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Antonio Ferrara intervista Stella


542211_168015330056091_1532065466_nGirovagando in rete mi sono inbattuto in questa giovane ragazza che ha pubblicato il suo primo romanzo tramite la piattaforma Youcanprint. Il suo è un romanzo horror e Stella, questo è il suo pseudonimo, è molto aggressiva per quanto riguarda la promozione del suo libro. Questo aspetto mi ha colpito molto perchè secondo il mio modesto parere va incoraggiato chi crede in quello che fa. Conosciamola meglio.

1 Chi è Stella per Stella?

Salve, vi ringrazio per questo spazio sul sito e saluto anche i vostri lettori. Stella è una semplice ragazza di Torino che ha sempre avuto la passione per la scrittura e adesso finalmente ha deciso di pubblicare in qualche modo il suo primo romanzo “Io sono il male”.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Tutto nasce scrivendo un diario segreto e in seguito leggendo i romanzi di Stephen King.

3 Come mai il debole per la letteratura “oscura”?

Mi sono avvicinata a questo mondo leggendo i romanzi di Stephen King. Altresì i film horror hanno avuto la loro influenza. Tutto nasce anche dalle mie paure.

4 Edizione cartacea o eBook?

Ci sono entrambe: l’edizione cartacea è ordinabile presso le librerie convenzionate con Youcanprint. Le trovate a questo indirizzo: http://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html In oltre è anche disponibile nei maggiori Store on line (Amazon, IBS, ecc.) e c’è anche sul sito di Youcanprint, insieme all’e-book a questo indirizzo: http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/io-sono-casamassima.html

5 Stella, uno pseudonimo, come mai?

Non c’è un perché e nessun segreto, mi piace e basta.

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.

Sono d’accordo, che dire… è un grande.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Penso che sia possibile solo per alcuni scrittori. Per adesso il mio obiettivo è raggiungere un gruppo di lettori, cioè farmi leggere.

8 Edizioni Youcanprint. Come ti stai trovando?

Direi abbastanza bene, anche perché hanno un blog dove rilasciano parecchi consigli.

9 Ti sei lanciata da sola nell’inferno editoriale italiano. Come procede la tua esperienza in solitaria. Sai che c’è tutta una polemica tra conservatori (il libro va pubblicato con un editore) e progressisti (Secondo me valgo e mi pubblico)

Queste polemiche non m’interessano per nulla, le lascio agli altri. Per me non è un’esperienza solitaria, perché come ho riferito prima, Youcanprint rilascia parecchi consigli agli autori esordienti, attraverso il suo blog. Ha anche una buona distribuzione e il libro è stato anche pubblicizzato da loro sui social network di Facebook e Twitter. Le librerie di Youcanprint sono aumentate, insomma, c’è un certo impegno anche da parte di questo Self – publishing per fare conoscere i libri autopubblicati presso di loro.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo usando la mia immaginazione e documentandomi. Tutte le volte che ho tempo, spesso mi attardo la sera, a casa, ma ho anche scritto in montagna o addirittura in aeroporto. Potrei anche decidere di partire per scrivere nella città dove ambienterò i romanzi.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo romanzo?

Sto scrivendo un romanzo sui demoni, e sarà un altro racconto horror. Spero che piacerà.

12 IO SONO IL MALE, perché compralo?

Perché non è un romanzo noioso e i personaggi non sono banali. Ritorna su un tema delicato, quel che non si riesce a spiegare: sono malattie psichiatriche o vere possessioni demoniache? Inoltre, è ambiento in una città magica e misteriosa come Torino.

13 Cosa vuol fare da grande Stella?

La scrittrice.

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a voi.

Il sito web ufficiale di Stella

Stella nasce a Torino, la sua passione per la scrittura e per l’horror inizia in età giovanile, leggendo i racconti di Stephen King. Ha frequentato un corso di Giornalismo e Pubbliche Relazioni, fa parte delle Agende Rosse di Torino e per molti anni è stata un’operaia, ha anche aderito al Comitato Sndacale e lottato per i diritti dei lavoratori. Il suo regista preferito è Dario Argento.

 

1150396_168482310009393_242903627_nIo sono il male

Il volume di Stella punta al brivido. Seguendo una scia di fortunate opere letterarie del genere, oltre che una tendenza sociale ad appassionarsi con sempre maggiore entusiasmo a telefilm e a trasmissioni legate a crimini e cruenti omicidi, l’autrice ha pensato bene di assegnare la parte del co-protagonista al diavolo in persona. La voce “Io sono il male”, che corrisponde anche al titolo del romanzo, risuona con costanza tra le pagine dello stesso incutendo timore. Sotto la penna di Stella, Torino si trasforma in uno scenario da incubo: dal primo omicidio di una adolescente, Caterina, brutalmente trucidata in una stanza di albergo, la trama segue le vicende di tanti altri assassini di persone legate alla figura di Michael, il padre di questa prima giovane vittima. Famiglie intere, tra cui in particolare quella della piccola Sara di cinque anni, posseduta dal demonio, insieme ai genitori, alla zia, e anche al commissario di polizia e al sacerdote intervenuti per cercare di compiere l’esorcismo. La scia di sangue colpirà ancora la governante di Michael, l’ex moglie (anch’essa posseduta) e infine anche la giovane compagna che lo stava affiancando nel tentativo di sconfiggere satana in quest’ultimo demoniaco intervento. Nel libro i colpi di scena non sono molti, dopo un po’ ci si aspetta di tutto, ma il clima di terrore è assolutamente reale e palpabile per il lettore.

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Antonio Ferrara intervista Alessandra Zengo


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Speechless cover #3

1. Chi è Alessandra Zengo per Alessandra Zengo?

Alessandra è un piccolo mistero anche per se stessa. È un ossimoro vivente che può essere, a seconda delle situazioni, tutto il contrario di tutto. È estroversa e riservata; solare e malinconica; decisa e tuttavia raggiunge i livelli più alti di insicurezza. È una accanita lettrice con una grande passione per la pizza, la cedrata, gli animali e gli stimoli intellettuali che fanno muovere le rotelle del suo cervello iper-eccitabile. Non riesce a concepire anche un solo minuto della sua vita che non sia impegnato a fare almeno tre cose contemporaneamente. Anche mentre dorme pensa a quello che dovrebbe/potrebbe fare. I suoi sogni, nonostante siano criptici, fantascientifici e al limite del surreale, come le allucinazioni a occhi aperti, sono di grande ispirazione.

2. Hai fondato il blog letterario collettivo Diario di Pensieri Persi di cui sei l’amministratrice e curatrice; dal luglio 2011 sei caporedattrice di Urban Fantasy, portale italiano dedicato al fantastico. Dal 2012 dirigi il periodico trimestrale Speechless Magazine di cui sei l’ideatrice. Dal 2013 lavori anche per una casa editrice. Riesci a gestire il tutto?
Non sono ancora deceduta, quindi la risposta è sì. Per sapere se lo faccio bene dovresti chiedere ai miei collaboratori, che mi sopportano costantemente (come io sopporto loro). Sono molto sprovveduta, non ho tantissimo tempo, ma mi piace immensamente quello che faccio: lavorare nel “mondo libro”. Praticamente un sogno che si realizza, un hobby che è cresciuto lentamente e poi esploso. È una soddisfazione immensa poter dare sfogo alla mia passione, lavorare con team diversi, vedere il proprio lavoro apprezzato ed essere soddisfatta io stessa, nonostante io cerchi sempre di migliorarmi. Step by step.

3. Tu dici che il tuo sogno segreto è poter realizzare i sogni degli altri. In che senso?

Nel senso che fare felici gli altri è una cosa bellissima. Ancora più bella se facendolo riesci a gratificare anche te stesso.

4. Edizione cartacea o e-Book?

Entrambi. Non sono una cultrice ossessiva del cartaceo, ma adoro vedere la mia libreria, la mia scrivania, il mio comodino e la mia cassettiera straripanti di libri. Credo però che il digitale abbia grandi potenzialità ancora inespresse, e soprattutto è comodo ed economico. Con l’ipad e l’e-reader, poi, leggo molto più velocemente e posso portare con me migliaia di libri contemporaneamente. L’unico problema è scegliere. Con SL Books ho cercato di sfruttare tutte le possibilità che il digitale offre all’editoria, e spero di esserci riuscita almeno in parte. Non vedo l’ora di vedere il lavoro ultimato. E vedere qual è l’effetto finale. E chiaramente una copia cartacea entrerà a far parte della mia libreria.


5. Il libro che consiglieresti di leggere?


Scelgo tra le montagnette di libri che mi circondano ora: Nord e Sud di Elizabeth Gaskell; Grandi Speranze di Charles Dickens; Il secolo breve di Eric J. Hobsbawm e Senza chiedere il permesso di Lorella Zanardo.

6. L’ultimo libro che hai letto?

Ho appena finito The Hammer and the Blade di Paul S. Kent. Uno sword & sorcery altamente consigliato. Ho adorato i due protagonisti: Nix e Egil.

7. Se dico Stephen King?
Io e il caro Stephen abbiamo uno strano rapporto. Non sono mai riuscita ad amarlo e apprezzarlo veramente, anche se non ho ancora letto tutti i suoi romanzi. Nella mia libreria, però, c’è lo scaffale dedicato a King, al cui fianco trovano collocazione Alan D. Altieri e Haruki Murakami.

