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Verde Rivista


nuovo ALDA verdeVERDE è un mensile elettrocartaceo autoprodotto e gratuito di protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze, a cura di Pierluca D’Antuono. Contiene poesie, racconti brevi, racconti lunghi, rubriche musicali, bollettini informativi, fotografie e grafica. Ogni mese on-line e cartaceo a Roma. Progetto grafico e impaginazione Elena Bortolini.

Così recita la testata ufficiale del sito.

La rivista è curata anche da Alda Teodorani e scusate se è poco. Se avete voglia di leggere quello che gli altri non vi dicono e i racconti di colei che io definisco “La Regina del Brivido”, non potete perdervela.

La scrittura è un’arma, come possono esserlo tutti i mezzi di espressione, e sono bene armati gli autori dei racconti e delle rubriche che ogni mese apportano vita e linfa a questa (sempre più) VERDE Rivista.
La scrittura è davvero in grado di cambiare le cose nel mondo e di fare evolvere gli uomini: basta pensare ai grandi della narrativa o della poesia mondiale e al messaggio che hanno portato nel corso del tempo. Non a caso, in uno dei più bei romanzi sull’argomento, Farenheit 951di Bradbury, i primi a fare le spese durante la dittatura erano i libri e così è sempre stato anche nella realtà. Il potere degli scrittori è un potere armato, l’importante è esserne consapevoli.
Su questo numero, ospitiamo un grande autore di poesia, che ci ha concesso un suo inedito, Antonio Veneziani. Continua l’opera di riscoperta dei nuovi racconti di Alda Teodorani, che ci stupisce ancora una volta con il suo Lara l’ombrellina; la voce narrativa di Pierluca D’Antuono si dispiega su trame politiche, dove l’autore e fondatore di VERDE si trova particolarmente a suo agio, mentre ‘A Gatta Morta dei Poeti del Trullo ci fornisce la sua personale interpretazione dell’amore. Su Pirateria seriale, la nostra nuova rubrica, si parlerà di serie tv (da vedere per l’appunto soltanto se piratate); Simone Lucciola spara i suoi spietati proiettili di narrativa, e ancora IN-DISTRO, BLITZRECENZION e STORIE NERE. Il tutto ammantato dalle nere ali delle illustrazioni di CRISTIANO BARICELLI.
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Dark Circle Agenzia Letteraria


Dark Circle

Dark Circle Agenzia Letteraria

È con piacere che annuncio l’ennesima iniziativa del vulcanico Alessandro Manzetti. Quest’uomo non smetterà mai di sorprendermi per la sua professionalità e voglia di fare. Il mio personale in bocca al lupo ad Alessandro Manzetti per la sua tenacia. Dark Circle. Ne sentiremo parlare, questo è certo.

Generalità
Dark Circle è un’agenzia letteraria è nata dalla esperienza editoriale di Alessandro Manzetti, consulente editoriale, freelance web editor e columnist, Coordinatore Italia della Horror Writers Association, curatore del Posto Nero Network e del web magazine Maman Brigitte, Responsabile Marketing e Foreign Rights della casa editrice Edizioni XII, articolista e curatore di rubriche di approfondimento per diverse testate specializzate di genere, cartacee e digitali.
Queste esperienze offrono alla agenzia letteraria Dark Circle i requisiti essenziali per poter svolgere con successo la propria attività principale di promozione e valorizzazione degli autori presso gli editori: relazioni e contatti diretti con le maggiori case editrici, con editors, giornalisti, media, agenti e traduttori, sia sul mercato nazionale che internazionale, esperienze dirette di gestione e negoziazione di contratti editoriali e di ideazione e coordinamento di campagne di marketing e comunicazione.
Specializzazioni
Dark Circle è specializzata sui generi horror, noir, dark fantasy e weird e sulla promozione di opere e autori sia sul mercato nazionale che sui mercati esteri più importanti, in particolare Stati Uniti e Inghilterra.
Altra caratteristica distintiva di Dark Circle è l’esperienza diretta nel marketing e nella comunicazione che consente all’agenzia letteraria di completare l’attività di promozione degli autori e delle opere presso gli editori con una consulenza marketing di alto livello. Questa consulenza, inclusa nei servizi offerti agli autori rappresentati, si concentra su aspetti complementari ma decisivi del successo di un autore sul mercato, come l’immagine, la comunicazione, la fidelizzazione dei lettori attraverso iniziative mirate di web marketing che vanno a integrare i servizi e le campagne di promozione e comunicazione programmate dalle case editrici.

