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L’AUTUNNO DI MONTEBUIO dopo la lettura…


l'autunno di montebuioNel nulla della narrativa di genere “Horror” che circola di questi tempi nelle librerie della penisola italica, sfogliando questo romanzo ho riscoperto antichi sapori da tempo dimenticati. Questo è un romanzo alla vecchia maniera, di quelli che ti fanno venire la voglia di chiamare l’autore e dirgli, bravo! A quando il prossimo? In questo caso gli autori sono due. Il primo, non me ne voglia Micol Des Gouges è Danilo Arona. Se non lo conoscete vi basta scrivere il suo nome in google per capire chi sia, ma non è questo il punto. Il fatto che Arona sia un investigatore del brivido, un profanatore di misteri, uno che ha fatto della narrativa e dell’approfondimento di genere una ragione di vita, non è sinonimo di qualità. Un caro vecchio amico che si chiama Stephen e vive a Bangor nel Maine (Stati Uniti) spesso e volentieri piuttosto che capolavori assoluti, ha sfornato delle boiate pazzesche, quindi assodato che errare è umano, Arona non è da meno. Il solo nome spesso non basta a garantire la qualità di un testo. Vuoi che l’hai scritto senza ispirazione, vuoi che le idee sul lungo viaggio verso la fine del libro non ti sono arrivate, vuoi che alla fine della fiera ti rendi conto che il tuo romanzo è mediocre, ma come autore hai il bisogno di farlo uscire comunque, resta il fatto che ci sono romanzi ispirati e altri meno. Scusate la divagazione, ma credo che la maggior parte dei testi che circolano nella grande distribuzione non siano neanche stati scritti dagli autori che compaiono in copertina, ma questa è un’altra storia che approfondiremo altrove. Tornando al romanzo in questione posso dire senza mezze certezze che ci troviamo al cospetto di un libro che va letto. Arona ha fatto centro ed era ispirato. Un libro che tutti gli appassionati del genere, ma anche chi è in cerca di una storia appassionante e ricca di suspance dovrebbe leggere. Un testo alla “vecchia maniera” quando ancora i mostri erano mostri e i sospiri tra gli alberi di un bosco mettevano i brividi. L’Autunno di Montebuio fa paura e fa ancora più paura se si pensa che Arona non è solo, ma sulla sua strada ha incontrato l’enigmatica Micol Des Gouges; una ragazza diciottenne al suo esordio letterario che regge il confronto con il maestro. Per ora non sappiamo molto su di lei, ma credo che se questa ragazza continuerà a scrivere, ne vedremo delle belle. Il miracolo è che Arona e Micol dimostrano che il divario generazionale può essere azzerato e così la “bella e la bestia” convivono in un unico romanzo, ammiccandosi e punzecchiandosi a vicenda e conducendo in lettore in un turbine di terrore che difficilmente verrà dimenticato. Arona si trova pienamente a suo agio dalle parti di Montebuio e questo è ampiamente dimostrato nel capolavoro de L’Estate di Montebuio, mentre Micol, all’apparenza lontana da sintonizzazioni, anni sessanta, i missili di Cuba e la paura di uno scoppio di una guerra mondiale, si immedesima talmente tanto in quegli anni, da sembrare una viaggiatrice del tempo che è riuscita a leggere nel cuore della “bestia” e a capire cosa e come si doveva procedere. Questa è la mia analisi, plausibile di errore, ma dove non posso assolutamente (odio gli avverbi, ma è di dovere) sbagliare è sul fatto che questo libro mi è piaciuto e lo consiglio senza riserve. Il libro ti prende dall’inizio alla fine e quando lo finisci ne vorresti ancora. Come direbbe il buon vecchio Giacobbo: Fortunatamente a Montebuio ci sono ancora molti misteri da svelare.

Io sono Lisetta, Lisi per gli amici, e questo è il mio tema. No, questo avrebbe dovuto essere il mio tema. Ho dovuto togliere delle parti, voi sapete quali.

Tornano i misteri di Montebuio. Sullo sfondo, gli anni in cui Cuba minacciava il mondo coi suoi missili. La storia di tre bambini che si trovano ad affrontare l’incubo della guerra attraverso le paure – anzi no, il terrore – negli  occhi degli adulti.

“Perché la paura, al suo picco, è in grado di materializzare i terrori del mondo. E i missili voleranno in direzione di Montebuio. E con loro altre cose che nessuno mai dovrebbe vedere” (cit. D. Arona)

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Antonio Ferrara intervista Micol des Gouges


micol

Micol des Gouges

Oggi rimando la pubblicazione della diciassettesima parte del romanzo “Gli occhi del male” per lasciare spazio a una giovanissima, talentuosa e misteriosa autrice che a soli diciannove anni esordisce a quattro mani insieme a un maestro del calibro di Danilo Arona, con il romanzo L’autunno di Montebuio.

1 Chi è Micol des Gouges per Micol des Gouges?

Micol des Gouges è una delle parti in cui sono frammentata e che ogni tanto viene a galla.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

È davvero una follia! La scrittura è un istinto, ti prende e non puoi far nulla per resisterle. Come con tutte le passioni, puoi solo cederle. Ed è giusto che sia così! È una delle attività umane più liberatorie e belle.

