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Hai un romanzo nel cassetto? È arrivato il momento di tirarlo fuori.


copertina fantastico e altri orroriCi sono delle notizie che ti prendono alla sprovvista, ma che inevitabilmente ti stimolano a fare meglio. Da oggi sono il nuovo direttore della collana “Fantastico e Altri Orrori” dell’editore Il Foglio Letterario. Spetterà a me il compito di valutare nuovi talenti e assicurare che la prestigiosa collana mantenga un alto livello qualitativo. Ringrazio Gordiano Lupi per la fiducia accordatami e invito chiunque abbia un romanzo nel cassetto a inviarlo secondo le modalità previste, ma non prima di aver letto la “Mission” che troverete più in basso dopo il comunicato stampa. Quello che posso assicurare che darò a tutti delle risposte e nessuno resterà nel limbo “del non sapere“. Sono in prmis uno scrittore, un autore che per primo ha spedito in giro i propri manoscritti e spesso e volentieri non ha avuto nessuna risposta. Per quanto mi riguarda questo non accadrà. Le selezioni del testi saranno molto severe perchè è alla qualità che punto, ma tutti avranno una risposta in tempi “umani“.

 

“Come forse qualcuno di voi saprà, la storica collana Fantastico e Altri Orrori del Foglio, fondata e guidata da Vincenzo Spasaro fino al 2011, ha finalmente trovato un nuovo direttore. Si tratta di Antonio Ferrara, scrittore, blogger e fondatore del Premio Francis Marion Crawford per la letteratura di genere horror. Antonio ha già preso in mano le redini, diventando amministratore della pagina Facebook (https://www.facebook.com/pages/Fantastico-e-Altri-Orrori/140298876003757?fref=ts), e cominciando a vagliare i manoscritti in arrivo alla mail della collana (per invii e informazioni: foglioredazionefantastico@yahoo.it).

Maurizio Cometto, il precedente direttore, aveva già lasciato l’incarico qualche tempo fa.
A inizio 2014 uscirà l’ultimo libro della gestione di Cometto, un bellissimo romanzo di Antonio Messina dal titolo “Accenni d’autunno”.

Vi terremo aggiornati su sviluppi e novità, sia sulla pagina Facebook, sia tramite comunicazioni mail.
Un ringraziamento a Maurizio Cometto per il lavoro svolto, e un in bocca al lupo ad Antonio Ferrara per il nuovo incarico.”

Missione

La collana “Fantastico e altri orrori” pubblica narrativa dell’orrore, fantastica, thriller, gotica o fantascientifica, con un occhio di riguardo per le mescolanze di generi e l’originalità delle trame.

Ci interessa trovare nuovi talenti del fantastico italiano, gente che possa rivaleggiare a testa alta coi maestri del genere. Originalità, creatività, capacità di osare, ma anche bravura nello scrivere, voglia di stupire e tenere incollato il lettore al libro dalla prima all’ultima pagina.

La collana è stata da poco rinnovata, con l’ingresso nella redazione di Antonio Ferrara, e con una nuova veste grafica d’impatto curata da Sacha Naspini, che la rende ben riconoscibile.

Panoramica società

“Fantastico e Altri Orrori” è la collana dedicata alla narrativa fantastica delle edizioni Il Foglio di Gordiano Lupi.
Responsabile: Antonio Ferrara.
Mail: foglioredazionefantastico@yahoo.it


Antonio Ferrara intervista Alessandra Zengo


COVER#3

Speechless cover #3

1. Chi è Alessandra Zengo per Alessandra Zengo?

Alessandra è un piccolo mistero anche per se stessa. È un ossimoro vivente che può essere, a seconda delle situazioni, tutto il contrario di tutto. È estroversa e riservata; solare e malinconica; decisa e tuttavia raggiunge i livelli più alti di insicurezza. È una accanita lettrice con una grande passione per la pizza, la cedrata, gli animali e gli stimoli intellettuali che fanno muovere le rotelle del suo cervello iper-eccitabile. Non riesce a concepire anche un solo minuto della sua vita che non sia impegnato a fare almeno tre cose contemporaneamente. Anche mentre dorme pensa a quello che dovrebbe/potrebbe fare. I suoi sogni, nonostante siano criptici, fantascientifici e al limite del surreale, come le allucinazioni a occhi aperti, sono di grande ispirazione.

2. Hai fondato il blog letterario collettivo Diario di Pensieri Persi di cui sei l’amministratrice e curatrice; dal luglio 2011 sei caporedattrice di Urban Fantasy, portale italiano dedicato al fantastico. Dal 2012 dirigi il periodico trimestrale Speechless Magazine di cui sei l’ideatrice. Dal 2013 lavori anche per una casa editrice. Riesci a gestire il tutto?
Non sono ancora deceduta, quindi la risposta è sì. Per sapere se lo faccio bene dovresti chiedere ai miei collaboratori, che mi sopportano costantemente (come io sopporto loro). Sono molto sprovveduta, non ho tantissimo tempo, ma mi piace immensamente quello che faccio: lavorare nel “mondo libro”. Praticamente un sogno che si realizza, un hobby che è cresciuto lentamente e poi esploso. È una soddisfazione immensa poter dare sfogo alla mia passione, lavorare con team diversi, vedere il proprio lavoro apprezzato ed essere soddisfatta io stessa, nonostante io cerchi sempre di migliorarmi. Step by step.

