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Antonio Ferrara intervista Stefano Pastor


La-mia-favola-piccoloStefano Pastor per l’intervista di “Uno sguardo oltre la siepe”. Stefano Pastor, talentuoso scrittore “nomade” ha pubblicato svariati libri per altrettante realtà editoriali piccole, medie e grandi. Ora si è lanciato in un progetto editoriale tutto suo. Scopriamolo insieme.

– Parlaci della tua esperienza diretta con l’editoria italiana.

Il mio rapporto con l’editoria è ambivalente. Come lettore ho amato il mondo dell’editoria per molti anni. Come aspirante scrittore ho cercato di farvi parte. Devo ammetterlo, ogni anno che passa l’editoria tradizionale mi sta sempre più stretta. I tempi dell’editoria sono infiniti, e non sto parlando del lavoro che accompagna l’uscita di un libro, ma dell’attesa. La vuota, inutile attesa che pare non finire mai. Prendere coscienza dei tempi dell’editoria equivale a perdere la passione per la scrittura. Un editore potrebbe portare il tuo libro al successo, ma ho iniziato a chiedermi se ne vale la pena. Io voglio scrivere, voglio essere letto, sono stufo di riempire i cassetti di manoscritti inediti perché è controproducente pubblicarne più di uno all’anno. Ho finito per sentirmi schiavo e desiderare la libertà.

 

Parlaci del tuo progetto editoriale.

Illusion è la risposta a questo disagio. L’indipendenza. La scelta di essere un autore indipendente, che pubblica i propri libri e sceglie i propri collaboratori. E lo faccio dichiarandolo apertamente, senza nascondermi dietro marchi di comodo. Una scelta tutt’altro che facile, impegnativa, che occuperà tutto il mio tempo. E forse mi renderà il piacere della scrittura.

 

– Come mai la scelta di lasciare l’editoria tradizionale per affrontare la coraggiosa strada dell’auto pubblicazione?

È una scelta maturata nel tempo. Il desiderio c’è sempre stato, ma in embrione. Autopubblicarsi equivaleva a rifiutare il giudizio degli editori. Ma io questo giudizio l’ho avuto, sono stato pubblicato da vari editori, ho vinto anche premi, quindi non lo vedo più come un fallimento. È una scelta di libertà. Oggi è possibile, come mai prima: un autore può proporsi al pubblico senza alcun intermediario. È il futuro dell’editoria, ne sono certo.

 

– Qualche benpensante storce ancora il naso quando sente parlare di auto pubblicazione, cosa rispondi?

Dovrei fare la distinzione tra essere un autore indipendente o autopubblicato, ma è irrilevante. Sarebbe come fare una distinzione tra un autore di successo e uno di nicchia. Sono scrittori entrambi, c’è chi scrive meglio, chi guadagna di più, chi fatica a vendere. Nell’autopubblicazione ci sono tante opere scadenti, ce ne sono anche negli scaffali delle librerie. È più difficile emergere? Lo è anche se si viene pubblicato da un editore. Gli unici giudici sono i lettori, e loro sanno riconoscere ciò che davvero vale.

 

– L’editoria, tutta, sembra in una crisi epocale, qualcosa di mai visto dal dopoguerra ad oggi, cosa ne pensi? Il libro è morto?

L’editoria è morta, o perlomeno morente. È diverso. L’editoria assomiglia sempre più alla politica. Favori, raccomandazioni, pubblicità, marketing. La qualità dei libri pubblicati è l’ultimo interesse degli editori e le conseguenze sono ben visibili. I libri non sono morti, si nascondono. In attesa che arrivi un nuovo diluvio universale. Loro sanno galleggiare, gli editori no. Quanti romanzi hai da pubblicare? Tanti. Erano già tanti prima che cercassi di pubblicare il primo. Anche se è un anno che non ne scrivo di nuovi, restano sempre tanti. E sono da correggere, revisionare, preparare. Un lavoro mastodontico. La differenza tra pubblicare con un editore e andare per conto proprio. Ancora non lo posso dire. Mi auguro che possa dare più soddisfazioni, è per questo che l’ho scelta. Senz’altro una vita più piena, la libertà di partecipare attivamente a ogni fase della pubblicazione, dalla scelta della copertina all’impaginazione. La libertà di scrivere tutto ciò che desidero, senza dover seguire mode passeggere.

