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Stay Away!


10688416_729445787102629_1097377827901405980_oDa piccolo giocavo ai giochi da tavolo sotto la “capannella” del giardino della casa di Sorrento dei miei nonni. Era bello e gli amici erano speciali. Ricordo che passavamo pomeriggi interi a giocare a tutto quello che si poteva. Risiko, Cluedo, Scotland Yard, Monopoli, Hotel, Subbuteo, HeroQuest, Dragon: i misteri della vecchia Pechino, solo per citarne alcuni. Era il nostro mondo e ci divertivamo da matti e poi, prima che facesse sera, certe volte anche dopo il tramonto, andavamo tutti a farci il bagno nella piscina del parco. Sono ricordi indelebili sui quali baserò un dei miei prossimi romanzi. In quel periodo della mia vita mi divertivo a inventare giochi o meglio, modificavo quelli che avevamo, così per esempio Cluedo diventava il gioco dell’assassino, Scotland Yard una caccia alle streghe e così via. Mi piaceva inventare giochi ed è una passione che ho portato nel cuore.

A distanza di tanti anni, mentre stai facendo tutt’altro, ti scatta in testa un’idea e grazie alla tecnologia ti rendi conto che forse, oggi più di ieri, puoi realizzarla.

head stay away! card game

Questo è il mio primo gioco di società creato con la piena collaborazione con il mio amico Sebastiano Fiorillo (coautore) e con il supporto della bravissima illustratrice Alessia Valentina Coppola. Avviato grazie alla piattaforma di crownfounding Kickstarter e diventato realtà grazie a Pendragon Game Studios. Il gioco in questione si chiama Stay Away! ed è liberamente ispirato ai “Miti di Cthulhu” e al film “La Cosa” di Carpenter.

Il gioco, già presentato alla fiera Spiel di Essen qualche giorno fa localizzato in versione inglese e tedesca grazie a Truant Spiele sarà presentato e messo in vendita in Italia il prossimo 29 ottobre alla fiera di Lucca (Lucca Comics and Games 30 Ottobre – 2 novembre) al padiglione A14 Area Games.

stay away! jack-suicide-LA STORIA

Un gruppo di archeologi è misteriosamente sparito durante una spedizione sull’isola riemersa di R’lyeh. Tu sei un membro della squadra di recupero, inviata in soccorso.

Dovrai investigare sull’accaduto, ma attento perché non è tutto ciò come sembra…

Avrai bisogno di intuito, nervi saldi e occhi aperti se vuoi sopravvivere e vincere il gioco.

Sbarra le porte, metti in quarantena un sospetto, ubriacati con un whiskey, prendi un lanciafiamme o dattela a gambe… ma guardati le spalle, perché La Cosa è più vicina di quanto tu possa pensare…

STAY-AWAY-cardsIL GIOCO

Stay Away! è un gioco per 4-12 giocatori dove il ruolo sarà quello di un membro di una squadra di recupero inviato sulla presunta isola di R’lyeh. Il tuo scopo sarà quello di investigare, ma attento perché non tutto è ciò che sembra…

La filosofia alla base di Stay Away! è quella del divertirsi stando insieme e regalare qualche brivido.

Il concetto alla base è semplice, ma efficace. Si tratta in pratica di rintracciare “La Cosa”, una creatura nauseabonda risvegliata da un sonno eterno che ha la peculiarità di potersi impossessare del corpo di un essere umano e clonarlo, prendendo il suo posto. Quindi mentre giochi non saprai chi sia “La Cosa” o quando qualcuno lo diventerà e non saprai nemmeno chi sia infetto o meno.

Avere fiuto, fingere, mentire e tenere i nervi saldi e gli occhi aperti sono alla base della vittoria di ogni partita, ma non saprai mai come andrà a finire. Potresti essere sulle tracce della “La Cosa” ma poi essere infettato e quindi patteggiare per lei e la sua legione di infetti. Tutto può succedere ed è questo che crea il caos, il divertimento e la tensione nel gruppo di giocatori.

