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Antonio Ferrara intervista Stefano Pastor


La-mia-favola-piccoloStefano Pastor per l’intervista di “Uno sguardo oltre la siepe”. Stefano Pastor, talentuoso scrittore “nomade” ha pubblicato svariati libri per altrettante realtà editoriali piccole, medie e grandi. Ora si è lanciato in un progetto editoriale tutto suo. Scopriamolo insieme.

– Parlaci della tua esperienza diretta con l’editoria italiana.

Il mio rapporto con l’editoria è ambivalente. Come lettore ho amato il mondo dell’editoria per molti anni. Come aspirante scrittore ho cercato di farvi parte. Devo ammetterlo, ogni anno che passa l’editoria tradizionale mi sta sempre più stretta. I tempi dell’editoria sono infiniti, e non sto parlando del lavoro che accompagna l’uscita di un libro, ma dell’attesa. La vuota, inutile attesa che pare non finire mai. Prendere coscienza dei tempi dell’editoria equivale a perdere la passione per la scrittura. Un editore potrebbe portare il tuo libro al successo, ma ho iniziato a chiedermi se ne vale la pena. Io voglio scrivere, voglio essere letto, sono stufo di riempire i cassetti di manoscritti inediti perché è controproducente pubblicarne più di uno all’anno. Ho finito per sentirmi schiavo e desiderare la libertà.

 

Parlaci del tuo progetto editoriale.

Illusion è la risposta a questo disagio. L’indipendenza. La scelta di essere un autore indipendente, che pubblica i propri libri e sceglie i propri collaboratori. E lo faccio dichiarandolo apertamente, senza nascondermi dietro marchi di comodo. Una scelta tutt’altro che facile, impegnativa, che occuperà tutto il mio tempo. E forse mi renderà il piacere della scrittura.

 

– Come mai la scelta di lasciare l’editoria tradizionale per affrontare la coraggiosa strada dell’auto pubblicazione?

È una scelta maturata nel tempo. Il desiderio c’è sempre stato, ma in embrione. Autopubblicarsi equivaleva a rifiutare il giudizio degli editori. Ma io questo giudizio l’ho avuto, sono stato pubblicato da vari editori, ho vinto anche premi, quindi non lo vedo più come un fallimento. È una scelta di libertà. Oggi è possibile, come mai prima: un autore può proporsi al pubblico senza alcun intermediario. È il futuro dell’editoria, ne sono certo.

 

– Qualche benpensante storce ancora il naso quando sente parlare di auto pubblicazione, cosa rispondi?

Dovrei fare la distinzione tra essere un autore indipendente o autopubblicato, ma è irrilevante. Sarebbe come fare una distinzione tra un autore di successo e uno di nicchia. Sono scrittori entrambi, c’è chi scrive meglio, chi guadagna di più, chi fatica a vendere. Nell’autopubblicazione ci sono tante opere scadenti, ce ne sono anche negli scaffali delle librerie. È più difficile emergere? Lo è anche se si viene pubblicato da un editore. Gli unici giudici sono i lettori, e loro sanno riconoscere ciò che davvero vale.

 

– L’editoria, tutta, sembra in una crisi epocale, qualcosa di mai visto dal dopoguerra ad oggi, cosa ne pensi? Il libro è morto?

L’editoria è morta, o perlomeno morente. È diverso. L’editoria assomiglia sempre più alla politica. Favori, raccomandazioni, pubblicità, marketing. La qualità dei libri pubblicati è l’ultimo interesse degli editori e le conseguenze sono ben visibili. I libri non sono morti, si nascondono. In attesa che arrivi un nuovo diluvio universale. Loro sanno galleggiare, gli editori no. Quanti romanzi hai da pubblicare? Tanti. Erano già tanti prima che cercassi di pubblicare il primo. Anche se è un anno che non ne scrivo di nuovi, restano sempre tanti. E sono da correggere, revisionare, preparare. Un lavoro mastodontico. La differenza tra pubblicare con un editore e andare per conto proprio. Ancora non lo posso dire. Mi auguro che possa dare più soddisfazioni, è per questo che l’ho scelta. Senz’altro una vita più piena, la libertà di partecipare attivamente a ogni fase della pubblicazione, dalla scelta della copertina all’impaginazione. La libertà di scrivere tutto ciò che desidero, senza dover seguire mode passeggere.

 

– La mia favola è il primo libro proposto per il tuo progetto editoriale. Come nasce?

La mia favola è il libro gemello de L’Illusione (pubblicato come Il Giocattolaio). Sono nati dallo stesso soggetto e scritti uno dopo l’altro. L’illusione è più lungo e complesso, ma La mia favola si regge su un’idea più originale. Personalmente l’ho amato di più.

 

– Nei tuoi scritti ci sono spesso bambini e le problematiche che affliggono gli adolescenti, come mai?

Sinceramente non lo so, è accaduto e basta. Ho trovato facile immedesimarmi nella mente di un bambino e spesso uso personaggi molto giovani. Non è la regola, però. Forse invecchiando inizia a mancarmi la mia adolescenza, vorrei poter tornare indietro.

 

– Quanto di autobiografico c’è nei tuo romanzi?

Praticamente niente. Qualche luogo, un paio di situazioni rivisitate, il resto è solo fantasia.

 

– Perché un lettore dovrebbe leggere “La mia favola”?

