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Antonio Ferrara intervista Stefano Pastor


La-mia-favola-piccoloStefano Pastor per l’intervista di “Uno sguardo oltre la siepe”. Stefano Pastor, talentuoso scrittore “nomade” ha pubblicato svariati libri per altrettante realtà editoriali piccole, medie e grandi. Ora si è lanciato in un progetto editoriale tutto suo. Scopriamolo insieme.

– Parlaci della tua esperienza diretta con l’editoria italiana.

Il mio rapporto con l’editoria è ambivalente. Come lettore ho amato il mondo dell’editoria per molti anni. Come aspirante scrittore ho cercato di farvi parte. Devo ammetterlo, ogni anno che passa l’editoria tradizionale mi sta sempre più stretta. I tempi dell’editoria sono infiniti, e non sto parlando del lavoro che accompagna l’uscita di un libro, ma dell’attesa. La vuota, inutile attesa che pare non finire mai. Prendere coscienza dei tempi dell’editoria equivale a perdere la passione per la scrittura. Un editore potrebbe portare il tuo libro al successo, ma ho iniziato a chiedermi se ne vale la pena. Io voglio scrivere, voglio essere letto, sono stufo di riempire i cassetti di manoscritti inediti perché è controproducente pubblicarne più di uno all’anno. Ho finito per sentirmi schiavo e desiderare la libertà.

 

Parlaci del tuo progetto editoriale.

Illusion è la risposta a questo disagio. L’indipendenza. La scelta di essere un autore indipendente, che pubblica i propri libri e sceglie i propri collaboratori. E lo faccio dichiarandolo apertamente, senza nascondermi dietro marchi di comodo. Una scelta tutt’altro che facile, impegnativa, che occuperà tutto il mio tempo. E forse mi renderà il piacere della scrittura.

 

– Come mai la scelta di lasciare l’editoria tradizionale per affrontare la coraggiosa strada dell’auto pubblicazione?

È una scelta maturata nel tempo. Il desiderio c’è sempre stato, ma in embrione. Autopubblicarsi equivaleva a rifiutare il giudizio degli editori. Ma io questo giudizio l’ho avuto, sono stato pubblicato da vari editori, ho vinto anche premi, quindi non lo vedo più come un fallimento. È una scelta di libertà. Oggi è possibile, come mai prima: un autore può proporsi al pubblico senza alcun intermediario. È il futuro dell’editoria, ne sono certo.

 

– Qualche benpensante storce ancora il naso quando sente parlare di auto pubblicazione, cosa rispondi?

Dovrei fare la distinzione tra essere un autore indipendente o autopubblicato, ma è irrilevante. Sarebbe come fare una distinzione tra un autore di successo e uno di nicchia. Sono scrittori entrambi, c’è chi scrive meglio, chi guadagna di più, chi fatica a vendere. Nell’autopubblicazione ci sono tante opere scadenti, ce ne sono anche negli scaffali delle librerie. È più difficile emergere? Lo è anche se si viene pubblicato da un editore. Gli unici giudici sono i lettori, e loro sanno riconoscere ciò che davvero vale.

 

– L’editoria, tutta, sembra in una crisi epocale, qualcosa di mai visto dal dopoguerra ad oggi, cosa ne pensi? Il libro è morto?

L’editoria è morta, o perlomeno morente. È diverso. L’editoria assomiglia sempre più alla politica. Favori, raccomandazioni, pubblicità, marketing. La qualità dei libri pubblicati è l’ultimo interesse degli editori e le conseguenze sono ben visibili. I libri non sono morti, si nascondono. In attesa che arrivi un nuovo diluvio universale. Loro sanno galleggiare, gli editori no. Quanti romanzi hai da pubblicare? Tanti. Erano già tanti prima che cercassi di pubblicare il primo. Anche se è un anno che non ne scrivo di nuovi, restano sempre tanti. E sono da correggere, revisionare, preparare. Un lavoro mastodontico. La differenza tra pubblicare con un editore e andare per conto proprio. Ancora non lo posso dire. Mi auguro che possa dare più soddisfazioni, è per questo che l’ho scelta. Senz’altro una vita più piena, la libertà di partecipare attivamente a ogni fase della pubblicazione, dalla scelta della copertina all’impaginazione. La libertà di scrivere tutto ciò che desidero, senza dover seguire mode passeggere.

 

– La mia favola è il primo libro proposto per il tuo progetto editoriale. Come nasce?

La mia favola è il libro gemello de L’Illusione (pubblicato come Il Giocattolaio). Sono nati dallo stesso soggetto e scritti uno dopo l’altro. L’illusione è più lungo e complesso, ma La mia favola si regge su un’idea più originale. Personalmente l’ho amato di più.

