adrenaliniche.

Per chi ha amato la trilogia di Vergnani, Vergy è un personaggio familiare, un uomo che unisce la forza bruta della violenza a inaspettati slanci di filosofia. Un po’ il  veterano, il saggio del gruppo. Ma è sempre stato così? Cosa è successo e cosa ha vissuto per diventare quello che ormai conosciamo?

In Per ironia della Morte, il nuovo romanzo di Claudio Vergnani, edito da Nero Press Edizioni, troverete le risposte a queste domande. E troverete un’avventura inedita e originale rispetto a quelle che siamo abituati a leggere quando si tratta di Vergnani e dei suoi personaggi.

Inizio del nuovo millennio, un Vergy di dieci anni più giovane si trova a vivere una singolare avventura tra le calli di una Venezia cupa e minacciosa come non mai. Una fuga da mostri e nemici che non hanno nulla a che fare con le forze sovrannaturali che il nostro protagonista ha dovuto affrontare nei romanzi Il 18° vampiro, Il 36° giusto e L’ora più buia. Qui il pericolo è reale, umano, fatto di sicari spietati e assassini senza coscienza. Vergnani, in questo romanzo, si discosta dalle sue radici horror per regalarci un thriller mozzafiato, con un protagonista degno dei migliori Hard Boiled della tradizione.

Il libro è in prevendita fino al 20 marzo al prezzo scontato di 13 euro comprese spese di spedizione. Fra tutti coloro che effettueranno l’acquisto in prevendita verranno sorteggiati cinque fortunati che riceveranno a casa la copia del libro corredata da una dedica personalizzata da parte dell’autore.


I Vivi, I Morti e gli Altri di Claudio Vergnani


Claudio Vergnani I Vivi I Morti e gli AltriDal 21 marzo in libreria

Dopo il successo della trilogia dedicata ai vampiri modenesi (Il 18° Vampiro, Il 36° Giusto e L’ora più buia), arriva finalmente in libreria il nuovo romanzo horror di
Claudio Vergnani

I Vivi, I Morti e gli Altri

(Gargoyle, collana Books, pp. 480, euro 14.90, EAN 978 88 98172047)

IL LIBRO SARÀ PRESENTATO A LIBRI COME, FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA, VENERDÌ 15 MARZO ORE 19.00, OFFICINA 3 – AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Che la morte sia “per sempre” è l’unica certezza data agli esseri umani. Ma quando i cadaveri escono dalle loro tombe e invadono le città, quando gli zombi divorano gli umani trasformandoli a loro volta in feroci e orrende creature, quando la disperazione e il terrore prendono il sopravvento, allora anche quest’unica certezza crolla.

Oprandi, ex militare di mezza età, stanco dalla vita e alcolizzato, senza certezze né speranze, viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che, nel pieno dell’Apocalisse, si sono risvegliati dal sonno eterno e premono per uscire dai loro sepolcri. Vorrebbe rifiutarsi, lasciare tutto e fuggire lontano, ma come?

Gli zombi, come batteri cannibali, stavano infettando la terra. Ovunque, nello stesso preciso momento e senza che si sapesse il perché. Dopo alcuni mesi era possibile catalogarli in più varietà. […] C’erano i cosiddetti Freschi, morti da poco e da poco quindi resuscitati, ancora integri e veloci; gli Erranti […]; i Piagnoni […]; i Rabbiosi […]; gli Straccioni, che rimanevano a marcire come fagotti di carne rancida a pochi passi dal luogo della resurrezione, incuranti di tutto ciò che li circondava e che sembravano attendere la benedizione della vera morte tramite la lenta consunzione del corpo; e infine i più temuti

di tutti, gli Accaniti, che presa consensualmente di mira una vittima qualsiasi, erano capaci di rimanere per giorni e giorni a battere contro la sua porta e non avevano pace fino a che non l’avevano infine squartata e divorata, o erano stati distrutti nel tentativo.

Deciso a giocarsi il tutto per tutto per salvare la propria vita – e la propria anima –, Oprandi escogita un piano al limite del possibile: propone alla facoltosa signorina Ursini di recuperare la bara con il corpo del padre, sepolto nella cappella di famiglia in una sperduta località montana, e di portarla in un luogo sicuro. In cambio chiede alla donna un passaggio in Svizzera, ultimo avamposto di paradiso in questa bolgia infernale.

L’impresa, com’è prevedibile, si rivela tutt’altro che semplice.

