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Se Stephen King fosse nato in Italia


Caricatura di Marco Calcinaro

Caricatura di Marco Calcinaro

Stephen King nasce il 21 settembre 1947 a Portland, nel Maine. Suo padre (di origini scozzesi-irlandesi), nato David Spansky, che in seguito modificò in Donald Edwin King, è un impiegato della Electrolux, ex capitano della Marina Mercantile e impegnato fino al 1945 nella seconda guerra mondiale; e sua madre, Nellie Ruth Pillsbury King, è una casalinga di origini modeste. Ha un fratello maggiore, David Victor, che è stato adottato dai coniugi King il 14 settembre 1945.
Nel 1949 il padre esce per una delle sue passeggiate e non farà più ritorno a casa, a causa di problemi familiari. Questo avvenimento segnerà profondamente il carattere del futuro scrittore, tanto che è possibile trovare in numerosi romanzi il difficile rapporto padre-figlio (fra gli altri: It, Cujo, Christine. La macchina infernale, 1408 e Shining).

Stefano Reale nasce Frosinone il 21 settembre del 1947. Suo padre è un impiegato in cassa integrazione di una società di autotrasporti, sua madre, Lella, è una casalinga di origini modeste. Ha un fratello maggiore, Davide, che è nato da una relazione extraconiugale con un meccanico di Castel di Sangro.
Nel 1949 il padre esce per andare a comprare le sigarette e non tornerà mai più, in fuga con Giuseppina, la figlia minorenne del panettiere sotto casa. Questo avvenimento segnerà profondamente il carattere del futuro scrittore, tanto che è possibile trovare in numerosi romanzi il difficile rapporto padre-figlio (fra gli altri: Esso, Cucciolo, Cristina. La macchina infernale, 123 Stella e Fantasmino).

Stephen King: La famiglia comincia così a spostarsi da un luogo a un altro; si stabilisce per brevi periodi in Indiana, a Milwaukee e infine di nuovo nel Maine. La signora Nellie Ruth King in quegli anni e nei successivi sarà spesso fuori casa per quasi tutto il giorno, impegnata in vari lavori come stiratrice in una lavanderia, lavoratrice notturna in una panetteria, commessa e donna delle pulizie. Con il proprio lavoro riesce comunque ad assicurare ai due figli una buona educazione, guidandoli all’ascolto di buona musica e alla letteratura, dando la possibilità a Stephen di provare a scrivere qualche storia horror. Di quegli anni, Stephen King dirà “Non avemmo mai una macchina, ma non saltammo mai un pranzo”.

Stefano Reale: La famiglia comincia così a spostarsi da un luogo a un altro; si stabilisce per brevi periodi a San Vittore, Bari e infine di nuovo a Frosinone. La signora Lella in quegli anni e nei successivi sarà spesso fuori casa per quasi tutto il giorno, impegnata in vari lavori come stiratrice in una lavanderia, lavoratrice notturna in una panetteria, commessa e donna delle pulizie. Con il proprio lavoro riesce comunque ad assicurare ai due figli un pasto caldo, dando la possibilità a Stefano di provare a scrivere qualche storia horror. Di quegli anni, Stefano dirà “Non avemmo mai una macchina, ma neanche tutto il resto”.

 

Stephen King: A dieci anni scopre il genere horror, dopo aver visto un film sugli extraterrestri. Due anni dopo, rinviene nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft e Richard Matheson, nonché appassionato scrittore. Ed è nel 1960 che King invia il suo primo racconto a una rivista, la Spacemen, che si occupava di film di fantascienza. Il suo scritto non sarà mai pubblicato.

 

Stefano Reale: A dieci anni scopre il genere horror, dopo aver visto L’esorciccio. Due anni dopo, rinviene nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di libri erotici, comici e fumetti pornografici. Ed è nel 1960 che Stefano invia il suo primo racconto a una rivista, la Spazio Emergenti, che si occupava di film “particolari”. Il suo scritto non sarà mai pubblicato.

 

Stephen King: Un anno prima, invece, King inizia a scrivere per un piccolo giornale, il Dave’s Rag (letteralmente, Lo straccio di Dave), giornale prodotto dal fratello maggiore di King in tiratura limitata e distribuito a vicini di casa e coetanei.

