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Antonio Ferrara intervista Simone Corà


Simone Corà

Simone Corà

Oggi ho il piacere di avere come mio ospite per “Uno sguardo oltre la siepe” lo scrittore, editor, articolista e recensore Simona Corà.  Conosciamolo insieme.

1 Chi è Simone Corà per Simone Corà?

Uno strano coso che va pazzo per il metal, l’horror, gli anime e il bacon, che ha libri dappertutto e che di notte scrive cose che poi continua a cancellare e a riscrivere.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Credo di averla sempre avuta, sin da bambino, quando scrivevo storielle ispirate a Star Trek o ai robottoni giapponesi. Poi passione e ispirazione sono andate e venute più volte, diciamo che si sono fermate una decina d’anni fa, quando ho cominciato a scrivere seriamente le prime cose cercando una stramba via di mezzo tra Lovecraft e Pratchett.

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

In linea di massima ci si può fidare: ho partecipato a moltissimi concorsi e ho fatto da giurato in altri, e non è mai capitato di ricevere fregature, o peggio. I concorsi sospetti, in fondo, si possono individuare facilmente: basta leggere con attenzione il bando. Diverso è il discorso sulla loro utilità. Sicuramente, quando si è agli inizi, i concorsi stimolano a scrivere e aiutano a migliorarsi (e qualche premio non lo si rifiuta di certo), ma quando si comincia a prendere confidenza con la penna e con le proprie capacità, i concorsi diventano bene o male solo una perdita di tempo, perché non saranno di certo questi a mettere in buona luce di fronte a un editore.

4 Edizione cartacea o eBook?

Tutte e due. Sono un fan della carta, mi piace sfogliare i libri e trovare loro il posto migliore in libreria, ma gli eBook sono il futuro, sono la comodità, sono la semplicità. Chiaro che non prenderanno mai il posto dei libri cartacei, ci sarà spazio per entrambi e spetterà al lettore acquistare ciò che preferisce. Sempre che gli editori abbassino i prezzi e smettano di ostacolare a tutti i costi l’editoria digitale, cosa che in Italia vedo abbastanza nebbiosa. Con Edizioni XII, ormai quasi un anno fa, ho pubblicato il mio primo romanzo, Maledette zanzare, proprio in e-Book, e sono felicissimo di questa scelta.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

La guida galattica per autostoppisti, senza ombra di dubbio. E vorrei aver inventato il MondoDisco.

6 Edizioni XII?

Stiamo curando le uscite del 2012, tra le quali puntiamo naturalmente sul romanzo di Lisa Mannetti, The Gentling Box, che siamo molto fieri di presentare ai lettori italiani. Non posso scendere poi nello specifico, ma continuerà una collaborazione tra XII e Riccardo Coltri, che con noi ha già pubblicato La corsa selvatica e che in questi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio tutto suo nella narrativa fantastica tricolore. E poi tante altre novità succulenti, che sveleremo nei prossimi mesi.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Non in Italia. A meno che non si scrivi di amori adolescenziali. O peggio, di vampiri.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Non credo sia impossibile (e un bell’esempio è Samuel Marolla che, un paio d’anni fa, sbucava dal nulla pubblicando una raccolta di racconti con Mondadori), penso più che altro che non ci sia mai stato un momento tanto sfavorevole, come questo, per la narrativa di genere. Ai “grandi” interessa ciò che vende, ovvero i vampiri gay, il fantasy scemo e Fabio Volo. Se non scrivi di queste cose, devi solo sperare in una grossa botta di culo che ti trasformi nel nuovo tormentone di turno.

9 Ti senti più editor o scrittore?

Scrittore, perché scrivere è una costante quotidiana: non posso proprio farne a meno, altrimenti sto male. Fare l’editor però è divertente, anche se poi diventa un po’ problematico scrivere senza auto-correggersi in maniera esasperata, perdendo ore per decidere se ci stia meglio una virgola o un punto. Maledetto perfezionismo.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo a testa giù con le dita del piede destro. Giuro.

11 Fare il recensore non credo sia facile. Si devono cogliere sfumature che neanche l’autore del testo è capace di cogliere. Come fai?

Quando guardo un film o leggo un libro mi viene naturale commentarlo mentalmente, non riesco mai a stare fermo con il cervello e godermi semplicemente qualcosa. Quindi da lì allo scrivere una recensione il passo è molto breve (e tra le altre cose, scriverle mi piace proprio: mi rilassa e mi diverte). Che poi dica cose sensate o meno, quello deve dirlo chi capita sfortunatamente sul mio blog.

12 I tuoi consigli a un volenteroso autore che vorrebbe fare uno di questi mestieri: Scrittore, editore, editor e recensore.

Il consiglio universale: leggere. Leggere di tutto, dai fumetti alle riviste di musica, ed essere curiosi sempre.

13 Cosa vuol fare da grande Simone Corà?

Bella domanda. Mi sono appena laureato in Scienze dell’Educazione dopo aver lavorato in fabbrica e aver fatto l’orafo. Magari te lo dico alla prossima intervista, quando sarò diventato un famoso scrittore. 😉

Grazie per essere stato mio ospite.
Grazie a te per avermi invitato!

Nato nell’anno de La Cosa di Carpenter, Simone Corà scrive da quando un computer ha colonizzato la sua scrivania.

Laureando in Scienze dell’Educazione, dopo un sorvolabile passato da operaio, falegname e orafo, è stato finalista, podista e vincitore in diversi concorsi letterari. Ha pubbicato molti racconti in raccolte – edite da piccole ma coraggiose case editrici – e in riviste come Cronaca Vera, senza contare tutti quelli sparsi per il Web, facilmente rintracciabili googlando il suo nome.

Nel 2009 ha vinto la selezione editoriale Rondò Veneziano di Edizioni XII, e il suo racconto Tres è entrato a far parte della raccolta Carnevale. Sempre per Edizioni XII ha contribuito con un suo saggio al volume Garth Ennis – Nessuna pietà agli eroi.
Articolista da sempre per i portali Scheletri.com, Latelanera.com e Cinemahorror.it, in tempi propizi ha collaborato con la rivista Necro.
È un grande estimatore di Terry Pratchett, e se potesse gli ruberebbe le dita.
Sa suonare tre note musicali, una volta ha toccato una cinepresa, adora il ketchup e lo userebbe dappertutto. Ma non parlategli di maionese.

