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L’ESTATE DEL DIAVOLO di Luigi Milani


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Girovagando per la rete mi sono inbattuto in questa piacevole raccolta di racconti che mi sento di consigliare senza riserve visto che si parla di Luigi Milani.

Dopo il successo di “Seasons” e di “Ci sono stati dei disordini”, Luigi Milani torna a regalarci una raccolta di racconti. Il tema in questo caso è un po’ dark, con atmosfere che spaziano dal noir alle storie di fantasmi, accarezzando un po’ tutta la sfera dell’horror senza scendere mai nei dettagli, lasciando un’aura di mistero e spazio all’immaginazione del lettore….

Luigi Milani, Giornalista freelance, scrittore e traduttore, vive e lavora a Roma. È uno dei soci fondatori di Edizioni XII. Ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tesanovic, Processo agli Scorpioni (Edizioni XII – Stampa Alternativa 2008/2009) e Nefertiti (Stampa Alternativa) e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). Vincitore nel 2008 del concorso Orrorinversi, ha pubblicato racconti e romanzi per vari editori. Ultimi libri pubblicati: Ci sono stati dei disordini (Arduino Sacco Editore, 2010) e Nessun Futuro (Casini Editore, 2011). In questo periodo alimenta la sua schizofrenia creativa dedicandosi alla scrittura di racconti SF e noir, in corso di pubblicazione su riviste (I Quaderni di Fantascienza e Altri Sogni) e antologie collettive (Edizioni Scudo).
Con Delirium ha pubblicato: Seasons, Ci sono stati dei disordini e l’estate del diavolo.

Da diversi anni affligge i Web-naviganti con il suo blog, False Percezioni, senza tralasciare però di infestare anche l’immancabile Facebook.

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Antonio Ferrara intervista Simone Corà


Simone Corà

Simone Corà

Oggi ho il piacere di avere come mio ospite per “Uno sguardo oltre la siepe” lo scrittore, editor, articolista e recensore Simona Corà.  Conosciamolo insieme.

1 Chi è Simone Corà per Simone Corà?

Uno strano coso che va pazzo per il metal, l’horror, gli anime e il bacon, che ha libri dappertutto e che di notte scrive cose che poi continua a cancellare e a riscrivere.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Credo di averla sempre avuta, sin da bambino, quando scrivevo storielle ispirate a Star Trek o ai robottoni giapponesi. Poi passione e ispirazione sono andate e venute più volte, diciamo che si sono fermate una decina d’anni fa, quando ho cominciato a scrivere seriamente le prime cose cercando una stramba via di mezzo tra Lovecraft e Pratchett.

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

In linea di massima ci si può fidare: ho partecipato a moltissimi concorsi e ho fatto da giurato in altri, e non è mai capitato di ricevere fregature, o peggio. I concorsi sospetti, in fondo, si possono individuare facilmente: basta leggere con attenzione il bando. Diverso è il discorso sulla loro utilità. Sicuramente, quando si è agli inizi, i concorsi stimolano a scrivere e aiutano a migliorarsi (e qualche premio non lo si rifiuta di certo), ma quando si comincia a prendere confidenza con la penna e con le proprie capacità, i concorsi diventano bene o male solo una perdita di tempo, perché non saranno di certo questi a mettere in buona luce di fronte a un editore.

4 Edizione cartacea o eBook?

Tutte e due. Sono un fan della carta, mi piace sfogliare i libri e trovare loro il posto migliore in libreria, ma gli eBook sono il futuro, sono la comodità, sono la semplicità. Chiaro che non prenderanno mai il posto dei libri cartacei, ci sarà spazio per entrambi e spetterà al lettore acquistare ciò che preferisce. Sempre che gli editori abbassino i prezzi e smettano di ostacolare a tutti i costi l’editoria digitale, cosa che in Italia vedo abbastanza nebbiosa. Con Edizioni XII, ormai quasi un anno fa, ho pubblicato il mio primo romanzo, Maledette zanzare, proprio in e-Book, e sono felicissimo di questa scelta.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

La guida galattica per autostoppisti, senza ombra di dubbio. E vorrei aver inventato il MondoDisco.

6 Edizioni XII?

Stiamo curando le uscite del 2012, tra le quali puntiamo naturalmente sul romanzo di Lisa Mannetti, The Gentling Box, che siamo molto fieri di presentare ai lettori italiani. Non posso scendere poi nello specifico, ma continuerà una collaborazione tra XII e Riccardo Coltri, che con noi ha già pubblicato La corsa selvatica e che in questi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio tutto suo nella narrativa fantastica tricolore. E poi tante altre novità succulenti, che sveleremo nei prossimi mesi.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Non in Italia. A meno che non si scrivi di amori adolescenziali. O peggio, di vampiri.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Non credo sia impossibile (e un bell’esempio è Samuel Marolla che, un paio d’anni fa, sbucava dal nulla pubblicando una raccolta di racconti con Mondadori), penso più che altro che non ci sia mai stato un momento tanto sfavorevole, come questo, per la narrativa di genere. Ai “grandi” interessa ciò che vende, ovvero i vampiri gay, il fantasy scemo e Fabio Volo. Se non scrivi di queste cose, devi solo sperare in una grossa botta di culo che ti trasformi nel nuovo tormentone di turno.

