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Mezzotintis Ebook apre il via agli abbonamenti.


hyperpromo2La neonata e aggressiva Mezzotintis Ebook capitanata da Alessandro Manzetti, ha recentemente proposto un’interessante iniziativa. Un abbonamento a 10 ebook al prezzo di Euro: 14,90. Sono già disponibili gli ebook War di Dario Tonani e Black Tea and other tales di Samuel Marolla.

Autori che spero di avere presto come ospiti per l’intervista di “uno sguardo oltre la siepe”.

Per gli appassionati di genere è un’occasione da non farsi sguggire, anche perchè gli ebook vi arriveranno direttamente nella vostra casella email a ogni pubblicazione.

Vai all’iniziativa.

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Antonio Ferrara intervista Alexia Bianchini


alexia bianchiniOggi ho il piacere di intervistare per “Uno sguardo oltre la siepe” la vulcanica Alexia Bianchini. Scrittrice, curatrice, editor, insegnante, direttore del  webmagazine Fantasy Planet e direttore editoriale della Lite-editions, una casa editrice che pubblica on-line racconti erotici di qualità e curatore della collana Gold (fantasy) della CIESSE edizioni.

 

1 Chi è Alexia Bianchini per Alexia Bianchini?

Una sognatrice, imbranata, folle. Si perde nei suoi sogni, canticchia le sigle dei cartoni animati e non può fare a meno di scrivere. Alterna questo suo essere di carta velina con la spietata curatrice e con la mamma chioccia ansiosa e giocherellona.

 

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Per me scrivere significa svuotare un po’ la mente dalle tante storie che vi albergano. È necessario per ricordarmi qual è la realtà.

3 Essere donna in un ambiente come quello della letteratura fantastica?

Mi trovo a mio agio. Devo dire che cerco spesso l’opinione dei colleghi uomini, soprattutto nella fantascienza, perché credo ci siano punti di vista diversi, dettati da gusti differenti. Mi piace ascoltare le loro opinioni.

4 Edizione cartacea o eBook?

Entrambi, senza ombra di dubbio. In alcuni casi va bene anche solo l’eBook, per essere più dinamici, alla portata di tutti. Soprattutto per certi sottogeneri della letteratura fantastica sono una risorsa.

5 Tra le tante cose che fai sei scrittrice, curatrice, editor, insegnante, direttore editoriale. Come ti gestisci?

Suddivido la mente in cassetti. Sono molto intransigente con me stessa. Alla mia aria svampita si contrappone una mente rigorosamente ordinata. Faccio liste ogni dieci minuti. È un meccanismo di autodifesa che ho fin da bambina, necessario quando si ha una memoria labile come la mia.

6 La tua produzione letteraria è molto varia, ma prediligi il fantastico nel senso più ampio del termine. Da dove nasce questa tua passione?

Miti e metafore. Oltre a permetterti di sognare e viaggiare per altre dimensioni, questo tipo di letteratura è ricca di archetipi in grado di interagire con il lettore. Metti in gioco te stesso, la tua visione del mondo, sottintesa ad altre meccaniche. Filosofia, scienza, storia, sociologia, tutte entrano in collisione, sebbene si affronti l’intangibile, il surreale.

Si crede che il fantasy o la fantascienza siano generi per ragazzini, ma non esiste cosa più scorretta. Ci sono romanzi per ragazzi e opere letterarie per adulti che affrontano temi scottanti, come le distopie, dove la società e i suoi difetti vengono messi a nudo.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Difficile, arduo. Devi fare il “botto” e forse dopo ti puoi permettere il lusso di far diventare la tua passione un lavoro, come mi raccontò Barcley, uno scrittore anglosassone che c’è riuscito!

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Credo sia necessario il connubio fra talento e fortuna. Da soli non servono se sei all’inizio. Comunque sono sempre stata convinta che arrivare alla CE famosa quando come autori si è acerbi non è conveniente. Uno scrittore deve crescere, partire dal basso, confrontarsi con la vera editoria, scrivere racconti, romanzi, provare generi diversi, farsi le ossa!