8. La bambina senza cuore?
La bambina senza cuore è il titolo di una storia che ha avuto diversi titoli. L’ultimo in ordine di tempo è stato Hidden Heart, con cui ha partecipato al concorso di Fazi. Ho conosciuto Lola, la protagonista, proprio grazie a questo contest. Il romanzo non vinse, ma l’incipit di Emanuela è stato l’unico, tra quelli letti, che mi aveva colpito. Alcuni mesi dopo, non ricordo di preciso quando, ho chiesto a Emanuela quale sarebbe stato il destino di quella storia. La lessi e poi proposi alla sua creatrice la pubblicazione con Speechless. Ricordo benissimo la nostra conversazione, eravamo come invasate che proponevano soluzioni per abbellire la storia. E a ogni nuova conversazione si aggiungeva un dettaglio nuovo. Così, dopo qualche mese, emerse il progetto multimediale di SL Books, la cui prima pubblicazione è proprio La bambina senza cuore. È stato un romanzo su cui sono state spese molte energie e su cui stiamo ancora lavorando. Vi basti sapere che dalla sua seconda stesura è quadruplicato di volume. Al momento stiamo facendo l’ultimo editing per rifinire il testo, mentre Giampiero sta lavorando all’apparato iconografico (bellissimo!).

9. Hai mai pensato di scrivere e fare la scrittrice?


Ho fatto alcuni tentativi, ma invano. Trovo che la scrittura sia divertente e piacevole, mi intrattiene, ma non sono dotata di quel “fuoco sacro” che sembra far bruciare il 90% degli scrittori. Ho cominciato la stesura di due storie, ora accantonate, ed è stato meraviglioso perché ho cercato di riprodurre quello stile frizzante e divertente che mi piace leggere. Ma per ora i miei ritmi mi impediscono di cimentarmi nella scrittura in modo serio e continuativo. Si aggiunga anche la mia incapacità di stare incollata a un foglio bianco per più di trenta minuti. Ho però in mente un romanzo a cui tengo particolarmente, un romanzo che parla di storia contemporanea che vede l’intrecciarsi di due vite. Il titolo provvisorio è Memories, e spero di cominciare a lavorarci presto. Le ricerche da fare saranno parecchie.

10. Come nasce Speechless? Dove vuole arrivare?
Speechless nasce come webzine di Diario, ma questa idea de facto non si è mai realizzata. Dopo quattro mesi di lavoro, ad aprile 2012 è nata una rivista digitale indipendente. Una scommessa, un salto nel buio, una strada di cui non conoscevo la destinazione. Speechless mi ha portato enormi soddisfazioni, e per questo devo ringraziare tante persone speciali. Ancora adesso, però, non so dove potrà arrivare, ma mi auguro che possa fare ancora molta strada.

11. Qualche anticipazione su un tuo progetto futuro?


Non so quanti dei miei progetti si realizzeranno. Però posso dire che al momento sto lavorando al nuovo numero di Speechless, in uscita ad aprile, che sarà molto particolare proprio per festeggiare il primo anno della rivista. In cantiere c’è anche un romanzo a quattro mani, una scrittura in collettivo, il progetto contro la violenza sulle donne e tanto altro.


12. Emanuela Taylor?
Il mio alter ego fatto di pixel nasce nel 2010. Emanuela è l’eteronimo di Alessandra, e rappresenta la parte di me che si dedica interamente alle parole. Non mi piace mischiare il “lavoro” con la mia sfera privata e “fisica”, perciò da questa esigenza è nata lei. Posso parlare di cultura e letteratura sapendo di essere circondata da persone che capiscono questo amore.

13. Cosa vuol fare da grande Alessandra Zengo?
Tantissime cose! Un rotolone regina non basterebbe. Ma eccone alcune. Vorrebbe continuare a lavorare nell’ambito editoriale come editor, aprire una casa editrice, pubblicare alcuni saggi riguardo i più disparati argomenti (tra cui uno di filosofia/teologia), aprire un rifugio per animali, (re)imparare ad andare a cavallo, laurearsi in Scienze psicologiche della personalità e delle relazioni interpersonali, creare un period-drama bello come Downton Abbey o le produzioni BBC. Incontrare Sherlock Holmes, nella figura di Benedict Cumberbatch per testare la sua reale intelligenza (e per sentirlo parlare). E vivere a Londra, la città dei suoi sogni. In generale, però, Alessandra vuole continuare a pensare, creare e trasporre nella realtà i propri sogni. Soprattutto quelli che sembrano impossibili.

Le parole di Jobs riassumono perfettamente il mio pensiero.
Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a fidanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.
Steve Jobs ai laureandi di Standford

Grazie per essere stata mia ospite.
Grazie a te per l’accoglienza! È stato un piacere.

Alessandra Zengo è nata a Cittadella, ma attualmente risiede in un paesino sperduto nella campagna veneta insieme a quattro cani che adora. E’ un ariete testardo e idealista, ama gli animali, adora la pizza, non è mai puntuale e si definisce una sognatrice pragmatica. Quando non lavora, studia o dorme, riflette su nuovi progetti da realizzare, progetti che affollano la sua mente giorno e notte. Nel 2009 ha fondato il blog letterario collettivo Diario di Pensieri Persi (www.diariodipensieripersi.com), di cui è attualmente l’amministratrice e curatrice; dal luglio 2011 è caporedattrice di Urban Fantasy (www.urban-fantasy.it), portale italiano dedicato al fantastico. Dal 2012 dirige, con non pochi grattacapi ma anche grandi soddisfazioni, il periodico trimestrale Speechless Magazine (www.speechlessmagazine.com), di cui è l’ideatrice. Il suo sogno segreto è poter realizzare i sogni degli altri. Dal 2013 lavora anche con una casa editrice.


Antonio Ferrara intervista Emanuela Valentini


emanuela-valentini-2È con immenso piacere che ho l’opportunità di avere come ospite la scrittrice Emanuela Valentini. Quando il talento è tanto lo si può scorgere tra le poche righe di un romanzo. Quando mi sono inbattuto in lei durante uno dei miei pellegrinaggi online non ho resistito e l’ho voluta per “Uno sguardo oltre la siepe”.

1 Chi è Emanuela Valentini per Emanuela Valentini?

Bella domanda! Diciamo una ragazza appassionata di libri, ma non solo, testarda, con una forza di volontà che non avrei mai immaginato possedesse. E’ una che attraverso la scrittura sta facendo un lavoro su se stessa per migliorare nella vita come persona, non solo come autrice.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Da piccola ero folle davvero. Scrivevo – scarabocchiavo – sulle pareti di casa coi pennarelli, fino a che mia madre non si è decisa a insegnarmi le lettere dell’alfabeto. Da quel momento in poi non mi sono più fermata. Non è colpa mia J

3 La Bambina senza cuore?

Romanzo lancio della collana Speechless Books. Totalmente gratuito.

4 Edizione cartacea o eBook?

EBook, per ora.

5 Il libro che consiglieresti di leggere?

Uno per tutti L’ultimo unicorno di P.S.Beagle, commovente ritratto di una realtà dove la purezza si crede estinta.

6 L’ultimo libro che hai letto?

Qualcuno volò… di Kesey

7 Se dico Stephen King?

Sì. Non è uno di miei preferiti, ma comunque un maestro. Quindi rispondo Philip Dick.

8 Torneo IoScrittore?

Un massacro di penne. Un’esperienza da fare se si vuole capire l’importanza del confronto tra autori/lettori. Il torneo è una delle rare occasioni in cui chi scrive ha la possibilità di incontrare altri, che come lui, sgomitano per uno spazio nel panorama editoriale italiano. Storie di tutti i generi, stili di ogni tipo e colore. Una varietà di opere inimmaginabile. E il ruolo di partecipante/giudice responsabilizza, sia nell’onestà di valutare correttamente gli altri autori, sia nell’inviare un testo rispettabile, che possa affascinare.

Eravamo davvero tanti: essere nella rosa dei trenta finalisti è una soddisfazione di quelle che si ricordano per un bel pezzo. Ophelia e le Officine del Tempo (titolo provvisorio), romanzo di genere steampunk che analizza le antinomie tra etica e scienza, uscirà il 7 marzo, in eBook, per il marchio Il Libraio di GeMS.

9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Quando non sono seduta al pc, e non ho un quaderno in mano, sto scrivendo nella mia testa. Lo faccio in continuazione, in tutti i momenti della giornata, anche in quelli in cui dovrei essere presente in altre faccende. E’ più forte di me. Elaboro trame, definisco scene, faccio casting di personaggi. In genere comunque le stesure le scrivo in casa, con un po’ di musica a tema o in perfetto silenzio… dipende dai giorni. Mi piacerebbe da impazzire vivere a Londra, per recarmi a scrivere nei pub e nelle sale da tè… è una cosa che mi manca, quella di lavorare fuori dalle mura domestiche, con una tazza di cioccolato caldo e il vociare della gente in sottofondo. Ho provato a farlo nel centro commerciale, ma non è lo stesso: alla fine ho fatto shopping.
10 Come nasce la tua passione per le storie?

Dai romanzi stupendi che leggevo e rileggevo quando ero piccola. La meraviglia che autori come Ende, Hesse, Dickens, hanno saputo instillare nel mio animo, deve avermi innamorata a tal punto da desiderare di scrivere anche io, storie tanto belle, capaci di incantare chi legge. Ci provo, ecco.

