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Antonio Ferrara intervista Stella


542211_168015330056091_1532065466_nGirovagando in rete mi sono inbattuto in questa giovane ragazza che ha pubblicato il suo primo romanzo tramite la piattaforma Youcanprint. Il suo è un romanzo horror e Stella, questo è il suo pseudonimo, è molto aggressiva per quanto riguarda la promozione del suo libro. Questo aspetto mi ha colpito molto perchè secondo il mio modesto parere va incoraggiato chi crede in quello che fa. Conosciamola meglio.

1 Chi è Stella per Stella?

Salve, vi ringrazio per questo spazio sul sito e saluto anche i vostri lettori. Stella è una semplice ragazza di Torino che ha sempre avuto la passione per la scrittura e adesso finalmente ha deciso di pubblicare in qualche modo il suo primo romanzo “Io sono il male”.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Tutto nasce scrivendo un diario segreto e in seguito leggendo i romanzi di Stephen King.

3 Come mai il debole per la letteratura “oscura”?

Mi sono avvicinata a questo mondo leggendo i romanzi di Stephen King. Altresì i film horror hanno avuto la loro influenza. Tutto nasce anche dalle mie paure.

4 Edizione cartacea o eBook?

Ci sono entrambe: l’edizione cartacea è ordinabile presso le librerie convenzionate con Youcanprint. Le trovate a questo indirizzo: http://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html In oltre è anche disponibile nei maggiori Store on line (Amazon, IBS, ecc.) e c’è anche sul sito di Youcanprint, insieme all’e-book a questo indirizzo: http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/io-sono-casamassima.html

5 Stella, uno pseudonimo, come mai?

Non c’è un perché e nessun segreto, mi piace e basta.

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.

Sono d’accordo, che dire… è un grande.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Penso che sia possibile solo per alcuni scrittori. Per adesso il mio obiettivo è raggiungere un gruppo di lettori, cioè farmi leggere.

8 Edizioni Youcanprint. Come ti stai trovando?

Direi abbastanza bene, anche perché hanno un blog dove rilasciano parecchi consigli.

9 Ti sei lanciata da sola nell’inferno editoriale italiano. Come procede la tua esperienza in solitaria. Sai che c’è tutta una polemica tra conservatori (il libro va pubblicato con un editore) e progressisti (Secondo me valgo e mi pubblico)

Queste polemiche non m’interessano per nulla, le lascio agli altri. Per me non è un’esperienza solitaria, perché come ho riferito prima, Youcanprint rilascia parecchi consigli agli autori esordienti, attraverso il suo blog. Ha anche una buona distribuzione e il libro è stato anche pubblicizzato da loro sui social network di Facebook e Twitter. Le librerie di Youcanprint sono aumentate, insomma, c’è un certo impegno anche da parte di questo Self – publishing per fare conoscere i libri autopubblicati presso di loro.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo usando la mia immaginazione e documentandomi. Tutte le volte che ho tempo, spesso mi attardo la sera, a casa, ma ho anche scritto in montagna o addirittura in aeroporto. Potrei anche decidere di partire per scrivere nella città dove ambienterò i romanzi.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo romanzo?

Sto scrivendo un romanzo sui demoni, e sarà un altro racconto horror. Spero che piacerà.

12 IO SONO IL MALE, perché compralo?

Perché non è un romanzo noioso e i personaggi non sono banali. Ritorna su un tema delicato, quel che non si riesce a spiegare: sono malattie psichiatriche o vere possessioni demoniache? Inoltre, è ambiento in una città magica e misteriosa come Torino.

13 Cosa vuol fare da grande Stella?

La scrittrice.

Grazie per essere stata mia ospite.

Grazie a voi.

Il sito web ufficiale di Stella

Stella nasce a Torino, la sua passione per la scrittura e per l’horror inizia in età giovanile, leggendo i racconti di Stephen King. Ha frequentato un corso di Giornalismo e Pubbliche Relazioni, fa parte delle Agende Rosse di Torino e per molti anni è stata un’operaia, ha anche aderito al Comitato Sndacale e lottato per i diritti dei lavoratori. Il suo regista preferito è Dario Argento.