9 Ti senti più editor o scrittore?

Scrittore, perché scrivere è una costante quotidiana: non posso proprio farne a meno, altrimenti sto male. Fare l’editor però è divertente, anche se poi diventa un po’ problematico scrivere senza auto-correggersi in maniera esasperata, perdendo ore per decidere se ci stia meglio una virgola o un punto. Maledetto perfezionismo.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo a testa giù con le dita del piede destro. Giuro.

11 Fare il recensore non credo sia facile. Si devono cogliere sfumature che neanche l’autore del testo è capace di cogliere. Come fai?

Quando guardo un film o leggo un libro mi viene naturale commentarlo mentalmente, non riesco mai a stare fermo con il cervello e godermi semplicemente qualcosa. Quindi da lì allo scrivere una recensione il passo è molto breve (e tra le altre cose, scriverle mi piace proprio: mi rilassa e mi diverte). Che poi dica cose sensate o meno, quello deve dirlo chi capita sfortunatamente sul mio blog.

12 I tuoi consigli a un volenteroso autore che vorrebbe fare uno di questi mestieri: Scrittore, editore, editor e recensore.

Il consiglio universale: leggere. Leggere di tutto, dai fumetti alle riviste di musica, ed essere curiosi sempre.

13 Cosa vuol fare da grande Simone Corà?

Bella domanda. Mi sono appena laureato in Scienze dell’Educazione dopo aver lavorato in fabbrica e aver fatto l’orafo. Magari te lo dico alla prossima intervista, quando sarò diventato un famoso scrittore. 😉

Grazie per essere stato mio ospite.
Grazie a te per avermi invitato!

Nato nell’anno de La Cosa di Carpenter, Simone Corà scrive da quando un computer ha colonizzato la sua scrivania.

Laureando in Scienze dell’Educazione, dopo un sorvolabile passato da operaio, falegname e orafo, è stato finalista, podista e vincitore in diversi concorsi letterari. Ha pubbicato molti racconti in raccolte – edite da piccole ma coraggiose case editrici – e in riviste come Cronaca Vera, senza contare tutti quelli sparsi per il Web, facilmente rintracciabili googlando il suo nome.

Nel 2009 ha vinto la selezione editoriale Rondò Veneziano di Edizioni XII, e il suo racconto Tres è entrato a far parte della raccolta Carnevale. Sempre per Edizioni XII ha contribuito con un suo saggio al volume Garth Ennis – Nessuna pietà agli eroi.
Articolista da sempre per i portali Scheletri.com, Latelanera.com e Cinemahorror.it, in tempi propizi ha collaborato con la rivista Necro.
È un grande estimatore di Terry Pratchett, e se potesse gli ruberebbe le dita.
Sa suonare tre note musicali, una volta ha toccato una cinepresa, adora il ketchup e lo userebbe dappertutto. Ma non parlategli di maionese.

Inizia a collaborare con Edizioni XII nel 2008 in veste di editor per le pubblicazioni Web; da marzo 2009 è entrato a far parte della Redazione, con il ruolo di editor e copywriter.

Blog Personale: Midian

Bibliografia:
  • Carnevale – raccolta, 2010, Edizioni XII; con il racconto Tres
  • Garth Ennis – Nessuna pietà agli eroi – saggio di autori vari, 2010, Edizioni XII; con il capitolo su Dicks
  • Corti – Prima Stagione – raccolta, 2007, Edizioni XII; con i racconti Natura negata, Non una parola di più, Scala sapiens, Quelle bastarde e Trofeo
  • L’Altalena – raccolta, 2008, Edizioni XII; con i racconti Ripetizioni d’inglese e Zitto!
  • Stregonesque – raccolta, Magnetica Edizioni; con il racconto Due streghe al prezzo di una
  • 666 passi nel delirio – raccolta, Larcher Editore; con il racconto Tutta colpa di Ermanno
  • L’orrore dietro l’angolo – raccolta, Magnetica Edizioni; con il racconto Pioggia, lacrime, sangue, terra
  • NASF3 – raccolta, Edizioni Simple; con il racconto Ho detto che ti mangerò!
  • Living Dead 2006 – raccolta, Ferrara Edizioni; con il racconto Sono tornati!
  • NASF4 – raccolta, Edizioni Simple; con il racconto Di Latta e Amore
  • Concorso in omicidio 2 – raccolta, Z&M Edizioni; con il racconto Numeri Primi
  • SogniHorror – raccolta, Edizioni Il Foglio; con il racconto Clacson

Antonio Ferrara intervista Luigi Milani


Luigi Milani Foto Scrittore

Luigi Milani

Oggi ho il piacere di avere come mio ospite per “Uno sguardo oltre la siepe” lo scrittore Luigi Milani.