3. Tu dici che il tuo sogno segreto è poter realizzare i sogni degli altri. In che senso?

Nel senso che fare felici gli altri è una cosa bellissima. Ancora più bella se facendolo riesci a gratificare anche te stesso.

4. Edizione cartacea o e-Book?

Entrambi. Non sono una cultrice ossessiva del cartaceo, ma adoro vedere la mia libreria, la mia scrivania, il mio comodino e la mia cassettiera straripanti di libri. Credo però che il digitale abbia grandi potenzialità ancora inespresse, e soprattutto è comodo ed economico. Con l’ipad e l’e-reader, poi, leggo molto più velocemente e posso portare con me migliaia di libri contemporaneamente. L’unico problema è scegliere. Con SL Books ho cercato di sfruttare tutte le possibilità che il digitale offre all’editoria, e spero di esserci riuscita almeno in parte. Non vedo l’ora di vedere il lavoro ultimato. E vedere qual è l’effetto finale. E chiaramente una copia cartacea entrerà a far parte della mia libreria.


5. Il libro che consiglieresti di leggere?


Scelgo tra le montagnette di libri che mi circondano ora: Nord e Sud di Elizabeth Gaskell; Grandi Speranze di Charles Dickens; Il secolo breve di Eric J. Hobsbawm e Senza chiedere il permesso di Lorella Zanardo.

6. L’ultimo libro che hai letto?

Ho appena finito The Hammer and the Blade di Paul S. Kent. Uno sword & sorcery altamente consigliato. Ho adorato i due protagonisti: Nix e Egil.

7. Se dico Stephen King?
Io e il caro Stephen abbiamo uno strano rapporto. Non sono mai riuscita ad amarlo e apprezzarlo veramente, anche se non ho ancora letto tutti i suoi romanzi. Nella mia libreria, però, c’è lo scaffale dedicato a King, al cui fianco trovano collocazione Alan D. Altieri e Haruki Murakami.

8. La bambina senza cuore?
La bambina senza cuore è il titolo di una storia che ha avuto diversi titoli. L’ultimo in ordine di tempo è stato Hidden Heart, con cui ha partecipato al concorso di Fazi. Ho conosciuto Lola, la protagonista, proprio grazie a questo contest. Il romanzo non vinse, ma l’incipit di Emanuela è stato l’unico, tra quelli letti, che mi aveva colpito. Alcuni mesi dopo, non ricordo di preciso quando, ho chiesto a Emanuela quale sarebbe stato il destino di quella storia. La lessi e poi proposi alla sua creatrice la pubblicazione con Speechless. Ricordo benissimo la nostra conversazione, eravamo come invasate che proponevano soluzioni per abbellire la storia. E a ogni nuova conversazione si aggiungeva un dettaglio nuovo. Così, dopo qualche mese, emerse il progetto multimediale di SL Books, la cui prima pubblicazione è proprio La bambina senza cuore. È stato un romanzo su cui sono state spese molte energie e su cui stiamo ancora lavorando. Vi basti sapere che dalla sua seconda stesura è quadruplicato di volume. Al momento stiamo facendo l’ultimo editing per rifinire il testo, mentre Giampiero sta lavorando all’apparato iconografico (bellissimo!).

9. Hai mai pensato di scrivere e fare la scrittrice?


Ho fatto alcuni tentativi, ma invano. Trovo che la scrittura sia divertente e piacevole, mi intrattiene, ma non sono dotata di quel “fuoco sacro” che sembra far bruciare il 90% degli scrittori. Ho cominciato la stesura di due storie, ora accantonate, ed è stato meraviglioso perché ho cercato di riprodurre quello stile frizzante e divertente che mi piace leggere. Ma per ora i miei ritmi mi impediscono di cimentarmi nella scrittura in modo serio e continuativo. Si aggiunga anche la mia incapacità di stare incollata a un foglio bianco per più di trenta minuti. Ho però in mente un romanzo a cui tengo particolarmente, un romanzo che parla di storia contemporanea che vede l’intrecciarsi di due vite. Il titolo provvisorio è Memories, e spero di cominciare a lavorarci presto. Le ricerche da fare saranno parecchie.

10. Come nasce Speechless? Dove vuole arrivare?
Speechless nasce come webzine di Diario, ma questa idea de facto non si è mai realizzata. Dopo quattro mesi di lavoro, ad aprile 2012 è nata una rivista digitale indipendente. Una scommessa, un salto nel buio, una strada di cui non conoscevo la destinazione. Speechless mi ha portato enormi soddisfazioni, e per questo devo ringraziare tante persone speciali. Ancora adesso, però, non so dove potrà arrivare, ma mi auguro che possa fare ancora molta strada.

11. Qualche anticipazione su un tuo progetto futuro?


Non so quanti dei miei progetti si realizzeranno. Però posso dire che al momento sto lavorando al nuovo numero di Speechless, in uscita ad aprile, che sarà molto particolare proprio per festeggiare il primo anno della rivista. In cantiere c’è anche un romanzo a quattro mani, una scrittura in collettivo, il progetto contro la violenza sulle donne e tanto altro.


