Archivi del mese: aprile 2012

Asylum 100 – Selezione racconti horror & weird


Asylum 100 concorso di scrittevolmente horrorAsylum 100 è un concorso gratuito a tema libero per opere sia inedite che edite, purché si rispetti il genere horror. Lo scopo del concorso è quello di raccogliere 100 racconti che formino un’antologia di genere.

Io ci partecipo e tu?

Sono ammessi sottogeneri quali: weird, horror fantasy, fantascienza horror, bizzarro fiction (sempre con note horror), noir, post-apocalittico e tutto ciò che abbia una connotazione che rientri nel genere horror.

Scadenza:

Il concorso inizia il 25 dicembre 2011 e ha scadenza al raggiungimento dei 100 racconti.

Descrizione del concorso:

Sezione unica (racconti – Narrativa)
Il tema principale del concorso è l’horror.

Il tema del racconto è libero, quindi è possibile scrivere un racconto romantico, avventuroso, militare, erotico… ogni tema possibile è ammesso.

La lunghezza delle opere dovrà essere di un minimo di 2000 battute (spazi inclusi) a un massimo di 8000 battute (spazi inclusi). E’ possibile partecipare con opere non inedite, purché se ne detengano i diritti (Scrittevolmente non risponde di eventuali problemi sul diritto d’autore, l’autore accetta implicitamente di inviare opere conformi al bando).
Ogni autore può partecipare con un massimo di 1 (UNO) racconti (se selezionati. Si può riprovare se si viene scartati). Racconti che non soddisfano le condizioni precedenti non saranno presi in considerazione e non verrà inviata segnalazione.
Una volta inviato il racconto non sarà possibile sostituirlo.
E’ obbligatorio pubblicare una parte del racconto (1000 battute) nella sezione del forum dedicata prima dell’invio via mail. -> VAI AL FORUM.

In caso di selezione gli autori saranno aggiunti in questo post.

Gli autori non selezionati riceveranno comunicazione sul forum in questo post e solo in seguito potranno riprovare con un altro racconto, nelle medesime modalità.

Consegna dei racconti

Non vi è una scadenza definita. La selezione terminerà al raggiungimento del centesimo racconto e verrà comunicato sul forum. Dopo la pubblicazione dell’incipit sul forum, le opere andranno inviate all’indirizzo racconti@scrittevolmente.com specificando in oggetto “Concorso Asylum 100“.
I racconti dovranno essere allegati alla mail in formato .doc o .docx, ulteriori formati o il racconto nel testo della mail non saranno accettati.
Ogni mail dovrà pervenire contenente i dati completi dell’autore/autrice (nome, cognome, recapito postale, recapito email, eventuale recapito telefonico, nickname completo sul forum e link al topic del proprio incipit, eventuale sito web, breve biografia di massimo 2000 battute spazi inclusi) che dovranno essere inseriti nel testo dell’email e alla fine del racconto. E’ concesso l’uso di pseudonimo, ma l’autore dovrà comunque comunicare i suoi dati anagrafici completi che non verranno resi noti.
Le biografie verranno pubblicate sul sito e sempre disponibili.
Nel corpo della mail, sotto i dati anagrafici, dovrà comparire la dicitura “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003″.

Costo di iscrizione:
La partecipazione al concorso è totalmente gratuita.

Giuria:
L’operato della giuria è insindacabile.

Ogni partecipante riceverà privatamente un messaggio sul forum dell’ammissione alla selezione.

Premi:

I migliori 100 racconti pervenuti , previa autorizzazione dei rispettivi autori, verranno poi sottoposti a una casa editrice, seguirà la pubblicazione ebook.
Ogni selezionato riceverà gratuitamente in omaggio una copia dell’ebook.
L’organizzazione non avrà obbligo di remunerazione degli autori per questa pubblicazione, ma solo l’obbligo di indicare chiaramente nei racconti il nome dell’autore di ognuno dei racconti pubblicati, la loro biografia e il loro sito web (su Scrittevolmente.com) al fine di darne notorietà; la proprietà letteraria dell’opera rimane sempre e comunque dell’autore.

Obblighi dell’autore:
Partecipando al concorso, l’autore dichiara implicitamente di accettare ogni norma citata nel presente bando. In particolare, dichiara che l’opera inviata è originale e frutto del proprio ingegno. In un eventuale caso di plagio, l’autore sarà l’unico responsabile di ogni violazione del diritto d’autore (punita con sanzioni civili e penali secondo gli artt.156 e ss., e artt.171 e ss. L.633/1941), liberando Scrittevolmente da ogni tipo di coinvolgimento ipotizzabile negli atti perseguibili secondo i termini di legge.

Scrittevolmente Website

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LAMA & TRAMA 2012


lama & trama 2012Oggi è disponibile in libreria e online per l’acquisto questa particolare antologia “Nera” che contine i racconti vincitori del concorso Lama & Trama 2012. Ho avuto il piacere e la fortuna di poterla leggere in anteprima e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente colpito. Per chi non conoscesse ormai il famosissimo premio letterario, ricordo che ogni anno si può partecipare con un proprio racconto “Nero”. L’unico vincolo dato dagli organizzatori è che all’interno della narrazione ci sia una lama. Che sia di un coltello, un rasoio, un pugnale, non ha importanza.

