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Se Stephen King fosse nato in Italia


Caricatura di Marco Calcinaro

Caricatura di Marco Calcinaro

Stephen King nasce il 21 settembre 1947 a Portland, nel Maine. Suo padre (di origini scozzesi-irlandesi), nato David Spansky, che in seguito modificò in Donald Edwin King, è un impiegato della Electrolux, ex capitano della Marina Mercantile e impegnato fino al 1945 nella seconda guerra mondiale; e sua madre, Nellie Ruth Pillsbury King, è una casalinga di origini modeste. Ha un fratello maggiore, David Victor, che è stato adottato dai coniugi King il 14 settembre 1945.
Nel 1949 il padre esce per una delle sue passeggiate e non farà più ritorno a casa, a causa di problemi familiari. Questo avvenimento segnerà profondamente il carattere del futuro scrittore, tanto che è possibile trovare in numerosi romanzi il difficile rapporto padre-figlio (fra gli altri: It, Cujo, Christine. La macchina infernale, 1408 e Shining).

Stefano Reale nasce Frosinone il 21 settembre del 1947. Suo padre è un impiegato in cassa integrazione di una società di autotrasporti, sua madre, Lella, è una casalinga di origini modeste. Ha un fratello maggiore, Davide, che è nato da una relazione extraconiugale con un meccanico di Castel di Sangro.
Nel 1949 il padre esce per andare a comprare le sigarette e non tornerà mai più, in fuga con Giuseppina, la figlia minorenne del panettiere sotto casa. Questo avvenimento segnerà profondamente il carattere del futuro scrittore, tanto che è possibile trovare in numerosi romanzi il difficile rapporto padre-figlio (fra gli altri: Esso, Cucciolo, Cristina. La macchina infernale, 123 Stella e Fantasmino).

Stephen King: La famiglia comincia così a spostarsi da un luogo a un altro; si stabilisce per brevi periodi in Indiana, a Milwaukee e infine di nuovo nel Maine. La signora Nellie Ruth King in quegli anni e nei successivi sarà spesso fuori casa per quasi tutto il giorno, impegnata in vari lavori come stiratrice in una lavanderia, lavoratrice notturna in una panetteria, commessa e donna delle pulizie. Con il proprio lavoro riesce comunque ad assicurare ai due figli una buona educazione, guidandoli all’ascolto di buona musica e alla letteratura, dando la possibilità a Stephen di provare a scrivere qualche storia horror. Di quegli anni, Stephen King dirà “Non avemmo mai una macchina, ma non saltammo mai un pranzo”.

Stefano Reale: La famiglia comincia così a spostarsi da un luogo a un altro; si stabilisce per brevi periodi a San Vittore, Bari e infine di nuovo a Frosinone. La signora Lella in quegli anni e nei successivi sarà spesso fuori casa per quasi tutto il giorno, impegnata in vari lavori come stiratrice in una lavanderia, lavoratrice notturna in una panetteria, commessa e donna delle pulizie. Con il proprio lavoro riesce comunque ad assicurare ai due figli un pasto caldo, dando la possibilità a Stefano di provare a scrivere qualche storia horror. Di quegli anni, Stefano dirà “Non avemmo mai una macchina, ma neanche tutto il resto”.

 

Stephen King: A dieci anni scopre il genere horror, dopo aver visto un film sugli extraterrestri. Due anni dopo, rinviene nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft e Richard Matheson, nonché appassionato scrittore. Ed è nel 1960 che King invia il suo primo racconto a una rivista, la Spacemen, che si occupava di film di fantascienza. Il suo scritto non sarà mai pubblicato.

 

Stefano Reale: A dieci anni scopre il genere horror, dopo aver visto L’esorciccio. Due anni dopo, rinviene nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di libri erotici, comici e fumetti pornografici. Ed è nel 1960 che Stefano invia il suo primo racconto a una rivista, la Spazio Emergenti, che si occupava di film “particolari”. Il suo scritto non sarà mai pubblicato.