Inizia a collaborare con Edizioni XII nel 2008 in veste di editor per le pubblicazioni Web; da marzo 2009 è entrato a far parte della Redazione, con il ruolo di editor e copywriter.

Blog Personale: Midian

Bibliografia:
  • Carnevale – raccolta, 2010, Edizioni XII; con il racconto Tres
  • Garth Ennis – Nessuna pietà agli eroi – saggio di autori vari, 2010, Edizioni XII; con il capitolo su Dicks
  • Corti – Prima Stagione – raccolta, 2007, Edizioni XII; con i racconti Natura negata, Non una parola di più, Scala sapiens, Quelle bastarde e Trofeo
  • L’Altalena – raccolta, 2008, Edizioni XII; con i racconti Ripetizioni d’inglese e Zitto!
  • Stregonesque – raccolta, Magnetica Edizioni; con il racconto Due streghe al prezzo di una
  • 666 passi nel delirio – raccolta, Larcher Editore; con il racconto Tutta colpa di Ermanno
  • L’orrore dietro l’angolo – raccolta, Magnetica Edizioni; con il racconto Pioggia, lacrime, sangue, terra
  • NASF3 – raccolta, Edizioni Simple; con il racconto Ho detto che ti mangerò!
  • Living Dead 2006 – raccolta, Ferrara Edizioni; con il racconto Sono tornati!
  • NASF4 – raccolta, Edizioni Simple; con il racconto Di Latta e Amore
  • Concorso in omicidio 2 – raccolta, Z&M Edizioni; con il racconto Numeri Primi
  • SogniHorror – raccolta, Edizioni Il Foglio; con il racconto Clacson
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Antonio Ferrara intervista Daniele Bonfanti


Daniele Bonfanti

Daniele Bonfanti

Oggi ho il piacere di avere come mio ospite Daniele Bonfanti. Pianista e compositore, canoista e alpinista, Daniele Bonfanti è editor, autore di romanzi e racconti tra weird, avventura, horror e fantascienza, curatore di raccolte e saggista; è tra i fondatori dell’Associazione Culturale XII, gruppo letterario da cui nel 2007 è nata Edizioni XII.

1 Chi é Daniele Bonfanti per Daniele Bonfanti?

Mh.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Mah, incoscienza giovanile. Quando mi sono reso conto di cosa stavo facendo era troppo tardi e il mostro mi aveva risucchiato nelle sue spire.
Scherzi a parte, mi è sempre piaciuto inventare storie fin da piccolo (prima di scriverle le registravo a voce con un registratore portatile regalatomi da mio padre), così come mi è sempre piaciuto scoprire le storie degli altri, e in generale scoprire cose che prima non sapevo.
Cercare di farne una professione è stato piuttosto naturale.
Non ho il “demone” della scrittura, non ho missioni da crociato o roba simile. Ne potrei benissimo fare a meno.
Mi piace, mi dà soddisfazione, credo di avere alcune cose interessanti da dire; quindi perché no?

3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Sì; poco, ma a me va bene così.
La narrativa da sola è una piccola parte (ma è importante che, per quanto poco, se si tratta di cose consistenti sia sempre pagata); per lo più campo con il mio lavoro di editor, con articoli, consulenze e collaborazioni (tra cui i corsi nelle scuole). Ma anche qui va bene così: a me piace variare, imparare, e fare esperienze diverse, non voglio fare “solo lo scrittore”.

4 Edizione cartacea o eBook?

Ho scritto recentemente un articolo (http://dodici.splinder.com/post/23776479/i-vantaggi-degli-ebook#) sui vantaggi dell’eBook, che a livello pratico lo rendono sicuramente migliore.
Il cartaceo mantiene il primato estetico.
Non le vedo come edizioni in competizione, ma complementari, con funzioni e valori diversi.

5 Cosa ti ha dato più soddisfazioni tra le cose che hai fatto?

Se parliamo sempre di “cose letterarie”, diventare l’editor di Danilo Arona.

6 XII Edizioni?
Richiede tanto tempo e tanto impegno, ma ripaga (in termini morali) molto di più.
Sono davvero contento di quello che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo (siamo solo all’inizio); ancora di più di avere guadagnato la fiducia dei lettori, e di avere dato loro buone letture, emozioni, ricordi; soprattutto delle persone straordinarie con cui collaboro e che sono diventate realmente una cordata di amici.

7 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Se con “grande” intendi “grosso”, ovvero un’azienda con un vasto capitale eccetera: impossibile no, ci sono sempre eccezioni. Però non è una cosa a cui puntare, per un giovane. Spesso mi sono trovato di fronte a aspiranti che dicono: “Io però non voglio pubblicare con una piccola casa editrice”. Senza sapere di cosa parlano.
Innanzitutto è giusto farsi le ossa, fare un passo per volta. Come in tutte le cose.
Poi non è affatto detto che un editore grosso venda più o ti dia più visibilità di uno piccolo, e magari spesso il libro lo cura e lo segue molto meno bene. I grossi editori pubblicano tanti titoli, e quello del giovane autore che ha imbroccato l’occasione magari viene soffocato da titoli ben più pesanti dello stesso editore (non penserete che gli investimenti in tempo e denaro siano gli stessi per tutti i libri?).
Un medio o piccolo editore di qualità pubblica pochi titoli, seguendoli tutti con grande impegno e garantendo cura, anche perché un titolo per un piccolo è un investimento serio, rischioso anche, quindi se lo pubblica significa che ci crede. Per un grosso, che lavora sulla quantità, un titolo nel mucchio può benissimo “andare male” e pazienza.
Poi è normale ambire a una pubblicazione importante e su grande tiratura, ma io consiglierei ai giovani di porselo come obiettivo per quando si ha più esperienza sulle spalle e più muscoli.
Se con “grande” intendi “prestigioso”, no, non è impossibile se si scrivono cose valide: Gargoyle Books ne è valido esempio. Ha pubblicato esordienti e giovani italiani al pari di miti internazionali.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?
Assolutamente sì, anche se occorre saper scegliere quelli validi.
Se lo sono, diventano un ottimo modo per confrontarsi con altri autori e conoscere colleghi (specialmente quando esistono aree di discussione dedicate, e non si tratta solo di “inviare e sperare”).
Se si è bravi, ci si può portare a casa qualche soldino, che male non fa.
Se sono ben comunicati sono occasione di visibilità.
Sono molto utili per arricchire il proprio curriculum e quindi rendersi più interessanti agli editori.
Fanno girare il tuo nome, e ovviamente i talent scout delle case editrici hanno gli occhi aperti e puntati anche sui concorsi.
Spesso nelle giurie ci sono addetti ai lavori che ti potrebbero notare.