12. Emanuela Taylor?
Il mio alter ego fatto di pixel nasce nel 2010. Emanuela è l’eteronimo di Alessandra, e rappresenta la parte di me che si dedica interamente alle parole. Non mi piace mischiare il “lavoro” con la mia sfera privata e “fisica”, perciò da questa esigenza è nata lei. Posso parlare di cultura e letteratura sapendo di essere circondata da persone che capiscono questo amore.

13. Cosa vuol fare da grande Alessandra Zengo?
Tantissime cose! Un rotolone regina non basterebbe. Ma eccone alcune. Vorrebbe continuare a lavorare nell’ambito editoriale come editor, aprire una casa editrice, pubblicare alcuni saggi riguardo i più disparati argomenti (tra cui uno di filosofia/teologia), aprire un rifugio per animali, (re)imparare ad andare a cavallo, laurearsi in Scienze psicologiche della personalità e delle relazioni interpersonali, creare un period-drama bello come Downton Abbey o le produzioni BBC. Incontrare Sherlock Holmes, nella figura di Benedict Cumberbatch per testare la sua reale intelligenza (e per sentirlo parlare). E vivere a Londra, la città dei suoi sogni. In generale, però, Alessandra vuole continuare a pensare, creare e trasporre nella realtà i propri sogni. Soprattutto quelli che sembrano impossibili.

Le parole di Jobs riassumono perfettamente il mio pensiero.
Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a fidanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.
Steve Jobs ai laureandi di Standford

Grazie per essere stata mia ospite.
Grazie a te per l’accoglienza! È stato un piacere.

Alessandra Zengo è nata a Cittadella, ma attualmente risiede in un paesino sperduto nella campagna veneta insieme a quattro cani che adora. E’ un ariete testardo e idealista, ama gli animali, adora la pizza, non è mai puntuale e si definisce una sognatrice pragmatica. Quando non lavora, studia o dorme, riflette su nuovi progetti da realizzare, progetti che affollano la sua mente giorno e notte. Nel 2009 ha fondato il blog letterario collettivo Diario di Pensieri Persi (www.diariodipensieripersi.com), di cui è attualmente l’amministratrice e curatrice; dal luglio 2011 è caporedattrice di Urban Fantasy (www.urban-fantasy.it), portale italiano dedicato al fantastico. Dal 2012 dirige, con non pochi grattacapi ma anche grandi soddisfazioni, il periodico trimestrale Speechless Magazine (www.speechlessmagazine.com), di cui è l’ideatrice. Il suo sogno segreto è poter realizzare i sogni degli altri. Dal 2013 lavora anche con una casa editrice.


Antonio Ferrara intervista Gordiano Lupi


Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

Oggi ho il piacere d’intervistare per uno “Sguardo Oltre la Siepe” Gordiano Lupi.

Scrittore, editore, traduttore, curatore e molto di più. Infatti difficilmente chi bazzica sulla rete nei meandri della letteratura di genere non si è imbattuto in Gordiano Lupi. Uno che le cose le dice in faccia e non le manda certo a dire.

1 Chi è Gordiano Lupi per Gordiano Lupi?

Uno che scrive solo di cose delle quali è davvero appassionato, senza guardare alle mode e alle richieste del mercato editoriale. La regola vale anche nelle vesti di scriteriato editore che non bada al profitto.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

E quella di fare l’editore non è peggio? A parte gli scherzi, non considero una follia scrivere, ma una necessità. Pure i mediocri scrittori non possono fare a meno di scrivere, se sentono che è la loro vocazione, se credono che è la cosa che sanno fare meglio.

 
3 Attualmente sei a lavoro su un nuovo libro o progetto?

I progetti non si fermano mai. Ne faccio troppi e molti non li porto a compimento, come è normale che sia. “Vuoi far sorridere Dio? Fai un progetto”, ha detto qualcuno. Ma io ci tengo a farlo ridere, è bene che sia di buon umore. Sto ultimando la storia del cinema horror italiano in 6 volumi (ne sono usciti 2), sto scrivendo un libro sul cinema dei mostri giapponesi (Godzilla) e uno su Franco & Ciccio, insieme a Luca Ruocco. Ho un progetto su Gualtiero Jacopetti, insieme a Stefano Lo Parco. Sto traducendo Yoani Sanchez e ho un romanzo inedito nel cassetto: la storia di un calciatore che torna a casa, in provinciam, dopo una carriera brillante nei campi della serie A.

 
4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, sono vecchio. Ma uscirà un mio romanzo breve in e-book nel 2012: Il ragazzo del Cobre, la storia di un ragazzino barsiliano che riscatta la sua vita grazie al calcio.

 
5 Il libro che ti ha dato più soddisfazioni?

Tutti, perchè ognuno di loro proveniva da un’esigenza del momento. Il più venduto, comunque, è il meno amato: Serial killer italiani. Il più amato, invece, è il meno venduto: Una terribile eredità.