1 Chi é Luigi Milani per Luigi Milani?

Che domanda, caro Antonio! Io stesso non riesco a inquadrarmi bene, e ti confesso che ci sono giorni in cui lo specchio riflette un’immagine nella quale mi riconosco a stento… Dipenderà dal superlavoro di questi ultimi tempi? Scherzi a parte, a voler abbozzare una definizione, convinto come sono che raccontare storie sia proprio della natura umana, mi considero un piccolo artigiano della parola.

 2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Follia, hai detto bene! Colpa di un’amica attrice, che, una dozzina di anni fa, mi coinvolse nella scrittura di un paio di sceneggiature per dei “corti” che poi naturalmente non si girarono mai. A quel punto però il danno era fatto: cominciai a scrivere racconti, romanzi e da allora non mi sono più fermato.

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Dipende. In linea di massima quelli finalizzati alla pubblicazione di un libro “vero”, cartaceo o digitale che sia, hanno un senso. Sono a mio avviso abbastanza inutili invece quelli che puntano alla pubblicazione solo sul Web. Inoltre, è sempre consigliabile accertarsi che nel concorso sia coinvolta una “vera” casa editrice.

4 Edizione cartacea o eBook?

Entrambe, con una netta preferenza anzi per l’eBook.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

Underworld di Don DeLillo.

6 Fondatore di Edizioni XII?

Diciamo co-fondatore, è più corretto nei confronti dei miei amici e soci in XII. Edizioni XII (http://www.xii-online.com)nasce nel 2007 come marchio editoriale dell’Associazione Culturale XII: XII nacque prima di tutto come un gruppo di autori, che, riunitisi in Associazione Culturale, fondarono poi una casa editrice.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Tutto il bene possibile, ma ahimè in Italia sono pochissimi gli scrittori che riescono a vivere solo di scrittura.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Diciamo che è molto difficile riuscirci in prima battuta. Di solito il percorso prevede la pubblicazione dapprima con il piccolo o micro editore e poi l’approdo – se la fortuna, il mercato o… gli Dei vogliono – all’editore più importante e così via. Ma oggi, con l’avvento dell’editoria digitale, questi equilibri stanno mutando: non è un caso che editori tecnicamente piccoli come Kipple (www.kipple.it), 40K (http://www.40kbooks.com/), Delirium (http://deliriumhouse.com/), Graphe.it (www.graphe.it), la stessa Edizioni XII (http://www.xii-online.com/), riescono a registrare numeri – parliamo di vendite – assolutamente ragguardevoli, se non eccezionali, com’è accaduto nel periodo natalizio proprio a Kipple Officina Libraria, tuttora presente ai primi posti della classifica di narrativa di genere fantastico (www.amazon.it).

9 Scrivi molti racconti. Li preferisci ai romanzi?

Non necessariamente, anche se il racconto rappresenta sempre una sfida per me, per natura poco incline alla sintesi. Caso ha voluto che in questi ultimi mesi, in attesa dell’uscita del nuovo romanzo, mi dedicassi perlopiù alla scrittura di racconti, spesso di genere fantastico.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo al computer, ma anche con l’iPad o perfino con l’iPhone, se sono colto dal “sacro fuoco” dell’ispirazione. Quando? La narrativa di solito nel pomeriggio o di sera. La mattina è riservata alle collaborazioni giornalistiche o a lavori di editing e traduzione.

11 Fondatore, curatore, giornalista, scrittore. Riesci a fare tutte queste cose insieme?

Mi piacerebbe, ma la realtà è che spesso questi ruoli conflittano tra loro, dando luogo a preoccupanti schizofrenie lavorativo-esistenziali…

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Leggere, leggere, leggere. Di tutto, dai classici ai grandi della letteratura contemporanea. La scrittura semmai verrà in un secondo momento.

13 Cosa vuol fare da grande Luigi Milani?

E chi lo dice che voglia davvero diventare grande? Scherzi a parte, spero di poter continuare a scrivere, se possibile migliorandomi costantemente.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te, alla prossima!

Luigi Milani Blog

Luigi Milani è nato a Roma poco dopo la scomparsa di John Kennedy, e nella capitale vive e tenta di lavorare.

Giornalista freelance dallo scorso millennio, traduttore, editor e autore di booktrailer, ha pubblicato racconti e poesie per vari editori e su alcune riviste letterarie (tra queste, la mitica inutile on line), oltre a vincere, nella primavera del 2008, un concorso poetico, Orrorinversi. È uno dei soci fondatori di Edizioni XII, una delle realtà editoriali italiane più innovative degli anni 2000.

