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Gli occhi del male a puntate? Elucubrazioni?


Cover Gli Occhi del male di Antonio Ferrara

Gli Occhi del male romanzo d’esordio di Antonio Ferrara

Qualcosa è cambiato o cambierà? Sto pensando di pubblicare a puntate “Gli Occhi del Male” su questo blog. Si tratta del mio primo romanzo scritto nel 2000 e pubblicato presso la Prospettiva Editrice nel 2002. Ci ho riflettuto molto e mi piace l’idea che le persone possano venire ogni giorno sul blog e leggere la storia un poco alla volta. È un esperimento che vorrei fare e vorrei sapere dai lettori del blog cosa ne pensano.

Attendo le vostre risposte.

“La vita di un gruppo di ragazzi viene improvvisamente sconvolta da una serie di orribili incubi e da visioni popolate da creature oscure e malvage. Il fulcro di tutto questo misterioso orrore e le risposte ad ogni enigma sembrano essere a Scario, un piccolo paese del sud Italia. Per i protagonisti comincia così un viaggio pieno di pericoli e di insidie che non mancherà di riservare drammatiche sorprese”.

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“Lucilla” per l’antologia storie fantastiche


“Lucilla” il mio racconto (ispirato dalla spendida illustrazione di Sara Staffelli che vedete qui a lato) e stato selezionato dall’associazione culturale i “Sogni di Carmilla” per l’antologia “Storie Fantastiche”.

Dopo un’attenta selezione, sono in tutto 43 i racconti scelti per far parte della nuova antologia “Storie Fantastiche”.

Di seguito l’elenco dei selezionati.

1. Beatrice Achille – La vera storia del Fantasy
2. Stefano Merenda – Bombing city
3. Luca Trovato – La fine
4. Fabrizio Merolle – Una lunga vita
5. Polly Russell – La via dell’alchimista
6. Bruno Elpis – Predestinata
7. Paolo Cuniberti – L’armadio
8. Arianna Restelli – Dubbi e difficoltà di un supereroe
9. Michele Fiorenza – Mistero nel futuro
10. Antonio Vigani – Notte stellata
11. Fabio Massa – Randagio
12. Raffaele Garzone – n°13
13. Marco Scaldini – Antifurto
14. Elena Babboni – All’arrembaggio
15. Lodovico Ferrari – Betsy
16. Stefano Muscolino – La notte della luna Cremisi
17. Ivano Mingotti – Catene
18. Eman – Luna Park
19. Michele Barbera – Linda Stevens
20. Riccardo Sorrentino – E’ solo un gatto
21. Ivan Campedelli – Non c’è più il firmamento
22. Debora Morson – Apocalypse Dark Angel
23. Michele Petrone – La cometa
24. Lorenzo Marone – La rivolta di plastica
25. Nadia Marra – Flash mortale
26. Giancarlo Vitagliano – Brulichio
27. Paolo Ungheri – Ritorno alla vita
28. Elena Belli – Rettili a Praga
29. Roberto Guarnieri – Non avrai altro Dio all’infuori di me
30. Laura Vallino – Gli artigli dell’anima
31. Mauro Bandini – Nel museo delle cere
32. Diego Cocco – New Life
33. Riccardo Landini – La salute innanzitutto
34. Mara Bomben – Alfabeto di morte
35. Antonio Ferrara – Lucilla
36. Filippo Massaro – La via regia
37. Domenico Romano Mantovani – Se crescio ti sposo
38. Maria Arca – Il pianto
39. Fabrizio Alessandro Cadili e Marina lo Castro – Forgiato con l’inganno
40. Dario Degliuomini – Il Tedoforo
41. Connie Furnari – L’innocenza del sangue
42. Diego Capani – Le disavventure di un medico di bordo
43. Alessia Albertino – La casa del glicine

L’antologia sarà pubblicata intorno alla metà di Settembre 2012.