 
6 Non credi che in Italia si pubblichino troppi libri “stranieri” e che ci sia invece una scarsa esportazione di autori italiani all’estero?

Forse sì, ma sappiamo bene quanto in Italia sia in gran voga l’esterofilia. I nostri registi per farsi accettare nel cinema di genere uscivano con pseudonimi anglofoni… e gli scrittori pulp italiani negli anni 60 – 70 usavano nomi esteri di fantasia (ma su segretissimo lo fanno ancora).

 

7 C’è il pensiero comune che la letteratura di genere sia di nicchia eppure Stephen King è uno degli scrittori più pagati al mondo. Come lo spieghi?

Soltanto in Italia esiste questo pregiudizio. In tutto il mondo la narrativa di genere è la più venduta e la più popolare…

 
8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Domanda da cento milioni di dollari, che non va fatta a me ma a Silvia Avallone, visto che lei è giovane, brava e ha pubblicato con Rizzoli. Il mio massimo è Mursia (un solo libro), quindi…
 

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

A niente, ma fatti con spirito ludico va bene. Non ci dobbiamo attendere che cambino la vita, così come non cambia la vita pubblicare un libro.
 

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Appena posso e dove posso. Praticamente ogni giorno. Uno scrittore non può fare a meno di scrivere…
 

11 Cuba?

Cuba è una delle cose importanti della mia vita. Vado avanti in una lotta che ritengo giusta, anche se di tanto in tanto mi chiedo chi me lo faccia fare… Parlo con cubani sparsi per il mondo e mi accorgo di avere più a cuore di loro il destino di una terra bellissima e sfortunata, soprattutto mi rendo conto che non seguono gli eventi che li riguardano, che vivono in Italia, sono liberi e non sfruttano la libertà…

 
12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Di scrivere senza pensare che possa diventare un mestiere e di scrivere solo su argomenti che lo appassionano. Se poi diventerà una professione, meglio, ma non dev’essere quello lo scopo.

 
13 Cosa vuol fare da grande Gordiano Lupi?

Da grande? sono vecchio… ho 51 anni e circa 50 libri editi alle spalle. Forse da grande vorrò smettere, visti i magri risultati. E’ una battuta sarcastica, so che non lo farò. Per il futuro credo che sarò impegnato a sopravvivere…

Grazie di essere stato mio ospite.

Gordiano Lupi Website


Belve di Alda Teodorani… Il ritorno….


Cover di  Belve di Alda Teodorani cut-up edizioni

Cover di Belve di Alda Teodorani

Le regina dell’horror italiano, la principessa della tenebra, colei che negli anni ha terrorizzato le nostre tranquille notti torna in grande stile con la riedizione curata e approfondita di Belve.

Dalla quarta di copertina: Sul Pianeta Terra, dopo la grande catastrofe, sono rimaste poche le zone popolate. Tra queste, Cinecittà, che un tempo era la Mecca del cinema mondiale, è governata da ex attori e registi che vorrebbero estendere il loro dominio al mondo intero… o a quel che ne resta. Ma non sanno che oltre le case, nel vecchio cimitero monumentale, qualcuno sta tramando alle loro spalle. In questo ultimo romanzo della più convincente interprete della letteratura horror italiana, il Male è un affresco corale che vede rappresentati al suo interno vampiri, assassini di professione, alieni in cerca di prede, ma anche una intensa storia d’amore, mentre sullo sfondo si combatte una dura battaglia per il potere.

Dalla prefazione: Questa nuova edizione di Belve, l’opera che in tutta la mia produzione è forse quella che amo di più, segna una novità. È infatti la prima volta che lavoro in maniera così massiccia alla riscrittura di un libro (un capitolo sostituito in Giù, nel delirio, qualche passaggio di editing e poco altro nei restanti volumi): i motivi sono tanti ma si possono probabilmente riassumere in uno solo, e cioè il fatto che Belve contiene davvero tanto di me, della mia vita, del mio pensiero e della mia scrittura, dei miei gusti letterari, dei romanzi che ho letto anche molto tempo fa – a cominciare dai volumi che rubavo dalla cassetta dei libri di papà, nascosta sotto il suo letto, fino quelli presi in prestito alla biblioteca, è tutto qui, in questo libro: sapevo che per rivedere Belve dovevo affinare le armi e sfrondare le parti che ho scritto per divertimento,  rendere più visibili i punti focali, tracciare percorsi più netti eliminando brani che ho inserito per il mio puro divertimento, spostare capitoli in maniera da renderli più incisivi o decisivi.  Ogni cosa che faccio nella mia scrittura la faccio per i miei lettori. Spero che questa rielaborazione di Belve  ne sia la prova tangibile, spero che raggiunga dritto al cuore chi non ha ancora letto il libro e che possa stupire ancora una volta chi già lo conosce. Per i dettagli vi rimando alla postfazione, l’entretien  tra me e il mio lettore Pierluca D’Antuono, che ha colto i messaggi contenuti in Belve e mi ha aiutata a decrittarli, persino a me stessa.

Belve è disponibile per Cut-Up edizioni e prestò sarà in libreria.