 

Stephen King: Un anno prima, invece, King inizia a scrivere per un piccolo giornale, il Dave’s Rag (letteralmente, Lo straccio di Dave), giornale prodotto dal fratello maggiore di King in tiratura limitata e distribuito a vicini di casa e coetanei.

 

Stefano Reale: Un anno prima, invece, Stefano inizia a scrivere per un piccolo giornale, Lo straccio di Davide, giornale prodotto dal fratello maggiore di Stefano in tiratura limitata e distribuito a vicini di casa e coetanei che neanche lo leggono, ma lo usano come carta igienica: La scuola aveva detto agli studenti di portarsela da casa. In Italia siamo agli albori dell’autopubblicazione.

 

Stephen King: All’età di circa dieci anni si stabilisce a Durham, nel Maine. Frequenta la Lisbon Falls High School, nella vicina Lisbon Falls (10 chilometri di tragitto che percorre spesso in autobus, se non addirittura a piedi). La sua passione per i film dell’orrore e per la letteratura lo spingeranno a scrivere diversi racconti, spesso delle semplici trasposizioni dei film visti al drive-in. Questi racconti passano fra i suoi amici di scuola e King utilizzerà la macchina da stampa del Dave’s Rag per produrre delle copie stampate dei suoi racconti. In particolare, sarà il film Il pozzo e il pendolo tratto dal racconto di Edgar Allan Poe a ispirare King che, tornato a casa, realizzerà una trasposizione dello stesso. Prodotta poi in una quarantina di copie, la vende il giorno successivo a scuola, ma gli insegnanti, una volta scoperto quanto è successo, obbligheranno il giovane King a restituire i soldi.

 

Stefano Reale: All’età di circa dieci anni si stabilisce a Sora nel Lazio. Frequenta la Scuola dei Bambini Felici, nella vicino Acuto (10 chilometri di tragitto che percorre a piedi). La sua passione per i film dell’orrore e per la letteratura lo spingeranno a scrivere diversi racconti, spesso delle semplici trasposizioni dei film visti al cinema del paese. Questi racconti passano fra i suoi amici di scuola e Stefano utilizzerà il fratello per farsi aiutare a scrivere i racconti in più copie da distribuire. In particolare, sarà un film di Lucio Fulci a ispirare Stefano che, tornato a casa, realizzerà una trasposizione dello stesso. Prodotta poi in una quarantina di copie, cerca di venderla il giorno successivo a scuola, ma gli insegnanti, una volta scoperto quanto è successo, obbligheranno il giovane Stefano a regalare la rivista. Successivamente tutta la tiratura sarà ritirata perchè giudicata ignobile e immorale.

 

Stephen King: L’esordio con Carrie e il grande successo.
Dopo tre precedenti tentativi falliti, King raggiunge finalmente la pubblicazione di un proprio romanzo nel 1974 con Carrie. Acquistato dalla casa editrice Doubleday per soli 2500 dollari, il romanzo passa inosservato in edizione rilegata, ma ha un enorme successo nell’edizione economica, superando il milione di copie vendute. Grazie alla sua quota dei diritti dell’edizione economica e alla vendita dei diritti per la trasposizione cinematografica, King può permettersi di abbandonare l’insegnamento e di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

 

Stefano Reale: L’esordio con Carmela e il grande insuccesso.
Dopo tremila precedenti tentativi falliti, Stefano raggiunge finalmente la pubblicazione di un proprio romanzo nel 1974 con Carmela lo sguardo di Satana. Pagato da Stefano all’editore 2.500,00 delle vecchie lire il romanzo passa inosservato in edizione rilegata, come anche in una successiva edizione tascabile che lo stesso Stefano finanzierà sborsando altri soldi, dando fondo a tutti i risparmi della madre. Il libro va alla grande secondo l’editore e si superano le 50 copie vendute. Yeahhh! Grazie ai diritti d’autore al netto dell’iva dell’edizione economica il giovane Stefano recupera qualcosina di soldi, infatti dopo un anno riceve un assegno di 10.000 Lire e Stefano può portare la fidanzatina a mangiare una pizza e gli resta anche qualcosina per un gelato da dividere in due.