 

– Nei tuoi scritti ci sono spesso bambini e le problematiche che affliggono gli adolescenti, come mai?

Sinceramente non lo so, è accaduto e basta. Ho trovato facile immedesimarmi nella mente di un bambino e spesso uso personaggi molto giovani. Non è la regola, però. Forse invecchiando inizia a mancarmi la mia adolescenza, vorrei poter tornare indietro.

 

– Quanto di autobiografico c’è nei tuo romanzi?

Praticamente niente. Qualche luogo, un paio di situazioni rivisitate, il resto è solo fantasia.

 

– Perché un lettore dovrebbe leggere “La mia favola”?

Se dico che lo deve fare perché è un bel libro sembro troppo di parte? Diciamo che è un libro in grado di stupire e sorprendere. Se è questo che un lettore vuole, non resterà deluso.

 

– È sempre più difficile trovare romanzi del “fantastico” originali e ben scritti, come ti orienti nella scelta delle tue letture?

È triste dirlo, ma da quando è nata l’idea di questo progetto non ho più avuto il tempo di leggere altro. E temo che andando avanti ne avrò anche meno. Il mio immaginario resta legato agli autori del fantastico degli anni novanta, oggi sono pochi gli autori in grado di eguagliarli.

 

– Sembra che la grande editoria si sia completamente globalizzata. Titoli del tipo: Il dentista, il carpentiere, l’oculista, l’infermiere e così via, si avvicendano sugli scaffali senza sosta, cosa ne pensi?

I titoli degli ultimi miei libri pubblicati ne sono la prova. C’è l’assurda idea che il titolo non debba rispecchiare il contenuto del libro, bensì inquadrarlo in un filone già collaudato. Spesso, però, i titoli vengono scelti da chi non ha neppure letto il libro. Io ho optato per lasciare sempre i titoli originali, quelli con cui le storie sono nate, anche se possono sembrare meno accattivanti. C’è una ragione perché si chiamano così, e leggendoli si scoprirà.

 

– Il libro che hai letto e che ti è rimasto dentro?

Io sono cresciuto adorando Lovecraft, tutte le sue opere. Poi ce ne sono stati tanti altri, ma Lovecraft resta il mio ideale.

 

– Il tuo libro più bello o almeno quello a cui sei più affezionato.

La mia favola. Se non è il più bello è di sicuro in buona posizione. Ce ne sono anche altri, ma sono ancora inediti.

 

– Ultima domanda, forse la più difficile. Come si dovrebbe invertire la tendenza della “non lettura”? Come avvicinare le persone alla lettura in un mondo così frenetico come quello che stiamo vivendo?

C’è un libro per ciascuno di noi. Il libro giusto, quello speciale. Il libro che può avvicinarti alla lettura. Il problema è trovarlo. Troppi libri promettono senza dare niente. Ogni libro sbagliato allontana sempre più, fino all’abbandono. Oggi i libri sono troppi, la ricerca è sempre più difficile.

Grazie A Stefano Pastor per essere stato mio ospite.

Biografia: Il mio nome è Stefano Pastor e sono nato a Ventimiglia nel 1958. Nel 2011 mi sono trasferito a Cento, in provincia di Ferrara. Appassionato di scrittura fin da giovane, ho potuto dedicarmi a questa passione solo dal 2008, dopo vent’anni passati nel commercio di musica e film. Quello che per tanti anni mi è parso un ostacolo insormontabile, ovvero trasferire le mie storie sulla carta, si è rivelato invece un autentico piacere.

Ho atteso quasi due anni prima di tentare una pubblicazione. Il mio primo successo l’ho ottenuto vincendo il Premio Letterario Città di Ventimiglia con il romanzo HOLIDAY, pubblicato dall’Editrice Zona col titolo di RITORNO A VENTIMIGLIA nel maggio 2010. Presomi coraggio, ho continuato a partecipare a concorsi, vincendo il Premio Le Fenici indetto da Montag col thriller L’INTERVISTA, pubblicato nel novembre 2010. Sono seguiti una decina di altri titoli, pubblicati con diversi editori. Il mio romanzo L’ILLUSIONE è risultato tra i vincitori del Torneo IoScrittore 2011, indetto dal gruppo Gems, ed è stato pubblicato da Fazi col titolo IL GIOCATTOLAIO. Ultimo romanzo pubblicato il thriller avventuroso FIGLI CHE ODIANO LE MADRI, sempre per l’editore Fazi, nel novembre 2013.

www.stefanopastor.it

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NEILA di Antonio Ferrara


Neila di Antonio Ferrara

Neila di Antonio Ferrara

Neila

Incontri ravvicinati del settimo tipo.

