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Antonio Ferrara intervista Micol des Gouges


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Micol des Gouges

Oggi rimando la pubblicazione della diciassettesima parte del romanzo “Gli occhi del male” per lasciare spazio a una giovanissima, talentuosa e misteriosa autrice che a soli diciannove anni esordisce a quattro mani insieme a un maestro del calibro di Danilo Arona, con il romanzo L’autunno di Montebuio.

1 Chi è Micol des Gouges per Micol des Gouges?

Micol des Gouges è una delle parti in cui sono frammentata e che ogni tanto viene a galla.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

È davvero una follia! La scrittura è un istinto, ti prende e non puoi far nulla per resisterle. Come con tutte le passioni, puoi solo cederle. Ed è giusto che sia così! È una delle attività umane più liberatorie e belle.

3 Esordire a quattro mani con un maestro come Danilo Arona non è da tutti, figuriamoci convivere con il suo alter ego Morgan Perdinka. Come hai fatto?

Sono stata coraggiosa! È stata una esperienza fondamentale, iniziatica. Danilo, e l’ombra di Perdinka dietro di lui, sono entità stimolanti, forse un po’ inquietanti. Ma è una delle migliori persone che conosca e gli sarò grata a vita!

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono un’affezionata del cartaceo, permette un rapporto sensoriale completo con il libro però capisco anche che l’eBook, oltre ad essere il futuro, dia molti vantaggi, come la possibilità di avere sempre con sé un vero e proprio archivio di libri.

5 I prossimi tuoi lavori letterari si concentreranno sempre sul lato oscuro delle cose? Hai un debole per la bara traballante?

Ho un debole per il lato oscuro delle anime, per i meandri bui nei quali rinchiudiamo i nostri segreti, le vergogne, i desideri difficili da accettare. L’umanità è horror!

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore, ma che un cattivo scrittore non possa diventare un bravo scrittore.

Un cattivo scrittore è condannato: ha l’istinto che lo porta a scrivere ma non la capacità per farlo bene, un tormento (per lui che scrive e per chi lo legge!). Uno competente ha la possibilità di diventar bravo, ma la competenza non è tutto.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Che se fosse possibile, e l’ispirazione fosse meno capricciosa, sarebbe un sogno.

8 Sei molto giovane e mi piacerebbe sapere  cosa nei pensi dei social networks e della televisione. Come li vedi nella vita di uno scrittore?

La televisione ha ben poco a che fare con gli scrittori e con la cultura in generale. È un peccato. I social networks possono essere un valido strumento di informazione, diffusione, se usati con abilità.

9 Parlami dell’autunno di Montebuio.

L’Autunno di Montebuio parla dei tredici giorni di ottobre che, nel 1962, portarono il mondo sulla soglia di una guerra nucleare, terrorizzandolo. Giorni di incertezza, confusione, paura che furono vissuti da tutti, dagli adulti e dai bambini. Proprio i bambini sono i protagonisti di questa storia, la sua voce narrante, bambini allontanati dalle notizie di quei terribili giorni con false rassicurazioni, ma non per questo salvaguardati e protetti dal terrificante clima di tensione. E nemmeno al sicuro da eventi ben più strani.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo completamente isolata, di solito nella mia camera, il mio tempio, nella penombra, con musica quasi inudibile oppure a un volume spropositato. Non posso scrivere sempre ma solo quando mi sento richiamata dalla storia, altrimenti ogni tentativo è frustrante e inconcludente.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo lavoro letterario?

Montebuio ha ancora molto da svelare…

12 A scuola insegnanti amici cosa ti dicono della tua esperienza letteraria? Ci sono ancora molti pregiudizi nei confronti dei romanzi horror?

Sono tutti entusiasti! Io cerco di mantenere un certo contegno, mentre gli altri si lasciano andare del tutto. Qualcuno mi ha guardato un po’ interrogativo quando ho parlato delle tematiche del libro, l’horror è spesso visto con diffidenza, ma li ho spinti a leggerlo: c’è sempre tempo per infrangere un pregiudizio.

13 Cosa vuol fare da grande Micol des Gouges?

Vivere il momento e scrivere tanto.

Grazie per essere stata mia ospite.