 

1150396_168482310009393_242903627_nIo sono il male

Il volume di Stella punta al brivido. Seguendo una scia di fortunate opere letterarie del genere, oltre che una tendenza sociale ad appassionarsi con sempre maggiore entusiasmo a telefilm e a trasmissioni legate a crimini e cruenti omicidi, l’autrice ha pensato bene di assegnare la parte del co-protagonista al diavolo in persona. La voce “Io sono il male”, che corrisponde anche al titolo del romanzo, risuona con costanza tra le pagine dello stesso incutendo timore. Sotto la penna di Stella, Torino si trasforma in uno scenario da incubo: dal primo omicidio di una adolescente, Caterina, brutalmente trucidata in una stanza di albergo, la trama segue le vicende di tanti altri assassini di persone legate alla figura di Michael, il padre di questa prima giovane vittima. Famiglie intere, tra cui in particolare quella della piccola Sara di cinque anni, posseduta dal demonio, insieme ai genitori, alla zia, e anche al commissario di polizia e al sacerdote intervenuti per cercare di compiere l’esorcismo. La scia di sangue colpirà ancora la governante di Michael, l’ex moglie (anch’essa posseduta) e infine anche la giovane compagna che lo stava affiancando nel tentativo di sconfiggere satana in quest’ultimo demoniaco intervento. Nel libro i colpi di scena non sono molti, dopo un po’ ci si aspetta di tutto, ma il clima di terrore è assolutamente reale e palpabile per il lettore.

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MADREFERRO di Laura Liberale Saga familiare minima


Madreferro Laura Liberale Perdisa PopInteressante la prossima novità Perdisa Pop, MADREFERRO, di Laura Liberale, in uscita il 6 giugno 2012.

Dopo il sorprendente Tanatoparty (Meridiano Zero, 2009), il nuovo romanzo di Laura Liberale è la storia di un ritorno a casa, alle radici, tra nostaglia e oscure leggende.
L’autrice vive a Padova, ma è nata a Torino e il romanzo è ambientato nella campagna piemontese, precisamente nel Canavese.

Dopo aver perso entrambi i genitori, una giovane studiosa torna al suo paese d’origine, nella campagna piemontese, con l’unico scopo di ritirarsi a scrivere indisturbata. Al suo arrivo scopre però che il luogo in cui è cresciuta nasconde qualcosa di impensabile: racconti, ricordi e documenti di una storia misteriosa, tasselli da ricomporre per dare forma a un mosaico di episodi legati a rituali antichi, qualcosa di oscuro che riguarda in particolare le donne della sua famiglia. Un racconto magnetico, colto e suggestivo, sul passato che riaffiora tra memoria e mitologia popolare.
Una scrittura finemente cesellata, semplicemente impeccabile: il secondo, atteso romanzo di Laura Liberale.

Dopo Tanatoparty (Meridiano Zero, 2009), Laura Liberale – poetessa e indologa – torna al romanzo per affrontare il tema del ricordo, del ritorno alle radici tra memoria individuale e collettiva, dove le paure infantili s’intrecciano alle leggende popolari.
Il realismo e la storia della provincia piemontese sconfinano nella leggenda in modo squisitamente letterario, fino a richiamare nel presente figure ancestrali, remote e sempre vive quanto l’arte stessa della narrazione. Su tutte, l’immagine antichissima della Magna Mater: il Femminile che domina e spaventa, benevolo e malevolo a un tempo.
Attraverso una scrittura raffinata e precisissima, Madreferro dà così forma a una straordinaria mitopoiesi familiare, recuperando e raccontando uno spaesamento interiore che perseguita ognuno: il taciuto, il celato, il dissimulato, il narrato di famiglia che riemerge inquietante.

Laura Liberale è nata a Torino nel 1969 e vive a Padova. Studiosa di Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente, dopo la laurea ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Studi Indologici. Dal 2006 tiene corsi e seminari di scrittura creativa. Autrice di saggi indologici, insegnante e bassista, ha ottenuto riconoscimenti in svariati premi di poesia e narrativa. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo, Tanatoparty (Meridiano Zero) e la silloge poetica Sari – poesie per la figlia (d’If); nel 2011, la raccolta di poesie Ballabile terreo (d’If). È inoltre tra gli autori di Nuovi poeti italiani 6, a cura di Giovanna Rosadini (Einaudi, 2012).


Antonio Ferrara intervista Massimo Soumaré


Massimo Soumaré

Massimo Soumaré

Oggi ho il piacere d’intervistare Massimo Soumaré: Traduttore, scrittore, curatore editoriale, saggista e ricercatore indipendente. Per me è un vero piacere averlo come ospite per “Uno sguardo oltre la siepe”.

1 Chi é Massimo Soumaré per Massimo Soumaré?
Ah, non chiederlo a me. È da più di quattro decadi che sto cercando si scoprirlo…

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Ho iniziato la mia attività come traduttore e, grazie a questo, ho conosciuto molti autori giapponesi. Parlando spesso con loro di letteratura e dei processi creativi della scrittura mi è nata la voglia di provare a creare qualcosa di mio. Dato che alcuni lettori hanno apprezzato le mie storie ho pensato di continuare.