Se dico che lo deve fare perché è un bel libro sembro troppo di parte? Diciamo che è un libro in grado di stupire e sorprendere. Se è questo che un lettore vuole, non resterà deluso.

 

– È sempre più difficile trovare romanzi del “fantastico” originali e ben scritti, come ti orienti nella scelta delle tue letture?

È triste dirlo, ma da quando è nata l’idea di questo progetto non ho più avuto il tempo di leggere altro. E temo che andando avanti ne avrò anche meno. Il mio immaginario resta legato agli autori del fantastico degli anni novanta, oggi sono pochi gli autori in grado di eguagliarli.

 

– Sembra che la grande editoria si sia completamente globalizzata. Titoli del tipo: Il dentista, il carpentiere, l’oculista, l’infermiere e così via, si avvicendano sugli scaffali senza sosta, cosa ne pensi?

I titoli degli ultimi miei libri pubblicati ne sono la prova. C’è l’assurda idea che il titolo non debba rispecchiare il contenuto del libro, bensì inquadrarlo in un filone già collaudato. Spesso, però, i titoli vengono scelti da chi non ha neppure letto il libro. Io ho optato per lasciare sempre i titoli originali, quelli con cui le storie sono nate, anche se possono sembrare meno accattivanti. C’è una ragione perché si chiamano così, e leggendoli si scoprirà.

 

– Il libro che hai letto e che ti è rimasto dentro?

Io sono cresciuto adorando Lovecraft, tutte le sue opere. Poi ce ne sono stati tanti altri, ma Lovecraft resta il mio ideale.

 

– Il tuo libro più bello o almeno quello a cui sei più affezionato.

La mia favola. Se non è il più bello è di sicuro in buona posizione. Ce ne sono anche altri, ma sono ancora inediti.

 

– Ultima domanda, forse la più difficile. Come si dovrebbe invertire la tendenza della “non lettura”? Come avvicinare le persone alla lettura in un mondo così frenetico come quello che stiamo vivendo?

C’è un libro per ciascuno di noi. Il libro giusto, quello speciale. Il libro che può avvicinarti alla lettura. Il problema è trovarlo. Troppi libri promettono senza dare niente. Ogni libro sbagliato allontana sempre più, fino all’abbandono. Oggi i libri sono troppi, la ricerca è sempre più difficile.

Grazie A Stefano Pastor per essere stato mio ospite.

Biografia: Il mio nome è Stefano Pastor e sono nato a Ventimiglia nel 1958. Nel 2011 mi sono trasferito a Cento, in provincia di Ferrara. Appassionato di scrittura fin da giovane, ho potuto dedicarmi a questa passione solo dal 2008, dopo vent’anni passati nel commercio di musica e film. Quello che per tanti anni mi è parso un ostacolo insormontabile, ovvero trasferire le mie storie sulla carta, si è rivelato invece un autentico piacere.

Ho atteso quasi due anni prima di tentare una pubblicazione. Il mio primo successo l’ho ottenuto vincendo il Premio Letterario Città di Ventimiglia con il romanzo HOLIDAY, pubblicato dall’Editrice Zona col titolo di RITORNO A VENTIMIGLIA nel maggio 2010. Presomi coraggio, ho continuato a partecipare a concorsi, vincendo il Premio Le Fenici indetto da Montag col thriller L’INTERVISTA, pubblicato nel novembre 2010. Sono seguiti una decina di altri titoli, pubblicati con diversi editori. Il mio romanzo L’ILLUSIONE è risultato tra i vincitori del Torneo IoScrittore 2011, indetto dal gruppo Gems, ed è stato pubblicato da Fazi col titolo IL GIOCATTOLAIO. Ultimo romanzo pubblicato il thriller avventuroso FIGLI CHE ODIANO LE MADRI, sempre per l’editore Fazi, nel novembre 2013.

www.stefanopastor.it

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Antonio Ferrara intervista Stella


542211_168015330056091_1532065466_nGirovagando in rete mi sono inbattuto in questa giovane ragazza che ha pubblicato il suo primo romanzo tramite la piattaforma Youcanprint. Il suo è un romanzo horror e Stella, questo è il suo pseudonimo, è molto aggressiva per quanto riguarda la promozione del suo libro. Questo aspetto mi ha colpito molto perchè secondo il mio modesto parere va incoraggiato chi crede in quello che fa. Conosciamola meglio.

1 Chi è Stella per Stella?

Salve, vi ringrazio per questo spazio sul sito e saluto anche i vostri lettori. Stella è una semplice ragazza di Torino che ha sempre avuto la passione per la scrittura e adesso finalmente ha deciso di pubblicare in qualche modo il suo primo romanzo “Io sono il male”.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Tutto nasce scrivendo un diario segreto e in seguito leggendo i romanzi di Stephen King.

3 Come mai il debole per la letteratura “oscura”?

Mi sono avvicinata a questo mondo leggendo i romanzi di Stephen King. Altresì i film horror hanno avuto la loro influenza. Tutto nasce anche dalle mie paure.

4 Edizione cartacea o eBook?

Ci sono entrambe: l’edizione cartacea è ordinabile presso le librerie convenzionate con Youcanprint. Le trovate a questo indirizzo: http://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html In oltre è anche disponibile nei maggiori Store on line (Amazon, IBS, ecc.) e c’è anche sul sito di Youcanprint, insieme all’e-book a questo indirizzo: http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/io-sono-casamassima.html

5 Stella, uno pseudonimo, come mai?

Non c’è un perché e nessun segreto, mi piace e basta.