Di recente ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tesanovic, Processo agli Scorpioni (Edizioni XII – Stampa Alternativa 2008/2009) e Nefertiti (Stampa Alternativa) e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks).

Non pago, ha trovato il tempo di firmare le prefazioni del romanzo Virus di Alessandro Vigliani, della silloge poetica Al rumore di risacca l’onda della vita di Mariella Mulas e della raccolta di racconti fantastici Mistero.

A marzo 2010 è uscita Bassa marea, antologia di racconti edita da Historica Edizioni, contenente La torre, un racconto horror d’ambientazione medievale.

Ha da poco ultimato la scrittura, assieme al Prof. Carlo Santulli, di un saggio su ambiente e design, in via di pubblicazione.

Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo, per i tipi di Arduino Sacco Editore: Ci sono stati dei disordini, una storia drammatica, di denuncia.

Il 31 gennaio 2011 è approdato in libreria un secondo romanzo, Nessun Futuro, un noir con venature sovrannaturali ambientato nel mondo del Rock. L’editore è Casini Editore.

A maggio 2011 compare con un racconto – Il Patto – nell’antologia Favole della mezzanotte (Ciesse Edizioni).

A settembre dello stesso anno esce il racconto La morte del conte nell’antologia ROBOT ITA.01 (Edizioni Scudo).

A fine ottobre esce, direttamente in ebook, la raccolta di racconti Seasons (Delirium Edizioni)

È direttore editoriale della collana eTales per Graphe.it Edizioni.


MALAPUNTA Un Giorno sull’Isola?


montecristi ribattezzata malapunta da morgan perdinka danilo arona

Montecristo o Malapunta?

Sono in troppi a conoscerne il nome.
Pochi ad averla vista.
Parecchi non sono tornati.
Qualcuno ha ascoltato la voce del suo mistero, sul Forum dei XII.

Edizioni XII vi invita a entrare tra i misteri dell’Isola di Malapunta.
Il 24 giugno prossimo Danilo Arona, colui che ha portato alla luce il capolavoro perduto di Morgan Perdinka, risponderà alle vostre domande sul forum di Edizioni XII, svelando segreti e raccontando l’oscuro passato dell’autore alessandrino.

Tra le domande più interessanti, tra quelle postate da oggi fino al 20 giugno nella sezione dedicata sul forum, tre saranno scelte da Danilo Arona, e saranno premiate rispettivamente con una copia omaggio e con due buoni sconto del 50% sull’acquisto di Malapunta.

Non abbiate paura di muovervi nelle nebbie dell’isola più misteriosa d’Italia: nel forum troverete anche la mappa di Malapunta per poter tornare in tutta sicurezza nella vostra dimensione.
Ma affrettatevi: le vostre domande troveranno risposta solo se postate entro il 20 giugno!


Antonio Ferrara intervista Alessio Valsecchi


Alessio Valsecchi

Alessio Valsecchi

Oggi ospite per Uno Sguardo Oltre la Siepe Alessio Valsecchi. Nato il Giorno dei Morti del 1972, vive in provincia di Como e lavora a Milano. Gestisce dal 2003 il sito LaTelaNera.com (http://www.latelanera.com/), dedicato principalmente alla letteratura e al cinema “di genere nero”, e dal 2004 eBookGratis.net (http://www.ebookgratis.net/), dedicato alla distribuzione gratuita degli ebook, i libri digitali. Ha collaborato con importanti testate Web e piccole case editrici. È stato il direttore della rivista Necro, ha curato alcune antologie, e per Edizioni XII dirige la collana Mezzanotte, dedicata alla narrativa thriller e d’avventura.

[Antonio Ferrara]: Chi é Alessio Valsecchi per Alessio Valsecchi?

[Alessio Valsecchi]: Una spina nel fianco. Io vorrei tanto starmene su un divano a guardarmi serie TV a non finire, ma lui non mi lascia mai in pace e mi spinge a “organizzare cose”. Non c’è pace.

[Antonio Ferrara]: Come si riesce a portare avanti per tanti anni un progetto impegnativo come La Tela Nera?

[Alessio Valsecchi]: Sacrificando e investendo tanto tempo libero e dormendo sei ore a notte. Per seguire progetti che mi piacciono devo fare scelte ogni giorno, lasciando fuori dalla mia vita tante cose, TV e divano in primis. Per ora va bene così.

[Antonio Ferrara]: Edizione cartacea o eBook?