Neila è il mio terzo romanzo che è stato appena pubblicato per i tizi di Lettere Animate. È stato scritto subito dopo L’urlo bianco e narra le vicissitudini di Cristina Ricci, una ragazza apparentemente normale, ma che si troverà catapultata in un incubo. A seguire troverete la sinossi e la prefazione di Alda Teodorani che anticipo per tutti i miei lettori. Per ora il romanzo è disponibile solo in formato e-book a un prezzo di 1,99 Eur.

Grazie per coloro che dedicheranno un poco del loro tempo al mio libro.

Sinossi: Cristina Ricci è una ragazza felice. Ha un buon lavoro e un fidanzato. Conduce una vita tranquilla insieme alla madre, nonostante abbia perso il padre all’età di sette anni. Una sera, parte con Marco per un fine settimana nella provincia di Avellino e la sua vita viene stravolta dalla improvvisa scomparsa del ragazzo. Di lui non vi è alcuna traccia.
Disperata, riesce a raggiungere una casa lungo la strada, ma scopre ben presto che la gente del posto è ostile. A Neila non tutto è come appare. Cristina tenterà di fuggire, ma per svariati motivi il paese non le permette di allontanarsi. Presa dal dubbio su cosa fare, cercare Marco oppure andare via, farà la conoscenza di uno strano bambino, Danilo, custode di una terribile verità sugli abitanti del paese. Insieme cercheranno di capire cosa stia succedendo in quel posto. Torneranno a galla antiche paure e rivelazioni, come quella della scomparsa del padre. Cristina scoprirà ben presto di non potersi fidare di nessuno, nemmeno degli affetti più cari…

Prefazione a cura di Alda Teodorani: Il quotidiano è solo a un soffio dall’orrore, e subito il giorno si trasforma in una nera notte, dove dietro ogni ombra può nascondersi un pericolo. Il nostro mondo, così rassicurante nella sua solidità, può cedere il passo in un attimo, nel tempo del canto di un grillo, a un altro mondo, non meno tangibile del primo, ma le cui regole sono decisamente diverse e misteriose. Antonio Ferrara ha imparato bene la lezione più importante della narrativa fantastico-orrorifica, che a mio parere è proprio questa: come nella più classica tradizione di questo genere, una scena idilliaca, un teatro di normalità, si trasforma ben presto in qualcosa i cui canoni non sono certo a quella stessa normalità riconducibili. La scena si deforma, si distorce, le presenze che dovrebbero essere fonte di sostegno e sicurezza si rivelano di tutt’altra natura, la trama si infittisce, si addensa sulle nostre teste di lettori/spettatori come un ammasso di nere nubi temporalesche. Non sappiamo cosa aspettarci dagli avvenimenti futuri ma un cielo così nero ed elettrico fa presagire che ci sono molti guai in arrivo. Questo romanzo, mai scontato o prevedibile, è una sorpresa dentro l’altra, una sorta di matrioska dell’orrore. Se amate il gotico, il brivido, saprete apprezzare l’opera di Antonio Ferrara, che apre, una porta dopo l’altra, soglie infernali dove tutte le certezze sono sconfitte.

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“Gli occhi del male” disponibile su Amazon


gli occhi del male amazon antonio ferraraCome da titolo il mio romanzo d’esordio “GLI OCCHI DEL MALE” è disponibile su Amazon.

Si tratta del mio primo romanzo di senso compiuto che fu pubblicato nel 2002 in formato cartaceo. Rileggendolo mi sono reso conto di come ero ragazzo e ingenuo (lo sono ancora) e se all’epoca questa storia per me era un “Horror” come Dio comanda, ora rileggendolo lo definirei un “Teen Horror” (ma niente canini da smorfiosa e vampiri radical chic da baretto). La mia scrittura è molto cambiata in questi anni, ma sono orgoglioso di questo romanzo perchè è la prima storia che ho narrato. Fu scritto nel mese di agosto del 2000 a Scario, proprio il paesino protagonista delle scorribande dei personaggi. Quello che posso augurarmi è che la storia vi piaccia e che vi riesca a regalare un poco di relax. Io mi sono divertito a scriverla e spero che voi vi divertiate a leggerla.

Disponibile al prezzo di un caffè. Vai al libro


Il Giocattolaio di Stefano Pastor


Dopo una lunga pausa estiva si riprende con le attività quotidiane ma non solo. A farmi compagnia in questi giorni di fine estate c’è Il Giocattolaio. Non preoccupatevi non si tratta di un maniaco, ma del titolo del romanzo di Stefano Pastor. Mi sento in tutta onestà di segnalarte l’uscita di questo romanzo. Io l’ho comprato a 9,90 in edizione cartacea, ma è anche possibile acquistarlo in versione ebook a un prezzo molto vantaggioso.