Per quanto ci riguarda a breve pubblicherò su questo blog un breve passo del libro e se siamo fortunati l’intervista contenuta nel libro…

restate sintonizzati.

Alda Teodorani Website

Cut-Up Edizioni Website

Antonio Ferrara Intervista Alda Teodorani


Edizioni XII


Edizioni XII

Per la serie posti interessanti consiglio tutti gli appassionati del genere Horror e dintorni di fare un giro sul sito delle Edizioni XII che oltre ad avere un nutrito catalogo di ottimi titoli, periodicamente bandisce concorsi sanguinari con scontri fino all’ultima parola, come Circo Massimo. Un punto d’incontro immancabile per ogni appassionato e per ogni lettore in cerca di qualche buon romanzo. L’estate si avvicina. Vorreste rischiare di restare sottto l’ombrellone senza niente da leggere?

XII Edizioni Website


Gargoyle Books


Gargoyle Books Edizioni Editrice

Gargoyle Books

Per la serie posti interessanti. L’estate si avvicina e con lei la voglia di leggere qualche buon romanzo Horror. Dove potersi abbeverare per poter placare la propria sete di “Tenebra“?

Mi sento di segnalare la Gargoyle Books. Si tratta, per chi ancora non la conoscesse, di una ben visibile e piazzata casa editrice specializzata sulla letteratura di genere Horror. Diciamo che i ragazzi della Gargoyle hanno un debole per la “bara traballante” e questo mi può fare solo piacere. Credo che oggi in Italia non esita una realtà così specializzata e visibile sul mercato del “Paese del Mandolino“. Dal loro catalogo ultimamente ho comprato quelli che si preannunciano due splendidi libri, ovvero: L’estate di Montebuio di Danilo Arona e L’estate della Paura di Dan Simmons. (I libri si presentano ben fatti anche livello di materiali impiegati e rilegatura). Riporto uno stralcio preso dal sito dell’editore che in poche parole spiega parte della loro filosofia editoriale: “Ad oggi, in Italia, non esiste una casa editrice specializzata in questo campo. Alcune limitano la loro attività in questo settore a pubblicazioni sporadiche, quasi a livello occasionale; altre ancora acquistano i diritti per l’Italia di romanzi horror di successo e li congelano senza effettivamente pubblicarli, quasi a scongiurare che siano altri a prendere l’iniziativa…. Quali sono le cause di questa situazione? Difficile rispondere. Una spiegazione può essere rinvenuta in una sorta di snobismo che ha sempre permeato la nostra Cultura e dalla convinzione – molto spesso errata – che l’Horror rappresenti un genere letterario “inferiore”, rispetto al quale si esercita una certa forma di pudore. Accade così che autori popolarissimi negli Stati Uniti ed in Inghilterra risultino sconosciuti, o quasi, al nostro pubblico. Ecco cosa si propone di fare la Gargoyle: individuare i migliori fra i romanzi di questi autori, acquistarne i diritti per l’Italia, curarne una buona e fedele traduzione e presentarli sul nostro mercato, andando così a colmare un vuoto altrimenti inspiegabile.”

Ma la Gargoyle Books è molto di più. Probabilmente questo stralcio è stato scritto quando l’editore ha dato il via al progetto, ma oggi a catalogo ci sono realtà “peninsulari” del calibro di Danilo Arona, Gianfranco Manfredi, Claudio Vergnani, Andrea G. Colombo solo per citarne alcuni. Quindi un editore di “genere” attento al mercato internazionale, ma anche ben disposto a investire su talentuosi autori “Made in Italy”.

Gargoyle Books Website


Il Rifugio degli Esordienti


il rifugio degli esordienti danae

Il Rifuigio degli Esordienti e Danae

Posti interessanti…

Tanti anni fa, inizio anni 2000 iniziai ad interessarmi al mondo editoriale. Avevo scritto un libro, poi pubblicato: Gli Occhi del Male (Prospettiva Editrice 2002) e mi ritrovai, non per una selva oscura, ma su un sito che ancora oggi è il punto di partenza per qualsiasi autore esordiente. Sto parlando, per chi ancora non lo conoscesse, del Rifugio degli Esordienti. Ricordo che ai miei occhi si aprì un mondo immenso e sconosciuto come quello dell’editoria italiana. Oggi il rifugio è ancora online e vivo più che mai con le sue decina di migliaia di esperienze personali di autori in cerca di editore, ma c’è dell’altro. Oggi il rifugio degli esordienti é anche e soprattutto Danae Distribuzione Autonoma Nazionale Autori Esordienti. DANAE è un’Associazione di Scrittori pubblicati, ma non ancora famosi, ma anche di Librai innamorati del proprio lavoro e di onesti e coraggiosi Editori che hanno deciso di mettere insieme i propri sforzi. Consiglio personalmente un giro sul Rifugio degli Esordienti e su DANAE. Perchè si tratta di una sosta obbligata per chi intenda intrapendere il mestiere di scrittore e per chi volesse evitare le “brutte sorprese” che riserva il variegato mondo editoriale.


Antonio Ferrara intervista Carlo Santi


Carlo Santi scrittore ed editore (CIESSE Edizioni)

Oggi ho il piacere di intervistare lo scrittore ed editore Carlo Santi.