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.

Sono d’accordo, che dire… è un grande.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Penso che sia possibile solo per alcuni scrittori. Per adesso il mio obiettivo è raggiungere un gruppo di lettori, cioè farmi leggere.

8 Edizioni Youcanprint. Come ti stai trovando?

Direi abbastanza bene, anche perché hanno un blog dove rilasciano parecchi consigli.

9 Ti sei lanciata da sola nell’inferno editoriale italiano. Come procede la tua esperienza in solitaria. Sai che c’è tutta una polemica tra conservatori (il libro va pubblicato con un editore) e progressisti (Secondo me valgo e mi pubblico)

Queste polemiche non m’interessano per nulla, le lascio agli altri. Per me non è un’esperienza solitaria, perché come ho riferito prima, Youcanprint rilascia parecchi consigli agli autori esordienti, attraverso il suo blog. Ha anche una buona distribuzione e il libro è stato anche pubblicizzato da loro sui social network di Facebook e Twitter. Le librerie di Youcanprint sono aumentate, insomma, c’è un certo impegno anche da parte di questo Self – publishing per fare conoscere i libri autopubblicati presso di loro.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo usando la mia immaginazione e documentandomi. Tutte le volte che ho tempo, spesso mi attardo la sera, a casa, ma ho anche scritto in montagna o addirittura in aeroporto. Potrei anche decidere di partire per scrivere nella città dove ambienterò i romanzi.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo romanzo?

Sto scrivendo un romanzo sui demoni, e sarà un altro racconto horror. Spero che piacerà.

12 IO SONO IL MALE, perché compralo?

Perché non è un romanzo noioso e i personaggi non sono banali. Ritorna su un tema delicato, quel che non si riesce a spiegare: sono malattie psichiatriche o vere possessioni demoniache? Inoltre, è ambiento in una città magica e misteriosa come Torino.

13 Cosa vuol fare da grande Stella?

La scrittrice.

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a voi.

Il sito web ufficiale di Stella

Stella nasce a Torino, la sua passione per la scrittura e per l’horror inizia in età giovanile, leggendo i racconti di Stephen King. Ha frequentato un corso di Giornalismo e Pubbliche Relazioni, fa parte delle Agende Rosse di Torino e per molti anni è stata un’operaia, ha anche aderito al Comitato Sndacale e lottato per i diritti dei lavoratori. Il suo regista preferito è Dario Argento.

 

1150396_168482310009393_242903627_nIo sono il male

Il volume di Stella punta al brivido. Seguendo una scia di fortunate opere letterarie del genere, oltre che una tendenza sociale ad appassionarsi con sempre maggiore entusiasmo a telefilm e a trasmissioni legate a crimini e cruenti omicidi, l’autrice ha pensato bene di assegnare la parte del co-protagonista al diavolo in persona. La voce “Io sono il male”, che corrisponde anche al titolo del romanzo, risuona con costanza tra le pagine dello stesso incutendo timore. Sotto la penna di Stella, Torino si trasforma in uno scenario da incubo: dal primo omicidio di una adolescente, Caterina, brutalmente trucidata in una stanza di albergo, la trama segue le vicende di tanti altri assassini di persone legate alla figura di Michael, il padre di questa prima giovane vittima. Famiglie intere, tra cui in particolare quella della piccola Sara di cinque anni, posseduta dal demonio, insieme ai genitori, alla zia, e anche al commissario di polizia e al sacerdote intervenuti per cercare di compiere l’esorcismo. La scia di sangue colpirà ancora la governante di Michael, l’ex moglie (anch’essa posseduta) e infine anche la giovane compagna che lo stava affiancando nel tentativo di sconfiggere satana in quest’ultimo demoniaco intervento. Nel libro i colpi di scena non sono molti, dopo un po’ ci si aspetta di tutto, ma il clima di terrore è assolutamente reale e palpabile per il lettore.

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Lasciatemi cantare…


italianoGli editori italiani sono una buffa realtà. Si contraddicono continuamente e probabilmente non sanno neanche loro cosa vogliono (forse niente, ecco perché la maggior parte non ha indicazioni precise sulle modalità di invio dei manoscritti). Quel che mi fa sorridere sono però alcuni esperimenti che impavidi autori e provocatori hanno intrapreso nel corso degli anni. Il buon Alessandro Cascio inviò tempo fa il capolavoro di Bukowsky “Storie di ordinaria follia” a svariati editori, editor e addetti al settore e il risultato ottenuto è tutto da ridere. Praticamente oggi Bukowsky non verrebbe pubblicato! (Qui l’articolo completo che consiglio vivamente di leggere, non per altro per farsi due risate) Altri nel corso del tempo hanno fatto esperimenti del genere e gente del calibro di Manzoni, Stephen King, Lansdale e compagnia bella oggi non sarebbero presi in considerazione, ma allora come si fa a pubblicare? Bella domanda. Avete amicizie nel campo? Conoscete persone influenti? Siete il figlio di Berlusconi? Se la risposta a questi tre quesiti è “no”, la strada diventa difficile, difficilissima direi. Ci sono varie possibilità che si riassumono in pochi punti essenziali:

. Mando il libro alla redazione editoriale di qualche colosso sperando nel nuovo miracolo italiano.

