Archivi del mese: dicembre 2011

Antonio Ferrara intervista Gianfranco Manfredi


manfredi gianfranco scrittore

Gianfranco Manfredi

Oggi ho il piacere di avere come ospite per uno “Sguardo Oltre la Siepe” lo scrittore Gianfranco Manfredi.

1 Chi é Gianfranco Manfredi per Gianfranco Manfredi?

Vai a saperlo…

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

Dote naturale

3 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

No, mai e in nessun caso

4 Edizione cartacea o eBook?

Il libro cartaceo è un’invenzione millenaria, l’ebook è un neonato, non si possono paragonare.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?

Casomai ne avrei voluto scrivere qualcuno in meno

6 Stephen King sostiene che: uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.

Il vero problema è che un bravo scrittore può trasformarsi in uno scrittore mediocre senza neanche accorgersene, e non vale solo per Stephen King

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?

Essere pagato per raccontare storie. E’ il miglior mestiere del mondo.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Oggi pubblicare non è un problema, il problema è essere letto dopo.

9 Gargoyle Books?

E’ stata un’esperienza molto stimolante, ma dopo l’abbandono forzato del suo ideatore Paolo De Crescenzo, non replicabile.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?

Scrivo al computer, ma prendo appunti a mano, sul primo pezzo di carta disponibile: margini dei giornali, una pubblicità con fondo bianco, il retro di uno scontrino, Scrivo sempre , a qualsiasi ora e ovunque.

11 Qualche anticipazione sul tuo prossimo romanzo?

Uscirà nel 2013, dunque è presto per parlarne, comunque si tratta di un romanzo storico/avventuroso ambientato in Inghilterra sotto il regno di Elisabetta I.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Se è un bravo autore, non ha bisogno di consigli.

13 Cosa vuol fare da grande Gianfranco Manfredi?

Raccontare storie ai miei nipoti, quando ne avrò.

Grazie per essere stato mio ospite.

Gianfranco Manfredi è nato a Senigallia (Ancona) il 26 novembre 1948 da Gina Mauri Paolini (insegnante di pianoforte) e Enzo Manfredi (professore d’orchestra e pittore). Vive e lavora a Milano dove si è laureato in Storia della Filosofia all’Università degli Studi, con una tesi su Jean Jacques Rousseau e le classi, relatore Mario Dal Prà.

La sorella di Gianfranco, Clara, vive a Firenze e insegna cucina. Ha pubblicato per l’editore Lato Side un libro-intervista su Raul Casadei e, insieme a Gianfranco, il libro (sempre per Lato-Side) Piange il grammofono (La canzone feuilleton dal primo Novecento a oggi).
Il fratello di Gianfranco, Roberto, è produttore e autore di programmi televisivi. In passato, come produttore discografico, ha curato la produzione di molti lavori discografici tra cui dischi di Roberto Benigni, Paolo Conte e Davide Riondino. E’ stato egli stesso cantante e musicista e ha partecipato al Festival di Sanremo con il gruppo I Figli di Bubba.
Gianfranco è sposato con Mirella Lisignoli (psicomotricista, operatrice Shiatsu e istruttrice di Tai Chi Chuan). Hanno tre figlie: Diana (nata nel 1977), Elena (nata nel 1985) e Cora (nata nel 1993). Diana Manfredi, diplomata all’Accademia di Brera, ha esordito come film-maker nel 2001 con un documentario sugli Skaters milanesi, e ha già esposto i suoi lavori in numerose mostre. Nel luglio 2011 ha presentato un suo video al MOCA di Los Angeles. Cfr. http://www.dianamanfredi.com .

Gianfranco Manfredi Official Website

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Onryo, Avatar di Morte


onryo avatar di morte

Onryo, Avatar di Morte

Onryo, Avatar di Morte è una raccolta Urania Mondadori che farà il suo debutto a gennaio 2012 (ci siamo quasi). Visti i curatori, autori e le “presenze” in ballo sono sicuro che valga la pena acquistarlo a scatola chiusa.

Onryo, avatar di morte
a cura di D. Arona e M. Soumaré,
Milano,
Urania n° 1578,
Mondadori,
gennaio 2012,
4,50 euro.

Si tratta di un’antologia di storie di fantasmi che include dodici racconti di sei scrittori giapponesi e sei scrittori italiani contemporanei di letteratura fantastica.

Presentazione:

L’idea di creare un’antologia di storie sovrannaturali e di fantasmi che riunisse insieme autori giapponesi e italiani è nata alcuni anni fa, precisamente alla fine del 2007.
L’allora direttore delle collane da edicola Mondadori, Sergio Altieri, prese contatto con Danilo Arona e Massimo Soumaré per proporre loro il progetto, averli come curatori e per decidere una selezione delle dodici opere che avrebbero dovuto comporre il volume.
Arona si sarebbe occupato della parte relativa agli autori italiani, mentre Soumaré di quelli giapponesi e anche della traduzione. Il concetto era di creare un volume sì di letteratura popolare, ma che tuttavia al contempo possedesse un’alta qualità artistica. Certo per la pubblicazione del libro è occorso più tempo del previsto, ma il risultato è Onryo, avatar di morte, un’antologia considerevole sotto molti punti di vista.

La madre del kudan, raffinato e toccante racconto di Komatsu Sakyo, essendo uno delle storie più importanti del sovrannaturale nella moderna letteratura giapponese e che ha influenzato numerosi scrittori del fantastico, non poteva non essere incluso nella presente raccolta.  Con Shin’ichi Hoshi e Yasutaka Tsutsui, Komatsu è considerato uno dei tre grandi scrittori della fantascienza nipponica e ha vinto numerose volte il prestigioso Premio Seiun. È morto nel luglio 2011 durante la preparazione di questo volume. Le sue opere non sono soltanto di genere fantascientifico, ma anche fantastico e storico-sovrannaturale.

In La voce del cadavere di Bando Masako troviamo un’incisiva descrizione del Giappone rurale e delle tradizioni del folklore unite a una riflessione su vecchiaia e morte. È con lei con Hideaki Sena e con l’autore di Ringu Koji Suzuki che il moderno horror giapponese s’impone agli inizi degli anni ’90. Nel 1994 si aggiudica il premio «opera eccellente» al Gran premio del romanzo horror giapponese, nel 1996 il Premio letterario Shimase ren’ai e l’anno seguente il prestigioso Premio Naoki, uno dei due massimi riconoscimenti letterari nipponici.