1 Chi é Carlo Santi per Carlo Santi?
Bella domanda, complicata e imbarazzante, ma solo perché dovrei per forza parlare di me. Carlo Santi è oggi un imprenditore che vuole affrontare una sfida, forse più grande di lui, nel complicato mondo dell’editoria. È testardo e credo ci riuscirà. È troppo intelligente e arrogante per non emergere, anche e soprattutto con l’aiuto degli autori CIESSE a cui da molto, ma molto di più di ogni altro editore e vuole ricevere molto, molto di più di qualsiasi altro editore, dai propri scrittori. Perché li considera colleghi, alcuni di assoluto talento, con cui governare insieme gli eventi futuri, alla pari seppur con compiti e responsabilità diverse. Carlo Santi è colui che vuole crescere creando una squadra di autori “da combattimento” che condividono con lui questo percorso e progetto, vuole farsi spazio velocemente. Carlo Santi è un buono, ma non tollera l’ignoranza, l’egocentrismo e la cattiveria umana, non tollera il tradimento come non vuole accettare che il “sistema” condizioni il suo modo di pensare da “uomo libero”. Infine, Carlo Santi è uno scrittore che ha delle qualità innate per scrivere Thriller, anche e soprattutto basati su fatti storici, carichi di suspense e adrenalina. È il miglior amico di se stesso. Un po’ arrogante, assai accentratore di potere ma, tutto sommato, simpatico e abile nei rapporti interpersonali.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Ho sempre scritto, fin da quando ero dirigente sindacale a tempo pieno. Dal 1994 al 1999 ho scritto otto testi giuridici che trattavano la materia del diritto del lavoro a di antinfortunistica aziendale, nel 2004 il mio primo romanzo, IL FUOCO DENTRO, un giallo poliziesco editato in USA che ha venduto 18mila copie. Ora è fuori produzione, ma potrei anche editarlo in Italia dopo che l’ho rieditato per bene perché, a rileggerlo oggi, mi piace poco. Nel 2009, poi, è scattata la molla per i Thriller Storici a seguito di una mia spiccata passione per tutto ciò che concerne i fatti misteriosi e ancora oscuri della Religione, quei fatti che nessuno ha mai avuto voglia di approfondire. Da lì è nato IL QUINTO VANGELO, il sequel LA BIBBIA OSCURA e quello di prossima pubblicazione IL MISTERO DELL’ARCA DELL’ALLEANZA.

3 Meglio fare lo scrittore o l’editore?
Ho tre libri a cui sto lavorando contemporaneamente, li avrei già ultimati se non fossi impegnato a fare l’editore. Ma devo trovare il tempo, scrivere è l’unica cosa che voglio fare per prima, poi mi diverte fare l’editore, ma non voglio che questo prevalga sulla scrittura, mia passione di sempre. Fare l’editore è un lavoro, piacevole, ma pur sempre un lavoro e non sempre facile. Credevo che questa mia nuova attività mi aiutasse a fare soprattutto lo scrittore, invece mi sbagliavo.

4 Edizione cartacea o eBook?
Assolutamente entrambi! Credo di essere l’unico editore in Italia che pubblica ogni opera editata nella duplice veste: cartacea e digitale, anche fosse un libro di poesia o di manualistica. Tale orientamento ci sta dando ragione, anche le poesie vendono, anzi, vendono molto più in digitale che in cartaceo. So per certo che la carta ha il suo fascino, ma la tecnologia avanza e in Italia siamo molto indietro su questo versante. Negli USA tu entri in una libreria Amazon o Barnes And Noble e puoi visionare, noleggiare o scaricare un ebook via wireless. Il 60% dell’ultimo libro di Dan Brown è stato venduto in digitale. Penso che in Italia sarà difficile raggiungere questi obbiettivi, ma io continuerò su questa strada e so che mi darà ragione.

5 L’idea di aprire una casa editrice? Che progetti avete per il futuro?
L’idea di fondare la CIESSE Edizioni mi è venuta a ottobre 2010 dopo che, insieme ad altri amici scrittori, abbiamo analizzato compiutamente il mercato editoriale e le case editrici attuali, molte di queste a pagamento. Anche a me è capitato di sentirmi chiedere denaro per pubblicare, ritenendola una cosa impropria e inusuale mi sono organizzato a chiedere un codice editore. Avevo la partita iva, più di due pubblicazioni al mio attivo con codice ISBN (a ottobre ne avevo ben dieci, otto testi giuridici dal 1994 al 1999 e due romanzi, uno nel 2004 e Il quinto Vangelo nel 2010) per cui non mi è stato difficile organizzarmi: ho chiesto l’iscrizione alla CCIAA e il gioco era fatto. L’idea iniziale era di auto pubblicarci fra noi cinque amici scrittori. Poi è saltata fuori l’idea di metterci a disposizione di molti altri e, attraverso il Rifugio degli Esordienti, abbiamo lanciato l’idea. Dopo nemmeno 15 giorni avevamo già ricevuto 600 manoscritti. Questo fatto ci ha fatto riflettere, ho chiesto ai quattro amici di essere parte integrante del comitato di lettura e di curare l’editing. Da allora non abbiamo più avuto pause. La seconda fase, quella in cui ho capito che la CIESSE stava diventando una cosa seria, è avvenuta il 7 gennaio 2011, quando ho proposto agli amici del comitato di essere posti sotto contratto, pagati per fare questo lavoro. Da allora la CIESSE Edizioni è una casa editrice a tutti gli effetti, con tutti i crismi di una modesta, ma professionale compagine editoriale.