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

I miei sono gratuiti, presso la biblioteca. Probabilmente ne organizzerò altri a pagamento, ma sempre con il medesimo fine: creare un prodotto. Non basta spiegare come si scrive, bisogna farlo insieme, dar vita a un progetto e pubblicarlo, proiettare i partecipanti nella cruda realtà di questo mondo. Con l’eBook oggi è fattibile, bisogna solo avere la voglia!

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo di pancia, poi correggo svariate volte (alcuni progetti sono in fase di editing da anni); scrivo sempre, se sono per strada sui foglietti; il mio angolino è la stanzetta di mio figlio, su un vecchio portatile, lo scassone.

11 Minon? Alter Ego?

Aura, il romanzo che sto finendo con altre due autrici e Nemya, la protagonista del mio horror fantasy, ancora a metà stesura. Poi c’è Christopher, interprete di un cyberpunk finito, ma che fatico a mandare in valutazione. Poi c’è Diana, star di una trilogia sui draghi.

Vedi, ecco che si aprono i mille cassettini, orde di personaggi reclamano il primo posto della classifica. Questa domanda NON me la dovevi fare!

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Scrivere, senza chiedersi cosa, dove, quando! Essere sempre umile, mettersi in gioco, leggere in continuazione e non solo un genere, è necessario spaziare, oltrepassare i confini. Non fermarsi ai silenzi degli editori, né ai rifiuti. Non è detto che sia il primo romanzo ad avere fortuna, i miei primi due sono ancora nel cassetto. Non credere che sia fondamentale pubblicare con un big. L’importante è pubblicare gratis e farsi leggere.

13 Cosa vuol fare da grande Alexia Bianchini?

La ballerina, l’astronauta, la cantante.

Alexia Bianchini Official Website

Alexia, mamma di tre splendide creature e appassionata del mondo fantastico in ogni sfaccettatura.

Con CIESSE edizioni ha pubblicato MINON, un romanzo Dark Fantasy scritto 4 mani con Fiorella Rigoni.
Ha pubblicato con Linee Infinite Editore il romanzo Scarn, la nuova era dei vampiri.
In e-book è disponibile la sua raccolta di racconti cyberpunk al femminile AlterEgo, edita da EDS.
Un brano è stato pubblicato nell’antologia 365 storie cattive.
Alcune sue poesie le potete trovare in raccolte varie. È prevista la pubblicazione on-line di una silloge dark.
Il suo racconto Ali lacerate lo potete leggere in Visioni Fatate e La sposa putrescente in Spose, cadaveri e misteri. Antologie pubblicate da Delmiglio editore.
Il brano Avarice, selezionato in un concorso, lo potete trovare sull’antologia Del Vizio e della Virtù pubblicato da Diamond editrice.
Con le Edizioni Scudo è disponibile in e-book Superciccio & Sisters, il suo racconto La danzatrice di spade nel volume n.2 di Mahayavan, Fata a vapore in Vapore Italico e le graphic-novel de La principessa del Deserto Sefoxirya. Il brano Unità d’Italia potete trovarlo nell’antologia Robot.ITA e No One in Iustitia Mortis.
Con GDS Edizioni sono disponibili le novelle: Il cerusico e Sibilla, visioni di Morte. Inoltre ci sarà il racconto horror Notte di paura in una loro antologia. Per marzo 2012 è prevista l’uscita dell’antologia SYMPOSIUM, di cui è curatore.
Il suo racconto Il cuore di Maya, è stato pubblicato nell’antologia I vampiri? Non esistono, con Domino edizioni. A breve la pubblicazione di una antologia da lei curata.
Un suo pezzo è stato selezionato per la nuova antologia della Delos 365 racconti per la fine del mondo.
Il racconto Invalicabile è stato selezionato per l’antologia Terre di Confine.
Fa parte come autrice del progetto Scritture Aliene della EDS. Il brano Viaggio nell’universo è disponibile nell’albo n°2, Lo spazzino del mietitore nell’albo 5 e La Cattedrale, brano scritto con Anna Grieco sarà nel numero 7..
Attualmente è alle prese come curatrice di due antologie, una fantasy e una ucronico-fantasy e gestisce un corso di scrittura creativo.

È direttore del  webmagazine Fantasy Planet e direttore editoriale della Lite-editions, una casa editrice che pubblica on-line racconti erotici di qualità e curatore della collana Gold (fantasy) della CIESSE edizioni.