 

Stefano Reale: Un anno prima, invece, Stefano inizia a scrivere per un piccolo giornale, Lo straccio di Davide, giornale prodotto dal fratello maggiore di Stefano in tiratura limitata e distribuito a vicini di casa e coetanei che neanche lo leggono, ma lo usano come carta igienica: La scuola aveva detto agli studenti di portarsela da casa. In Italia siamo agli albori dell’autopubblicazione.

 

Stephen King: All’età di circa dieci anni si stabilisce a Durham, nel Maine. Frequenta la Lisbon Falls High School, nella vicina Lisbon Falls (10 chilometri di tragitto che percorre spesso in autobus, se non addirittura a piedi). La sua passione per i film dell’orrore e per la letteratura lo spingeranno a scrivere diversi racconti, spesso delle semplici trasposizioni dei film visti al drive-in. Questi racconti passano fra i suoi amici di scuola e King utilizzerà la macchina da stampa del Dave’s Rag per produrre delle copie stampate dei suoi racconti. In particolare, sarà il film Il pozzo e il pendolo tratto dal racconto di Edgar Allan Poe a ispirare King che, tornato a casa, realizzerà una trasposizione dello stesso. Prodotta poi in una quarantina di copie, la vende il giorno successivo a scuola, ma gli insegnanti, una volta scoperto quanto è successo, obbligheranno il giovane King a restituire i soldi.

 

Stefano Reale: All’età di circa dieci anni si stabilisce a Sora nel Lazio. Frequenta la Scuola dei Bambini Felici, nella vicino Acuto (10 chilometri di tragitto che percorre a piedi). La sua passione per i film dell’orrore e per la letteratura lo spingeranno a scrivere diversi racconti, spesso delle semplici trasposizioni dei film visti al cinema del paese. Questi racconti passano fra i suoi amici di scuola e Stefano utilizzerà il fratello per farsi aiutare a scrivere i racconti in più copie da distribuire. In particolare, sarà un film di Lucio Fulci a ispirare Stefano che, tornato a casa, realizzerà una trasposizione dello stesso. Prodotta poi in una quarantina di copie, cerca di venderla il giorno successivo a scuola, ma gli insegnanti, una volta scoperto quanto è successo, obbligheranno il giovane Stefano a regalare la rivista. Successivamente tutta la tiratura sarà ritirata perchè giudicata ignobile e immorale.

 

Stephen King: L’esordio con Carrie e il grande successo.
Dopo tre precedenti tentativi falliti, King raggiunge finalmente la pubblicazione di un proprio romanzo nel 1974 con Carrie. Acquistato dalla casa editrice Doubleday per soli 2500 dollari, il romanzo passa inosservato in edizione rilegata, ma ha un enorme successo nell’edizione economica, superando il milione di copie vendute. Grazie alla sua quota dei diritti dell’edizione economica e alla vendita dei diritti per la trasposizione cinematografica, King può permettersi di abbandonare l’insegnamento e di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

 

Stefano Reale: L’esordio con Carmela e il grande insuccesso.
Dopo tremila precedenti tentativi falliti, Stefano raggiunge finalmente la pubblicazione di un proprio romanzo nel 1974 con Carmela lo sguardo di Satana. Pagato da Stefano all’editore 2.500,00 delle vecchie lire il romanzo passa inosservato in edizione rilegata, come anche in una successiva edizione tascabile che lo stesso Stefano finanzierà sborsando altri soldi, dando fondo a tutti i risparmi della madre. Il libro va alla grande secondo l’editore e si superano le 50 copie vendute. Yeahhh! Grazie ai diritti d’autore al netto dell’iva dell’edizione economica il giovane Stefano recupera qualcosina di soldi, infatti dopo un anno riceve un assegno di 10.000 Lire e Stefano può portare la fidanzatina a mangiare una pizza e gli resta anche qualcosina per un gelato da dividere in due.

Stephen King: I successivi Le notti di Salem (Salem’s Lot) (1975) e Shining (1977) sono dei successi ancor maggiori: il primo vende oltre tre milioni di copie, il secondo supera i quattro milioni. Nel giro di quattro anni, il non ancora trentenne King è passato dal sopravvivere con il modesto stipendio di insegnante da 6000 dollari annui a guadagnare milioni con i diritti d’autore e i diritti cinematografici.