 

 

Stay-Away-Players--eliminationSCOPO DEL GIOCO

In STAY AWAY! inizialmente tutti i giocatori sono Umani (tranne chi riceve la carta de “La Cosa”), ma durante la partita alcuni di loro cambieranno ruolo costituendo due fazioni opposte
A) Gli Umani (Archeologi in cerca de La Cosa): Il loro scopo è di collaborare per scovare la Cosa e gli Infetti.
B) La Cosa con gli Infetti: Uno solo dei giocatori, potrà trasformarsi in La Cosa. Il suo scopo sarà annientare tutti gli Umani, trasformandoli in Infetti o eliminandoli dal gioco. Gli Infetti a loro volta dovranno annientare gli Umani.

Se Stephen King fosse nato in Italia


Caricatura di Marco Calcinaro

Caricatura di Marco Calcinaro

Stephen King nasce il 21 settembre 1947 a Portland, nel Maine. Suo padre (di origini scozzesi-irlandesi), nato David Spansky, che in seguito modificò in Donald Edwin King, è un impiegato della Electrolux, ex capitano della Marina Mercantile e impegnato fino al 1945 nella seconda guerra mondiale; e sua madre, Nellie Ruth Pillsbury King, è una casalinga di origini modeste. Ha un fratello maggiore, David Victor, che è stato adottato dai coniugi King il 14 settembre 1945.
Nel 1949 il padre esce per una delle sue passeggiate e non farà più ritorno a casa, a causa di problemi familiari. Questo avvenimento segnerà profondamente il carattere del futuro scrittore, tanto che è possibile trovare in numerosi romanzi il difficile rapporto padre-figlio (fra gli altri: It, Cujo, Christine. La macchina infernale, 1408 e Shining).

Stefano Reale nasce Frosinone il 21 settembre del 1947. Suo padre è un impiegato in cassa integrazione di una società di autotrasporti, sua madre, Lella, è una casalinga di origini modeste. Ha un fratello maggiore, Davide, che è nato da una relazione extraconiugale con un meccanico di Castel di Sangro.
Nel 1949 il padre esce per andare a comprare le sigarette e non tornerà mai più, in fuga con Giuseppina, la figlia minorenne del panettiere sotto casa. Questo avvenimento segnerà profondamente il carattere del futuro scrittore, tanto che è possibile trovare in numerosi romanzi il difficile rapporto padre-figlio (fra gli altri: Esso, Cucciolo, Cristina. La macchina infernale, 123 Stella e Fantasmino).

Stephen King: La famiglia comincia così a spostarsi da un luogo a un altro; si stabilisce per brevi periodi in Indiana, a Milwaukee e infine di nuovo nel Maine. La signora Nellie Ruth King in quegli anni e nei successivi sarà spesso fuori casa per quasi tutto il giorno, impegnata in vari lavori come stiratrice in una lavanderia, lavoratrice notturna in una panetteria, commessa e donna delle pulizie. Con il proprio lavoro riesce comunque ad assicurare ai due figli una buona educazione, guidandoli all’ascolto di buona musica e alla letteratura, dando la possibilità a Stephen di provare a scrivere qualche storia horror. Di quegli anni, Stephen King dirà “Non avemmo mai una macchina, ma non saltammo mai un pranzo”.

Stefano Reale: La famiglia comincia così a spostarsi da un luogo a un altro; si stabilisce per brevi periodi a San Vittore, Bari e infine di nuovo a Frosinone. La signora Lella in quegli anni e nei successivi sarà spesso fuori casa per quasi tutto il giorno, impegnata in vari lavori come stiratrice in una lavanderia, lavoratrice notturna in una panetteria, commessa e donna delle pulizie. Con il proprio lavoro riesce comunque ad assicurare ai due figli un pasto caldo, dando la possibilità a Stefano di provare a scrivere qualche storia horror. Di quegli anni, Stefano dirà “Non avemmo mai una macchina, ma neanche tutto il resto”.