Servizi e Risorse
Alessandro Manzetti sarà il diretto responsabile operativo degli incarichi come agente letterario per la promozione delle opere degli autori rappresentati presso gli editori, la negoziazione, stipula e gestione dei contratti di edizione e del rapporto contrattuale con gli editori, attività “core” dell’agenzia letteraria
Alessandro Manzetti si avvarrà di consulenti specializzati per fornire altri servizi offerti dall’agenzia: editing, traduzioni, ufficio stampa, lettura e valutazione testi. Queste figure professionali, che operano sul mercato nazionale e internazionale, hanno un consolidato rapporto di collaborazione con Alessandro Manzetti nella gestione di vari progetti editoriali, come la pubblicazione di opere digitali e tradizionali, la selezione e traduzione di opere, l’attività di scouting sui mercati, la diffusione e comunicazione tramite vari media integrati. Alessandro Manzetti sarà dunque l’unico referente per l’autore e coordinerà le attività dei consulenti per i servizi complementari dell’agenzia, secondo gli obiettivi e specifiche necessità individuate.
Media, Web marketing
Dark Circle svolgerà le proprie attività di web marketing, dedicate agli autori rappresentati, attraverso il supporto dei vari media del Posto Nero Network http://www.postonero.it (website, blogs, web magazine), ideato e gestito da Alessandro Manzetti, che rappresenta un punto di riferimento per appassionati e operatori del settore e garantisce quantità e qualità di visibilità sul web e interazione con i lettori.

Contatti e Riferimenti
Questo sintetico profilo dell’agenzia letteraria Dark Circle, completato da altre informazioni, è disponibile sul sito ufficiale dell’agenzia www.darkcircle.it.
DARK CIRCLE AGENZIA LETTERARIA DI ALESSANDRO MANZETTI
Via Castelbianco 8 – 00168 Roma
Web: http://www.darkcircle.it Email: info@darkcircle.it


I fantasmi esistono!


Fantasma in libreria

Fantasma in libreria

Non sono impazzito, anche se credo ai fantasmi non pretendo che gli altri ci credano, ma io li ho visti o, sarebbe meglio dire, non li ho visti. Quindi non chiamate gli acchiappafantasmi, non c’è n’è bisogno. Anche perchè le anime inqueite di cui parliamo sono tutt’altro che pericolose.

Quì non si parla di fantasmi della letteratura e della cinematografia, quì si parla di fantasmi in carne e ossa che se ne vanno in giro per le librerie di Alessandria, Napoli, Ventimiglia, Roma, Milano, Torino, Firenze, solo per citarne alcune… Questi fantasmi hanno i volti imbronciati mentre si aggirano tra gli scaffali dei più blasonati luoghi del sapere (eh, una volta…) della penisola. Difficilmente vengono riconosciuti anche per il fatto che i loro libri, non importa se scrivono da un anno uppure da quaranta o se abbiano pubblicato un solo romanzo o una quarantina, non sono presenti nelle librerie. Danilo Arona mi ha aperto la mente a questo fenomeno inquietante anche se già da prima nutrivo i miei sani dubbi. Ma se uno Scrittore che si chiama Arona constata un fatto del genere, sarebbe meglio che iniziassimo a preoccuparci tutti quanti nessuno escluso. Riporto il post di Arona:

“Ieri dopo un sacco di tempo sono entrato in una megastore di libri nella mia città (Alessandria, in arte Bassavilla). Mi sono fatto un giro, era più o meno l’ora di pranzo, e non comprando nulla ho speso più di 50 euro (in agende, DVD e una graphic novel tratta da King). Dal momento che lì stavo, ho fatto quel che fanno tutti quelli come me (cioé voi che mi leggete), dando un’occhiata a quel che offrivano i reparti di genere. Di qui i gialli o i thriller, tutti democraticamente divisi tra le major e neppure l’ombra di qualche editore indipendente. Di là, quello che la gente del megastore considera gothic, dark, horror, urban fantasy e via etichettando. E di là pareva un miraggio: metri e metri di prodotti clonati di autori e autrici (tante donne) mai sentiti che si spartivano plot, trame, titoli e copertine, tutte incredibilmente uguali, con vampirelli esangui, congreghe da the alle cinque, teneri amanti con sottintesi canini, stregoni in andropausa, il tutto a firma di quelle 4 o 5 case solite note che stanno interpretando ottimamente il mercato e il momento. Tra corvi e lolite dark, spiccava – tiriamo a indovinare perché – l’ultimo libro di Valerio Evangelisti che nulla ci azzecca con il gotico, ma si vede che qualche commesso pensava che il buon Vale lì dovesse stare. Brillava l’assenza di un qualsiasi titolo Gargoyle, ma pure le assenze di un qualsivoglia autore horror come lo intendiamo noi (l’ultimo di King, dato il tema, stava dall’altra parte, tra i thriller…). Il grande assente, lì, in quel megastore che potreste anche indovinare: l’horror e il gotico nazionali, che pure negli ultimi tempi sono territori pingui, interessanti, forieri di sviluppi futuri quale un movimento sindacale che riunisca le varie sigle in demenziale contesa fra loro da quel bel dì. In quel reparto “goth” non un Nerozzi, un Baldini, un Colombo, un Arona, un Borghetti, un Altieri, un Manfredi. Non un editore indipendente, piccolo, di nicchia, di genere. Un cazzo di niente, e ho guardato bene, avendo inforcato pure gli occhiali. Lo so che mi risponderete, se mi risponderete: che sono cose note, bla bla, il mercato, bla bla, o per dirla con le parole di un certo professore universitario, “la gente vuole liberarsi dal claustrofobico abbraccio dell’horror”. Però che palle… Quarant’anni a scrivere e sei un ghost writer. Quasi quasi ci scappa il prossimo romanzo. L’ultimo, però.”

Fonte: Articolo di Danilo Arona

L’editoria si lamenta che gli autori italiani vendano poco, specie se si occupano di leteratura di genere. Mi sta bene, ma fine a che punto? Ma se il sistema non permette che i libri siano esposti e venduti nelle librerie ci credo che vendano poco. Venderebbe poco anche Stephen King. Ma secondo me il problema non è solo questo. Il fatto che le grandi major (questo è risaputo) acquistino spazi nelle librerie, non permetterà mai ad un piccolo medio editore di farsi spazio. Poi c’è il discorso promozione che ha costi altisimi che un medio e piccolo editore non si può permettere. Quindi se viviamo in un mondo globalizzato dove chi ha più soldi vince anche i libri, se sposorizzati a dovere a suon di centinaia di migliaglia di euro arriveranno in libreria. Un grande e grasso gregge di pecorelle smarrite è solo pronto a seguire e i grandi (quelli con i soldi) lo hanno capito fin troppo bene.

Io non credo che questa situazione sia risolvibile, ma credo che tutti noi possiamo dare il nostro contributo a chi davvero merita anche se è un “fantasma sullo scaffale” potrebbe essere un grande amico immaginario per la nostra mente e le sue storie potrebbero aprirci gli occhi su nuovi orizzonti inesplorati.

Solo una considerazione finale: Ma lo sapevate che la maggior parte dei BestSellers non sono scritti dai nomi in copertina? Ci sono staff di persone che lavorano notte e giorno affinchè sullo scaffale, quello dove si aggirano i fantasmi, ci arrivano storie preconfezionate a dovere per la pecorella smarrita di turno.

Io quando leggo un libro ci voglio vedere lo scrittore, le sue sensazioni, paure, emozioni e le sue notti insonni, non una trama bene congeniata e priva di qualsiasi anima che guarda caso è standardizzata e uguale ad altri centomila romanzi. Mi scuso anticipatamente per il tono semplicistico con cui ho affrontato l’argomento, ma sappiate che gli scrittori più letti in Francia sono i francesi, in Germania i tedeschi e in Spagna gli spagnoli e via discorrendo. In Italia, ahimè, gli scrittori più letti sono gli americani. Meditate pecorelle, meditate. Voi credete di scegliere, ma in realtà qualcun’altro ha già scelto per voi.