Antonio Ferrara intervista Massimo Soumaré


Massimo Soumaré

Massimo Soumaré

Oggi ho il piacere d’intervistare Massimo Soumaré: Traduttore, scrittore, curatore editoriale, saggista e ricercatore indipendente. Per me è un vero piacere averlo come ospite per “Uno sguardo oltre la siepe”.

1 Chi é Massimo Soumaré per Massimo Soumaré?
Ah, non chiederlo a me. È da più di quattro decadi che sto cercando si scoprirlo…

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Ho iniziato la mia attività come traduttore e, grazie a questo, ho conosciuto molti autori giapponesi. Parlando spesso con loro di letteratura e dei processi creativi della scrittura mi è nata la voglia di provare a creare qualcosa di mio. Dato che alcuni lettori hanno apprezzato le mie storie ho pensato di continuare.

La gavetta quasi decennale fatta con ALIA e altre antologie italiane ed estere in cui ho potuto pubblicare a fianco di grandi scrittori internazionalmente conosciuti come Danilo Arona, Jon Courtenay Grimwood, Kaori Ekuni, Miyuki Miyabe, Michael Moorcock, Alvin Pang, solo per citarne alcuni, mi è stata molto utile. Sapere di dover pubblicare un racconto a fianco di autori simili ti spinge a cercare di dare il meglio di te, sai che è gente che scrive in modo fantastico. Questo ti permette di fare notevoli progressi. Da questo punto di vista mi ritengo molto fortunato.

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?
Per come sono organizzati in Italia direi che servono a poco.
Ritengo invece utile un modello di premio letterario come quello giapponese dove ai vincitori, esordienti o professionisti che siano, è garantita la pubblicazione a livello nazionale presso medi e grandi editori con una forte pubblicizzazione del racconto o del romanzo e anche un compenso in denaro che può andare dai duemila ai diecimila euro circa. Inoltre le commissioni giudicatrici composte di noti critici letterari e scrittori restano in carica per circa quattro anni, dopodiché i membri cambiano. La rotazione completa garantisce l’equità dei concorsi e il fatto che gli sponsor e le case editrici investano una considerevole quantità di denaro permette la selezione di opere di qualità giacché non hanno alcun interesse a spendere soldi per promuovere lavori di poco pregio. Ciò è possibile grazie al gran numero di lettori e di pubblicazioni. La realtà italiana è, purtroppo, diversa.

4 Edizione cartacea o eBook?
Personalmente preferisco il cartaceo, ma l’eBook è un’alternativa interessante quando è pubblicato in maniera professionale.
La questione dell’eBook differisce molto da paese a paese e, attualmente, è ancora in continua evoluzione. Soprattutto mi pare che il punto essenziale verta su come sarà gestita tutta la sovrastruttura editoriale (editing, cover, diritti d’autore, pubblicità eccetera). Ad esempio, negli USA c’è ora un forte contrasto tra gli scrittori già affermati e le case editrici. Considerata quindi la situazione ancora incerta resto fedele al buon vecchio libro cartaceo, ma sono pronto ad aprirmi alle novità.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?
Non c’è. Esistono tantissimi libri che trovo meravigliosi e di cui ho ammirato la capacità di scrivere degli autori, ma sinceramente di nessuno ho mai pensato che avrei voluto scriverlo io.

6 Stephen King sostiene che: uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.
Ognuno ha le sue idee. Quella di King è valida come un’altra. Bisogna anche vedere cosa intende lui per “bravo scrittore”.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?
Mi piacerebbe. Però, tramite gli autori giapponesi, ho visto quale può essere l’altra faccia della medaglia. Dormire poche ore a notte, essere perseguitati dalle date di consegna, scrivere giornalmente un determinato numero di pagine. Giusto lo scorso mese sono rimasto letteralmente a bocca aperta nello scoprire che i maggiori autori di best sellers storici, un genere molto in voga in Giappone, arrivano persino a pubblicare una ventina di romanzi l’anno!
Ecco, vivere di scrittura ma senza esagerazioni simili sarebbe il mio ideale.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Non lo ritengo impossibile, ma estremamente difficile sì.
Ci sono alcuni casi di giovani autori che hanno pubblicato con grosse case editrici ma, tralasciando qualsiasi discorso sulla qualità letteraria dei libri editi, spesso non è mai molto chiaro perché sia stato scelto un determinato scrittore invece di un altro. Il problema è riuscire a entrare in contatto con un editor cui sottoporre il volume o un progetto editoriale il quale abbia un certo potere decisionale all’interno dei “grandi editori”. Forse pubblicando mainstream è più facile che non dedicandosi invece alla letteratura di genere che in Italia ancora oggi viene considerata in maniera meno favorevole.