 

Stephen King: A dieci anni scopre il genere horror, dopo aver visto un film sugli extraterrestri. Due anni dopo, rinviene nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft e Richard Matheson, nonché appassionato scrittore. Ed è nel 1960 che King invia il suo primo racconto a una rivista, la Spacemen, che si occupava di film di fantascienza. Il suo scritto non sarà mai pubblicato.

 

Stefano Reale: A dieci anni scopre il genere horror, dopo aver visto L’esorciccio. Due anni dopo, rinviene nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di libri erotici, comici e fumetti pornografici. Ed è nel 1960 che Stefano invia il suo primo racconto a una rivista, la Spazio Emergenti, che si occupava di film “particolari”. Il suo scritto non sarà mai pubblicato.

 

Stephen King: Un anno prima, invece, King inizia a scrivere per un piccolo giornale, il Dave’s Rag (letteralmente, Lo straccio di Dave), giornale prodotto dal fratello maggiore di King in tiratura limitata e distribuito a vicini di casa e coetanei.

 

Stefano Reale: Un anno prima, invece, Stefano inizia a scrivere per un piccolo giornale, Lo straccio di Davide, giornale prodotto dal fratello maggiore di Stefano in tiratura limitata e distribuito a vicini di casa e coetanei che neanche lo leggono, ma lo usano come carta igienica: La scuola aveva detto agli studenti di portarsela da casa. In Italia siamo agli albori dell’autopubblicazione.

 

Stephen King: All’età di circa dieci anni si stabilisce a Durham, nel Maine. Frequenta la Lisbon Falls High School, nella vicina Lisbon Falls (10 chilometri di tragitto che percorre spesso in autobus, se non addirittura a piedi). La sua passione per i film dell’orrore e per la letteratura lo spingeranno a scrivere diversi racconti, spesso delle semplici trasposizioni dei film visti al drive-in. Questi racconti passano fra i suoi amici di scuola e King utilizzerà la macchina da stampa del Dave’s Rag per produrre delle copie stampate dei suoi racconti. In particolare, sarà il film Il pozzo e il pendolo tratto dal racconto di Edgar Allan Poe a ispirare King che, tornato a casa, realizzerà una trasposizione dello stesso. Prodotta poi in una quarantina di copie, la vende il giorno successivo a scuola, ma gli insegnanti, una volta scoperto quanto è successo, obbligheranno il giovane King a restituire i soldi.

 

Stefano Reale: All’età di circa dieci anni si stabilisce a Sora nel Lazio. Frequenta la Scuola dei Bambini Felici, nella vicino Acuto (10 chilometri di tragitto che percorre a piedi). La sua passione per i film dell’orrore e per la letteratura lo spingeranno a scrivere diversi racconti, spesso delle semplici trasposizioni dei film visti al cinema del paese. Questi racconti passano fra i suoi amici di scuola e Stefano utilizzerà il fratello per farsi aiutare a scrivere i racconti in più copie da distribuire. In particolare, sarà un film di Lucio Fulci a ispirare Stefano che, tornato a casa, realizzerà una trasposizione dello stesso. Prodotta poi in una quarantina di copie, cerca di venderla il giorno successivo a scuola, ma gli insegnanti, una volta scoperto quanto è successo, obbligheranno il giovane Stefano a regalare la rivista. Successivamente tutta la tiratura sarà ritirata perchè giudicata ignobile e immorale.