In definitiva visto che non mi sento per niente una pecorella e che ci sono molti posti interessanti sulla rete oltre alle librerie, mi sono fatto dei regali per Natale.

Morbo Veneziano di Danilo Arona, Sesso col coltello di Alda Teodorani e CAM di Stefano Pastor.

A me piacciono i fantasmi e a te?


Antonio Ferrara intervista Luigi Boccia


Luigi Boccia

Luigi Boccia

Oggi ho il piacere d’intervistare Luigi Boccia. Scrittore, sceneggiatore, regista e direttore della rivista Weird Tales. Vediamo cosa ha da dirci per “Uno sguardo oltre la siepe”.

Chi é Luigi Boccia per Luigi Boccia?
L’uomo più imperfetto che ci sia, un fottuto sognatore che ha abbandonato qualsiasi cosa nella vita per inseguire il suo desiderio di fare lo scrittore, uno che ha preso tanti calci nel sedere, ma che ha comunque portato a casa le sue soddisfazioni: ho scritto sceneggiature, romanzi, saggi, sono diventato direttore di Weird Tales. Ho la pelle piena di tagli e ferite, e le ossa rotte, perché il viaggio è lungo e faticoso (ti consuma l’anima inseguire i sogni), ma ci credo ancora: voglio essere uno scrittore fino alla fine dei miei giorni. E voglio ancora cambiare il mondo pur sapendo che non è possibile. Sono perdutamente inguaribile.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Non mi è venuta nella testa, la follia di scrivere (se così la possiamo definire) è nata e basta all’improvviso, per caso, mi ha preso la mano e non mi ha più lasciato. A undici anni mi sono perso nel supermercato mentre i miei facevano la spesa, e mi sono ritrovato nella corsia dei libri. C’era una copertina che mi attraeva terribilmente: un camion con la griglia del radiatore sporca di sangue. Il titolo era: A volte ritornano. Mi sono fatto comprare dai miei quel libro, l’ho letto tutto d’un fiato, e da allora non ho mai smesso di pensare che avrei fatto lo scrittore nella vita. I racconti di quell’antologia mi hanno aperto un mondo, è come se avessero “contaminato” irrimediabilmente il mio sangue.

Licantropi, Streghe e Vampiri. Ci credi?
No, non ci credo, come autore di romanzi horror credo solo nella follia umana, non c’è niente di peggiore o di più pericoloso, come saggista sono innamorato del folklore e di tutte le creature che abitano il suo sottobosco, perché rappresentano le nostre paure più ataviche e ancestrali. Ma c’è un’altra parte di me che ci crede e che le ama davvero, altrimenti non potrei scriverne.

4 Edizione cartacea o eBook?
Edizione cartacea per i prossimi tre, quattro secoli almeno. Sono figlio della tecnologia, vivo perfettamente radicato nella realtà quotidiana e non sono un nostalgico. Ma non c’è paragone. Un libro è un libro. Un ebook è come un robot che cerca di diventare umano, ma non potrà mai riuscirci. Noi non sappiamo da partono le nostre emozioni e non possiamo neanche controllarle. L’emozione (seppur consumata) di avere un libro tra le mani non è propriamente definibile. Intendo che in qualche modo il libro mi fa battere il cuore.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?
Troppi. Andiamo da Fahreinheit 451 a Io sono leggenda a L’ombra dello scorpione. Ma sono i primi che mi vengono in mente. Se mi soffermo a pensare troppo potrei impazzire. Sicuramente A volte ritornano è l’antologia di racconti horror più bella che io abbia mai letto in vita mia.