[Alessio Valsecchi]: La carta ha un fascino enorme, ma comincio a imbattermi in persone che ormai preferiscono il digitale e credo che col passare degli anni aumenteranno sempre di più. Scegliere l’uno o l’altro formato quando si tratta di “produrre qualcosa” dipende molto dalla finalità di quello che si produce. Siamo tutti sempre molto concentrati sul “romanzo”, ma i romanzi non sono certo l’unico tipo di libro che viene prodotto. Ci sono i saggi, i manuali, i cataloghi, le raccolte di racconti, poesie e fotografie.
Seguo progetti su entrambi i fronti e alla fin fine si tratta sempre di sfruttare al massimo i benefici di entrambi i mondi minimizzandone gli aspetti negativi. La carta è cool, ma costa e la distribuzione è un campo minato. Per progetti low cost il digitale è spesso una scelta obbligata.

[Antonio Ferrara]: Cosa ne pensi della piccola e media editoria NON a pagamento che sta dilagando in questi ultimi anni? Grande iniziativa oppure ennesima bidonata nei confronti degli autori?

[Alessio Valsecchi]: L’abbassamento dei costi di stampa ha permesso la nascita di tantissime nuove case editrici, con relativa proliferazione di ulteriori offerte editoriali e tante tante nuove opportunità di pubblicazione per aspiranti scrittori. Un po’ quello che è successo al mondo della fotografia con l’invasione delle reflex digitali: chiunque ne ha una pensa a se stesso come a un fotografo vero e in tanti “provano” a percorrere questa strada.
Una cosa da non dimenticare mai è che una “casa editrice” è fatta da persone, e che la sua serietà dipende direttamente da quella delle persone che la compongono.
Il vero problema sono però i mezzi: le piccole case editrici non hanno soldi per potersi imporre sulla distribuzione e sulla promozione. Sono aspetti di marketing fondamentali che vedranno sempre le “piccole” svantaggiate. Gli scrittori che pubblicano per esse devono saperlo, capirlo e accettarlo.

[Antonio Ferrara]: Cos’è cambiato nel panorama editoriale da quando hai fondato La Tela Nera fino ad oggi?

[Alessio Valsecchi]: Mi sembra sempre tutto uguale. L’ebook è una bella novità ma è ancora giovane e ha ancora numeri troppo piccoli. Per il resto non ho visto grossi cambiamenti in ambito prodotti, produzione e offerta. Quello che forse più cambiato oggi è la volontà delle grosse case editrici di stare più vicine ai loro lettori, di conversare con loro e stare ad ascoltarli. Del resto l’esplosione del fenomeno blog e dei social media ha reso necessario questo loro nuovo approccio. Ormai è “normale” al giorno d’oggi vedere le case editrici che “vanno” dai blogger a chiedere spazi e visibilità, dieci anni fa era rarissimo.

[Antonio Ferrara]: Vivere di scrittura, che ne pensi?

[Alessio Valsecchi]: Ho accennato all’argomento sul mio blog (http://lastanzabuia.blogspot.com/2010/11/scrittori-no-professionisti.html)
Credo sia possibilissimo vivere “di scrittura”.
Solo che per “scrittura” io intendo una cosa, e la maggior parte degli aspiranti scrittori ne intende un’altra.
Vivere dei soli proventi derivati dalla scrittura di proprie opere di narrativa è quasi impossibile. In Italia credo ci riescano in pochi.
Vivere dei proventi derivati da lavori vari in ambito editoriale (compresa la scrittura di proprie opere di narrativa) è fattibile.
Al giorno d’oggi uno “scrittore” è più facile che sia un “professionista dell’editoria” a 360° che un semplice scrivi-storie. Lo scrittore di oggi traduce, offre consulenze editoriali, fa l’editor o il lettore/selezionatore, aiuta in redazione producendo testi utili all’editore (articoli, recensioni, prefazioni, presentazioni, comunicati). Molti degli “scrittori professionisti” che conosco sono giornalisti, editor, curatori di collane, redattori di riviste, responsabili della comunicazione: passano le giornate a scrivere, ma non solo narrativa.

[Antonio Ferrara]: Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa?

[Alessio Valsecchi]: Si tratta di una cosa possibile e avviene ogni anno a decine e decine di autori. Basta andare in libreria e leggere la quarta di copertina di libri di grandi editori per rendersene conto: moltissimi libri sono scritti da autori al debutto. E vale anche per Mondadori. Che i grandi autori non pubblichino esordienti è una leggenda metropolitana facilissima, dati alla mano, da smascherare: spesso gli aspiranti scrittori scelgono inconsapevolmente di crederci, probabilmente per giustificare (consapevolmente o ionconsapevolmente) i propri insuccessi.