 

Stephen King: L’esordio con Carrie e il grande successo.
Dopo tre precedenti tentativi falliti, King raggiunge finalmente la pubblicazione di un proprio romanzo nel 1974 con Carrie. Acquistato dalla casa editrice Doubleday per soli 2500 dollari, il romanzo passa inosservato in edizione rilegata, ma ha un enorme successo nell’edizione economica, superando il milione di copie vendute. Grazie alla sua quota dei diritti dell’edizione economica e alla vendita dei diritti per la trasposizione cinematografica, King può permettersi di abbandonare l’insegnamento e di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

 

Stefano Reale: L’esordio con Carmela e il grande insuccesso.
Dopo tremila precedenti tentativi falliti, Stefano raggiunge finalmente la pubblicazione di un proprio romanzo nel 1974 con Carmela lo sguardo di Satana. Pagato da Stefano all’editore 2.500,00 delle vecchie lire il romanzo passa inosservato in edizione rilegata, come anche in una successiva edizione tascabile che lo stesso Stefano finanzierà sborsando altri soldi, dando fondo a tutti i risparmi della madre. Il libro va alla grande secondo l’editore e si superano le 50 copie vendute. Yeahhh! Grazie ai diritti d’autore al netto dell’iva dell’edizione economica il giovane Stefano recupera qualcosina di soldi, infatti dopo un anno riceve un assegno di 10.000 Lire e Stefano può portare la fidanzatina a mangiare una pizza e gli resta anche qualcosina per un gelato da dividere in due.

Stephen King: I successivi Le notti di Salem (Salem’s Lot) (1975) e Shining (1977) sono dei successi ancor maggiori: il primo vende oltre tre milioni di copie, il secondo supera i quattro milioni. Nel giro di quattro anni, il non ancora trentenne King è passato dal sopravvivere con il modesto stipendio di insegnante da 6000 dollari annui a guadagnare milioni con i diritti d’autore e i diritti cinematografici.

Stefano Reale: Stefano continua a scrivere, è troppo bello fare lo scrittore, ma scopre che l’editoria a pagamento non lo renderà famoso, ne tantomeno ricco, quindi i successivi Le notti di Salerno (1975) e Fantasmino (1977) sono degli insuccessi ancor maggiori: il primo vende oltre 30 copie tramite un editore non a pagamento, ma che ha a catalogo trecentomilalibri il secondo supera le 40 copie tramite un editore che gli chiede solo un contributo di 500,00 Lire. Nel giro di quattro anni, il non ancora trentenne Stefano è passato dal sopravvivere con il modesta paghetta della madre a guadagnare anche meno con i diritti d’autore e i diritti cinematografici mai realizzati delle sue opere.

Stephen King: Negli anni ottanta King è ormai diventato una star della cultura popolare, paragonabile alla figura di Steven Spielberg in campo cinematografico.

Stefano Reale: Negli anni ottanta Stefano è ormai diventato una star della cultura popolare del suo quartiere. Gli amici lo prendono in giro e ogni tanto fanno finta di leggere quello che scrive e gli dicono che è bravo e gli danno pacche sulle spalle. Qualcuno lo paragona alla figura Pinotto in ambito cinematografico.

 

Stephen King: Oggi Stephen King è universalmente definito dalla critica “il re del brivido”. Padre di tre figli adulti, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie da incubo sono best-seller clamorosi in tutto il mondo; gli hanno valso numerosi premi letterari – tra cui il prestigiosissimo National Book Award – e hanno ispirato l’opera di registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma e Rob Steiner.

 

Stefano Reale: Oggi Stefano Reale è universalmente definito dalla critica “un bravo ragazzo”. Padre di tre figli adulti, vive e lavora nel Lazio con la moglie Carla. Le sue storie da incubo sono fiaschi clamorosi in tutto il suo mondo. Amici e parenti leggono regolarmente le sue opere e gli dicono che è bravissimo. Stefano ha anche vinto dei premi letterari tra cui Professione esordiente, Provaci che ce la puoi fare e il prestigiosissimo Premio Letterario di Cinisello Balsamo dove ha è riuscito ad accaparrarsi una fornitura di salami per un anno. Stefano ha anche ispirato l’opera di un regista famoso: Marco Cammarota, detto “Ciccio” che ha girato un film amatoriale con il cellulare e l’ha pubblicato su youtube.