6 Progetti futuri?
Pubblicare sempre opere meritorie per differenziarci ed emergere da uno squallore letterario che spesso ci viene proposto anche dalle grandi case editrici inarrivabili. Lo so che sembrerà un obbiettivo difficile da raggiungere, ma sono oltre 1.800 i manoscritti che attualmente sono al vaglio di lettura. Sono certo che, fra questi, ci sono opere di eccellenza come altre già pubblicate finora. Io voglio scovarle e dare loro la visibilità che meritano. Non guardo se l’autore è un esordiente o uno famoso, a me bastano che siano di qualità, visto che rischio di mio e non faccio pagare le pubblicazioni, cerco il meglio e, in alcuni casi, abbiamo già opere di eccellenza con cui fare i conti.

7 La distribuzione è un grande problema per qualsiasi tipo di editore, come pensi di affrontarlo?
Le difficoltà sono la distribuzione e la diffidenza dei librai, altro scandalo letterario, tutto italiano. Se non sei Mondadori, Einaudi, Bompiani, etc. non vogliono i tuoi libri nemmeno se proponi il conto vendita che, per loro, è a rischio zero: sono preoccupati che gli scaffali siano pieni di libri che possono andare via velocemente e non danno spazio alla creatività, all’arte di chi è meglio di un Faletti o una Avallone oppure che non sia un calciatore o una velina. Dopo l’editoria a pagamento la piaga della letteratura sono proprio i librai. Questi signori vendono libri o vendono solo i libri dei grandi padroni dell’editoria? Questa è la grande domanda a cui non vi è tutt’ora risposta. E questa l’unica difficoltà oggettiva, oggi aggravata dall’editoria a pagamento che pubblica sovente schifezze con qualche eccezione che non emergerà mai perché “sotterrato” dal resto di infimo valore.
Il problema va affrontato con un buon distributore che conti di agenti in tutta Italia, naturalmente con l’avallo di ottime opere da far proporre loro alle librerie. Ma, anche così, la diffidenza la si supera solo facendo emergere titolo e autore con il “passa parola”. Non tutti gli autori CIESSE potranno emergere, non tutte le opere pubblicate possono essere considerate l’eccellenza, ma puntare soprattutto su queste farà decollare il buon nome della Casa Editrice e, questo, andrà a vantaggio di tutti gli altri con un incentivo per le librerie di ordinare i nostri libri.

8 La CIESSE Edizioni pubblica molti libri e di diverso genere, non pensi che questo possa rivelarsi controproducente? Non sarebbe meglio dedicarsi a una letteratura di genere?
La CIESSE non è di “genere” per scelta editoriale. Io sono dell’idea che vi sono opere di eccellenza in ogni frangia della letteratura e la CIESSE deve onorare questa opzione. A me non piacciono alcuni generi specifici, quindi, che faccio? Pubblico solo Thriller? Mi sembra giusto spaziare nei vari campi della letteratura, anche quella impegnata, culturalmente ineccepibile e che possa garantire un’opzione importante per lo scibile umano.

9 La tua é una casa editrice che aderisce al “NO EAP”. Cosa pensi degli editori a pagamento?
Pubblicare a pagamento è come farsi pagare da un proprio dipendente per farlo lavorare. Io ho un motto: l’editore edita, lo scrittore scrive. Impossibile separare questo concetto basilare e stravolgerlo. Inoltre, l’editoria a pagamento permette a molti aspiranti “scrittori” di pubblicare anche una scemenza. Ne leggo di manoscritti che ci arrivano, solo l’1% è da considerare “leggibile”, la percentuale scende di molto se vogliamo puntare alla qualità ottima o eccelsa. Immaginando che l’altro 99% pubblichi perché paga, comprenderemo subito a che livello letterario stiamo scendendo. Chi sa scrivere non paga, magari ci casca la prima volta, ma poi si rende conto quanto è bello soffrire in attesa che un editore creda in te, non perché sei il “cliente” che gli garantisce da vivere, bensì perché la tua opera è piaciuta e costui vuole investire su di te, sul tuo talento.

10 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?
Io dico sempre: solo quelli che portano la notorietà, il resto non vale. Lo so, lo Strega o il Campiello sembrano inarrivabili, ma ci sono i Premi quali: il Carver, il NebbiaGialla e alcuni altri importanti concorsi nazionali che non sono da meno e garantiscono una certa visibilità. Basta conoscerli e attendere il momento opportuno per inserirsi con le opere giuste. Al Campiello 2011 ci sono tre opere CIESSE in concorso, al Carver altre due, tra loro vi è il mio IL QUINTO VANGELO. Non penso arriveremo in finale, spero solo che, almeno, metteremo in difficoltà i giudici. Non mi piacciono i concorsi che accettano solo racconti brevi, mi appaiono come fossero concorsetti di quartiere o una seduta d’allenamento che non ti garantisce di essere il titolare. La vera partita è e rimane il romanzo ben strutturato e, a mio parere, bello corposo.