11 Qualche anticipazione su un tuo progetto futuro?

Sto lavorando a una nuova storia. Un romanzo anacronistico che racconta la drammatica deriva del genere umano, una volta perso ogni punto di riferimento. La trama occupa l’intera parete del mio studio. Vorrei parlarne in modo più chiaro ma non saprei da dove cominciare, davvero.

12 Un tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore.

Se è bravo gli dico migliora. Se non lo è, gli dico migliora.

13 Cosa vuol fare da grande Emanuela Valentini?

L’aeronauta J

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a te!

Vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Le cose che preferisce fare sono leggere, scrivere, preparare dolci per regalarli, fare fotografie. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro. Da qualche mese è entrata a fare parte della Redazione di Speechless. Autrice di strane storie, ha un romanzo weird nel cassetto, insieme a un enorme racconto di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Il 7 marzo 2013 vedrà la luce della pubblicazione, con il marchio GeMS, l’opera giunta tra i trenta finalisti del Torneo Letterario IoScrittore 2012, titolo provvisorio Ophelia e le Officine del Tempo. Il suo racconto Cronache di un mercante di stelle comparirà nell’antologia di prossima uscita per GDS Editore. La bambina senza cuore è una vecchia fiaba, riscritta e curata, amata tanto da cucirle intorno un abito di lucente splendore.

Pagina Facebook ufficiale: Emanuela Valentini

La pagina ufficiciale del romanzo “La Bambina senza cuore”


Antonio Ferrara intervista Micol des Gouges


micol

Micol des Gouges

Oggi rimando la pubblicazione della diciassettesima parte del romanzo “Gli occhi del male” per lasciare spazio a una giovanissima, talentuosa e misteriosa autrice che a soli diciannove anni esordisce a quattro mani insieme a un maestro del calibro di Danilo Arona, con il romanzo L’autunno di Montebuio.

1 Chi è Micol des Gouges per Micol des Gouges?

Micol des Gouges è una delle parti in cui sono frammentata e che ogni tanto viene a galla.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

È davvero una follia! La scrittura è un istinto, ti prende e non puoi far nulla per resisterle. Come con tutte le passioni, puoi solo cederle. Ed è giusto che sia così! È una delle attività umane più liberatorie e belle.

3 Esordire a quattro mani con un maestro come Danilo Arona non è da tutti, figuriamoci convivere con il suo alter ego Morgan Perdinka. Come hai fatto?

Sono stata coraggiosa! È stata una esperienza fondamentale, iniziatica. Danilo, e l’ombra di Perdinka dietro di lui, sono entità stimolanti, forse un po’ inquietanti. Ma è una delle migliori persone che conosca e gli sarò grata a vita!

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono un’affezionata del cartaceo, permette un rapporto sensoriale completo con il libro però capisco anche che l’eBook, oltre ad essere il futuro, dia molti vantaggi, come la possibilità di avere sempre con sé un vero e proprio archivio di libri.

5 I prossimi tuoi lavori letterari si concentreranno sempre sul lato oscuro delle cose? Hai un debole per la bara traballante?

Ho un debole per il lato oscuro delle anime, per i meandri bui nei quali rinchiudiamo i nostri segreti, le vergogne, i desideri difficili da accettare. L’umanità è horror!

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore, ma che un cattivo scrittore non possa diventare un bravo scrittore.

Un cattivo scrittore è condannato: ha l’istinto che lo porta a scrivere ma non la capacità per farlo bene, un tormento (per lui che scrive e per chi lo legge!). Uno competente ha la possibilità di diventar bravo, ma la competenza non è tutto.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Che se fosse possibile, e l’ispirazione fosse meno capricciosa, sarebbe un sogno.

8 Sei molto giovane e mi piacerebbe sapere  cosa nei pensi dei social networks e della televisione. Come li vedi nella vita di uno scrittore?

La televisione ha ben poco a che fare con gli scrittori e con la cultura in generale. È un peccato. I social networks possono essere un valido strumento di informazione, diffusione, se usati con abilità.

9 Parlami dell’autunno di Montebuio.

L’Autunno di Montebuio parla dei tredici giorni di ottobre che, nel 1962, portarono il mondo sulla soglia di una guerra nucleare, terrorizzandolo. Giorni di incertezza, confusione, paura che furono vissuti da tutti, dagli adulti e dai bambini. Proprio i bambini sono i protagonisti di questa storia, la sua voce narrante, bambini allontanati dalle notizie di quei terribili giorni con false rassicurazioni, ma non per questo salvaguardati e protetti dal terrificante clima di tensione. E nemmeno al sicuro da eventi ben più strani.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo completamente isolata, di solito nella mia camera, il mio tempio, nella penombra, con musica quasi inudibile oppure a un volume spropositato. Non posso scrivere sempre ma solo quando mi sento richiamata dalla storia, altrimenti ogni tentativo è frustrante e inconcludente.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo lavoro letterario?

Montebuio ha ancora molto da svelare…

12 A scuola insegnanti amici cosa ti dicono della tua esperienza letteraria? Ci sono ancora molti pregiudizi nei confronti dei romanzi horror?

Sono tutti entusiasti! Io cerco di mantenere un certo contegno, mentre gli altri si lasciano andare del tutto. Qualcuno mi ha guardato un po’ interrogativo quando ho parlato delle tematiche del libro, l’horror è spesso visto con diffidenza, ma li ho spinti a leggerlo: c’è sempre tempo per infrangere un pregiudizio.

13 Cosa vuol fare da grande Micol des Gouges?

Vivere il momento e scrivere tanto.

Grazie per essere stata mia ospite.

Vai alla scheda del libro: L’autunno di Montebuio


Antonio Ferrara intervista Barbara Baraldi


barbara baraldi striges la promessa immortale

Sono sicuro di non deludere chi stasera si aspettava la quattordicesima parte del romanzo “Gli occhi del male” (puntata posticipata domani alle 22:30) perchè è ospite di “Uno sguardo oltre la siepe” Barbara Baraldi. Tra i suoi lavori letterari spicca la saga dark fantasy “Scarlett”, giunta al secondo capitolo, intitolato «Il bacio del demone». Inoltre è vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il premio Valtenesi. Da pochi giorni è uscito in libreria il suo ultimo romanzo Striges – La promessa immortale.

1 Chi è Barbara Baraldi per Barbara Baraldi?

Una persona con una passione viscerale per la lettura e che ama raccontare storie. Ho iniziato a farlo per i miei fratelli quando erano piccoli per tenerli buoni e non ho più smesso.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Non sono stata io a scegliere la scrittura. La scrittura ha scelto me. E ora, scrivere è un bisogno fisico, un’urgenza.

3 Bella e brava con il debole per il lato oscuro della scrittura. Questa condizione, oltre ai fans, ti ha portato anche qualche sgradita sorpresa?

Ogni cosa ha il suo lato negativo. Lavorando in questo ambiente ho dovuto fronteggiare persone invidiose e che si sono dimostrate false, qualcuno mi ha attaccata senza conoscermi o aver letto nulla di me, ma penso siano cose che accadono in tutti gli ambienti. Ho fatto mia la frase che un camionista si era fatto aerografare sul suo mezzo: “La tua invidia è la mia fortuna”.

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono una feticista della carta stampata, ma rispondo entrambi in modo parallelo. La carta non morirà mai, ma l’ebook può dare la possibilità di acquistare un numero maggiore di libri e poter comprare i più belli, successivamente, anche in versione cartacea.

5 Nella tua “vita pubblica” ti presenti fatale e vampiresca. In quella privata?

Sono una persona molto semplice. Amo leggere, ascoltare musica e guardare bei film, oltre che la buona cucina.

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.

Sono d’accordo e aggiungo che è importante cercare di migliorarsi sempre e continuare con la ricerca del proprio stile. Del resto, è saggio chi sa di non sapere

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

È dura, ma ci si può riuscire procedendo un passo alla volta.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Una cosa che amo dire a chi vorrebbe intraprendere il sogno della scrittura è che niente è impossibile. L’importante è crederci e impegnarsi accettando con umiltà consigli, mettendosi alla prova e lavorando duramente, perché per poter realizzare un sogno bisogna essere disposti a sanguinare.

9 STRIGES?

È il mio ultimo romanzo, una storia a cui tengo particolarmente e che è germogliata dentro di me nell’arco di tanti anni. Sono partita dalle leggende e dai racconti popolari che mi raccontava mia nonna da bambina e le ho trasfigurate mescolando la tradizione magica italiana, alla mitologia celtica e l’antica religione. Volevo narrare la storia di un amore impossibile, ma che riesce a superare le barriere del tempo. E se una strega si innamorasse di un Inquisitore? Questa è stata la domanda da cui è scaturito il romanzo.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

A volte ascolto musica di sottofondo, a volte lo faccio circondata dal più completo silenzio. Certe volte mi preparo un tè alla vaniglia, altre preferisco una cioccolata calda. Scrivo tutti i giorni e ovunque mi trovi, con il mio portatile.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo romanzo?