Masahiko Inoue con Il caso del bagno Odoro riesce abilmente a mischiare il kaidan (racconto di fantasmi) insieme al racconto fantascientifico inserendo il tema dell’invasione aliena, aggiungendo pure un tocco di Lovecraft, e dando vita a una storia molto originale. Brillante scrittore, Inoue si è dedicato in particolare modo alla stesura di racconti brevi o cortissimi incentrati sul fantastico e sul soprannaturale arrivando ad avere al suo attivo centinaia di storie pubblicate, non tralasciando comunque di scrivere romanzi come Ijinkan no fantazuma (Il fantasma del palazzo degli stranieri), immaginaria biografia della giovinezza di Van Helsing trascorsa nella città di Nagasaki poco prima dell’apertura del Giappone all’Occidente nel 1868. Dal 1997 ha ideato e personalmente curato una serie di antologie tematiche dal titolo generale di Igyo korekushon (Freak Out Collection) che ha ormai superato i quaranta volumi divenendo la più ampia serie antologica di racconti originali di letteratura fantastica al mondo.
Una storia vera di Nanami Kamon è ambientato in una scuola, quindi si tratta di un “gakkô kaidan”, con protagonista una ragazza. A volte le storie inventate di fantasmi possono rivelarsi vere e Kamon è molto abile a descrivere lo stato d’animo della giovane e la paura che gradualmente s’insinua in lei. Debutta come scrittrice professionista nel 1992 con il romanzo Hitomaru chofukurei (Ordine di contrastare il male per Hitomaru), primo di un ciclo di quattro volumi. Le sue opere, alcune delle quali illustrate anche dalle CLAMP, sono in genere incentrate sul tema dell’horror e delle storie di fantasmi del cui filone rappresenta una delle maggiori scrittrici giapponesi contemporanee.

Minagawa Hiroko in Chiarore lunare descrive in maniera magistrale una figura malinconica di un uomo tormentato per un amore non corrisposto. L’incontro con una bambina diverrà l’occasione per una riflessione sulla propria vita. Minagawa esordisce nel 1972 come scrittrice con il volume per ragazzi Umi to jujika (Il mare e la croce) ambientato agli inizi del periodo Edo dove affronta temi quali la libertà religiosa e il senso della vita umana. Oggi il libro è incluso nella lista dell’International institute for children’s literature di Osaka come una delle cento migliori opere di letteratura per ragazzi pubblicate nel Sol Levante tra il 1946 ed il 1979. Nel 1985 vince il Premio dell’associazione degli scrittori di giallo del Giappone, nel 1986 il Premio Naoki, nel 1990 il Premio Shibata Renzaburo e nel 1998 il Premio Yoshikawa Eiji.

L’ultima storia degli autori giapponesi, Paura dal monte degli Dei di Yoshiki Shibata, è ambientata nel paese di Asuka e fanno la loro comparsa divinità, volpi e tombe in una realtà che si avvicina al sogno, o forse è il sogno che si avvicina al mondo reale. Non sempre il passato è romantico come lo immaginiamo… Shibata ha vinto nel 1995 il Premio Yokomizo Seishi per il mystery. È questo l’inizio della sua sfolgorante carriera di scrittrice. Il ciclo dell’ispettrice Murakami Riko, anche se richiama nostalgicamente le atmosfere degli anni ’70, è basato su una vena di completa originalità presentando una poliziotta madre single, personaggio estremamente umano capace di affascinare il cuore del pubblico e di portare l’autrice al successo. Negli anni seguenti, pur continuando di preferenza a occuparsi di letteratura gialla, pubblica libri che spaziano dal romanzo sentimentale all’horror, dalla fantascienza fino ad arrivare al racconto fantastico ottenendo un vasto consenso tra i lettori.


Ferruccio Gianola Blog


un po' si scrive, un po' si legge

Ferruccio Gianola Blog

Per la rubrica posti interessanti vi consiglio di farvi un giro dalle parti del blog di Ferruccio Gianola, blogger,  web writer, scrittore, articolista e redattore. Il blog “Un po’ si scrive, un po’ si legge” offre molti spunti interessanti come l’oroscopo per bloggers e scrittori e molto altro. Piacevole.

Ferruccio Gianaiola Blog


Torneo Letterario IoScrittore 2012


Torneo Letterario

Aperte le iscrizioni allo stimolante Torneo Letterario “IoScrittore 2012”. Io ho già partecipato alle due edizioni precedenti e devo ammettere che ci si diverte tanto, quantomeno c’è la possibilità di confrontarsi. Sul blog ufficiale del concorso ho conoscito persone meravigliose. Se avete un romanzo nel cassetto oppure siete in procinto di ultimarlo, vi consiglio di partecipare. Io ci sarò anche quest’anno.

Ecco la presentazione:

Aperte le iscrizioni alla terza edizione del torneo letterario online IoScrittore

È passato un altro anno e una nuova, fortunata edizione del torneo letterario IoScrittore si è conclusa con la selezione delle 30 opere per la pubblicazione in formato eBook e 4 per l’edizione cartacea, dimostrando una volta di più la validità di una formula di scouting innovativa, democratica e al tempo stesso attenta alla qualità delle storie, un’alternativa al self-publishing, così in voga di questi tempi quanto sotto osservazione. Il claim del torneo letterario IoScrittore non vuole infatti essere “Se l’hai scritto, va stampato” quanto piuttosto “Se l’hai scritto, va valutato”. È la logica di un torneo completamente gratuito che garantisce la piena libertà degli autori.

Nell’arco di due anni 3.000 storie sono state sottoposte al vaglio degli stessi partecipanti al torneo che, investiti del doppio ruolo di scrittore e critico, hanno espresso più di 30.000 giudizi mettendoli a disposizione di ogni concorrente. Attraverso due manche e una graduatoria finale – stabilita esclusivamente sulla base dei voti espressi – si è arrivati a 30 opere già pubblicate in ebook, 20 in arrivo nei prossimi mesi e a ben 10 selezionate per l’edizione cartacea dalle case editrici di Gruppo editoriale Mauri Spagnol.