Stefano Reale: Stefano continua a scrivere, è troppo bello fare lo scrittore, ma scopre che l’editoria a pagamento non lo renderà famoso, ne tantomeno ricco, quindi i successivi Le notti di Salerno (1975) e Fantasmino (1977) sono degli insuccessi ancor maggiori: il primo vende oltre 30 copie tramite un editore non a pagamento, ma che ha a catalogo trecentomilalibri il secondo supera le 40 copie tramite un editore che gli chiede solo un contributo di 500,00 Lire. Nel giro di quattro anni, il non ancora trentenne Stefano è passato dal sopravvivere con il modesta paghetta della madre a guadagnare anche meno con i diritti d’autore e i diritti cinematografici mai realizzati delle sue opere.

Stephen King: Negli anni ottanta King è ormai diventato una star della cultura popolare, paragonabile alla figura di Steven Spielberg in campo cinematografico.

Stefano Reale: Negli anni ottanta Stefano è ormai diventato una star della cultura popolare del suo quartiere. Gli amici lo prendono in giro e ogni tanto fanno finta di leggere quello che scrive e gli dicono che è bravo e gli danno pacche sulle spalle. Qualcuno lo paragona alla figura Pinotto in ambito cinematografico.

 

Stephen King: Oggi Stephen King è universalmente definito dalla critica “il re del brivido”. Padre di tre figli adulti, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie da incubo sono best-seller clamorosi in tutto il mondo; gli hanno valso numerosi premi letterari – tra cui il prestigiosissimo National Book Award – e hanno ispirato l’opera di registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma e Rob Steiner.

 

Stefano Reale: Oggi Stefano Reale è universalmente definito dalla critica “un bravo ragazzo”. Padre di tre figli adulti, vive e lavora nel Lazio con la moglie Carla. Le sue storie da incubo sono fiaschi clamorosi in tutto il suo mondo. Amici e parenti leggono regolarmente le sue opere e gli dicono che è bravissimo. Stefano ha anche vinto dei premi letterari tra cui Professione esordiente, Provaci che ce la puoi fare e il prestigiosissimo Premio Letterario di Cinisello Balsamo dove ha è riuscito ad accaparrarsi una fornitura di salami per un anno. Stefano ha anche ispirato l’opera di un regista famoso: Marco Cammarota, detto “Ciccio” che ha girato un film amatoriale con il cellulare e l’ha pubblicato su youtube.

Stephen King  a 67 anni sta per uscire con il suo prossimo romanzo. Nell’ambiente si dice che l’editore gli abbia staccato un assegno da quattro milioni di dollari di anticipo.

Stefano Reale  a 67 anni è risucito ad agganciare un editore medio/grande e il suo libro arriverà sugli scaffali di qualche libreria importante, ma l’editore gli ha tagliato 600 pagine delle 1200 previste, gli ha detto dove e come si doveva articolare la storia e quali personaggi tenere e quali togliere. L’editore gli ha presentato un contratto standart su cui percepirà un ricco 10%. È stato cambiato il titolo dell’opera, la copertina e l’editore l’ha messo in vendita dall’oggi al domani con una tiratura minima.

Stephen King è uno scrittore di successo e scrive perchè scrivere è la sua vita, il suo mestiere.

Stefano Reale non si sente uno scrittore di successo e scrive perche scrivere è l’unico sogno che gli resta da vivere.


Letteratura Horror


letteraturaHorror1Ci sono dei posti che nascono così all’improvviso, dal nulla. Tanti tornano in quel nulla dal quale erano venuti, ma non è così per il portale Letteratura Horror che nel giro di poco tempo sta ampliando i suoi orizzonti e le sue professionalità all’interno del proprio organico. Una su tutte Alda Teodorani, la regina del brivido collaborerà con Letteratura Horror con la Rubrica – “Alda Teodorani Ficciones”.

Ma le sorprese (in genere si dice così) non finiscono qui. Il portale coinvolge tramite la sua attivissima pagina Facebook gli utenti, invogliandoli a partecipare a contest e concorsi letterari. Inoltre ci sono recensioni quotidiane e approfondamenti su tutto quello che riguarda il mondo dell’orrore.