I Sogni di Carmilla Website


FAVOLE DELLA MEZZANOTTE GRATIS SU AMAZON


Cover Favole della mezzanotte Antonio Ferrara

Favole della Mezzanotte include il racconto "Il Frutto Del Credo di Antonio Ferrara

CIESSE partecipa a un’iniziativa di Amazon. La settimana dal 13 al 18 febbraio 2012 l’eBook FAVOLE DELLA MEZZANOTTE è gratuito su AMAZON, sia in Italia che all’estero in quanto partecipa a un’iniziativa del Governo USA sulla promozione e divulgazione della cultura nel Mondo con uno stanziamento di 500 milioni di dollari al mese e per questi tre primi mesi del 2012. L’eBook, quindi, viene saldato ad Amazon dal Governo USA. Ai lettori non costa nulla.

FAVOLE DELLA MEZZANOTTE contiene il mio racconto: “Il Frutto del Credo”.


Lo Scatolone


La soffitta

Oggi ho scritto questo breve racconto e ho deciso di condividerlo con i frequentatori del blog. Buona lettura.

Lo Scatolone

Sono sempre in soffitta, al buio e qualche volta delle ombre si aggirano furtive intorno a me. Sono sempre stata in questo posto, non ho mai avuto l’esigenza di proiettarmi al di fuori. Ne ho paura. Questa é la verità. Ho paura di quello che potrebbe esserci oltre quella porta. Ogni tanto qualcuno viene a trovarmi, resta poco e io provo sempre a non farmi vedere. Quando arrivano mi rannicchio verso l’angolo più lontano di questa soffitta.
Qualche volta però sono curiosa, é successo proprio l’altra sera quando una bambina ha fatto capolino dentro la soffitta. Si chiama Vera, lo so perché sento spesso chiamarla dai genitori. Ah, quelli poi, salgono qui sopra e fanno sempre una gran confusione o portano altra roba vecchia che si riempie di polvere. Qui tutto é pieno di polvere, persino l’oblò in alto alla parete dove nelle gionate più soleggiate entra la luce. Ah, la luce. Ma di cosa stavo parlando? I genitori di Vera fanno sempre attenzione a chiudere bene la porta, Vera ogni tanto se ne dimentica. Mi sembra tutto sommato una bambina educata, ma é davvero pericolosa. Lei infatti non sale in soffitta per portare o prendere delle cose. Lei viene perché credo che mi abbia visto. È curiosa e riesce a stare delle ore a guardare nella mia direzione, fino a quando i genitori non la chiamano.
Sono convinta che dentro questo scatolone lei non può vedermi. Conosco tutto di questa famiglia perché dalla soffitta si sente quando parlano, ma non so in che mondo vivono. Conosco solo le loro voci e le loro fattezze, nient’altro. L’altra sera ero perfino riuscita ad arrivare alla porta, ma quando mi stavo per affacciare, la porta è stata sbatacchiata con violenza e chiusa. Me ne sono tornata a giocare con le ombre.

Vera
Devo scoprire cosa c’è in soffitta. Lo so che mamma e papà non vogliono che vada a curiosare lì sopra, ma secondo me c’è qualcosa. Mi sembra anche di averla vista l’altra sera. Certo la soffitta fa paurissima, ma io voglio vedere. Mamma continua a dirmi che é pericoloso e che non ci devo andare, ma perchè? Sono sicura che in quello scatolone nell’angolo ci siano dei giocattoli bellissimi. Papà mi ha detto che ci sono solo cose vecchie e rotte, ma io non ci credo, lo dice solo per non farmi andare in soffitta.
Mi ricordo l’estate scorsa quando il nonno mi prese in braccio e mi raccontò dei posti magici. Il posto più magico che possa esistere é la soffitta. Mi disse che in questi luoghi si nascondono cose dimenticate dal tempo e dagli anni. Perché il nonno dovrebbe dirmi le bugie? Mamma e papà non vogliono che vada in soffitta per paura che mi faccia male, il nonno invece è fiducioso ed é sicuro che io possa trovarci qualcosa di magico. Ma il punto è chi é che ha ragione? Il nonno o mamma e papà?