11 Come scrivi? Quando scrivi?
Se scrivo (ora sono in astinenza) devo farlo di getto, non posso fermarmi, a volte scrivo anche 24 e più ore di seguito. Per trasmettere un buon pathos al lettore e l’adrenalina necessaria a far diventare intrigante la storia, devo vivere la medesima esperienza, devo commuovermi e andare in ansia mentre sto scrivendo il film che mi sta passando per la testa pensando alle caratteristiche e facendo vivere i miei personaggi immaginari come fossero persone vere, logiche, con i loro pregi e difetti.  Io penso alla storia, so l’inizio e la fine, ma lo svolgimento della stessa si “srotola” man mano che la scrivo, quasi a istinto. Se scrivo, però, non faccio altro, senza distrarmi, solo mangiare e dormire (poco) fino a quando potrò finalmente staccarmi senza che la narrazione resti sospesa, almeno per quel o quei capitoli.

12 Editing prima della stampa, cosa ne pensi?
È indispensabile, irrinunciabile. Molti autori odiano la fase di editing perché sembra sminuisca la loro capacità. Io, invece, sono certo che è un vantaggio per l’opera e l’autore, anzi, sovente è l’autore stesso che inserisce nel libro i ringraziamenti al suo editor. Questo è il vero scrittore, umile e capace di accettare l’aiuto per migliorare la propria opera e, perché no, anche se stesso. Nessuno riesce a scrivere 400 e passa pagine senza errori o refusi e nessuno scrittore, che si è letto venti volte la propria opera, potrà rendersi conto dei piccoli errori o, peggio, delle pericolose incoerenze della storia. L’editor, inoltre, diventa sovente il primo fan dell’autore, si affeziona alla storia e garantisce “amorevoli” suggerimenti all’autore. Suggerimenti, quindi, non interventi massicci sul testo alla ghoster, lo scrittore deve essere in grado di correggere il testo da solo, con l’aiuto e i suggerimenti dell’editor, ma non è certo quest’ultimo che può intervenire sull’opera in quanto la stessa è e rimane di proprietà intellettuale dell’autore fino a 70 anni dopo la sua morte. Se intervengo massicciamente sul testo divento coautore o curatore dell’opera. E se l’autore non riesce ad applicare i consigli dell’editor, allora dimostra di non saper scrivere e non verrà pubblicato, magari solo per questo. Io chiedo sempre all’editor che mi formalizzi il nulla osta alla pubblicazione, non mi accontento del solo Ok di stampa dell’autore. Non contento, alla fine della revisione, faccio leggere il risultato finale a un altro componente del comitato di redazione per una ulteriore verifica. Anche l’editor legge molte volte l’opera fino allo sfinimento arrivando alla momentanea “cecità” dei piccolissimi refusi che, manco a farlo apposta, ti saltano addosso proprio quando meno te lo aspetti.

13 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Se scrivi un libro, continua a scrivere ancora. Se hai scritto un solo libro sarai sempre un esordiente ma, se vorrai essere scrittore, dovrai esserlo per sempre oppure sarai solo colui che ha scritto un libro. Una bella cosa, non vi è dubbio, ma sarà sempre considerato un “caso” o una “casualità” del momento. Come tutte le cose della vita, anche continuare a scrivere aiuta a migliorare la tecnica, quindi, ci vuole allenamento anche in letteratura. Per ultimo, consiglio vivamente di scrivere se si ha veramente l’ispirazione per raccontare una grande storia.

14 Cosa vuol fare da grande Carlo Santi?
“Solo” il grande editore in quanto “grande” scrittore lo sono già. (ride fragorosamente).

Grazie per essere stato mio ospite.

CARLO SANTI è nato ad Abano Terme il 19 aprile 1963. Ha due figli: Denny e Nicolas, vive a Montegrotto Terme (PD) assieme alla moglie Sonia, anche lei scrittrice di romanzi, ma per ragazzi (link). Conta di una passata e ventennale esperienza di Dirigente sindacale a tempo pieno: prima in CISL e poi in CISAL. Ex Docente di diritto del lavoro presso la Scuola Alberghiera di Montagnana (PD) nel biennio scolastico 1994 | 1995 (Classi IV e V), formatore certificato per la sicurezza dei luoghi di lavoro. E’ attualmente delegato territoriale dell’associazione imprenditoriale ALAR CONFTERZIARIO che rappresenta la realtà delle Piccole e Medie Imprese. Dal 2003 si dedica alla libera professione quale Consulente Aziendale e del Lavoro fondando lo Studio ESSECI di cui è titolare assieme a Sonia. La scrittura è la sua passione come lo è la lettura. A ottobre 2010 fonda la CIESSE Edizioni, una giovane e dinamica casa editrice che pubblica senza richiesta di contributo agli Autori, caratteristica ormai rara e assolutamente in controtendenza rispetto a molti altri editori.