I fautori di tutto ciò sono alcuni scrittori e appassionati della cultura Horror capitanati da Giorgio Riccardi che hanno deciso di dedicarsi in proprio alla pubblicazione e diffusione dei lavori letterari, senza essere soggetti alle case editrici che, spesso e volentieri, non si degnano neanche di rispondere all’invio di manoscritti.

Ricordo per tutti gli utenti Facebook la fan page ufficiale molto attiva e aggiornata.


Antonio Ferrara intervista Cristina Origone


cristina origone scrittriceOggi ho il piacere di intervistare la vulcanica scrittrice Cristina Origone. Conosciamola insieme.

1 Chi è Cristina Origone per Cristina Origone?

Una persona comune, come tante, che affronta qualsiasi difficoltà con ironia.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Ho sempre letto tanto e un bel giorno, di tanti anni fa, ho deciso di provare a scrivere delle storie. Mi piace inventare personaggi e situazioni prendendo spunto dalla vita reale.

Qualche anno fa ho partecipato a dei corsi di scrittura e poi mi sono “lanciata” (e potevo anche scegliere la finestra, ma ho preferito il mondo editoriale, sperando di farmi meno male) e ho iniziato a scrivere “seriamente” … anche se alcuni miei libri di serio hanno ben poco.

3 TIENIMI Come tenersi un uomo/una donna per più di 6 mesi??

Cosa ti dicevo? J Tienimi è un manuale ironico, scritto con la mia sociamica Gabriella Saracco, dedicato alla coppia. Una guida divertente per chi vuole qualche consiglio su come affrontare i problemi di coppia. Ci sono due versioni: l’ultima è un ebook, arricchito dalle vignette di Pietro Vanessi.

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono combattuta: qualche anno fa avrei risposto edizione cartacea senza esitare, oggi, forse risponderei ebook. Costano meno, li scarichi in un attimo e, se si possiede un tablet, si possono salvare moltissimi libri e li puoi portare ovunque. Be’, tutto questo mi attira molto.

5 Il libro che consiglieresti di leggere?

Ce ne sono tanti, un libro di qualche anno fa che davvero ho trovato unico è L’eleganza del riccio.

6 L’ultimo libro che hai letto?

L’elastico Viola di Patricia Daniels.. Letto tutto di un fiato, consiglio anche questo. Poi ne ho iniziati diversi, ma non li ho finiti.

7 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

È difficile arrivare anche solo a farti leggere da un grande editore, però, basta anche un piccolo editore serio per avere grandi soddisfazioni.

8 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Non partecipo ai concorsi per pigrizia. Sono molto pigra, stampare, andare alla posta, spedire… troppa fatica per me. E anche quando stampo e preparo tutto, devo superare il problema “coda”.  In questi giorni mi sto portando dietro un manoscritto che dovrei spedire a un editore, passo davanti all’ufficio postale, sbircio dentro… troppa gente e non vado. Non so quando ce la farò.

Servono? Sì, certo, se si vince un concorso importante serve.

9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Inizio sempre dalla fine. Quando so come finisce una storia, sono pronta per iniziare a scrivere. A volte organizzo tutto per bene, scaletta, scheda personaggi, etc a volte no. Dipende dalla storia e dipende da cosa sto scrivendo. Scrivo a casa, in silenzio, mai di mattina. Di mattina non sono ispirata. Ovviamente, il mio micio deve essere sempre accanto a me.

10 La tua produzione è molto varia. Cosa ti piace veramente scrivere?

A saperlo… Non lo so. Non ho un genere preferito, dipende dal momento, dall’umore, da quello che mi ispira. Mi piace scrivere, non riesco molto a dedicarmi a un solo genere e non ho ancora capito se questo è un pregio o un difetto.

11 Qualche anticipazione su i tuoi progetti futuri?

Insieme a Gabriella sto lavorando a un progetto che vede protagoniste principali le donne. Non dico altro per scaramanzia.

12 Come portarsi a letto una donna in 10 mosse?

Il mio primo manuale ironico che ho scritto per gli uomini ma che ha divertito soprattutto le donne, perché nel libro abbiamo descritto le diverse tecniche di approccio dell’uomo che a volte fanno molto ridere noi donne.

13 Cosa vuol fare da grande Cristina Origone?

C’è una domanda di riserva?

Grazie per essere stata mia ospite

Grazie a te, Antonio.