9 I giovani autori giapponesi hanno le stesse difficoltà degli italiani nel pubblicare le proprie opere?
Come ho risposto sopra, in Giappone ci sono un gran numero di concorsi letterari per tutti i generi. Inoltre i premi in denaro per quelli dedicati agli esordienti sono di frequente ancora più alti dei concorsi dedicati agli scrittori professionisti (i giapponesi definiscono scrittori professionisti solo gli autori che si mantengono esclusivamente scrivendo) poiché servono a incoraggiare i giovani. Agli autori importanti da un certo momento in poi non sono più conferiti grossi premi letterari, preferendo invece dargli riconoscimenti e onorificenze governative per il loro contributo alla cultura. Si riesce pertanto ad avere sempre nuove generazione di scrittori di talento in crescita creativa durante gli anni senza intasare il sistema dei concorsi e dei premi.

È anche possibile portare o mandare i manoscritti direttamente alle case editrici dove sono effettivamente letti. Se un editor trova un autore grezzo, ma di talento, può anche dedicare un anno o più a fargli scrivere dei racconti o un romanzo e a correggergli le bozze in modo da migliorarne le qualità. Solo quando lo scritto ha raggiunto una forma soddisfacente l’editor lo sottopone ai capiredattori per la pubblicazione. C’è quindi un grosso lavoro di talent scouting supportato dalle case editrici.

È chiaro che i giovani giapponesi hanno un’infinità di possibilità in più rispetto ai loro corrispettivi italiani tenuto conto anche della ricerca da parte degli editori di opere fresche e originali, però è pur vero che c’è anche una competitività molto alta. È necessario saper scrivere in fretta mantenendo una buona qualità di stesura. La media per i romanzi della letteratura di genere varia dai quattro ai nove romanzi l’anno. Se ne possono scrivere di meno, ma il guadagno ricavato in questo caso non permette di vivere solo della propria scrittura e si rischia pure di essere superati nelle vendite dagli altri scrittori.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?
Di solito utilizzo il computer (una volta terminata la prima stesura modifico e perfeziono il testo continuamente, quindi il PC è molto comodo per questo), ma all’occorrenza un foglio di carta e una biro vanno benissimo. Scrivo quando posso, ossia quando non traduco, non insegno, non gioco con i gatti… Mi piace scrivere a casa dove ho i miei libri con cui posso controllare all’occorrenza i dati e dove posso collegarmi a internet per le eventuali ricerche. Quando mi viene qualche buona idea la segno su un foglio di carta e poi la conservo, a volte a lungo, per servirmene al momento opportuno. Uno dei miei difetti è quello che senza un obiettivo concreto non riesco a impegnarmi, devo sapere che c’è almeno una possibilità effettiva di pubblicare quella data cosa. Purtroppo ormai è difficile cambiare questo mio carattere…