Per esempio noi in XII utilizziamo i concorsi, in maniera dichiarata e trasparente, per adocchiare autori e collaboratori interessanti.
E diverse persone che si sono distinte nelle nostre varie iniziative hanno poi pubblicato o adesso lavorano con noi (tanto per fare qualche esempio: Alfredo Mogavero si è distinto in USAM, e ha pubblicato con noi da esordiente Six Shots; Luigi Musolino ha vinto il Circo Massimo e gli abbiamo poi proposto di entrare in redazione come editor e traduttore, si è occupato della traduzione de I vermi conquistatori e oggi è nel Consiglio di XII; David Riva, il nostro direttore editoriale, l’abbiamo conosciuto nell’ambito del concorso Archetipi – le radici dell’immaginario, che vinse; il nostro Karma Tournament dà la possibilità al vincitore di sottoporre un’opera in valutazione…).

Naturalmente non tutti i concorsi sono buoni. Ti riprendo qui quello che scrivevo in un articolo su Concorsi-letterari.it (portale di riferimento sui concorsi letterari italiani, che oltre a offrire una selezione dei più validi, approfondisce appunto il tema concorsi):

“Concorsi farlocchi, se non truffaldini, dove si sa già chi vince per ragioni politiche o di marchette varie, o interessi economici o di marketing o di amicizie o di scambi favori sempre all’italiana. (Questo, lo sappiamo, accade anche con molti dei più importanti premi letterari italiani, ma accade anche ai livelli underground, purtroppo). Quando si sa già chi vince, può succedere benissimo che i racconti che non fanno parte di coloro che devono vincere non vengano nemmeno letti e quindi i piazzamenti saranno random.

Sicuramente ci saranno anche casi in cui i concorsi sono truffaldini, e vengono organizzati solo per spillare soldi ai partecipanti: anche in questo caso non c’è interesse alla valutazione, ma solo al soldo. Quindi una volta incassato l’incassabile, l’organizzatore estrae tot racconti a caso dal lotto e li mette in finale, legge solo quelli (forse) e fa vincere il migliore.

Sempre Made in Italy.

[…] è molto importante informarsi sempre sulla serietà di chi organizza il concorso, specialmente se l’iscrizione è a pagamento, e se possibile su chi sono i giurati (molte organizzazioni non rendono noti i nomi dei giurati prima del concorso, ma solo dopo, per ragioni condivisibili – ma si può sempre andare a verificare chi c’era in giuria l’anno precedente). In questo modo possiamo capire se si rischia il caso “giuria male assemblata”.

Andare a verificare (Internet qui è molto utile) su edizioni precedenti del concorso: se tutto è filato liscio o se ci sono stati problemi – naturalmente non bisogna dar credito al partecipante che si lamenta perché non ha vinto, poiché lo sappiamo, tutti credono di aver scritto Il Capolavoro: intendo verificare se ci sono state vere e proprie scorrettezze palesi o quantomeno dubbi seri sulla trasparenza dell’iniziativa. E in questo modo evitiamo di cadere in un “concorso farlocco” o con sospetti di essere truffaldino.

Se l’organizzatore è serio e ha credibilità, allora è molto probabile che sceglierà i giurati con cura tra persone competenti. Se i nomi dei giurati o indicazioni in proposito non sono disponibili, se non si sa bene chi è l’organizzatore del concorso, allora magari è meglio valutare con attenzione se partecipare, o è del tutto legittimo scrivere un’email all’organizzazione e chiedere lumi sulla composizione della giuria. Se l’organizzatore è serio e non ha nulla “da nascondere”, sarà ben felice di rispondere”.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove Scrivi?
Ho un metodo di lavoro molto preciso a fasi successive, attraverso le quali la storia si amplifica in maniera non lineare, a partire da uno scheletro essenziale ma già completo.
Il tutto è molto complesso, cerco di sintetizzare.
Prima di tutto sta una fase di lunghe chiacchierate e discussioni (che possono avvenire ovunque: davanti a una pizza, in montagna, nella Jacuzzi… comunque di certo non davanti a uno schermo) con amici o con mia moglie (naturalmente quella nella Jacuzzi è lei, non gli amici), in cui la storia lievita, cambia, prende forma, affronta le sue criticità.
Gli spunti sono sempre esperienze reali ma stra-ordinarie (luoghi, persone, eventi), mescolati a studi che in genere forniscono le fondamenta, tutto shakerato con letture e idee.
Poi si passa a schemi tentacolari, spesso complicatissimi, su carta, integrati a una prima fase di documentazione che spesso può essere la fetta più grossa del lavoro. La documentazione può avvenire su libri, su web, tramite discussioni con esperti, sul posto, per sperimentazione… dipende.
Quindi passo a soggetto, una seconda fase di documentazione, schede dei personaggi e degli ambienti.
Quindi il progetto strutturale e le norme di istanza narrativa che intendo adottare.
Poi un trattamento sintetico, quindi un trattamento più dettagliato (quasi una sceneggiatura).
Quando arrivo alla prima stesura, ormai ci siamo. Ho già tutto perfettamente in testa a livello di architettura e posso lasciare correre la mente sul lato puramente stilistico e sui dettagli.

Dove e quando scrivo: se si intende la fase finale di stesura, scrivo di sera a un portatile Toshiba, ascoltando musica lirica in cuffia, se il tempo tiene sul terrazzo.

11 Il libro che avresti voluto scrivere?
Be’, quelli che più ho amato preferisco li abbiano scritti altri. Perché se per esempio avessi scritto io Eaters of the Dead, sarebbe venuto molto peggio di quanto ha fatto Crichton…

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Pazienza e metodo. E non scoraggiarti. Continua sempre a divertirti.

13 Cosa vuol fare da grande Daniele Bonfanti?

Mh.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te, Antonio, è stato un piacere.

Pianista e compositore, canoista e alpinista, Daniele Bonfanti è editor, autore di romanzi e racconti tra weird, avventura, horror e fantascienza, curatore di raccolte e saggista; è tra i fondatori dell’Associazione Culturale XII, gruppo letterario da cui nel 2007 è nata Edizioni XII.