[Antonio Ferrara]: Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

[Alessio Valsecchi]: Dipende da cosa si aspetta l’autore da un concorso. Ce ne sono tantissimi e ognuno con le proprie caratteristiche. Un mio amico partecipa solo a quelli con premio in denaro, e lo fa solo per cercare di vincere soldi. Un altro partecipa solo per il gusto di gareggiare. Un altro ancora nella speranza di mettersi in mostra con qualche giurato o l’eventuale casa editrice che lo organizza.
Quindi ognuno deve chiedersi: dove voglio andare? Questo concorso può aiutarmi ad arrivare dove voglio? E decidere in base alla risposta.
Proprio in questi giorni ho lanciato la sesta edizione del concorso Nella Tela! (http://www.latelanera.com/nellatela/). Questo è un concorso adatto a chi si vuol mettere in mostra con una casa editrice (Edizioni XII, coorganizzatrice del premio) rischiando anche di strappare una piccola soddisfazione economica. I racconti migliori in gara verranno infatti letti da chi, all’interno della casa editrice, si occupa di scegliere i testi da pubblicare nelle proprie produzioni: non mi sembra un’occasione da poco se si vuole provare a pubblicare con noi.

[Antonio Ferrara]: Per le Edizioni XII dirigi la collana Mezzanotte (http://eshop.xii-online.com/store/information.php?info_id=31), dedicata alla narrativa thriller e d’avventura. Com’è lavorare con un editore?

[Alessio Valsecchi]: Edizioni XII è un editore piccolo che ci tiene a fare le cose bene. Non so come siano organizzati gli altri, per me lavorare con Edizioni XII è soprattutto fonte di stimoli (per le differenti e numerose situazioni da affrontare) sia un divertimento: lo staff della casa editrice è composto da elementi che frequenterei (e che in effetti frequento!) anche al di fuori del contesto editoriale, alcuni sono diventati veri amici, altri anche compagni d’avventura in altri progetti (editoriali e non). Insomma, è piacevole, e in una realtà “no profit” come la nostra credo sia fondamentale.

[Antonio Ferrara]: Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

[Alessio Valsecchi]: Oltre a rileggere una delle risposte che ho dato poco fa consiglio di provare a pensare con l’ottica dell’editore di turno, a sforzarsi di capire quali possono essere i suoi problemi, i suoi dubbi, le sue criticità. Provare a chiedersi “cosa posso fare per aiutare l’editore?” piuttosto che interessarsi esclusivamente a se stesso e a pubblicare a ogni costo.
Un bravo scrittore per una casa editrice non è solo uno “sforna libri”, è un elemento valido su più fronti.
Collaboratore, evangelizzatore, PR, critico costruttivo, consigliere, organizzatore di progetti. Ci siamo capiti, no? 🙂

[Antonio Ferrara]: Cosa vuol fare da grande Alessio Valsecchi?

[Alessio Valsecchi]: Vorrei approfondire alcuni temi che negli ultimi anni mi stanno affascinando sempre di più. Mi sono avvicinato a un mondo, quello del web marketing, che è per me di grandissimo interesse. Far diventare questa mia passione una professione a tempo pieno è uno dei miei obiettivi futuri.

Grazie per essere stato mio ospite.

Alessio Valsecchi Website


Antonio Ferrara intervista Alessandro Manzetti


Alessandro Manzetti

Alessandro Manzetti

Girovagando per i più oscuri e regressi meandri del web, in posti oscuri dove si parla di Horror, Noir e Weird, mi sono imbattuto in una persona speciale. Speciale nel vero senso della parola. Leggendo l’intervista scoprirete il perchè. Ospite di “Uno Sguardo Oltre la Siepe”: Alessandro Manzetti.

1 Chi é Alessandro Manzetti per Alessandro Manzetti?
Accidenti, mi metti in difficoltà alla prima domanda. Vediamo, ti rispondo così: una persona appassionata e difettosa, in bilico tra impossibili equilibri. In fondo, uno dei tanti.

2 Come mai hai il debole per la “bara traballante”? Addirittura sei membro della prestigiosa Horror Writers Association.
La passione per la letteratura nera per me è antica e sempre molto viva. Parlo di letteratura nera per unire vari generi, come l’horror e il noir. Anche se oggi i confini tra generi sono sempre più sfumati e indefinibili. Sono stato a lungo un buon lettore silenzioso, poi ho deciso di iniziare a comunicare, a scrivere articoli e approfondimenti su blogs e Webzine. Ho instaurato nel tempo collaborazioni e relazioni con redazioni, editori, giornalisti, autori, fondando alcuni blogs tematici e una Webzine. Lentamente ho focalizzato i miei pezzi verso la letteratura horror internazionale, poco comunicata in Italia, cercando di far conoscere meglio e presentare alcuni grandi autori e i migliori esordienti ai miei lettori e agli appassionati, facendoli parlare in prima persona, raccontare il proprio lavoro. Queste attività, svolte in particolare con autori, giornalisti e operatori dell’horror statunitense, culla di grande letteratura di genere, mi hanno consentito di entrare in contatto con la Horror Writers Association, e poi di farne formalmente parte come Associate Member, grazie alle mie attività di divulgazione della letteratura horror svolta sui miei blogs e sui media delle realtà editoriali con cui ho collaborato. Ho scoperto solo dopo di essere l’unico membro italiano dell’HWA, oltre alla casa editrice Gargoyle Books. Mi sono reso conto presto di essere entrato in una Associazione vera, dinamica, aperta alle idee e alle proposte di tutti i membri.

