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Volere è potere


Questa è una storia vera e dietro tutte le storie vere si nascondono le verità della vita a cui gli scrittori si ispirano per creare i mondi che tanto amiamo scoprire tra le pagine di un libro. Questa è la storia di Stefano Pastor uno scrittore che io ho amato quando era ancora sotto pseudonimo.

Anno 2010 parte il concorso letterario IoScrittore indetto dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol e io vi partecipo con un mio romanzo. Il concorso prevede che i concorrenti valutino gli incipit a vicenda e che si diano delle valutazioni sia numeriche che descrittive alle opere ricevute in visione. Il tutto si svolge sotto pseudonimo e in massima segretezza. Tra le mie assegnazioni mi capita uno scritto “ancora inedito ma di prossima pubblicazione” che mi lascia letteralmente di stucco. Mi rendo conto di trovarmi al cospetto di uno Scrittore con la “S” maiuscola. Il suo teste scorre liscio e senza intoppi, la sua prosa è ferma ed essenziale e quello che racconta mi lascia una curiosità dentro che ha dell’inverosimile. Gli assegno un bel 9 e gli dico che per me quello che ha scritto è un capolavoro. Dopo la fine del concorso io non passo e neanche il testo a cui avevo dato il 9. Dopo il concorso sul blog ufficiale si scatena un putiferio e così un manipolo di noi, esclusi ovviamente, mette in piedi una sorta di “Isola che non c’è”. Un blog per tutti coloro che vorranno confrontarsi sulla scrittura e in particolare sull’avventura del concorso appena trascorso. Inizialmente il posto da me fondato si chiama “Quelli di Io Scrittore 2010” adesso si chiama Inchiostro e Patatine e di tanto in tanto mi vado a fare un giro. Ho ceduto la gestione ad altri utenti registrati che avevano più tempo di me nel dedicarsi a questo progetto.

Ma andiamo avanti, grazie a questo forum e cercandolo in lungo e in largo per la rete ero alla ricerca dell’autore sotto pseudonimo del titolo che avevo reputato un capolavoro. Finalmente lo trovo o è lui a trovare me. Per qualche strano motivo gli scrittori si cercano, specie se hanno visto qualcosa che andava “oltre” l’ordinario. Scopro che l’autore dell’incipit da me letto si chiama Stefano Pastor e che non ha scritto solo il romanzo presentato al concorso, ma ha fatto molto di più. Da qual giorno compro tutti i suoi libri, anche perché non potrei farne a meno.

A seguire il resto della storia dal punto di vista di Stefano Pastor presa di pari pari dal sito dello scrittore.

Leggetela, ne vale la pena e può far capire a tutti noi che con molta forza di volontà e impegno i sogni possono realizzarsi.

Grazie Stefano

Salve a tutti!
Con alcuni giorni di ritardo festeggio il primo anno del mio blog. Questo compleanno è ancor più significativo grazie a due eventi che hanno cambiato completamente la mia vita.

Il primo è molto personale, ovvero ho abbandonato la città in cui sono nato e sempre ho vissuto, Ventimiglia, per trasferirmi in un’altra regione, l’Emilia-Romagna, e precisamente a Cento, in provincia di Ferrara. Una decisione che si potrebbe dire improvvisa, a seguito di un’insperata occasione a cui non potevo rinunciare.

A questo terremoto della mia esistenza si aggiunge pure una svolta nella mia carriera, altrettanto inaspettata e sorprendente. Sono risultato uno dei vincitori del Torneo IoScrittore, e come tale il mio romanzo L’ILLUSIONE verrà pubblicato da Fazi nel corso del 2012. Un’occasione unica e una possibilità di raggiungere tutte le librerie italiane, e quindi di essere letto e giudicato.

Non dico che ciò sia il coronamento di tutti i miei sogni, ma di certo è una prova tangibile che la strada scelta è quella giusta e ho fatto bene a perseverare.
Mi pare quindi il momento migliore per trarre un bilancio di ciò che sono e di ciò che ho fatto.

