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Antonio Ferrara intervista Alberto Rudellat


Alberto Rudellat ScrittoreOggi ho il piacere di avere come mio ospite Alberto Rudellat, il vincitore del Gran Giallo Città di Cattolica 2012

1 Chi è Alberto Rudellat per Alberto Rudellat?

È la parte di me che passa il tempo davanti al pc a scrivere, bere e fumare sigarette mentre io vorrei stare nascosto sotto le coperte. Una sorta di Mr. Hyde, ma più basso.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Non so se mi è venuta in mente, non credo di averci mai riflettuto. E spero di non farlo mai, altrimenti smetterei all’istante di scrivere. Mi è sempre piaciuto leggere, e credo che scrivere sia una diretta conseguenza. E poi mi sento bene mentre batto sui tasti, mi sento quasi in pace con il mondo.

3 FRANZ IL CICCIONE?

Quando l’ho mandato al Premio “Gran Giallo Città di Cattolica”, onestamente, non pensavo che “Franz” avesse alcuna speranza di vincere, visto che non è un giallo, né un noir, né un thriller. Miravo alla menzione speciale: speravo che fosse talmente fuori tema da distinguersi dagli altri. Quando ho saputo che nella versione 2011 del Premio la menzione non ci sarebbe stata, mi sono messo l’anima in pace e mi sono seduto tranquillamente in fondo alla piazza a bere una birra. E invece Franz è piaciuto, oltre ogni aspettativa.

Di sicuro io mi sono divertito a scriverlo, mi sono divertito a citare e a recitare.

4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, sempre e comunque. Ho un rapporto quasi fisico con i libri. Mi piace il loro odore, sfogliarli, sottolinearli. Mi piace anche tagliuzzarmi le dita con le pagine, e poi insultare l’autore del libro come se fosse colpa sua.
5 Il libro che consiglieresti di leggere?

Sono indeciso tra “Il maestro e margherita” di Bulgakov e “Donne” di Bukowski. Quindi li consiglio tutti e due.

6 L’ultimo libro che hai letto?

Lilin. “Educazione siberiana”. Se è vera anche solo la metà di quello che ha scritto, quell’uomo deve avere due palle giganti… forse anche più di due.

7 XXXVIII Premio “Gran Giallo Città di Cattolica”. Raccontami tutto.

La prima cosa che ho fatto quando sono arrivato a Cattolica è stato spaccare la chiave della stanza dentro la serratura. Credo che mi abbia portato bene, consiglio a tutti di farlo. È stata una giornata strana, intensa, finita con un bagno alle 5 del mattino.

Ho dei ricordi un po’ confusi. Ad esempio mi ricordo la mia ragazza che scoppia in lacrime, ma non ho idea di cosa ho detto quando sono salito sul palco o quando mi hanno intervistato. È stata una cosa così inaspettata che davvero non sapevo cosa dire, non mi ero mai trovato in una situazione del genere. In compenso mi ricordo perfettamente il custode del bagno pubblico e il barista dell’albergo.

In definitiva è stata una bella esperienza, ho conosciuto delle belle persone e ho passato una bella serata. Meritava tutta la fatica del viaggio.

8 Com’è cambiata la tua vita dopo aver vinto il Gran Giallo Città di Cattolica?

A costo di deluderti ti dirò: non è cambiata. Continuo a scrivere perché mi piace, e continuo a partecipare a concorsi e premi perché sono tempi bui e non si butta via niente. Forse però, a pensarci bene, la mia autostima è salita di qualche tacca… sono quasi uscito dalla riserva.

9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Di solito succede per caso. A volte mi viene in mente un titolo, a volte la prima frase, a volte l’ultima, altre volte solo una briciola di idea. Me le appunto sulla prima cosa che mi capita sotto mano e lascio che mi giri in testa per un po’, a macerare. Poi mi siedo e inizio a scrivere, senza sapere bene cosa sto per fare.
Non scrivo tutti i giorni, anche se vorrei. Non ho un metodo e non ho orari particolari. Non sono molto ordinato in questo. Ho quaderni pieni di frasi, inizi di storie, idee senza una forma decente. Ogni tanto, quando non so più dove metterli, li sparpaglio tutti sul letto e faccio un po’ di selezione: gran parte dei fogli la butto via, ma qualcosa che mi piace c’è sempre, e inizio da lì. Al momento uso un pc sgangherato, ma prima o poi ne comprerò uno nuovo.

10 Come nasce la tua passione per le storie?

Libri, film, dischi, un po’ di tutto direi. Mi piacciono le storie. Mi piace raccontarle e sentirmele raccontare. E più sono strane e pazzesche più mi piacciono.

11 Qualche anticipazione su qualche tuo progetto futuro?

Sicuramente continuerò a scrivere, poi cosa ne verrà fuori non te lo so dire. La cosa più semplice sarebbe una raccolta di racconti, giusto per scoprire se è vero che in Italia i racconti non si leggono e, quindi, non si vendono. E poi vorrei rimettere le mani su Franz e dargli un seguito, trasformarlo in qualcosa di più corposo… in fondo se lo merita, quel ciccione.

 

12 Uno pensa. “Cavolo ho vinto il Gran Giallo Città di Cattolica e pubblicherò con Mondadori. Adesso mi metto sotto e sforno centinaia di romanzi”?

Spero di no! Almeno, io non l’ho pensato. Smaltita la sbornia ho pensato: mi restano ancora quasi 900 euro.

13 Cosa vuol fare da grande Alberto Rudellat?

Il casalingo. E scrivere tra una telenovela e l’altra.

Grazie per essere stato mio ospite

Grazie a te per avermi invitato.

Nato a Nuoro, in Sardegna ma non troppo vicino al mare, poco più di trenta anni fa e inspiegabilmente laureato in giurisprudenza a Pisa, Alberto Rudellat vive attualmente a Torino ma medita di salire ancora più alto trasferendosi a Bolzano.

Tenta di mettere insieme uno stipendio decente collaborando con associazioni e società di consulenza, facendo il custode notturno e partecipando a premi letterari.

Nell’agosto 2011 ha vinto il premio Mystfest – Gran Giallo città di Cattolica con il racconto Franz il ciccione, pubblicato sul Giallo Mondadori n. 3045 e quest’anno ha vinto la sezione 666 Passi nel delirio del premio Nella Tela! 2011 con il racconto La macchia. Ha pubblicato su diverse riviste e il racconto Calore familiare è apparso nell’antologia Italian Noir.

Dice di scrivere per sé stesso, ma dice anche di non essere calvo e di avere solo l’attaccatura alta.

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