Sono al lavoro su alcuni progetti che spero di potervi annunciare al più presto, tra cui una nuova serie a fumetti.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Non c’è un trucco per essere notati dal grande editore, ma ci si può arrivare procedendo un passo alla volta e dimostrando la propria professionalità. Spesso mi capita di essere contattata da aspiranti scrittori che mi chiedono: “Come hai fatto a pubblicare con Mondadori?”. Penso che questa sia la domanda sbagliata per chi vuole intraprendere la carriera di scrittore. È come voler arrivare in cima a una torre senza avere la costanza di salire un gradino alla volta. Per quanto mi riguarda sono sempre stata severa con me stessa. Bisogna essere il proprio critico peggiore. Per chi vuole arrivare al grande editore consiglio di leggere libri di tutti i generi, libri belli perché la cattiva letteratura è contagiosa. Di rileggersi molto. Qualcuno prima di me ha detto: “Scrivere vuol dire riscrivere”. In particolare, tolleranza zero su aggettivi e avverbi. Consiglio di inviare i manoscritti agli editori privi di errori di battitura e ben impaginati e rilegati, con un carattere ben leggibile e i numeri di pagina, o il rifiuto scatta immediato. Di partecipare ai concorsi letterari perché permettono di essere letti dagli addetti ai lavori. Per ultimo, consiglio di non arrendersi facilmente: ci sono best seller che hanno atteso anni prima di essere comprati da un editore. Per quanto mi riguarda, ho cominciato ad avere i primi incoraggiamenti proprio tramite i concorsi letterari. La vittoria al Gran Giallo di Cattolica mi ha permesso di avere il mio primo racconto pubblicato in appendice alla prestigiosa collana “Il Giallo Mondadori”. Il racconto era piaciuto tanto all’editor di allora che mi chiese se avevo un romanzo pronto da proporgli. Pochi mesi dopo ho firmato il contratto per “La bambola dagli occhi di cristallo”.

13 Cosa vuol fare da grande Barbara Baraldi?

La scrittrice.

Grazie per essere stata mia ospite.

BARBARA BARALDI  è autrice di romanzi noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti.

Scrive per Mondadori la saga dark fantasy “Scarlett”, giunta al secondo capitolo, intitolato «Il bacio del demone».

Insieme a Camilleri, Lucarelli, Carlotto e De Cataldo, è protagonista di «Italian noir», il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano.

È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il premio Valtenesi.

I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico, e sono pubblicati in nove Paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Alcuni titoli: «La bambola dagli occhi di cristallo», «Lullaby – La ninna nanna della morte», «La casa di Amelia».

Ha sceneggiato la storia «Il bottone di madreperla», pubblicata su Dylan Dog color fest n.9. Il suo romanzo più recente è «Un sogno lungo un’estate» (Einaudi).

Barbara Baraldi Official Website


Antonio Ferrara intervista Cristina Origone


cristina origone scrittriceOggi ho il piacere di intervistare la vulcanica scrittrice Cristina Origone. Conosciamola insieme.

1 Chi è Cristina Origone per Cristina Origone?

Una persona comune, come tante, che affronta qualsiasi difficoltà con ironia.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Ho sempre letto tanto e un bel giorno, di tanti anni fa, ho deciso di provare a scrivere delle storie. Mi piace inventare personaggi e situazioni prendendo spunto dalla vita reale.

Qualche anno fa ho partecipato a dei corsi di scrittura e poi mi sono “lanciata” (e potevo anche scegliere la finestra, ma ho preferito il mondo editoriale, sperando di farmi meno male) e ho iniziato a scrivere “seriamente” … anche se alcuni miei libri di serio hanno ben poco.

3 TIENIMI Come tenersi un uomo/una donna per più di 6 mesi??

Cosa ti dicevo? J Tienimi è un manuale ironico, scritto con la mia sociamica Gabriella Saracco, dedicato alla coppia. Una guida divertente per chi vuole qualche consiglio su come affrontare i problemi di coppia. Ci sono due versioni: l’ultima è un ebook, arricchito dalle vignette di Pietro Vanessi.

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono combattuta: qualche anno fa avrei risposto edizione cartacea senza esitare, oggi, forse risponderei ebook. Costano meno, li scarichi in un attimo e, se si possiede un tablet, si possono salvare moltissimi libri e li puoi portare ovunque. Be’, tutto questo mi attira molto.

5 Il libro che consiglieresti di leggere?

Ce ne sono tanti, un libro di qualche anno fa che davvero ho trovato unico è L’eleganza del riccio.

6 L’ultimo libro che hai letto?

L’elastico Viola di Patricia Daniels.. Letto tutto di un fiato, consiglio anche questo. Poi ne ho iniziati diversi, ma non li ho finiti.

7 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

È difficile arrivare anche solo a farti leggere da un grande editore, però, basta anche un piccolo editore serio per avere grandi soddisfazioni.

8 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Non partecipo ai concorsi per pigrizia. Sono molto pigra, stampare, andare alla posta, spedire… troppa fatica per me. E anche quando stampo e preparo tutto, devo superare il problema “coda”.  In questi giorni mi sto portando dietro un manoscritto che dovrei spedire a un editore, passo davanti all’ufficio postale, sbircio dentro… troppa gente e non vado. Non so quando ce la farò.

Servono? Sì, certo, se si vince un concorso importante serve.

9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Inizio sempre dalla fine. Quando so come finisce una storia, sono pronta per iniziare a scrivere. A volte organizzo tutto per bene, scaletta, scheda personaggi, etc a volte no. Dipende dalla storia e dipende da cosa sto scrivendo. Scrivo a casa, in silenzio, mai di mattina. Di mattina non sono ispirata. Ovviamente, il mio micio deve essere sempre accanto a me.

10 La tua produzione è molto varia. Cosa ti piace veramente scrivere?

A saperlo… Non lo so. Non ho un genere preferito, dipende dal momento, dall’umore, da quello che mi ispira. Mi piace scrivere, non riesco molto a dedicarmi a un solo genere e non ho ancora capito se questo è un pregio o un difetto.

11 Qualche anticipazione su i tuoi progetti futuri?

Insieme a Gabriella sto lavorando a un progetto che vede protagoniste principali le donne. Non dico altro per scaramanzia.

12 Come portarsi a letto una donna in 10 mosse?

Il mio primo manuale ironico che ho scritto per gli uomini ma che ha divertito soprattutto le donne, perché nel libro abbiamo descritto le diverse tecniche di approccio dell’uomo che a volte fanno molto ridere noi donne.

13 Cosa vuol fare da grande Cristina Origone?

C’è una domanda di riserva?

Grazie per essere stata mia ospite

Grazie a te, Antonio.

Cristina Origone, genovese, ha frequentato la Scuola Chiavarese del Fumetto e ha collaborato con la rivista Fiction TV. Ha pubblicato diversi libri con la casa editrice Delos Books, fra cui: Come portarsi a letto una donna in 10 mosse (2006) e TIENIMI Come tenersi un uomo/una donna per più di 6 mesi (con Gabriella Saracco, 2009). Nel 2008 ha pubblicato il thriller Avrò i tuoi occhi (Fratelli Frilli Editori).

Suoi racconti sono presenti su diverse riviste e antologie (fra queste il racconto nell’antologia 365 Storie cattive – a sostegno di A.I.S.EA Onlus – a cura di Paolo Franchini).

Nel 2009 ha collaborato alla realizzazione dello Spot “Campagna integrazione sul lavoro 2009” per Coordinamento Down, regia di Marzio Mirabella. Nel 2010 ha vinto la ventunesima edizione del premio Writers Magazine Italia con il racconto La quarta sorella pubblicato sul numero 22 della rivista.

A fine maggio 2011, il racconto “Dalila” (La sirena che voleva le scarpe) è stato pubblicato nell’antologia Favole della mezzanotte (Ciesse Edizioni) . I corrispettivi, dovuti ai vari autori, a titolo di diritti d’autore, sono interamente devoluti all’iniziativa: “Una struttura di accoglienza per le famiglie dei bambini ricoverati al Gaslini della Parrocchia Gentilizia San Gerolamo dell’Ist. Giannina Gaslini di Genova”.

Il suo sito: www.origone.it


Antonio Ferrara intervista Alexia Bianchini


alexia bianchiniOggi ho il piacere di intervistare per “Uno sguardo oltre la siepe” la vulcanica Alexia Bianchini. Scrittrice, curatrice, editor, insegnante, direttore del  webmagazine Fantasy Planet e direttore editoriale della Lite-editions, una casa editrice che pubblica on-line racconti erotici di qualità e curatore della collana Gold (fantasy) della CIESSE edizioni.

 

1 Chi è Alexia Bianchini per Alexia Bianchini?

Una sognatrice, imbranata, folle. Si perde nei suoi sogni, canticchia le sigle dei cartoni animati e non può fare a meno di scrivere. Alterna questo suo essere di carta velina con la spietata curatrice e con la mamma chioccia ansiosa e giocherellona.

 

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Per me scrivere significa svuotare un po’ la mente dalle tante storie che vi albergano. È necessario per ricordarmi qual è la realtà.

3 Essere donna in un ambiente come quello della letteratura fantastica?

Mi trovo a mio agio. Devo dire che cerco spesso l’opinione dei colleghi uomini, soprattutto nella fantascienza, perché credo ci siano punti di vista diversi, dettati da gusti differenti. Mi piace ascoltare le loro opinioni.

4 Edizione cartacea o eBook?

Entrambi, senza ombra di dubbio. In alcuni casi va bene anche solo l’eBook, per essere più dinamici, alla portata di tutti. Soprattutto per certi sottogeneri della letteratura fantastica sono una risorsa.

5 Tra le tante cose che fai sei scrittrice, curatrice, editor, insegnante, direttore editoriale. Come ti gestisci?

Suddivido la mente in cassetti. Sono molto intransigente con me stessa. Alla mia aria svampita si contrappone una mente rigorosamente ordinata. Faccio liste ogni dieci minuti. È un meccanismo di autodifesa che ho fin da bambina, necessario quando si ha una memoria labile come la mia.

