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Che cos’è la paura?


7467852156_d08db77101_zPaura, bella parola che da sola racchiude un’infinità di significati. Paura? Un’emozione? Non penso, piuttosto credo che si tratti di uno stato d’animo momentaneo.
Il genere umano, ma il discorso vale per tutti gli esseri viventi convivono con questo mostro fin dalla nascita. Non credo che ci sia “essere” che non abbia paura (il diavolo ha paura di Dio, come il vampiro del sole). I sinonimi di questa parola sono molteplici: terrore, orrore, sgomento, panico, fifa, angoscia, sbigottimento e così via. Il punto che mi interessa è cercare di capire cosa sia e perché si manifesta.
Per uno scrittore horror è importante capire il fenomeno e farlo proprio. Questo logicamente per riuscire a scrivere una una buona e credibile fiction di genere. Sicuramente vi sarà capitato di andare al cinema e chiudere gli occhi o di urlare al cospetto di una creatura sbucata fuori all’improvviso. (non da dietro la vostra poltrona, ma per fortuna solo sulla tela). Vi sarà anche capitato qualche scherzo da parte di qualche amico buontempone sgusciato da una stanza buia o da dietro un angolo. Cose che capitano, ma il vero problema è definire perché si ha paura. Sappiamo che la creatura proiettata sullo schermo non potrà lederci, come sappiamo che risulterebbe impossibile ritrovarsela appollaiata nel bagno di casa. Eppure si ha paura durante la proiezione e persino una volta tornati a casa.
Siamo consci del fatto che l’abominevole e rivoltante mostro non era altro che un attore truccato, ma comunque una volta tornati a casa quelle immagini continuano a perseguitarci e non facciamo altro che gettare l’occhio negli antri più bui della nostra abitazione. La paura è come fosse radicata (e forse lo è) nel nostro codice genetico. Ci sono persone con un’alta sensibilità alla paura. Succede quando la paura diventa una vera e propria fobia. Paure talmente radicate nella persona da potergli provocare addirittura la morte (provate a far vedere una tarantola a qualcuno che soffre di aracnofobia).
In questa chiacchierata comunque non affronteremo l’argomento patologico del termine, ma quello che ci interessa ai fini di una buona fiction di genere. Credo che la paura sia quello stato d’animo dell’inconscio che ci aiuta a vivere. Nessuno metterebbe mai la mano sul fuoco, appunto per la paura di scottarsi. Come la vedo io la paura è la sorella gemella della ragione. Quella vocina che spesso e volentieri ti dice cosa non è bene per te.
La paura è il pilastro portante di un romanzo horror, senza di quella, senza indurre il tarlo del brivido nel lettore un buon romanzo horror potrebbe trasformarsi in un cattivo romanzo horror. Mio personalissimo sinonimo della paura è l’ignoto. Credo che dire ignoto equivalga a dire paura e viceversa. Si tratta della paura delle paure (scusate il gioco di parole). L’ignoto è la base di tutte le paure, partendo da quelle più banali (paura di un’esame) fino ad arrivare a quelle più grottesche e sinistre (vedere nello specchio l’immagine di una cadavere).
Quello che ci terrorizza è il pensiero di qualcosa che non reputiamo possibile (ma di cui siamo a conoscenza) si materializzi da un momento all’altro nella nostra vita. Non credo che siate stati così fortunati da vedere un cadavere venir fuori da una fossa con le proprie gambe, ma se rimaneste un’intera notte rinchiusi in un cimitero, ve la fareste sotto dalla paura, no? Per la serie non ci credo, ma meglio non rischiare.
Se uno scrittore dell’orrore riesce a spaventarsi di quello che ha scritto, significa che riuscirà a spaventare e inquietare anche il lettore. L’abilità sta nel fatto di riuscire a far riaffiorare nella mente del lettore le sue paure nascoste. Il lettore sarà entusiasta. Ho sentito dire: “Questo romanzo mi ha terrorizzato, è bellissimo!”
Chiunque riesca a terrorizzare tramite la parola scritta è da reputarsi un grande perché sarà riuscito a trasformare uno stato d’animo in emozione.
Viviamo di emozioni, perché privarcene?