Vai alla scheda del libro: L’autunno di Montebuio


Letteratura Horror questa sconosciuta…


L'autunno di Montebuio di Danilo Arona e Il giocattolaio di Stefano Pastor

L’autunno di Montebuio (Danilo Arona e Micol Des Gouges) e Il giocattolaio (Stefano Pastor)

Scrivo dal mio computer (quello che di genere uso per scrivere racconti, romanzi e tutto quello che mi frulla per la testa) per cercare di fare un punto della situazione sul fenomeno, ma sarebbe meglio dire “NON fenomeno”, della letteratura di genere horror in Italia. Ultimamente ho assistito al brusco cambio di direzione intrapreso dalla Gargoyle Books dopo la sua cessione. Certo ora pubblica senpre Dan Simmons, ma gli italiani? Questo popolo di naviganti e scrittori? Dove sono? Ah, Danilo Arona, il maestro, il punto di riferimento dell’italica paura e del brivido su carta. Certo Danilo Arona fortunatamente è vivo e vegeto, ma purtroppo il suo ultimo libro con la Gargoyle risale a qualche anno fa quando l’editore era sotto un’altra guida. L’estate di Montebuio, un libro che meriterebbe di stare in pompa magna sugli scagfali di tutte le librerie è invece nisba. Poi è arrivato il turno della Edizioni XII dopo che i ragazzi si erano mossi bene e senza incertezze e dopo che avevano pubblicato quel capolavoro di romanzo di Malapunta di Danilo Arona (capolavoro inteso come contenuti, cura dei particolari, edizione e copertina) . Prendetelo ora o mai più. Credo che ci sia tempo fino al 31 dicembre poi non saprei.

Qualcuno ora si starà chiedendo, bene Antonio e allora? Tante aziende cambiano, chiudono, si rinnovano e allora cosa c’è di strano? COSA C’È DI STRANO!?! Ve lo dico io cosa c’è di strano, c’è di strano che siamo, me compreso, che una banda di decelebrati che passano le giornate intere su Facebook a dire cazzate e a mettere i mi piace su i vari libri che vedono, ma che poi non comprano. C’è di strano che tutti vogliono fare gli scrittori, ma che poi non comprino i libri degli altri, c’è di strano che uno manda un testo a una casa editrice senza sapere neanche cosa pubblica, c’è di strano che il nostro paese funziona a caste e per forza di cose o ne fai parte oppure te ne puoi stare a casa tua. Ancora c’è di strano che nelle librerie di tutta la penisola nel reparto Horror ci siano Kilpatrick Nancy, Stephenie Meyer, Rebecca Maizel. I vampiri hanno conquistato il mondo, peccato che la maggior parte dei lettori di questa “roba” non abbia mai letto Le notti di Salem di Stephen King oppure Dracula di Bram Stoker. Detto questo e mi scuso per lo sfogo postadolescenziale, c’è da dire che ci sono nuove realtà all’orizzonte che stanno tentando di intrapendere l’audace strada dell’horror.

Si tratta di Mezzotints Ebook curata dall’istancabile Alessandro Manzetti (Il mio personale in bocca al lupo a questa iniziativa) e di Nero Press Edizioni dei sempreverde Daniele Picciuti e Laura Platamone. Da lodare anche la Fazi Editore per aver pubblicato l’ottimo romanzo di Stefano Pastor (Il Giocattolaio) un autore con il debole per la bara traballante che seguo da un bel po’.

In definitiva credo che le cose potrebbero andare meglio per questo tipo di mercato, ma c’è bisogno di una rivoluzione culturale, altrimenti rischiamo di perdere tante buone storie solo perchè non le abbiamo trovate in Autogrill vicino al registratore di cassa. Non ci vuole molto, basta cercare e informarsi e vedrete che il buon romanzo vi chiamerà a se e, se questo accade, se accade, non abbiate indugi, mano al portafogli e comprate. Vi sarete regalati una fantastica storia da leggere e vivere oltre a qualche brivido (sembre gradito) e sarete consapevoli di star leggendo qualcosa di non filtrato o politicizzato, ma semplicemente una storia così come l’autore l’ha concepita.

La verità, nient’altro che la verità… Questa sconosciuta.