6 La tua produzione letteraria è molto varia, ma prediligi il fantastico nel senso più ampio del termine. Da dove nasce questa tua passione?

Miti e metafore. Oltre a permetterti di sognare e viaggiare per altre dimensioni, questo tipo di letteratura è ricca di archetipi in grado di interagire con il lettore. Metti in gioco te stesso, la tua visione del mondo, sottintesa ad altre meccaniche. Filosofia, scienza, storia, sociologia, tutte entrano in collisione, sebbene si affronti l’intangibile, il surreale.

Si crede che il fantasy o la fantascienza siano generi per ragazzini, ma non esiste cosa più scorretta. Ci sono romanzi per ragazzi e opere letterarie per adulti che affrontano temi scottanti, come le distopie, dove la società e i suoi difetti vengono messi a nudo.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Difficile, arduo. Devi fare il “botto” e forse dopo ti puoi permettere il lusso di far diventare la tua passione un lavoro, come mi raccontò Barcley, uno scrittore anglosassone che c’è riuscito!

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Credo sia necessario il connubio fra talento e fortuna. Da soli non servono se sei all’inizio. Comunque sono sempre stata convinta che arrivare alla CE famosa quando come autori si è acerbi non è conveniente. Uno scrittore deve crescere, partire dal basso, confrontarsi con la vera editoria, scrivere racconti, romanzi, provare generi diversi, farsi le ossa!

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

I miei sono gratuiti, presso la biblioteca. Probabilmente ne organizzerò altri a pagamento, ma sempre con il medesimo fine: creare un prodotto. Non basta spiegare come si scrive, bisogna farlo insieme, dar vita a un progetto e pubblicarlo, proiettare i partecipanti nella cruda realtà di questo mondo. Con l’eBook oggi è fattibile, bisogna solo avere la voglia!

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo di pancia, poi correggo svariate volte (alcuni progetti sono in fase di editing da anni); scrivo sempre, se sono per strada sui foglietti; il mio angolino è la stanzetta di mio figlio, su un vecchio portatile, lo scassone.

11 Minon? Alter Ego?

Aura, il romanzo che sto finendo con altre due autrici e Nemya, la protagonista del mio horror fantasy, ancora a metà stesura. Poi c’è Christopher, interprete di un cyberpunk finito, ma che fatico a mandare in valutazione. Poi c’è Diana, star di una trilogia sui draghi.

Vedi, ecco che si aprono i mille cassettini, orde di personaggi reclamano il primo posto della classifica. Questa domanda NON me la dovevi fare!

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Scrivere, senza chiedersi cosa, dove, quando! Essere sempre umile, mettersi in gioco, leggere in continuazione e non solo un genere, è necessario spaziare, oltrepassare i confini. Non fermarsi ai silenzi degli editori, né ai rifiuti. Non è detto che sia il primo romanzo ad avere fortuna, i miei primi due sono ancora nel cassetto. Non credere che sia fondamentale pubblicare con un big. L’importante è pubblicare gratis e farsi leggere.

13 Cosa vuol fare da grande Alexia Bianchini?

La ballerina, l’astronauta, la cantante.

Alexia Bianchini Official Website

Alexia, mamma di tre splendide creature e appassionata del mondo fantastico in ogni sfaccettatura.

Con CIESSE edizioni ha pubblicato MINON, un romanzo Dark Fantasy scritto 4 mani con Fiorella Rigoni.
Ha pubblicato con Linee Infinite Editore il romanzo Scarn, la nuova era dei vampiri.
In e-book è disponibile la sua raccolta di racconti cyberpunk al femminile AlterEgo, edita da EDS.
Un brano è stato pubblicato nell’antologia 365 storie cattive.
Alcune sue poesie le potete trovare in raccolte varie. È prevista la pubblicazione on-line di una silloge dark.
Il suo racconto Ali lacerate lo potete leggere in Visioni Fatate e La sposa putrescente in Spose, cadaveri e misteri. Antologie pubblicate da Delmiglio editore.
Il brano Avarice, selezionato in un concorso, lo potete trovare sull’antologia Del Vizio e della Virtù pubblicato da Diamond editrice.
Con le Edizioni Scudo è disponibile in e-book Superciccio & Sisters, il suo racconto La danzatrice di spade nel volume n.2 di Mahayavan, Fata a vapore in Vapore Italico e le graphic-novel de La principessa del Deserto Sefoxirya. Il brano Unità d’Italia potete trovarlo nell’antologia Robot.ITA e No One in Iustitia Mortis.
Con GDS Edizioni sono disponibili le novelle: Il cerusico e Sibilla, visioni di Morte. Inoltre ci sarà il racconto horror Notte di paura in una loro antologia. Per marzo 2012 è prevista l’uscita dell’antologia SYMPOSIUM, di cui è curatore.
Il suo racconto Il cuore di Maya, è stato pubblicato nell’antologia I vampiri? Non esistono, con Domino edizioni. A breve la pubblicazione di una antologia da lei curata.
Un suo pezzo è stato selezionato per la nuova antologia della Delos 365 racconti per la fine del mondo.
Il racconto Invalicabile è stato selezionato per l’antologia Terre di Confine.
Fa parte come autrice del progetto Scritture Aliene della EDS. Il brano Viaggio nell’universo è disponibile nell’albo n°2, Lo spazzino del mietitore nell’albo 5 e La Cattedrale, brano scritto con Anna Grieco sarà nel numero 7..
Attualmente è alle prese come curatrice di due antologie, una fantasy e una ucronico-fantasy e gestisce un corso di scrittura creativo.

È direttore del  webmagazine Fantasy Planet e direttore editoriale della Lite-editions, una casa editrice che pubblica on-line racconti erotici di qualità e curatore della collana Gold (fantasy) della CIESSE edizioni.


Antonio Ferrara intervista Francesca Panzacchi


francesca panzacchi scrittrice modella fotografaHo avuto il piacere di intervistare la scrittrice Francesca Panzacchi per una lodevole iniziativa della CIESSE Edizioni chiamata “Interviste d’autore”. L’intervista originale è stata pubblicata sul sito della CIESSE Edizioni qualche tempo fa. La ripropongo per “Uno sguardo oltre la siepe” in occasione della prozozione Amazon per gli ebook gratuiti di cui ho parlato nel post precedente. Infatti, da oggi e, per una settimana Il Normanno è gratis su Amazon. Colgo l’occasione per cosigliarne il download gratuito.

1 Francesca Panzacchi. Fotomodella, giornalista, scrittrice, fotografa, responsabile di due collane editoriali presso CIESSE Edizioni. Come fai?

Sono piuttosto impegnata in effetti… Ma queste sono tutte cose che mi appartengono e alle quali difficilmente potrei rinunciare. Se è vero che la scrittura è la mia vocazione, è altrettanto vero che ho bisogno della fotografia per  liberare tutta la mia creatività. Mi sono state date delle opportunità splendide che ho intenzione di cogliere al meglio delle mie possibilità. E mi ritengo una persona molto fortunata, che vive amando profondamente quello che fa.

2 Il Normanno. Come nasce e perché.

Nasce per dare sfogo alla mia più sfrenata fantasia romantica. Ho sempre amato le vicende ambientate nel Medioevo e avevo voglia di scrivere una storia d’amore che non fosse banale, ma avvincente e ricca di sfumature. Ho dato spessore ai personaggi attraverso i dialoghi e poi li ho lasciati liberi di condurre la storia, a modo loro.

4 D’OMBRA E DI LUCE?

D’ombra e di luce è un progetto che amo moltissimo e che è arrivato quasi all’improvviso, davvero inaspettato. In questo libro fotografico ho raccontato le mie emozioni usando, per una volta, le immagini e non le parole.

5 DELITTI A CASTELLO. Raccontaci tutto.

Delitti a castello è stata un’altra straordinaria sorpresa. Un libro scritto a quattro mani con Carlo Santi, una bellissima sfida che sta dando risultati davvero interessanti. La trama è diabolica e i colpi di scena non mancano. La stesura è impegnativa ma allo stesso tempo molto divertente e sicuramente utile alla mia crescita come scrittrice.

6 Hai pubblicato una moltitudine di romanzi e racconti di diverse tipologie, qual è il genere che ti piace scrivere?

La mia scrittura è poliedrica, spazio dal noir alla fiaba, dal romanzo rosa- storico alla poesia. In realtà non c’è un genere che io prediliga rispetto agli altri, seguo semplicemente il fluire dell’ispirazione che mi porta in una direzione oppure in un’altra.

7 Poesia che passione?

La Poesia è la mia prima vera passione. È proprio attraverso di essa che mi sono avvicinata al mondo della scrittura: il primissimo libro che ho pubblicato è stata infatti una silloge poetica. La Poesia inoltre mi ha regalato grandi soddisfazioni a livello di critica e di premi internazionali e, nel 2010, mi ha permesso di partecipare al programma radiofonico “L’uomo della notte”, condotto da Maurizio Costanzo su RADIO1.

8 La Casa di Sveva, un noir a sfondo psicologico. Perché leggerlo?

Per rimanere disorientati.

9 Come, quando e dove scrivi?

Scrivo davanti al pc, tutte le volte che riesco a rimanere da sola, perché ho bisogno di silenzio e di concentrazione assoluta. Mi capita spesso di svegliarmi in piena notte con un’idea in testa e di doverla scrivere immediatamente per non rischiare di perderla.