. Mi apro un blog e inizio a fare un casino assurdo sulla rete (se il tuo libro non racconta degli incontri segreti tra il Papa e Dan Brown beccati in atteggiamenti effimeri, lascia perdere)

. Partecipo a qualche concorso letterario sperando di vincerlo (potrebbe andare, ma dipende da che tipo di concorso) In questo caso se adocchiato da qualcuno influente, questo potrebbe anche aprirti la tanto attesa via della pubblicazione.

. Inizio a fare il social, mi presento alle feste che contano, frequento il nipote di Maurizio Costanzo, vado a fare un provino dalla De Filippi? Potrebbe funzionare, ma devi essere il tipo adatto, quello da aperitivo e occhio ammiccante per intenderci

. Scrivo il romanzo del momento? Quello che tira? L’argomento che da qui a un mese andrà di moda? Potrebbe funzionare, ma a quel punto avrai smesso di essere scrittore e sarai diventato uno da quattro soldi che si svende pur di apparire e scrivere cose inutili (la maggior parte di noi scrive cose inutili)

.Fai tradurre il tuo libro e lo invii in America? Potrebbe funzionare, ma mi sa che gli editori anglosassoni, a differenza dei nostri, amino pubblicare i propri autori. (su questo punto ritornerò più tardi perché ora mi viene troppo da ridere)

Quindi cosa resta da fare?

Resta da fare che devi svegliarvi ogni mattina, darti delle ore da dedicare alla scrittura e scrivere, scrivere, scrivere, sentirne il bisogno, il richiamo neanche fosse il canto carico di promesse di un branco di sirene. Se non senti questo impulso, lascia perdere, meglio tentare di fare l’attore, il presentatore televisivo, il saltinbanco e così via.
La scrittura è una cosa seria disse qualcuno, ebbene, sì, è una cosa seria. È il consiglio più scontato di tutti, ma proprio per questo il più vero: SCRIVERE e LEGGERE tanto e continuamente. Non si accettano scuse del tipo non ho tempo, il lavoro mi prende, ho i figli e via discorrendo. Il tempo si trova, come lo trovi per vedere un film, oppure per innaffiare il giardino di casa per non parlare delle ore che passi a sbirciare sullo smartphone in cerca degli aggiornamenti di Facebook.
Volere è Potere e se vuoi Scrivere e Leggere il tempo lo trovi di certo, altrimenti dedicati all’uncinetto e siamo tutti felici e contenti.

Resta il problema della pubblicazione, vero, ma quello che ti posso dire che la Vita è una strada meravigliosa anche se bizzarra e tortuosa. Il momento arriva. Il momento di pubblicare e rendere alle stampe la tua “roba” in un modo o nell’altro arriverà. L’importante è non fermarsi al primo testo scritto, ma migliorarsi, guardare avanti, scrivere e scrivere e scrivere. Prima o poi come per magia qualcuno si accorgerà di te. Certo, ci vuole culo, tanto culo e quando arriverà il momento giusto e ti troverai nel posto giusto con il manoscritto giusto tra le mani, stai certo che arriverà anche la tanto attesa pubblicazione.

Ah, stavo dimenticando la discussione lasciata in sospeso qualche rigo più sopra (… gli editori anglosassoni a differenza dei nostri, amano pubblicare i propri autori.) Bene, questa cosa mi fa ridere molto perché nel mondo editoriale c’è una regola non scritta che è questa: “Scrivi delle cose che sai, scrivi di italiani e non scimmiottare gli autori anglosassoni e soprattutto non usare nomi stranieri nei tuoi romanzi.”
Che c’è di strano? C’è di strano che la maggior parte della produzione letteraria italiana proviene dalla lontana e tanto amata realtà anglosassone. Dopo che mi sono letto per 25 anni romanzi americani (anche i piccoli brividi sono americani) con protagonisti americani, storie americane, realtà americane, vizi e virtù americani, mi venite a dire non scrivere come gli americani? Posso provarci, posso sforzarmi e scrivere come un italiano, ma siamo sicuri che esista ancora un italiano?


Aperte le iscrizioni all’edizione 2013 del Torneo Letterario IoScrittore


ioscrittore2013-ediIl Gruppo editoriale Mauri Spagnol ripropone anche quest’anno il torneo letterario IoScrittore.
La partecipazione è totalmente gratutita e conduce a una serie di manche che culmineranno nella pubblicazione in ebook di 10 opere finaliste e nell’edizione cartacea del romanzo vincente.
A tutti gli iscritti è richiesto il giudizio incrociato delle opere degli altri concorrenti, dando così vita a una forma di scouting editoriale nuovo e democratico.
I partecipanti avranno, così, la possibilità di sperimentare il mestiere di editor e, al contempo, potranno usufruire dei giudizi espressi sulla propria opera per migliorarla e cercare di arrivare in finale. Finora quasi l’80% di chi ha ripartecipato ha migliorato in modo considerevole la propria posizione in classifica.
Tra le tante novità proposte per l’edizione 2013 sono previsti: la consulenza di un editor esperto, che sarà a disposizione di tutti i partecipanti, e un sito costantemente aggiornato ricco di consigli e suggerimenti di editor e autori affermati su come scrivere e pubblicare un libro di successo.
Ad oggi sono stati pubblicati 59 ebook e 9 libri; tra questi “Il rumore dei tuoi passi” di Valentina d’Urbano, vincitore della scorsa edizione, ha già venduto più di quindicimila copie.
In questi giorni prosegue la pubblicazione con cadenza settimanale e al prezzo lancio di euro 1.99 dei 28 ebook finalisti del 2012.