11 Tu, Danilo Arona, Onryo, Avatar di morte e Mondadori. Raccontaci questa avventura.
Arona ed io abbiamo creduto molto e riversato parecchie energie in Onryo, Avatar di morte. Tuttavia c’è stata tutta una serie di contrattempi che hanno ritardato considerevolmente i tempi di pubblicazione e per un certo periodo non sapevamo neppure se il volume sarebbe davvero uscito. Sono quindi contento che sia stato pubblicato in Urania, anche se il tema non è certo quello trattato solitamente da questa collana.
Per molte ragioni, personalmente ritengo sarebbe stato preferibile se l’antologia fosse uscita più velocemente e in una collana da libreria come gli Oscar. In questo caso le probabilità che un editore nipponico ne pubblicasse un’edizione in giapponese sarebbero state molto più alte. Sarebbe stato anche più semplice interessare editori esteri di vari paesi (obiettivo a cui Sergio Altieri, ex-direttore delle collane da edicola, non faceva mistero di voler mirare; inizialmente a questo scopo si era infatti parlato di una doppia pubblicazione del libro sia nella defunta Epix sia in una collana Mondadori da libreria). Senza contare la possibilità di avere il volume in vendita nelle maggiori librerie online per un lungo periodo, un vantaggio non da poco considerato l’ormai ridotto tempo di permanenza nelle librerie (ancor più corto per le edicole) dei libri e la possibilità d’acquisto dei volumi anche da parte dei lettori collezionisti di altre nazioni.
Magari se Onryo, avatar di morte avrà successo la Mondadori potrebbe pensare di farlo uscire in seguito negli Oscar. Sarebbe bello.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Leggere molto e di tutto. Metterci l’anima, credere in se stessi e nelle proprie scelte, ma contemporaneamente saper ascoltare e valutare in senso critico anche i pareri e le opinioni di chi ha più esperienza.
Non esiste una sola via e ognuno deve cercare il proprio modo di esprimersi. Pure la fortuna, elemento totalmente aleatorio, conta moltissimo… Come dicono i giapponesi, c’è da sperare che il dio della letteratura ci favorisca.

13 Cosa vuol fare da grande Massimo Soumaré?
Ci sto ancora pensando…

Grazie per essere stato mio ospite.

Massimo Soumaré, Torino 1968. È traduttore, scrittore, curatore editoriale, saggista e ricercatore indipendente. Ha collaborato con riviste specializzate sulle culture orientali quali A Oriente! (La Babele del Levante), per cui ha anche curato il numero bilingue relativo al Giappone (2002), e Quaderni Asiatici (Centro di Cultura Italia-Asia “G. Scalise”), con riviste di cultura letteraria italiane e giapponesi come LN-LibriNuovi (CS_libri), Semicerchio (Le Lettere), Studi lovecraftiani (Dagon Press), Ashikabi (Dôjidaisha), Komatsu Sakyô Magazine (IO Corporation) e Ronza (Asahi Shinbunsha). Ha redatto le note di letteratura giapponese moderna per il Grande dizionario enciclopedico Nova della casa editrice Utet (2001) e quella sul Giappone per il GDE (Grande Dizionario Enciclopedico) supplemento 2011 (Utet-De Agostini). Ha inoltre tradotto numerose opere di scrittori giapponesi moderni e contemporanei quali Osamu Dazai, Kenji Miyazawa, Michizô Tachihara, Kyûsaku Yumeno, Ken Asamatsu, Kaori Ekuni, Mitsuyo Kakuta, Hideyuki Kikuchi, Miyuki Miyabe e Yasutaka Tsutsui. Come autore, suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie tra cui ALIA (CS_libri), Tutto il nero del Piemonte (Noubs), Igyô korekushon (Kôbunsha), Kizuna: Fiction for Japan (Brent Millis) e sue opere sono state tradotte e pubblicate in Cina, Giappone e USA. Per i manga e i fumetti collabora con le case editrici Pavesio Editore e J-Pop ed inoltre tiene la rubrica Stupori giapponesi sulla letteratura contemporanea giapponese per il blog di L’indice dei libri del mese (L’indice scarl). Insegna lingua giapponese presso il CentrOriente e la Fondazione Università Popolare di Torino.

Sito: http://www.webalice.it/m.soumare/

Blog: http://massimosoumare.wordpress.com/


Belve di Alda Teodorani… Il ritorno….


Cover di  Belve di Alda Teodorani cut-up edizioni

Cover di Belve di Alda Teodorani

Le regina dell’horror italiano, la principessa della tenebra, colei che negli anni ha terrorizzato le nostre tranquille notti torna in grande stile con la riedizione curata e approfondita di Belve.

Dalla quarta di copertina: Sul Pianeta Terra, dopo la grande catastrofe, sono rimaste poche le zone popolate. Tra queste, Cinecittà, che un tempo era la Mecca del cinema mondiale, è governata da ex attori e registi che vorrebbero estendere il loro dominio al mondo intero… o a quel che ne resta. Ma non sanno che oltre le case, nel vecchio cimitero monumentale, qualcuno sta tramando alle loro spalle. In questo ultimo romanzo della più convincente interprete della letteratura horror italiana, il Male è un affresco corale che vede rappresentati al suo interno vampiri, assassini di professione, alieni in cerca di prede, ma anche una intensa storia d’amore, mentre sullo sfondo si combatte una dura battaglia per il potere.