3 Dove c’è l’horror e il noir e il weird c’è sempre Alessandro Manzetti. Ci vivi di questo?
Si tratta di una grande passione, ci vivo nel senso che rappresenta gran parte del mio tempo libero. Il mio vero lavoro è occuparmi di adversiting e comunicazione sul web presso una azienda, propongo soluzioni e piani di web marketing ai miei clienti. Ma la passione ha grande forza, al momento sto sviluppando idee, progetti e contatti per poterla trasformare nel mio lavoro, a tempo pieno. Spero di riuscirci presto.

4 Edizione cartacea o eBook?
Dico Ebook. L’editoria digitale rappresenta una grande opportunità per vitalizzare un mercato rigido, contratto e in difficoltà, se si eviteranno pericolosi cartelli che stanno rallentando il processo di innovazione. La lettura elettronica cambierà molto il tradizionale rapporto con il libro, se si pensa alle nuove possibilità di interazione, condivisione, di fare community. Per non parlare del self-publishing, del nuovo marketing del libro, degli stores e dell’esplosione delle vendite on-line. Ma siamo appena all’inizio, l’onda in Italia non è ancora arrivata, oggi l’editoria digitale è solo un segmento di nicchia. Questa specie di “passaggio culturale” è ora più concreto e focalizzato sull’hardware, sui nuovi device. Ti ho risposto eBook e confermo con i fatti: sto portando avanti un nuovo progetto per il mio blog Il Posto Nero, una collana ebook che esordirà a Ottobre 2011 con il primo titolo, Arkana. Si tratta di una antologia di racconti horror curata da me e Daniele Bonfanti, conterrà lavori di grandi autori di livello internazionale, come Jack Ketchum, Lisa Mannetti, Lisa Morton, Michael Laimo, John Everson, James A. Moore, Daniel Kehoane, con una introduzione a cura di Rocky Wood, scrittore, saggista e Presidente della Horror Writers Association. Presenterò ufficialmente il progetto, che ha esclusivamente valenze di divulgazione culturale, alla fine di giugno.

5 Il libro che hai amato?
Ce ne sono tanti, difficile scegliere. Rimanendo nel genere posso citarne qualcuno: Frankenstein di Mary Shelley, incredibilmente rivoluzionario, l’angosciante Io Sono Leggenda di Richard Matheson e La Casa dei Fantasmi di Peter Straub. Se invece parliamo di mainstream forse una scelta posso farla: Primavera Nera di Henry Miller. Lirico, crudo, sincero.

6 Sul tuo blog il Posto Nero hai intervistato tanti autori. Come fai? Ti piacerebbe intervistare Stephen King? Credo che tu possa riuscirci.
La passione e l’entusiasmo, se autentici, sono molto contagiosi. Gli interlocutori, gli autori, sono spesso veri appassionati e riconoscono l’odore di una sana e nera condivisione. Si tratta di relazionarsi, studiare, aggiornarsi continuamente, sfruttare gli strumenti di comunicazione che accorciano le distanze, non c’è nessun particolare segreto. Quello che è importante, anzi fondamentale, è la cura e la presentazione del “prodotto di comunicazione”, perché è di questo che si tratta. Certo, mi piacerebbe intervistare Stephen King, ma non sarebbe il primo di una ipotetica lista, e poi nulla è più stimolante di comunicare autori emergenti prima che diventino bestseller, mettendo il naso anche fuori del proprio piccolo mercato.

7 Vista la tua esperienza vissuta tra i libri, addetti ai lavori, giornalisti, scrittori e lettori: Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi? Che idea ti sei fatto?

E’ quasi impossibile trovare spazi per un giovane autore emergente, almeno presso le grandi realtà editoriali tradizionali. Per un editore si tratta di fare investimenti non commisurati alle potenzialità di vendita, al bacino reale di utenza di un autore sconosciuto. Senza un piano promozionale adeguato i risultati sono davvero mediocri. Si parla di poche centinaia di copie, quando è un successo. Probabilmente i nuovi scenari dell’editoria digitale potranno offrire molte opportunità in più. In altri paesi ci sono stati diversi interessanti casi di self-publishing che hanno consentito all’autore di emergere sul mercato, e poi ottenere contratti con importanti editori. Ma anche in questo caso non si tratta solo di qualità dell’opera, ma anche della capacità di fare community e marketing sul Web. Agli autori esordienti, che non intendono solo saziare il proprio ego ma vogliono vendere davvero le proprie opere, consiglio di rivolgere tutti i propri sforzi verso il mondo degli ebook e delle nuove realtà che hanno già implementato strumenti e strategie di marketing elettronico. Editori che siano in grado di supportare un progetto editoriale con la disponibilità di risorse dedicate e specializzate nel web marketing. Anche senza un corposo budget promozionale. Ma ci vorrà ancora pazienza, l’editoria digitale è ancora agli inizi e di risorse specializzate in giro ce sono poche e in formazione.