 

– La mia favola è il primo libro proposto per il tuo progetto editoriale. Come nasce?

La mia favola è il libro gemello de L’Illusione (pubblicato come Il Giocattolaio). Sono nati dallo stesso soggetto e scritti uno dopo l’altro. L’illusione è più lungo e complesso, ma La mia favola si regge su un’idea più originale. Personalmente l’ho amato di più.

 

– Nei tuoi scritti ci sono spesso bambini e le problematiche che affliggono gli adolescenti, come mai?

Sinceramente non lo so, è accaduto e basta. Ho trovato facile immedesimarmi nella mente di un bambino e spesso uso personaggi molto giovani. Non è la regola, però. Forse invecchiando inizia a mancarmi la mia adolescenza, vorrei poter tornare indietro.

 

– Quanto di autobiografico c’è nei tuo romanzi?

Praticamente niente. Qualche luogo, un paio di situazioni rivisitate, il resto è solo fantasia.

 

– Perché un lettore dovrebbe leggere “La mia favola”?

Se dico che lo deve fare perché è un bel libro sembro troppo di parte? Diciamo che è un libro in grado di stupire e sorprendere. Se è questo che un lettore vuole, non resterà deluso.

 

– È sempre più difficile trovare romanzi del “fantastico” originali e ben scritti, come ti orienti nella scelta delle tue letture?

È triste dirlo, ma da quando è nata l’idea di questo progetto non ho più avuto il tempo di leggere altro. E temo che andando avanti ne avrò anche meno. Il mio immaginario resta legato agli autori del fantastico degli anni novanta, oggi sono pochi gli autori in grado di eguagliarli.

 

– Sembra che la grande editoria si sia completamente globalizzata. Titoli del tipo: Il dentista, il carpentiere, l’oculista, l’infermiere e così via, si avvicendano sugli scaffali senza sosta, cosa ne pensi?

I titoli degli ultimi miei libri pubblicati ne sono la prova. C’è l’assurda idea che il titolo non debba rispecchiare il contenuto del libro, bensì inquadrarlo in un filone già collaudato. Spesso, però, i titoli vengono scelti da chi non ha neppure letto il libro. Io ho optato per lasciare sempre i titoli originali, quelli con cui le storie sono nate, anche se possono sembrare meno accattivanti. C’è una ragione perché si chiamano così, e leggendoli si scoprirà.

 

– Il libro che hai letto e che ti è rimasto dentro?

Io sono cresciuto adorando Lovecraft, tutte le sue opere. Poi ce ne sono stati tanti altri, ma Lovecraft resta il mio ideale.

 

– Il tuo libro più bello o almeno quello a cui sei più affezionato.

La mia favola. Se non è il più bello è di sicuro in buona posizione. Ce ne sono anche altri, ma sono ancora inediti.

 

– Ultima domanda, forse la più difficile. Come si dovrebbe invertire la tendenza della “non lettura”? Come avvicinare le persone alla lettura in un mondo così frenetico come quello che stiamo vivendo?

C’è un libro per ciascuno di noi. Il libro giusto, quello speciale. Il libro che può avvicinarti alla lettura. Il problema è trovarlo. Troppi libri promettono senza dare niente. Ogni libro sbagliato allontana sempre più, fino all’abbandono. Oggi i libri sono troppi, la ricerca è sempre più difficile.

Grazie A Stefano Pastor per essere stato mio ospite.

Biografia: Il mio nome è Stefano Pastor e sono nato a Ventimiglia nel 1958. Nel 2011 mi sono trasferito a Cento, in provincia di Ferrara. Appassionato di scrittura fin da giovane, ho potuto dedicarmi a questa passione solo dal 2008, dopo vent’anni passati nel commercio di musica e film. Quello che per tanti anni mi è parso un ostacolo insormontabile, ovvero trasferire le mie storie sulla carta, si è rivelato invece un autentico piacere.