10 Collana Light dedicata alla fotografia della CIESSE Edizioni. I tuoi consigli a chi si accinge a finire tra le tue mani e vorrebbe uscirne illeso.

Uscirne illesi è impossibile J, ma ciò che conta è che il lavoro finale risulti di altissimo livello. Le candidature che mi vengono proposte sono davvero tante, buona parte di ottimo livello, perciò i fotografi che scelgo di pubblicare sono professionisti seri e preparati con i quali per fortuna è piacevole lavorare. Dare consigli è sempre difficile… Posso però suggerire di proporre progetti particolari e di forte impatto visivo, insomma di osare.

11 Cosa ti piace leggere?

Thriller, Gialli – Noir e Poesia.

12 Qualche anticipazione sulla tua produzione targata 2012?

Al momento tutte le mie energie sono impegnate nella stesura di DELITTI A CASTELLO che, se tutto va bene, uscirà giusto in tempo per il Salone del Libro di Torino.

Il Normanno è gratis su Amazon solo per un breve periodo.

Francesca Panzacchi ha pubblicato gli audiolibri “FIABE STREGATE” e “STORIE DI MAGHI, FANTASMI E TAGLIALEGNA”, TREEBOOK Audio-editore (2010);  il romanzo noir “LA CASA DI SVEVA”, CIESSE Edizioni (2010), il romanzo rosa storico “IL NORMANNO”, CIESSE Edizioni (2011) e la silloge poetica “SOSPIRI”, CIESSE Edizioni, (2011). Vincitrice del Concorso “Delitto in libreria” indetto dalla Libreria Mondadori di Rimini, 2008; seconda classificata al Concorso Internazionale “Piccole Storie d’aria” indetto da Culturaglobale, 2009; finalista al Premio di Poesia “Occhietti Neri”, 2009; finalista al Premio Nazionale di Haiku “La voce della natura rivela ciò che penso”, 2009; finalista alla quarta edizione di De Gustibus: Il Nocino, 2010; finalista al Premio Letterario Giallomilanese, edizione 2010. E’ presente in numerose antologie, fra le quali: Unico Indizio: La sciarpa gialla, Damster Edizioni, 2009; Viaggiare con bisaccia e penna, Lietocolle Edizioni, 2009; In treno, Giulio Perrone Editore, 2009; Dolce Natura almeno tu non menti, Editrice Zona, 2009; Subdoli Voli, Edizioni Pragmata, 2009; 365 Racconti Erotici per un anno, Delos Books, 2010; Cose Bulgare, Linea BN Edizioni, 2011. E’ inoltre presente nell’e-book “Italians – una giornata nel mondo”, a cura di Beppe Severgnini, Rizzoli, 2008. Nel 2009 i suoi Racconti Brevi sono stati letti su Radio Emilia Romagna, all’interno della Rubrica “Racconti d’autore” a cura di Claudio Bacilieri. Il 19 Maggio 2010 la sua poesia “I tuoi occhi giurano amore” è stata letta su RADIO1, all’interno del programma “L’UOMO DELLA NOTTE” condotto da Maurizio Costanzo. Membro di giuria durante la seconda edizione del Concorso Letterario Nazionale “La Biblioteca d’oro” (2011). Il racconto Nano malefico è pubblicato nell’antologia Fobie (CIESSE Edizioni). È in uscita con il romanzo “Delitti al castello” scritto a quattro mani con Carlo Santi per CIESSE Edizioni.


Antonio Ferrara intervista Laura Platamone


Laura Platamone

Laura Platamone

Oggi come ospite per “Uno sguardo oltre la siepe” ho il piacere di avere Laura Platamone. Un editor professionista. La sua matita rossa è una minaccia contro la cattiva scrittura e la piaga dell’editoria a pagamento. Siete avvisati.

1 Chi è Laura Platamone per Laura Platamone?
È la persona che vorrebbe essere. O Almeno lo è oggi, del tutto convinta che ogni passo fatto, anche le cadute e gli inciampi, l’abbiano portata dove si trova adesso. In un posto, fisico o ideale, dove sta bene. Abbandonando la filosofia spicciola posso dire di essere una persona che è riuscita a completare un percorso, quello della sua formazione, e ora aspetta solo l’occasione giusta per dimostrarlo a quante più persone possibile. Mi ritengo fortunata per quello che ho e so che il resto arriverà. Non ho mai avuto fretta di riuscire o di ottenere dei risultati ma sono un’inguaribile ottimista e non mi lascio mai prendere dallo sconforto. Il tempo porta le soluzioni. Sempre. Quindi perché avere fretta?!

2 Fare l’editor in Italia non sembra un mestiere facile, come la vedi?
Le sorti di un editor, nel nostro Paese, seguono quelle di moltissimi professionisti della cultura: si confondono nell’approssimazione e nella scarsa conoscenza – da parte dei più – del settore. Che la maggior parte delle persone ignori totalmente l’esistenza di questa figura è un dato di fatto. La cosa impressionante è che anche gli stessi editori spesso facciano il loro mestiere in maniera improvvisata e senza un team di lavoro nel quale la presenza di un editor dovrebbe essere un elemento imprescindibile. Un altro punto riguarda la formazione. Come si diventa editor? Spuntano come funghi scuole che propongono corsi di editing, ma basta veramente un corso di poche lezioni per potersi offrire sul mercato vantando una professionalità tra le più complesse del sistema editoriale? La mia risposta è no, o almeno, non solo. Io stessa mi sono formata con un master biennale. Un corso lungo quindi, e lo stesso non sono certa che la sola frequenza delle lezioni mi avrebbe permesso di operare poi professionalmente nel settore. Il mio vero esame sono stati gli autori, lavorare con loro è stata la mia “iniziazione”. Ho iniziato facendo il giurato in alcuni concorsi e man mano che andavo avanti mi rendevo sempre più conto che in quello che leggevo c’erano aspetti che potevano essere migliorati per renderli più efficaci. Dal pensarlo all’intervenire il passo è stato breve. Eppure la linea di demarcazione tra farlo per mettersi alla prova, per curiosità, per dedizione o perché è il lavoro della tua vita, è davvero sottile. Nessuno a un certo punto mi ha messo un pezzo di carta in mano dicendo “ecco da questo momento in poi sei un editor”. È stato il continuo confronto tra me e gli altri che mi ha resa sempre più sicura delle mie capacità fino a convincermi che era il momento di mettermi sul mercato. Un mercato lavorativo – quello dell’editoria – nel quale non esistono regole, con i cancelli chiusi, nel quale inserirsi è davvero difficile. Io mi sono fatta aiutare molto da internet, dal mio blog, ho usato i Social Network come fossero una vetrina e in un certo senso ha funzionato. La mia carriera è iniziata da poco ma non posso lamentarmi.

3 Quando ti arriva un testo tra le mani quanto ci metti per accorgerti se chi l’ha scritto ha “stoffa” o meno?
In genere molto poco. Un editor professionista capisce le potenzialità di uno scritto o di un autore già da poche righe e diciamo che quando arriva a 10 cartelle la sua idea è piuttosto precisa. Ovvio che ho poi il dovere morale e professionale di lavorare allo stesso modo e con lo stesso impegno un testo che ritengo ottimo e uno che ritengo meno valido. Il mio ruolo è sempre quello di aiutare l’autore a dare il meglio di sé compatibilmente con il suo stile, la sua capacità di creare una trama e caratterizzare dei personaggi. Io lo aiuto a rendere al meglio il SUO testo e sottolineo suo perché un editor non è un ghostwriter, non è uno che a partire da un’idea o una traccia la riscrive di sana pianta. Io non intervengo mai al posto dell’autore piuttosto lo consiglio su come fare a dare il meglio con la materia che sta trattando.

4 Gli errori più ricorrenti degli scrittori italiani?
Gli errori in assoluto più frequenti sono il “qual è” con di mezzo l’apostrofo e il “po” con l’accento (usate l’immaginazione io non ci penso nemmeno a scriverli e la sola idea mi risulta rabbrividevole), seguono le d eufoniche, anche se qui più che di errore si potrebbe parlare di evoluzione della lingua e scarsa rapidità di adattamento. Un problema un po’ più complesso è rappresentato dalla scarsa padronanza dei contenuti a livello di trama: spesso l’autore, preso dall’impeto di voler raccontare la sua storia, dimentica aspetti anche fondamentali della trama o dei personaggi andando incontro a sviste clamorose che minano in maniera irreparabile la coerenza dello scritto.
Ma se proprio devo essere sincera, tutte le robe fin qui elencate possono facilmente essere corrette mentre c’è un errore che sfugge ad ogni controllo ed è il   sentirsi già scrittori ancora prima di iniziare. Partire con un atteggiamento di presunzione e supponenza. Dire io scrivo quindi sono uno scrittore come se il fatto che io canto sotto la doccia potesse far di me una cantante. E crederci, ci credono troppo, ci credono a priori. Ecco, questo è un errore grandissimo e spesso irreparabile.

5 Ti è mai capitato un testo “quasi” perfetto sul quale andavano apportate solo minime correzioni?
Certo che mi è capitato! Per fortuna non siamo circondati solo da pseudoscriventi ma ci sono tanti e tanti autori talentuosi che hanno stili interessanti e sanno come raccontare le loro storie e appassionare chi le legge. In questi casi il mio lavoro è sicuramente più semplice e piacevole!