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.
Credo di sì. Nel senso che oltre alla base che uno scrittore deve avere occorrono altre doti, quali costante e caparbietà. E tanto studio. E tanta voglia di mettersi in discussione. Uno scrittore competente è uno scrittore professionista, e uno scrittore professionista conosce bene l’applicazione di tutti i teoremi della scrittura. L’allenamento può portare a grandi risultati.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?
È una domanda troppo difficile perché viviamo in un contesto storico terribilmente complicato, non solo per lo scrittore ma per tutti i tipi di mestieri. È sicuramente complicato vivere di scrittura. Nemmeno alcuni di quelli che noi consideriamo grandi scrittori in Italia riescono a vivere soltanto con i loro libri. Dico solo: chi ci riesce non ha bisogno di altro nella vita.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Torniamo alla domanda di prima. Con la differenza che siamo in Italia, e per uno scrittore è difficile a prescindere. Finiti gli anni Settanta/Ottanta sono spariti dalle case editrici gli editor con la E maiuscola, ed è sparita anche la possibilità di un dialogo con l’editoria. Non ci sono canali di comunicazione, non ci sono agenzie letterarie, insomma non hai la più pallida idea di comne e a chi presentare il libro che hai scritto. La maggior parte delle cose funziona per amicizia. Ma è anche una questione di fortuna.

9 Come mai tanti americani e pochi italiani pubblicati dalle case editrici italiane?
Qui apriamo il vaso di pandora. Ma non sono in vene di polemiche oggi. Dipende molto dalle casi editrici che sono “disinteressate” agli autori italiani, ma è pur vero che ci sono in giro un sacco di scrittori nel nostro paese che sono soltanto braccia strappate all’agricoltura. Non voglio dire che gli scrittori americani sono migliori di quelli italiani, dico solo che c’è più professionalità a tutti i livelli. Qui i diventa scrittori dall’oggi al domani e si pensa di aver scritto qualcosa di rivoluzionario. E in qualche maniera oscura riescono a pubblicare anche con grosse case editrici. Ma non vendono una copia. Perché i lettori non li puoi ingannare. Con gli scrittori americani si va più sul sicuro, perché di base c’è qualcosa di sbagliato nel sistema della pubblicazione in Italia che non si traduce in copie vendute sul mercato.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?
Ho sempre scritto dovunque. Mi piace molto scrivere nei bar (non i saggi), mi ispira molto guardare la gente, ma normalmente scrivo a casa davanti al mio computer. Soprattutto di notte.

11 Come è nato Licantropi?
Dopo la pubblicazione del mio primo saggio Arcistreghe, volevo affrontare il tema della licantropia perché erano anni che conservano materiale e collezionavo libri. E soprattutto mi affascinava l’idea di raccontare le vere radici dell’uomo lupo, che non sono quelle a cui siamo stati addomesticati oggi dalla cinematografia. Ho cominciato a lavorarci, poi un giorno ero a Napoli e mi sono trovato a parlarne per caso con una mia grande amica, Simonetta Santamaria, che era reduce del successo di Vampiri, ed è nata per caso l’idea di un saggio a quattro mani.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Crederci e insistere. Avere fede nelle proprie storie, nelle proprie capacità. Mettersi in discussione, cancellare e riscrivere, pretendere il massimo da se stessi, ogni volta che ci sediamo davanti al computer. Riscrivere e cancellare, fino a trovare sempre le parole giuste. E cercare di coltivare amicizie nell’ambiente, questo è importante. E infine: mai con un editore a pagamento.

13 Cosa vuol fare da grande Luigi Boccia?
Lo so che dovrei risponderti in una maniera spiritosaLo scrittore. O il regista. Non sono contemplati altri sogni né mestieri.

LUIGI BOCCIA, scrittore, sceneggiatore e regista ha pubblicato i romanzi Paura. (1993), Confessionale Nero (1997) e La Janara (2007), presentato da Pupi Avati. Ha pubblicato racconti in diverse antologie, ed è curatore (insieme a Nicola Lombardi) dei volumi Fame – la trilogia Cannibale (2001), La Stagione della Follia e Ai Confini del Buio (2002), e Malefica – 13 fiabe Crudeli (2003). Appassionate di folklore italiano ha scritto nel 2005 il saggio Arcistreghe. Dal 2005 vive a Roma, dove lavora come sceneggiatore. Per la Eagle Pictures ha scritto diverse sceneggiature, tra le quali La Casa sul Lago, tratto dal romanzo Crimson Rain della scrittrice americana Meg O’Brien. Nel 2008 ha scritto e diretto il lungometraggio The Last Day. Ultimamente insieme a Simonetta Santamaria ha pubblicato per la Gremese Edizioni Licantropi: I figli della Luna.