Ho atteso quasi due anni prima di tentare una pubblicazione. Il mio primo successo l’ho ottenuto vincendo il Premio Letterario Città di Ventimiglia con il romanzo HOLIDAY, pubblicato dall’Editrice Zona col titolo di RITORNO A VENTIMIGLIA nel maggio 2010. Presomi coraggio, ho continuato a partecipare a concorsi, vincendo il Premio Le Fenici indetto da Montag col thriller L’INTERVISTA, pubblicato nel novembre 2010. Sono seguiti una decina di altri titoli, pubblicati con diversi editori. Il mio romanzo L’ILLUSIONE è risultato tra i vincitori del Torneo IoScrittore 2011, indetto dal gruppo Gems, ed è stato pubblicato da Fazi col titolo IL GIOCATTOLAIO. Ultimo romanzo pubblicato il thriller avventuroso FIGLI CHE ODIANO LE MADRI, sempre per l’editore Fazi, nel novembre 2013.

www.stefanopastor.it

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Il Giocattolaio di Stefano Pastor


Dopo una lunga pausa estiva si riprende con le attività quotidiane ma non solo. A farmi compagnia in questi giorni di fine estate c’è Il Giocattolaio. Non preoccupatevi non si tratta di un maniaco, ma del titolo del romanzo di Stefano Pastor. Mi sento in tutta onestà di segnalarte l’uscita di questo romanzo. Io l’ho comprato a 9,90 in edizione cartacea, ma è anche possibile acquistarlo in versione ebook a un prezzo molto vantaggioso.

Non si sa molto del passato di Massimo, il bambino di 11 anni appena arrivato nel Quartiere. Accolto in casa dello zio, alcolizzato e violento, Massimo ha subito l’impressione di essere precipitato all’inferno. Ma il male, quello vero, non si annida tra le mura domestiche. C’è qualcosa, infatti, nel Quartiere; un’energia malefica che si sente sulla pelle, che s’intuisce ma non si vede tra i palazzoni abbandonati e le vie semideserte di quest’area suburbana depressa e grigia, dove diversi bambini sono recentemente spariti senza lasciare traccia. La paura del mostro scivola sulle coscienze degli adulti, arroccati nella loro irriducibile distanza rispetto al mondo dell’infanzia. Soltanto Peter, il gentile titolare di un banco di pegni zeppo soprattutto di giocattoli, sembra in grado di colmare quella distanza e di comunicare davvero con i desideri e le paure dei bambini. Quando il cadavere di uno di questi viene rinvenuto con i segni di orribili torture, i sospetti si concentrano sul giocattolaio. Massimo si rende conto che il prossimo a sparire sarà proprio lui, è la vittima perfetta, quella designata. Nessuno è in grado di aiutarlo, nessuno è in grado di impedire che si compia il suo destino. Nessun adulto, almeno. Ne Il giocattolaio, romanzo d’esordio di Stefano Pastor, la presenza del male s’insinua nella frattura tra il mondo dei grandi e quello dei piccoli, nutrendosi dei sogni agitati dell’infanzia, per poi balzare nella realtà e diventare qualcosa di concreto, tangibile. Come due mani che ti trascinano via.

Editore: Fazi Genere: thriller Collana: Fuori Collana Anno: 2012 Pagine: 397 ISBN-10: 8864115498 ISBN-13: 978-8864115498  Libro Euro 9,90 e-Book Euro 4,99

Il sito di Stefano Pastor


Volere è potere


Questa è una storia vera e dietro tutte le storie vere si nascondono le verità della vita a cui gli scrittori si ispirano per creare i mondi che tanto amiamo scoprire tra le pagine di un libro. Questa è la storia di Stefano Pastor uno scrittore che io ho amato quando era ancora sotto pseudonimo.

Anno 2010 parte il concorso letterario IoScrittore indetto dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol e io vi partecipo con un mio romanzo. Il concorso prevede che i concorrenti valutino gli incipit a vicenda e che si diano delle valutazioni sia numeriche che descrittive alle opere ricevute in visione. Il tutto si svolge sotto pseudonimo e in massima segretezza. Tra le mie assegnazioni mi capita uno scritto “ancora inedito ma di prossima pubblicazione” che mi lascia letteralmente di stucco. Mi rendo conto di trovarmi al cospetto di uno Scrittore con la “S” maiuscola. Il suo teste scorre liscio e senza intoppi, la sua prosa è ferma ed essenziale e quello che racconta mi lascia una curiosità dentro che ha dell’inverosimile. Gli assegno un bel 9 e gli dico che per me quello che ha scritto è un capolavoro. Dopo la fine del concorso io non passo e neanche il testo a cui avevo dato il 9. Dopo il concorso sul blog ufficiale si scatena un putiferio e così un manipolo di noi, esclusi ovviamente, mette in piedi una sorta di “Isola che non c’è”. Un blog per tutti coloro che vorranno confrontarsi sulla scrittura e in particolare sull’avventura del concorso appena trascorso. Inizialmente il posto da me fondato si chiama “Quelli di Io Scrittore 2010” adesso si chiama Inchiostro e Patatine e di tanto in tanto mi vado a fare un giro. Ho ceduto la gestione ad altri utenti registrati che avevano più tempo di me nel dedicarsi a questo progetto.