Non si sa molto del passato di Massimo, il bambino di 11 anni appena arrivato nel Quartiere. Accolto in casa dello zio, alcolizzato e violento, Massimo ha subito l’impressione di essere precipitato all’inferno. Ma il male, quello vero, non si annida tra le mura domestiche. C’è qualcosa, infatti, nel Quartiere; un’energia malefica che si sente sulla pelle, che s’intuisce ma non si vede tra i palazzoni abbandonati e le vie semideserte di quest’area suburbana depressa e grigia, dove diversi bambini sono recentemente spariti senza lasciare traccia. La paura del mostro scivola sulle coscienze degli adulti, arroccati nella loro irriducibile distanza rispetto al mondo dell’infanzia. Soltanto Peter, il gentile titolare di un banco di pegni zeppo soprattutto di giocattoli, sembra in grado di colmare quella distanza e di comunicare davvero con i desideri e le paure dei bambini. Quando il cadavere di uno di questi viene rinvenuto con i segni di orribili torture, i sospetti si concentrano sul giocattolaio. Massimo si rende conto che il prossimo a sparire sarà proprio lui, è la vittima perfetta, quella designata. Nessuno è in grado di aiutarlo, nessuno è in grado di impedire che si compia il suo destino. Nessun adulto, almeno. Ne Il giocattolaio, romanzo d’esordio di Stefano Pastor, la presenza del male s’insinua nella frattura tra il mondo dei grandi e quello dei piccoli, nutrendosi dei sogni agitati dell’infanzia, per poi balzare nella realtà e diventare qualcosa di concreto, tangibile. Come due mani che ti trascinano via.

Editore: Fazi Genere: thriller Collana: Fuori Collana Anno: 2012 Pagine: 397 ISBN-10: 8864115498 ISBN-13: 978-8864115498  Libro Euro 9,90 e-Book Euro 4,99

Il sito di Stefano Pastor


Antonio Ferrara intervista Germano Dalcielo


germano dalcielo scrittoreOggi è ospite del mio blog Germano Dalcielo attivissimo scrittore che ha scelto di non avere “padroni” per quello che concerne i suoi romanzi.

1 Chi è Germano Dalcielo per Germano Dalcielo?

Uno sicuro di sé e convinto dei propri mezzi che non si è mai scoraggiato quando i riscontri erano pochi e le entrate non coprivano nemmeno la metà degli investimenti. Uno che non ha ceduto al ricatto dell’editoria a pagamento, credendo fino in fondo che quello che aveva scritto valesse qualcosa. Uno che sa che pensare di essere già “arrivato” è l’errore più grave che possa commettere.


2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Una sera un camion per traslochi aveva tranciato il palo della luce nella piazzetta del mio condominio. Ho preso una candela e mi sono ritrovato a chiedermi cosa diavolo potessi fare. Ho piazzato la candela sul comodino, ho preso l’agenda e una penna e mi sono messo a fare il riassunto della mia vita fino a quel momento, nel 2008. Beh quell’interruzione di fornitura fu galeotta perché da lì è nato il mio primo libro, Il gene dell’azzardo, una mia autobiografia/diario sulla dipendenza dal gioco d’azzardo. A quel punto scrivere diventa una droga, non puoi più farne a meno, sempre che uno ce l’abbia nel DNA. Una volta affiorata in superficie, non puoi più metterla a tacere.


3 Il segreto di Gesù. Perché comprarlo
?

Primo perché costa poco, sia nella versione digitale che cartacea, e poi perché è un romanzo che nasconde tra le righe un messaggio più profondo, con l’intento di far scaturire una riflessione nel lettore che non si fermi semplicemente all’illazione che faccio nel testo, per quanto possa essere forte o scandalosa. Ho scritto questo libro non tanto per un fine spudoratamente commerciale (altrimenti non lo venderei a 89 centesimi), quanto per instillare un dubbio legittimo su chi fosse in realtà questo carismatico predicatore che la Chiesa ha idealizzato manipolandone per tornaconto personale vita, morte e miracoli. Ma non voglio spoilerare troppo e mi fermo qui.

4 Edizione cartacea o eBook?

Il futuro è digitale, su questo non ci piove. Parlando sia da autore che da lettore, l’ebook ammortizza i costi notevolmente. Niente spese di stampa, spedizione, logistica, ma soprattutto si azzerano i tempi di attesa: un file è scaricabile in un minuto, per un libro cartaceo rischi di aspettare anche un mese.


5 Il libro che consiglieresti di leggere?

Sicuramente un thriller, il mio genere preferito. Per andare sul sicuro L’ultimo Catone di Matilde Asensi, che non mi faceva staccare dalle pagine nemmeno alle 4 di notte, oppure Non dirlo a nessuno di Harlan Coben, un maestro nel far venire l’ansia al lettore “malcapitato” di turno.