Tornando all’antologia come dicevo sono rimasto sorpreso da alcuni racconti, alcuni davvero inquietanti e dal finale inaspettato. Poi mi sono piaciuti molto i due monologhi teatrali. Ne consiglio l’acquisto senza riserve e nel frattempo auguro a tutti una buona lettura.

Autori di fama e nuovi talenti alle prese con armi e oggetti da taglio: il meglio della nona edizione del celebre premio letterario riservato alle narrazioni brevi di genere giallo/noir. Una rassegna incalzante di oggetti affilati e punte acuminate per altrettante narrazioni di innegabile qualità e forte impatto.
Oltre ai migliori testi selezionati come vincitori, l’antologia raccoglie i racconti espressamente scritti per Lama e trama da: Santo Piazzese, scrittore di fama internazionale plurimeriato in Italia, firma di culto in Francia e già considerato tra i maestri del cosiddetto “noir mediterraneo”; Carlo Cannella, autore, tra gli altri, del romanzo Tutto deve crollare, che ha costituito un vero e proprio caso letterario del 2011; Federica Sgaggio, giornalista e scrittrice, Matteo Righetto, una delle firme più autorevoli del pulp italiano, fondatore del movimento Sugarpulp e autore di Bacchiglione Blues.

Antonio Ferrara intervista Alberto Rudellat


Alberto Rudellat ScrittoreOggi ho il piacere di avere come mio ospite Alberto Rudellat, il vincitore del Gran Giallo Città di Cattolica 2012

1 Chi è Alberto Rudellat per Alberto Rudellat?

È la parte di me che passa il tempo davanti al pc a scrivere, bere e fumare sigarette mentre io vorrei stare nascosto sotto le coperte. Una sorta di Mr. Hyde, ma più basso.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Non so se mi è venuta in mente, non credo di averci mai riflettuto. E spero di non farlo mai, altrimenti smetterei all’istante di scrivere. Mi è sempre piaciuto leggere, e credo che scrivere sia una diretta conseguenza. E poi mi sento bene mentre batto sui tasti, mi sento quasi in pace con il mondo.

3 FRANZ IL CICCIONE?

Quando l’ho mandato al Premio “Gran Giallo Città di Cattolica”, onestamente, non pensavo che “Franz” avesse alcuna speranza di vincere, visto che non è un giallo, né un noir, né un thriller. Miravo alla menzione speciale: speravo che fosse talmente fuori tema da distinguersi dagli altri. Quando ho saputo che nella versione 2011 del Premio la menzione non ci sarebbe stata, mi sono messo l’anima in pace e mi sono seduto tranquillamente in fondo alla piazza a bere una birra. E invece Franz è piaciuto, oltre ogni aspettativa.

Di sicuro io mi sono divertito a scriverlo, mi sono divertito a citare e a recitare.

4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, sempre e comunque. Ho un rapporto quasi fisico con i libri. Mi piace il loro odore, sfogliarli, sottolinearli. Mi piace anche tagliuzzarmi le dita con le pagine, e poi insultare l’autore del libro come se fosse colpa sua.
5 Il libro che consiglieresti di leggere?

Sono indeciso tra “Il maestro e margherita” di Bulgakov e “Donne” di Bukowski. Quindi li consiglio tutti e due.

6 L’ultimo libro che hai letto?

Lilin. “Educazione siberiana”. Se è vera anche solo la metà di quello che ha scritto, quell’uomo deve avere due palle giganti… forse anche più di due.

7 XXXVIII Premio “Gran Giallo Città di Cattolica”. Raccontami tutto.

La prima cosa che ho fatto quando sono arrivato a Cattolica è stato spaccare la chiave della stanza dentro la serratura. Credo che mi abbia portato bene, consiglio a tutti di farlo. È stata una giornata strana, intensa, finita con un bagno alle 5 del mattino.

Ho dei ricordi un po’ confusi. Ad esempio mi ricordo la mia ragazza che scoppia in lacrime, ma non ho idea di cosa ho detto quando sono salito sul palco o quando mi hanno intervistato. È stata una cosa così inaspettata che davvero non sapevo cosa dire, non mi ero mai trovato in una situazione del genere. In compenso mi ricordo perfettamente il custode del bagno pubblico e il barista dell’albergo.

In definitiva è stata una bella esperienza, ho conosciuto delle belle persone e ho passato una bella serata. Meritava tutta la fatica del viaggio.

8 Com’è cambiata la tua vita dopo aver vinto il Gran Giallo Città di Cattolica?

A costo di deluderti ti dirò: non è cambiata. Continuo a scrivere perché mi piace, e continuo a partecipare a concorsi e premi perché sono tempi bui e non si butta via niente. Forse però, a pensarci bene, la mia autostima è salita di qualche tacca… sono quasi uscito dalla riserva.

9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Di solito succede per caso. A volte mi viene in mente un titolo, a volte la prima frase, a volte l’ultima, altre volte solo una briciola di idea. Me le appunto sulla prima cosa che mi capita sotto mano e lascio che mi giri in testa per un po’, a macerare. Poi mi siedo e inizio a scrivere, senza sapere bene cosa sto per fare.
Non scrivo tutti i giorni, anche se vorrei. Non ho un metodo e non ho orari particolari. Non sono molto ordinato in questo. Ho quaderni pieni di frasi, inizi di storie, idee senza una forma decente. Ogni tanto, quando non so più dove metterli, li sparpaglio tutti sul letto e faccio un po’ di selezione: gran parte dei fogli la butto via, ma qualcosa che mi piace c’è sempre, e inizio da lì. Al momento uso un pc sgangherato, ma prima o poi ne comprerò uno nuovo.

