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Antonio Ferrara intervista Barbara Baraldi


barbara baraldi striges la promessa immortale

Sono sicuro di non deludere chi stasera si aspettava la quattordicesima parte del romanzo “Gli occhi del male” (puntata posticipata domani alle 22:30) perchè è ospite di “Uno sguardo oltre la siepe” Barbara Baraldi. Tra i suoi lavori letterari spicca la saga dark fantasy “Scarlett”, giunta al secondo capitolo, intitolato «Il bacio del demone». Inoltre è vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il premio Valtenesi. Da pochi giorni è uscito in libreria il suo ultimo romanzo Striges – La promessa immortale.

1 Chi è Barbara Baraldi per Barbara Baraldi?

Una persona con una passione viscerale per la lettura e che ama raccontare storie. Ho iniziato a farlo per i miei fratelli quando erano piccoli per tenerli buoni e non ho più smesso.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Non sono stata io a scegliere la scrittura. La scrittura ha scelto me. E ora, scrivere è un bisogno fisico, un’urgenza.

3 Bella e brava con il debole per il lato oscuro della scrittura. Questa condizione, oltre ai fans, ti ha portato anche qualche sgradita sorpresa?

Ogni cosa ha il suo lato negativo. Lavorando in questo ambiente ho dovuto fronteggiare persone invidiose e che si sono dimostrate false, qualcuno mi ha attaccata senza conoscermi o aver letto nulla di me, ma penso siano cose che accadono in tutti gli ambienti. Ho fatto mia la frase che un camionista si era fatto aerografare sul suo mezzo: “La tua invidia è la mia fortuna”.

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono una feticista della carta stampata, ma rispondo entrambi in modo parallelo. La carta non morirà mai, ma l’ebook può dare la possibilità di acquistare un numero maggiore di libri e poter comprare i più belli, successivamente, anche in versione cartacea.

5 Nella tua “vita pubblica” ti presenti fatale e vampiresca. In quella privata?

Sono una persona molto semplice. Amo leggere, ascoltare musica e guardare bei film, oltre che la buona cucina.

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.

Sono d’accordo e aggiungo che è importante cercare di migliorarsi sempre e continuare con la ricerca del proprio stile. Del resto, è saggio chi sa di non sapere

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

È dura, ma ci si può riuscire procedendo un passo alla volta.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Una cosa che amo dire a chi vorrebbe intraprendere il sogno della scrittura è che niente è impossibile. L’importante è crederci e impegnarsi accettando con umiltà consigli, mettendosi alla prova e lavorando duramente, perché per poter realizzare un sogno bisogna essere disposti a sanguinare.

9 STRIGES?

È il mio ultimo romanzo, una storia a cui tengo particolarmente e che è germogliata dentro di me nell’arco di tanti anni. Sono partita dalle leggende e dai racconti popolari che mi raccontava mia nonna da bambina e le ho trasfigurate mescolando la tradizione magica italiana, alla mitologia celtica e l’antica religione. Volevo narrare la storia di un amore impossibile, ma che riesce a superare le barriere del tempo. E se una strega si innamorasse di un Inquisitore? Questa è stata la domanda da cui è scaturito il romanzo.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

A volte ascolto musica di sottofondo, a volte lo faccio circondata dal più completo silenzio. Certe volte mi preparo un tè alla vaniglia, altre preferisco una cioccolata calda. Scrivo tutti i giorni e ovunque mi trovi, con il mio portatile.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo romanzo?

Sono al lavoro su alcuni progetti che spero di potervi annunciare al più presto, tra cui una nuova serie a fumetti.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Non c’è un trucco per essere notati dal grande editore, ma ci si può arrivare procedendo un passo alla volta e dimostrando la propria professionalità. Spesso mi capita di essere contattata da aspiranti scrittori che mi chiedono: “Come hai fatto a pubblicare con Mondadori?”. Penso che questa sia la domanda sbagliata per chi vuole intraprendere la carriera di scrittore. È come voler arrivare in cima a una torre senza avere la costanza di salire un gradino alla volta. Per quanto mi riguarda sono sempre stata severa con me stessa. Bisogna essere il proprio critico peggiore. Per chi vuole arrivare al grande editore consiglio di leggere libri di tutti i generi, libri belli perché la cattiva letteratura è contagiosa. Di rileggersi molto. Qualcuno prima di me ha detto: “Scrivere vuol dire riscrivere”. In particolare, tolleranza zero su aggettivi e avverbi. Consiglio di inviare i manoscritti agli editori privi di errori di battitura e ben impaginati e rilegati, con un carattere ben leggibile e i numeri di pagina, o il rifiuto scatta immediato. Di partecipare ai concorsi letterari perché permettono di essere letti dagli addetti ai lavori. Per ultimo, consiglio di non arrendersi facilmente: ci sono best seller che hanno atteso anni prima di essere comprati da un editore. Per quanto mi riguarda, ho cominciato ad avere i primi incoraggiamenti proprio tramite i concorsi letterari. La vittoria al Gran Giallo di Cattolica mi ha permesso di avere il mio primo racconto pubblicato in appendice alla prestigiosa collana “Il Giallo Mondadori”. Il racconto era piaciuto tanto all’editor di allora che mi chiese se avevo un romanzo pronto da proporgli. Pochi mesi dopo ho firmato il contratto per “La bambola dagli occhi di cristallo”.

13 Cosa vuol fare da grande Barbara Baraldi?

La scrittrice.

Grazie per essere stata mia ospite.

BARBARA BARALDI  è autrice di romanzi noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti.