Antonio Ferrara

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Antonio Ferrara intervista Gianfranco Nerozzi


Gianfranco Nerozzi

Gianfranco Nerozzi

Correva l’anno 1999 e su internet incappai in una copertina nera opaca con un occhio umano che campeggiava nell’ombra. Il titolo del romanzo era ed é “L’urlo della mosca”. Lo comprai e lo lessi. Ne ho letti tanti altri dopo, ma questo mi è rimasto davvero dentro. Una storia e un titolo che non si dimenticano. L’autore di quel libro è Gianfranco Nerozzi oggi ospite della mia intervista.

1 Chi é Gianfranco Nerozzi per Gianfranco Nerozzi?

Sono quello che sono e soprattutto quello che non sono, compreso quello che vorrei essere e quello che sono stato. Insomma: tutto e niente. Cripitico da morire vero? Ma per farti capire meglio: una volta ho scrito un racconto sulle arti marziali, dove in una pagina dovevo dare il senso di quello che intendevo fosse il karate. Così ho descritto un tipo che inizia un combattimento di fronte al suo avversario. Si prepara, lo guarda negli occhi, cerca di capirlo per fornteggiarlo meglio. Valuta le sue espressioni. Cerca di prevenire le sue mosse. Ascolta il suo respiro, cerca di sintonizzarsi sui battiti del suo cuore e poi finalmente colpisce e il suo avversario fa esattamente la stessa cosa nello stesso momento e i due pugni si scontrano e lo specchio si rompe in mille pezzi… Era un combattimento davanti alla propria immagine riflessa. Ecco io sono quei due combattenti riuniti in uno solo.




2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Certe cose non vengono in mente. Certe folle sono già nella mente.  Ad un certo punto escono, lucide e inderogabili.



3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

Certo che sì. Più con le cose scritte per la televisione però. Con i libri si sa che è dura. Ma non mi posso lamentare. Combatto anche con la fine del mese e tiro avanti.

4 Edizione cartacea o eBook?

Cartacea absolutament. Come si fa a perdersi il gusto di entrare in una libreria, di sentire l’odore della carta, di ammiraree le copertine, di sfogliare… Tutto questo credo sia insostituibile.



5 Che tipo di scrittore sei? Butti tutto giù di un fiato oppure pianifichi?

Pianifico il mio fiato. Nel senso che sono un istintivo e un viscerale per natura e necessito del magma creativo per produrre al meglio. Ecco… diciamo che pianifico il mio caos ansimando come durante un amplesso.

6 Tra i Libri che hai pubblicato qual è quello che ti ha dato più soddisfazioni?

Tutti quanti. E non per presunzione. Solo perché ognuno di loro ha fatto parte di quella sfida di cui sopra… Una creatura per cui ho cambattuto strenuamente e quindi…

7 Eden, Polistampa, Addictions, Mondadori, Flaccovio e Nord, insomma tanta gavetta e poi? Quando hai capito di avercela fatta?
In tutti i casi: non ce l’ho ancora fatta. Grazie a Dio!


8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Niente è impossibile, se ci credi. E vai con le banalità! Però credo che sia così, dipende dal fuoco che hai dentro, se brucia molto, prima o poi incendi qualcuno. Poi ci vuole anche una buona dose di fortuna, certo. Piccoli passi diretti verso l’infinito e nessuno ti potrà fermare.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Dipende dai concorsi. Se chiedono molti soldi non bisogna fidarsi. Occorre quindi capire quali sono quelli seri. In tutti i casi possono servire per dare quel senso di sfida, che poi ti regala l’entusiasmo… Per darci dentro e sotto…



10 Come scrivi? Quando scrivi?

Sempre. Dappertutto, io lavoro… Incessantemente. Non solo scrittura vera e propria. Ci sono un sacco di cose collaterali che fanno parte del mestiere: leggere, documentarsi, navigare su internet, vedere film… ascoltare musiche… Riempire il serbatotio delle idee… Prendere appunti. Registrare riflessioni.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Attizzare il fuoco di cui sopra. Cercarlo. Scoprirlo. Dopo verrà tutto dì conseguenza.