La gavetta quasi decennale fatta con ALIA e altre antologie italiane ed estere in cui ho potuto pubblicare a fianco di grandi scrittori internazionalmente conosciuti come Danilo Arona, Jon Courtenay Grimwood, Kaori Ekuni, Miyuki Miyabe, Michael Moorcock, Alvin Pang, solo per citarne alcuni, mi è stata molto utile. Sapere di dover pubblicare un racconto a fianco di autori simili ti spinge a cercare di dare il meglio di te, sai che è gente che scrive in modo fantastico. Questo ti permette di fare notevoli progressi. Da questo punto di vista mi ritengo molto fortunato.

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?
Per come sono organizzati in Italia direi che servono a poco.
Ritengo invece utile un modello di premio letterario come quello giapponese dove ai vincitori, esordienti o professionisti che siano, è garantita la pubblicazione a livello nazionale presso medi e grandi editori con una forte pubblicizzazione del racconto o del romanzo e anche un compenso in denaro che può andare dai duemila ai diecimila euro circa. Inoltre le commissioni giudicatrici composte di noti critici letterari e scrittori restano in carica per circa quattro anni, dopodiché i membri cambiano. La rotazione completa garantisce l’equità dei concorsi e il fatto che gli sponsor e le case editrici investano una considerevole quantità di denaro permette la selezione di opere di qualità giacché non hanno alcun interesse a spendere soldi per promuovere lavori di poco pregio. Ciò è possibile grazie al gran numero di lettori e di pubblicazioni. La realtà italiana è, purtroppo, diversa.

4 Edizione cartacea o eBook?
Personalmente preferisco il cartaceo, ma l’eBook è un’alternativa interessante quando è pubblicato in maniera professionale.
La questione dell’eBook differisce molto da paese a paese e, attualmente, è ancora in continua evoluzione. Soprattutto mi pare che il punto essenziale verta su come sarà gestita tutta la sovrastruttura editoriale (editing, cover, diritti d’autore, pubblicità eccetera). Ad esempio, negli USA c’è ora un forte contrasto tra gli scrittori già affermati e le case editrici. Considerata quindi la situazione ancora incerta resto fedele al buon vecchio libro cartaceo, ma sono pronto ad aprirmi alle novità.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?
Non c’è. Esistono tantissimi libri che trovo meravigliosi e di cui ho ammirato la capacità di scrivere degli autori, ma sinceramente di nessuno ho mai pensato che avrei voluto scriverlo io.

6 Stephen King sostiene che: uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.
Ognuno ha le sue idee. Quella di King è valida come un’altra. Bisogna anche vedere cosa intende lui per “bravo scrittore”.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?
Mi piacerebbe. Però, tramite gli autori giapponesi, ho visto quale può essere l’altra faccia della medaglia. Dormire poche ore a notte, essere perseguitati dalle date di consegna, scrivere giornalmente un determinato numero di pagine. Giusto lo scorso mese sono rimasto letteralmente a bocca aperta nello scoprire che i maggiori autori di best sellers storici, un genere molto in voga in Giappone, arrivano persino a pubblicare una ventina di romanzi l’anno!
Ecco, vivere di scrittura ma senza esagerazioni simili sarebbe il mio ideale.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Non lo ritengo impossibile, ma estremamente difficile sì.
Ci sono alcuni casi di giovani autori che hanno pubblicato con grosse case editrici ma, tralasciando qualsiasi discorso sulla qualità letteraria dei libri editi, spesso non è mai molto chiaro perché sia stato scelto un determinato scrittore invece di un altro. Il problema è riuscire a entrare in contatto con un editor cui sottoporre il volume o un progetto editoriale il quale abbia un certo potere decisionale all’interno dei “grandi editori”. Forse pubblicando mainstream è più facile che non dedicandosi invece alla letteratura di genere che in Italia ancora oggi viene considerata in maniera meno favorevole.

9 I giovani autori giapponesi hanno le stesse difficoltà degli italiani nel pubblicare le proprie opere?
Come ho risposto sopra, in Giappone ci sono un gran numero di concorsi letterari per tutti i generi. Inoltre i premi in denaro per quelli dedicati agli esordienti sono di frequente ancora più alti dei concorsi dedicati agli scrittori professionisti (i giapponesi definiscono scrittori professionisti solo gli autori che si mantengono esclusivamente scrivendo) poiché servono a incoraggiare i giovani. Agli autori importanti da un certo momento in poi non sono più conferiti grossi premi letterari, preferendo invece dargli riconoscimenti e onorificenze governative per il loro contributo alla cultura. Si riesce pertanto ad avere sempre nuove generazione di scrittori di talento in crescita creativa durante gli anni senza intasare il sistema dei concorsi e dei premi.