6 L’ultimo libro che hai letto?

Ninna nanna di Chuck Palanhiuk, autore che adoro per il linguaggio sempre sopra le righe. Non mi ha entusiasmato come Soffocare, il suo capolavoro, ma è stata comunque una lettura piacevole.


7
Self-publishing? Come mai questa scelta? Ti rende? Ti appaga? Lo consiglieresti a un giovane e volenteroso autore?

Sì, mi sento di consigliarla al momento come l’unica strada possibile per chi ha pochi mezzi. Oggigiorno non tutti possono spendere 600 euro per farsi leggere da un agente letterario e arrivare, se il libro è valido, a qualche grande casa editrice. Il self-publishing riduce le spese iniziali al minimo: un codice ISBN può costare pochi euro per il cartaceo, sull’ordine di 20 o 30 o addirittura gratis come su Lulu, e pochissimi per la versione ebook (2 euro, se non gratis come su Youcanprint). Io ho scelto il self-publishing anche per un altro motivo: una volta finito di scriverlo, volevo pubblicare il libro e farmi leggere. I tempi di attesa per la valutazione in casa editrice vanno dai 3 ai 9 mesi. Troppi. Io volevo tutto e subito. Il self publishing ha esaudito la mia “fretta”.

Per quanto riguarda l’aspetto pecuniario, dipende molto dal prezzo che imposti. Vuoi guadagnare qualcosa o preferisci farti leggere da più persone senza pensare al vil denaro? Ecco, io ho preferito che il mio libro potesse arrivare su quanti più dispositivi e e-reader possibili, al prezzo di un caffè. Poi sarà il passaparola a decretarne il successo e, eventualmente, a rimpinguare un po’ il conto in banca perennemente in rosso.


8 Ci si può provare a vivere di scrittura?

In Italia è difficile. Vivere solo di scrittura no, sicuramente può essere una seconda, piccola entrata utile per coprire qualche spesa extra, come bollette, assicurazioni, cene fuori. Ma pensare di arrivare a fine mese con i soldi provenienti dal proprio libro, no, è utopia. A meno di chiamarsi Ammaniti o Faletti.


9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo sulla mia agenda quando porto il cane al parco a correre, tre volte al giorno. Sono gli unici momenti della giornata che riesco a ritagliare per me stesso e per la mia “figlioletta” pelosa.
 

10 Come nasce la tua passione per le storie?

Dalla lettura ovviamente, sin dalle scuole medie. Divoravo i gialli di Agatha Christie e i racconti di Conan Doyle. A mio parere uno scrittore non può non essere (stato) anche un avido lettore. È una conditio sine qua non imprescindibile.


11 Qualche anticipazione su un tuo progetto futuro?

Sto scrivendo il mio quarto romanzo, sempre un thriller, dal titolo provvisorio “Muori urlando”. L’ennesimo serial killer con turbe psichiche? No no, acqua acqua…


12 Un tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore.

Di preoccuparsi solo di scrivere, di prefiggersi sempre un obiettivo, come può essere quello di migliorarsi e di cimentarsi in più generi, senza paura di sbagliare o di non essere all’altezza. Sbagliando si impara, sarà banale, ma è così. E soprattutto di non mollare mai. I sogni spesso si avverano se ci credi fino in fondo.

13 Cosa vuol fare da grande Germano Dalcielo?

E me lo domandi?

Grazie per essere stato mio ospite

Grazie a te

Germano Dalcielo Offical Blog

Dice di lui: Ho 31 anni, scrivo per passione e per esorcizzare i miei demoni. Sono matto, un po’ ossessivo compulsivo e leopardiano. Ho una figlia di nome Zuma, la luce della mia vita.


Consigli di lettura: NEL BUIO


Nel Buio Antologia

Nel Buio

Io sono un disastro come recensore perché generalmente non mi piace “sputare sentenze” per il semplice fatto che la visione delle cose cambia da persona a persona. Ho appena terminato di leggere l’antologia nel buio. In tutta sincerità mi è piaciuta molto e alcuni racconti sono riusciti a mettermi la pelle d’oca. È difficile mantenere alta la qualità di una raccolta di racconti e non sempre questo tipo di antologie spiccano per qualità generale, ma in questo caso sono costretto a ricredermi. Certo, ci sono dei racconti che mi sono piaciuti più di altri, come anche per le fotografie, ma la qualità generale non deluderà il lettore più smaliziato.

L’antologia oltre a contenere i racconti vincitori del concorso Nel Buio, lanciato dalle riviste digitali Altrisogni e D&N, ha al suo interno i racconti di alcuni ospiti prestigiosi, penne conosciute e rinomate come quelle di Danilo Arona, Cristiana Astori, Alberto Cola, Stefano Di Marino, Clelia Farris.