6 Stephen King dice: Scrivere è umano. Editare è divino.
Io credo che sia divino tutto quello che si fa con passione e correttezza. Dal coltivare un campo a correggere un manoscritto, la natura profonda di una professione sta nell’intenzione di chi a fa e nei motivi per cui si intraprende un determinato mestiere. Detto questo sì, a volte avere la capacità di rendere nuova luce a un testo, far filare una frase che prima stentava, migliorare la resa di un’immagine o un personaggio, regala una sensazione che si avvicina parecchio all’onnipotenza!

7 Gli autori italiani, specie se agli esordi, spesso cadono vittima di editor improvvisati e agenzie letterarie di dubbia professionalità. Come ci si difende da queste trappole?
Ci si difende informandosi. Ormai nell’era di internet siamo tutti schedati quindi basta googlare per trovare tutte le info necessarie a non cadere in errore. Se non si ha la possibilità di cercare informazioni su internet nulla ci vieta di chiederle al diretto interessato. In fondo quando ci apprestiamo a investire i nostri soldi sul lavoro di un professionista abbiamo tutto il diritto di sapere chi è e come lavora. Chi tentenna o mette le mani avanti evidentemente non è così certo della sua competenza e professionalità. In quei casi meglio andare avanti e cercare qualcuno di più affidabile.

8 Perché scegliere Laura Platamone come editor?
Perché dico le cose come stanno. Non prospetto mai un percorso roseo solo per fare contento uno scrittore. Io sono schietta, se un testo ha tanti problemi li enumero uno per uno, senza risparmiare nulla. Non vendo correzioni di bozze come se fossero editing e mi esprimo sempre chiaramente su quali interventi andranno fatti sul testo, dall’autore sotto la mia guida. Credo molto nel rapporto che si instaura tra editor e autore, un rapporto che deve essere coltivato a fondo, un sodalizio di lavoro che spesso diventa anche personale. Conoscersi nel vero senso della parola, quando si lavora insieme a un testo, diventa parte fondamentale della collaborazione, specie quando questa dura mesi e mesi di intense corrispondenze e revisioni.
Questo aspetto, per me molto importante, viene percepito dagli autori come una garanzia dell’efficacia del mio operato.

9 Hai mai rifiutato un lavoro semplicemente perché era illeggibile? È dura dire a qualcuno: “Guarda, cambia mestiere.”
Ogni testo ha un suo margine di miglioramento, il mio lavoro non consiste nel trasformare un testo mediocre in qualcosa di eccellente ma di portarlo al massimo della sua forma possibile. Fatta questa premessa devo dire che in genere non mi è capitato di editare testi così pessimi da risultare illeggibili o non migliorabili. Certo alcuni lavori sono più complessi di altri ma tutto sta ad accettare l’idea che l’editing non è magia, non trasformerà in best seller un manoscritto, che sia buono o cattivo lo porterà solo alla sua forma migliore. Diverso è il discorso in caso di una scheda di valutazione. Spesso il mio lavoro parte proprio da quello. L’autore mi contatta perché ha scritto qualcosa e vuole sapere che ne penso prima di passare a un eventuale intervento di editing. In quel caso mi è capitato di dover essere “dura” con chi mi aveva commissionato il lavoro. Anche in questi casi le reazioni sono molto varie. C’è chi sparisce senza dire nulla, chi lo fa dicendo che sono un’incapace, che non capisco nulla, e chi accetta le critiche e si rende conto delle mie segnalazioni in maniera sportiva e costruttiva.

10 Se ti capitasse un testo eccezionale? Cosa diresti all’autore?
Gli direi quello che penso, ossia che quello è un testo eccezionale e che mai e poi mai dovrà permettere a qualcuno di fargli credere il contrario. Sono dell’idea che oggigiorno anche per un testo con tutte le carte in regola sia difficile farsi strada e arrivare a grandi successi e risultati, ma quando si è certi del valore di un’opera la cosa che in assoluto bisogna evitare è il lasciarsi perdere dallo sconforto. Bisogna avere pazienza e tanta. Purtroppo spesso gli scrittori emergenti ne hanno pochissima!

11 Capita spesso che chi scrive non si accorga di sviste colossali. Un editor che scrive è anche l’editor di se stesso?
Assolutamente NO. Io quando scrivo per me stessa sono una frana. Ho un occhio maniacale per ritmo e struttura ma non riesco a soffermarmi sui refusi.
C’è nell’immaginario collettivo quest’idea che un editor debba anche essere uno scrittore. Dirò di più: un bravo scrittore. Io non la penso così o almeno mi sembra riduttivo. È vero, a detta di molti, io so scrivere. Ma mi costa fatica farlo perché nell’editing si sviluppano manie e paranoie che applicate alla scrittura diventano vere e proprie psicosi. Io non riesco buttar giù tutto di getto facendo i conti alla fine come fanno molti scrittori. Per me ogni parola messa in riga deve essere perfettamente accordata con tutto il resto o non riesco ad andare avanti. Quindi scrivo lentamente e mi costa tanto tempo e fatica. Quando poi ho finito preferisco far leggere a qualcuno di mia fiducia piuttosto che ostinarmi a cercare una perfezione che da sola non troverei mai. Fa parte della natura umana e anche dei limiti della mia professione, nessuno, e dico nessuno, può avere un distacco tale dalle sue parole da essere scrittore ma anche editor di sé stesso. È lo stesso motivo per cui mi arrabbio quando sento tanti scrittori, più o meno noti, dire sì io sono scrittore ma faccio anche l’editor. Non si è ancora capito che sono professioni che presuppongono competenze diverse e non c’è alcuna intercambiabilità tra le due figure! Io ho fatto la mia scelta molto tempo fa pur essendomi avvicinata all’editoria da scrittrice ho capito subito che la mia strada non era quella e allora sono tata onesta con me stessa e con gli altri puntando su ciò che veramente sentivo affine.

12 Knife?
Knife è la rivista del Nero Cafè e, anche se è il risultato del lavoro di una squadra di persone che si impegna giorno dopo giorno per realizzarlo, mi piace definirlo la mia creatura. Sarà che mettere insieme tutti gli articoli, raccoglierli e impaginarli dà un senso di “maternità” sull’insieme che io sento davvero forte, sarà anche per le vicende che l’hanno visto nascere e crescere. Insomma Knife è la rivista di Nero Cafè ma mi rappresenta totalmente. È affilato e tagliente un po’ come lo sono io ma anche ricco di sentimento e contenuti per chi sa andare oltre la copertina. è uscito da qualche settimana il numero 3 e siamo già in piena lavorazione per il 4 che sarà un numero speciale con una tematica molto interessante e molto “italiana” (ma che non svelo!) che farà da traino alla prima pubblicazione del marchio Nero Press (sempre di proprietà del Nero Cafè), il romanzo “Exilium – La vera storia dell’Inferno di Dante” di Kim Paffenroth.

13 Cosa vuol fare da grande Laura Platamone?
Vorrei continuare a fare quello che faccio, con lo stesso entusiasmo, ma in un mondo diverso. Un mondo dove l’editoria non sia un circolo di intellettuali pseudo-radical-chic che annuiscono e si compiacciono a vicenda ma non danno in alcun modo spazio al merito di chi la professione la conosce davvero.

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a te Antonio per lo spazio e l’opportunità che mi hai dato di parlare in maniera così approfondita di me e del mio lavoro!

Approfondiamo la sua conoscenza: Laura Platamone blog.

Sono Laureata in Tecnica Pubblicitaria e Belle Arti. Ho sempre saputo di voler “comunicare” ma per un bel po’ di tempo non ho avuto le idee chiare sul cosa o come. La scrittura però c’è sempre stata, in sordina, come modo per esprimere quello che di me non mi era chiaro. Tutti i pensieri confusi che, dall’infanzia fino all’età adulta, mi sono passati per la mente si precisavano per magia appena prendevano forma sulla carta. Questo ovviamente non faceva di me una scrittrice, ma solo un’ingenua appassionata. Però non ero malaccio, così per un po’ di tempo ho collaborato col quotidiano La Sicilia, scrivendo articoli di cultura, tendenza e spettacolo. E però quando si è uno spirito libero, ci si accorge presto che il lavoro di redazione presuppone compromessi che non sempre si è disposti ad accettare. La scrittura “mercenaria” al servizio di fatti, prodotti e notizie, non solo non rispecchiava quello che ero e volevo fare, ma frustrava le mie inclinazioni. A quel punto sapevo che volevo scrivere, ma non a quel modo e a quelle condizioni.

Che è successo poi? Niente, mi sono messa a insegnare perché nella vita s’ha da campare. La scrittura era tornata a essere una passione che coltivavo per me. Espressa al massimo in qualche considerazione sul mio blog. C’era gente che diceva che ero brava. C’era gente che si emozionava con le mie storie. Mie sul serio perché lì parlavo quasi esclusivamente di me.

Poi è iniziato il mio “periodo nero”. Ora va bene farsi i cazzi miei ma star qui a spiegarvi sarebbe davvero troppo. Vi basti sapere che a quel punto avevo dentro tanta di quella distruttiva emozione che solo la scrittura ha potuto salvarmi. E le pagine di un blog non bastavano più.