Anche nel 2012 il torneo rimane perciò invariato nella sostanza:  saranno sempre e solo i partecipanti con il loro voto a definire la classifica. Grazie all’esperienza accumulata e ai generosi consigli raccolti sul sito, verranno ulteriormente affinati alcuni meccanismi e, su richiesta degli stessi concorrenti, aumenterà il numero di  incipit da valutare nella prima fase. I finalisti verranno pubblicati in ebook e l’opera (o le opere) più convincente avrà la pubblicazione cartacea. Ed esattamente come negli scorsi anni ci sarà anche un premio per i lettori che dimostreranno più spiccata capacità critica.

Con questa iniziativa il Gruppo editoriale Mauri Spagnol intende rilanciare una competizione paritaria affidata alla rete che dia nuovamente luogo a una forte comunità di lettori e di scrittori in grado di dar vita a una sfida letteraria democratica e appassionata. La scommessa ancora una volta è che siano gli autori, nei panni di lettori, ad avere l’ultima parola.

Il sito ufficiale del torneo letterario.

Questo è invece il link a un articolo di qualche giorno fa che potrebbe far capire perchè vale la pena partecipare a questo “Torneo


Libri sotto l’albero!


Libri sotto l'albero

È praticamente Natale e quale periodo migliore per dedicare un poco di tempo alla così maltrattata lettura? Bene, evitiamo accuratamente diete, ricettari e pseudo-psicologi. Quello che ci vuole sono delle belle storie che riescano a farci viaggiare con la fantasia. Potrei per esempio consigliarvi l’ultimo di Stephen King, ma sarebbe scontato, noi cerchiamo qualcosa di più stimolante e quale testo migliore di Favole della Mezzanotte? Una raccolta di Favole per adulti che mi hanno emozionato paricolarmente. Inoltre la raccolta contiene un mio racconto “Il frutto del credo” con un Babbo Natale molto particolare. Un’altro libro che mi sento di consigliare senza riserve è L’estate di Montebuio di Danilo Arona. Quì invece ci troviamo al cospetto di uno dei più bei libri dello scrittore Alessandrino particolarmente ispirato. In una notte del dicembre 2007, alle tre in punto, lo scrittore horror Morgan Perdinka si toglie la vita nel suo loft di Milano.
Il 9 gennaio del 2008 il cadaverino mummificato di una ragazzina scomparsa quarantacinque anni prima riaffiora dalle acque gelide di un torrente sulla cima del Monte Buio, nell’Appennino Ligure. Eventi all’apparenza estranei l’uno all’altro. Ma quando un carabiniere e un anatomopatologo scoprono che il dodicenne Morgan trascorse le vacanze estive del 1962 sotto il Monte Buio, vivendo un tenero e infantile amore nei confronti della bambina destinata a essere inghiottita dal nulla l’estate successiva, una mostruosa verità inizia a farsi strada, trascinando i due uomini in un abisso inconcepibile dove regnano il Male puro e i suoi piu’ insospettabili adepti. Cosa lega una vecchia colonia in rovina alle inquietanti preveggenze dei libri scritti da Morgan? Chi e’ la Vergine Crocefissa? Che cosa e’ la sostanza nera e fosforescente che da decenni prolifera sulle propaggini della montagna? Benvenuti nella mente diabolica di Morgan Perdinka, una zona oltre i confini del reale tutt’altro che morta… Imperdibile, credetemi. Altro testo che consiglio senza riserve è Creature di Stefano Pastor che con quattro novelle a tinte forti ci trascina negli incubi più prodondi. Da togliere il fiato. Mi fermo quì anche perchè credo che bastino per il mese di Dicembre. Ah, io ovviamente questi testi li ho già letti e ho ordinato in questi giorni Morbo Veneziano sempre di Arona, Sesso col colcoltello della Teodorani e CAM di Pastor. Tutti bravi, tutti fantasticamente diversi tra di loro. Tre penne tutte italiane e senza compromessi di cui vado fiero.

Buona lettura a tutti e Buon Natale.


I fantasmi esistono!


Fantasma in libreria

Fantasma in libreria

Non sono impazzito, anche se credo ai fantasmi non pretendo che gli altri ci credano, ma io li ho visti o, sarebbe meglio dire, non li ho visti. Quindi non chiamate gli acchiappafantasmi, non c’è n’è bisogno. Anche perchè le anime inqueite di cui parliamo sono tutt’altro che pericolose.

Quì non si parla di fantasmi della letteratura e della cinematografia, quì si parla di fantasmi in carne e ossa che se ne vanno in giro per le librerie di Alessandria, Napoli, Ventimiglia, Roma, Milano, Torino, Firenze, solo per citarne alcune… Questi fantasmi hanno i volti imbronciati mentre si aggirano tra gli scaffali dei più blasonati luoghi del sapere (eh, una volta…) della penisola. Difficilmente vengono riconosciuti anche per il fatto che i loro libri, non importa se scrivono da un anno uppure da quaranta o se abbiano pubblicato un solo romanzo o una quarantina, non sono presenti nelle librerie. Danilo Arona mi ha aperto la mente a questo fenomeno inquietante anche se già da prima nutrivo i miei sani dubbi. Ma se uno Scrittore che si chiama Arona constata un fatto del genere, sarebbe meglio che iniziassimo a preoccuparci tutti quanti nessuno escluso. Riporto il post di Arona:

“Ieri dopo un sacco di tempo sono entrato in una megastore di libri nella mia città (Alessandria, in arte Bassavilla). Mi sono fatto un giro, era più o meno l’ora di pranzo, e non comprando nulla ho speso più di 50 euro (in agende, DVD e una graphic novel tratta da King). Dal momento che lì stavo, ho fatto quel che fanno tutti quelli come me (cioé voi che mi leggete), dando un’occhiata a quel che offrivano i reparti di genere. Di qui i gialli o i thriller, tutti democraticamente divisi tra le major e neppure l’ombra di qualche editore indipendente. Di là, quello che la gente del megastore considera gothic, dark, horror, urban fantasy e via etichettando. E di là pareva un miraggio: metri e metri di prodotti clonati di autori e autrici (tante donne) mai sentiti che si spartivano plot, trame, titoli e copertine, tutte incredibilmente uguali, con vampirelli esangui, congreghe da the alle cinque, teneri amanti con sottintesi canini, stregoni in andropausa, il tutto a firma di quelle 4 o 5 case solite note che stanno interpretando ottimamente il mercato e il momento. Tra corvi e lolite dark, spiccava – tiriamo a indovinare perché – l’ultimo libro di Valerio Evangelisti che nulla ci azzecca con il gotico, ma si vede che qualche commesso pensava che il buon Vale lì dovesse stare. Brillava l’assenza di un qualsiasi titolo Gargoyle, ma pure le assenze di un qualsivoglia autore horror come lo intendiamo noi (l’ultimo di King, dato il tema, stava dall’altra parte, tra i thriller…). Il grande assente, lì, in quel megastore che potreste anche indovinare: l’horror e il gotico nazionali, che pure negli ultimi tempi sono territori pingui, interessanti, forieri di sviluppi futuri quale un movimento sindacale che riunisca le varie sigle in demenziale contesa fra loro da quel bel dì. In quel reparto “goth” non un Nerozzi, un Baldini, un Colombo, un Arona, un Borghetti, un Altieri, un Manfredi. Non un editore indipendente, piccolo, di nicchia, di genere. Un cazzo di niente, e ho guardato bene, avendo inforcato pure gli occhiali. Lo so che mi risponderete, se mi risponderete: che sono cose note, bla bla, il mercato, bla bla, o per dirla con le parole di un certo professore universitario, “la gente vuole liberarsi dal claustrofobico abbraccio dell’horror”. Però che palle… Quarant’anni a scrivere e sei un ghost writer. Quasi quasi ci scappa il prossimo romanzo. L’ultimo, però.”

Fonte: Articolo di Danilo Arona

L’editoria si lamenta che gli autori italiani vendano poco, specie se si occupano di leteratura di genere. Mi sta bene, ma fine a che punto? Ma se il sistema non permette che i libri siano esposti e venduti nelle librerie ci credo che vendano poco. Venderebbe poco anche Stephen King. Ma secondo me il problema non è solo questo. Il fatto che le grandi major (questo è risaputo) acquistino spazi nelle librerie, non permetterà mai ad un piccolo medio editore di farsi spazio. Poi c’è il discorso promozione che ha costi altisimi che un medio e piccolo editore non si può permettere. Quindi se viviamo in un mondo globalizzato dove chi ha più soldi vince anche i libri, se sposorizzati a dovere a suon di centinaia di migliaglia di euro arriveranno in libreria. Un grande e grasso gregge di pecorelle smarrite è solo pronto a seguire e i grandi (quelli con i soldi) lo hanno capito fin troppo bene.

Io non credo che questa situazione sia risolvibile, ma credo che tutti noi possiamo dare il nostro contributo a chi davvero merita anche se è un “fantasma sullo scaffale” potrebbe essere un grande amico immaginario per la nostra mente e le sue storie potrebbero aprirci gli occhi su nuovi orizzonti inesplorati.

Solo una considerazione finale: Ma lo sapevate che la maggior parte dei BestSellers non sono scritti dai nomi in copertina? Ci sono staff di persone che lavorano notte e giorno affinchè sullo scaffale, quello dove si aggirano i fantasmi, ci arrivano storie preconfezionate a dovere per la pecorella smarrita di turno.

Io quando leggo un libro ci voglio vedere lo scrittore, le sue sensazioni, paure, emozioni e le sue notti insonni, non una trama bene congeniata e priva di qualsiasi anima che guarda caso è standardizzata e uguale ad altri centomila romanzi. Mi scuso anticipatamente per il tono semplicistico con cui ho affrontato l’argomento, ma sappiate che gli scrittori più letti in Francia sono i francesi, in Germania i tedeschi e in Spagna gli spagnoli e via discorrendo. In Italia, ahimè, gli scrittori più letti sono gli americani. Meditate pecorelle, meditate. Voi credete di scegliere, ma in realtà qualcun’altro ha già scelto per voi.

In definitiva visto che non mi sento per niente una pecorella e che ci sono molti posti interessanti sulla rete oltre alle librerie, mi sono fatto dei regali per Natale.

Morbo Veneziano di Danilo Arona, Sesso col coltello di Alda Teodorani e CAM di Stefano Pastor.

A me piacciono i fantasmi e a te?


Antonio Ferrara intervista Luigi Boccia


Luigi Boccia

Luigi Boccia

Oggi ho il piacere d’intervistare Luigi Boccia. Scrittore, sceneggiatore, regista e direttore della rivista Weird Tales. Vediamo cosa ha da dirci per “Uno sguardo oltre la siepe”.

Chi é Luigi Boccia per Luigi Boccia?
L’uomo più imperfetto che ci sia, un fottuto sognatore che ha abbandonato qualsiasi cosa nella vita per inseguire il suo desiderio di fare lo scrittore, uno che ha preso tanti calci nel sedere, ma che ha comunque portato a casa le sue soddisfazioni: ho scritto sceneggiature, romanzi, saggi, sono diventato direttore di Weird Tales. Ho la pelle piena di tagli e ferite, e le ossa rotte, perché il viaggio è lungo e faticoso (ti consuma l’anima inseguire i sogni), ma ci credo ancora: voglio essere uno scrittore fino alla fine dei miei giorni. E voglio ancora cambiare il mondo pur sapendo che non è possibile. Sono perdutamente inguaribile.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?
Non mi è venuta nella testa, la follia di scrivere (se così la possiamo definire) è nata e basta all’improvviso, per caso, mi ha preso la mano e non mi ha più lasciato. A undici anni mi sono perso nel supermercato mentre i miei facevano la spesa, e mi sono ritrovato nella corsia dei libri. C’era una copertina che mi attraeva terribilmente: un camion con la griglia del radiatore sporca di sangue. Il titolo era: A volte ritornano. Mi sono fatto comprare dai miei quel libro, l’ho letto tutto d’un fiato, e da allora non ho mai smesso di pensare che avrei fatto lo scrittore nella vita. I racconti di quell’antologia mi hanno aperto un mondo, è come se avessero “contaminato” irrimediabilmente il mio sangue.