Cristina Origone, genovese, ha frequentato la Scuola Chiavarese del Fumetto e ha collaborato con la rivista Fiction TV. Ha pubblicato diversi libri con la casa editrice Delos Books, fra cui: Come portarsi a letto una donna in 10 mosse (2006) e TIENIMI Come tenersi un uomo/una donna per più di 6 mesi (con Gabriella Saracco, 2009). Nel 2008 ha pubblicato il thriller Avrò i tuoi occhi (Fratelli Frilli Editori).

Suoi racconti sono presenti su diverse riviste e antologie (fra queste il racconto nell’antologia 365 Storie cattive – a sostegno di A.I.S.EA Onlus – a cura di Paolo Franchini).

Nel 2009 ha collaborato alla realizzazione dello Spot “Campagna integrazione sul lavoro 2009” per Coordinamento Down, regia di Marzio Mirabella. Nel 2010 ha vinto la ventunesima edizione del premio Writers Magazine Italia con il racconto La quarta sorella pubblicato sul numero 22 della rivista.

A fine maggio 2011, il racconto “Dalila” (La sirena che voleva le scarpe) è stato pubblicato nell’antologia Favole della mezzanotte (Ciesse Edizioni) . I corrispettivi, dovuti ai vari autori, a titolo di diritti d’autore, sono interamente devoluti all’iniziativa: “Una struttura di accoglienza per le famiglie dei bambini ricoverati al Gaslini della Parrocchia Gentilizia San Gerolamo dell’Ist. Giannina Gaslini di Genova”.

Il suo sito: www.origone.it


Dieci motivi per non diventare scrittore


Per la serie posti interessanti che ho scoperto in giro per la rete vi consiglio di dare uno sguardo approfondito a Plutonia Experiment Quantum Blog. L’articolo che ha catalizzato la mia attenzione riguarda dieci buoni motivi per non diventare scrittore. Il blog di Alessandro Girola offre parecchi spunti interessanti oltre ad un nutrita produzione in ebook dello scrittore

DIECI MOTIVI PER NON DEDICARSI ALLA SCRITTURA

  1. Girano pochissimi soldi. In Italia gli scrittori che vivono della loro arte sono forse una decina. I libri rendono qualche spicciolo o poco più. In quasi tutti i casi non si va nemmeno in pareggio col tempo e le risorse spese in fase di creazione. Il numero degli acquirenti di cartacei e/o ebook è esiguo. I canali d’informazione dedicati ai libri sono scarsissimi e spesso autoriferiti.
  2. Gli editori italiani sono dei cialtroni. Fanno eccezione pochi, lodevolissimi casi, ma per il resto il panorama è catastrofico. Imprenditori incompetenti, avventurieri delle parole, dilettanti allo sbaraglio, gente che non paga. Il panorama umano è davvero variegato, ma quasi esclusivamente in senso negativo.
  3. Scrivere è un attività priva di sex appeal. Nessuno vi troverà affascinanti se affermerete “sono uno scrittore”. Al limite vi guarderanno con sospetto. In fondo siamo uno dei paesi europei con meno lettori in proporzione alla popolazione alfabetizzata. Meglio imparare a giocare a calcio, o fare le modelle.
  4. Le soddisfazioni sono poche. Aspettatevi un numero esiguo di complimenti, anche nel caso in cui decideste di regalare i vostri lavori. Pochi feedback, qualche “grazie” sibilato tra i denti, molte critiche (vedi punto 5).
  5. Le critiche sono tante. Qualunque cosa voi facciate, troverete sempre il tizio disposto a bocciare il vostro lavoro in nome di una decina di refusi sparsi in duecento pagine di libro.

Continua…


La Horror Writers Association sbarca in Italia


horror writers association italiaL’inizio del 2012 non poteva che cominciare con una notizia di quelle che fanno bene al cuore e ci fanno capire che (anche nel nostro paese) le cose possono migliorare se lo vogliamo davvero.

Come da titolo la Horror Writers Association sbarca in Italia grazie ad Alessandro Manzetti che è impegnato su più fronti nell’ambito più buio del web grazie al suo giovane, aggressivo e competente blog. Partorito e curato da Alessandro (Il Posto Nero) è anche il blog ufficiale della Horror Writers Association Italy.

