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Neila di Antonio Ferrara


Le mie letture

Ecco, ci siamo. Sono questi i libri che vorrei leggere.
E’ grazie ad autori come Antonio Ferrara che ci si diverte. Già perché anche nella lettura ho bisogno di divertirmi, di riscoprirmi curioso, di approcciare nuovi stili e nuove idee come in questo caso.

Neila, questo il titolo dell’ultimo suo romanzo, è da leggere tutto d’un fiato, in pochi giorni. Il libro nasce da una buona idea, la struttura della storia è lineare per la maggior parte del libro, ma subisce gravi sconvolgimenti nelle sue parti finali.
La scrittura l’ho trovata semplice ma ruggente, capace di mantenere alta la concentrazione e vivida la storia nella sua interezza. Alle volte ho notato qualche piccola accelerazione in grado di far perdere il filo ma niente paura, ho scritto “ogni tanto”!

Il romanzo che può considerarsi un horror fantascientifico, vi catapulterà in un paesino dell’avellinese chiamato Neila, dove accadranno una serie di fatti inquietanti…

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Qualcosa deve cambiare, ma siamo pochi e stanchi e se è vero che nussuno cambia il mondo è pur vero che il mondo cambia noi (in peggio).

strategie evolutive

Ma come, non aveva detto che chiudeva?!!

No, no, tranquilli, l’ho detto che non torno sulla mia decisione.
Però siamo ancora entro i limiti, ed è emersa una cosa che mi permette di fare un discorso che credo valga la pena di fare, e che forse è una chiusura un po’ più in levare, per strategie evolutive, rispetto a una pizza margherita.
Chiudiamo con un pork chop express.

Allora, uno dei motivi che mi hanno spinto a chiudere strategie evolutive – non il motivo principale, di quello parleremo fra un attimo, ma uno dei motivi – è che il tempo che dedico al blog posso dedicarlo a una attività che mi permetta di pagarmi i conti.

Come certamente sapete, da febbraio sono a spasso, avendo chiuso la mia collaborazione con l’Università di Urbino, e dopo sette mesi di nulla, la situazione comincia a farsi davvero difficile.
Otto ore alla settimana…

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L’URLO BIANCO di Antonio Ferrara


L'urlo bianco

L’urlo bianco

In questi anni di blog, ho recensito, annunciato, espresso pareri su tanti libri e intervistato tanti scrittori, ma arriva un giorno nella vita in cui arriva il tuo momento, quello di uscire da dietro le quinte e farsi avanti sul palco, al centro della scena.
Esporsi in qualche modo, sì, perché alla fine quando si pubblica un libro non si fa altro che esporsi. È una strana alchimia perché se da un parte hai aspettato questo momento per anni e anni, dall’altra hai paura di mostrarti alla luce del sole, una paura ingiustificata, intendiamoci, ma pur sempre una paura.
Oggi sono qui a scrivere sulla tastiera per annunciare il mio libro, quello in cui ho creduto. Oggi sono qui e mi rimetto al giudizio di chi voglia darmi fiducia, casomai leggendo “L’URLO BIANCO”. Ma non è questo il nocciolo della questione. Il nocciolo sta nel fatto che il libro è stato scritto nei luoghi in cui è ambientato la storia (la provincia di Chieti) ed è stato scritto alla “vecchia maniera”, ovvero, di getto, senza infrastrutture, scheletri, impalcature o colpi di scena programmati. Questo è un libro, concedetemi il termine, “vero”. Scritto perché avevo qualcosa dentro che premeva per uscire, una riflessione sulla sottile linea che separa la vita e la morte, come evidenzia Pastor nella prefazione, ma questo io non lo sapevo. Io mi sono limitato a scrivere la storia che avrei voluto leggere. Solo questo. Mi sono semplicemente fatto una domanda: “La realtà è così come noi esseri umani la vediamo, oppure c’è dell’altro che i nostri sensi non ci permettono di percepire?” La risposta alla mia domanda è stata “L’URLO BIANCO“, con tutte le sue sfumature che, solo un lettore “esterno” sarebbe in grado di cogliere. Io mi sono divertito a scriverlo e spero che voi vi divertiate altrettanto nel leggerlo.

Grazie.