Licantropi, Streghe e Vampiri. Ci credi?
No, non ci credo, come autore di romanzi horror credo solo nella follia umana, non c’è niente di peggiore o di più pericoloso, come saggista sono innamorato del folklore e di tutte le creature che abitano il suo sottobosco, perché rappresentano le nostre paure più ataviche e ancestrali. Ma c’è un’altra parte di me che ci crede e che le ama davvero, altrimenti non potrei scriverne.

4 Edizione cartacea o eBook?
Edizione cartacea per i prossimi tre, quattro secoli almeno. Sono figlio della tecnologia, vivo perfettamente radicato nella realtà quotidiana e non sono un nostalgico. Ma non c’è paragone. Un libro è un libro. Un ebook è come un robot che cerca di diventare umano, ma non potrà mai riuscirci. Noi non sappiamo da partono le nostre emozioni e non possiamo neanche controllarle. L’emozione (seppur consumata) di avere un libro tra le mani non è propriamente definibile. Intendo che in qualche modo il libro mi fa battere il cuore.

5 Il libro che avresti voluto scrivere?
Troppi. Andiamo da Fahreinheit 451 a Io sono leggenda a L’ombra dello scorpione. Ma sono i primi che mi vengono in mente. Se mi soffermo a pensare troppo potrei impazzire. Sicuramente A volte ritornano è l’antologia di racconti horror più bella che io abbia mai letto in vita mia.

6 Stephen King sostiene che: Uno scrittore competente si possa trasformare in un bravo scrittore.
Credo di sì. Nel senso che oltre alla base che uno scrittore deve avere occorrono altre doti, quali costante e caparbietà. E tanto studio. E tanta voglia di mettersi in discussione. Uno scrittore competente è uno scrittore professionista, e uno scrittore professionista conosce bene l’applicazione di tutti i teoremi della scrittura. L’allenamento può portare a grandi risultati.

7 Vivere di scrittura? Che ne pensi?
È una domanda troppo difficile perché viviamo in un contesto storico terribilmente complicato, non solo per lo scrittore ma per tutti i tipi di mestieri. È sicuramente complicato vivere di scrittura. Nemmeno alcuni di quelli che noi consideriamo grandi scrittori in Italia riescono a vivere soltanto con i loro libri. Dico solo: chi ci riesce non ha bisogno di altro nella vita.

8 Pubblicare con un “grande” editore é impossibile o cosa per un giovane autore oggi?
Torniamo alla domanda di prima. Con la differenza che siamo in Italia, e per uno scrittore è difficile a prescindere. Finiti gli anni Settanta/Ottanta sono spariti dalle case editrici gli editor con la E maiuscola, ed è sparita anche la possibilità di un dialogo con l’editoria. Non ci sono canali di comunicazione, non ci sono agenzie letterarie, insomma non hai la più pallida idea di comne e a chi presentare il libro che hai scritto. La maggior parte delle cose funziona per amicizia. Ma è anche una questione di fortuna.

9 Come mai tanti americani e pochi italiani pubblicati dalle case editrici italiane?
Qui apriamo il vaso di pandora. Ma non sono in vene di polemiche oggi. Dipende molto dalle casi editrici che sono “disinteressate” agli autori italiani, ma è pur vero che ci sono in giro un sacco di scrittori nel nostro paese che sono soltanto braccia strappate all’agricoltura. Non voglio dire che gli scrittori americani sono migliori di quelli italiani, dico solo che c’è più professionalità a tutti i livelli. Qui i diventa scrittori dall’oggi al domani e si pensa di aver scritto qualcosa di rivoluzionario. E in qualche maniera oscura riescono a pubblicare anche con grosse case editrici. Ma non vendono una copia. Perché i lettori non li puoi ingannare. Con gli scrittori americani si va più sul sicuro, perché di base c’è qualcosa di sbagliato nel sistema della pubblicazione in Italia che non si traduce in copie vendute sul mercato.

10 Come scrivi? Quando scrivi? Dove scrivi?
Ho sempre scritto dovunque. Mi piace molto scrivere nei bar (non i saggi), mi ispira molto guardare la gente, ma normalmente scrivo a casa davanti al mio computer. Soprattutto di notte.

11 Come è nato Licantropi?
Dopo la pubblicazione del mio primo saggio Arcistreghe, volevo affrontare il tema della licantropia perché erano anni che conservano materiale e collezionavo libri. E soprattutto mi affascinava l’idea di raccontare le vere radici dell’uomo lupo, che non sono quelle a cui siamo stati addomesticati oggi dalla cinematografia. Ho cominciato a lavorarci, poi un giorno ero a Napoli e mi sono trovato a parlarne per caso con una mia grande amica, Simonetta Santamaria, che era reduce del successo di Vampiri, ed è nata per caso l’idea di un saggio a quattro mani.

12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?
Crederci e insistere. Avere fede nelle proprie storie, nelle proprie capacità. Mettersi in discussione, cancellare e riscrivere, pretendere il massimo da se stessi, ogni volta che ci sediamo davanti al computer. Riscrivere e cancellare, fino a trovare sempre le parole giuste. E cercare di coltivare amicizie nell’ambiente, questo è importante. E infine: mai con un editore a pagamento.

13 Cosa vuol fare da grande Luigi Boccia?
Lo so che dovrei risponderti in una maniera spiritosaLo scrittore. O il regista. Non sono contemplati altri sogni né mestieri.

LUIGI BOCCIA, scrittore, sceneggiatore e regista ha pubblicato i romanzi Paura. (1993), Confessionale Nero (1997) e La Janara (2007), presentato da Pupi Avati. Ha pubblicato racconti in diverse antologie, ed è curatore (insieme a Nicola Lombardi) dei volumi Fame – la trilogia Cannibale (2001), La Stagione della Follia e Ai Confini del Buio (2002), e Malefica – 13 fiabe Crudeli (2003). Appassionate di folklore italiano ha scritto nel 2005 il saggio Arcistreghe. Dal 2005 vive a Roma, dove lavora come sceneggiatore. Per la Eagle Pictures ha scritto diverse sceneggiature, tra le quali La Casa sul Lago, tratto dal romanzo Crimson Rain della scrittrice americana Meg O’Brien. Nel 2008 ha scritto e diretto il lungometraggio The Last Day. Ultimamente insieme a Simonetta Santamaria ha pubblicato per la Gremese Edizioni Licantropi: I figli della Luna.