In un momento della vita in cui le persone normali tirano i remi in barca, bene o male si considerano assestati e si preparano all’inevitabile lento declino, io invece ho deciso di mettermi in gioco e di ricominciare da zero.
Chiusi i conti con un passato lavorativo che ha avuto alti e bassi, bei momenti come disastrose cadute, alle soglie dei cinquant’anni ho deciso di realizzare un sogno che mi portavo dentro fin da ragazzino.

Il 12 aprile del 2008, mi son detto: «Voglio scrivere. Sono più di trent’anni che desidero farlo, e anche se sono convinto che non sarò mai abbastanza bravo da poter essere pubblicato, voglio provarci lo stesso.»
Così quel giorno, davanti a una pagina bianca di word, ho scritto il titolo del mio romanzo, Thule, e sono andato avanti. Da allora non ho mai smesso.

È stato necessario quasi un mese per ultimare Thule, che nel frattempo aveva cambiato titolo in Mike, e il risultato finale mai avrei osato presentarlo a un editore, perché non era all’altezza di una pubblicazione. Però c’ero riuscito, lo stile tutto sommato non era neppure orrendo e la storia niente male, mi bastava così.

Ho continuato, senza alcuna pretesa, solo per il piacere di scrivere. A digiuno di editing ho scritto un libro dopo l’altro, senza mai fermarmi e all’inizio senza revisionarli neppure, al ritmo medio di uno al mese (talvolta anche due, se si trattava di libri più corti).

Il mio stile è andato via via migliorando, ho imparato a revisionare le mie opere, e man mano che sono iniziate le pubblicazioni e sono venuto in contatto con veri editor, ho appreso sempre più le basi per renderli migliori.
Anche le storie sono cresciute di spessore e ho sfornato libri più lunghi e articolati. Alla fine è giunto persino il momento in cui sono arrivato a considerare i miei libri pubblicabili e ho iniziato a partecipare a concorsi.

Qualcuno l’ho vinto, altri no. Ho iniziato a pubblicare. Spesso libri scartati da un editore venivano accettati da un altro, quindi non mi sono mai perso d’animo. Sono giunto alla conclusione che le mie storie, come immagino quelle di chiunque altro, possono piacere o non piacere. A certi editori sono piaciute e ad altri no, è normalissimo.

Il mio stile è personale e riconoscibile al di là degli argomenti trattati. Privilegio i dialoghi, sono parco di descrizioni e di aggettivi, amo sorprendere il lettore con brusche virate nella trama, dedico molta attenzione ai finali (che possano piacere o meno), tento di essere originale, spesso lascio andare a briglia sciolta la fantasia. Curo molto il carattere dei miei personaggi, ma ogni azione è fine alla storia, quindi le divagazioni sono molto rare. Perciò se cercate lunghe ed elaborate descrizioni poetiche, se volete sapere in ogni istante il colore del cielo e dei vestiti indossati dai personaggi, se amate flussi di coscienza, diari intimi e cose del genere, astenetevi pure dal leggerli.

Amo ogni personaggio che creo e vorrei trasmettere questo amore anche a chi mi legge. Non c’è mai stato in nessuno dei miei libri, né mai ci sarà, un personaggio autobiografico, e non ho narrato eventi personali in nessuna delle mie storie. Prediligo il lieto fine, pur restando su un piano logico e credibile, ma talvolta, seppure con dolore, accetto anche la dipartita di qualche personaggio, quando la storia lo richiede.

Adoro il fantastico, ma rendo meglio nei thriller, ho accettato la sfida di scrivere storie di ogni genere, affrontando fantascienza, fantasy, horror, avventura, azione, libri drammatici e brillanti, e molto spesso storie non ascrivibili a nessun genere specifico.

In quest’ultimo bimestre, per esempio, ho scritto due romanzi completamente diversi uno dall’altro: la commedia sentimentale GUS & MILKY e l’horror TEARDROPS & LACES (Lacrime e Pizzi), entrambi di lunghezza non eccessiva. Posso dire che il piacere di scrivere è rimasto immutato e mi sono divertito come il primo giorno.