Quarta di copertina:
Nel dicembre del 1993 in un piccolo paesino arroccato sui monti della provincia di Chieti sparisce un bambino. Dieci anni dopo, Mike Calabritti decide di partire per quel luogo, schiacciato dal successo del primo romanzo e incapace di ritrovare una nuova ispirazione. Pizzoferrato sembra essere il luogo adatto per ritrovare se stesso, lontano dalla confusione e dai tanti impegni di una vita cambiata troppo in fretta, ma in quel luogo alberga qualcosa in cerca di chi possa vedere…
Dalla prefazione di Stefano Pastor:
Cos’è la morte?
Questa è la domanda che sempre ha ossessionato l’uomo, il mistero che le religioni hanno cercato di svelare. Se la razionalità tende a considerare la morte la fine di tutto, il cuore impedisce di accettarlo. È il fondamento stesso di ogni religione: la vita è un passaggio, e qualcosa ci attende dall’altra parte. Una forma d’intelligenza, un creatore, in grado di giudicarci.
Cosa resta, allora?
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L’autore:
Antonio Ferrara classe 1976. Nato a Napoli, vive a Portci. Nel 2002 pubblica “Gli Occhi del Male”, finalista al concorso Stephen King Horror IT. Alcuni suoi racconti sono pubblicati su e-book (Doppio Incubo e Fiabe Striscianti) e i portali La Tela Nera e Scheletri. Il racconto “Lucilla” nell’antologia Storie Fantastiche e “La Manicure” è finito nell’antologia “50 schegge di paura”. “Il Frutto del Credo” per l’antologia “Favole della Mezzanotte” e “3540″ per Italian Noir. Da gennaio 2012 è Affiliate Member della Horror Writers Association. Nel 2013 ha fondato il Premio Francis Marion Crawford.
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All’interno del romanzo, “Non è nulla” di Simone Carletti,
il racconto vincitore del Premio Crawford 2013
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Editore: IL FOGLIO LETTERARIO
Genere Horror/Thriller
Pagine 300
Collana: Narrativa
Prezzo 16 Euro
ISBN 9788876064791
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I cerchi del Diavolo Finalista al Torneo IoScrittore 2011


Ci sono delle iniziative lodevoli e dei talenti da scoprire. È il caso de “I cerchi del Diavolo” in promozione a soli 0,99 Euro.

E’ uscito l’ebook “I cerchi del Diavolo” finalista al concorso IoScrittore 2011 e attualmente in commercio al prezzo promozionale di 0,99 Euro. Si tratta di un romanzo dark fantasy, con derive horror. Ecco la sinossi: Torino, si sa, è una città maledetta. Del resto la sua crescita economica è legata a un antico patto che le generazioni passate hanno stipulato con il diavolo: denaro in cambio di una parte della gioventù cittadina destinata alla dannazione. Da qui prende avvio la storia del diciassettenne Gabriele e della sua compagnia, la Guardinfanti: un gruppo di ragazzi e ragazze che vogliono sacrificare la propria anima a Satana per ottenere le diablerie, i poteri soprannaturali che permettono di evocare tempeste, leggere nel pensiero, mutare aspetto. E tante altre «diavolerie».
Ma poco alla volta la situazione comincia a sfuggire di mano: c’è chi viene sconvolto da terribili visioni infernali, chi si squama come una lucertola, chi si vede spuntare creste tra le scapole.
I ragazzi, sentendosi alle strette, decidono così di ribellarsi, ma per alcuni di loro è troppo tardi: ad aspettarli ormai non c’è che la dannazione eterna.
In un crescendo di eventi inarrestabili e immagini terrificanti, I cerchi del Diavolo è un fantasy italiano travolgente, capace di inchiodare il lettore e di instillargli il dubbio che da sempre ci accompagna: ma il diavolo è davvero tra noi?
L’autore: D.F. Lycas è nato ad Asti nel 1973. E’ sceneggiatore di fumetti, blogger, autore di racconti. Ha pubblicato Lunaris, dal diario di un licantropo (2009 Todaro Editore) e Lunaris, licantropi alla Porta (2010 Todaro Editore). Con questo suo nuovo lavoro “I cerchi del Diavolo” è arrivato in finale al concorso IoScrittore 2011 organizzato dal gruppo editoriale Mauri Spagnol (Davide Diferro: mese 2012)

Ricordo che fino al 12 marzo è ancora possibile iscriversi all’edizione 2012 del Torneo IoScrittore.