Tutto questo per soli 4,99 Euro. Credetemi, ne vale la pena. Consiglio l’acquisto di questo libro a tutti gli amanti del brivido e coloro che non avranno paura di calarsi NEL BUIO.

Esiste una sfida più grande per uno scrittore o un fotografo di quella lanciata dall’oscurità assoluta? Nemico del minaccioso candore della pagina vuota e irriducibile avversario della luce che definisce linee e colori, il buio obbliga l’uno e l’altro a penetrare nei suoi misteri armati di una luce particolare, una lanterna alimentata da un combustibile volatile e altamente esplosivo, da attingere nei recessi della mente dove abitano sogni e incubi. È quello che hanno fatto i partecipanti del concorso Nel Buio, lanciato dalle riviste digitali Altrisogni e D&N: questa antologia raccoglie le prime dieci immagini fotografiche e i primi dieci racconti classificati. Non solo: la stessa sfida è stata raccolta da alcuni ospiti prestigiosi, penne conosciute e rinomate come quelle di Danilo Arona, Cristiana Astori, Alberto Cola, Stefano Di Marino, Clelia Farris.

L’orrore, il fantastico e la fantascienza, la paura e la meraviglia, l’ignoto e il suo irresistibile richiamo: ognuno degli autori di questa antologia si è spinto fin dove la sua mente poteva condurlo per svelarci un lembo del mistero che nasce dove la luce muore. Per portarci, insomma, Nel Buio.

Il link per l’acquisto dell’antologia è: http://www.dbooks.it/libreria/scheda/110/20/horror/nel-buio.html

Il sito dell’editore: www.dbooks.it

Rivista Altrisogni


Antonio Ferrara intervista Francesca Panzacchi


francesca panzacchi scrittrice modella fotografaHo avuto il piacere di intervistare la scrittrice Francesca Panzacchi per una lodevole iniziativa della CIESSE Edizioni chiamata “Interviste d’autore”. L’intervista originale è stata pubblicata sul sito della CIESSE Edizioni qualche tempo fa. La ripropongo per “Uno sguardo oltre la siepe” in occasione della prozozione Amazon per gli ebook gratuiti di cui ho parlato nel post precedente. Infatti, da oggi e, per una settimana Il Normanno è gratis su Amazon. Colgo l’occasione per cosigliarne il download gratuito.

1 Francesca Panzacchi. Fotomodella, giornalista, scrittrice, fotografa, responsabile di due collane editoriali presso CIESSE Edizioni. Come fai?

Sono piuttosto impegnata in effetti… Ma queste sono tutte cose che mi appartengono e alle quali difficilmente potrei rinunciare. Se è vero che la scrittura è la mia vocazione, è altrettanto vero che ho bisogno della fotografia per  liberare tutta la mia creatività. Mi sono state date delle opportunità splendide che ho intenzione di cogliere al meglio delle mie possibilità. E mi ritengo una persona molto fortunata, che vive amando profondamente quello che fa.

2 Il Normanno. Come nasce e perché.

Nasce per dare sfogo alla mia più sfrenata fantasia romantica. Ho sempre amato le vicende ambientate nel Medioevo e avevo voglia di scrivere una storia d’amore che non fosse banale, ma avvincente e ricca di sfumature. Ho dato spessore ai personaggi attraverso i dialoghi e poi li ho lasciati liberi di condurre la storia, a modo loro.

4 D’OMBRA E DI LUCE?

D’ombra e di luce è un progetto che amo moltissimo e che è arrivato quasi all’improvviso, davvero inaspettato. In questo libro fotografico ho raccontato le mie emozioni usando, per una volta, le immagini e non le parole.

5 DELITTI A CASTELLO. Raccontaci tutto.

Delitti a castello è stata un’altra straordinaria sorpresa. Un libro scritto a quattro mani con Carlo Santi, una bellissima sfida che sta dando risultati davvero interessanti. La trama è diabolica e i colpi di scena non mancano. La stesura è impegnativa ma allo stesso tempo molto divertente e sicuramente utile alla mia crescita come scrittrice.

6 Hai pubblicato una moltitudine di romanzi e racconti di diverse tipologie, qual è il genere che ti piace scrivere?

La mia scrittura è poliedrica, spazio dal noir alla fiaba, dal romanzo rosa- storico alla poesia. In realtà non c’è un genere che io prediliga rispetto agli altri, seguo semplicemente il fluire dell’ispirazione che mi porta in una direzione oppure in un’altra.