Studioso di semiotica interpretativa, lavora attualmente in Edizioni XII come editor-in-chief e direttore della collana Camera Oscura; e come freelance in veste di editor, consulente e copywriter.

È caporedattore del portale, punto di riferimento italiano per la letteratura di genere, LaTelaNera.com, dove è anche responsabile della rubrica Natural Born Killers (sugli animali più pericolosi del pianeta) e scrive recensioni letterarie.

Scrive su vari altri portali e riviste, tra cui Cinemahorror.it e Concorsi-letterari.it; per la rivista elettronica Tracce d’eternità cura una rubrica insieme a Simone Lega, dal titolo “Intorno XII”, e ha pubblicato un saggio monografico; per Chimera cura la sezione dedicata alla narrativa. Suoi racconti e articoli sono apparsi su altre riviste o portali. Sempre di argomenti “misteriosi” scrive in una rubrica dal titolo Punto interrogativo, sul blog di Edizioni XII. Tra il 2008 e il 2011 ha scritto sulla rivista Hera – storica testata da edicola su miti, civiltà scomparse, misteri – sulla quale ha curato le rubriche fisse “Sala degli Archivi” e “Libri e Misteri”. Per la stessa rivista ha anche pubblicato tre speciali.

Ha collaborato anche alla realizzazione di diversi booktrailer e altri progetti multimediali; ha ideato il premio letterario “Circo Massimo“, che gestisce insieme a Gabriele Lattanzio. Gestisce dal 2009 il laboratorio letterario “Macelleria n.6“.

Dal 2006 tiene seminari di scrittura narrativa per ragazzi, esperienza ripetuta a oggi presso quattro scuole medie delle province di Lecco e Como con undici diverse classi, che ha portato alla realizzazione di libretti con i racconti scritti dagli studenti.
Ha tenuto diverse presentazioni e conferenze in varie città italiane sui propri libri o su quelli di altri autori, così come sui temi e i metodi della narrativa fantastica (si veda la pagina “Appuntamenti” per maggiori dettagli).

Vive in una vecchia e strana casa, isolata nel bosco prealpino, a metà strada tra Lecco e Bergamo, insieme alla moglie e alle due figlie. La casa è infestata da gatti e fantasmi, due categorie di persone con cui Daniele va molto d’accordo.

Sito personale: www.danielebonfanti.com


Concorso Letterario Turno di Notte


officine wort concorso letterario noir horror weird Girovagando in rete sono venuto a conoscenza di questa simpatica iniziativa. Fonte (L’angolo Nero)

Che fate sabato 9 luglio? Officine Wort, in collaborazione con Azienda Vitivinicola Gandolfi, lancia la III Edizione del Concorso Letterario per racconti in lingua italiana Turno di Notte.

Si può partecipare dal vivo (appuntamento alle ore 21.30 presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi, via Loreta Berlina 1/2 Dozza Imolese – Bo) o da ovunque ci si trovi.

I racconti dovranno essere sviluppati a partire da un incipit, scritto da Gianluca Morozzi, che verrà comunicato ai presenti alle ore 22.00 del 9 luglio e contemporaneamente diffuso in rete sul sito Officine Wort.

Gli elaborati dovranno essere consegnati o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5.00 del 10/07/2011.

Per partecipare al concorso è sufficiente far pervenire entro il 05/07/2011 all’indirizzo turnodinotte@officinewort.it una mail d’iscrizione con oggetto “Turno di Notte 2011” e indicante: nome e cognome del partecipante, indirizzo, mail e recapito telefonico e la dicitura “Ai sensi degli art.7 e 13 del Dlgs 30 giugno 2003, n.196 autorizzo OFFICINE WORT al trattamento dei miei dati personali per le operazioni e per le comunicazioni del concorso ed autorizzo anche alla pubblicazione, parziale o totale, dei testi”.
È inoltre obbligatorio indicare se si parteciperà fisicamente presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi o virtualmente da altro luogo.

I racconti dei primi tre classificati verranno letti da attori nel corso della cerimonia di proclamazione il 23 luglio alle ore 18.00. Parteciperà anche lo scrittore Gianluca Morozzi, autore dell’incipit, che presenterà la sua ultima fatica: Bob Dylan spiegato a un fan di Madonna e dei Queen (Castelvecchi Editore).
Seguirà grigliata e vino per tutti.

Regolamento completo qua.


Concorso Letterario “Nella Tela! 2011”


Il Nella Tela! è un concorso di narrativa per racconti e novelle di genere Horror, Giallo e Fantastico (e relativi sottogeneri).

1) Scadenza:
Gli elaborati dovranno giungere in redazione entro e non oltre il 15 ottobre 2011.

2) Sezioni:
Il concorso è composto da tre sezioni dedicate a racconti horror, gialli (noir, thriller, spy story, pulp, hard boiled), e fantastici (fantascienza, fantasy, urban fantasy, weird, ecc…).

– Per la sezione “666 Passi nel Delirio” la lunghezza delle opere non dovrà superare le 666 parole.
– Per la sezione “Racconti” la lunghezza delle opere dovrà essere compresa tra i 10.000 e i 20.000 caratteri (spazi inclusi).
– Per la sezione “Novelle” la lunghezza delle opere dovrà essere compresa tra i 20.000 e i 50.000 caratteri (spazi inclusi).

L’autore deve essere proprietario unico dei diritti di sfruttamento economico delle opere inviate.
Ogni autore può partecipare a più di una sezione (anche a tutte e tre), e con un massimo di cinque racconti per singola sezione.

3) Modalità di presentazione dei racconti:
I racconti dovranno essere inviati per posta elettronica, all’indirizzo NellaTela@LaTelaNera.com, sotto forma di allegato.
Il soggetto dell’email dovrà essere “Partecipazione al concorso Nella Tela! 2011”.
All’interno della email dovranno apparire i dati completi dell’autore (Nome, Cognome, indirizzo postale, indirizzo email, telefono).
Nel suo corpo dovrà tassativamente comparire la dicitura “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003”.
Il formato del documento dovrà essere di tipo .doc, .rtf, .odf o .pdf.
Sotto il titolo di ogni opera inviata dovrà apparire anche il nome della sezione cui questa viene iscritta.