Ciao Steve


Steve JobsGeneralmente in questo posto s’intervistano scrittori e addetti ai lavori dell’editoria, si parla di libri, romanzi e novelle, ma è da giorni che mi gira per la testa di scrivere il mio personale rammarico per una persona che in parte cha cambiato la mia vita. Questa persona si chiama Steve Jobs, ma questo non è importante, come non lo sono i computer, sistemi operativi, dispositivi mobili, telefoni e chi ne ha più ne metta.

Quello che davvero conta secondo il mio punto di vista è l’amore per quello che faceva. Un uomo che è riuscito a infondere al mondo intero questo suo amore. Un Sognatore, merce rara. Uno che guardava lontano e che riusciva ad arrivare lontano.

In questi giorni impazza il tam tam mediatrico per la comparsa del genio, del messia dell’informatica, guru, CEO, luminare e così via… Ma neanche questo è importante. Chi ha apprezzato e teneva davvero a Zio Steve, così lo chiamvano gli affezionati, lo ha fatto quando lui era in vita. Dopo è sempre facile dire la propria a giochi fatti.

Grazie Steve e che tu sia felice.


MALAPUNTA LE IMMAGINI


malapunta miriam le immagini

???

–Post straordinario non previsto–

Continua l’orrore e il mistero proposto dalle Edizioni XII e da Alessandro Manzetti, (da poco intervistato) che sembra l’unico a conoscenza della verità del mistero che impervia sul web. Ho scovato l’ennesimo indizio a dir poco inquietante. Chi sarà la ragazza raffigurata nell’immagine? Miriam? Chi può dirlo. Le mie sono solo congetture, ma per tutti gli appassionati del mistero consiglio immediatamente e, in seduta stante, di procurarsi una copia di L’estate di Montebuio edito dalla Gargoyle Books. Perchè sembra che il tutto sia partito e collegato a questo inquietante romanzo scritto da Danilo Arona…

Restate in contatto.


Favole della Mezzanotte


È stata pubblicata oggi, in formato cartaceo ed ebook multiformato (epub, mobi e pdf) l’antologia Favole della Mezzanotte, AA.VV.(Ciesse Edizioni),  curata da Stefano Pastor. Questa la suggestiva descrizione che ne fa il curatore, tratta dalla quarta di copertina:

Cover Favole della mezzanotte Antonio Ferrara

Favole della Mezzanotte include il racconto "Il Frutto Del Credo" di Antonio Ferrara

A mezzanotte i bambini sono già tutti a letto, immersi nei loro sogni. Perché allora scegliere proprio questa strana ora per raccontare una favola? E raccontarla a chi? Quelle che ho voluto raccogliere in questo libro sono favole, storie fantastiche, per ragazzi più grandi e adulti. Quelli che a mezzanotte sono ancora alzati, e possono riunirsi davanti a un camino, oppure in campeggio sotto alle stelle, e raccontarsi storie. Storie che per una volta tanto non sono solo racconti di paura. Storie tristi o felici, storie della loro vita e della loro città, oppure perse in mondi lontani, ma che abbiano in sé una speranza, un significato, persino un insegnamento da dare.
Favole.
Sono proprio le favole il fulcro stesso dalla narrativa, l’anima del fantastico. Esse sono radicate nell’animo dell’uomo da tempo immemore, e sono il fondamento di ogni genere letterario. Sono la base, le origini, della fantasia stessa.
In questa raccolta è proprio la fantasia a essere la protagonista. In assoluta libertà gli autori che vi compaiono hanno messo nero su bianco il loro concetto di fantasia. Senza confini, senza imposizioni, perché nel mondo della fantasia tutto è concesso.
Stefano Pastor

Da sottolineare la finalità benefica della pubblicazione. Gli Autori infatti hanno rinunciato espressamente a qualsiasi corrispettivo a titolo di diritto d’autore, in quanto la pubblicazione della propria opera, all’interno di questa antologia ha come unico obiettivo uno scopo benefico e sociale.

Infatti, autori ed editore, di comune accordo tra loro, hanno deciso di devolvere l’intero importo a una struttura di accoglienza per le famiglie dei bambini ricoverati al Gaslini della Parrocchia gentilizia San Gerolamo dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova.