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Stay Away!


10688416_729445787102629_1097377827901405980_oDa piccolo giocavo ai giochi da tavolo sotto la “capannella” del giardino della casa di Sorrento dei miei nonni. Era bello e gli amici erano speciali. Ricordo che passavamo pomeriggi interi a giocare a tutto quello che si poteva. Risiko, Cluedo, Scotland Yard, Monopoli, Hotel, Subbuteo, HeroQuest, Dragon: i misteri della vecchia Pechino, solo per citarne alcuni. Era il nostro mondo e ci divertivamo da matti e poi, prima che facesse sera, certe volte anche dopo il tramonto, andavamo tutti a farci il bagno nella piscina del parco. Sono ricordi indelebili sui quali baserò un dei miei prossimi romanzi. In quel periodo della mia vita mi divertivo a inventare giochi o meglio, modificavo quelli che avevamo, così per esempio Cluedo diventava il gioco dell’assassino, Scotland Yard una caccia alle streghe e così via. Mi piaceva inventare giochi ed è una passione che ho portato nel cuore.

A distanza di tanti anni, mentre stai facendo tutt’altro, ti scatta in testa un’idea e grazie alla tecnologia ti rendi conto che forse, oggi più di ieri, puoi realizzarla.

head stay away! card game

Questo è il mio primo gioco di società creato con la piena collaborazione con il mio amico Sebastiano Fiorillo (coautore) e con il supporto della bravissima illustratrice Alessia Valentina Coppola. Avviato grazie alla piattaforma di crownfounding Kickstarter e diventato realtà grazie a Pendragon Game Studios. Il gioco in questione si chiama Stay Away! ed è liberamente ispirato ai “Miti di Cthulhu” e al film “La Cosa” di Carpenter.

Il gioco, già presentato alla fiera Spiel di Essen qualche giorno fa localizzato in versione inglese e tedesca grazie a Truant Spiele sarà presentato e messo in vendita in Italia il prossimo 29 ottobre alla fiera di Lucca (Lucca Comics and Games 30 Ottobre – 2 novembre) al padiglione A14 Area Games.

stay away! jack-suicide-LA STORIA

Un gruppo di archeologi è misteriosamente sparito durante una spedizione sull’isola riemersa di R’lyeh. Tu sei un membro della squadra di recupero, inviata in soccorso.

Dovrai investigare sull’accaduto, ma attento perché non è tutto ciò come sembra…

Avrai bisogno di intuito, nervi saldi e occhi aperti se vuoi sopravvivere e vincere il gioco.

Sbarra le porte, metti in quarantena un sospetto, ubriacati con un whiskey, prendi un lanciafiamme o dattela a gambe… ma guardati le spalle, perché La Cosa è più vicina di quanto tu possa pensare…

STAY-AWAY-cardsIL GIOCO

Stay Away! è un gioco per 4-12 giocatori dove il ruolo sarà quello di un membro di una squadra di recupero inviato sulla presunta isola di R’lyeh. Il tuo scopo sarà quello di investigare, ma attento perché non tutto è ciò che sembra…

La filosofia alla base di Stay Away! è quella del divertirsi stando insieme e regalare qualche brivido.

Il concetto alla base è semplice, ma efficace. Si tratta in pratica di rintracciare “La Cosa”, una creatura nauseabonda risvegliata da un sonno eterno che ha la peculiarità di potersi impossessare del corpo di un essere umano e clonarlo, prendendo il suo posto. Quindi mentre giochi non saprai chi sia “La Cosa” o quando qualcuno lo diventerà e non saprai nemmeno chi sia infetto o meno.

Avere fiuto, fingere, mentire e tenere i nervi saldi e gli occhi aperti sono alla base della vittoria di ogni partita, ma non saprai mai come andrà a finire. Potresti essere sulle tracce della “La Cosa” ma poi essere infettato e quindi patteggiare per lei e la sua legione di infetti. Tutto può succedere ed è questo che crea il caos, il divertimento e la tensione nel gruppo di giocatori.

 

 

Stay-Away-Players--eliminationSCOPO DEL GIOCO

In STAY AWAY! inizialmente tutti i giocatori sono Umani (tranne chi riceve la carta de “La Cosa”), ma durante la partita alcuni di loro cambieranno ruolo costituendo due fazioni opposte
A) Gli Umani (Archeologi in cerca de La Cosa): Il loro scopo è di collaborare per scovare la Cosa e gli Infetti.
B) La Cosa con gli Infetti: Uno solo dei giocatori, potrà trasformarsi in La Cosa. Il suo scopo sarà annientare tutti gli Umani, trasformandoli in Infetti o eliminandoli dal gioco. Gli Infetti a loro volta dovranno annientare gli Umani.
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Antonio Ferrara intervista Stefano Pastor


La-mia-favola-piccoloStefano Pastor per l’intervista di “Uno sguardo oltre la siepe”. Stefano Pastor, talentuoso scrittore “nomade” ha pubblicato svariati libri per altrettante realtà editoriali piccole, medie e grandi. Ora si è lanciato in un progetto editoriale tutto suo. Scopriamolo insieme.

– Parlaci della tua esperienza diretta con l’editoria italiana.

Il mio rapporto con l’editoria è ambivalente. Come lettore ho amato il mondo dell’editoria per molti anni. Come aspirante scrittore ho cercato di farvi parte. Devo ammetterlo, ogni anno che passa l’editoria tradizionale mi sta sempre più stretta. I tempi dell’editoria sono infiniti, e non sto parlando del lavoro che accompagna l’uscita di un libro, ma dell’attesa. La vuota, inutile attesa che pare non finire mai. Prendere coscienza dei tempi dell’editoria equivale a perdere la passione per la scrittura. Un editore potrebbe portare il tuo libro al successo, ma ho iniziato a chiedermi se ne vale la pena. Io voglio scrivere, voglio essere letto, sono stufo di riempire i cassetti di manoscritti inediti perché è controproducente pubblicarne più di uno all’anno. Ho finito per sentirmi schiavo e desiderare la libertà.

 

Parlaci del tuo progetto editoriale.

Illusion è la risposta a questo disagio. L’indipendenza. La scelta di essere un autore indipendente, che pubblica i propri libri e sceglie i propri collaboratori. E lo faccio dichiarandolo apertamente, senza nascondermi dietro marchi di comodo. Una scelta tutt’altro che facile, impegnativa, che occuperà tutto il mio tempo. E forse mi renderà il piacere della scrittura.

 

– Come mai la scelta di lasciare l’editoria tradizionale per affrontare la coraggiosa strada dell’auto pubblicazione?

È una scelta maturata nel tempo. Il desiderio c’è sempre stato, ma in embrione. Autopubblicarsi equivaleva a rifiutare il giudizio degli editori. Ma io questo giudizio l’ho avuto, sono stato pubblicato da vari editori, ho vinto anche premi, quindi non lo vedo più come un fallimento. È una scelta di libertà. Oggi è possibile, come mai prima: un autore può proporsi al pubblico senza alcun intermediario. È il futuro dell’editoria, ne sono certo.

 

– Qualche benpensante storce ancora il naso quando sente parlare di auto pubblicazione, cosa rispondi?

Dovrei fare la distinzione tra essere un autore indipendente o autopubblicato, ma è irrilevante. Sarebbe come fare una distinzione tra un autore di successo e uno di nicchia. Sono scrittori entrambi, c’è chi scrive meglio, chi guadagna di più, chi fatica a vendere. Nell’autopubblicazione ci sono tante opere scadenti, ce ne sono anche negli scaffali delle librerie. È più difficile emergere? Lo è anche se si viene pubblicato da un editore. Gli unici giudici sono i lettori, e loro sanno riconoscere ciò che davvero vale.

 

– L’editoria, tutta, sembra in una crisi epocale, qualcosa di mai visto dal dopoguerra ad oggi, cosa ne pensi? Il libro è morto?

L’editoria è morta, o perlomeno morente. È diverso. L’editoria assomiglia sempre più alla politica. Favori, raccomandazioni, pubblicità, marketing. La qualità dei libri pubblicati è l’ultimo interesse degli editori e le conseguenze sono ben visibili. I libri non sono morti, si nascondono. In attesa che arrivi un nuovo diluvio universale. Loro sanno galleggiare, gli editori no. Quanti romanzi hai da pubblicare? Tanti. Erano già tanti prima che cercassi di pubblicare il primo. Anche se è un anno che non ne scrivo di nuovi, restano sempre tanti. E sono da correggere, revisionare, preparare. Un lavoro mastodontico. La differenza tra pubblicare con un editore e andare per conto proprio. Ancora non lo posso dire. Mi auguro che possa dare più soddisfazioni, è per questo che l’ho scelta. Senz’altro una vita più piena, la libertà di partecipare attivamente a ogni fase della pubblicazione, dalla scelta della copertina all’impaginazione. La libertà di scrivere tutto ciò che desidero, senza dover seguire mode passeggere.

 

– La mia favola è il primo libro proposto per il tuo progetto editoriale. Come nasce?

La mia favola è il libro gemello de L’Illusione (pubblicato come Il Giocattolaio). Sono nati dallo stesso soggetto e scritti uno dopo l’altro. L’illusione è più lungo e complesso, ma La mia favola si regge su un’idea più originale. Personalmente l’ho amato di più.

 

– Nei tuoi scritti ci sono spesso bambini e le problematiche che affliggono gli adolescenti, come mai?

Sinceramente non lo so, è accaduto e basta. Ho trovato facile immedesimarmi nella mente di un bambino e spesso uso personaggi molto giovani. Non è la regola, però. Forse invecchiando inizia a mancarmi la mia adolescenza, vorrei poter tornare indietro.

 

– Quanto di autobiografico c’è nei tuo romanzi?

Praticamente niente. Qualche luogo, un paio di situazioni rivisitate, il resto è solo fantasia.

 

– Perché un lettore dovrebbe leggere “La mia favola”?

Se dico che lo deve fare perché è un bel libro sembro troppo di parte? Diciamo che è un libro in grado di stupire e sorprendere. Se è questo che un lettore vuole, non resterà deluso.

 

– È sempre più difficile trovare romanzi del “fantastico” originali e ben scritti, come ti orienti nella scelta delle tue letture?

È triste dirlo, ma da quando è nata l’idea di questo progetto non ho più avuto il tempo di leggere altro. E temo che andando avanti ne avrò anche meno. Il mio immaginario resta legato agli autori del fantastico degli anni novanta, oggi sono pochi gli autori in grado di eguagliarli.

 

– Sembra che la grande editoria si sia completamente globalizzata. Titoli del tipo: Il dentista, il carpentiere, l’oculista, l’infermiere e così via, si avvicendano sugli scaffali senza sosta, cosa ne pensi?

I titoli degli ultimi miei libri pubblicati ne sono la prova. C’è l’assurda idea che il titolo non debba rispecchiare il contenuto del libro, bensì inquadrarlo in un filone già collaudato. Spesso, però, i titoli vengono scelti da chi non ha neppure letto il libro. Io ho optato per lasciare sempre i titoli originali, quelli con cui le storie sono nate, anche se possono sembrare meno accattivanti. C’è una ragione perché si chiamano così, e leggendoli si scoprirà.

 

– Il libro che hai letto e che ti è rimasto dentro?

Io sono cresciuto adorando Lovecraft, tutte le sue opere. Poi ce ne sono stati tanti altri, ma Lovecraft resta il mio ideale.

 

– Il tuo libro più bello o almeno quello a cui sei più affezionato.

La mia favola. Se non è il più bello è di sicuro in buona posizione. Ce ne sono anche altri, ma sono ancora inediti.

 

– Ultima domanda, forse la più difficile. Come si dovrebbe invertire la tendenza della “non lettura”? Come avvicinare le persone alla lettura in un mondo così frenetico come quello che stiamo vivendo?

C’è un libro per ciascuno di noi. Il libro giusto, quello speciale. Il libro che può avvicinarti alla lettura. Il problema è trovarlo. Troppi libri promettono senza dare niente. Ogni libro sbagliato allontana sempre più, fino all’abbandono. Oggi i libri sono troppi, la ricerca è sempre più difficile.

Grazie A Stefano Pastor per essere stato mio ospite.

Biografia: Il mio nome è Stefano Pastor e sono nato a Ventimiglia nel 1958. Nel 2011 mi sono trasferito a Cento, in provincia di Ferrara. Appassionato di scrittura fin da giovane, ho potuto dedicarmi a questa passione solo dal 2008, dopo vent’anni passati nel commercio di musica e film. Quello che per tanti anni mi è parso un ostacolo insormontabile, ovvero trasferire le mie storie sulla carta, si è rivelato invece un autentico piacere.

Ho atteso quasi due anni prima di tentare una pubblicazione. Il mio primo successo l’ho ottenuto vincendo il Premio Letterario Città di Ventimiglia con il romanzo HOLIDAY, pubblicato dall’Editrice Zona col titolo di RITORNO A VENTIMIGLIA nel maggio 2010. Presomi coraggio, ho continuato a partecipare a concorsi, vincendo il Premio Le Fenici indetto da Montag col thriller L’INTERVISTA, pubblicato nel novembre 2010. Sono seguiti una decina di altri titoli, pubblicati con diversi editori. Il mio romanzo L’ILLUSIONE è risultato tra i vincitori del Torneo IoScrittore 2011, indetto dal gruppo Gems, ed è stato pubblicato da Fazi col titolo IL GIOCATTOLAIO. Ultimo romanzo pubblicato il thriller avventuroso FIGLI CHE ODIANO LE MADRI, sempre per l’editore Fazi, nel novembre 2013.

www.stefanopastor.it


L’URLO BIANCO di Antonio Ferrara


L'urlo bianco

L’urlo bianco

In questi anni di blog, ho recensito, annunciato, espresso pareri su tanti libri e intervistato tanti scrittori, ma arriva un giorno nella vita in cui arriva il tuo momento, quello di uscire da dietro le quinte e farsi avanti sul palco, al centro della scena.
Esporsi in qualche modo, sì, perché alla fine quando si pubblica un libro non si fa altro che esporsi. È una strana alchimia perché se da un parte hai aspettato questo momento per anni e anni, dall’altra hai paura di mostrarti alla luce del sole, una paura ingiustificata, intendiamoci, ma pur sempre una paura.
Oggi sono qui a scrivere sulla tastiera per annunciare il mio libro, quello in cui ho creduto. Oggi sono qui e mi rimetto al giudizio di chi voglia darmi fiducia, casomai leggendo “L’URLO BIANCO”. Ma non è questo il nocciolo della questione. Il nocciolo sta nel fatto che il libro è stato scritto nei luoghi in cui è ambientato la storia (la provincia di Chieti) ed è stato scritto alla “vecchia maniera”, ovvero, di getto, senza infrastrutture, scheletri, impalcature o colpi di scena programmati. Questo è un libro, concedetemi il termine, “vero”. Scritto perché avevo qualcosa dentro che premeva per uscire, una riflessione sulla sottile linea che separa la vita e la morte, come evidenzia Pastor nella prefazione, ma questo io non lo sapevo. Io mi sono limitato a scrivere la storia che avrei voluto leggere. Solo questo. Mi sono semplicemente fatto una domanda: “La realtà è così come noi esseri umani la vediamo, oppure c’è dell’altro che i nostri sensi non ci permettono di percepire?” La risposta alla mia domanda è stata “L’URLO BIANCO“, con tutte le sue sfumature che, solo un lettore “esterno” sarebbe in grado di cogliere. Io mi sono divertito a scriverlo e spero che voi vi divertiate altrettanto nel leggerlo.

Grazie.

Quarta di copertina:
Nel dicembre del 1993 in un piccolo paesino arroccato sui monti della provincia di Chieti sparisce un bambino. Dieci anni dopo, Mike Calabritti decide di partire per quel luogo, schiacciato dal successo del primo romanzo e incapace di ritrovare una nuova ispirazione. Pizzoferrato sembra essere il luogo adatto per ritrovare se stesso, lontano dalla confusione e dai tanti impegni di una vita cambiata troppo in fretta, ma in quel luogo alberga qualcosa in cerca di chi possa vedere…
Dalla prefazione di Stefano Pastor:
Cos’è la morte?
Questa è la domanda che sempre ha ossessionato l’uomo, il mistero che le religioni hanno cercato di svelare. Se la razionalità tende a considerare la morte la fine di tutto, il cuore impedisce di accettarlo. È il fondamento stesso di ogni religione: la vita è un passaggio, e qualcosa ci attende dall’altra parte. Una forma d’intelligenza, un creatore, in grado di giudicarci.
Cosa resta, allora?
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L’autore:
Antonio Ferrara classe 1976. Nato a Napoli, vive a Portci. Nel 2002 pubblica “Gli Occhi del Male”, finalista al concorso Stephen King Horror IT. Alcuni suoi racconti sono pubblicati su e-book (Doppio Incubo e Fiabe Striscianti) e i portali La Tela Nera e Scheletri. Il racconto “Lucilla” nell’antologia Storie Fantastiche e “La Manicure” è finito nell’antologia “50 schegge di paura”. “Il Frutto del Credo” per l’antologia “Favole della Mezzanotte” e “3540″ per Italian Noir. Da gennaio 2012 è Affiliate Member della Horror Writers Association. Nel 2013 ha fondato il Premio Francis Marion Crawford.
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All’interno del romanzo, “Non è nulla” di Simone Carletti,
il racconto vincitore del Premio Crawford 2013
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Editore: IL FOGLIO LETTERARIO
Genere Horror/Thriller
Pagine 300
Collana: Narrativa
Prezzo 16 Euro
ISBN 9788876064791
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Antonio Ferrara intervista Luigi Milani


Luigi Milani Foto Scrittore

Luigi Milani

Oggi ho il piacere di avere come mio ospite per “Uno sguardo oltre la siepe” lo scrittore Luigi Milani.

1 Chi é Luigi Milani per Luigi Milani?

Che domanda, caro Antonio! Io stesso non riesco a inquadrarmi bene, e ti confesso che ci sono giorni in cui lo specchio riflette un’immagine nella quale mi riconosco a stento… Dipenderà dal superlavoro di questi ultimi tempi? Scherzi a parte, a voler abbozzare una definizione, convinto come sono che raccontare storie sia proprio della natura umana, mi considero un piccolo artigiano della parola.

 2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Follia, hai detto bene! Colpa di un’amica attrice, che, una dozzina di anni fa, mi coinvolse nella scrittura di un paio di sceneggiature per dei “corti” che poi naturalmente non si girarono mai. A quel punto però il danno era fatto: cominciai a scrivere racconti, romanzi e da allora non mi sono più fermato.

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Dipende. In linea di massima quelli finalizzati alla pubblicazione di un libro “vero”, cartaceo o digitale che sia, hanno un senso. Sono a mio avviso abbastanza inutili invece quelli che puntano alla pubblicazione solo sul Web. Inoltre, è sempre consigliabile accertarsi che nel concorso sia coinvolta una “vera” casa editrice.

4 Edizione cartacea o eBook?

Entrambe, con una netta preferenza anzi per l’eBook.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

Underworld di Don DeLillo.

6 Fondatore di Edizioni XII?

Diciamo co-fondatore, è più corretto nei confronti dei miei amici e soci in XII. Edizioni XII (http://www.xii-online.com)nasce nel 2007 come marchio editoriale dell’Associazione Culturale XII: XII nacque prima di tutto come un gruppo di autori, che, riunitisi in Associazione Culturale, fondarono poi una casa editrice.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Tutto il bene possibile, ma ahimè in Italia sono pochissimi gli scrittori che riescono a vivere solo di scrittura.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Diciamo che è molto difficile riuscirci in prima battuta. Di solito il percorso prevede la pubblicazione dapprima con il piccolo o micro editore e poi l’approdo – se la fortuna, il mercato o… gli Dei vogliono – all’editore più importante e così via. Ma oggi, con l’avvento dell’editoria digitale, questi equilibri stanno mutando: non è un caso che editori tecnicamente piccoli come Kipple (www.kipple.it), 40K (http://www.40kbooks.com/), Delirium (http://deliriumhouse.com/), Graphe.it (www.graphe.it), la stessa Edizioni XII (http://www.xii-online.com/), riescono a registrare numeri – parliamo di vendite – assolutamente ragguardevoli, se non eccezionali, com’è accaduto nel periodo natalizio proprio a Kipple Officina Libraria, tuttora presente ai primi posti della classifica di narrativa di genere fantastico (www.amazon.it).

9 Scrivi molti racconti. Li preferisci ai romanzi?

Non necessariamente, anche se il racconto rappresenta sempre una sfida per me, per natura poco incline alla sintesi. Caso ha voluto che in questi ultimi mesi, in attesa dell’uscita del nuovo romanzo, mi dedicassi perlopiù alla scrittura di racconti, spesso di genere fantastico.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo al computer, ma anche con l’iPad o perfino con l’iPhone, se sono colto dal “sacro fuoco” dell’ispirazione. Quando? La narrativa di solito nel pomeriggio o di sera. La mattina è riservata alle collaborazioni giornalistiche o a lavori di editing e traduzione.

11 Fondatore, curatore, giornalista, scrittore. Riesci a fare tutte queste cose insieme?

Mi piacerebbe, ma la realtà è che spesso questi ruoli conflittano tra loro, dando luogo a preoccupanti schizofrenie lavorativo-esistenziali…

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Leggere, leggere, leggere. Di tutto, dai classici ai grandi della letteratura contemporanea. La scrittura semmai verrà in un secondo momento.

13 Cosa vuol fare da grande Luigi Milani?

E chi lo dice che voglia davvero diventare grande? Scherzi a parte, spero di poter continuare a scrivere, se possibile migliorandomi costantemente.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te, alla prossima!

Luigi Milani Blog

Luigi Milani è nato a Roma poco dopo la scomparsa di John Kennedy, e nella capitale vive e tenta di lavorare.

Giornalista freelance dallo scorso millennio, traduttore, editor e autore di booktrailer, ha pubblicato racconti e poesie per vari editori e su alcune riviste letterarie (tra queste, la mitica inutile on line), oltre a vincere, nella primavera del 2008, un concorso poetico, Orrorinversi. È uno dei soci fondatori di Edizioni XII, una delle realtà editoriali italiane più innovative degli anni 2000.

Di recente ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tesanovic, Processo agli Scorpioni (Edizioni XII – Stampa Alternativa 2008/2009) e Nefertiti (Stampa Alternativa) e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks).

Non pago, ha trovato il tempo di firmare le prefazioni del romanzo Virus di Alessandro Vigliani, della silloge poetica Al rumore di risacca l’onda della vita di Mariella Mulas e della raccolta di racconti fantastici Mistero.

A marzo 2010 è uscita Bassa marea, antologia di racconti edita da Historica Edizioni, contenente La torre, un racconto horror d’ambientazione medievale.

Ha da poco ultimato la scrittura, assieme al Prof. Carlo Santulli, di un saggio su ambiente e design, in via di pubblicazione.

Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo, per i tipi di Arduino Sacco Editore: Ci sono stati dei disordini, una storia drammatica, di denuncia.

Il 31 gennaio 2011 è approdato in libreria un secondo romanzo, Nessun Futuro, un noir con venature sovrannaturali ambientato nel mondo del Rock. L’editore è Casini Editore.

A maggio 2011 compare con un racconto – Il Patto – nell’antologia Favole della mezzanotte (Ciesse Edizioni).

A settembre dello stesso anno esce il racconto La morte del conte nell’antologia ROBOT ITA.01 (Edizioni Scudo).

A fine ottobre esce, direttamente in ebook, la raccolta di racconti Seasons (Delirium Edizioni)

È direttore editoriale della collana eTales per Graphe.it Edizioni.


Antonio Ferrara intervista Cristian Borghetti


cristian borghetti

Cristian Borghetti

Oggi ho il piacere di avere come mio ospite lo scrittore Cristian Borghetti in uscita con il suo libro “Tre volte all’inferno” per l’editore Perdisa.

1 Chi é Cristian Borghetti per Cristian Borghetti?
Cristian Borghetti si definisce Eroicamente Naif. Ovvero una penna autodidatta, che verga la carta di getto, senza avere alle spalle una preparazione umanistica vera e prorpria, nonostante dopo studi tecnici a Lecco, abbia frequentato filosofia a Milano.

2 Come nasce la passione per il gotico?
La passione per il Gotico nasce dalle letture giovanili di Poe e Lovecraft, Stoker, Shelly e da “A Tale” di Byron.

3 Perdisa?
A Perdisa sono arrivato dopo la prima pubblicazione, un esperimento in cui ho miscelato il verso poetico al racconto breve, “Ora di vetro”, una piccola raccolta di racconti giovanili, edita da Montedit.
Questo libro ha incuriosito Alan D Altieri alla Passione per il delitto 2007, da cui la collaborazione che mi ha portato, con i racconti di “Tre volte all’inferno”, all’attenzione di Luigi Bernardi e Antonio Paolacci di Perdisa.
Perdisa: un gruppo motivato e sprezzante, coraggioso, che da voce a scrittori che hanno storie da raccontare.

4 Edizione cartacea o eBook?
Io adoro il libro di carta e inchiostro, amo averlo fra le mani, consumarlo con le dita e con gli occhi.

5 Il libro che hai amato?
Ne ho amati moltissimi, ma il più amato e’ “I fiori del male” di Baudelaire.

6 Alan D. Altieri ti definisce la nuova frontiera del gotico. Cosa ne pensi?
E’ uno strillo che si adatta alla tipologia dei racconti di “Tre volte all’inferno” anche se io non amo catalogarmi. I miei romanzi sono sempre gotico, noir, erotico, horror: una miscellanea.

7 Il tuo libro ha una veste grafica e materiali meravigliosi. Ha preso parte al progetto?
Luigi Bernardi mi disse che saremmo usciti con Pop2 ed io ne sono stato entusiasta.
Il progetto e’ di Perdisa e Maira Chinaglia, io non vi ho preso parte, ma sono rimasto esterrefatto dalla grafica e dai materiali: un libro bellissimo.

8 Come mai hai deciso di rifarti al tipo di scrittura alla Poe e Lovecraft?
Io scrivo cosi. Non mi rifaccio allo stile di altri autori, certo ne sono stato influenzato. Lovecraft, Poe, Shelly, Byron, Wilde, Shakespeare, Marlowe, sono gli autori che mi hanno “formato”. Credo fermamente che lo stile di un autore sia proprio dell’autore stesso e che scrivendo sia sempre in evoluzione, pur mantenendosi tale.

9 Hai mai pensato di fare il romanziere?
Si, assolutamente si. E’ il sogno per cui mi batto, notte dopo notte, parola dopo parola.

10 Si legge molto poco e l’editoria sembra in perenne crisi mistica, che ne pensi?
Si legge poco perche’, a mio avviso, non si motivano i giovani a leggere, e’ un problema educativo. Credo che bisognerebbe variare le letture scolastiche, motivare, come dicevo, i ragazzi a leggere, non costringerli, altrimenti la certezza e’ ottenere il risultato contrario.
Sembra che sia in crisi perenne, eppure le librerie sono piene di libri non letti. Coinvolgere i giovani e’ la vera soluzione al problema.

11 È lunga la via della pubblicazione?
E’ lunga, ma bisogna crederci. Perdisa ha gia’ nelle mani il mio ultimo manoscritto, attendo con fede e fiducia: io ci credo.
Crederci e’ il primo passo verso la pubblicazione.

12 Il senso della vita?
Scrivere… e cito Guccini, se mi permetti: “d’amore, di morte e di altre sciocchezze.

13 Cosa vuol fare da grande Cristian Borghetti?
Lo scrittore, dedicarsi a tutte le storie che ha nella testa, metterle su carta, “tra l’inchiostro e l’anima”.

Grazie per essere stato mio ospite.

Perdisa Pop


Tre Volte All’inferno di Cristian Borghetti


Tre Volte All'inferno di Cristian Borghetti

Tre Volte All'inferno di Cristian Borghetti

Oggi in anteprima mi è stato consegnato dal postino un misterioso libro. Si tratta di TRE VOLTE ALL’INFERNO Di Cristian Borghetti. Sinceramente sono stato incuriosito dalla copertina e dalle fattezze materiali del libro che si presenta bello solido e curato. Inoltre in copertina campeggia un commento di Alan D. Altieri che dice: “La Nuova Frontiera del Gotico”

Ho appreso che il libro è in uscita in libreria il 21 Settembre 2011 e quale migliore occasione per far scorta per il lungo inverno che ci attende. Per quanto mi riguarda non aspetterò l’invero, ma credo che lo leggerò immediatamente così da potervi tenere informati e presentarvi un parere sincero su questo libro. Nel frattempo godetevi le foto e la quarta di copertina. Per maggiori informzioni e poter leggere il primo capitolo in anteprima ecco il sito ufficiale Perdisa Pop

TRE VOLTE ALL’INFERNO
Cristian Borghetti
RACCONTI

Collana Pop2 // Perdisa Pop // euro 18,50 // pagine 320 // Isbn 978 88 8372 546 3

Tre romanzi brevi che danno nuova forza alla narrativa gotica italiana, tornando alle origini della stessa letteratura dell’orro- re: Cristian Borghetti mescola linguaggi antichi e atmosfere storiche per dare vita a un mondo onirico e surreale, denso di citazioni e suggestioni proprie di scrittori come Edgar A. Poe o H. P. Lovecraft. Un’eccezionale immaginazione visionaria al servizio di incubi e paure ancestrali catapulta il lettore nell’oscurità, tra sangue ed erotismo, orrori e follie, creature infernali e misteriosi labirinti della mente, nei quali il macabro si allea con il romantico, la scienza con le arti occulte, l’amore con la morte.

Tre Volte All'inferno di Cristian Borghetti

Da notare l'estrema cura dei materiali impiegati. Tenerlo tra le mani da molta soddisfazione.

Nel primo racconto un assassino spietato si aggira per la magione di Bosco Oscuro alla fine dell’Ottocento. Incaricato delle indagini è il colonnello Flauros Ferramano. La caccia lo porta sulle tracce del suo antico nemico, Asmodeo Colonna, vittima della follia e uomo dotato di incredibile astuzia. Il secondo racconto è ambientato in una surreale Parigi della Belle Époque. Durante uno spettacolo teatrale, gli attori della commedia vengono trucidati. Il drammaturgo, accusato del massacro, è tratto in arresto. Finisce in carcere, davanti al tri- bunale e in manicomio. Ma questo non è che l’inizio del suo martirio.
Nell’ultimo racconto, mentre la Chiesa indaga sui misteriosi accadimenti che hanno sconvolto una contrada della provincia italiana, un uomo è tormentato da ombre spaventose: un monaco senza sguardo, un orrendo basilisco, un’imponente torre che racchiude un enigma.

«Cristian Borghetti: la nuova frontiera del gotico». (Alan D. Altieri)

Cristian Borghetti è nato a Lecco il 10 settembre 1970. Ha studiato Filosofia Estetica all’università di Milano. Nell’ottobre del
2006 ha pubblicato la raccolta Ora di vetro (Montedit). In libreria dal 21 settembre 2011.

Leggi il primo capitolo in anteprima: TRE VOLTE ALL’INFERNO


Concorso Letterario Turno di Notte


officine wort concorso letterario noir horror weird Girovagando in rete sono venuto a conoscenza di questa simpatica iniziativa. Fonte (L’angolo Nero)

Che fate sabato 9 luglio? Officine Wort, in collaborazione con Azienda Vitivinicola Gandolfi, lancia la III Edizione del Concorso Letterario per racconti in lingua italiana Turno di Notte.

Si può partecipare dal vivo (appuntamento alle ore 21.30 presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi, via Loreta Berlina 1/2 Dozza Imolese – Bo) o da ovunque ci si trovi.

I racconti dovranno essere sviluppati a partire da un incipit, scritto da Gianluca Morozzi, che verrà comunicato ai presenti alle ore 22.00 del 9 luglio e contemporaneamente diffuso in rete sul sito Officine Wort.

Gli elaborati dovranno essere consegnati o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5.00 del 10/07/2011.

Per partecipare al concorso è sufficiente far pervenire entro il 05/07/2011 all’indirizzo turnodinotte@officinewort.it una mail d’iscrizione con oggetto “Turno di Notte 2011” e indicante: nome e cognome del partecipante, indirizzo, mail e recapito telefonico e la dicitura “Ai sensi degli art.7 e 13 del Dlgs 30 giugno 2003, n.196 autorizzo OFFICINE WORT al trattamento dei miei dati personali per le operazioni e per le comunicazioni del concorso ed autorizzo anche alla pubblicazione, parziale o totale, dei testi”.
È inoltre obbligatorio indicare se si parteciperà fisicamente presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi o virtualmente da altro luogo.

I racconti dei primi tre classificati verranno letti da attori nel corso della cerimonia di proclamazione il 23 luglio alle ore 18.00. Parteciperà anche lo scrittore Gianluca Morozzi, autore dell’incipit, che presenterà la sua ultima fatica: Bob Dylan spiegato a un fan di Madonna e dei Queen (Castelvecchi Editore).
Seguirà grigliata e vino per tutti.

Regolamento completo qua.


Concorso Letterario “Nella Tela! 2011”


Il Nella Tela! è un concorso di narrativa per racconti e novelle di genere Horror, Giallo e Fantastico (e relativi sottogeneri).

1) Scadenza:
Gli elaborati dovranno giungere in redazione entro e non oltre il 15 ottobre 2011.

2) Sezioni:
Il concorso è composto da tre sezioni dedicate a racconti horror, gialli (noir, thriller, spy story, pulp, hard boiled), e fantastici (fantascienza, fantasy, urban fantasy, weird, ecc…).