Sito: http://www.weirdtales.it/

Una Bellissima Videorecensione della mia Amica Anita Book di Licantropi: I figli della luna.


Antonio Ferrara intervista Gordiano Lupi


Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

Oggi ho il piacere d’intervistare per uno “Sguardo Oltre la Siepe” Gordiano Lupi.

Scrittore, editore, traduttore, curatore e molto di più. Infatti difficilmente chi bazzica sulla rete nei meandri della letteratura di genere non si è imbattuto in Gordiano Lupi. Uno che le cose le dice in faccia e non le manda certo a dire.

1 Chi è Gordiano Lupi per Gordiano Lupi?

Uno che scrive solo di cose delle quali è davvero appassionato, senza guardare alle mode e alle richieste del mercato editoriale. La regola vale anche nelle vesti di scriteriato editore che non bada al profitto.

2 Come ti è venuta in mente la follia di scrivere?

E quella di fare l’editore non è peggio? A parte gli scherzi, non considero una follia scrivere, ma una necessità. Pure i mediocri scrittori non possono fare a meno di scrivere, se sentono che è la loro vocazione, se credono che è la cosa che sanno fare meglio.

 
3 Attualmente sei a lavoro su un nuovo libro o progetto?

I progetti non si fermano mai. Ne faccio troppi e molti non li porto a compimento, come è normale che sia. “Vuoi far sorridere Dio? Fai un progetto”, ha detto qualcuno. Ma io ci tengo a farlo ridere, è bene che sia di buon umore. Sto ultimando la storia del cinema horror italiano in 6 volumi (ne sono usciti 2), sto scrivendo un libro sul cinema dei mostri giapponesi (Godzilla) e uno su Franco & Ciccio, insieme a Luca Ruocco. Ho un progetto su Gualtiero Jacopetti, insieme a Stefano Lo Parco. Sto traducendo Yoani Sanchez e ho un romanzo inedito nel cassetto: la storia di un calciatore che torna a casa, in provinciam, dopo una carriera brillante nei campi della serie A.

 
4 Edizione cartacea o eBook?

Carta, sono vecchio. Ma uscirà un mio romanzo breve in e-book nel 2012: Il ragazzo del Cobre, la storia di un ragazzino barsiliano che riscatta la sua vita grazie al calcio.

 
5 Il libro che ti ha dato più soddisfazioni?

Tutti, perchè ognuno di loro proveniva da un’esigenza del momento. Il più venduto, comunque, è il meno amato: Serial killer italiani. Il più amato, invece, è il meno venduto: Una terribile eredità.

 
6 Non credi che in Italia si pubblichino troppi libri “stranieri” e che ci sia invece una scarsa esportazione di autori italiani all’estero?

Forse sì, ma sappiamo bene quanto in Italia sia in gran voga l’esterofilia. I nostri registi per farsi accettare nel cinema di genere uscivano con pseudonimi anglofoni… e gli scrittori pulp italiani negli anni 60 – 70 usavano nomi esteri di fantasia (ma su segretissimo lo fanno ancora).

 

7 C’è il pensiero comune che la letteratura di genere sia di nicchia eppure Stephen King è uno degli scrittori più pagati al mondo. Come lo spieghi?

Soltanto in Italia esiste questo pregiudizio. In tutto il mondo la narrativa di genere è la più venduta e la più popolare…

 
8 Pubblicare con un “grande” editore è impossibile o cosa per un giovane autore oggi?

Domanda da cento milioni di dollari, che non va fatta a me ma a Silvia Avallone, visto che lei è giovane, brava e ha pubblicato con Rizzoli. Il mio massimo è Mursia (un solo libro), quindi…
 

9 Concorsi letterari. Ci si può fidare? Servono?

A niente, ma fatti con spirito ludico va bene. Non ci dobbiamo attendere che cambino la vita, così come non cambia la vita pubblicare un libro.
 

10 Come scrivi? Quando scrivi?

Appena posso e dove posso. Praticamente ogni giorno. Uno scrittore non può fare a meno di scrivere…
 

11 Cuba?

Cuba è una delle cose importanti della mia vita. Vado avanti in una lotta che ritengo giusta, anche se di tanto in tanto mi chiedo chi me lo faccia fare… Parlo con cubani sparsi per il mondo e mi accorgo di avere più a cuore di loro il destino di una terra bellissima e sfortunata, soprattutto mi rendo conto che non seguono gli eventi che li riguardano, che vivono in Italia, sono liberi e non sfruttano la libertà…

 
12 Il tuo consiglio a un bravo autore che vorrebbe fare il mestiere di scrittore?

Di scrivere senza pensare che possa diventare un mestiere e di scrivere solo su argomenti che lo appassionano. Se poi diventerà una professione, meglio, ma non dev’essere quello lo scopo.

 
13 Cosa vuol fare da grande Gordiano Lupi?

Da grande? sono vecchio… ho 51 anni e circa 50 libri editi alle spalle. Forse da grande vorrò smettere, visti i magri risultati. E’ una battuta sarcastica, so che non lo farò. Per il futuro credo che sarò impegnato a sopravvivere…

Grazie di essere stato mio ospite.

Gordiano Lupi Website


Volere è potere


Questa è una storia vera e dietro tutte le storie vere si nascondono le verità della vita a cui gli scrittori si ispirano per creare i mondi che tanto amiamo scoprire tra le pagine di un libro. Questa è la storia di Stefano Pastor uno scrittore che io ho amato quando era ancora sotto pseudonimo.