Nel campo delle pubblicazioni è uscita in questi giorni la versione ebook di CAM e il cartaceo sarà disponibile entro una decina di giorni. Il fantasy RAGNATELA DI CRISTALLO, in pubblicazione presso Linee Infinite, è stato rimandato a febbraio. La raccolta I GIORNI DELLE BESTIE, contenente nove dei miei racconti, è giunta alla fase finale e presto verrà pubblicata da Il Foglio Letterario, nella collana Fantastico e altri orrori. STELLA, in pubblicazione a marzo dalla 0111, verrà posto in vendita in un’inedita confezione comprendente cartaceo, ebook e audiolibro in contemporanea. Il racconto lungo BIANCO E NERO verrà pubblicato a gennaio in ebook nella collana eTales di Graphe.it.

Tirando le somme, a tre anni e mezzo da quando ho iniziato a scrivere, e un anno e mezzo da quando ho pubblicato il primo libro, mi ritrovo con una cinquantina di libri scritti, di cui nove già pubblicati e altri cinque in via di pubblicazione, anzi sei considerando pure L’ILLUSIONE. L’entusiasmo con cui ho iniziato non è mai venuto meno, anzi è solo aumentato. Sono sempre più convinto che creare storie e metterle su carta sia la cosa più bella del mondo. Piccolo successo dopo piccolo successo, la scalata continua. Inizio persino a nutrire speranze che tre anni fa non avrei neanche osato concepire e… ma sì, lo ammetto, inizio quasi a crederci anch’io: non scrivo affatto male! Che posso volere di più?

Un caloroso saluto a tutti quanti.
Stefano

Articolo tratto dal sito di Stefano Pastor

Intervista a Stefano Pastor

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Antonio Ferrara intervista Franco Ricciardiello


Franco Ricciardiello

Lo scrittore Franco Ricciardiello

Oggi ho il piacere di intervistare Franco Ricciardiello vincitore di svariati premi letterari tra cui spiccano il Premio Urania 1998 e il Gran Giallo Città di Cattolica 2004, ma non solo…

Chi é Franco Ricciardiello per Franco Ricciardiello?
Franco Ricciardiello è un grande lettore che crede di avere qualcosa da dire agli altri lettori; tuttavia, siccome considera il modo in cui si arriva al successo anche più importante del successo stesso, si ostina a continuare a leggere qualsiasi cosa perché una buona documentazione è la base per qualsiasi buona letteratura.

Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Come tanti che non sono bravi a esprimersi in altro modo; scrivere significa avere più tempo per pensare cosa dire, e la possibilità di rivedere e correggere il contenuto della tua comunicazione. Chi non vorrebbe avere una seconda possibilità nella vita? La lingua scritta è proprio questo: il tempo e il modo di correggere i propri errori. Da ragazzino leggevo molta fantascienza, c’era in Italia tutta una serie di pubblicazioni amatoriali fotocopiate, dattiloscritte, diffuse via posta, che permettevano quasi a chiunque di avere un minimo di lettori; è da lì che ho cominciato, con una manciata di lettori, poi con i concorsi letterari a livello nazionale.

Quando hai vinto il Gran Giallo Città di Cattolica 2004, ti è arrivata una telefonata? Raccontami quei momenti, quelle emozioni.
Sì, la buona notizia mi è stata comunicata per telefono; pur non essendo la prima volta che vincevo un premio letterario, è stata una bella emozione: il primo riconoscimento che ottenevo nel genere Giallo, e visto che cominciavo a interessarmi sempre meno di fantascienza è stato un momento importante. Alla cerimonia della premiazione a Cattolica ho conosciuto gente davvero speciale: Valerio Massimo Manfredi, l’editore Mario Guaraldi, David Riondino, Stefano Benni. Senz’altro una manifestazione dalla parte sana del mondo letterario italiano.