Sito: http://www.weirdtales.it/

Una Bellissima Videorecensione della mia Amica Anita Book di Licantropi: I figli della luna.


Antonio Ferrara intervista Andrea G. Colombo


Andrea G. Colombo

Andrea G. Colombo

Oggi ho il piacere d’intervistare Andrea G. Colombo. Conosciamolo insieme.

1 Chi é Andrea G. Colombo per Andrea G. Colombo?

Il tizio che mi obbliga a stare sveglio fino a tardi davanti al PC e che mi impedisce di rilassarmi davvero.
Sapessi che tormento…

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Me lo chiedo pure io… Allora sembrava una figata pazzesca, giuro. Quando ho cominciato io, avevo solo penna e foglio di carta, ed era più che sufficiente. Direi esaltante, sebbene riempissi quaderni su quaderni di storie improbabili e illeggibili. Non so che fine abbiano fatto quei quaderni… Ci ho messo un po’ per rendermi conto che quell’attività, tramite studio, disciplina ed esercizio, potesse diventare qualcosa di “serio”.

3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Non abbastanza per viverci, perché per scelta, molte delle cose che faccio, le faccio senza alcun compenso. E anche quelle che ne hanno uno, non consentono (in Italia) di camparci allegramente.
Da un lato è una vera seccatura, dall’altro, in fondo, consente di liberare la creatività scollegandola dalle necessità alimentari, il che ti fa osare senza troppe preoccupazioni, visto che le bollette le potrai comunque pagare.

4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, finché sarà possibile.

5 Horror.it? Raccontami tutto.

Mica facile raccontarti più di un decennio di vicende. Posso riassumere dicendo: una passione.
Oggi è molto diverso da quando è nato, ed ha visto un radicale ricambio generazionale, con nuovi redattori che se ne occupano. Resta intatto l’entusiasmo e la voglia di non essere mai uguali a noi stessi. Non ce ne frega nulla di seguire l’onda, le polemiche, le mode, abbiamo sempre fatto come credevamo fosse più giusto fare. Rifiutiamo sponsor e pubblicità per fare come vogliamo. L’ambiente è molto diverso da quando abbiamo iniziato, ma la strada da fare è ancora molta. Noi andremo avanti a modo nostro.
Come sempre.

6 Mondadori?

Ancora refrattaria all’horror. Ho avuto pochi rapporti con Mondadori. La maggior parte dei quali con il settore mass market (edicola). Belle esperienze, tuttavia.

7 Il Diacono e la Gargoyle Books?

E’ stato Paolo De Crescenzo a insistere perché avvenisse questo matrimonio. Ho rimandato per due anni, aspettando di avere la possibilità di dedicarmici come meritava, poi mi sono buttato. E l’ho fatto penare perché sono lento a scrivere e avevo in mente una sola possibile strada da seguire. Però Paolo è stato davvero paziente con me.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

No, il problema è COSA scrive il giovane autore. Se scrive horror, allora mi spiace, ma che l’autore sia “giovane” o “vecchio”, alto o basso, grasso o magro, non c’è trippa per gatti. Mentre se scrive paranormal romance o fantasy, ora come ora ha più possibilità. Gli editori pubblicano e sostengono quello che vende di più e quando trovano una miniera d’oro, la sfruttano fino all’esaurimento. Se hai la fortuna di scrivere quello che “tira” in quel momento, avrai di sicuro più possibilità, perché c’è la caccia al libro che faccia vendere molte copie.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

In linea di massima, per farsi le ossa va bene un po’ tutto, basta che non ti chiedano soldi. Perché alla fine, il pericolo per gli aspiranti scrittori è quello di diventare polli da spennare, che è una cosa che mi manda in bestia. Il concorso può avere un senso solo se non ti chiedono tasse di iscrizione, è organizzato da qualcuno di serio (enti di un certo spessore culturale), la giuria è nota e composta da addetti ai lavori. In tutti gli altri casi, che tu vinca il premio Pincopallo, non importa a nessuno. E se partecipi per sapere se il tuo racconto ha delle qualità, è bene che tu conosca bene la qualifica di chi dovrà giudicarti.