Anno 2010 parte il concorso letterario IoScrittore indetto dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol e io vi partecipo con un mio romanzo. Il concorso prevede che i concorrenti valutino gli incipit a vicenda e che si diano delle valutazioni sia numeriche che descrittive alle opere ricevute in visione. Il tutto si svolge sotto pseudonimo e in massima segretezza. Tra le mie assegnazioni mi capita uno scritto “ancora inedito ma di prossima pubblicazione” che mi lascia letteralmente di stucco. Mi rendo conto di trovarmi al cospetto di uno Scrittore con la “S” maiuscola. Il suo teste scorre liscio e senza intoppi, la sua prosa è ferma ed essenziale e quello che racconta mi lascia una curiosità dentro che ha dell’inverosimile. Gli assegno un bel 9 e gli dico che per me quello che ha scritto è un capolavoro. Dopo la fine del concorso io non passo e neanche il testo a cui avevo dato il 9. Dopo il concorso sul blog ufficiale si scatena un putiferio e così un manipolo di noi, esclusi ovviamente, mette in piedi una sorta di “Isola che non c’è”. Un blog per tutti coloro che vorranno confrontarsi sulla scrittura e in particolare sull’avventura del concorso appena trascorso. Inizialmente il posto da me fondato si chiama “Quelli di Io Scrittore 2010” adesso si chiama Inchiostro e Patatine e di tanto in tanto mi vado a fare un giro. Ho ceduto la gestione ad altri utenti registrati che avevano più tempo di me nel dedicarsi a questo progetto.

Ma andiamo avanti, grazie a questo forum e cercandolo in lungo e in largo per la rete ero alla ricerca dell’autore sotto pseudonimo del titolo che avevo reputato un capolavoro. Finalmente lo trovo o è lui a trovare me. Per qualche strano motivo gli scrittori si cercano, specie se hanno visto qualcosa che andava “oltre” l’ordinario. Scopro che l’autore dell’incipit da me letto si chiama Stefano Pastor e che non ha scritto solo il romanzo presentato al concorso, ma ha fatto molto di più. Da qual giorno compro tutti i suoi libri, anche perché non potrei farne a meno.

A seguire il resto della storia dal punto di vista di Stefano Pastor presa di pari pari dal sito dello scrittore.

Leggetela, ne vale la pena e può far capire a tutti noi che con molta forza di volontà e impegno i sogni possono realizzarsi.

Grazie Stefano

Salve a tutti!
Con alcuni giorni di ritardo festeggio il primo anno del mio blog. Questo compleanno è ancor più significativo grazie a due eventi che hanno cambiato completamente la mia vita.

Il primo è molto personale, ovvero ho abbandonato la città in cui sono nato e sempre ho vissuto, Ventimiglia, per trasferirmi in un’altra regione, l’Emilia-Romagna, e precisamente a Cento, in provincia di Ferrara. Una decisione che si potrebbe dire improvvisa, a seguito di un’insperata occasione a cui non potevo rinunciare.

A questo terremoto della mia esistenza si aggiunge pure una svolta nella mia carriera, altrettanto inaspettata e sorprendente. Sono risultato uno dei vincitori del Torneo IoScrittore, e come tale il mio romanzo L’ILLUSIONE verrà pubblicato da Fazi nel corso del 2012. Un’occasione unica e una possibilità di raggiungere tutte le librerie italiane, e quindi di essere letto e giudicato.

Non dico che ciò sia il coronamento di tutti i miei sogni, ma di certo è una prova tangibile che la strada scelta è quella giusta e ho fatto bene a perseverare.
Mi pare quindi il momento migliore per trarre un bilancio di ciò che sono e di ciò che ho fatto.

In un momento della vita in cui le persone normali tirano i remi in barca, bene o male si considerano assestati e si preparano all’inevitabile lento declino, io invece ho deciso di mettermi in gioco e di ricominciare da zero.
Chiusi i conti con un passato lavorativo che ha avuto alti e bassi, bei momenti come disastrose cadute, alle soglie dei cinquant’anni ho deciso di realizzare un sogno che mi portavo dentro fin da ragazzino.

Il 12 aprile del 2008, mi son detto: «Voglio scrivere. Sono più di trent’anni che desidero farlo, e anche se sono convinto che non sarò mai abbastanza bravo da poter essere pubblicato, voglio provarci lo stesso.»
Così quel giorno, davanti a una pagina bianca di word, ho scritto il titolo del mio romanzo, Thule, e sono andato avanti. Da allora non ho mai smesso.

È stato necessario quasi un mese per ultimare Thule, che nel frattempo aveva cambiato titolo in Mike, e il risultato finale mai avrei osato presentarlo a un editore, perché non era all’altezza di una pubblicazione. Però c’ero riuscito, lo stile tutto sommato non era neppure orrendo e la storia niente male, mi bastava così.

Ho continuato, senza alcuna pretesa, solo per il piacere di scrivere. A digiuno di editing ho scritto un libro dopo l’altro, senza mai fermarmi e all’inizio senza revisionarli neppure, al ritmo medio di uno al mese (talvolta anche due, se si trattava di libri più corti).

Il mio stile è andato via via migliorando, ho imparato a revisionare le mie opere, e man mano che sono iniziate le pubblicazioni e sono venuto in contatto con veri editor, ho appreso sempre più le basi per renderli migliori.
Anche le storie sono cresciute di spessore e ho sfornato libri più lunghi e articolati. Alla fine è giunto persino il momento in cui sono arrivato a considerare i miei libri pubblicabili e ho iniziato a partecipare a concorsi.

Qualcuno l’ho vinto, altri no. Ho iniziato a pubblicare. Spesso libri scartati da un editore venivano accettati da un altro, quindi non mi sono mai perso d’animo. Sono giunto alla conclusione che le mie storie, come immagino quelle di chiunque altro, possono piacere o non piacere. A certi editori sono piaciute e ad altri no, è normalissimo.

Il mio stile è personale e riconoscibile al di là degli argomenti trattati. Privilegio i dialoghi, sono parco di descrizioni e di aggettivi, amo sorprendere il lettore con brusche virate nella trama, dedico molta attenzione ai finali (che possano piacere o meno), tento di essere originale, spesso lascio andare a briglia sciolta la fantasia. Curo molto il carattere dei miei personaggi, ma ogni azione è fine alla storia, quindi le divagazioni sono molto rare. Perciò se cercate lunghe ed elaborate descrizioni poetiche, se volete sapere in ogni istante il colore del cielo e dei vestiti indossati dai personaggi, se amate flussi di coscienza, diari intimi e cose del genere, astenetevi pure dal leggerli.