Edizione cartacea o eBook?
L’eBook ha ancora una diffusione limitata, l’industria editoriale non è riuscita per ora a “inquadrarlo”. In teoria potrebbe essere la via più democratica per arrivare all’eventuale pubblico, ma in un paese come l’Italia dove ci sono più potenziali scrittori che lettori, significherebbe parcellizzazione dell’offerta. A me inoltre piace molto l’oggetto-libro, il volume da tenere in mano con la sua copertina, la sensazione fisica dello spessore della carta. Penso che l’eBook potrebbe essere l’ideale in alcuni casi: lo studio e la consultazione, la lettura in viaggio, oppure l’intenzione di farsi una biblioteca di classici della letteratura.

Il libro che avresti voluto scrivere?
Spesso, il libro che sto leggendo nel momento in cui mi pongo questa domanda. Sono un lettore onnivoro. Se proprio devo rispondere, opterei per una di quelle lunghe e complesse saghe familiari come sanno scrivere Salman Rushdie o Mo Yan, o anche Gabriel García Márquez.

Agenzie letterarie, agenti, corsi di scrittura, editor. Cosa ne pensi?
È grazie al mio agente se ho venduto in Francia il primo romanzo uscito con Mondadori. Ho insegnato scrittura creativa per oltre dieci anni, e a ogni corso ho visto maturare la consapevolezza dei partecipanti; molti di loro hanno imparato a scrivere davvero qualcosa di simile all’idea che hanno in testa, e non sempre questo è scontato.

Vivere di scrittura?
Persino in Italia è possibile. Gli scrittori “puri” non sono molti, praticamente tutti fanno anche altro (televisione, giornalismo, teatro, insegnamento universitario); in teoria dunque è fattibile, ma lo scrittore di solito non è un eremita che si tiene lontano dal dibattito culturale.

Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Diciamo che è molto difficile, le maggiori case editrici non amano rischiare: meglio puntare ai piccoli editori, che hanno scoperto tanti talenti poi passati a contratti migliori.

Come é cambiata la tua vita dopo il conseguimento dei tuoi riconoscimenti letterari?
Non molto perché i concorsi letterari da soli non aprono le porte delle case editrici, e comunque per me la scrittura è solo una seconda attività. Naturalmente un premio è un forte incoraggiamento, perché scopri che c’è qualcuno che apprezza quello che scrivi, c’è chi pensa che in un dato momento tu sei il primo in qualcosa. Non è poco.

Come scrivi? Quando scrivi?
Scrivo quando ho già la trama in testa, costruita a memoria mentre cammino o guido l’automobile; di solito inizio a scrivere quando mi viene commissionato un testo per una rivista o una raccolta di racconti, quindi ho già una determinata destinazione editoriale. Scrivo direttamente sul PC e opero una quantità di revisioni successive sul testo, anche dopo che l’ho sottoposto a lettori “di fiducia”; il sesto senso poi, o l’esperienza, mi insegnano quando è il momento di fermare il lavoro di revisione.

Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Leggere, leggere, leggere. Se vuoi scrivere fantascienza, leggi fantascienza. Se vuoi scrivere gialli, leggi gialli, se vuoi scrivere horror, leggi horror: non basta guardare i film in televisione perché la scrittura ha un ritmo diverso e una tecnica molto, molto diversa. Se vuoi sapere cosa potrebbe piacere alla giuria di un concorso thriller, leggi i thriller…

Cosa vuol fare da grande Franco Ricciardiello?
Arrivare alla scrittura professionale in via continuativa, naturalmente. L’ambizione di ogni scrittore è raggiungere il grande pubblico non solo episodicamente, come è accaduto al sottoscritto soprattutto con i romanzi pubblicati da Urania Mondadori, ma in maniera regolare.

Grazie per essere stato mio ospite.