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Di sera e nei week end. Oppure quando posso prendermi qualche giorno di vacanza. Scrivo direttamente al PC, prima stesura e correzione bozze. Se inizio a scrivere “seriamente”, mi obbligo a sedermi al PC ogni giorno, anche se sono stanco e non ho voglia.

11 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Innanzi tutto prendere atto che difficilmente sarà un “mestiere”, ma potrà essere una grande passione. Che rischia di diventare divorante passione, in effetti. Poi il migliore consiglio che possa dargli è di avere pazienza. La fretta è una pessima consigliera, fa fare cazzate inenarrabili. Gli consiglierei di leggere molto, scrivere tanto e non smaniare per la pubblicazione.

12 Cosa vuol fare da grande Andrea G. Colombo?

Quello che faccio adesso.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te e ai tuoi lettori!

Nasce nel 1968 con troppe passioni per una sola vita. Il pallino dell’informatica lo porta a iscriversi a ingegneria, a spendere capitali in computer e gadget elettronici (che compra e – troppo spesso – usa pochissimo), e a iniziare una intensa attività culturale on line creando e curando siti web. Quello dell’architettura gli fa cambiare corso di studi e si trasforma nel suo lavoro (e tormento, visto che e lo porterebbe a cambiare casa ogni anno pur di poterla riprogettare ex novo ogni volta). Quello delle arti marziali gli fa praticare Judo, Kung Fu, Boxe Thailandese, e gli rovina, lussa, spezza tutto quello che è possibile rovinare, lussare e spezzare in un corpo umano. Quello dell’horror, infine, gli fa divorare centinaia di libri e film, lo mette in contatto con un mondo assolutamente affascinante e fa nascere in lui l’amore per la scrittura.
Dopo aver creato il primo sito web italiano dedicato alla cultura horror, Horror.it, si dedica alla cura di alcune antologie di narrativa horror quali SPETTRI METROPOLITANI (Addictions, 1999) e JUBILAEUM (PuntoZero, 2000). Pubblica racconti in diverse antologie quali FRAGMENTS D’UN MIROIR BRISE’ (PAYOT ET RIVAGES, Francia, 1999) a cura di Valerio Evangelisti, IN FONDO AL NERO (MONDADORI, 2003). Sempre nel ‘99, cura l’edizione italiana del romanzo breve BUBBA HO TEP di Joe R. Lansdale (ADDICTIONS). Nel giugno 2004, per le EDIZIONI MASTER, progetta, realizza e cura i contenuti del mensile di cinema e letteratura HORROR MANIA, sul quale pubblica periodicamente narrativa per il serial di sua ideazione IL DIACONO. Nel 2005 affianca a Horror mania la gemella dedicata al thriller: THRILLER MANIA. Per la Gargoyle Books, scrive la prefazione al romanzo HANNO SETE di Robert McCammon (2004). Nel 2008, nell’antologia ANIME NERE RELOADED (MONDADORI) viene pubblicato il suo racconto ASFALTO. All’interno dell’antologia IL MIO VIZIO E’ UNA STANZA CHIUSA, pubblica la novella BOXED (Supergiallo Mondadori, 2009) opzionata per il cinema da un noto produttore romano. Nello stesso anno, pubblica LA FORCELLA DEL DIAVOLO all’interno dell’antologia BAD PRISMA (Epix, Mondadori 2009).

Ha scritto due sceneggiature per altrettanti film che probabilmente non vedranno mai la luce, una serie TV per un canale satellitare (idem come sopra) e diversi articoli di critica cinematrografica per quotidiani e riviste. Per la TV, adesso, sta lavorando a un pilota per una serie di documentari sul cinema horror italiano.

Non ha idea di cosa sia il concetto di noia, perché non ha mai passato mezz’ora della sua vita senza fare o pensare a qualche progetto. E non è sicuro al cento per cento che questa sia una cosa buona…

Horror.it – www.horror.it
Il mio blog – andrea.horror.it
Il Diacono – www.ildiacono.com