4) Costo di iscrizione:
Il costo di iscrizione è fissato a euro 15,00 per il primo racconto inviato (indipendentemente dalla sezione cui viene iscritto), e a euro 2,00 per ogni racconto successivo al primo (anche se iscritto in una sezione differente). La somma può essere versata in una delle seguenti modalità:

> Versamento su Conto Corrente Postale (bollettino): numero conto: 95718060 intestato a: Associazione Culturale XII, via Regurida 2/a, 23806 Torre de’ Busi (LC)

> Paypal: l’indirizzo cui inviare il pagamento è info@xii-online.com

> Bonifico bancario: Intestazione conto: Associazione Culturale XII
IBAN: IT11Q0200852710000101033308
Numero conto: 000101033308 – ABI: 02008 – CAB: 52710
CIN: Q – BBAN: Q0200852710000101033308

> Assegno bancario non trasferibile: Intestato a: Associazione Culturale XII, spedito in busta chiusa a Associazione Culturale XII, via Regurida 2/a, 23806 Torre de’ Busi (LC)

L’intestazione con cui accompagnare il versamento deve essere “partecipazione di [nome autore] al concorso Nella Tela! 2011 con X racconti” (dove X è il numero dei racconti totali che si intende iscrivere).

5) Premi:
All’autore primo classificato di ogni sezione Edizioni XII assegnerà un premio di 200 euro.
La possibilità che uno stesso autore vinca più sezioni del premio è prevista e possibile.
La premiazione avverrà entro dodici settimane dalla chiusura delle iscrizioni.
Non vi sarà cerimonia pubblica di premiazione.

tre copie del romanzo I vermi conquistatori, edito da Edizioni XII, saranno donate a tre autori estratti a caso iscritti al concorso.

I migliori racconti contenenti temi legati ai serial killer o al genere “urban fantasy” saranno raccolti, previa autorizzazione dei rispettivi autori, in due ebook successivamente distribuiti gratuitamente sul web.

6) Giuria:
L’operato della giuria è insindacabile.
Presidente della giuria: Alessio Valsecchi (webmaster LaTelaNera.com).
La composizione completa della giuria verrà resa nota in data di premiazione.
Tra i giurati saranno presenti Daniele Bonfanti (editor-in-chief di Edizioni XII), David Riva (direttore editoriale Edizioni XII) e Gabriele Lattanzio (responsabile concorsi Edizioni XII).

7) Obblighi dell’autore:
Partecipando al concorso, l’autore dichiara implicitamente di accettare ogni norma citata nel presente bando. In particolare, dichiara che l’opera inviata è originale e frutto del proprio ingegno. In un eventuale caso di plagio, l’autore sarà l’unico responsabile di ogni violazione del diritto d’autore (punita con sanzioni civili e penali secondo gli artt.156 e ss., e artt.171 e ss. L.633/1941), liberando La Tela Nera da ogni tipo di coinvolgimento ipotizzabile negli atti perseguibili secondo i termini di legge.

8) Tutela dei dati personali:
Ai sensi della legge 31.12.96, n. 675 “Tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali” la segreteria organizzativa dichiara, ai sensi dell’art. 10, “Informazioni rese al momento della raccolta dei dati”, che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato unicamente alla gestione del premio e all’invio agli interessati dei bandi delle edizioni successive; dichiara inoltre, ai sensi dell’art. 11 “Consenso”, che con l’invio dei materiali letterari partecipanti al concorso l’interessato acconsente al trattamento dei dati personali; dichiara inoltre, ai sensi dell’art. 13 “Diritti dell’interessato”, che l’autore può richiedere la cancellazione, la rettifica o l’aggiornamento dei propri dati rivolgendosi al Responsabile dati della Segreteria del premio nella persona del signor Alessio Valsecchi (telefono: 340.3317576 o Email: alecvalschi@latelanera.com).


Antonio Ferrara intervista Alessio Valsecchi


Alessio Valsecchi

Alessio Valsecchi

Oggi ospite per Uno Sguardo Oltre la Siepe Alessio Valsecchi. Nato il Giorno dei Morti del 1972, vive in provincia di Como e lavora a Milano. Gestisce dal 2003 il sito LaTelaNera.com (http://www.latelanera.com/), dedicato principalmente alla letteratura e al cinema “di genere nero”, e dal 2004 eBookGratis.net (http://www.ebookgratis.net/), dedicato alla distribuzione gratuita degli ebook, i libri digitali. Ha collaborato con importanti testate Web e piccole case editrici. È stato il direttore della rivista Necro, ha curato alcune antologie, e per Edizioni XII dirige la collana Mezzanotte, dedicata alla narrativa thriller e d’avventura.

[Antonio Ferrara]: Chi é Alessio Valsecchi per Alessio Valsecchi?

[Alessio Valsecchi]: Una spina nel fianco. Io vorrei tanto starmene su un divano a guardarmi serie TV a non finire, ma lui non mi lascia mai in pace e mi spinge a “organizzare cose”. Non c’è pace.

[Antonio Ferrara]: Come si riesce a portare avanti per tanti anni un progetto impegnativo come La Tela Nera?

[Alessio Valsecchi]: Sacrificando e investendo tanto tempo libero e dormendo sei ore a notte. Per seguire progetti che mi piacciono devo fare scelte ogni giorno, lasciando fuori dalla mia vita tante cose, TV e divano in primis. Per ora va bene così.

[Antonio Ferrara]: Edizione cartacea o eBook?

[Alessio Valsecchi]: La carta ha un fascino enorme, ma comincio a imbattermi in persone che ormai preferiscono il digitale e credo che col passare degli anni aumenteranno sempre di più. Scegliere l’uno o l’altro formato quando si tratta di “produrre qualcosa” dipende molto dalla finalità di quello che si produce. Siamo tutti sempre molto concentrati sul “romanzo”, ma i romanzi non sono certo l’unico tipo di libro che viene prodotto. Ci sono i saggi, i manuali, i cataloghi, le raccolte di racconti, poesie e fotografie.
Seguo progetti su entrambi i fronti e alla fin fine si tratta sempre di sfruttare al massimo i benefici di entrambi i mondi minimizzandone gli aspetti negativi. La carta è cool, ma costa e la distribuzione è un campo minato. Per progetti low cost il digitale è spesso una scelta obbligata.

[Antonio Ferrara]: Cosa ne pensi della piccola e media editoria NON a pagamento che sta dilagando in questi ultimi anni? Grande iniziativa oppure ennesima bidonata nei confronti degli autori?

[Alessio Valsecchi]: L’abbassamento dei costi di stampa ha permesso la nascita di tantissime nuove case editrici, con relativa proliferazione di ulteriori offerte editoriali e tante tante nuove opportunità di pubblicazione per aspiranti scrittori. Un po’ quello che è successo al mondo della fotografia con l’invasione delle reflex digitali: chiunque ne ha una pensa a se stesso come a un fotografo vero e in tanti “provano” a percorrere questa strada.
Una cosa da non dimenticare mai è che una “casa editrice” è fatta da persone, e che la sua serietà dipende direttamente da quella delle persone che la compongono.
Il vero problema sono però i mezzi: le piccole case editrici non hanno soldi per potersi imporre sulla distribuzione e sulla promozione. Sono aspetti di marketing fondamentali che vedranno sempre le “piccole” svantaggiate. Gli scrittori che pubblicano per esse devono saperlo, capirlo e accettarlo.

[Antonio Ferrara]: Cos’è cambiato nel panorama editoriale da quando hai fondato La Tela Nera fino ad oggi?

[Alessio Valsecchi]: Mi sembra sempre tutto uguale. L’ebook è una bella novità ma è ancora giovane e ha ancora numeri troppo piccoli. Per il resto non ho visto grossi cambiamenti in ambito prodotti, produzione e offerta. Quello che forse più cambiato oggi è la volontà delle grosse case editrici di stare più vicine ai loro lettori, di conversare con loro e stare ad ascoltarli. Del resto l’esplosione del fenomeno blog e dei social media ha reso necessario questo loro nuovo approccio. Ormai è “normale” al giorno d’oggi vedere le case editrici che “vanno” dai blogger a chiedere spazi e visibilità, dieci anni fa era rarissimo.

[Antonio Ferrara]: Vivere di scrittura, che ne pensi?

[Alessio Valsecchi]: Ho accennato all’argomento sul mio blog (http://lastanzabuia.blogspot.com/2010/11/scrittori-no-professionisti.html)
Credo sia possibilissimo vivere “di scrittura”.
Solo che per “scrittura” io intendo una cosa, e la maggior parte degli aspiranti scrittori ne intende un’altra.
Vivere dei soli proventi derivati dalla scrittura di proprie opere di narrativa è quasi impossibile. In Italia credo ci riescano in pochi.
Vivere dei proventi derivati da lavori vari in ambito editoriale (compresa la scrittura di proprie opere di narrativa) è fattibile.
Al giorno d’oggi uno “scrittore” è più facile che sia un “professionista dell’editoria” a 360° che un semplice scrivi-storie. Lo scrittore di oggi traduce, offre consulenze editoriali, fa l’editor o il lettore/selezionatore, aiuta in redazione producendo testi utili all’editore (articoli, recensioni, prefazioni, presentazioni, comunicati). Molti degli “scrittori professionisti” che conosco sono giornalisti, editor, curatori di collane, redattori di riviste, responsabili della comunicazione: passano le giornate a scrivere, ma non solo narrativa.

[Antonio Ferrara]: Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa?

[Alessio Valsecchi]: Si tratta di una cosa possibile e avviene ogni anno a decine e decine di autori. Basta andare in libreria e leggere la quarta di copertina di libri di grandi editori per rendersene conto: moltissimi libri sono scritti da autori al debutto. E vale anche per Mondadori. Che i grandi autori non pubblichino esordienti è una leggenda metropolitana facilissima, dati alla mano, da smascherare: spesso gli aspiranti scrittori scelgono inconsapevolmente di crederci, probabilmente per giustificare (consapevolmente o ionconsapevolmente) i propri insuccessi.

[Antonio Ferrara]: Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

[Alessio Valsecchi]: Dipende da cosa si aspetta l’autore da un concorso. Ce ne sono tantissimi e ognuno con le proprie caratteristiche. Un mio amico partecipa solo a quelli con premio in denaro, e lo fa solo per cercare di vincere soldi. Un altro partecipa solo per il gusto di gareggiare. Un altro ancora nella speranza di mettersi in mostra con qualche giurato o l’eventuale casa editrice che lo organizza.
Quindi ognuno deve chiedersi: dove voglio andare? Questo concorso può aiutarmi ad arrivare dove voglio? E decidere in base alla risposta.
Proprio in questi giorni ho lanciato la sesta edizione del concorso Nella Tela! (http://www.latelanera.com/nellatela/). Questo è un concorso adatto a chi si vuol mettere in mostra con una casa editrice (Edizioni XII, coorganizzatrice del premio) rischiando anche di strappare una piccola soddisfazione economica. I racconti migliori in gara verranno infatti letti da chi, all’interno della casa editrice, si occupa di scegliere i testi da pubblicare nelle proprie produzioni: non mi sembra un’occasione da poco se si vuole provare a pubblicare con noi.

[Antonio Ferrara]: Per le Edizioni XII dirigi la collana Mezzanotte (http://eshop.xii-online.com/store/information.php?info_id=31), dedicata alla narrativa thriller e d’avventura. Com’è lavorare con un editore?

[Alessio Valsecchi]: Edizioni XII è un editore piccolo che ci tiene a fare le cose bene. Non so come siano organizzati gli altri, per me lavorare con Edizioni XII è soprattutto fonte di stimoli (per le differenti e numerose situazioni da affrontare) sia un divertimento: lo staff della casa editrice è composto da elementi che frequenterei (e che in effetti frequento!) anche al di fuori del contesto editoriale, alcuni sono diventati veri amici, altri anche compagni d’avventura in altri progetti (editoriali e non). Insomma, è piacevole, e in una realtà “no profit” come la nostra credo sia fondamentale.

[Antonio Ferrara]: Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

[Alessio Valsecchi]: Oltre a rileggere una delle risposte che ho dato poco fa consiglio di provare a pensare con l’ottica dell’editore di turno, a sforzarsi di capire quali possono essere i suoi problemi, i suoi dubbi, le sue criticità. Provare a chiedersi “cosa posso fare per aiutare l’editore?” piuttosto che interessarsi esclusivamente a se stesso e a pubblicare a ogni costo.
Un bravo scrittore per una casa editrice non è solo uno “sforna libri”, è un elemento valido su più fronti.
Collaboratore, evangelizzatore, PR, critico costruttivo, consigliere, organizzatore di progetti. Ci siamo capiti, no? 🙂

[Antonio Ferrara]: Cosa vuol fare da grande Alessio Valsecchi?

[Alessio Valsecchi]: Vorrei approfondire alcuni temi che negli ultimi anni mi stanno affascinando sempre di più. Mi sono avvicinato a un mondo, quello del web marketing, che è per me di grandissimo interesse. Far diventare questa mia passione una professione a tempo pieno è uno dei miei obiettivi futuri.

Grazie per essere stato mio ospite.

Alessio Valsecchi Website


Antonio Ferrara intervista Alessandro Manzetti


Alessandro Manzetti

Alessandro Manzetti

Girovagando per i più oscuri e regressi meandri del web, in posti oscuri dove si parla di Horror, Noir e Weird, mi sono imbattuto in una persona speciale. Speciale nel vero senso della parola. Leggendo l’intervista scoprirete il perchè. Ospite di “Uno Sguardo Oltre la Siepe”: Alessandro Manzetti.

1 Chi é Alessandro Manzetti per Alessandro Manzetti?
Accidenti, mi metti in difficoltà alla prima domanda. Vediamo, ti rispondo così: una persona appassionata e difettosa, in bilico tra impossibili equilibri. In fondo, uno dei tanti.

2 Come mai hai il debole per la “bara traballante”? Addirittura sei membro della prestigiosa Horror Writers Association.
La passione per la letteratura nera per me è antica e sempre molto viva. Parlo di letteratura nera per unire vari generi, come l’horror e il noir. Anche se oggi i confini tra generi sono sempre più sfumati e indefinibili. Sono stato a lungo un buon lettore silenzioso, poi ho deciso di iniziare a comunicare, a scrivere articoli e approfondimenti su blogs e Webzine. Ho instaurato nel tempo collaborazioni e relazioni con redazioni, editori, giornalisti, autori, fondando alcuni blogs tematici e una Webzine. Lentamente ho focalizzato i miei pezzi verso la letteratura horror internazionale, poco comunicata in Italia, cercando di far conoscere meglio e presentare alcuni grandi autori e i migliori esordienti ai miei lettori e agli appassionati, facendoli parlare in prima persona, raccontare il proprio lavoro. Queste attività, svolte in particolare con autori, giornalisti e operatori dell’horror statunitense, culla di grande letteratura di genere, mi hanno consentito di entrare in contatto con la Horror Writers Association, e poi di farne formalmente parte come Associate Member, grazie alle mie attività di divulgazione della letteratura horror svolta sui miei blogs e sui media delle realtà editoriali con cui ho collaborato. Ho scoperto solo dopo di essere l’unico membro italiano dell’HWA, oltre alla casa editrice Gargoyle Books. Mi sono reso conto presto di essere entrato in una Associazione vera, dinamica, aperta alle idee e alle proposte di tutti i membri.

3 Dove c’è l’horror e il noir e il weird c’è sempre Alessandro Manzetti. Ci vivi di questo?
Si tratta di una grande passione, ci vivo nel senso che rappresenta gran parte del mio tempo libero. Il mio vero lavoro è occuparmi di adversiting e comunicazione sul web presso una azienda, propongo soluzioni e piani di web marketing ai miei clienti. Ma la passione ha grande forza, al momento sto sviluppando idee, progetti e contatti per poterla trasformare nel mio lavoro, a tempo pieno. Spero di riuscirci presto.

4 Edizione cartacea o eBook?
Dico Ebook. L’editoria digitale rappresenta una grande opportunità per vitalizzare un mercato rigido, contratto e in difficoltà, se si eviteranno pericolosi cartelli che stanno rallentando il processo di innovazione. La lettura elettronica cambierà molto il tradizionale rapporto con il libro, se si pensa alle nuove possibilità di interazione, condivisione, di fare community. Per non parlare del self-publishing, del nuovo marketing del libro, degli stores e dell’esplosione delle vendite on-line. Ma siamo appena all’inizio, l’onda in Italia non è ancora arrivata, oggi l’editoria digitale è solo un segmento di nicchia. Questa specie di “passaggio culturale” è ora più concreto e focalizzato sull’hardware, sui nuovi device. Ti ho risposto eBook e confermo con i fatti: sto portando avanti un nuovo progetto per il mio blog Il Posto Nero, una collana ebook che esordirà a Ottobre 2011 con il primo titolo, Arkana. Si tratta di una antologia di racconti horror curata da me e Daniele Bonfanti, conterrà lavori di grandi autori di livello internazionale, come Jack Ketchum, Lisa Mannetti, Lisa Morton, Michael Laimo, John Everson, James A. Moore, Daniel Kehoane, con una introduzione a cura di Rocky Wood, scrittore, saggista e Presidente della Horror Writers Association. Presenterò ufficialmente il progetto, che ha esclusivamente valenze di divulgazione culturale, alla fine di giugno.

5 Il libro che hai amato?
Ce ne sono tanti, difficile scegliere. Rimanendo nel genere posso citarne qualcuno: Frankenstein di Mary Shelley, incredibilmente rivoluzionario, l’angosciante Io Sono Leggenda di Richard Matheson e La Casa dei Fantasmi di Peter Straub. Se invece parliamo di mainstream forse una scelta posso farla: Primavera Nera di Henry Miller. Lirico, crudo, sincero.

6 Sul tuo blog il Posto Nero hai intervistato tanti autori. Come fai? Ti piacerebbe intervistare Stephen King? Credo che tu possa riuscirci.
La passione e l’entusiasmo, se autentici, sono molto contagiosi. Gli interlocutori, gli autori, sono spesso veri appassionati e riconoscono l’odore di una sana e nera condivisione. Si tratta di relazionarsi, studiare, aggiornarsi continuamente, sfruttare gli strumenti di comunicazione che accorciano le distanze, non c’è nessun particolare segreto. Quello che è importante, anzi fondamentale, è la cura e la presentazione del “prodotto di comunicazione”, perché è di questo che si tratta. Certo, mi piacerebbe intervistare Stephen King, ma non sarebbe il primo di una ipotetica lista, e poi nulla è più stimolante di comunicare autori emergenti prima che diventino bestseller, mettendo il naso anche fuori del proprio piccolo mercato.

7 Vista la tua esperienza vissuta tra i libri, addetti ai lavori, giornalisti, scrittori e lettori: Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi? Che idea ti sei fatto?