Stephen King  a 67 anni sta per uscire con il suo prossimo romanzo. Nell’ambiente si dice che l’editore gli abbia staccato un assegno da quattro milioni di dollari di anticipo.

Stefano Reale  a 67 anni è risucito ad agganciare un editore medio/grande e il suo libro arriverà sugli scaffali di qualche libreria importante, ma l’editore gli ha tagliato 600 pagine delle 1200 previste, gli ha detto dove e come si doveva articolare la storia e quali personaggi tenere e quali togliere. L’editore gli ha presentato un contratto standart su cui percepirà un ricco 10%. È stato cambiato il titolo dell’opera, la copertina e l’editore l’ha messo in vendita dall’oggi al domani con una tiratura minima.

Stephen King è uno scrittore di successo e scrive perchè scrivere è la sua vita, il suo mestiere.

Stefano Reale non si sente uno scrittore di successo e scrive perche scrivere è l’unico sogno che gli resta da vivere.


Antonio Ferrara intervista Micol des Gouges


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Micol des Gouges

Oggi rimando la pubblicazione della diciassettesima parte del romanzo “Gli occhi del male” per lasciare spazio a una giovanissima, talentuosa e misteriosa autrice che a soli diciannove anni esordisce a quattro mani insieme a un maestro del calibro di Danilo Arona, con il romanzo L’autunno di Montebuio.

1 Chi è Micol des Gouges per Micol des Gouges?

Micol des Gouges è una delle parti in cui sono frammentata e che ogni tanto viene a galla.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

È davvero una follia! La scrittura è un istinto, ti prende e non puoi far nulla per resisterle. Come con tutte le passioni, puoi solo cederle. Ed è giusto che sia così! È una delle attività umane più liberatorie e belle.

3 Esordire a quattro mani con un maestro come Danilo Arona non è da tutti, figuriamoci convivere con il suo alter ego Morgan Perdinka. Come hai fatto?

Sono stata coraggiosa! È stata una esperienza fondamentale, iniziatica. Danilo, e l’ombra di Perdinka dietro di lui, sono entità stimolanti, forse un po’ inquietanti. Ma è una delle migliori persone che conosca e gli sarò grata a vita!

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono un’affezionata del cartaceo, permette un rapporto sensoriale completo con il libro però capisco anche che l’eBook, oltre ad essere il futuro, dia molti vantaggi, come la possibilità di avere sempre con sé un vero e proprio archivio di libri.

5 I prossimi tuoi lavori letterari si concentreranno sempre sul lato oscuro delle cose? Hai un debole per la bara traballante?

Ho un debole per il lato oscuro delle anime, per i meandri bui nei quali rinchiudiamo i nostri segreti, le vergogne, i desideri difficili da accettare. L’umanità è horror!

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore, ma che un cattivo scrittore non possa diventare un bravo scrittore.

Un cattivo scrittore è condannato: ha l’istinto che lo porta a scrivere ma non la capacità per farlo bene, un tormento (per lui che scrive e per chi lo legge!). Uno competente ha la possibilità di diventar bravo, ma la competenza non è tutto.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Che se fosse possibile, e l’ispirazione fosse meno capricciosa, sarebbe un sogno.

8 Sei molto giovane e mi piacerebbe sapere  cosa nei pensi dei social networks e della televisione. Come li vedi nella vita di uno scrittore?

La televisione ha ben poco a che fare con gli scrittori e con la cultura in generale. È un peccato. I social networks possono essere un valido strumento di informazione, diffusione, se usati con abilità.