Tra cadaveri in putrefazione, stuoli di zombi assetati di sangue, gruppi armati allo sbando, sacche di resistenza e riti voodoo, il protagonista, in compagnia di una stramba combriccola, sarà costretto ad affrontare i propri spettri interiori e a lottare per impedire alla propria parte mostruosa di prendere il sopravvento. L’incontro fortuito con una bambina, tra gli altri, sarà l’occasione per riscattarsi e per ristabilire valori assoluti quali la responsabilità e la solidarietà.

Dopo l’esordio con la trilogia dedicata ai vampiri modenesi – definita dalla critica “horror sociale” –, Vergnani torna in libreria con un nuovo, straordinario romanzo, capace di indagare le profondità più recondite dell’animo umano. Rivisitando il tema del vampiro e degli zombi, lo scrittore ci consegna, sotto forma di metafora, uno spaccato sconcertante della realtà attuale. Introspezione, precarietà postmoderna, il tutto condito dal sapiente uso della parola, dalla cura per le descrizioni e dalla caratterizzazione puntuale e realistica dei personaggi. I vivi, i morti e gli altri non è solo un’avvincente storia che terrà il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, ma è anche una riflessione sincera e intensa sulla vita e sulla morte, sull’amicizia, sul senso di smarrimento e sui valori fondamentali dell’essere umano.

Claudio Vergnani (Modena, classe 1961) è considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa horror italiana. Svogliato studente di liceo classico e ancor più svogliato studente di giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro: dalle palestre di body building alle ditte di trasporti e alle agenzie di pubblicità, fino alle cooperative sociali, sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Nel 2009 la pubblicazione da parte della casa editrice Gargoyle del suo romanzo d’esordio, Il 18° Vampiro (ripubblicato in edizione pocket nel febbraio 2013), ha costituito un piccolo e fortunato caso editoriale, non solo per il significativo successo di vendite, ma anche per l’entusiastica accoglienza di pubblico e critica, confermata dai sequel Il 36° Giusto (2010) e L’ora più buia (2011).

Del 18° Vampiro hanno detto:

“Un’Emilia grondante sangue, a suo modo metafora del mondo, per una prova narrativa originale che dovrebbe entusiasmare gli appassionati del genere (e non solo). La Repubblica

Dal 18° Vampiro è stato liberamente tratto un booktrailer


Verde Rivista


nuovo ALDA verdeVERDE è un mensile elettrocartaceo autoprodotto e gratuito di protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze, a cura di Pierluca D’Antuono. Contiene poesie, racconti brevi, racconti lunghi, rubriche musicali, bollettini informativi, fotografie e grafica. Ogni mese on-line e cartaceo a Roma. Progetto grafico e impaginazione Elena Bortolini.

Così recita la testata ufficiale del sito.

La rivista è curata anche da Alda Teodorani e scusate se è poco. Se avete voglia di leggere quello che gli altri non vi dicono e i racconti di colei che io definisco “La Regina del Brivido”, non potete perdervela.

La scrittura è un’arma, come possono esserlo tutti i mezzi di espressione, e sono bene armati gli autori dei racconti e delle rubriche che ogni mese apportano vita e linfa a questa (sempre più) VERDE Rivista.
La scrittura è davvero in grado di cambiare le cose nel mondo e di fare evolvere gli uomini: basta pensare ai grandi della narrativa o della poesia mondiale e al messaggio che hanno portato nel corso del tempo. Non a caso, in uno dei più bei romanzi sull’argomento, Farenheit 951di Bradbury, i primi a fare le spese durante la dittatura erano i libri e così è sempre stato anche nella realtà. Il potere degli scrittori è un potere armato, l’importante è esserne consapevoli.
Su questo numero, ospitiamo un grande autore di poesia, che ci ha concesso un suo inedito, Antonio Veneziani. Continua l’opera di riscoperta dei nuovi racconti di Alda Teodorani, che ci stupisce ancora una volta con il suo Lara l’ombrellina; la voce narrativa di Pierluca D’Antuono si dispiega su trame politiche, dove l’autore e fondatore di VERDE si trova particolarmente a suo agio, mentre ‘A Gatta Morta dei Poeti del Trullo ci fornisce la sua personale interpretazione dell’amore. Su Pirateria seriale, la nostra nuova rubrica, si parlerà di serie tv (da vedere per l’appunto soltanto se piratate); Simone Lucciola spara i suoi spietati proiettili di narrativa, e ancora IN-DISTRO, BLITZRECENZION e STORIE NERE. Il tutto ammantato dalle nere ali delle illustrazioni di CRISTIANO BARICELLI.