Nato a Vercelli nel 1961, ha cominciato a pubblicare science fiction a venti anni su un volume dell’editrice Nord che raccoglieva i partecipanti a un concorso letterario riservato agli abbonati. Una prima svolta nella sua attività letteraria è stato l’incontro con Gian Piero Prassi, che nel 1982 era curatore di una delle più diffuse fanzine italiane, “The Dark Side” o TDS. Erano gli anni del boom della microeditoria di fantascienza, si pubblicavano ovunque riviste amatoriali autoprodotte che sarebbero diventate l’embrione di un nuovo fandom organizzato; TDS divenne uno dei punti di riferimento, per un certo tempo fu la fanzine con la maggiore tiratura in Italia. Negli anni Ottanta, Franco Ricciardiello entrò a far parte della redazione, e dopo la rinuncia di Prassi diresse personalmente “The Dark Side” dal 1989 al 1991, anno in cui la fanzine chiuse le pubblicazioni. Da allora, Franco Ricciardiello ha partecipato all’evoluzione della fantascienza italiana: è stato numerose volte membro di giurie in concorsi letterari per racconti di fantascienza, e altrettante volte finalista o premiato. Ha partecipato negli anni Novanta alla redazione della fanzine Intercom (www.intercom.publinet.it), la più longeva rivista amatoriale .
Ha collaborato all’enciclopedia a dispense “Scrivere” della Rizzoli con una serie di schede su celebri opere della letteratura mondiale e con 5 fascicoli dedicati allo stile letterario (nel V volume)
Ha vinto nel 1998 il Premio “Urania” per il miglior romanzo di fantascienza italiano con “Ai margini del caos” (Mondadori, novembre 1998), che è anche stato tradotto in Francia nel 2001 da Flammarion.
Ha insegnato “scrittura creativa” a Biella, Vercelli e Genova e tenuto seminari sulla letetratura a Torino, Napoli e Cosenza
ha pubblicato tre romanzi e 47 racconti in una serie di riviste a antologie anche a grandissima diffusione: tra i più venduti, il racconto “Torino” (su Millelire/Stampa alternativa), 60.000 copie; il romanzo “Ai margini del caos”, 18.000 copie in Italia e 2.000 in Francia; il racconto “Saluti dal lago di Mandelbrot” (Millelire/Stampa alternativa), 10.000 copie.
Tutti i suoi racconti pubblicati che non siano coperti da copyright sono disponibili online sul questo sito creato da Vittorio Barabino,  insieme a saggi, recensioni, articoli critici sulla sua scrittura e altro materiale tra cui una galleria di foto.
Autori amati: Isabel Allende, Gabriel García Márquez, Umberto Eco, Thomas Pynchon, Don DeLillo, Manuel Vázquez Montalbán, Marguerite Yourcenar; per la science-fiction: James G. Ballard, Philip K. Dick, i fratelli Strugackij, Neal Stephenson, William Gibson e il cyberpunk in generale.  Chi fosse interessato a approfondire, può consultare l’elenco completo dei 50 migliori romanzi della science-fiction mondiale secondo Franco Ricciardiello.
Franco Ricciardiello abita da solo a Vercelli in un appartamento di sette stanze; ogni giorno ne riordina una, così che l’ottavo giorno, invece di riposarsi, deve ricominciare da capo. Di mestiere è impiegato in banca. Soffre di alcune idiosincrasie: per lungo tempo ha indossato solo pantaloni Avirex, malgrado oggi abbia superato questa fase “cotone 100%”; nel passato è stato per sei anni vegetariano; odia i crostacei e non riesce a bere vino malgrado sia un intenditore di birra. Un resoconto della Fancon di San marino di qualche anno fa lo citava esclusivamente per la frequenza con cui si serviva al buffet durante la cena di gala; malgrado ciò non riesce a superare i 74 kg di peso lordo (72 kg senza i capelli). Consuma quantità fantastiche di musica, spende molto di più nell’acquisto di libri (ha una stanza intera adibita a biblioteca) che nel mantenimento della figlia adottata a distanza in Zambia. È iperattivo nella vita e iperpigro nella scrittura; prima di iniziare un racconto aspetta che gli venga commissionato da qualche editor; scrive i romanzi solo dopo avere concordato la trama capitolo per capitolo con il suo agente Piergiorgio Nicolazzini o con l’editore. Per tutto il resto, vive invece senza una vera programmazione. Non riuscirebbe a sopportare questa esistenza senza frequenti viaggi all’estero: di recente è stato a Creta, due volte a Parigi, a Praga, in Marocco, a Lisbona, in Turchia, a Oxford e Cambridge, a Cuba e in Nepal. Ha due figlie che vivono in Lombardia con la madre; non risulta che abbiano bisogno di un programma di protezione dalle fans del padre.
Franco Ricciardiello Website