Contrariamente a quella che è la prassi, partire dai racconti per arrivare al romanzo, io ho scritto un romanzo. Ingenuo, incompleto, a distanza di anni addirittura patetico. Nessuno lo pubblicherà mai perché il suo posto è nel mio cassetto. Deve star lì perché comunque un suo senso ce l’ha. Quando ho messo la parola fine a quelle 150 cartelle di deliri da anima in pena, ho capito che mi ero liberata di un fardello che per anni aveva bloccato la mia capacità di riuscire a scrivere altro da me. E allora le storie hanno iniziato a parlarmi insieme a una moltitudine di altri personaggi che mi chiedevano di scrivere e scrivere, dargli voce in qualche modo. Ecco, ho iniziato a farlo.

Così sono arrivati i racconti, e i primi riconoscimenti.

A ben pensarci il primo piazzamento l’ho ottenuto con una poesia. Laura poetessa? No, ne ho scritta solo una, ma a quanto pare era materiale buono.

Poi, mentre inviavo racconti su racconti, è arrivata la svolta. Il momento in cui ho capito che la scrittura era stata solo un tramite per avviarmi alla strada che volevo percorrere davvero. Ad agosto del 2009 ho partecipato (selezionata insieme ad altre 29 persone tra più di 800 richieste) al primo Laboratorio di Scrittura Creativa Mondadori (potete trovare qui il diarietto semiserio di quei giorni)

Illuminazione. Sì, scrivere è bello ma l’editing lo è ancora di più!

Già da un po’ intrattenevo assidue conversazioni con altre scrittrici sparse sul web, hanno iniziato a inviarmi i loro romanzi e i loro racconti. Io li leggevo e segnalavo ciò che a mio avviso poteva essere migliorato. Mi piaceva. Molto più che scrivere, anche se alle mie storie non avrei mai rinunciato.

Così ho composto altri racconti, è arrivato il secondo posto al Nero Premio e la successiva richiesta da parte loro di entrare nella giuria. Gioia e goduria. Non potevano rendermi più felice. Armata di penna rossa ho iniziato quest’avventura. E di giurie se ne sono aggiunte altre, mentre certa di aver capito cosa chiedere alla vita, mi sono trasferita a Roma per frequentare la Luiss Writing School, un master in scrittura creativa con un indirizzo di editoria molto professionalizzante. Ho imparato a correggere le bozze come fa la gente seria e acuito ancora di più il senso critico nei riguardi dei testi.

Imparando come migliorare ciò che altri avevano scritto, anche quello che usciva dalla mia penna  ha iniziato a funzionare meglio e così è successo che adesso in qualche antologia è possibile trovare un mio racconto (troverete tutto nella sezione tracce di me quando prima o poi deciderò di mettere a posto anche quella).

Questa è, molto in generale, la mia storia. Spero, data la mia proverbiale distrazione, di non aver dimenticato nulla.

Ho tralasciato, ovviamente di parlarvi di tutta la serie di catastrofiche patologie che la svolta dell’editing mi ha causato. Perché quando l’occhio si educa alla caccia, questa diventa una costante imbarazzante. Lo ben sa chi si è ritrovato con me dentro una libreria o, meglio ancora, a qualche fiera. Io sono quella che apre i libri, trova un impaginato poco elegante e li richiude inorridita. Sono arrivata anche a farmi venire il mal di pancia per DUE punti esclamativi messi di fila. Piango per il triste destino di vedove e orfane. Ho un occhio millimetrico per il track. Ecco, ve l’ho detto. Ma solo dall’esplicitazione dei sintomi è possibile comprendere la mia missione. Io voglio intorno a me libri belli. Non solo per quello che dicono, ma anche per come si presentano. Aspetto che purtroppo la nostra editoria, e parlo di piccoli e grandi nomi, tralascia puntualmente. Ne converrete che è un’impresa difficile, ma io nel mio piccolo non ho paura di intraprenderla.


Francesca Panzacchi Intervista Antonio Ferrara


Francesca Panzacchi scrittrice modella

Francesca Panzacchi

Generalmente sono io a fare le interviste, ma sono letteralmente lusinganto che Francesca Panzacchi si sia prestata a questo ingrato compito. La maggior parte dei quesiti volgono su GRIDA OLTRE IL SILENZIO il mio romanzo.

1 Antonio, come è nata l’idea che ha dato vita al tuo romanzo “GRIDA OLTRE IL SILENZIO” “L’URLO BIANCO”.

Dopo aver scritto e pubblicato il mio primo romanzo “GLI OCCHI DEL MALE” nel 2002, ho capito che avrei voluto inventare storie per tutta la vita. “GRIDA OLTRE IL SILENZIO” “L’URLO BIANCO” è nato dall’esigenza di voler scrivere una storia di fantasmi. L’idea, ma sarebbe meglio dire, la domanda propulsiva che ha dato il via al romanzo è stata: “L’essere umano carpisce la realtà nella sua totalità, oppure c’è qualcos’altro che i suoi sensi non gli permettono di percepire?”

2 Descrivilo con tre aggettivi.

Intenso, spettrale, avvincente.

4 Come hai costruito il profilo psicologico dei personaggi?

In realtà non costruisco a monte il profilo. Parto da uno dei personaggi e poi scopro tutti gli altri durante il cammino. Non “confeziono” niente delle mie storie. Le scopro mentre le scrivo. Poi, una volta finita la prima stesura torno sui miei passi per limare e definire alcune situazioni.

5 Quali sono i punti di forza del romanzo?

Domanda difficile questa. Preferirei che rispondessero i miei lettori, ma eludere le domande di una signora è scortese. Così a impatto, direi che nella storia c’è una componente di mistero che trasborda da ogni dove.

6 Quanto tempo hai impiegato per la stesura?

A memoria, circa sei mesi. Scritto tra la provincia di Chieti e quella di Napoli.

7 A quali lettori si rivolge?

Tutti, qualcuno o nessuno. Ognuno di noi si sceglie i propri autori. Spero di riuscire a trasmettere qualcosa a chi riporrà la sua fiducia nel mio romanzo.

8 Quali tematiche affronta?

Ogni romanzo ha sfumature che sarebbe impossibile catalogare. Diciamo che mi sono concentrato sulla vita dopo la morte, sul credere e sulla speranza che ci sia altro oltre quello che riusciamo a percepire.

9 Quanta importanza attribuisci ai luoghi dove scegli di ambientare i tuoi romanzi?

I luoghi sono importanti, ma mi concentro molto di più sulle atmosfere. Mi piace ambientare le mie storie in provincia dove, tra la quiete dei paesaggi rurali, si ha molta più possibilità di ragionare sulla vita e noi stessi.

10 Ci sono elementi autobiografici nei tuoi scritti?

Credo che questo sia imprescindibile. Gli scrittori che ti diranno il contrario, sono dei bugiardi. C’è un pezzetto di me in tutti i personaggi, luoghi e avvenimenti della storia.

11 Cosa ti piace leggere?

Se volessi fare il figo ti risponderei: Poe, Lovecraft, Stoker, ma in realtà leggo molti autori italiani e sono stato svezzato alla letteratura adulta di genere fantastico da Stephen King (Pet Cematary). 

12 A quali progetti ti stai dedicando attualmente?

Cara Francesca, sto imbrattando le pagine elettroniche del notebook per la stesura del mio quarto romanzo. Si tratta di una storia paranormale a sfondo psicologico.

Ringrazio Francesca Panzacchi.

Antonio Ferrara

Francesca Panzacchi ha pubblicato gli audiolibri “FIABE STREGATE” e “STORIE DI MAGHI, FANTASMI E TAGLIALEGNA”, TREEBOOK Audio-editore (2010);  il romanzo noir “LA CASA DI SVEVA”, CIESSE Edizioni (2010), il romanzo rosa storico “IL NORMANNO”, CIESSE Edizioni (2011) e la silloge poetica “SOSPIRI”, CIESSE Edizioni, (2011). Vincitrice del Concorso “Delitto in libreria” indetto dalla Libreria Mondadori di Rimini, 2008; seconda classificata al Concorso Internazionale “Piccole Storie d’aria” indetto da Culturaglobale, 2009; finalista al Premio di Poesia “Occhietti Neri”, 2009; finalista al Premio Nazionale di Haiku “La voce della natura rivela ciò che penso”, 2009; finalista alla quarta edizione di De Gustibus: Il Nocino, 2010; finalista al Premio Letterario Giallomilanese, edizione 2010. E’ presente in numerose antologie, fra le quali: Unico Indizio: La sciarpa gialla, Damster Edizioni, 2009; Viaggiare con bisaccia e penna, Lietocolle Edizioni, 2009; In treno, Giulio Perrone Editore, 2009; Dolce Natura almeno tu non menti, Editrice Zona, 2009; Subdoli Voli, Edizioni Pragmata, 2009; 365 Racconti Erotici per un anno, Delos Books, 2010; Cose Bulgare, Linea BN Edizioni, 2011. E’ inoltre presente nell’e-book “Italians – una giornata nel mondo”, a cura di Beppe Severgnini, Rizzoli, 2008. Nel 2009 i suoi Racconti Brevi sono stati letti su Radio Emilia Romagna, all’interno della Rubrica “Racconti d’autore” a cura di Claudio Bacilieri. Il 19 Maggio 2010 la sua poesia “I tuoi occhi giurano amore” è stata letta su RADIO1, all’interno del programma “L’UOMO DELLA NOTTE” condotto da Maurizio Costanzo. Membro di giuria durante la seconda edizione del Concorso Letterario Nazionale “La Biblioteca d’oro” (2011). Il racconto Nano malefico è pubblicato nell’antologia Fobie (CIESSE Edizioni).