10 Come nasce la tua passione per le storie?

Libri, film, dischi, un po’ di tutto direi. Mi piacciono le storie. Mi piace raccontarle e sentirmele raccontare. E più sono strane e pazzesche più mi piacciono.

11 Qualche anticipazione su qualche tuo progetto futuro?

Sicuramente continuerò a scrivere, poi cosa ne verrà fuori non te lo so dire. La cosa più semplice sarebbe una raccolta di racconti, giusto per scoprire se è vero che in Italia i racconti non si leggono e, quindi, non si vendono. E poi vorrei rimettere le mani su Franz e dargli un seguito, trasformarlo in qualcosa di più corposo… in fondo se lo merita, quel ciccione.

 

12 Uno pensa. “Cavolo ho vinto il Gran Giallo Città di Cattolica e pubblicherò con Mondadori. Adesso mi metto sotto e sforno centinaia di romanzi”?

Spero di no! Almeno, io non l’ho pensato. Smaltita la sbornia ho pensato: mi restano ancora quasi 900 euro.

13 Cosa vuol fare da grande Alberto Rudellat?

Il casalingo. E scrivere tra una telenovela e l’altra.

Grazie per essere stato mio ospite

Grazie a te per avermi invitato.

Nato a Nuoro, in Sardegna ma non troppo vicino al mare, poco più di trenta anni fa e inspiegabilmente laureato in giurisprudenza a Pisa, Alberto Rudellat vive attualmente a Torino ma medita di salire ancora più alto trasferendosi a Bolzano.

Tenta di mettere insieme uno stipendio decente collaborando con associazioni e società di consulenza, facendo il custode notturno e partecipando a premi letterari.

Nell’agosto 2011 ha vinto il premio Mystfest – Gran Giallo città di Cattolica con il racconto Franz il ciccione, pubblicato sul Giallo Mondadori n. 3045 e quest’anno ha vinto la sezione 666 Passi nel delirio del premio Nella Tela! 2011 con il racconto La macchia. Ha pubblicato su diverse riviste e il racconto Calore familiare è apparso nell’antologia Italian Noir.

Dice di scrivere per sé stesso, ma dice anche di non essere calvo e di avere solo l’attaccatura alta.


Consigli di lettura: NEL BUIO


Nel Buio Antologia

Nel Buio

Io sono un disastro come recensore perché generalmente non mi piace “sputare sentenze” per il semplice fatto che la visione delle cose cambia da persona a persona. Ho appena terminato di leggere l’antologia nel buio. In tutta sincerità mi è piaciuta molto e alcuni racconti sono riusciti a mettermi la pelle d’oca. È difficile mantenere alta la qualità di una raccolta di racconti e non sempre questo tipo di antologie spiccano per qualità generale, ma in questo caso sono costretto a ricredermi. Certo, ci sono dei racconti che mi sono piaciuti più di altri, come anche per le fotografie, ma la qualità generale non deluderà il lettore più smaliziato.

L’antologia oltre a contenere i racconti vincitori del concorso Nel Buio, lanciato dalle riviste digitali Altrisogni e D&N, ha al suo interno i racconti di alcuni ospiti prestigiosi, penne conosciute e rinomate come quelle di Danilo Arona, Cristiana Astori, Alberto Cola, Stefano Di Marino, Clelia Farris.

Tutto questo per soli 4,99 Euro. Credetemi, ne vale la pena. Consiglio l’acquisto di questo libro a tutti gli amanti del brivido e coloro che non avranno paura di calarsi NEL BUIO.

Esiste una sfida più grande per uno scrittore o un fotografo di quella lanciata dall’oscurità assoluta? Nemico del minaccioso candore della pagina vuota e irriducibile avversario della luce che definisce linee e colori, il buio obbliga l’uno e l’altro a penetrare nei suoi misteri armati di una luce particolare, una lanterna alimentata da un combustibile volatile e altamente esplosivo, da attingere nei recessi della mente dove abitano sogni e incubi. È quello che hanno fatto i partecipanti del concorso Nel Buio, lanciato dalle riviste digitali Altrisogni e D&N: questa antologia raccoglie le prime dieci immagini fotografiche e i primi dieci racconti classificati. Non solo: la stessa sfida è stata raccolta da alcuni ospiti prestigiosi, penne conosciute e rinomate come quelle di Danilo Arona, Cristiana Astori, Alberto Cola, Stefano Di Marino, Clelia Farris.

L’orrore, il fantastico e la fantascienza, la paura e la meraviglia, l’ignoto e il suo irresistibile richiamo: ognuno degli autori di questa antologia si è spinto fin dove la sua mente poteva condurlo per svelarci un lembo del mistero che nasce dove la luce muore. Per portarci, insomma, Nel Buio.

Il link per l’acquisto dell’antologia è: http://www.dbooks.it/libreria/scheda/110/20/horror/nel-buio.html

Il sito dell’editore: www.dbooks.it

Rivista Altrisogni


Antonio Ferrara intervista Marco Siena


È ospite per “Uno sguardo oltre la siepe” Marco Siena. Conosciamolo insieme.

