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L’URLO BIANCO di Antonio Ferrara


L'urlo bianco

L’urlo bianco

In questi anni di blog, ho recensito, annunciato, espresso pareri su tanti libri e intervistato tanti scrittori, ma arriva un giorno nella vita in cui arriva il tuo momento, quello di uscire da dietro le quinte e farsi avanti sul palco, al centro della scena.
Esporsi in qualche modo, sì, perché alla fine quando si pubblica un libro non si fa altro che esporsi. È una strana alchimia perché se da un parte hai aspettato questo momento per anni e anni, dall’altra hai paura di mostrarti alla luce del sole, una paura ingiustificata, intendiamoci, ma pur sempre una paura.
Oggi sono qui a scrivere sulla tastiera per annunciare il mio libro, quello in cui ho creduto. Oggi sono qui e mi rimetto al giudizio di chi voglia darmi fiducia, casomai leggendo “L’URLO BIANCO”. Ma non è questo il nocciolo della questione. Il nocciolo sta nel fatto che il libro è stato scritto nei luoghi in cui è ambientato la storia (la provincia di Chieti) ed è stato scritto alla “vecchia maniera”, ovvero, di getto, senza infrastrutture, scheletri, impalcature o colpi di scena programmati. Questo è un libro, concedetemi il termine, “vero”. Scritto perché avevo qualcosa dentro che premeva per uscire, una riflessione sulla sottile linea che separa la vita e la morte, come evidenzia Pastor nella prefazione, ma questo io non lo sapevo. Io mi sono limitato a scrivere la storia che avrei voluto leggere. Solo questo. Mi sono semplicemente fatto una domanda: “La realtà è così come noi esseri umani la vediamo, oppure c’è dell’altro che i nostri sensi non ci permettono di percepire?” La risposta alla mia domanda è stata “L’URLO BIANCO“, con tutte le sue sfumature che, solo un lettore “esterno” sarebbe in grado di cogliere. Io mi sono divertito a scriverlo e spero che voi vi divertiate altrettanto nel leggerlo.

Grazie.

Quarta di copertina:
Nel dicembre del 1993 in un piccolo paesino arroccato sui monti della provincia di Chieti sparisce un bambino. Dieci anni dopo, Mike Calabritti decide di partire per quel luogo, schiacciato dal successo del primo romanzo e incapace di ritrovare una nuova ispirazione. Pizzoferrato sembra essere il luogo adatto per ritrovare se stesso, lontano dalla confusione e dai tanti impegni di una vita cambiata troppo in fretta, ma in quel luogo alberga qualcosa in cerca di chi possa vedere…
Dalla prefazione di Stefano Pastor:
Cos’è la morte?
Questa è la domanda che sempre ha ossessionato l’uomo, il mistero che le religioni hanno cercato di svelare. Se la razionalità tende a considerare la morte la fine di tutto, il cuore impedisce di accettarlo. È il fondamento stesso di ogni religione: la vita è un passaggio, e qualcosa ci attende dall’altra parte. Una forma d’intelligenza, un creatore, in grado di giudicarci.
Cosa resta, allora?
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L’autore:
Antonio Ferrara classe 1976. Nato a Napoli, vive a Portci. Nel 2002 pubblica “Gli Occhi del Male”, finalista al concorso Stephen King Horror IT. Alcuni suoi racconti sono pubblicati su e-book (Doppio Incubo e Fiabe Striscianti) e i portali La Tela Nera e Scheletri. Il racconto “Lucilla” nell’antologia Storie Fantastiche e “La Manicure” è finito nell’antologia “50 schegge di paura”. “Il Frutto del Credo” per l’antologia “Favole della Mezzanotte” e “3540″ per Italian Noir. Da gennaio 2012 è Affiliate Member della Horror Writers Association. Nel 2013 ha fondato il Premio Francis Marion Crawford.
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All’interno del romanzo, “Non è nulla” di Simone Carletti,
il racconto vincitore del Premio Crawford 2013
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Editore: IL FOGLIO LETTERARIO
Genere Horror/Thriller
Pagine 300
Collana: Narrativa
Prezzo 16 Euro
ISBN 9788876064791
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