3 Esordire a quattro mani con un maestro come Danilo Arona non è da tutti, figuriamoci convivere con il suo alter ego Morgan Perdinka. Come hai fatto?

Sono stata coraggiosa! È stata una esperienza fondamentale, iniziatica. Danilo, e l’ombra di Perdinka dietro di lui, sono entità stimolanti, forse un po’ inquietanti. Ma è una delle migliori persone che conosca e gli sarò grata a vita!

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono un’affezionata del cartaceo, permette un rapporto sensoriale completo con il libro però capisco anche che l’eBook, oltre ad essere il futuro, dia molti vantaggi, come la possibilità di avere sempre con sé un vero e proprio archivio di libri.

5 I prossimi tuoi lavori letterari si concentreranno sempre sul lato oscuro delle cose? Hai un debole per la bara traballante?

Ho un debole per il lato oscuro delle anime, per i meandri bui nei quali rinchiudiamo i nostri segreti, le vergogne, i desideri difficili da accettare. L’umanità è horror!

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore, ma che un cattivo scrittore non possa diventare un bravo scrittore.

Un cattivo scrittore è condannato: ha l’istinto che lo porta a scrivere ma non la capacità per farlo bene, un tormento (per lui che scrive e per chi lo legge!). Uno competente ha la possibilità di diventar bravo, ma la competenza non è tutto.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Che se fosse possibile, e l’ispirazione fosse meno capricciosa, sarebbe un sogno.

8 Sei molto giovane e mi piacerebbe sapere  cosa nei pensi dei social networks e della televisione. Come li vedi nella vita di uno scrittore?

La televisione ha ben poco a che fare con gli scrittori e con la cultura in generale. È un peccato. I social networks possono essere un valido strumento di informazione, diffusione, se usati con abilità.

9 Parlami dell’autunno di Montebuio.

L’Autunno di Montebuio parla dei tredici giorni di ottobre che, nel 1962, portarono il mondo sulla soglia di una guerra nucleare, terrorizzandolo. Giorni di incertezza, confusione, paura che furono vissuti da tutti, dagli adulti e dai bambini. Proprio i bambini sono i protagonisti di questa storia, la sua voce narrante, bambini allontanati dalle notizie di quei terribili giorni con false rassicurazioni, ma non per questo salvaguardati e protetti dal terrificante clima di tensione. E nemmeno al sicuro da eventi ben più strani.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo completamente isolata, di solito nella mia camera, il mio tempio, nella penombra, con musica quasi inudibile oppure a un volume spropositato. Non posso scrivere sempre ma solo quando mi sento richiamata dalla storia, altrimenti ogni tentativo è frustrante e inconcludente.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo lavoro letterario?

Montebuio ha ancora molto da svelare…

12 A scuola insegnanti amici cosa ti dicono della tua esperienza letteraria? Ci sono ancora molti pregiudizi nei confronti dei romanzi horror?

Sono tutti entusiasti! Io cerco di mantenere un certo contegno, mentre gli altri si lasciano andare del tutto. Qualcuno mi ha guardato un po’ interrogativo quando ho parlato delle tematiche del libro, l’horror è spesso visto con diffidenza, ma li ho spinti a leggerlo: c’è sempre tempo per infrangere un pregiudizio.

13 Cosa vuol fare da grande Micol des Gouges?

Vivere il momento e scrivere tanto.

Grazie per essere stata mia ospite.

Vai alla scheda del libro: L’autunno di Montebuio


L’autunno di Montebuio di Danilo Arona e Micol Des Gouges


L'autunno di Montebuio CoverL’Autunno di Montebuio, nuovo capitolo dell’universo di Morgan Perdinka, scritto dal maestro Danilo Arona assieme alla giovane Micol Des Gouges.

Io personalmente ne ho già preordinata una copia e mi aspetto che tutti gli amanti non solo di Arona, ma del “brivido” in generale, non perdano questa occasione.

Io sono Lisetta, Lisi per gli amici, e questo è il mio tema. No, questo avrebbe dovuto essere il mio tema. Ho dovuto togliere delle parti, voi sapete quali.

Tornano i misteri di Montebuio. Sullo sfondo, gli anni in cui Cuba minacciava il mondo coi suoi missili. La storia di tre bambini che si trovano ad affrontare l’incubo della guerra attraverso le paure – anzi no, il terrore – negli  occhi degli adulti.

“Perché la paura, al suo picco, è in grado di materializzare i terrori del mondo. E i missili voleranno in direzione di Montebuio. E con loro altre cose che nessuno mai dovrebbe vedere” (cit. D. Arona)

Perciò siate pronti. L’Autunno sta arrivando.

Per tutto il mese di ottobre, fino alla mezzanotte di Halloween, il libro è acquistabile in prevendita a soli 13 euro senza spese di spedizione (prezzo di copertina 15 euro)

Link allo store per l’acquisto diretto.

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