Ma andiamo avanti, grazie a questo forum e cercandolo in lungo e in largo per la rete ero alla ricerca dell’autore sotto pseudonimo del titolo che avevo reputato un capolavoro. Finalmente lo trovo o è lui a trovare me. Per qualche strano motivo gli scrittori si cercano, specie se hanno visto qualcosa che andava “oltre” l’ordinario. Scopro che l’autore dell’incipit da me letto si chiama Stefano Pastor e che non ha scritto solo il romanzo presentato al concorso, ma ha fatto molto di più. Da qual giorno compro tutti i suoi libri, anche perché non potrei farne a meno.

A seguire il resto della storia dal punto di vista di Stefano Pastor presa di pari pari dal sito dello scrittore.

Leggetela, ne vale la pena e può far capire a tutti noi che con molta forza di volontà e impegno i sogni possono realizzarsi.

Grazie Stefano

Salve a tutti!
Con alcuni giorni di ritardo festeggio il primo anno del mio blog. Questo compleanno è ancor più significativo grazie a due eventi che hanno cambiato completamente la mia vita.

Il primo è molto personale, ovvero ho abbandonato la città in cui sono nato e sempre ho vissuto, Ventimiglia, per trasferirmi in un’altra regione, l’Emilia-Romagna, e precisamente a Cento, in provincia di Ferrara. Una decisione che si potrebbe dire improvvisa, a seguito di un’insperata occasione a cui non potevo rinunciare.

A questo terremoto della mia esistenza si aggiunge pure una svolta nella mia carriera, altrettanto inaspettata e sorprendente. Sono risultato uno dei vincitori del Torneo IoScrittore, e come tale il mio romanzo L’ILLUSIONE verrà pubblicato da Fazi nel corso del 2012. Un’occasione unica e una possibilità di raggiungere tutte le librerie italiane, e quindi di essere letto e giudicato.

Non dico che ciò sia il coronamento di tutti i miei sogni, ma di certo è una prova tangibile che la strada scelta è quella giusta e ho fatto bene a perseverare.
Mi pare quindi il momento migliore per trarre un bilancio di ciò che sono e di ciò che ho fatto.

In un momento della vita in cui le persone normali tirano i remi in barca, bene o male si considerano assestati e si preparano all’inevitabile lento declino, io invece ho deciso di mettermi in gioco e di ricominciare da zero.
Chiusi i conti con un passato lavorativo che ha avuto alti e bassi, bei momenti come disastrose cadute, alle soglie dei cinquant’anni ho deciso di realizzare un sogno che mi portavo dentro fin da ragazzino.

Il 12 aprile del 2008, mi son detto: «Voglio scrivere. Sono più di trent’anni che desidero farlo, e anche se sono convinto che non sarò mai abbastanza bravo da poter essere pubblicato, voglio provarci lo stesso.»
Così quel giorno, davanti a una pagina bianca di word, ho scritto il titolo del mio romanzo, Thule, e sono andato avanti. Da allora non ho mai smesso.

È stato necessario quasi un mese per ultimare Thule, che nel frattempo aveva cambiato titolo in Mike, e il risultato finale mai avrei osato presentarlo a un editore, perché non era all’altezza di una pubblicazione. Però c’ero riuscito, lo stile tutto sommato non era neppure orrendo e la storia niente male, mi bastava così.

Ho continuato, senza alcuna pretesa, solo per il piacere di scrivere. A digiuno di editing ho scritto un libro dopo l’altro, senza mai fermarmi e all’inizio senza revisionarli neppure, al ritmo medio di uno al mese (talvolta anche due, se si trattava di libri più corti).