È anche possibile portare o mandare i manoscritti direttamente alle case editrici dove sono effettivamente letti. Se un editor trova un autore grezzo, ma di talento, può anche dedicare un anno o più a fargli scrivere dei racconti o un romanzo e a correggergli le bozze in modo da migliorarne le qualità. Solo quando lo scritto ha raggiunto una forma soddisfacente l’editor lo sottopone ai capiredattori per la pubblicazione. C’è quindi un grosso lavoro di talent scouting supportato dalle case editrici.

È chiaro che i giovani giapponesi hanno un’infinità di possibilità in più rispetto ai loro corrispettivi italiani tenuto conto anche della ricerca da parte degli editori di opere fresche e originali, però è pur vero che c’è anche una competitività molto alta. È necessario saper scrivere in fretta mantenendo una buona qualità di stesura. La media per i romanzi della letteratura di genere varia dai quattro ai nove romanzi l’anno. Se ne possono scrivere di meno, ma il guadagno ricavato in questo caso non permette di vivere solo della propria scrittura e si rischia pure di essere superati nelle vendite dagli altri scrittori.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?
Di solito utilizzo il computer (una volta terminata la prima stesura modifico e perfeziono il testo continuamente, quindi il PC è molto comodo per questo), ma all’occorrenza un foglio di carta e una biro vanno benissimo. Scrivo quando posso, ossia quando non traduco, non insegno, non gioco con i gatti… Mi piace scrivere a casa dove ho i miei libri con cui posso controllare all’occorrenza i dati e dove posso collegarmi a internet per le eventuali ricerche. Quando mi viene qualche buona idea la segno su un foglio di carta e poi la conservo, a volte a lungo, per servirmene al momento opportuno. Uno dei miei difetti è quello che senza un obiettivo concreto non riesco a impegnarmi, devo sapere che c’è almeno una possibilità effettiva di pubblicare quella data cosa. Purtroppo ormai è difficile cambiare questo mio carattere…

11 Tu, Danilo Arona, Onryo, Avatar di morte e Mondadori. Raccontaci questa avventura.
Arona ed io abbiamo creduto molto e riversato parecchie energie in Onryo, Avatar di morte. Tuttavia c’è stata tutta una serie di contrattempi che hanno ritardato considerevolmente i tempi di pubblicazione e per un certo periodo non sapevamo neppure se il volume sarebbe davvero uscito. Sono quindi contento che sia stato pubblicato in Urania, anche se il tema non è certo quello trattato solitamente da questa collana.
Per molte ragioni, personalmente ritengo sarebbe stato preferibile se l’antologia fosse uscita più velocemente e in una collana da libreria come gli Oscar. In questo caso le probabilità che un editore nipponico ne pubblicasse un’edizione in giapponese sarebbero state molto più alte. Sarebbe stato anche più semplice interessare editori esteri di vari paesi (obiettivo a cui Sergio Altieri, ex-direttore delle collane da edicola, non faceva mistero di voler mirare; inizialmente a questo scopo si era infatti parlato di una doppia pubblicazione del libro sia nella defunta Epix sia in una collana Mondadori da libreria). Senza contare la possibilità di avere il volume in vendita nelle maggiori librerie online per un lungo periodo, un vantaggio non da poco considerato l’ormai ridotto tempo di permanenza nelle librerie (ancor più corto per le edicole) dei libri e la possibilità d’acquisto dei volumi anche da parte dei lettori collezionisti di altre nazioni.
Magari se Onryo, avatar di morte avrà successo la Mondadori potrebbe pensare di farlo uscire in seguito negli Oscar. Sarebbe bello.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Leggere molto e di tutto. Metterci l’anima, credere in se stessi e nelle proprie scelte, ma contemporaneamente saper ascoltare e valutare in senso critico anche i pareri e le opinioni di chi ha più esperienza.
Non esiste una sola via e ognuno deve cercare il proprio modo di esprimersi. Pure la fortuna, elemento totalmente aleatorio, conta moltissimo… Come dicono i giapponesi, c’è da sperare che il dio della letteratura ci favorisca.

13 Cosa vuol fare da grande Massimo Soumaré?
Ci sto ancora pensando…

Grazie per essere stato mio ospite.