– Per la sezione “666 Passi nel Delirio” la lunghezza delle opere non dovrà superare le 666 parole.
– Per la sezione “Racconti” la lunghezza delle opere dovrà essere compresa tra i 10.000 e i 20.000 caratteri (spazi inclusi).
– Per la sezione “Novelle” la lunghezza delle opere dovrà essere compresa tra i 20.000 e i 50.000 caratteri (spazi inclusi).

L’autore deve essere proprietario unico dei diritti di sfruttamento economico delle opere inviate.
Ogni autore può partecipare a più di una sezione (anche a tutte e tre), e con un massimo di cinque racconti per singola sezione.

3) Modalità di presentazione dei racconti:
I racconti dovranno essere inviati per posta elettronica, all’indirizzo NellaTela@LaTelaNera.com, sotto forma di allegato.
Il soggetto dell’email dovrà essere “Partecipazione al concorso Nella Tela! 2011”.
All’interno della email dovranno apparire i dati completi dell’autore (Nome, Cognome, indirizzo postale, indirizzo email, telefono).
Nel suo corpo dovrà tassativamente comparire la dicitura “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003”.
Il formato del documento dovrà essere di tipo .doc, .rtf, .odf o .pdf.
Sotto il titolo di ogni opera inviata dovrà apparire anche il nome della sezione cui questa viene iscritta.

4) Costo di iscrizione:
Il costo di iscrizione è fissato a euro 15,00 per il primo racconto inviato (indipendentemente dalla sezione cui viene iscritto), e a euro 2,00 per ogni racconto successivo al primo (anche se iscritto in una sezione differente). La somma può essere versata in una delle seguenti modalità:

> Versamento su Conto Corrente Postale (bollettino): numero conto: 95718060 intestato a: Associazione Culturale XII, via Regurida 2/a, 23806 Torre de’ Busi (LC)

> Paypal: l’indirizzo cui inviare il pagamento è info@xii-online.com

> Bonifico bancario: Intestazione conto: Associazione Culturale XII
IBAN: IT11Q0200852710000101033308
Numero conto: 000101033308 – ABI: 02008 – CAB: 52710
CIN: Q – BBAN: Q0200852710000101033308

> Assegno bancario non trasferibile: Intestato a: Associazione Culturale XII, spedito in busta chiusa a Associazione Culturale XII, via Regurida 2/a, 23806 Torre de’ Busi (LC)

L’intestazione con cui accompagnare il versamento deve essere “partecipazione di [nome autore] al concorso Nella Tela! 2011 con X racconti” (dove X è il numero dei racconti totali che si intende iscrivere).

5) Premi:
All’autore primo classificato di ogni sezione Edizioni XII assegnerà un premio di 200 euro.
La possibilità che uno stesso autore vinca più sezioni del premio è prevista e possibile.
La premiazione avverrà entro dodici settimane dalla chiusura delle iscrizioni.
Non vi sarà cerimonia pubblica di premiazione.

tre copie del romanzo I vermi conquistatori, edito da Edizioni XII, saranno donate a tre autori estratti a caso iscritti al concorso.

I migliori racconti contenenti temi legati ai serial killer o al genere “urban fantasy” saranno raccolti, previa autorizzazione dei rispettivi autori, in due ebook successivamente distribuiti gratuitamente sul web.

6) Giuria:
L’operato della giuria è insindacabile.
Presidente della giuria: Alessio Valsecchi (webmaster LaTelaNera.com).
La composizione completa della giuria verrà resa nota in data di premiazione.
Tra i giurati saranno presenti Daniele Bonfanti (editor-in-chief di Edizioni XII), David Riva (direttore editoriale Edizioni XII) e Gabriele Lattanzio (responsabile concorsi Edizioni XII).

7) Obblighi dell’autore:
Partecipando al concorso, l’autore dichiara implicitamente di accettare ogni norma citata nel presente bando. In particolare, dichiara che l’opera inviata è originale e frutto del proprio ingegno. In un eventuale caso di plagio, l’autore sarà l’unico responsabile di ogni violazione del diritto d’autore (punita con sanzioni civili e penali secondo gli artt.156 e ss., e artt.171 e ss. L.633/1941), liberando La Tela Nera da ogni tipo di coinvolgimento ipotizzabile negli atti perseguibili secondo i termini di legge.

8) Tutela dei dati personali:
Ai sensi della legge 31.12.96, n. 675 “Tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali” la segreteria organizzativa dichiara, ai sensi dell’art. 10, “Informazioni rese al momento della raccolta dei dati”, che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato unicamente alla gestione del premio e all’invio agli interessati dei bandi delle edizioni successive; dichiara inoltre, ai sensi dell’art. 11 “Consenso”, che con l’invio dei materiali letterari partecipanti al concorso l’interessato acconsente al trattamento dei dati personali; dichiara inoltre, ai sensi dell’art. 13 “Diritti dell’interessato”, che l’autore può richiedere la cancellazione, la rettifica o l’aggiornamento dei propri dati rivolgendosi al Responsabile dati della Segreteria del premio nella persona del signor Alessio Valsecchi (telefono: 340.3317576 o Email: alecvalschi@latelanera.com).