Stephen King: I successivi Le notti di Salem (Salem’s Lot) (1975) e Shining (1977) sono dei successi ancor maggiori: il primo vende oltre tre milioni di copie, il secondo supera i quattro milioni. Nel giro di quattro anni, il non ancora trentenne King è passato dal sopravvivere con il modesto stipendio di insegnante da 6000 dollari annui a guadagnare milioni con i diritti d’autore e i diritti cinematografici.

Stefano Reale: Stefano continua a scrivere, è troppo bello fare lo scrittore, ma scopre che l’editoria a pagamento non lo renderà famoso, ne tantomeno ricco, quindi i successivi Le notti di Salerno (1975) e Fantasmino (1977) sono degli insuccessi ancor maggiori: il primo vende oltre 30 copie tramite un editore non a pagamento, ma che ha a catalogo trecentomilalibri il secondo supera le 40 copie tramite un editore che gli chiede solo un contributo di 500,00 Lire. Nel giro di quattro anni, il non ancora trentenne Stefano è passato dal sopravvivere con il modesta paghetta della madre a guadagnare anche meno con i diritti d’autore e i diritti cinematografici mai realizzati delle sue opere.

Stephen King: Negli anni ottanta King è ormai diventato una star della cultura popolare, paragonabile alla figura di Steven Spielberg in campo cinematografico.

Stefano Reale: Negli anni ottanta Stefano è ormai diventato una star della cultura popolare del suo quartiere. Gli amici lo prendono in giro e ogni tanto fanno finta di leggere quello che scrive e gli dicono che è bravo e gli danno pacche sulle spalle. Qualcuno lo paragona alla figura Pinotto in ambito cinematografico.

 

Stephen King: Oggi Stephen King è universalmente definito dalla critica “il re del brivido”. Padre di tre figli adulti, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie da incubo sono best-seller clamorosi in tutto il mondo; gli hanno valso numerosi premi letterari – tra cui il prestigiosissimo National Book Award – e hanno ispirato l’opera di registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma e Rob Steiner.

 

Stefano Reale: Oggi Stefano Reale è universalmente definito dalla critica “un bravo ragazzo”. Padre di tre figli adulti, vive e lavora nel Lazio con la moglie Carla. Le sue storie da incubo sono fiaschi clamorosi in tutto il suo mondo. Amici e parenti leggono regolarmente le sue opere e gli dicono che è bravissimo. Stefano ha anche vinto dei premi letterari tra cui Professione esordiente, Provaci che ce la puoi fare e il prestigiosissimo Premio Letterario di Cinisello Balsamo dove ha è riuscito ad accaparrarsi una fornitura di salami per un anno. Stefano ha anche ispirato l’opera di un regista famoso: Marco Cammarota, detto “Ciccio” che ha girato un film amatoriale con il cellulare e l’ha pubblicato su youtube.

Stephen King  a 67 anni sta per uscire con il suo prossimo romanzo. Nell’ambiente si dice che l’editore gli abbia staccato un assegno da quattro milioni di dollari di anticipo.

Stefano Reale  a 67 anni è risucito ad agganciare un editore medio/grande e il suo libro arriverà sugli scaffali di qualche libreria importante, ma l’editore gli ha tagliato 600 pagine delle 1200 previste, gli ha detto dove e come si doveva articolare la storia e quali personaggi tenere e quali togliere. L’editore gli ha presentato un contratto standart su cui percepirà un ricco 10%. È stato cambiato il titolo dell’opera, la copertina e l’editore l’ha messo in vendita dall’oggi al domani con una tiratura minima.

Stephen King è uno scrittore di successo e scrive perchè scrivere è la sua vita, il suo mestiere.