8 La più grande soddisfazione che ti ha regalato il tuo lavoro?

Non ho dubbi, entrare in contatto con Jack Ketchum, icona della letteratura horror internazionale, intervistarlo, costruire una amicizia, iniziare a collaborare su interessanti progetti, poter condividere il suo straordinario lavoro, che dalla letteratura scorre verso il cinema. Un bellissimo rapporto, anche con tutto il suo entourage.

9 Hai mai pensato di fare il romanziere?

Mi piace scrivere, lo faccio senza particolari ambizioni o pretese, alcuni miei brevi racconti sono stati premiati e pubblicati sul web e in alcune antologie di genere. Certo, ho pensato a scrivere un romanzo, ma si tratta di un vero e proprio progetto che richiede tempo e molta applicazione. Oggi non ho molto tempo per scrivere, le attività di comunicazione sul mio blog, sui portali, magazines e case editrici con cui collaboro assorbono piacevolmente tutto il tempo disponibile. Penso che continuerò a divertirmi a scrivere racconti, nei piccoli spazi che riuscirò a ricavare. Il romanzo lo lascio ai veri scrittori.

10 Si legge molto poco e l’editoria sembra in perenne crisi mistica, che ne pensi?

In parte penso di averti già risposto precedentemente; è vero la crisi è palpabile ma non è certo una novità. Ma io sono un inguaribile ottimista, penso davvero che l’editoria digitale riuscirà a creare un nuovo movimento e un rinnovato interesse, si tornerà a leggere di più e saranno coinvolti anche e soprattutto i giovani, un pezzo o target importante che oggi manca al nostro settore.

11 E se ti dicessi Gargoyle Books ed Edizioni XII?

Sono due realtà con cui collaboro con molto piacere. Ho sempre apprezzato lo sforzo di Gargoyle Books, casa editrice specializzata nella letteratura horror, nel portare in Italia e far conoscere le opere dei grandi autori internazionali e curare anche i migliori autori italiani. Credo che dobbiamo molto al lavoro fatto finora dalla Gargoyle. Edizioni XII è una giovane e dinamica realtà, con la quale collaboro più strettamente, anche per motivi di amicizia personale e interessanti progetti comuni. Apprezzo molto la visione editoriale di Edizioni XII, sicuramente in grado di comunicare la narrativa fantastica con qualità e competenza, assecondando anche i nuovi scenari che si stanno aprendo. Penso che si tratti di una realtà con un grande futuro, se si avrà la pazienza di crescere con i giusti tempi continuando a non fare compromessi con la qualità. Intorno a XII si muove un grande interesse di risorse, di giovani, di talenti e nuove competenze, una valore incredibile che dovrà essere sfruttato in pieno.

12 Il senso della vita?

Una domanda molto difficile, non so se sono in grado di darti una risposta. Stringendo molto, posso solo dirti che è importante vivere in pace con se stessi.

13 Cosa vuol fare da grande Alessandro Manzetti?

In realtà sono troppo stagionato per pensare a cosa farò da grande. Posso dirti che ho diversi progetti in cantiere, della collana ebook del Posto Nero ti ho già parlato, ma sto lavorando anche su altri scenari molto stimolanti, come una nuova rivista che presto vedrete nascere, e poi vorrei occuparmi sempre più concretamente della editoria horror statunitense, continuare e rafforzare la mia attività di scouting per portare in Italia grandi autori finora mai pubblicati, in partnership con aziende specializzate nel marketing e nella comunicazione. Ma anche portare sul mercato internazionale i migliori autori italiani di genere horror e noir, con un interessante interscambio di attività. Insomma, anche se sono già grande, la passione mi costringe ancora a sognare e voler costruire tantissime cose.

Grazie per essere stato mio ospite.

Classe 1968, vive a Roma. E’ da sempre appassionato di letteratura e cultura horror.

Collabora con varie testate e realtà letterarie on line, tra le quali La Tela Nera, per la rubrica di approfondimento horror il Ragno, per interviste e recensioni, Edizioni XII per il marketing e la promozione di titoli , Gargoyle Books e Sugarpulp, per la recensione di nuovi titoli e interviste agli autori, H L’Almanacco di Horror Magazine per cui cura la rubrica di approfondimento Il Corriere di Atlantide e interviste con autori horror internazionali

Cura Il Posto Nero, un blog di approfondimento specializzato sulla cultura horror, noir e weird.
Scrive racconti horror e noir, pubblicati in antologie e sul web. È stato premiato in alcuni concorsi letterari nazionali di genere.

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