Scrive per Mondadori la saga dark fantasy “Scarlett”, giunta al secondo capitolo, intitolato «Il bacio del demone».

Insieme a Camilleri, Lucarelli, Carlotto e De Cataldo, è protagonista di «Italian noir», il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano.

È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il premio Valtenesi.

I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico, e sono pubblicati in nove Paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Alcuni titoli: «La bambola dagli occhi di cristallo», «Lullaby – La ninna nanna della morte», «La casa di Amelia».

Ha sceneggiato la storia «Il bottone di madreperla», pubblicata su Dylan Dog color fest n.9. Il suo romanzo più recente è «Un sogno lungo un’estate» (Einaudi).

Barbara Baraldi Official Website


Antonio Ferrara intervista Carlo Improta


Carlo Improta

Carlo Improta

Oggi ho il piacere d’intervistare l’artista Carlo Improta. Difficilmente nella vita mi è capitato d’incontrare persone così profonde, con una propensione a guardare oltre quella famosa “siepe” che fa da cornice al mio blog. Carlo Improta é una di quelle persone. Non solo si sofferma a uno sguardo, ma riesce a guardare e affrontare i sentieri dell’inconscio che sono ramificati in ognuno di noi.

1 Chi é Carlo Improta per Carlo Improta?

Carlo Improta per Carlo Improta è un dottor jekyll e mister hiede cioè un dottor jekill razionale e scientifico nel limite delle proprie conoscenze e un mister hiede tra normalità e pazzia, genialità e demenza nevrotica. So solo che debbo qualcosa a tutti e due, ma il mister hiede non è bello da vedere.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Come tutte le cose d’istinto vengono e basta, ma poi ho studiato a fondo la cosa e ti posso dire che la parola come la musica entra dall’orecchio e arriva ad un sito interiore più profondo dell’oggetto guardato. Ciò che voglio dire che per me ci sono musiche che mi hanno fatto piangere mentre nessun quadro o scultura lo ha ancora fatto. Per me questo fatto vuol dire molto.

3 Pittore, scultore, scrittore. Un artista a 360 gradi, come fai?

Se si amano tre donne contemporaneamente stai tranquillo che trovi il tempo per tutte e tre.

4 Edizione cartacea o eBook?

Tutto deve essere per tutti. Penso che in questo periodo di transizione è giusto che convivano entrambe le possibilità. Poi il tempo e sua maestà il capitale farà il resto.

5 Quanti libri hai scritto? A quale sei più affezionato e perché?

Sei, ho scritto sei libri a oggi. Sono più affezionato all’ultimo libro che poi non è un romanzo ma un piccolo saggio intitolato sull’incompletezza dell’essere. È finalmente la chiusura di un cerchio aperto nel 1997. Quando alla direttrice del PAN di Napoli gli dissi che il mio lavoro iniziava nell’97 e finiva oggi lei disse che solo i pazzi possono perseguire un progetto per quindici anni.

6 Una Vita tra Napoli e Montepulciano?

Sì, Napoli è per il mister hiede, geniale e pazza mentre montepulciano è per dottor jekill razionale e adatta alla riflessione interiore.

7 Il tuo primo libro è stato Tecla, cos’è cambiato da allora?

Nulla, avevo già quarantasei anni, sono solo più consapevole di dover dire le mie idee, ho capito che ce ne bisogno.

8 Quando ti sei accorto che oltre alla pittura avevi qualcosa da dire anche attraverso la scultura e la scrittura?

La scultura è stato come accarezzare la vita, toccare scarnare e lisciare è quasi un piacere sessuale. La scrittura è per capire ed analizzare fino in fondo dove mi trovavo con i piedi, e tracciare la mia strada interiore senza equivoci.

9 Da quello che si sente in giro il mondo dell’editoria è fatto da “caste” chiuse, funziona così anche per la pittura e la scultura? Che ne pensi?

Penso che questo è un tasto che potremmo parlare per ore senza fare una linea dritta ma solo una parabola dove noi saremmo solo al centro senza possibilità di fuga. Evadiamo da ciò, facciamo finta che tutto non ci interessi. Tanto ciò che abbiamo fatto o scritto ormai esisterà sempre anche a scapito degli interessi privati di pochi cultori del capitale culturale.

10 Come scrivi? Quando scrivi?

I primi tre racconti li ho scritti per la maggior parte in macchina con schizzi sui fogli dal quale è stato tratto la verbo-visività il resto a computer.

11 La tua più grande soddisfazione in campo artistico fino ad ora?

Aver scritto L’essenzialista, se lo hai letto puoi capire perché. Tutti quelli che lo hanno letto seriamente non hanno potuto far a meno di complimentarsi con me.

12 Artisti si nasce o si diventa?

Possiamo essere tutti artisti, sempreché stimoliamo il rapporto mente-mano, che è l’argomento del mio ultimo libretto sull’incompletezza dell’essere.

13 Cosa vuol fare da grande Carlo Improta?

L’uomo artigiano, perché è lui il futuro della civiltà del nuovo secolo con il suo rapporto mente-mano. Solo l’uomo artigiano è un uomo che vivrà soddisfatto del suo saper creare e concettualizzare un bene. Questo è l’argomento del libretto sull’incompletezza dell’essere che ti darò e dovrai leggere con attenzione Antonio. Grazie e ciao.

Perfetto, non vedo l’ora di leggerlo. Grazie per essere stato mio ospite.

Sito internet di Carlo Improta

Una Donna. Lettere da un artista

L’essenzialista. Giallo poliziano