Antonio Ferrara intervista Gianfranco Nerozzi


Gianfranco Nerozzi

Gianfranco Nerozzi

Correva l’anno 1999 e su internet incappai in una copertina nera opaca con un occhio umano che campeggiava nell’ombra. Il titolo del romanzo era ed é “L’urlo della mosca”. Lo comprai e lo lessi. Ne ho letti tanti altri dopo, ma questo mi è rimasto davvero dentro. Una storia e un titolo che non si dimenticano. L’autore di quel libro è Gianfranco Nerozzi oggi ospite della mia intervista.

1 Chi é Gianfranco Nerozzi per Gianfranco Nerozzi?

Sono quello che sono e soprattutto quello che non sono, compreso quello che vorrei essere e quello che sono stato. Insomma: tutto e niente. Cripitico da morire vero? Ma per farti capire meglio: una volta ho scrito un racconto sulle arti marziali, dove in una pagina dovevo dare il senso di quello che intendevo fosse il karate. Così ho descritto un tipo che inizia un combattimento di fronte al suo avversario. Si prepara, lo guarda negli occhi, cerca di capirlo per fornteggiarlo meglio. Valuta le sue espressioni. Cerca di prevenire le sue mosse. Ascolta il suo respiro, cerca di sintonizzarsi sui battiti del suo cuore e poi finalmente colpisce e il suo avversario fa esattamente la stessa cosa nello stesso momento e i due pugni si scontrano e lo specchio si rompe in mille pezzi… Era un combattimento davanti alla propria immagine riflessa. Ecco io sono quei due combattenti riuniti in uno solo.




2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Certe cose non vengono in mente. Certe folle sono già nella mente.  Ad un certo punto escono, lucide e inderogabili.



3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Certo che sì. Più con le cose scritte per la televisione però. Con i libri si sa che è dura. Ma non mi posso lamentare. Combatto anche con la fine del mese e tiro avanti.

4 Edizione cartacea o eBook?

Cartacea absolutament. Come si fa a perdersi il gusto di entrare in una libreria, di sentire l’odore della carta, di ammiraree le copertine, di sfogliare… Tutto questo credo sia insostituibile.



5 Che tipo di scrittore sei? Butti tutto giù di un fiato oppure pianifichi?

Pianifico il mio fiato. Nel senso che sono un istintivo e un viscerale per natura e necessito del magma creativo per produrre al meglio. Ecco… diciamo che pianifico il mio caos ansimando come durante un amplesso.

6 Tra i Libri che hai pubblicato qual è quello che ti ha dato più soddisfazioni?

Tutti quanti. E non per presunzione. Solo perché ognuno di loro ha fatto parte di quella sfida di cui sopra… Una creatura per cui ho cambattuto strenuamente e quindi…

7 Eden, Polistampa, Addictions, Mondadori, Flaccovio e Nord, insomma tanta gavetta e poi? Quando hai capito di avercela fatta?
In tutti i casi: non ce l’ho ancora fatta. Grazie a Dio!