Stefano Reale non si sente uno scrittore di successo e scrive perche scrivere è l’unico sogno che gli resta da vivere.

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Un nuovo incubo targato Stefano Pastor


CAM di Stefano Pastor

Cam di Stefano Pastor

Pochi autori oggi riescono a darmi un senso di trepidazione ed emozione quando apprendo che l’ultimo dei loro libri è in uscita sul mercato. Uno di questi è sicuramente Stefano Pastor

CAM di Stefano Pastor

In arrivo a ottobre il thriller CAM,
in versione cartacea ed ebook

Asil ha dodici anni, è scappato di casa e vive in una fatiscente baracca, derubando la gente in modi fantasiosi. In realtà la sua non è una gran fuga: la madre, con cui non va d’accordo, sa benissimo dov’è, ma si è stufata di andarlo a riprendere ed è decisa ad aspettare che sia lui a tornare da solo. Asil è fiero della sua indipendenza e sopporta ogni disagio, finché un giorno scopre che nella sua baracca è stata messa una telecamera che lo inquadra giorno e notte. Rabbioso, insulta lo sconosciuto che lo spia e che lui considera un pervertito, ma ben presto diventa schiavo della telecamera, mettendosi a fare lunghi monologhi con quell’interlocutore silenzioso. Questo strano gioco porta a imprevedibili conseguenze: mentre la sua carriera di ladro sta andando a rotoli, un ignoto assassino inizia a mietere vittime tra chi gli è più vicino. Chi c’è all’altro lato della telecamera, un folle maniaco o la sua unica speranza di salvezza?

Sito dell’editore: CIESSE Edizioni

Sito dell’autore: Stefano Pastor


Creature di Stefano Pastor


Creature di Stefano Pastor

Creature di Stefano Pastor

Per la serie Consigli di Lettura… Noi lettori del “paranormale” siamo gente strana e siamo molto critici nei confronti dei libri dei nostri “colleghi“. Girovagando in rete per saziare la mia sete di lettura, mi sono imbattuto in un autore che non avevo mai sentito  e sono stato incuriosito dalle molte pubblicazioni che è riuscito ad anellare in un anno. “Cavolo, mi sono detto, questo quì o è il nuovo Stephen King oppure è una sola.” Bene, dopo aver letto tre dei suoi romanzi ho capito di trovarmi al cospetto di un “Novello King”, giusto per restare in tema. Pastor ha l’incredibile pregio di tenere incollato il lettore alla pagina. Ti trascina nelle sue storie da incubo e non ti permette di staccarti, quasi in preda a chissà quale alchimia.

Creature di Stefano Pastor edito dall CIESSE Edizioni contiene quattro storie. Dalla quarta di copertina: Quattro luoghi speciali, carichi di fascino e mistero. Il macello, la fabbrica abbandonata, il giardino di gesso, il monastero. Quattro incredibili creature al di là di ogni immaginazione. E quattro intrepidi protagonisti, pronti ad affrontare l’ignoto. Un ragazzino che riconosce negli operai del macello un branco di feroci assassini e si fa assumere per poterli smascherare, scoprendo una realtà assai diversa. Una zitella di mezz’età ossessionata da un incubo ricorrente che si ritrova in una fabbrica abbandonata. L’accompagnatrice di un vecchio militare cieco che ascolta i suoi folli ricordi di guerra in un giardino di gesso. Una ragazza che scopre casualmente che sua sorella non respira e il suo cuore non batte, pur continuando a vivere, e si unisce a lei in un pellegrinaggio tra i monti, fino a uno strano monastero dove si nasconde la verità sulla sua nascita. Stanno tutti per incontrare qualcosa di unico, creature ignote all’uomo, esseri speciali, terrificanti e pericolosi.