9 Parlami dell’autunno di Montebuio.

L’Autunno di Montebuio parla dei tredici giorni di ottobre che, nel 1962, portarono il mondo sulla soglia di una guerra nucleare, terrorizzandolo. Giorni di incertezza, confusione, paura che furono vissuti da tutti, dagli adulti e dai bambini. Proprio i bambini sono i protagonisti di questa storia, la sua voce narrante, bambini allontanati dalle notizie di quei terribili giorni con false rassicurazioni, ma non per questo salvaguardati e protetti dal terrificante clima di tensione. E nemmeno al sicuro da eventi ben più strani.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo completamente isolata, di solito nella mia camera, il mio tempio, nella penombra, con musica quasi inudibile oppure a un volume spropositato. Non posso scrivere sempre ma solo quando mi sento richiamata dalla storia, altrimenti ogni tentativo è frustrante e inconcludente.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo lavoro letterario?

Montebuio ha ancora molto da svelare…

12 A scuola insegnanti amici cosa ti dicono della tua esperienza letteraria? Ci sono ancora molti pregiudizi nei confronti dei romanzi horror?

Sono tutti entusiasti! Io cerco di mantenere un certo contegno, mentre gli altri si lasciano andare del tutto. Qualcuno mi ha guardato un po’ interrogativo quando ho parlato delle tematiche del libro, l’horror è spesso visto con diffidenza, ma li ho spinti a leggerlo: c’è sempre tempo per infrangere un pregiudizio.

13 Cosa vuol fare da grande Micol des Gouges?

Vivere il momento e scrivere tanto.

Grazie per essere stata mia ospite.

Vai alla scheda del libro: L’autunno di Montebuio


La Horror Writers Association sbarca in Italia


horror writers association italiaL’inizio del 2012 non poteva che cominciare con una notizia di quelle che fanno bene al cuore e ci fanno capire che (anche nel nostro paese) le cose possono migliorare se lo vogliamo davvero.

Come da titolo la Horror Writers Association sbarca in Italia grazie ad Alessandro Manzetti che è impegnato su più fronti nell’ambito più buio del web grazie al suo giovane, aggressivo e competente blog. Partorito e curato da Alessandro (Il Posto Nero) è anche il blog ufficiale della Horror Writers Association Italy.

Da oggi è possibile per chi lo volesse iscriversi all’associazione che prevede diversi tipi di affiliazione. A seconda della tipologia di associazione, i membri della HWA partecipano inoltre ai vari processi per le votazioni per il premio Bram Stoker Award, ai ballottaggi preliminari e finali, dai quali scaturiscono poi le nominations per le varie categorie previste. Per tutti i candidati italiani, in qualità di Coordinatore Italia della HWA, Alessandro Manzetti disposizione per supportarvi nella richiesta di associazione alla HWA, valutare insieme la vostra posizione e le vostre esigenze, la presenza dei requisiti e  come documentarli, guidarvi verso la tipologia di associazione idonea, fornendovi tutte le informazioni aggiuntive e integrative che qui è impossibile offrire con la dovuta completezza. Sarà sua cura poi seguire all’interno dell’Associazione la vostra pratica personale, fino alla sua formalizzazione. Vi invito dunque a entrare nella Horror Writers Association che, oltre al prestigio personale che ne deriva, come sopra avete letto rappresenta una ottima opportunità in termini di carriera, di fruizione di informazioni e servizi esclusivi, di confronto con altri membri, tra i quali i più grandi autori di genere a livello internazionale, di reale concretizzazione della propria passione o del proprio lavoro all’interno della community horror più importante al mondo. Inoltre la filiale italiana della Horror Writers Association, HWA Italy, nata recentemente, organizzerà eventi, incontri e attività nel nostro paese, coinvolgendo nell’organizzazione i nuovi soci che si uniranno a questa avventura.

Grazie Alessandro per questa opportunità. Cose come queste fanno ben pensare che “volere è potere“.

Vai all’articolo originale.


ROCK I DELITTI DELL’UOMO NERO DI DANILO ARONA


Rock di Danilo Arona I delitti dell'uomo nero

Rock I delitti dell'uomo nero di Danilo Arona

Per la serie “News” torna in libreria Danilo Arona, padre dell’horror italiano per la casa editrice Edizioni della Sera.