13 Cosa vuol fare da grande Gianfranco Nerozzi?


Da grande? E chi vuole crescere!


Grazie per essere stato mio ospite.




Gianfranco  Nerozzi vive a Sasso Marconi, in provincia di Bologna. Ha pubblicato  numerosi racconti su riviste e antologie (Stampa Alternativa, Giallo  Mondadori, Diesel, Achab) ed è autore dei romanzi Ultima  pelle <http://www.gianfranconerozziofficial.com/ultimapelle.htm&gt; , come F.J. Crawford (Edizioni Eden 1991), Le  bocche del buio <http://www.gianfranconerozziofficial.com/lebocchedelbuio.htm&gt; (Edizioni Polistampa 1993), L’urlo  della mosca <http://www.gianfranconerozziofficial.com/urlodellamosca.htm&gt; (Addictions 1999), Ogni  respiro che fai <http://www.gianfranconerozziofficial.com/ognirespirochefai.htm&gt; (AdnKronos 2000), Immagini  collaterali <http://www.gianfranconerozziofficial.com/immaginicollaterali.htm&gt; (Addictions 2003). Per la serie spionaggio  di Hydra Crisis ha pubblicato L’occhio  della tenebra <http://www.gianfranconerozziofficial.com/occhiodellatenebra.htm&gt; (Mondadori 2003), La  coda dello scorpione <http://www.gianfranconerozziofficial.com/lacodadelloscorpione.htm&gt; (Mondadori 2004), Lo  spettro corre nell’acqua <http://www.gianfranconerozziofficial.com/lospettrocorrenellacqua.htm&gt; (Mondadori 2007). Ha scritto  l’antologia personale di racconti Prima  dell’urlo <http://www.gianfranconerozziofficial.com/primadell%27urlo.htm&gt; (Addictions 2000, storie basate sul proprio  romanzo L’urlo della mosca), il romanzo per bambini Una  notte troppo nera <http://www.gianfranconerozziofficial.com/unanottetropponera.htm&gt; (Disney Libri 2000, attualmente alla  quinta edizione con più di 25000 copie vendute) e il thriller  Cuori perduti <http://www.gianfranconerozziofficial.com/cuoriperduti.htm&gt;  (Mondadori 2001), vincitore del prestigioso Premio Tedeschi per  il miglior romanzo “giallo” dell’anno. Nel 2003 ha curato  l’antologia di racconti horror italiani In  fondo al nero <http://www.gianfranconerozziofficial.com/infondoalnero.htm&gt; (Urania Mondadori. Tra gli scrittori presenti,  l’inventore di Dylan Dog Tiziano Sclavi, Carlo Lucarelli, Luca Masali,  Pupi Avati). Nel 2004 ha pubblicato il romanzo Genia <http://www.gianfranconerozziofficial.com/genia.htm&gt;  (Dario Flaccovio, vincitore del premio Le Ali della Fantasia 2006),  prima parte della saga “horror-religiosa” che continua,  nel 2005, con Resurrectum <http://www.gianfranconerozziofficial.com/resurrectum.htm&gt; .  Nell’estate del 2006 ha pubblicato il romanzo breve Alla  fine della notte, contenuto nel libro L’ora  blu <http://www.gianfranconerozziofficial.com/orablu.htm&gt; , scritto in collaborazione con Andrea Cotti (Aliberti  Editore, collana Due thriller per due autori). Due storie che si  basano sulla trama del romanzo del 1993 Le bocche del buio,  di Gianfranco Nerozzi. Suoi racconti sono presenti in due antologie  horror made in Italy pubblicate nel 2007: Incubi <http://www.gianfranconerozziofficial.com/racconti.htm&gt;  (Baldini e Castoldi), raccolta a cura di Raul Montanari, e Anime  nere <http://www.gianfranconerozziofficial.com/racconti.htm&gt; (Mondadori, a cura di Alan D. Altieri). Sempre nel  2007, è uscito per Mondadori (collana Super Brividi) il romanzo  horror per ragazzi La  creta oscura <http://www.gianfranconerozziofficial.com/lacretaoscura.htm&gt; . Nel 2008 è uscito, per Mondadori  – Urania Horror n.1, Cry  Fly Trilogy <http://www.gianfranconerozziofficial.com/cryflytrilogy.htm&gt; .
 