8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Niente è impossibile, se ci credi. E vai con le banalità! Però credo che sia così, dipende dal fuoco che hai dentro, se brucia molto, prima o poi incendi qualcuno. Poi ci vuole anche una buona dose di fortuna, certo. Piccoli passi diretti verso l’infinito e nessuno ti potrà fermare.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Dipende dai concorsi. Se chiedono molti soldi non bisogna fidarsi. Occorre quindi capire quali sono quelli seri. In tutti i casi possono servire per dare quel senso di sfida, che poi ti regala l’entusiasmo… Per darci dentro e sotto…



10 Come scrivi? Quando scrivi?

Sempre. Dappertutto, io lavoro… Incessantemente. Non solo scrittura vera e propria. Ci sono un sacco di cose collaterali che fanno parte del mestiere: leggere, documentarsi, navigare su internet, vedere film… ascoltare musiche… Riempire il serbatotio delle idee… Prendere appunti. Registrare riflessioni.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Attizzare il fuoco di cui sopra. Cercarlo. Scoprirlo. Dopo verrà tutto dì conseguenza.

13 Cosa vuol fare da grande Gianfranco Nerozzi?


Da grande? E chi vuole crescere!


Grazie per essere stato mio ospite.




Gianfranco  Nerozzi vive a Sasso Marconi, in provincia di Bologna. Ha pubblicato  numerosi racconti su riviste e antologie (Stampa Alternativa, Giallo  Mondadori, Diesel, Achab) ed è autore dei romanzi Ultima  pelle <http://www.gianfranconerozziofficial.com/ultimapelle.htm&gt; , come F.J. Crawford (Edizioni Eden 1991), Le  bocche del buio <http://www.gianfranconerozziofficial.com/lebocchedelbuio.htm&gt; (Edizioni Polistampa 1993), L’urlo  della mosca <http://www.gianfranconerozziofficial.com/urlodellamosca.htm&gt; (Addictions 1999), Ogni  respiro che fai <http://www.gianfranconerozziofficial.com/ognirespirochefai.htm&gt; (AdnKronos 2000), Immagini  collaterali <http://www.gianfranconerozziofficial.com/immaginicollaterali.htm&gt; (Addictions 2003). Per la serie spionaggio  di Hydra Crisis ha pubblicato L’occhio  della tenebra <http://www.gianfranconerozziofficial.com/occhiodellatenebra.htm&gt; (Mondadori 2003), La  coda dello scorpione <http://www.gianfranconerozziofficial.com/lacodadelloscorpione.htm&gt; (Mondadori 2004), Lo  spettro corre nell’acqua <http://www.gianfranconerozziofficial.com/lospettrocorrenellacqua.htm&gt; (Mondadori 2007). Ha scritto  l’antologia personale di racconti Prima  dell’urlo <http://www.gianfranconerozziofficial.com/primadell%27urlo.htm&gt; (Addictions 2000, storie basate sul proprio  romanzo L’urlo della mosca), il romanzo per bambini Una  notte troppo nera <http://www.gianfranconerozziofficial.com/unanottetropponera.htm&gt; (Disney Libri 2000, attualmente alla  quinta edizione con più di 25000 copie vendute) e il thriller  Cuori perduti <http://www.gianfranconerozziofficial.com/cuoriperduti.htm&gt;  (Mondadori 2001), vincitore del prestigioso Premio Tedeschi per  il miglior romanzo “giallo” dell’anno. Nel 2003 ha curato  l’antologia di racconti horror italiani In  fondo al nero <http://www.gianfranconerozziofficial.com/infondoalnero.htm&gt; (Urania Mondadori. Tra gli scrittori presenti,  l’inventore di Dylan Dog Tiziano Sclavi, Carlo Lucarelli, Luca Masali,  Pupi Avati). Nel 2004 ha pubblicato il romanzo Genia <http://www.gianfranconerozziofficial.com/genia.htm&gt;  (Dario Flaccovio, vincitore del premio Le Ali della Fantasia 2006),  prima parte della saga “horror-religiosa” che continua,  nel 2005, con Resurrectum <http://www.gianfranconerozziofficial.com/resurrectum.htm&gt; .  Nell’estate del 2006 ha pubblicato il romanzo breve Alla  fine della notte, contenuto nel libro L’ora  blu <http://www.gianfranconerozziofficial.com/orablu.htm&gt; , scritto in collaborazione con Andrea Cotti (Aliberti  Editore, collana Due thriller per due autori). Due storie che si  basano sulla trama del romanzo del 1993 Le bocche del buio,  di Gianfranco Nerozzi. Suoi racconti sono presenti in due antologie  horror made in Italy pubblicate nel 2007: Incubi <http://www.gianfranconerozziofficial.com/racconti.htm&gt;  (Baldini e Castoldi), raccolta a cura di Raul Montanari, e Anime  nere <http://www.gianfranconerozziofficial.com/racconti.htm&gt; (Mondadori, a cura di Alan D. Altieri). Sempre nel  2007, è uscito per Mondadori (collana Super Brividi) il romanzo  horror per ragazzi La  creta oscura <http://www.gianfranconerozziofficial.com/lacretaoscura.htm&gt; . Nel 2008 è uscito, per Mondadori  – Urania Horror n.1, Cry  Fly Trilogy <http://www.gianfranconerozziofficial.com/cryflytrilogy.htm&gt; .
 