7 Poesia che passione?

La Poesia è la mia prima vera passione. È proprio attraverso di essa che mi sono avvicinata al mondo della scrittura: il primissimo libro che ho pubblicato è stata infatti una silloge poetica. La Poesia inoltre mi ha regalato grandi soddisfazioni a livello di critica e di premi internazionali e, nel 2010, mi ha permesso di partecipare al programma radiofonico “L’uomo della notte”, condotto da Maurizio Costanzo su RADIO1.

8 La Casa di Sveva, un noir a sfondo psicologico. Perché leggerlo?

Per rimanere disorientati.

9 Come, quando e dove scrivi?

Scrivo davanti al pc, tutte le volte che riesco a rimanere da sola, perché ho bisogno di silenzio e di concentrazione assoluta. Mi capita spesso di svegliarmi in piena notte con un’idea in testa e di doverla scrivere immediatamente per non rischiare di perderla.

10 Collana Light dedicata alla fotografia della CIESSE Edizioni. I tuoi consigli a chi si accinge a finire tra le tue mani e vorrebbe uscirne illeso.

Uscirne illesi è impossibile J, ma ciò che conta è che il lavoro finale risulti di altissimo livello. Le candidature che mi vengono proposte sono davvero tante, buona parte di ottimo livello, perciò i fotografi che scelgo di pubblicare sono professionisti seri e preparati con i quali per fortuna è piacevole lavorare. Dare consigli è sempre difficile… Posso però suggerire di proporre progetti particolari e di forte impatto visivo, insomma di osare.

11 Cosa ti piace leggere?

Thriller, Gialli – Noir e Poesia.

12 Qualche anticipazione sulla tua produzione targata 2012?

Al momento tutte le mie energie sono impegnate nella stesura di DELITTI A CASTELLO che, se tutto va bene, uscirà giusto in tempo per il Salone del Libro di Torino.

Il Normanno è gratis su Amazon solo per un breve periodo.

Francesca Panzacchi ha pubblicato gli audiolibri “FIABE STREGATE” e “STORIE DI MAGHI, FANTASMI E TAGLIALEGNA”, TREEBOOK Audio-editore (2010);  il romanzo noir “LA CASA DI SVEVA”, CIESSE Edizioni (2010), il romanzo rosa storico “IL NORMANNO”, CIESSE Edizioni (2011) e la silloge poetica “SOSPIRI”, CIESSE Edizioni, (2011). Vincitrice del Concorso “Delitto in libreria” indetto dalla Libreria Mondadori di Rimini, 2008; seconda classificata al Concorso Internazionale “Piccole Storie d’aria” indetto da Culturaglobale, 2009; finalista al Premio di Poesia “Occhietti Neri”, 2009; finalista al Premio Nazionale di Haiku “La voce della natura rivela ciò che penso”, 2009; finalista alla quarta edizione di De Gustibus: Il Nocino, 2010; finalista al Premio Letterario Giallomilanese, edizione 2010. E’ presente in numerose antologie, fra le quali: Unico Indizio: La sciarpa gialla, Damster Edizioni, 2009; Viaggiare con bisaccia e penna, Lietocolle Edizioni, 2009; In treno, Giulio Perrone Editore, 2009; Dolce Natura almeno tu non menti, Editrice Zona, 2009; Subdoli Voli, Edizioni Pragmata, 2009; 365 Racconti Erotici per un anno, Delos Books, 2010; Cose Bulgare, Linea BN Edizioni, 2011. E’ inoltre presente nell’e-book “Italians – una giornata nel mondo”, a cura di Beppe Severgnini, Rizzoli, 2008. Nel 2009 i suoi Racconti Brevi sono stati letti su Radio Emilia Romagna, all’interno della Rubrica “Racconti d’autore” a cura di Claudio Bacilieri. Il 19 Maggio 2010 la sua poesia “I tuoi occhi giurano amore” è stata letta su RADIO1, all’interno del programma “L’UOMO DELLA NOTTE” condotto da Maurizio Costanzo. Membro di giuria durante la seconda edizione del Concorso Letterario Nazionale “La Biblioteca d’oro” (2011). Il racconto Nano malefico è pubblicato nell’antologia Fobie (CIESSE Edizioni). È in uscita con il romanzo “Delitti al castello” scritto a quattro mani con Carlo Santi per CIESSE Edizioni.


FAVOLE DELLA MEZZANOTTE GRATIS SU AMAZON


Cover Favole della mezzanotte Antonio Ferrara

Favole della Mezzanotte include il racconto "Il Frutto Del Credo di Antonio Ferrara

CIESSE partecipa a un’iniziativa di Amazon. La settimana dal 13 al 18 febbraio 2012 l’eBook FAVOLE DELLA MEZZANOTTE è gratuito su AMAZON, sia in Italia che all’estero in quanto partecipa a un’iniziativa del Governo USA sulla promozione e divulgazione della cultura nel Mondo con uno stanziamento di 500 milioni di dollari al mese e per questi tre primi mesi del 2012. L’eBook, quindi, viene saldato ad Amazon dal Governo USA. Ai lettori non costa nulla.