 Pittore, con un passato da batterista in un gruppo rock dell’area  bolognese (ha partecipato a concerti assieme a gruppi stranieri  come gli Uriah Heep e a Lucio Dalla), cintura nera di karate e cultore  di arti marziali, organizza e intrepreta reading musicali: in particolare  cura la rassegna Le forme dell’espressione, al teatro di  Sasso Marconi, con artisti del calibro di Pupi Avati e Carlo Lucarelli.
 Ha partecipato al cd Sguardi d’istinti del compositore  Flavio Piscopo. 

Ha  creato, assieme ad alcuni colleghi scrittori, il laboratorio di  scrittura Zanna Bianca. E’ docente di thrilling nella scuola  Incubatoio 16 di Carlo Lucarelli e membro del direttivo  dell’Associazione Scrittori di Bologna

Sceneggiatore e soggettista per la casa di produzione TAODUE di Mediaset, ha lavorato alla realizzazione di un serial intitolato Il 13° apostolo, una sorta di x-file italiano, molto innovatico, che dovrebbe uscire in autunno.
Viene invitato spesso in televisione come esperto di tutto ciò che riguarda il lato oscuro dell’animo umano.
Il suo ultimo romanzo: Il cerchio muto, uscito nell’aprile 2009 per l’editrice Nord, si è classificato secondo al Premio nazionale di letteratura gialla di Camaiore e al Premio di Suzzara. Il reading concert Cerchiomuto redivivo, tratto dall’omonimo romanzo, è stato portato in scena nel 2010.
Di prossima uscita, sempre per la Nord: Anestesia dell’Ombra, prequel de Il cerchio muto. Entrambi questi ultimi due romanzi sono stati acquistati in Germania e usciranno entro il 2012.
Il suo sito: www.gianfranconerozziofficial.com

BIBLIO essenziale:

“Ultima pelle” (Ed. Eden 1991)
“Le bocche del buio” (Polistampa 1993)
“L’urlo della mosca” (Addictions, 1999)
“Prima dell’urlo” (Addictions 2000)
“Ogni respiro che fai” (Adn kronos, 2000)
“Una notte troppo nera” (Disney libri, 2000)
“Cuori perduti” (Mondadori 2001)
“Immagini collaterali”  (Addictions 2003)
“In Fondo al nero” curatela (Mondadori 2003)
“Hydra crisis 1 – L’occhio della tenebra” (Mondadori 2003)
“Hydra crisis 2 – La coda dello scorpione” (Mondadori 2004)
“Genia” (Dario Flaccovio 2004)
“Resurrectum” (Dario Flaccovio 2005)
“L’Ora blu” con Andrea Cotti (Aliberti 2006)
“Hydra crisis 3 – Lo Spettro corre nell’acqua” (Mondadori 2007)
“La creta oscura” (Mondadori 2007)
“Memoria del sangue” (Carrocci 2007)
“Cryfly trilogy” (Mondadori 2008)
“Il cerchio muto” (editrice Nord 2009)
Prossime uscite:
“Anestesia dell’ombra” (editrice Nord 2011)
“Hydra crisis 4 – Nel cuore del diavolo (Mondadori 2011)