 Pittore, con un passato da batterista in un gruppo rock dell’area  bolognese (ha partecipato a concerti assieme a gruppi stranieri  come gli Uriah Heep e a Lucio Dalla), cintura nera di karate e cultore  di arti marziali, organizza e intrepreta reading musicali: in particolare  cura la rassegna Le forme dell’espressione, al teatro di  Sasso Marconi, con artisti del calibro di Pupi Avati e Carlo Lucarelli.
 Ha partecipato al cd Sguardi d’istinti del compositore  Flavio Piscopo. 

Ha  creato, assieme ad alcuni colleghi scrittori, il laboratorio di  scrittura Zanna Bianca. E’ docente di thrilling nella scuola  Incubatoio 16 di Carlo Lucarelli e membro del direttivo  dell’Associazione Scrittori di Bologna

Sceneggiatore e soggettista per la casa di produzione TAODUE di Mediaset, ha lavorato alla realizzazione di un serial intitolato Il 13° apostolo, una sorta di x-file italiano, molto innovatico, che dovrebbe uscire in autunno.
Viene invitato spesso in televisione come esperto di tutto ciò che riguarda il lato oscuro dell’animo umano.
Il suo ultimo romanzo: Il cerchio muto, uscito nell’aprile 2009 per l’editrice Nord, si è classificato secondo al Premio nazionale di letteratura gialla di Camaiore e al Premio di Suzzara. Il reading concert Cerchiomuto redivivo, tratto dall’omonimo romanzo, è stato portato in scena nel 2010.
Di prossima uscita, sempre per la Nord: Anestesia dell’Ombra, prequel de Il cerchio muto. Entrambi questi ultimi due romanzi sono stati acquistati in Germania e usciranno entro il 2012.
Il suo sito: www.gianfranconerozziofficial.com

BIBLIO essenziale:

“Ultima pelle” (Ed. Eden 1991)
“Le bocche del buio” (Polistampa 1993)
“L’urlo della mosca” (Addictions, 1999)
“Prima dell’urlo” (Addictions 2000)
“Ogni respiro che fai” (Adn kronos, 2000)
“Una notte troppo nera” (Disney libri, 2000)
“Cuori perduti” (Mondadori 2001)
“Immagini collaterali”  (Addictions 2003)
“In Fondo al nero” curatela (Mondadori 2003)
“Hydra crisis 1 – L’occhio della tenebra” (Mondadori 2003)
“Hydra crisis 2 – La coda dello scorpione” (Mondadori 2004)
“Genia” (Dario Flaccovio 2004)
“Resurrectum” (Dario Flaccovio 2005)
“L’Ora blu” con Andrea Cotti (Aliberti 2006)
“Hydra crisis 3 – Lo Spettro corre nell’acqua” (Mondadori 2007)
“La creta oscura” (Mondadori 2007)
“Memoria del sangue” (Carrocci 2007)
“Cryfly trilogy” (Mondadori 2008)
“Il cerchio muto” (editrice Nord 2009)
Prossime uscite:
“Anestesia dell’ombra” (editrice Nord 2011)
“Hydra crisis 4 – Nel cuore del diavolo (Mondadori 2011)