Inizio ad annoiarmi. Questa soffitta è casa mia, ma di certo non posso restarmene quì per sempre. Ma come ci sono arrivata? Non ricordo, di certo ci sono da sempre. Mi piacerebbe uscirne fuori. Chissà cosa c’è al di là di quella porta? Devo scoprirlo, ma come? Sono giorni che nessuno apre la porta, neanche la bambina ci viene più qui sopra. Di certo se non mi aprono dall’esterno non posso uscire, potrei urlare, ma poi? Loro non sanno nemmeno che io esista. Cosa sono questi passi?, Qualcuno sta salendo le scale, devo nascondermi, devo fare presto. Dentro lo scatolone. Da quì posso osservare attraverso il cartone lacerato senza essere vista. Poi é così buio, come potrebbero vedermi?

Vera
I miei stanno dormendo, devo salirci ora se voglio scoprire le magie della soffitta, ma che paura però. Lì é sempre buio e c’è solo una lampadina vicino la porta che non riesce mai ad illuminare tutti gli angoli della soffitta. Papà dice che un giorno o l’altro la cambierà con una più potente. Speriamo solo che questa porta, come al solito, non faccia quel brutto rumore di ferro. Ecco, un altro poco, ecco. Adesso ci passo. Com’è buio quì dentro.
L’interruttore ma questa luce illumina pochissimo. Cos’è stato quel rumore? Viene dal fondo della soffitta. Sono sicura che in quegli scatoloni c’è la magia di cui mi ha parlato il nonno. Ne sono certa.


Ci risiamo, la bambina immobile non mi stacca gli occhi di dosso. Speriamo che non si avvicini più del dovuto, no, non lo farà. Hanno paura del buio. Non oserà avvicinarsi, non avrà il coraggio di venire fin quì e guardare nello scatolone, non… ma si stà muovendo?

Vera
Che paura quell’angolo nel buio, ma sono riuscita a prendere l’accendino dalla cucina. Forse se lo uso avrò meno paura. Con la fiamma mi sento meno sola. Come scotta. Forse sarebbe meglio che aspettassi il nonno. Lui saprebbe come affrontare lo scatolone.


Quella bambina é davvero ostinata. Non credevo che riuscisse ad arrivare fin qui, ma non ha paura del buio? Sta arrivando.

Vera
Non posso aspettare il nonno e neanche chiedere a mamma e papà di accompagnarmi in soffitta. Devo vedere cosa c’è in quello scatolone e lo devo fare adesso. Ecco, sono solo a pochi passi. Com’è lontana adesso la porta. Prometto che non verrò mai più in soffitta. Voglio solo vedere cosa c’è nello scatolone. Eccolo, ma cosa c’è dentro? Ma cos’è?
Devo essermi addormentata, ma che ci faccio nella soffitta. Lo scatolone é vuoto. Il nonno mi ha detto le bugie. Meglio che vada, se si accorgono della mia assenza sono guai.
Mamma e papà si sono molto arrabbiati della mia ultima avventura in soffitta, hanno detto che intendono chiudere la porta a chiave e, se sarà necessario, anche inchiodarla con delle assi. Non vogliono mai più che io vada di sopra.
Anche il nonno é venuto a trovarci e mi ha parlato. Non so cosa in realtà sia accaduto, mentre prima mi invogliava sempre a scoprire luoghi magici, adesso ne parla come un luogo orribile, da incubi.
Io sinceramente non sò più a chi credere, ma di sicurò non tornerò mai più in soffitta, anche perchè ci ho già passato tutta la mia vita in quel posto e non intendo ritornarci. Che bella la luce.
Grazie Vera.


Antonio Ferrara intervista Alessio Valsecchi


Alessio Valsecchi

Alessio Valsecchi

Oggi ospite per Uno Sguardo Oltre la Siepe Alessio Valsecchi. Nato il Giorno dei Morti del 1972, vive in provincia di Como e lavora a Milano. Gestisce dal 2003 il sito LaTelaNera.com (http://www.latelanera.com/), dedicato principalmente alla letteratura e al cinema “di genere nero”, e dal 2004 eBookGratis.net (http://www.ebookgratis.net/), dedicato alla distribuzione gratuita degli ebook, i libri digitali. Ha collaborato con importanti testate Web e piccole case editrici. È stato il direttore della rivista Necro, ha curato alcune antologie, e per Edizioni XII dirige la collana Mezzanotte, dedicata alla narrativa thriller e d’avventura.

[Antonio Ferrara]: Chi é Alessio Valsecchi per Alessio Valsecchi?

[Alessio Valsecchi]: Una spina nel fianco. Io vorrei tanto starmene su un divano a guardarmi serie TV a non finire, ma lui non mi lascia mai in pace e mi spinge a “organizzare cose”. Non c’è pace.

[Antonio Ferrara]: Come si riesce a portare avanti per tanti anni un progetto impegnativo come La Tela Nera?

[Alessio Valsecchi]: Sacrificando e investendo tanto tempo libero e dormendo sei ore a notte. Per seguire progetti che mi piacciono devo fare scelte ogni giorno, lasciando fuori dalla mia vita tante cose, TV e divano in primis. Per ora va bene così.

[Antonio Ferrara]: Edizione cartacea o eBook?

[Alessio Valsecchi]: La carta ha un fascino enorme, ma comincio a imbattermi in persone che ormai preferiscono il digitale e credo che col passare degli anni aumenteranno sempre di più. Scegliere l’uno o l’altro formato quando si tratta di “produrre qualcosa” dipende molto dalla finalità di quello che si produce. Siamo tutti sempre molto concentrati sul “romanzo”, ma i romanzi non sono certo l’unico tipo di libro che viene prodotto. Ci sono i saggi, i manuali, i cataloghi, le raccolte di racconti, poesie e fotografie.
Seguo progetti su entrambi i fronti e alla fin fine si tratta sempre di sfruttare al massimo i benefici di entrambi i mondi minimizzandone gli aspetti negativi. La carta è cool, ma costa e la distribuzione è un campo minato. Per progetti low cost il digitale è spesso una scelta obbligata.

[Antonio Ferrara]: Cosa ne pensi della piccola e media editoria NON a pagamento che sta dilagando in questi ultimi anni? Grande iniziativa oppure ennesima bidonata nei confronti degli autori?

[Alessio Valsecchi]: L’abbassamento dei costi di stampa ha permesso la nascita di tantissime nuove case editrici, con relativa proliferazione di ulteriori offerte editoriali e tante tante nuove opportunità di pubblicazione per aspiranti scrittori. Un po’ quello che è successo al mondo della fotografia con l’invasione delle reflex digitali: chiunque ne ha una pensa a se stesso come a un fotografo vero e in tanti “provano” a percorrere questa strada.
Una cosa da non dimenticare mai è che una “casa editrice” è fatta da persone, e che la sua serietà dipende direttamente da quella delle persone che la compongono.
Il vero problema sono però i mezzi: le piccole case editrici non hanno soldi per potersi imporre sulla distribuzione e sulla promozione. Sono aspetti di marketing fondamentali che vedranno sempre le “piccole” svantaggiate. Gli scrittori che pubblicano per esse devono saperlo, capirlo e accettarlo.

[Antonio Ferrara]: Cos’è cambiato nel panorama editoriale da quando hai fondato La Tela Nera fino ad oggi?

[Alessio Valsecchi]: Mi sembra sempre tutto uguale. L’ebook è una bella novità ma è ancora giovane e ha ancora numeri troppo piccoli. Per il resto non ho visto grossi cambiamenti in ambito prodotti, produzione e offerta. Quello che forse più cambiato oggi è la volontà delle grosse case editrici di stare più vicine ai loro lettori, di conversare con loro e stare ad ascoltarli. Del resto l’esplosione del fenomeno blog e dei social media ha reso necessario questo loro nuovo approccio. Ormai è “normale” al giorno d’oggi vedere le case editrici che “vanno” dai blogger a chiedere spazi e visibilità, dieci anni fa era rarissimo.

[Antonio Ferrara]: Vivere di scrittura, che ne pensi?

[Alessio Valsecchi]: Ho accennato all’argomento sul mio blog (http://lastanzabuia.blogspot.com/2010/11/scrittori-no-professionisti.html)
Credo sia possibilissimo vivere “di scrittura”.
Solo che per “scrittura” io intendo una cosa, e la maggior parte degli aspiranti scrittori ne intende un’altra.
Vivere dei soli proventi derivati dalla scrittura di proprie opere di narrativa è quasi impossibile. In Italia credo ci riescano in pochi.
Vivere dei proventi derivati da lavori vari in ambito editoriale (compresa la scrittura di proprie opere di narrativa) è fattibile.
Al giorno d’oggi uno “scrittore” è più facile che sia un “professionista dell’editoria” a 360° che un semplice scrivi-storie. Lo scrittore di oggi traduce, offre consulenze editoriali, fa l’editor o il lettore/selezionatore, aiuta in redazione producendo testi utili all’editore (articoli, recensioni, prefazioni, presentazioni, comunicati). Molti degli “scrittori professionisti” che conosco sono giornalisti, editor, curatori di collane, redattori di riviste, responsabili della comunicazione: passano le giornate a scrivere, ma non solo narrativa.

[Antonio Ferrara]: Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa?

[Alessio Valsecchi]: Si tratta di una cosa possibile e avviene ogni anno a decine e decine di autori. Basta andare in libreria e leggere la quarta di copertina di libri di grandi editori per rendersene conto: moltissimi libri sono scritti da autori al debutto. E vale anche per Mondadori. Che i grandi autori non pubblichino esordienti è una leggenda metropolitana facilissima, dati alla mano, da smascherare: spesso gli aspiranti scrittori scelgono inconsapevolmente di crederci, probabilmente per giustificare (consapevolmente o ionconsapevolmente) i propri insuccessi.

[Antonio Ferrara]: Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

[Alessio Valsecchi]: Dipende da cosa si aspetta l’autore da un concorso. Ce ne sono tantissimi e ognuno con le proprie caratteristiche. Un mio amico partecipa solo a quelli con premio in denaro, e lo fa solo per cercare di vincere soldi. Un altro partecipa solo per il gusto di gareggiare. Un altro ancora nella speranza di mettersi in mostra con qualche giurato o l’eventuale casa editrice che lo organizza.
Quindi ognuno deve chiedersi: dove voglio andare? Questo concorso può aiutarmi ad arrivare dove voglio? E decidere in base alla risposta.
Proprio in questi giorni ho lanciato la sesta edizione del concorso Nella Tela! (http://www.latelanera.com/nellatela/). Questo è un concorso adatto a chi si vuol mettere in mostra con una casa editrice (Edizioni XII, coorganizzatrice del premio) rischiando anche di strappare una piccola soddisfazione economica. I racconti migliori in gara verranno infatti letti da chi, all’interno della casa editrice, si occupa di scegliere i testi da pubblicare nelle proprie produzioni: non mi sembra un’occasione da poco se si vuole provare a pubblicare con noi.

[Antonio Ferrara]: Per le Edizioni XII dirigi la collana Mezzanotte (http://eshop.xii-online.com/store/information.php?info_id=31), dedicata alla narrativa thriller e d’avventura. Com’è lavorare con un editore?

[Alessio Valsecchi]: Edizioni XII è un editore piccolo che ci tiene a fare le cose bene. Non so come siano organizzati gli altri, per me lavorare con Edizioni XII è soprattutto fonte di stimoli (per le differenti e numerose situazioni da affrontare) sia un divertimento: lo staff della casa editrice è composto da elementi che frequenterei (e che in effetti frequento!) anche al di fuori del contesto editoriale, alcuni sono diventati veri amici, altri anche compagni d’avventura in altri progetti (editoriali e non). Insomma, è piacevole, e in una realtà “no profit” come la nostra credo sia fondamentale.

[Antonio Ferrara]: Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

[Alessio Valsecchi]: Oltre a rileggere una delle risposte che ho dato poco fa consiglio di provare a pensare con l’ottica dell’editore di turno, a sforzarsi di capire quali possono essere i suoi problemi, i suoi dubbi, le sue criticità. Provare a chiedersi “cosa posso fare per aiutare l’editore?” piuttosto che interessarsi esclusivamente a se stesso e a pubblicare a ogni costo.
Un bravo scrittore per una casa editrice non è solo uno “sforna libri”, è un elemento valido su più fronti.
Collaboratore, evangelizzatore, PR, critico costruttivo, consigliere, organizzatore di progetti. Ci siamo capiti, no? 🙂

[Antonio Ferrara]: Cosa vuol fare da grande Alessio Valsecchi?

[Alessio Valsecchi]: Vorrei approfondire alcuni temi che negli ultimi anni mi stanno affascinando sempre di più. Mi sono avvicinato a un mondo, quello del web marketing, che è per me di grandissimo interesse. Far diventare questa mia passione una professione a tempo pieno è uno dei miei obiettivi futuri.

Grazie per essere stato mio ospite.

Alessio Valsecchi Website


Antonio Ferrara intervista Anita Book


Anita Book

Anita Book

Una ragazza tutto pepe, una moderna Peter Pan, una divoratrice di libri. Anita Book innamorata cronica delle storie e della vita si racconta per uno Sguardo Oltre la Siepe.

1 Chi é Anita Book per Anita Book?

Una pasticciona e allo stesso tempo una grande e insostituibile amica. Anita Book mi diverte, è la parte più pazza e creativa di me stessa. Sa sorprendermi, è la tipa con le idee giuste, quella che scrive le storie e si perde in sogni che hanno il sapore e la bellezza della realtà.

2 Come funziona il tuo blog? Raccontaci tutto.

Funziona grazie all’amore che, come disse un certo Dante Alighieri, muove tutte le cose. Passione, impegno, dedizione scaturiscono di conseguenza ma niente può esistere e andare avanti senza l’amore. E sai qual è la ricompensa che riempie più di tutto? La dimostrazione che il mondo ha un cuore di gente che crede ancora in qualcosa di positivo, che dedica il tempo alla cura di un desiderio, che non perde mai la fiducia in se stessa. Basta a fare la felicità. Sì, anche la mia.

3 Come si riesce a vivere in mezzo ai libri e nel frattempo condurre una vita sociale?

Per me viene naturale, sai? Credo che vivere comporti già essere in mezzo ai libri: le storie della quotidianità sono i capitoli del romanzo della vita, perciò non si smette mai di leggersi e raccontarsi a vicenda.

4 Edizione cartacea o eBook?

Fedele al libro, alla carta e alla fisicità delle parole.

5 Il libro che hai amato?

Ti parlo di un’ultima lettura che mi ha scombinato la vita: “Un giorno” di David Nicholls.

6 Vivere di scrittura nella scrittura? Si può fare? Il tuo potrebbe diventare un mestiere?

Vorrei tanto che diventasse un mestiere, perché in questo modo esaudirei il pensiero di Shakespeare, che scrisse: “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”. Sostanza. I sogni hanno un corpo, sensibile al tatto e sul quale possiamo costruire il nostro domani. Scrivere è la mia esigenza di vita, l’immaginazione la mia personale scorta di integratori energetici. Le storie che mi piacerebbe raccontarvi, un giorno, mi permetterebbero di non invecchiare mai. Saprebbero ricordarmi chi sono stata e per quale sogno ho combattuto. Un sogno che non sarà necessario inseguire con affanno, perché basterà camminargli accanto e rimanergli fedele sempre.

7 Vista la tua esperienza vissuta tra i libri gli scrittori e i lettori: Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi? Che idea ti sei fatta?

L’editoria è una macchina complessa, una materia nella quale non mi sento tanto ferrata. Dalla mia piccola esperienza con “Tutta Colpa del Prof.” posso dirti che se davvero si vuole bene al proprio sogno, si deve anche avere pazienza. Lavorare tanto sul testo, prima di tutto, e fare un’accurata selezione delle CE alle quali spedirlo. Ma niente è impossibile e la magia sta proprio nel mantenere accesa la fiducia in se stessi e la volontà di riuscirci, di impegnarsi sul serio in qualcosa. La ricompensa arriva, non solo a volte ma sempre. Si tratta solo di una questione… temporale.