In un’Italia di fine anni Sessanta, uno strano quanto sgangherato gruppo rock attraversa la pen- isola raccontando le magie e gli orrori di un genere musicale che annovera fatti tanto tragici quanto misteriosi. “Rock. I delitti dell’ uomo nero“, intreccia misteriosi omicidi e vede come protagonista Sam Hain, un oscuro maestro della più ruvida chitarra che fa raggelare il sangue anche al Diavolo in persona. Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Brian Jones, Marvin Gaye: una lunga lista di cadaveri eccellenti del luccicante mondo del rock’n’roll. Tutti pensano che siano stati uccisi dalla droga, dall’alcol e dal male di vivere. Ma forse le cose non stanno così, soprattutto se sulla Terra circola una Morgan nera guidata da Sam Hain, il chitarrista più malvagio e diabolico del mondo. Sì, ma di quale mondo? Chi è Sam Hain? E soprattutto perché il nome è legato in maniera inscindibile alla morte?

«La lucida e allucinata narrazione di Danilo Arona, per un  percorso a ritroso alla ricerca dell’origine del Ritmo del Diavolo. La dimensione oscura del rock sospesa tra luce e magia, attraverso  le parole di un autore davvero straordinario.» – Maurizio De Giovanni

Link al Libro

Link al sito personale di Danilo Arona


Gargoyle Books


Gargoyle Books Edizioni Editrice

Gargoyle Books

Per la serie posti interessanti. L’estate si avvicina e con lei la voglia di leggere qualche buon romanzo Horror. Dove potersi abbeverare per poter placare la propria sete di “Tenebra“?

Mi sento di segnalare la Gargoyle Books. Si tratta, per chi ancora non la conoscesse, di una ben visibile e piazzata casa editrice specializzata sulla letteratura di genere Horror. Diciamo che i ragazzi della Gargoyle hanno un debole per la “bara traballante” e questo mi può fare solo piacere. Credo che oggi in Italia non esita una realtà così specializzata e visibile sul mercato del “Paese del Mandolino“. Dal loro catalogo ultimamente ho comprato quelli che si preannunciano due splendidi libri, ovvero: L’estate di Montebuio di Danilo Arona e L’estate della Paura di Dan Simmons. (I libri si presentano ben fatti anche livello di materiali impiegati e rilegatura). Riporto uno stralcio preso dal sito dell’editore che in poche parole spiega parte della loro filosofia editoriale: “Ad oggi, in Italia, non esiste una casa editrice specializzata in questo campo. Alcune limitano la loro attività in questo settore a pubblicazioni sporadiche, quasi a livello occasionale; altre ancora acquistano i diritti per l’Italia di romanzi horror di successo e li congelano senza effettivamente pubblicarli, quasi a scongiurare che siano altri a prendere l’iniziativa…. Quali sono le cause di questa situazione? Difficile rispondere. Una spiegazione può essere rinvenuta in una sorta di snobismo che ha sempre permeato la nostra Cultura e dalla convinzione – molto spesso errata – che l’Horror rappresenti un genere letterario “inferiore”, rispetto al quale si esercita una certa forma di pudore. Accade così che autori popolarissimi negli Stati Uniti ed in Inghilterra risultino sconosciuti, o quasi, al nostro pubblico. Ecco cosa si propone di fare la Gargoyle: individuare i migliori fra i romanzi di questi autori, acquistarne i diritti per l’Italia, curarne una buona e fedele traduzione e presentarli sul nostro mercato, andando così a colmare un vuoto altrimenti inspiegabile.”

Ma la Gargoyle Books è molto di più. Probabilmente questo stralcio è stato scritto quando l’editore ha dato il via al progetto, ma oggi a catalogo ci sono realtà “peninsulari” del calibro di Danilo Arona, Gianfranco Manfredi, Claudio Vergnani, Andrea G. Colombo solo per citarne alcuni. Quindi un editore di “genere” attento al mercato internazionale, ma anche ben disposto a investire su talentuosi autori “Made in Italy”.

Gargoyle Books Website