Stefano Mauri, presidente del gruppo GeMS ideatore del torneo letterario, dice:

“IoScrittore è un investimento di lungo periodo. Abbiamo trovato molte nuove voci con le quali stiamo lavorando, libro dopo libro, per trasformarle in autori di successo. Abbiamo investito molto nonostante la crisi ma siamo convinti che i frutti con il tempo arriveranno. Per qualcuno, come Valentina d’Urbano, il successo è già una realtà. Molti aspiranti scrittori hanno potuto migliorarsi e anche comprendere meglio il rapporto che lega editori e autori e quanto lavoro e passione ci siano tra il manoscritto e il libro.”

 
Buona partecipazione a tutti,
lo staff di IoScrittore

Antonio Ferrara intervista Elisa Vangelisti


il ragno e l'iguana il nono cieloOggi rimando la pubblicazione della diciannovesima parte del mio romanzo a  puntate perchè ho il piacere di avere come ospite Elisa Vangelisti, una scrittrice che dopo il suo esordio letterario ha scelto coraggiosamente di autoprodursi diventando la padrona assoluta dei suoi testi e la responsabile unica dei suoi romanzi. Conosciamola insieme.

1 Chi è Elisa Vangelisti per Elisa Vangelisti?

Mah, bisognerebbe chiederlo a lei. Il problema è che ha talmente tante facce che è difficile azzeccare quella giusta!

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Non so pensare alla mia vita senza follia, perciò mi viene naturale.

3 La strada dell’autopubblicazione è vista da molti di buon occhio, ma anche una sorta di resa a un mercato editoriale poco attento e inondato da migliaia di manoscritti. Tu come la vedi?

La trovo una grandiosa opportunità. C’è chi sostiene che inquini il mercato, inondandolo di testi brutti e raffazzonati. Io credo che il lettore sia in grado di scegliere ciò che più gli piace e se attraverso una pubblicazione in self lo trova, tanto meglio.

4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, sono una lettrice tattile. E poi gli ebook si scambiano come caramelle. Sono esosa e deforestatrice!

5 Autopubblicarsi comporta molte soddisfazioni, ma anche tanti rischi. Raccontaci la tua esperienza personale.

Quanto tempo abbiamo? Scherzo… un anno di tentativi tra grandi, medie e piccole case editrici. Contratti da 3-4mila euro di “contributo” fatti con lo stampino e lasciati scivolare via, una delusione dopo l’altra. Poi ho trovato una piccola casa che mi ha proposto un contratto accettabile e mi sono detta: o adesso o mai più. Dopo sei mesi sono scappata a gambe levate. Ma è stato illuminante, ho imparato tantissimo. E ho capito cosa volevo fare. Così mi sono data al self.

6 Si è capito che i lettori in genere leggono quello che gli viene propinato dal marketing e dalla grande distribuzione. Come pensi di procedere per promuovere il tuo romanzo?

Sicuramente non con un’azione di marketing, non ne ho i mezzi! Coltivo il mio orticello, il mio minuscolo gruppo su facebook che si chiama I lettori de “Il Ragno e l’Iguana”. È dedicato ai lettori, non al libro. Senza lettori pubblicare non serve a nulla. Indico iniziative, propongo eventi a premi, organizzo giveaway, creo avvenimenti per la scelta della cover, coinvolgo le mie lettrici (perché il target è femminile, dai 12 ai 71 anni!) in tutto ciò che faccio. Come una specie di piccola famiglia. Commento le mie letture, colgo spunti di conversazione, mi sfogo su ciò che accade relativamente al mondo editoriale, ma anche durante la stesura dei miei libri. Chiedo consigli. Pubblico poesie e racconti brevi scaricabili gratuitamente e cose del genere.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Sarebbe come dire vivere d’amore. Scrivere è una passione, non una maniera per mantenersi. Mantiene l’anima, non il portafogli. Poi se viene anche quello è bene accetto. Ma non credo proprio di essere un caso editoriale, sono solo una che scrive benino.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Non lo so. Ho iniziato a leggere un paranormal romance (che è il genere che scrivo) di una giovane autrice emergente, edito da una grande casa. Dopo meno di cento pagine ho abbandonato. È scritto male, ci sono refusi, la trama è piena di lacune. Certo che si può, se si ha molta fortuna o si contattano le persone giuste. Ma poi la casa ti brucia e basta, se non sai scrivere, se non trasmetti nulla a chi ti legge. Sono molto critica sui testi, mi è stato fatto notare, ma di questo romanzo in particolare ho sentito commenti identici un po’ dappertutto. Una bella cover, una pubblicità martellante, vendite enormi e poi si sgonfia tutto. E via, a dare in pasto ai lettori – convinti che da una grande casa non ricevano fregature – un’altra autrice esordiente priva di stile e contenuti.

9 IL NONO CIELO?

È un prequel. L’ho scritto dopo il mio romanzo d’esordio, “Il Ragno e l’Iguana”. Dovevo ficcare il naso nel passato dei miei protagonisti e spero di averlo fatto bene. La spiegazione del titolo dei miei romanzi è sempre nell’ultima pagina del romanzo, perciò… non lo posso dire!