Massimo Soumaré, Torino 1968. È traduttore, scrittore, curatore editoriale, saggista e ricercatore indipendente. Ha collaborato con riviste specializzate sulle culture orientali quali A Oriente! (La Babele del Levante), per cui ha anche curato il numero bilingue relativo al Giappone (2002), e Quaderni Asiatici (Centro di Cultura Italia-Asia “G. Scalise”), con riviste di cultura letteraria italiane e giapponesi come LN-LibriNuovi (CS_libri), Semicerchio (Le Lettere), Studi lovecraftiani (Dagon Press), Ashikabi (Dôjidaisha), Komatsu Sakyô Magazine (IO Corporation) e Ronza (Asahi Shinbunsha). Ha redatto le note di letteratura giapponese moderna per il Grande dizionario enciclopedico Nova della casa editrice Utet (2001) e quella sul Giappone per il GDE (Grande Dizionario Enciclopedico) supplemento 2011 (Utet-De Agostini). Ha inoltre tradotto numerose opere di scrittori giapponesi moderni e contemporanei quali Osamu Dazai, Kenji Miyazawa, Michizô Tachihara, Kyûsaku Yumeno, Ken Asamatsu, Kaori Ekuni, Mitsuyo Kakuta, Hideyuki Kikuchi, Miyuki Miyabe e Yasutaka Tsutsui. Come autore, suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie tra cui ALIA (CS_libri), Tutto il nero del Piemonte (Noubs), Igyô korekushon (Kôbunsha), Kizuna: Fiction for Japan (Brent Millis) e sue opere sono state tradotte e pubblicate in Cina, Giappone e USA. Per i manga e i fumetti collabora con le case editrici Pavesio Editore e J-Pop ed inoltre tiene la rubrica Stupori giapponesi sulla letteratura contemporanea giapponese per il blog di L’indice dei libri del mese (L’indice scarl). Insegna lingua giapponese presso il CentrOriente e la Fondazione Università Popolare di Torino.

Sito: http://www.webalice.it/m.soumare/

Blog: http://massimosoumare.wordpress.com/


Vicolo del Precipizio di Remo Bassini


Cover Romanzo Vicolo del Precipizio di Remo Bassini

Vicolo del Precipizio di Remo Bassini

Mi sento in tutta onestà di consigliare questo romanzo. In particolare mi ha colpito il titolo e la tematica “sull’essere o non essere” del mestiere di scrivere. In uscita in libreria per l’editore Perdisa il 9 Novembre. Prossimamente seguirà un’intervista all’autore.

Tiziano ha 45 anni, è nato a Cortona e vive a Torino. Si considera un ex scrittore perché ha pubblicato un solo libro da giovane. Ha rinunciato quando ha conosciuto una certa editoria, quella fatta di scambi di favori e di squallidi prodotti com- merciali. La stessa per cui oggi lavora. Da anni infatti è un ghostwriter, pagato per rielaborare manoscritti scadenti e farne libri di successo. Una notte d’estate, però, sul terrazzino del piccolo appartamento dove vive con la gatta, Tiziano decide di tornare a scrivere.
Vicolo del Precipizio sarà il titolo del suo nuovo libro, una raccolta di fatti ambientati a Cortona, un viaggio nella memoria: racconti toscani, amori finiti male, preti donnaioli, episodi partigiani ma anche fatti che riguardano la sua famiglia. Mentre prende corpo questo “libro nel libro”, l’intera narrazione si riempie di personaggi e vicende, di episodi ora dramma- tici e ora grotteschi; leggende legate a Cortona e storie contadine, anche boccaccesche, che vanno a intrecciarsi ai ricordi personali di Tiziano, per confluire nel suo presente.

Bassini costruisce un affascinante gioco a incastri, in cui intreccia realtà e finzione, passato e presente, racconto e meta- racconto. Se da un lato il personaggio dell’editor incarna il conflitto tra la libertà della scrittura e il guadagno economico legato a essa, da un altro lato è l’autore stesso a interrogarsi sul senso ultimo della narrazione, arrivando a formulare il suo personale atto d’accusa al mercato editoriale di oggi: una riflessione senza sconti sul mestiere di scrivere.
Remo Bassini, nato a Cortona (Arezzo) nel settembre del 1956, vive e lavora a Vercelli. Ha pubblicato i romanzi Il quaderno delle voci rubate (La Sesia), Dicono di Clelia (Mursia), Lo scommettitore (Fernandel), La donna che parlava con i morti (Newton Compton), Bastardo posto (Perdisa Pop), Il monastero della risaia (SenzaPatria). Ha un blog: remobassini.wordpress.com.
In libreria dal 9 novembre 2011.

Link al Libro

Link al sito blog di Remo Bassini