1 Chi è Marco Siena per Marco Siena?
Se guardo a Marco Siena oggi, rispetto a quello di anni fa, vedo una persona che è finalmente uscita da un sorta di letargo. Credo di aver realizzato parte dei miei progetti di una vita, in una manciata di anni, cosa davvero incredibile. Ho tenuto le passioni a freno per così tanto tempo, senza però aver mai gettato la spugna veramente. Ora vedo un Marco Siena che ha appena iniziato un entusiasmante cammino, accompagnato dalla famiglia e da una cerchia di amici meravigliosi.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Potrei dire che l’idea mi è venuta naturale, come capita spesso a chi è un forte lettore. In realtà è stata un folgorazione che ho avuto da ragazzino guardando la tv. Ricordo la figura di uno scrittore, davanti a un camino, un bicchiere di whisky accanto e la macchina da scrivere davanti. Mi sono detto: “quella è la cosa che  vorrei fare”. Così, quando crescendo mi sono accorto di avere storie da raccontare, ho compreso che potevo avere una sola strada per dar loro vita, cioè metterle su carta.

3 Le nove stelle?
L’idea base, che non è molto cambiata in realtà, mi è venuta più o meno nel 2003, ascoltando una canzone di Loreena McKennitt che si chiama The Old Ways. L’immagine contenuta, mi ha fatto scattare la molla per l’incipit del romanzo. Volevo ricreare la scena di due persone che ballano sulla spiaggia, davanti a un mare in tempesta. Qualcosa però li avrebbe separati inaspettatamente. Non mi rimaneva che costruire il resto e così ho buttato giù la prima scaletta, rimasta in una cartella del pc per anni, finché non ho visto il concorso della Butterfly Edizioni. Una cosa curiosa, è che le stelle del titolo, e il titolo stesso, sono stati inseriti quasi alla fine della prima stesura, non essendo previsti nell’idea originale. Mi sembrava funzionasse e l’ho aggiunta.

4 Edizione cartacea o eBook?
Direi entrambe. Credo che ci sia spazio per il cartaceo quanto per il digitale. A casa mia puoi trovare scaffali pieni di edizioni cartacee, molte in edizione rigida perché se posso prendo sempre la prima uscita. Però vedrai accanto a me anche un e-reader, uno dei migliori acquisti che abbia fatto nel 2012. Spero che un giorno questa diatriba si esaurisca, e la gente capisca finalmente che l’ebook non ucciderà il cartaceo. Mi auguro solo che il prezzo del digitale scenda, sennò quello potrebbe essere un deterrente per gli acquirenti.

5 Il libro che consiglieresti di leggere?
Domanda non facile, perché ho almeno 5 titoli che amo  Dovendo rispondere a freddo, direi La Strada di Cormac McCarthy. Dico sempre che se alla sua età, riuscirò a scrivere un capolavoro del genere, mi potrò dire un buono scrittore. In poche pagine, con una tecnica fatta di immagini e brevi scambi di battute, si avverte l’angoscia di un padre che guarda il triste destino suo, ma soprattutto del figlio. Da genitore, ammetto di essermi commosso fino alla fine.

6 L’ultimo libro che hai letto?
Il Ragazzo dei Mondi Infiniti di Neil Gaiman e Michael Reaves. Ammiro molto Gaiman, ed è uno dei miei autori preferiti. Qui l’ho trovato purtroppo sottotono.

7 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Non voglio sembrare presuntuoso, ma in questo ultimo anno ho maturato la convinzione di non desiderare affatto di pubblicare con un grande editore. Temo che non troverei lo stesso ambiente che mi ha accolto nel mondo della piccola e media editoria. Magari mi sbaglio, ma credo che non avrei il controllo sulla mia opera come ho adesso, né troverei lo stesso spirito di collaborazione. Se da un lato potrebbe essere una soddisfazione vedere il mio nome su un hard cover con sovraccoperta e un cartonato pubblicitario dedicato, dall’altro avrei paura di vedere uscire un prodotto non mio al 100%. Comunque penso che non sia impossibile arrivare a un grande editore, ma si tratterebbe oltre che di talento, anche di una serie di circostanze favorevoli.

8 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?
Ho partecipato negli ultimi due anni a diversi concorsi e mi hanno aiutato a crescere, ma soprattutto a conoscere altri autori con cui confrontarmi. Ricordo l’impazienza degli inizi, la delusione nel vedere i lavori scartati o in fondo alle classifiche. Negli ultimi invece, avevo più curiosità di leggere i lavori degli altri e tutto ciò che c’era intorno, dai commenti nei forum alle premiazioni. Posso affermare quindi che servono molto come esercizio e palestra, ma soprattutto per entrare in contatto con il mondo della scrittura. Se poi si vince un concorso con in palio la pubblicazione, com’è capitato a me per dire, beh, queste sono delle vere occasioni per tentare il colpo.

9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?
Scrivo sempre e solo al pc, mai a mano. Ho una calligrafia orrenda e poca pazienza. Prima del pc usavo una vecchia Olivetti, perché avevo già capito che la penna non faceva per me. Ora scrivo nel mio studio, prevalentemente nel week end, ma se mi capita di avere qualche idea che preme per essere scritta subito, ho un portatile in salotto, così posso scrivere e stando con la mia famiglia durante la settimana.