10 La copertina del tuo libro è molto bella ed è firmata dalla bravissima Max Rambaldi, come mai questa scelta?

Perché – appunto – è bravissima, gentile, precisa e poi era il grafico del mio ex-editore. Quando ho scelto la cover per la raccolta di poesie “Elisa dei cent’anni” ho voluto servirmi di lei per due motivi: la cover de “Il Ragno e l’Iguana” ha colpito tutti, me per prima. E siccome un libro come primo impatto ha la “faccia”, ci tenevo. Inoltre volevo una sorta di “continuità”, perché nel romanzo è citata una Shalmira King poetessa e scrittrice che altro non è che il mio alter-ego. Le chiederò certamente anche le altre due cover. La saga nasce come una quadrilogia. Il sequel è già terminato e l’ultimo “atto” è in stesura.

11 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo al portatile, in genere sul mio letto. A volte espatrio sul tavolo della cucina, quando mio marito ha bisogno di usarlo per dormire! O sul divano della sala, me lo porto anche al mare… ho scritto nella hall degli alberghi… ovunque. Scrivo in qualsiasi momento, ma più facilmente di notte, fino anche alle 4, a volte. Quando la casa è silenziosa e niente mi può distrarre.

12 Qualche anticipazione sul tuo prossimo romanzo?

Sì, come ho già detto sarà il sequel de “Il Ragno e l’Iguana”, quello che tutti i lettori si aspettavano dopo averlo letto. Ma siccome cerco sempre di disorientare le persone, se posso, invece che proporre un seguito ho fatto un passo di dieci anni indietro! Il titolo del sequel è “Un posto dove andare”. Narra le vicende dei personaggi della saga più avanti nel tempo. Il rapporto tra i protagonisti, Gabriel (il vampiro) e Rynn (una sensitiva che vede le emozioni come luci attorno alle persone e ne viene “contagiata”), matura come un qualunque umanissimo rapporto di coppia. Nel primo romanzo si assiste al loro incontro e all’adattamento l’uno all’altra, pur con le loro evidenti stranezze e disumanità. Nel secondo si svelano i retroscena di alcuni personaggi e nel terzo, che spero di far uscire prima della fine dell’anno, la coppia cresce, sperimenta, osa, va in crisi e si riassesta. O almeno così dovrebbe fare ogni coppia, durante il proprio percorso, no?

13 Cosa vuol fare da grande Elisa Vangelisti?

Bisognerebbe chiederlo a lei! Sempre che tu riesca ad acciuffarla e a farti rispondere. È molto schiva: preferisce lasciar parlare i suoi personaggi!

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a te.

Qui potrete trovare il gruppo ufficale della scrittrice per poter dialogare direttamente con lei.


Gli occhi del male a puntate? Elucubrazioni?


Cover Gli Occhi del male di Antonio Ferrara

Gli Occhi del male romanzo d’esordio di Antonio Ferrara

Qualcosa è cambiato o cambierà? Sto pensando di pubblicare a puntate “Gli Occhi del Male” su questo blog. Si tratta del mio primo romanzo scritto nel 2000 e pubblicato presso la Prospettiva Editrice nel 2002. Ci ho riflettuto molto e mi piace l’idea che le persone possano venire ogni giorno sul blog e leggere la storia un poco alla volta. È un esperimento che vorrei fare e vorrei sapere dai lettori del blog cosa ne pensano.

Attendo le vostre risposte.

“La vita di un gruppo di ragazzi viene improvvisamente sconvolta da una serie di orribili incubi e da visioni popolate da creature oscure e malvage. Il fulcro di tutto questo misterioso orrore e le risposte ad ogni enigma sembrano essere a Scario, un piccolo paese del sud Italia. Per i protagonisti comincia così un viaggio pieno di pericoli e di insidie che non mancherà di riservare drammatiche sorprese”.


Hai un racconto nel cassetto? Altrisogni ti aspetta.


Altrisogni Rivista LetterariaLa rivista Altrisogni (Rivista digitale di narrativa fantastica. Si occupa di fantascienza, orrore e weird) ha recentemente pubblicato le modalità per l’invio di racconti di genere. Si tratta di una buona opportunità per vedere pubblicate le proprie fatiche letterarie. Io non ho ancora inviato un mio racconto, ma lo farò presto.

Potete inviare i vostri racconti via email, come documento .RTF in allegato, al seguente indirizzo:
altrisogni @ dbooks.it
È necessario inserire nel corpo della email alla quale allegate il racconto i seguenti dati:
nome e cognome dell’autore;
genere del racconto inviato (horror, fantascienza, weird);
lunghezza in caratteri del racconto inviato (contando anche gli spazi);
sinossi di 5-10 righe per racconti superiori ai 10.000 caratteri spazi compresi;
dichiarazione di inedicità del racconto: una semplice frase con cui dichiarate che non è mai stato pubblicato né in forma cartacea o elettronica, né tantomeno sul web.
Vi ricordo che:
– NON accettano racconti di genere fantasy, noir, thriller o di altro genere diverso da quelli trattati;
– NON accettano racconti più lunghi di 35.000 caratteri spazi compresi;
– quando sottoponete un racconto vi rimettete alla loro decisione in merito: è possibile che l’opera venga accettata o rifiutata. Riceverete in ogni caso un responso via email.