Amo ogni personaggio che creo e vorrei trasmettere questo amore anche a chi mi legge. Non c’è mai stato in nessuno dei miei libri, né mai ci sarà, un personaggio autobiografico, e non ho narrato eventi personali in nessuna delle mie storie. Prediligo il lieto fine, pur restando su un piano logico e credibile, ma talvolta, seppure con dolore, accetto anche la dipartita di qualche personaggio, quando la storia lo richiede.

Adoro il fantastico, ma rendo meglio nei thriller, ho accettato la sfida di scrivere storie di ogni genere, affrontando fantascienza, fantasy, horror, avventura, azione, libri drammatici e brillanti, e molto spesso storie non ascrivibili a nessun genere specifico.

In quest’ultimo bimestre, per esempio, ho scritto due romanzi completamente diversi uno dall’altro: la commedia sentimentale GUS & MILKY e l’horror TEARDROPS & LACES (Lacrime e Pizzi), entrambi di lunghezza non eccessiva. Posso dire che il piacere di scrivere è rimasto immutato e mi sono divertito come il primo giorno.

Nel campo delle pubblicazioni è uscita in questi giorni la versione ebook di CAM e il cartaceo sarà disponibile entro una decina di giorni. Il fantasy RAGNATELA DI CRISTALLO, in pubblicazione presso Linee Infinite, è stato rimandato a febbraio. La raccolta I GIORNI DELLE BESTIE, contenente nove dei miei racconti, è giunta alla fase finale e presto verrà pubblicata da Il Foglio Letterario, nella collana Fantastico e altri orrori. STELLA, in pubblicazione a marzo dalla 0111, verrà posto in vendita in un’inedita confezione comprendente cartaceo, ebook e audiolibro in contemporanea. Il racconto lungo BIANCO E NERO verrà pubblicato a gennaio in ebook nella collana eTales di Graphe.it.

Tirando le somme, a tre anni e mezzo da quando ho iniziato a scrivere, e un anno e mezzo da quando ho pubblicato il primo libro, mi ritrovo con una cinquantina di libri scritti, di cui nove già pubblicati e altri cinque in via di pubblicazione, anzi sei considerando pure L’ILLUSIONE. L’entusiasmo con cui ho iniziato non è mai venuto meno, anzi è solo aumentato. Sono sempre più convinto che creare storie e metterle su carta sia la cosa più bella del mondo. Piccolo successo dopo piccolo successo, la scalata continua. Inizio persino a nutrire speranze che tre anni fa non avrei neanche osato concepire e… ma sì, lo ammetto, inizio quasi a crederci anch’io: non scrivo affatto male! Che posso volere di più?

Un caloroso saluto a tutti quanti.
Stefano

Articolo tratto dal sito di Stefano Pastor

Intervista a Stefano Pastor


Arkana – Racconti da Incubo


Arkana Racconti da incuboIl Posto Nero propone un ebook molto interessante curato da Alessandro Manzetti e da Daniele Bonfanti. Da non perdere.

Dal 31 ottobre è disponibile Arkana – Racconti da Incubo, il primo titolo eBook realizzato dal Posto Nero Free eBooks. Una raccolta di racconti horror, curata da Alessandro Manzetti e Daniele Bonfanti, che comprende sette racconti di grandi autori internazionali, come Jack Ketchum, Lisa Morton, Lisa Mannetti, John Everson, Daniel Keohane, Michael Laimo e James A. Moore. La raccolta è completata da una introduzione di Rocky Wood, saggista e Presidente della Horror Writers Association. L’illustrazione di copertina è stata realizzata da Daniele Serra. Il team di traduzione, oltre a Alessandro Manzaai curatori della raccolta, conta autori ed editor come Luigi Milani, Alberto Priora, Nicola Lombardi, Luigi Musolino e Alfredo Mogavero. Arkana – Racconti da Incubo è scaricabile gratuitamente in formato epub dal blog e dal sito del Posto Nero, e tramite altri portali partner specializzati per il download di titoli eBook.
I racconti:

Gemelli di Jack Ketchum (tradotto da Daniele Bonfanti)
Castello, 985 di Lisa Mannetti (tradotto da Alessandro Manzetti)
Canzone d’amore di John Everson (tradotto da Luigi Milani)
Occhi dorati di Lisa Morton (tradotto da Alberto Priora)
Il concime di Jessup di Michael Laimo (tradotto da Luigi Mugolino)
L’ultimo Halloween di Daniel Keohane (tradotto da Nicola Lombardi)
Il sorriso di cerone di James A. Moore (tradotto da Alfredo Mogavero)

dalla quarta di copertina:
Sono stati i primi esseri umani, riuniti attorno ai fuochi a parlare di combattimenti con gli elementi e con animali meravigliosi, a creare i primi racconti horror, che sono arrivati fino a noi insieme alle leggende più antiche e ai nuovi grandi interpreti di questo genere, che è parte della condizione umana. Arkana – Racconti da Incubo è una vetrina di alcuni dei migliori talenti dell’horror moderno, che i curatori di questa raccolta, Alessandro Manzetti e Daniele Bonfanti, hanno voluto immaginare come contributo al movimento horror e alla diffusione di questo affascinante genere. Sette autori di livello internazionale come Jack Ketchum, Lisa Morton, Lisa Mannetti, John Everson, Daniel Keohane, Michael Laimo e James A. Moore con le loro storie, per la prima volta pubblicate in Italia, ci faranno viaggiare attraverso le tante sfumature della paura e dell’oscurità. L’introduzione alla raccolta di Rocky Wood, saggista e Presidente della Horror Writers Association, è il miglior viatico per entrare in Arkana e nei suoi sette, indimenticabili, incubi.

Links e contatti:

Link per il download del libro in formato eBook (epub):
http://www.postonero.it/ebook/arkana.epub

Presentazione online del libro con incipit dei racconti, biografie e profili degli autori e traduttori:
http://postonero.blogspot.com/2011/09/presentazione-di-arkana-racconti-da.html

Il Posto Nero Network:

web: http://www.postonero.it
blog: http://postonero.blogspot.com
tumblr: http://blackcrumbs.tumblr.com
magazine: http://www.mamanbrigitte.it

email: postonero@hotmail.it

Responsabile: Alessandro Manzetti