Personalmente sono stato preso dalle quattro storie, in particolare l’ultima, davvero degna di nota. Consiglio questo libro ad occhi chiusi perchè ha saputo regalarmi emozioni e sensazioni che non provavo da molto tempo. Disponibile sia in formato Cartaceo che Ebook. Io ho preferito il cartaceo e l’ho trovato di ottima fattura. Inutile dire che acquisterò altri libri di quest’autore. Pastor è uno che andrà lontano e poi non venitemi a dire che non ve lo avevo detto.

Per acquistare il libro: Creature di Stefano Pastor

Per visitare il sito personale dell’autore: Stefano Pastor Website


Antonio Ferrara intervista Stefano Pastor


Lo Scrittore Stefano pastor

Stefano Pastor

Oggi ho l’onore e il piacere di intervistare uno dei più promettenti autori italiani per quello che concerne il genere “fantastico”, inteso nel senso più largo del termine.
Stefano Pastor. Incontrato per caso all’interno di un concorso letterario. Circa un anno fa ebbi la fortuna di avere tra le mani l’incipit di un suo romanzo di prossima pubblicazione di Stefano Pastor. Tramite forum e notizie in rete sono riuscito a rintracciarlo e a leggere i suoi libri.

1 Chi è Stefano Pastor per Stefano Pastor?

Molto deludente, lo devo ammettere. Io esisto in quello che scrivo e sono di certo più interessanti i miei libri della mia vita. Ma questo temo che sia un problema comune a tanti scrittori. Di sicuro è più facile affrontare la vita tramite la parola stampata che faccia a faccia.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Devo dire che la fantasia ha sempre fatto parte della mia vita. Mi sono sempre nutrito di libri, musica e film. Allo stesso modo sono sempre stato convinto che scrivere fosse troppo difficile e mai sarei riuscito a farlo. Tre anni fa ho iniziato per gioco e posso dire di non aver più smesso da allora.

3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Scrivere può essere molto gratificante, e pubblicare altrettanto. Purtroppo i benefici di queste pubblicazioni sono diluiti nel tempo. Quindi ammetto che finora non ho ancora guadagnato con questo lavoro, o almeno non ho ancora visto tangibili effetti, ma conto che ciò accada in un futuro non troppo lontano.

4 Edizione cartacea o eBook?

Personalmente leggo solo in ebook, ma come autore penso che sia molto più soddisfacente la copia cartacea. Tenere in mano un proprio libro è una sensazione che un ebook non potrà mai dare. L’importante resta comunque essere letti, quindi qualsiasi mezzo è ben accetto.

5 Che tipo di scrittore sei? Butti tutto giù di un fiato oppure pianifichi?

Mai pianificato. Certe storie crescono pian piano durante la scrittura, di altre ho in mente solo l’inizio e la fine e il resto viene costruito man mano. In alcuni casi l’idea iniziale è più articolata che in altri, quindi quando inizio a scrivere ho già in mente quali saranno gli avvenimenti principali della storia.

6 Tra i Libri che hai pubblicato qual è quello che ti ha dato più soddisfazioni?

Curiosamente le storie a cui sono più legato non sono ancora state pubblicate, forse perché non faccio che revisionarle per migliorarle ancora di più. Sicuramente le soddisfazioni maggiori sono legate al libro d’esordio, Ritorno a Ventimiglia. Questo perché non avevo alcuna fiducia nel romanzo, e soprattutto nelle mie capacità di scrittura, e sono stato davvero sorpreso che abbia vinto il concorso. Soprattutto che sia piaciuto a tutti quelli che l’hanno letto. Proprio non me l’aspettavo.

7 Vivere di scrittura, che ne pensi?

È il mio punto di arrivo, la meta che mi sono imposto. E sono convinto che perseverando si possa ottenere qualsiasi risultato. Anche perché ormai non sarei più in grado di vivere senza scrivere, quindi l’unica soluzione è farlo diventare una professione.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa?