Da oggi è possibile per chi lo volesse iscriversi all’associazione che prevede diversi tipi di affiliazione. A seconda della tipologia di associazione, i membri della HWA partecipano inoltre ai vari processi per le votazioni per il premio Bram Stoker Award, ai ballottaggi preliminari e finali, dai quali scaturiscono poi le nominations per le varie categorie previste. Per tutti i candidati italiani, in qualità di Coordinatore Italia della HWA, Alessandro Manzetti disposizione per supportarvi nella richiesta di associazione alla HWA, valutare insieme la vostra posizione e le vostre esigenze, la presenza dei requisiti e  come documentarli, guidarvi verso la tipologia di associazione idonea, fornendovi tutte le informazioni aggiuntive e integrative che qui è impossibile offrire con la dovuta completezza. Sarà sua cura poi seguire all’interno dell’Associazione la vostra pratica personale, fino alla sua formalizzazione. Vi invito dunque a entrare nella Horror Writers Association che, oltre al prestigio personale che ne deriva, come sopra avete letto rappresenta una ottima opportunità in termini di carriera, di fruizione di informazioni e servizi esclusivi, di confronto con altri membri, tra i quali i più grandi autori di genere a livello internazionale, di reale concretizzazione della propria passione o del proprio lavoro all’interno della community horror più importante al mondo. Inoltre la filiale italiana della Horror Writers Association, HWA Italy, nata recentemente, organizzerà eventi, incontri e attività nel nostro paese, coinvolgendo nell’organizzazione i nuovi soci che si uniranno a questa avventura.

Grazie Alessandro per questa opportunità. Cose come queste fanno ben pensare che “volere è potere“.

Vai all’articolo originale.


Antonio Ferrara intervista Andrea G. Colombo


Andrea G. Colombo

Andrea G. Colombo

Oggi ho il piacere d’intervistare Andrea G. Colombo. Conosciamolo insieme.

1 Chi é Andrea G. Colombo per Andrea G. Colombo?

Il tizio che mi obbliga a stare sveglio fino a tardi davanti al PC e che mi impedisce di rilassarmi davvero.
Sapessi che tormento…

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Me lo chiedo pure io… Allora sembrava una figata pazzesca, giuro. Quando ho cominciato io, avevo solo penna e foglio di carta, ed era più che sufficiente. Direi esaltante, sebbene riempissi quaderni su quaderni di storie improbabili e illeggibili. Non so che fine abbiano fatto quei quaderni… Ci ho messo un po’ per rendermi conto che quell’attività, tramite studio, disciplina ed esercizio, potesse diventare qualcosa di “serio”.

3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Non abbastanza per viverci, perché per scelta, molte delle cose che faccio, le faccio senza alcun compenso. E anche quelle che ne hanno uno, non consentono (in Italia) di camparci allegramente.
Da un lato è una vera seccatura, dall’altro, in fondo, consente di liberare la creatività scollegandola dalle necessità alimentari, il che ti fa osare senza troppe preoccupazioni, visto che le bollette le potrai comunque pagare.

4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, finché sarà possibile.

5 Horror.it? Raccontami tutto.

Mica facile raccontarti più di un decennio di vicende. Posso riassumere dicendo: una passione.
Oggi è molto diverso da quando è nato, ed ha visto un radicale ricambio generazionale, con nuovi redattori che se ne occupano. Resta intatto l’entusiasmo e la voglia di non essere mai uguali a noi stessi. Non ce ne frega nulla di seguire l’onda, le polemiche, le mode, abbiamo sempre fatto come credevamo fosse più giusto fare. Rifiutiamo sponsor e pubblicità per fare come vogliamo. L’ambiente è molto diverso da quando abbiamo iniziato, ma la strada da fare è ancora molta. Noi andremo avanti a modo nostro.
Come sempre.

6 Mondadori?

Ancora refrattaria all’horror. Ho avuto pochi rapporti con Mondadori. La maggior parte dei quali con il settore mass market (edicola). Belle esperienze, tuttavia.