10 Come nasce la tua passione per le storie dell’orrore?
Sono il terzo figlio in famiglia, con la sorella di mezzo appassionata di horror come me. In più avevo un cugino che passava l’estate a casa nostra, poco più grande di me. Anche lui aveva la passione per l’horror e durante le serate estive guardavamo tutto ciò che passava in tv. Crescendo, ho notato che non potevo allontanarmi dal genere, nemmeno provandoci. A volte può capitare che le mie storie non siano horror nel vero senso della parola, ma perlomeno un elemento paranormale o straordinario, deve esserci. In fondo, l’orrore è nella vita di tutti i giorni, anche se magari non lo notiamo.

11 Qualche anticipazione su qualche tuo progetto futuro?
Ho da poco finito la revisione di un romanzo che scrissi lo scorso autunno e da cui prende il titolo anche il mio blog, Prima di Svanire. Dopo averlo fatto leggere a persone di fiducia, quelli che leggono sempre i miei lavori, sono pronto a proporlo. Nel frattempo sto portando avanti la stesura di un nuovo romanzo, dal titolo provvisorio di Iniezione. Sarà un lavoro particolare, in cui l’horror si mescolerà all’ironia, a un’ambientazione stile vittoriano e a parecchi elementi tipici dello steampunk. Speriamo che funzioni.

12 Perché comprare Le nove stelle?
È difficile per me dare una motivazione personale, quindi posso riportare i pareri di chi lo ha letto. Dicono che sia un libro che cattura e che ti tiene incollato, senza darti respiro. Si ha voglia di girare le pagine e vedere cosa succederà dopo, facendosi rapire dal giro della vite, stile che ho usato per scriverlo. Il mix thriller e horror, è riuscito bene, e dovrebbe soddisfare diversi palati, anche quelli di chi ama le sfumature rosa.

13 Cosa vuol fare da grande Marco Siena?
Innanzitutto, spero di continuare la strada della scrittura. Potendo scegliere ovviamente vorrei farlo di mestiere, e per questo proverò se possibile a passare le Alpi, cercando di essere pubblicato all’estero. Se ciò non avverrà, continuerò a scrivere e a portare avanti il lavoro che per ora mi dà da vivere. La cosa importante, è continuare senza avvilirsi.

Grazie per essere stato mio ospite

Grazie a te per l’ospitalità.

Marco Siena Website


Antonio Ferrara intervista Claudio Vergnani


Oggi ho il piacere di intervistare lo scrittore Claudio Vergnani. Autore tra l’altro di un’interessante trilogia “horrorifica”.

1 Chi è Claudio Vergnani per Claudio Vergnani?

Parti con una domanda alla quale non mi è possibile dare un’unica risposta. Mi piacerebbe poter dire ‘un uomo’, ma Montale ci insegna che è forse pretendere troppo.   J

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Leggendo. Ho sempre letto, fin da piccolino, e dai e dai mi è venuto naturale provare a cimentarmi in prima persona, saltare il fosso, per vedere se si poteva andare oltre ciò che avevo letto. Se anche, cioè, io avrei potuto aggiungere un mattoncino all’affascinante edificio delle storie che l’umanità da sempre crea.

3 Riesci a guadagnare con le tue “cose letterarie”?

La trilogia ha avuto un buon riscontro in termini di vendite e di critica. Direi che sono stato molto fortunato.

4 Edizione cartacea o eBook?

Sono ‘nato’ come cartaceo, ma non ho nulla contro il progetto tecnologico, anzi. Credo però che il libro – come, ahimè, la guerra – fosse lì dall’alba dei tempi. E come la guerra continuerà ad esistere. Fanno entrambi parte dell’umanità.

5 Il libro che ti ha dato più soddisfazioni?

Deve ancora venire, spero.

6 Vampiri che passione?

Anche, ma non solo. Nei miei libri i vampiri sono solo alcuni dei personaggi, e non certo i principali. E gli stessi vampiri – in generale – hanno connotazioni molto differenti a seconda del momento storico, del luogo in cui agiscono, delle mode e dei gusti di chi scrive. Mi interessa descrivere atti umani più che la psicologia fittizia di creature soprannaturali.

7 Sugli scaffali impazzano i “teen-horror”, cosa ne pensi? C’è ancora spazio per le produzioni di un certo spessore per quanto riguarda il genere?

Le mode vanno e vengono, e servono comunque per muovere i generi. Ci sarà sempre spazio per una narrativa di spessore, qualunque sia l’oggetto della sua analisi.

8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Se non si è già personaggi famosi, o giornalisti, o non si lavora già in qualche modo per tale casa editrice può non essere facile, ma non direi sia impossibile. Diciamo che oggi siamo un pochino più schiavi di determinati temi letterari ma credo che per le buone novità ci sia sempre posto.

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

A dire il vero non ho mai partecipato. Non ne conosco i meccanismi, per cui non mi pronuncio.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

A costo di esprimere un luogo comune, direi che seguo l’ispirazione. Se ritengo di aver qualcosa di valido da dire allora procedo. Diversamente non scrivo tanto per farlo.