Non lo credo affatto. Penso anche che sia un’evoluzione naturale. Occorre il suo tempo, come in qualunque fase evolutiva. Crearsi un nome, farsi conoscere, e alla fine giungere anche ai grandi editori. Cogliere tutte le occasioni, quindi. Non nego che esistano scorciatoie per arrivare ai grandi editori, come le agenzie letterarie e conoscenze particolari, ma non sono convinto che sia quello l’unico modo per raggiungerli. Sono dell’idea che alla fine la qualità verrà sempre premiata.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Be’, io devo il mio successo a due concorsi letterari, che mi hanno permesso di pubblicare i miei primi libri. Anche adesso continuo a farne, e con buoni risultati. Quindi non posso che considerarli molto utili. Anche qui, comunque, occorre fare distinzioni, perché non tutti i concorsi letterari sono organizzati con serietà, ci sono casi in cui si possono considerare praticamente inutili.

10 Sei uno scrittore molto prolifico, come fai? Quando scrivi? Come?

Scrivo sempre. Da tre anni non sono stato un solo giorno senza scrivere. E se non scrivo correggo, revisiono, aggiusto. La mia produzione è scesa, negli ultimi mesi, in concomitanza con la pubblicazione dei miei libri, ma oggi è di nuovo ripresa. In situazione ottimale produco fino a trenta pagine al giorno, quindi faccio molto in fretta a finire un libro. Questo s’intende ovviamente per una prima stesura, poi i libri vanno revisionati più volte prima di poterli proporre a un editore. L’unica cosa che non mi manca sono le idee. Anzi, spesso devo accantonare ottime storie perché non ho il tempo di metterle su carta.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Uno solo. Scrivere. Inteso nel senso letterale. Cioè, scrivere un libro e subito dopo un altro, e poi un altro ancora. Scrivere racconti, ogni cosa che passa per la mente. Mai credere di aver finito quando ci si ritrova con un manoscritto in mano, se io avessi fatto così non avrei mai pubblicato, perché non mi vergogno ad ammetterlo che i miei primi libri erano scritti proprio male. L’unico modo di imparare a scrivere, di creare uno stile personale, è scrivere in continuazione. L’evoluzione è naturale. A parte questo è necessaria la fantasia, se quella difetta tutta l’abilità del mondo non potrà sopperire. Questo non vuol dire che una persona priva di fantasia debba smettere di scrivere, piuttosto che deve estendere le sue aspettative. Molto meglio produrre un ottimo saggio o una biografia, piuttosto che un mediocre romanzo.

13 Cosa vuol fare da grande Stefano Pastor?

Credo di esserci già arrivato. Faccio ciò che avevo desiderato fare. Essere conosciuto, essere letto, essere pubblicato da grandi editori e diventare famoso, per quanto siano cose che io mi auguro, potranno essere solo un complemento di ciò che faccio adesso. Il mio desiderio era scrivere, imparare a scrivere, essere capace di trasmettere agli altri i miei sogni, e credo di esserci riuscito. Questo è tutto.

Grazie Stefano
Stefano Pastor è nato a Ventimiglia nel 1958, dopo vent’anni passati nel commercio di musica e film, da un paio d’anni ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Un primo successo l’ha ottenuto vincendo col romanzo Holiday il Premio Letterario Città di Ventimiglia, pubblicato in seguito dalla Editrice Zona col titolo di Ritorno a Ventimiglia (2010). Col thriller L’Intervista ha vinto il Premio Le Fenici 2010, indetto dalle Edizioni Montag, che l’hanno poi pubblicato in volume. Con CIESSE Edizioni ha pubblicato i volumi Creature e La Correzione, entrambi nel dicembre 2010, e Morte nel 2011. A marzo 2011 è uscito il romanzo horror La Prigione per la Zerounoundici Edizioni. A maggio 2011 ha curato la sua prima antologia, Favole della Mezzanotte, sempre per la CIESSE Edizioni. Le sue storie sono dei generi più disparati, thriller, fantascienza, fantasy, horror, avventura, drammatico, ma ha una predilezione per il fantastico puro, senza una precisa inquadratura.

Website personale di Stefano Pastor