I consigli della redazione Altrisogni:

Se volete avere più probabilità di essere valutati in maniera positiva, vi consigliamo di porre attenzione ad alcuni aspetti importanti:
evitate sperimentazioni lessicali e utilizzate una scrittura che sia il più possibile corretta: cerchiamo testi chiari e comprensibili;
limate bene ogni aspetto del vostro racconto: trama solida, personaggi convincenti e atmosfere ben costruite sono la base di una narrazione efficace;
valutate accuratamente il vostro racconto prima di inviarlo: se non convince voi che ne siete l’autore (e che quindi avete un legame emotivo con l’opera) difficilmente convincerà il lettore;
effettuate sempre un’accurata correzione ortografica del testo.
Buona scrittura!
La Redazione

Antonio Ferrara intervista Alessio Valsecchi


Alessio Valsecchi

Alessio Valsecchi

Oggi ospite per Uno Sguardo Oltre la Siepe Alessio Valsecchi. Nato il Giorno dei Morti del 1972, vive in provincia di Como e lavora a Milano. Gestisce dal 2003 il sito LaTelaNera.com (http://www.latelanera.com/), dedicato principalmente alla letteratura e al cinema “di genere nero”, e dal 2004 eBookGratis.net (http://www.ebookgratis.net/), dedicato alla distribuzione gratuita degli ebook, i libri digitali. Ha collaborato con importanti testate Web e piccole case editrici. È stato il direttore della rivista Necro, ha curato alcune antologie, e per Edizioni XII dirige la collana Mezzanotte, dedicata alla narrativa thriller e d’avventura.

[Antonio Ferrara]: Chi é Alessio Valsecchi per Alessio Valsecchi?

[Alessio Valsecchi]: Una spina nel fianco. Io vorrei tanto starmene su un divano a guardarmi serie TV a non finire, ma lui non mi lascia mai in pace e mi spinge a “organizzare cose”. Non c’è pace.

[Antonio Ferrara]: Come si riesce a portare avanti per tanti anni un progetto impegnativo come La Tela Nera?

[Alessio Valsecchi]: Sacrificando e investendo tanto tempo libero e dormendo sei ore a notte. Per seguire progetti che mi piacciono devo fare scelte ogni giorno, lasciando fuori dalla mia vita tante cose, TV e divano in primis. Per ora va bene così.

[Antonio Ferrara]: Edizione cartacea o eBook?

[Alessio Valsecchi]: La carta ha un fascino enorme, ma comincio a imbattermi in persone che ormai preferiscono il digitale e credo che col passare degli anni aumenteranno sempre di più. Scegliere l’uno o l’altro formato quando si tratta di “produrre qualcosa” dipende molto dalla finalità di quello che si produce. Siamo tutti sempre molto concentrati sul “romanzo”, ma i romanzi non sono certo l’unico tipo di libro che viene prodotto. Ci sono i saggi, i manuali, i cataloghi, le raccolte di racconti, poesie e fotografie.
Seguo progetti su entrambi i fronti e alla fin fine si tratta sempre di sfruttare al massimo i benefici di entrambi i mondi minimizzandone gli aspetti negativi. La carta è cool, ma costa e la distribuzione è un campo minato. Per progetti low cost il digitale è spesso una scelta obbligata.

[Antonio Ferrara]: Cosa ne pensi della piccola e media editoria NON a pagamento che sta dilagando in questi ultimi anni? Grande iniziativa oppure ennesima bidonata nei confronti degli autori?

[Alessio Valsecchi]: L’abbassamento dei costi di stampa ha permesso la nascita di tantissime nuove case editrici, con relativa proliferazione di ulteriori offerte editoriali e tante tante nuove opportunità di pubblicazione per aspiranti scrittori. Un po’ quello che è successo al mondo della fotografia con l’invasione delle reflex digitali: chiunque ne ha una pensa a se stesso come a un fotografo vero e in tanti “provano” a percorrere questa strada.
Una cosa da non dimenticare mai è che una “casa editrice” è fatta da persone, e che la sua serietà dipende direttamente da quella delle persone che la compongono.
Il vero problema sono però i mezzi: le piccole case editrici non hanno soldi per potersi imporre sulla distribuzione e sulla promozione. Sono aspetti di marketing fondamentali che vedranno sempre le “piccole” svantaggiate. Gli scrittori che pubblicano per esse devono saperlo, capirlo e accettarlo.

[Antonio Ferrara]: Cos’è cambiato nel panorama editoriale da quando hai fondato La Tela Nera fino ad oggi?

[Alessio Valsecchi]: Mi sembra sempre tutto uguale. L’ebook è una bella novità ma è ancora giovane e ha ancora numeri troppo piccoli. Per il resto non ho visto grossi cambiamenti in ambito prodotti, produzione e offerta. Quello che forse più cambiato oggi è la volontà delle grosse case editrici di stare più vicine ai loro lettori, di conversare con loro e stare ad ascoltarli. Del resto l’esplosione del fenomeno blog e dei social media ha reso necessario questo loro nuovo approccio. Ormai è “normale” al giorno d’oggi vedere le case editrici che “vanno” dai blogger a chiedere spazi e visibilità, dieci anni fa era rarissimo.

[Antonio Ferrara]: Vivere di scrittura, che ne pensi?