E’ quasi impossibile trovare spazi per un giovane autore emergente, almeno presso le grandi realtà editoriali tradizionali. Per un editore si tratta di fare investimenti non commisurati alle potenzialità di vendita, al bacino reale di utenza di un autore sconosciuto. Senza un piano promozionale adeguato i risultati sono davvero mediocri. Si parla di poche centinaia di copie, quando è un successo. Probabilmente i nuovi scenari dell’editoria digitale potranno offrire molte opportunità in più. In altri paesi ci sono stati diversi interessanti casi di self-publishing che hanno consentito all’autore di emergere sul mercato, e poi ottenere contratti con importanti editori. Ma anche in questo caso non si tratta solo di qualità dell’opera, ma anche della capacità di fare community e marketing sul Web. Agli autori esordienti, che non intendono solo saziare il proprio ego ma vogliono vendere davvero le proprie opere, consiglio di rivolgere tutti i propri sforzi verso il mondo degli ebook e delle nuove realtà che hanno già implementato strumenti e strategie di marketing elettronico. Editori che siano in grado di supportare un progetto editoriale con la disponibilità di risorse dedicate e specializzate nel web marketing. Anche senza un corposo budget promozionale. Ma ci vorrà ancora pazienza, l’editoria digitale è ancora agli inizi e di risorse specializzate in giro ce sono poche e in formazione.

8 La più grande soddisfazione che ti ha regalato il tuo lavoro?

Non ho dubbi, entrare in contatto con Jack Ketchum, icona della letteratura horror internazionale, intervistarlo, costruire una amicizia, iniziare a collaborare su interessanti progetti, poter condividere il suo straordinario lavoro, che dalla letteratura scorre verso il cinema. Un bellissimo rapporto, anche con tutto il suo entourage.

9 Hai mai pensato di fare il romanziere?

Mi piace scrivere, lo faccio senza particolari ambizioni o pretese, alcuni miei brevi racconti sono stati premiati e pubblicati sul web e in alcune antologie di genere. Certo, ho pensato a scrivere un romanzo, ma si tratta di un vero e proprio progetto che richiede tempo e molta applicazione. Oggi non ho molto tempo per scrivere, le attività di comunicazione sul mio blog, sui portali, magazines e case editrici con cui collaboro assorbono piacevolmente tutto il tempo disponibile. Penso che continuerò a divertirmi a scrivere racconti, nei piccoli spazi che riuscirò a ricavare. Il romanzo lo lascio ai veri scrittori.

10 Si legge molto poco e l’editoria sembra in perenne crisi mistica, che ne pensi?

In parte penso di averti già risposto precedentemente; è vero la crisi è palpabile ma non è certo una novità. Ma io sono un inguaribile ottimista, penso davvero che l’editoria digitale riuscirà a creare un nuovo movimento e un rinnovato interesse, si tornerà a leggere di più e saranno coinvolti anche e soprattutto i giovani, un pezzo o target importante che oggi manca al nostro settore.

11 E se ti dicessi Gargoyle Books ed Edizioni XII?

Sono due realtà con cui collaboro con molto piacere. Ho sempre apprezzato lo sforzo di Gargoyle Books, casa editrice specializzata nella letteratura horror, nel portare in Italia e far conoscere le opere dei grandi autori internazionali e curare anche i migliori autori italiani. Credo che dobbiamo molto al lavoro fatto finora dalla Gargoyle. Edizioni XII è una giovane e dinamica realtà, con la quale collaboro più strettamente, anche per motivi di amicizia personale e interessanti progetti comuni. Apprezzo molto la visione editoriale di Edizioni XII, sicuramente in grado di comunicare la narrativa fantastica con qualità e competenza, assecondando anche i nuovi scenari che si stanno aprendo. Penso che si tratti di una realtà con un grande futuro, se si avrà la pazienza di crescere con i giusti tempi continuando a non fare compromessi con la qualità. Intorno a XII si muove un grande interesse di risorse, di giovani, di talenti e nuove competenze, una valore incredibile che dovrà essere sfruttato in pieno.

12 Il senso della vita?

Una domanda molto difficile, non so se sono in grado di darti una risposta. Stringendo molto, posso solo dirti che è importante vivere in pace con se stessi.

13 Cosa vuol fare da grande Alessandro Manzetti?

In realtà sono troppo stagionato per pensare a cosa farò da grande. Posso dirti che ho diversi progetti in cantiere, della collana ebook del Posto Nero ti ho già parlato, ma sto lavorando anche su altri scenari molto stimolanti, come una nuova rivista che presto vedrete nascere, e poi vorrei occuparmi sempre più concretamente della editoria horror statunitense, continuare e rafforzare la mia attività di scouting per portare in Italia grandi autori finora mai pubblicati, in partnership con aziende specializzate nel marketing e nella comunicazione. Ma anche portare sul mercato internazionale i migliori autori italiani di genere horror e noir, con un interessante interscambio di attività. Insomma, anche se sono già grande, la passione mi costringe ancora a sognare e voler costruire tantissime cose.

Grazie per essere stato mio ospite.

Classe 1968, vive a Roma. E’ da sempre appassionato di letteratura e cultura horror.

Collabora con varie testate e realtà letterarie on line, tra le quali La Tela Nera, per la rubrica di approfondimento horror il Ragno, per interviste e recensioni, Edizioni XII per il marketing e la promozione di titoli , Gargoyle Books e Sugarpulp, per la recensione di nuovi titoli e interviste agli autori, H L’Almanacco di Horror Magazine per cui cura la rubrica di approfondimento Il Corriere di Atlantide e interviste con autori horror internazionali

Cura Il Posto Nero, un blog di approfondimento specializzato sulla cultura horror, noir e weird.
Scrive racconti horror e noir, pubblicati in antologie e sul web. È stato premiato in alcuni concorsi letterari nazionali di genere.

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il posto nero di alessandro manzetti

Il Posto Nero di Alessandro Manzetti

Per la serie posti interessanti segnalo con piacere “Il Posto Nero“. Articoli, interviste, approfondimenti e news dal mondo del “Noir“, inteso nel senso più ampio del termine, vi aspettano in questo blog tematico. A dar vita al tutto è Alessandro Manzetti: Scrittore, giornalista, curatore di antologie e collaboratore di importanti case editrici “Nere” come la Gargoyle Books e le Edizioni XII. Inoltre collabora con i portali de La Tela Nera e Horror Magazine. Di Alessandro Manzetti ci si può fidare e la sua professionalità e dedizione al mondo del notturno permea in questo Posto… Nero.

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