7 Il Diacono e la Gargoyle Books?

E’ stato Paolo De Crescenzo a insistere perché avvenisse questo matrimonio. Ho rimandato per due anni, aspettando di avere la possibilità di dedicarmici come meritava, poi mi sono buttato. E l’ho fatto penare perché sono lento a scrivere e avevo in mente una sola possibile strada da seguire. Però Paolo è stato davvero paziente con me.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

No, il problema è COSA scrive il giovane autore. Se scrive horror, allora mi spiace, ma che l’autore sia “giovane” o “vecchio”, alto o basso, grasso o magro, non c’è trippa per gatti. Mentre se scrive paranormal romance o fantasy, ora come ora ha più possibilità. Gli editori pubblicano e sostengono quello che vende di più e quando trovano una miniera d’oro, la sfruttano fino all’esaurimento. Se hai la fortuna di scrivere quello che “tira” in quel momento, avrai di sicuro più possibilità, perché c’è la caccia al libro che faccia vendere molte copie.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

In linea di massima, per farsi le ossa va bene un po’ tutto, basta che non ti chiedano soldi. Perché alla fine, il pericolo per gli aspiranti scrittori è quello di diventare polli da spennare, che è una cosa che mi manda in bestia. Il concorso può avere un senso solo se non ti chiedono tasse di iscrizione, è organizzato da qualcuno di serio (enti di un certo spessore culturale), la giuria è nota e composta da addetti ai lavori. In tutti gli altri casi, che tu vinca il premio Pincopallo, non importa a nessuno. E se partecipi per sapere se il tuo racconto ha delle qualità, è bene che tu conosca bene la qualifica di chi dovrà giudicarti.

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Di sera e nei week end. Oppure quando posso prendermi qualche giorno di vacanza. Scrivo direttamente al PC, prima stesura e correzione bozze. Se inizio a scrivere “seriamente”, mi obbligo a sedermi al PC ogni giorno, anche se sono stanco e non ho voglia.

11 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Innanzi tutto prendere atto che difficilmente sarà un “mestiere”, ma potrà essere una grande passione. Che rischia di diventare divorante passione, in effetti. Poi il migliore consiglio che possa dargli è di avere pazienza. La fretta è una pessima consigliera, fa fare cazzate inenarrabili. Gli consiglierei di leggere molto, scrivere tanto e non smaniare per la pubblicazione.

12 Cosa vuol fare da grande Andrea G. Colombo?

Quello che faccio adesso.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te e ai tuoi lettori!

Nasce nel 1968 con troppe passioni per una sola vita. Il pallino dell’informatica lo porta a iscriversi a ingegneria, a spendere capitali in computer e gadget elettronici (che compra e – troppo spesso – usa pochissimo), e a iniziare una intensa attività culturale on line creando e curando siti web. Quello dell’architettura gli fa cambiare corso di studi e si trasforma nel suo lavoro (e tormento, visto che e lo porterebbe a cambiare casa ogni anno pur di poterla riprogettare ex novo ogni volta). Quello delle arti marziali gli fa praticare Judo, Kung Fu, Boxe Thailandese, e gli rovina, lussa, spezza tutto quello che è possibile rovinare, lussare e spezzare in un corpo umano. Quello dell’horror, infine, gli fa divorare centinaia di libri e film, lo mette in contatto con un mondo assolutamente affascinante e fa nascere in lui l’amore per la scrittura.
Dopo aver creato il primo sito web italiano dedicato alla cultura horror, Horror.it, si dedica alla cura di alcune antologie di narrativa horror quali SPETTRI METROPOLITANI (Addictions, 1999) e JUBILAEUM (PuntoZero, 2000). Pubblica racconti in diverse antologie quali FRAGMENTS D’UN MIROIR BRISE’ (PAYOT ET RIVAGES, Francia, 1999) a cura di Valerio Evangelisti, IN FONDO AL NERO (MONDADORI, 2003). Sempre nel ‘99, cura l’edizione italiana del romanzo breve BUBBA HO TEP di Joe R. Lansdale (ADDICTIONS). Nel giugno 2004, per le EDIZIONI MASTER, progetta, realizza e cura i contenuti del mensile di cinema e letteratura HORROR MANIA, sul quale pubblica periodicamente narrativa per il serial di sua ideazione IL DIACONO. Nel 2005 affianca a Horror mania la gemella dedicata al thriller: THRILLER MANIA. Per la Gargoyle Books, scrive la prefazione al romanzo HANNO SETE di Robert McCammon (2004). Nel 2008, nell’antologia ANIME NERE RELOADED (MONDADORI) viene pubblicato il suo racconto ASFALTO. All’interno dell’antologia IL MIO VIZIO E’ UNA STANZA CHIUSA, pubblica la novella BOXED (Supergiallo Mondadori, 2009) opzionata per il cinema da un noto produttore romano. Nello stesso anno, pubblica LA FORCELLA DEL DIAVOLO all’interno dell’antologia BAD PRISMA (Epix, Mondadori 2009).