11 Continuerai a scrivere di vampiri? Puoi darci qualche anticipazione sul prossimo romanzo?

I vampiri – come il Paradiso – possono attendere. Sto lavorando su altri progetti. Vedremo.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Se vuole pubblicare e guadagnare segua le mode. Se vuole dire qualcosa di nuovo legga molto, si interroghi su quanto ha da dire e poi, se ritiene ne valga la pena, si imbarchi per l’avventura.

13 Cosa vuol fare da grande Claudio Vergnani?

Andare in pensione, ma la vedo molto difficile.

Grazie per essere stato mio ospite.

Grazie a te per avermi invitato, è stato un piacere.

Nato a Modena, svogliato studente di liceo classico, ancor più svogliato fuoricorso di Giurisprudenza, Claudio Vergnani preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Allontanato dai Vigili del Fuoco, dopo una breve e burrascosa parentesi militare ai tempi del primo conflitto in Libano, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro, portandosi dietro una radicata avversione per il lavoro. Dalle palestre di bodybuilding alle ditte di trasporti, alle agenzie di pubblicità, alle cooperative sociali, perso nei ruoli più disparati, ma sempre in fuga da obblighi e seccature.


Antonio Ferrara intervista Alfonso F. Dama


Alfonso Dama ScrittoreOggi ho il piacere di avere come mio ospite per uno “Sguardo oltre la siepe” lo scrittore Alfonso F. Dama che mi ha incuriosito grazie alla sua raccolta di racconti “Rantoli dal buio” disponibile in libreria.

1) Chi è Alfonso F. Dama per Alfonso F. Dama?
Domanda tutta d’un pezzo. E piuttosto a “bruciapelo”. Mah. Se mi guardo allo specchio non so giudicarmi: troppo familiare. In genere m’interessa quello che non conosco, che m’incuriosisce. Chi sono per me? Uno che ha idee e cerca di realizzarle, ma non sempre ci riesce. A volte le scarta, ma poi scopre che erano le migliori. Ecco, ricordo una striscia di “catfish” in cui un vecchio su una sedia a dondolo, pensando, inventava la lampadina elettrica anni prima di Edison e poi sillabava: “ma che cavolo mi viene in mente!”

2) Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Da piccolo non vedevo l’ora di imparare a leggere e scrivere per potermi leggere in santa pace “Pinocchio” e per potermi scrivere le storie da solo. Non so se sia nato prima io o la mia “follia” di scrivere. Davvero non lo so. Ricordo che a sette anni un gruppo di bambini mi “sequestrava” per farsi raccontare favole che inventavo a “impronta”, improvvisando come un jazzista. Poi le interrompevo sul più bello e il giorno dopo venivo letteralmente inseguito per la strada…

3) Rantoli dal buio?

Rantoli da buio è nato quasi per caso. Direi su richiesta. Avendo letto qualche mio racconto horror qua e là che avevo pubblicato su vecchie riviste o sul web, molti mi dicevano: perché non ne fai una raccolta? Così, qualche estate fa ne misi insieme una selezione, ne scrissi altri appositamente ed è nato il libro. Volevo unirli con un filo conduttore, ma poi mi resi conto che già ce l’avevano: la paura. Ma non quella fine a se stessa, non il brivido che viene da solo. Quella che cerchiamo ogni giorno e di cui non osiamo parlare nemmeno a noi stessi. Quella che ti prende nei momenti più impensabili e che, a volte, ti fa persino compagnia.

4) Edizione cartacea o eBook?
Credo che l’eBook sia il futuro. Volenti o nolenti. Da vecchio musicista, per anni ho rimpianto il vecchio vinile; anch’io dicevo che mi mancava il “fruscio”. C’eravamo abituati a un difetto e ormai lo consideravamo “musicale”. Non c’è verso. Ci piaccia o no. Nessuno prende più la nave per andare in America. Eppure molti odiano l’aereo. Anche a me piace la carta, il suo contatto, lo sfrigolio, l’inchiostro stampato. Da bambino furono il mio primo colpo di fulmine. Ma quando puoi portarti dove vuoi migliaia di libri, leggerli con un click e senza occhiali, pagarli cifre ridicole e comprarli alle due di notte se non riesci a dormire, seguendo le tue “voglie” del momento… addio carta. Però non credo che il libro morirà. Anche i cavalli e le navi esistono ancora.

5) Il libro che consiglieresti di leggere?

“Stagioni diverse” di King. E’ uno dei più belli che abbia mai letto.

6) L’ultimo libro che hai letto?

Un vecchio giallo di Edgar Wallace: “L’enigma dello spillo”. Rilassante.

7) Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Impossibile è una parola eccessiva. Tuttavia conoscendo l’aria che tira in certi ambienti editoriali direi che è un mezzo miracolo. Le “big” mirano al caso editoriale, allo zoom. Spesso però il capolavoro si trova altrove. Sono le logiche del mercato. Siamo in un’epoca in cui la bravura, l’intuizione, non pagano. E questo le major lo sanno. Anche se poi c’è il solito sottobosco che va controcorrente. Spesso è da lì che nascono le “rivoluzioni”. Molta gente è stufa di non sorprendersi più, di un conformismo imposto. E forse i nuovi sistemi, il web e quant’altro, possono servire a spezzare la ragnatela in cui si è caduti negli ultimi decenni. Lo so, è solo una speranza, ma credo sia fondata.

8) Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

Per un esordiente possono essere un canale per farsi conoscere. Anche se spesso non portano lontano. Personalmente, la penso come Battiato: l’arte non può essere messa in competizione. E se si pensa che le canzoni più belle, quelle che cantano ancora generazioni su generazioni non hanno vinto Sanremo, come dargli torto? Tuttavia, partecipare a un concorso letterario può servire se non altro ad avere un confronto, a conoscere l’ambiente, a mettersi in gioco. Ecco, se li si prende in questa maniera, allora ben vengano. Se ci si può fidare? Questo non lo so. Alcuni sono seri e ben organizzati. Altri meno. Di solito sconsiglio quelli che richiedono esose iscrizioni.

9 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Di solito scrivo nella mia stanza, dove ho il computer. Ma spesso le idee mi vengono altrove e quasi sempre quando non ho una penna e un foglio a portata di mano. È dura! Il quando, dipende dai ritagli di tempo che ho, dall’ispirazione. Spesso mi capita di notte o al mattino presto. Per il come: uso un portatile (che non sposto mai) e il word.

10 Come nasce la tua passione per le storie dell’orrore?

Ritengo che l’horror e il fantastico in generale siano un ottimo mezzo per raccontare delle storie. Hanno in se stessi il “nocciolo” che avevano le vecchie fiabe: ti danno la possibilità di usare la metafora, il simbolo. Ritengo che siano come i sogni e gli incubi: i mezzi cioè che usa il nostro “regista onirico”, l’inconscio, per comunicare con la nostra parte cosciente. Non a caso i primi capolavori del cinema furono degli horror. E l’horror fu scelto dai grandi maestri dell’espressionismo e del surrealismo come mezzo espressivo di grande potenza: la paura predispone la mente, l’io, a recepire meglio qualsiasi messaggio. È facile ricordare più gli incubi mattutini che non i sogni “normali”. E come scrisse King, ci aiutano a toccare “la forma sotto il lenzuolo”. La più grande delle angosce con cui siamo costretti a convivere è la consapevolezza della morte. E lo scrittore del brivido fa un po’ da psicanalista in questo. Guida il bambino spaventato verso la forma estrema.

11 Qualche anticipazione su qualche tuo progetto futuro?

Intanto sta per uscire il mio romanzo di fantascienza “Le realtà oscure”, con le Edizioni della Vigna. E’ un lavoro a cui tengo parecchio e che ho impiegato quasi vent’anni a buttare giù. Lo iniziai quando nessuno aveva ancora ambientato una vicenda in mondi alternativi, virtuali. Quando uscirono roba come “Matrix” e il “Tredicesimo piano” lo stavo ancora scrivendo! Ecco, qui torna la striscia di “catfish” di cui parlavo prima. Ho fondato un’associazione che unisce autori di talento ed editori bravi, allo scopo di creare un nuovo tipo di editoria, che smuova come esempio le fondamenta di un mondo culturale alla deriva. Un’impresa in cui credo molto, ma irta di innumerevoli difficoltà. E mi sta prendendo molto tempo. Ho in cantiere quello che dovrebbe essere il mio primo romanzo horror vero e proprio. S’intitola “Sussurri”, ma non ho la più pallida idea di quando lo finirò…

12 Perché comprare Rantoli dal buio?

Perché è un bel libro che riprende alcuni dei temi più “classici” dell’horror ma in modi e ambientazioni spesso originali. E’ un libro per chi ama davvero il brivido e la paura. Per chi ama ancora sorprendersi davanti a una bella storia, di quelle che leggi d’un fiato, magari di sera davanti a una tazza di tè fumante o nell’intimo della tua stanzetta. Se poi fuori piove e hai un vecchio abatjour sul comodino, è perfetto. Lo sconsiglio soltanto a chi è solo in casa e crede davvero al diavolo…

13 Cosa vuol fare da grande Alfonso F. Dama?

Forse quello che voleva fare anche da piccolo: l’astronomo, il primo uomo su Marte, lo scrittore a tempo pieno, il prossimo premio nobel, colui che salva il pianeta dalla fame e dalla distruzione, sposare la fata turchina e trasformarla in una trasgressiva con tanto di minigonna mozzafiato. Chissà se ci riuscirò…

Grazie per essere stato mio ospite.
Grazie a te per avermi gentilmente ospitato (e sopportato).

Alfonso F. Dama Website

Alfonso F.Dama nasce a New York (U.S.A.) il 7 maggio 1961. Trapiantato in Italia alla tenera età di quattro anni e mezzo, cresce e studia in un ridente paesino alle falde del Vesuvio. A soli 15 anni inizia la sua attività di scrittore, realizzando il suo primo romanzo giallo dal titolo “Il fantasma di Candemburg”, un thriller gotico ambientato in un antico castello tedesco. Negli anni successivi si afferma come sceneggiatore di fumetti, collaborando con varie collane e case editrici, fra cui la internazionale Ediperiodici, Tirammolla, Topolino, L’intrepido e il Corriere dei piccoli. Negli anni ottanta, scrive: “Delitto in ascensore”, romanzo giallo mai pubblicato che partecipa al premio “Alberto Tedeschi” della Mondadori, classificandosi settimo. Subito dopo vince il premio “Dominium” per la letteratura internazionale non di genere con il romanzo “Le folli notti del camionista poeta”. Dello stesso periodo è il romanzo breve: “Il canto delle lucciole” da cui viene tratta liberamente l’omonima opera teatrale di genere “musical” che fa il giro dell’Italia, finendo anche in RAI, ottenendo un clamoroso successo di pubblico e critica.
Negli anni novanta, Dama ritorna a una delle sue vecchie passioni, l’horror, realizzando un lavoro mai pubblicato (perché incompleto) dal titolo “Incubi” e passa alla fantascienza, genere che ritiene più attinente alle sue capacità narrative e alla sua cultura.
Nel 2012 usciranno il romanzo “Le realtà oscure” edito dalle Edizioni della Vigna e la raccolta di racconti horror “Rantoli dal buio” (Montecovello editore).