Il mio stile è andato via via migliorando, ho imparato a revisionare le mie opere, e man mano che sono iniziate le pubblicazioni e sono venuto in contatto con veri editor, ho appreso sempre più le basi per renderli migliori.
Anche le storie sono cresciute di spessore e ho sfornato libri più lunghi e articolati. Alla fine è giunto persino il momento in cui sono arrivato a considerare i miei libri pubblicabili e ho iniziato a partecipare a concorsi.

Qualcuno l’ho vinto, altri no. Ho iniziato a pubblicare. Spesso libri scartati da un editore venivano accettati da un altro, quindi non mi sono mai perso d’animo. Sono giunto alla conclusione che le mie storie, come immagino quelle di chiunque altro, possono piacere o non piacere. A certi editori sono piaciute e ad altri no, è normalissimo.

Il mio stile è personale e riconoscibile al di là degli argomenti trattati. Privilegio i dialoghi, sono parco di descrizioni e di aggettivi, amo sorprendere il lettore con brusche virate nella trama, dedico molta attenzione ai finali (che possano piacere o meno), tento di essere originale, spesso lascio andare a briglia sciolta la fantasia. Curo molto il carattere dei miei personaggi, ma ogni azione è fine alla storia, quindi le divagazioni sono molto rare. Perciò se cercate lunghe ed elaborate descrizioni poetiche, se volete sapere in ogni istante il colore del cielo e dei vestiti indossati dai personaggi, se amate flussi di coscienza, diari intimi e cose del genere, astenetevi pure dal leggerli.

Amo ogni personaggio che creo e vorrei trasmettere questo amore anche a chi mi legge. Non c’è mai stato in nessuno dei miei libri, né mai ci sarà, un personaggio autobiografico, e non ho narrato eventi personali in nessuna delle mie storie. Prediligo il lieto fine, pur restando su un piano logico e credibile, ma talvolta, seppure con dolore, accetto anche la dipartita di qualche personaggio, quando la storia lo richiede.

Adoro il fantastico, ma rendo meglio nei thriller, ho accettato la sfida di scrivere storie di ogni genere, affrontando fantascienza, fantasy, horror, avventura, azione, libri drammatici e brillanti, e molto spesso storie non ascrivibili a nessun genere specifico.

In quest’ultimo bimestre, per esempio, ho scritto due romanzi completamente diversi uno dall’altro: la commedia sentimentale GUS & MILKY e l’horror TEARDROPS & LACES (Lacrime e Pizzi), entrambi di lunghezza non eccessiva. Posso dire che il piacere di scrivere è rimasto immutato e mi sono divertito come il primo giorno.

Nel campo delle pubblicazioni è uscita in questi giorni la versione ebook di CAM e il cartaceo sarà disponibile entro una decina di giorni. Il fantasy RAGNATELA DI CRISTALLO, in pubblicazione presso Linee Infinite, è stato rimandato a febbraio. La raccolta I GIORNI DELLE BESTIE, contenente nove dei miei racconti, è giunta alla fase finale e presto verrà pubblicata da Il Foglio Letterario, nella collana Fantastico e altri orrori. STELLA, in pubblicazione a marzo dalla 0111, verrà posto in vendita in un’inedita confezione comprendente cartaceo, ebook e audiolibro in contemporanea. Il racconto lungo BIANCO E NERO verrà pubblicato a gennaio in ebook nella collana eTales di Graphe.it.

Tirando le somme, a tre anni e mezzo da quando ho iniziato a scrivere, e un anno e mezzo da quando ho pubblicato il primo libro, mi ritrovo con una cinquantina di libri scritti, di cui nove già pubblicati e altri cinque in via di pubblicazione, anzi sei considerando pure L’ILLUSIONE. L’entusiasmo con cui ho iniziato non è mai venuto meno, anzi è solo aumentato. Sono sempre più convinto che creare storie e metterle su carta sia la cosa più bella del mondo. Piccolo successo dopo piccolo successo, la scalata continua. Inizio persino a nutrire speranze che tre anni fa non avrei neanche osato concepire e… ma sì, lo ammetto, inizio quasi a crederci anch’io: non scrivo affatto male! Che posso volere di più?