FAVOLE DELLA MEZZANOTTE contiene il mio racconto: “Il Frutto del Credo”.


Hai un racconto nel cassetto? Altrisogni ti aspetta.


Altrisogni Rivista LetterariaLa rivista Altrisogni (Rivista digitale di narrativa fantastica. Si occupa di fantascienza, orrore e weird) ha recentemente pubblicato le modalità per l’invio di racconti di genere. Si tratta di una buona opportunità per vedere pubblicate le proprie fatiche letterarie. Io non ho ancora inviato un mio racconto, ma lo farò presto.

Potete inviare i vostri racconti via email, come documento .RTF in allegato, al seguente indirizzo:
altrisogni @ dbooks.it
È necessario inserire nel corpo della email alla quale allegate il racconto i seguenti dati:
nome e cognome dell’autore;
genere del racconto inviato (horror, fantascienza, weird);
lunghezza in caratteri del racconto inviato (contando anche gli spazi);
sinossi di 5-10 righe per racconti superiori ai 10.000 caratteri spazi compresi;
dichiarazione di inedicità del racconto: una semplice frase con cui dichiarate che non è mai stato pubblicato né in forma cartacea o elettronica, né tantomeno sul web.
Vi ricordo che:
– NON accettano racconti di genere fantasy, noir, thriller o di altro genere diverso da quelli trattati;
– NON accettano racconti più lunghi di 35.000 caratteri spazi compresi;
– quando sottoponete un racconto vi rimettete alla loro decisione in merito: è possibile che l’opera venga accettata o rifiutata. Riceverete in ogni caso un responso via email.

I consigli della redazione Altrisogni:

Se volete avere più probabilità di essere valutati in maniera positiva, vi consigliamo di porre attenzione ad alcuni aspetti importanti:
evitate sperimentazioni lessicali e utilizzate una scrittura che sia il più possibile corretta: cerchiamo testi chiari e comprensibili;
limate bene ogni aspetto del vostro racconto: trama solida, personaggi convincenti e atmosfere ben costruite sono la base di una narrazione efficace;
valutate accuratamente il vostro racconto prima di inviarlo: se non convince voi che ne siete l’autore (e che quindi avete un legame emotivo con l’opera) difficilmente convincerà il lettore;
effettuate sempre un’accurata correzione ortografica del testo.
Buona scrittura!
La Redazione

Dieci motivi per non diventare scrittore


Per la serie posti interessanti che ho scoperto in giro per la rete vi consiglio di dare uno sguardo approfondito a Plutonia Experiment Quantum Blog. L’articolo che ha catalizzato la mia attenzione riguarda dieci buoni motivi per non diventare scrittore. Il blog di Alessandro Girola offre parecchi spunti interessanti oltre ad un nutrita produzione in ebook dello scrittore

DIECI MOTIVI PER NON DEDICARSI ALLA SCRITTURA

  1. Girano pochissimi soldi. In Italia gli scrittori che vivono della loro arte sono forse una decina. I libri rendono qualche spicciolo o poco più. In quasi tutti i casi non si va nemmeno in pareggio col tempo e le risorse spese in fase di creazione. Il numero degli acquirenti di cartacei e/o ebook è esiguo. I canali d’informazione dedicati ai libri sono scarsissimi e spesso autoriferiti.
  2. Gli editori italiani sono dei cialtroni. Fanno eccezione pochi, lodevolissimi casi, ma per il resto il panorama è catastrofico. Imprenditori incompetenti, avventurieri delle parole, dilettanti allo sbaraglio, gente che non paga. Il panorama umano è davvero variegato, ma quasi esclusivamente in senso negativo.
  3. Scrivere è un attività priva di sex appeal. Nessuno vi troverà affascinanti se affermerete “sono uno scrittore”. Al limite vi guarderanno con sospetto. In fondo siamo uno dei paesi europei con meno lettori in proporzione alla popolazione alfabetizzata. Meglio imparare a giocare a calcio, o fare le modelle.
  4. Le soddisfazioni sono poche. Aspettatevi un numero esiguo di complimenti, anche nel caso in cui decideste di regalare i vostri lavori. Pochi feedback, qualche “grazie” sibilato tra i denti, molte critiche (vedi punto 5).
  5. Le critiche sono tante. Qualunque cosa voi facciate, troverete sempre il tizio disposto a bocciare il vostro lavoro in nome di una decina di refusi sparsi in duecento pagine di libro.

Continua…