8 Una tua giornata tipo?

Sveglia alle 7.00. Colazione. Si accende il PC e si apre Word. Si scrive per almeno quattro o cinque ore. Pranzo. Si registra la videorecensione o si aggiorna il blog. Si controlla Facebook. Pomeriggio di totale relax: si legge, si cucina, si esce, si ascolta musica, si chiacchiera, si sbrigano faccende domestiche, si va in libreria (è il passatempo che più preferisco), si guarda un film da sola o in compagnia. Cena. Altra controllatina su Facebook, blog e posta elettronica. Si legge prima di andare a dormire e poi… si sogna.

9 Oltre a essere una lettrice onnivora, hai ambizioni per quello che concerne la scrittura? Ti piacerebbe fare la scrittrice?

Sì, è il sogno che difendo strenuamente. Ho tantissime idee da sviluppare e scrivere è sempre un divertimento assicurato. La pagina bianca è il mio personale armadio per entrare a “Narnia” ogni volta che lo desidero. Cross fingers!

10 Si legge molto poco e l’editoria sembra in perenne crisi mistica, che ne pensi?

Penso che, in realtà, siamo in torto entrambi. Noi lettori e l’editoria. Non è vero che al mondo non ci sono librofili accaniti, è solo che si è molto riservati; abbiamo un nostro codice segreto per riconoscerci e presto rivoluzioneremo il mondo. Eheheh. Invece, è vero che esistono delle leggi di mercato ma l’editoria dovrebbe venirci incontro e abbassare i prezzi, per rendere la lettura davvero un bene pubblico accessibile a tutti. Tuttavia, a mio parere, rimane il fatto che si esagera sempre nel fra passare come una “minaccia” qualcosa che, in realtà, è molto meno preoccupante e, soprattutto, risolvibile.

11 E se ti dicessi: Tutta colpa del prof.?

Ti risponderei: “Ovvio, è sempre colpa del prof.!”. Scherzo. Il mio romanzo d’esordio è stato una bella avventura. Sarah, la protagonista, mi ha insegnato a prendere con filosofia le cose che capitano nella vita e a credere nella possibilità. Lei vive questo amore struggente con il suo professore e all’inizio mi sembrava così assurdo metterlo su carta, troppo idiallico e fantasioso. Invece mi sbagliavo. Mi sbagliavo di grosso. Mi raccomando, però, nel caso in cui vi venisse voglia di leggerlo: si tratta di una storia senza nessuna pretesa, semplice ed effervescente.

12 Il Senso della vita?

L’amore dal quale veniamo generati, nel quale crediamo, sul quale ci identifichiamo, al quale apparteniamo e per il quale ci immoliamo.

13 Cosa vuol fare da grande Anita Book?

Scrivere e aprire una libreria che avrebbe l’aspetto dell’Isola Che Non C’è.

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a te!

Anita Book ha 22 anni e ha aperto questo blog con l’intenzione di condividere una grandissima passione, quella per la lettura, e per andare a caccia di altri “pathological readers”. Ne ha già trovati tanti e questo la rincuora. Accomodatevi, perciò, e lasciatevi trasportare nel regno incantato della carta e dell’inchiostro. Anita, intanto, prepara i biscotti…

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Edizioni XII


Edizioni XII

Per la serie posti interessanti consiglio tutti gli appassionati del genere Horror e dintorni di fare un giro sul sito delle Edizioni XII che oltre ad avere un nutrito catalogo di ottimi titoli, periodicamente bandisce concorsi sanguinari con scontri fino all’ultima parola, come Circo Massimo. Un punto d’incontro immancabile per ogni appassionato e per ogni lettore in cerca di qualche buon romanzo. L’estate si avvicina. Vorreste rischiare di restare sottto l’ombrellone senza niente da leggere?

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