Un caloroso saluto a tutti quanti.
Stefano

Articolo tratto dal sito di Stefano Pastor

Intervista a Stefano Pastor


Un nuovo incubo targato Stefano Pastor


CAM di Stefano Pastor

Cam di Stefano Pastor

Pochi autori oggi riescono a darmi un senso di trepidazione ed emozione quando apprendo che l’ultimo dei loro libri è in uscita sul mercato. Uno di questi è sicuramente Stefano Pastor

CAM di Stefano Pastor

In arrivo a ottobre il thriller CAM,
in versione cartacea ed ebook

Asil ha dodici anni, è scappato di casa e vive in una fatiscente baracca, derubando la gente in modi fantasiosi. In realtà la sua non è una gran fuga: la madre, con cui non va d’accordo, sa benissimo dov’è, ma si è stufata di andarlo a riprendere ed è decisa ad aspettare che sia lui a tornare da solo. Asil è fiero della sua indipendenza e sopporta ogni disagio, finché un giorno scopre che nella sua baracca è stata messa una telecamera che lo inquadra giorno e notte. Rabbioso, insulta lo sconosciuto che lo spia e che lui considera un pervertito, ma ben presto diventa schiavo della telecamera, mettendosi a fare lunghi monologhi con quell’interlocutore silenzioso. Questo strano gioco porta a imprevedibili conseguenze: mentre la sua carriera di ladro sta andando a rotoli, un ignoto assassino inizia a mietere vittime tra chi gli è più vicino. Chi c’è all’altro lato della telecamera, un folle maniaco o la sua unica speranza di salvezza?

Sito dell’editore: CIESSE Edizioni

Sito dell’autore: Stefano Pastor


Creature di Stefano Pastor


Creature di Stefano Pastor

Creature di Stefano Pastor

Per la serie Consigli di Lettura… Noi lettori del “paranormale” siamo gente strana e siamo molto critici nei confronti dei libri dei nostri “colleghi“. Girovagando in rete per saziare la mia sete di lettura, mi sono imbattuto in un autore che non avevo mai sentito  e sono stato incuriosito dalle molte pubblicazioni che è riuscito ad anellare in un anno. “Cavolo, mi sono detto, questo quì o è il nuovo Stephen King oppure è una sola.” Bene, dopo aver letto tre dei suoi romanzi ho capito di trovarmi al cospetto di un “Novello King”, giusto per restare in tema. Pastor ha l’incredibile pregio di tenere incollato il lettore alla pagina. Ti trascina nelle sue storie da incubo e non ti permette di staccarti, quasi in preda a chissà quale alchimia.

Creature di Stefano Pastor edito dall CIESSE Edizioni contiene quattro storie. Dalla quarta di copertina: Quattro luoghi speciali, carichi di fascino e mistero. Il macello, la fabbrica abbandonata, il giardino di gesso, il monastero. Quattro incredibili creature al di là di ogni immaginazione. E quattro intrepidi protagonisti, pronti ad affrontare l’ignoto. Un ragazzino che riconosce negli operai del macello un branco di feroci assassini e si fa assumere per poterli smascherare, scoprendo una realtà assai diversa. Una zitella di mezz’età ossessionata da un incubo ricorrente che si ritrova in una fabbrica abbandonata. L’accompagnatrice di un vecchio militare cieco che ascolta i suoi folli ricordi di guerra in un giardino di gesso. Una ragazza che scopre casualmente che sua sorella non respira e il suo cuore non batte, pur continuando a vivere, e si unisce a lei in un pellegrinaggio tra i monti, fino a uno strano monastero dove si nasconde la verità sulla sua nascita. Stanno tutti per incontrare qualcosa di unico, creature ignote all’uomo, esseri speciali, terrificanti e pericolosi.

Personalmente sono stato preso dalle quattro storie, in particolare l’ultima, davvero degna di nota. Consiglio questo libro ad occhi chiusi perchè ha saputo regalarmi emozioni e sensazioni che non provavo da molto tempo. Disponibile sia in formato Cartaceo che Ebook. Io ho preferito il cartaceo e l’ho trovato di ottima fattura. Inutile dire che acquisterò altri libri di quest’autore. Pastor è uno che andrà lontano e poi non venitemi a dire che non ve lo avevo detto.

Per acquistare il libro: Creature di Stefano Pastor

Per visitare il sito personale dell’autore: Stefano Pastor Website