[Alessio Valsecchi]: Ho accennato all’argomento sul mio blog (http://lastanzabuia.blogspot.com/2010/11/scrittori-no-professionisti.html)
Credo sia possibilissimo vivere “di scrittura”.
Solo che per “scrittura” io intendo una cosa, e la maggior parte degli aspiranti scrittori ne intende un’altra.
Vivere dei soli proventi derivati dalla scrittura di proprie opere di narrativa è quasi impossibile. In Italia credo ci riescano in pochi.
Vivere dei proventi derivati da lavori vari in ambito editoriale (compresa la scrittura di proprie opere di narrativa) è fattibile.
Al giorno d’oggi uno “scrittore” è più facile che sia un “professionista dell’editoria” a 360° che un semplice scrivi-storie. Lo scrittore di oggi traduce, offre consulenze editoriali, fa l’editor o il lettore/selezionatore, aiuta in redazione producendo testi utili all’editore (articoli, recensioni, prefazioni, presentazioni, comunicati). Molti degli “scrittori professionisti” che conosco sono giornalisti, editor, curatori di collane, redattori di riviste, responsabili della comunicazione: passano le giornate a scrivere, ma non solo narrativa.

[Antonio Ferrara]: Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa?

[Alessio Valsecchi]: Si tratta di una cosa possibile e avviene ogni anno a decine e decine di autori. Basta andare in libreria e leggere la quarta di copertina di libri di grandi editori per rendersene conto: moltissimi libri sono scritti da autori al debutto. E vale anche per Mondadori. Che i grandi autori non pubblichino esordienti è una leggenda metropolitana facilissima, dati alla mano, da smascherare: spesso gli aspiranti scrittori scelgono inconsapevolmente di crederci, probabilmente per giustificare (consapevolmente o ionconsapevolmente) i propri insuccessi.

[Antonio Ferrara]: Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

[Alessio Valsecchi]: Dipende da cosa si aspetta l’autore da un concorso. Ce ne sono tantissimi e ognuno con le proprie caratteristiche. Un mio amico partecipa solo a quelli con premio in denaro, e lo fa solo per cercare di vincere soldi. Un altro partecipa solo per il gusto di gareggiare. Un altro ancora nella speranza di mettersi in mostra con qualche giurato o l’eventuale casa editrice che lo organizza.
Quindi ognuno deve chiedersi: dove voglio andare? Questo concorso può aiutarmi ad arrivare dove voglio? E decidere in base alla risposta.
Proprio in questi giorni ho lanciato la sesta edizione del concorso Nella Tela! (http://www.latelanera.com/nellatela/). Questo è un concorso adatto a chi si vuol mettere in mostra con una casa editrice (Edizioni XII, coorganizzatrice del premio) rischiando anche di strappare una piccola soddisfazione economica. I racconti migliori in gara verranno infatti letti da chi, all’interno della casa editrice, si occupa di scegliere i testi da pubblicare nelle proprie produzioni: non mi sembra un’occasione da poco se si vuole provare a pubblicare con noi.

[Antonio Ferrara]: Per le Edizioni XII dirigi la collana Mezzanotte (http://eshop.xii-online.com/store/information.php?info_id=31), dedicata alla narrativa thriller e d’avventura. Com’è lavorare con un editore?

[Alessio Valsecchi]: Edizioni XII è un editore piccolo che ci tiene a fare le cose bene. Non so come siano organizzati gli altri, per me lavorare con Edizioni XII è soprattutto fonte di stimoli (per le differenti e numerose situazioni da affrontare) sia un divertimento: lo staff della casa editrice è composto da elementi che frequenterei (e che in effetti frequento!) anche al di fuori del contesto editoriale, alcuni sono diventati veri amici, altri anche compagni d’avventura in altri progetti (editoriali e non). Insomma, è piacevole, e in una realtà “no profit” come la nostra credo sia fondamentale.

[Antonio Ferrara]: Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

[Alessio Valsecchi]: Oltre a rileggere una delle risposte che ho dato poco fa consiglio di provare a pensare con l’ottica dell’editore di turno, a sforzarsi di capire quali possono essere i suoi problemi, i suoi dubbi, le sue criticità. Provare a chiedersi “cosa posso fare per aiutare l’editore?” piuttosto che interessarsi esclusivamente a se stesso e a pubblicare a ogni costo.
Un bravo scrittore per una casa editrice non è solo uno “sforna libri”, è un elemento valido su più fronti.
Collaboratore, evangelizzatore, PR, critico costruttivo, consigliere, organizzatore di progetti. Ci siamo capiti, no? 🙂

[Antonio Ferrara]: Cosa vuol fare da grande Alessio Valsecchi?

[Alessio Valsecchi]: Vorrei approfondire alcuni temi che negli ultimi anni mi stanno affascinando sempre di più. Mi sono avvicinato a un mondo, quello del web marketing, che è per me di grandissimo interesse. Far diventare questa mia passione una professione a tempo pieno è uno dei miei obiettivi futuri.

Grazie per essere stato mio ospite.

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Writer’s Dream e Lanterna Notturna


Writer's Dream

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Per la serie Posti Interessanti oggi colgo l’occasione per segnalare il Writer’s Dream, ovvero uno dei più importanti punti di riferimento per lo scrittore esordiente e non solo. Il Writer’s Dream è una comunità basata su un ricco forum, recensioni, consigli e dritte per affrontare al meglio il proprio esordio letterario, ma non solo. Infatti nella sezione forum alla voce case editrici, potremmo spulciare tra le varie esperienze che gli utenti hanno avuto con gli editori e poterci fare un idea più o meno ponderata su un editore. Cosa pubblica, come pubblica e come valorizza i propri autori sono solo alcuni degli interrogativi a cui potremmo dare una risposta. Ultimamente il network ha anche inaugurato una sezione denominata Lanterna Nottura, una vera e propria Agenzia Letteraria con tutti i servizi del caso e con costi molto abbordabili. Consigliato.

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