Dalla prefazione: Questa nuova edizione di Belve, l’opera che in tutta la mia produzione è forse quella che amo di più, segna una novità. È infatti la prima volta che lavoro in maniera così massiccia alla riscrittura di un libro (un capitolo sostituito in Giù, nel delirio, qualche passaggio di editing e poco altro nei restanti volumi): i motivi sono tanti ma si possono probabilmente riassumere in uno solo, e cioè il fatto che Belve contiene davvero tanto di me, della mia vita, del mio pensiero e della mia scrittura, dei miei gusti letterari, dei romanzi che ho letto anche molto tempo fa – a cominciare dai volumi che rubavo dalla cassetta dei libri di papà, nascosta sotto il suo letto, fino quelli presi in prestito alla biblioteca, è tutto qui, in questo libro: sapevo che per rivedere Belve dovevo affinare le armi e sfrondare le parti che ho scritto per divertimento,  rendere più visibili i punti focali, tracciare percorsi più netti eliminando brani che ho inserito per il mio puro divertimento, spostare capitoli in maniera da renderli più incisivi o decisivi.  Ogni cosa che faccio nella mia scrittura la faccio per i miei lettori. Spero che questa rielaborazione di Belve  ne sia la prova tangibile, spero che raggiunga dritto al cuore chi non ha ancora letto il libro e che possa stupire ancora una volta chi già lo conosce. Per i dettagli vi rimando alla postfazione, l’entretien  tra me e il mio lettore Pierluca D’Antuono, che ha colto i messaggi contenuti in Belve e mi ha aiutata a decrittarli, persino a me stessa.

Belve è disponibile per Cut-Up edizioni e prestò sarà in libreria.

Per quanto ci riguarda a breve pubblicherò su questo blog un breve passo del libro e se siamo fortunati l’intervista contenuta nel libro…

restate sintonizzati.

Alda Teodorani Website

Cut-Up Edizioni Website

Antonio Ferrara Intervista Alda Teodorani


Bando di concorso Premio Urania 2011


Urania 2011 premio

In foto E-Doll uno dei romanzi vincitori delle passete edizioni del premio Urania.

Secondo il mio modesto parere ci sono dei concorsi dai quali è meglio stare alla larga e altri a cui converrebbe partecipare. Credo che l’Urania sia uno dei più prestigiosi concorsi in circolazione per quello che concerne il genere fantascientifico. Ecco il bando ufficiale per l’anno in corso.

La Arnoldo Mondadori Editore bandisce per il corrente anno il premio Urania per il miglior romanzo di fantascienza italiano inedito. Il concorso si svolgerà secondo le seguenti norme:

1 -Il concorso è aperto a tutti i cittadini italiani.

2 -Sono ammesse solo le opere in lingua italiana, inedite, mai pubblicate neppure parzialmente, ne partecipanti ad altri concorsi nello stesso anno. I romanzi dovranno avere una lunghezza minima di 250* cartelle dattiloscritte e una massima di 350* (ovvero compresa fra i 500.000 e i 700.000 bytes). La cartella dattiloscritta deve essere di 30 righe di 60 battute circa.

3 .È possibile partecipare anche con più opere.

4 .Il contenuto dovrà essere strettamente fantascientifico. Non saranno accettate opere di fantasy o di horror.

5 -I romanzi dovranno essere inviati a mezzo plico raccomandato al seguente indirizzo: PREMIO URANIA 2011 c/o URANIA -ARNOLDO MONDADORI EDITORE 20090 SEGRATE (MILANO) entro e non oltre il 30 novembre 2011. Vale la data del timbro postale.

Avvertiamo che non si accettano manoscritti e che i DATTILOSCRITTI NON SARANNO RESTITUITI.
Le opere dovranno essere inviate in due copie e i concorrenti dovranno indicare chiaramente le proprie generalità e il domicilio, nonche il numero di telefono.

6 -Una giuria composta da esperti esaminerà i dattiloscritti, assieme alla redazione, e deciderà il vincitore il cui romanzo sarà pubblicato su Urania nel prossimo anno.