LE NOVE STELLE


le nove stelle marco sienaÈ disponibile per l’acquisto il romanzo Horror di Marco Siena.

Chris e il ricordo di un abbraccio che non c’è più. Laura e le storie rimaste in sospeso nel loro passato. La vita tranquilla di Chris viene improvvisamente scossa dall’arrivo di Rusty. L’amico ritrovato sembra però nascondere molti segreti…

Un thriller accattivante e superbo, dove si alternano paranormale e horror in un mix perfetto, ricco di suspense.

Butterfly Edizioni


RANTOLI DAL BUIO


Cover rantoli dal buio alfonso f. damaPer la serie News segnalo l’uscita di questa interessante raccolta di racconti Horror di Alfonso F. Dama

A volte di notte sentiamo dei rumori. È il silenzio che ce li fa avvertire quando il frastuono di fondo del mondo non c’è più. Qualche volta sembrano più vicini, più strani. Qualche volta, somigliano a rantoli. Diciotto racconti in cui l’unica protagonista è la paura.

Dal blog dell’autore:

La forma narrativa che prediligo nell’horror è il racconto. Come diceva Poe, “…le emozioni per poter essere intense han da esser brevi”. Così come la paura. Non c’è un motivo specifico, nel mio caso: ho letto appassionatamente molti romanzi, anche lunghissimi, spesso con gran diletto. Né è poi tanto lontano dalle mie intenzioni scrivere qualche bel “lungometraggio” del brivido; è solo che, non so perché, ma quando mi viene un’idea partorita nella spirale dell’orrido, penso a un racconto. O, tuttalpiù, a una novella. Rantoli dal buio raccoglie un po’ il meglio della mia produzione di racconti più o meno brevi. La maggior parte sono inediti, mentre qualcuno ha già visto la luce sul web o in riviste specializzate. Sono racconti sciolti, il cui unico filo conduttore è… il terrore…

Un assassino seriale sensibile alla poesia; Uno scrittore del brivido con “strani” poteri; Una botola misteriosa e una bizzarra vocina che spuntano dal nulla; Un sabba di streghe all’appuntamento col diavolo; Un’astronave tornata da chissà quale abisso infernale; Un vampiro invisibile che si riflette solo negli specchi; Un cadavere che torna in vita per compiere un’incredibile missione; Una “presenza” oscura che chiama al cellulare; Un licantropo “artista dell’olfatto”… Questo e molto altro ancora in diciotto racconti da leggere a luci potenti e ben accese…

Alfonso F. Dama Website

 


XVIII Trofeo RiLL 2012


trofeo rill 2012XVIII Trofeo RiLL: proroga al 30 aprile
Le iscrizioni al XVIII Trofeo RiLL resteranno aperte sino al prossimo 30 aprile. Una proroga lunga, per venire incontro alle moltissime richieste ricevute, e anche per dare il giusto tempo ai tanti autori che sono venuti a conoscenza del nostro concorso a BUK Modena.
Aspettiamo come sempre con curiosità i vostri racconti: storie fantasy, fantascientiche, horror o “semplicemente” al di là del reale e del verosimile.

Intanto, iniziamo la lettura dei numerosi testi già pervenuti, e ricordiamo a tutti gli autori che da febbraio è cambiato il conto corrente di riferimento del concorso (anche se il vecchio conto continua a restare attivo, per essere sicuri che nessuna vostra quota di iscrizione si perda).

La sezione del sito dedicata al Trofeo RiLL è ora tutta aggiornata, a partire (ovviamente!) dal bando di concorso.

Come sempre, i migliori racconti del XVIII Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza alcuna spesa per i rispettivi autori) nella prossima antologia della collana Mondi Incantati, su testate letterarie e ludiche.
L’autore primo classificato riceverà inoltre una penna stilografica Columbus 1918, un buono acquisto di 100 euro in prodotti della Wild Boar Edizioni e un premio di 250 euro.
La premiazione del concorso si svolgerà nel corso del festival Lucca Comics & Games 2012 (1-4 novembre).

Ciascun partecipante al XVIII Trofeo RiLL riceverà una copia omaggio della nostra più recente antologia: Il Funzionario e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (ed. Wild Boar, 2011).

Con l’occasione vi ricordiamo che tutte le raccolte Mondi Incantati sono acquistabili tramite RiLL al prezzo speciale di 8 euro a volume (spese postali incluse). Disponibili anche i poster delle varie copertine (cm 35×50), tutte opera dell’illustratrice Valeria De Caterini.

…e che i Riflessi divengano Raggi!!

Trofeo RiLL Website