Ha scritto due sceneggiature per altrettanti film che probabilmente non vedranno mai la luce, una serie TV per un canale satellitare (idem come sopra) e diversi articoli di critica cinematrografica per quotidiani e riviste. Per la TV, adesso, sta lavorando a un pilota per una serie di documentari sul cinema horror italiano.

Non ha idea di cosa sia il concetto di noia, perché non ha mai passato mezz’ora della sua vita senza fare o pensare a qualche progetto. E non è sicuro al cento per cento che questa sia una cosa buona…

Horror.it – www.horror.it
Il mio blog – andrea.horror.it
Il Diacono – www.ildiacono.com


Edizioni XII


Edizioni XII

Per la serie posti interessanti consiglio tutti gli appassionati del genere Horror e dintorni di fare un giro sul sito delle Edizioni XII che oltre ad avere un nutrito catalogo di ottimi titoli, periodicamente bandisce concorsi sanguinari con scontri fino all’ultima parola, come Circo Massimo. Un punto d’incontro immancabile per ogni appassionato e per ogni lettore in cerca di qualche buon romanzo. L’estate si avvicina. Vorreste rischiare di restare sottto l’ombrellone senza niente da leggere?

XII Edizioni Website


Horror.IT


Logo Horror.itCorreva l’anno 1996 quando su internet apparve un sito recante la faccia mostruosa di un pagliaccio molto famoso. Si trattava di Penniwise il geniale personaggio scaturito dalla penna di Stephen King, ma non è di questo che oggi voglio parlare, ma del portale Horror a 360 gradi che ne scaturì. Il “personaggio” dietro tutto questo è Andrea G. Colombo che negli anni è riuscito a far crescere il sito rendendolo un vero e proprio portale riccho di informazioni, news, eventi, recensioni e quant’altro. Consiglio a tutti gli appassionati del genere di farci un giro e di aggiungerlo ai propri preferiti. Ne vale la pena.

HorrorIT Website


Il Rifugio degli Esordienti


il rifugio degli esordienti danae

Il Rifuigio degli Esordienti e Danae

Posti interessanti…

Tanti anni fa, inizio anni 2000 iniziai ad interessarmi al mondo editoriale. Avevo scritto un libro, poi pubblicato: Gli Occhi del Male (Prospettiva Editrice 2002) e mi ritrovai, non per una selva oscura, ma su un sito che ancora oggi è il punto di partenza per qualsiasi autore esordiente. Sto parlando, per chi ancora non lo conoscesse, del Rifugio degli Esordienti. Ricordo che ai miei occhi si aprì un mondo immenso e sconosciuto come quello dell’editoria italiana. Oggi il rifugio è ancora online e vivo più che mai con le sue decina di migliaia di esperienze personali di autori in cerca di editore, ma c’è dell’altro. Oggi il rifugio degli esordienti é anche e soprattutto Danae Distribuzione Autonoma Nazionale Autori Esordienti. DANAE è un’Associazione di Scrittori pubblicati, ma non ancora famosi, ma anche di Librai innamorati del proprio lavoro e di onesti e coraggiosi Editori che hanno deciso di mettere insieme i propri sforzi. Consiglio personalmente un giro sul Rifugio degli Esordienti e su DANAE. Perchè si tratta di una sosta obbligata per chi intenda intrapendere il mestiere di scrittore e per chi volesse evitare le “brutte sorprese” che riserva il variegato mondo editoriale.


La Stanza Buia


La Stanza Buia BlogGirovagando per il web mi sono imbattuto in un interessante sito curato da Alessio Valsecchi. Il blog si chiama La Stanza Buia ed è un posto dove gli autori alle prime armi, ma non solo, possono fare tesoro dei numerosi consigli e curiosità del mondo dell’editoria. In particolare il blog si interessa di Ebook, libri e autori. E poi promozione, auto-promozione, web marketing, grafica editoriale, tools gratuiti e tanto altro per scrittori e case editrici. Lo consiglio senza riserve.