Lasciatemi cantare…


italianoGli editori italiani sono una buffa realtà. Si contraddicono continuamente e probabilmente non sanno neanche loro cosa vogliono (forse niente, ecco perché la maggior parte non ha indicazioni precise sulle modalità di invio dei manoscritti). Quel che mi fa sorridere sono però alcuni esperimenti che impavidi autori e provocatori hanno intrapreso nel corso degli anni. Il buon Alessandro Cascio inviò tempo fa il capolavoro di Bukowsky “Storie di ordinaria follia” a svariati editori, editor e addetti al settore e il risultato ottenuto è tutto da ridere. Praticamente oggi Bukowsky non verrebbe pubblicato! (Qui l’articolo completo che consiglio vivamente di leggere, non per altro per farsi due risate) Altri nel corso del tempo hanno fatto esperimenti del genere e gente del calibro di Manzoni, Stephen King, Lansdale e compagnia bella oggi non sarebbero presi in considerazione, ma allora come si fa a pubblicare? Bella domanda. Avete amicizie nel campo? Conoscete persone influenti? Siete il figlio di Berlusconi? Se la risposta a questi tre quesiti è “no”, la strada diventa difficile, difficilissima direi. Ci sono varie possibilità che si riassumono in pochi punti essenziali:

. Mando il libro alla redazione editoriale di qualche colosso sperando nel nuovo miracolo italiano.

. Mi apro un blog e inizio a fare un casino assurdo sulla rete (se il tuo libro non racconta degli incontri segreti tra il Papa e Dan Brown beccati in atteggiamenti effimeri, lascia perdere)

. Partecipo a qualche concorso letterario sperando di vincerlo (potrebbe andare, ma dipende da che tipo di concorso) In questo caso se adocchiato da qualcuno influente, questo potrebbe anche aprirti la tanto attesa via della pubblicazione.

. Inizio a fare il social, mi presento alle feste che contano, frequento il nipote di Maurizio Costanzo, vado a fare un provino dalla De Filippi? Potrebbe funzionare, ma devi essere il tipo adatto, quello da aperitivo e occhio ammiccante per intenderci

. Scrivo il romanzo del momento? Quello che tira? L’argomento che da qui a un mese andrà di moda? Potrebbe funzionare, ma a quel punto avrai smesso di essere scrittore e sarai diventato uno da quattro soldi che si svende pur di apparire e scrivere cose inutili (la maggior parte di noi scrive cose inutili)

.Fai tradurre il tuo libro e lo invii in America? Potrebbe funzionare, ma mi sa che gli editori anglosassoni, a differenza dei nostri, amino pubblicare i propri autori. (su questo punto ritornerò più tardi perché ora mi viene troppo da ridere)

Quindi cosa resta da fare?

Resta da fare che devi svegliarvi ogni mattina, darti delle ore da dedicare alla scrittura e scrivere, scrivere, scrivere, sentirne il bisogno, il richiamo neanche fosse il canto carico di promesse di un branco di sirene. Se non senti questo impulso, lascia perdere, meglio tentare di fare l’attore, il presentatore televisivo, il saltinbanco e così via.
La scrittura è una cosa seria disse qualcuno, ebbene, sì, è una cosa seria. È il consiglio più scontato di tutti, ma proprio per questo il più vero: SCRIVERE e LEGGERE tanto e continuamente. Non si accettano scuse del tipo non ho tempo, il lavoro mi prende, ho i figli e via discorrendo. Il tempo si trova, come lo trovi per vedere un film, oppure per innaffiare il giardino di casa per non parlare delle ore che passi a sbirciare sullo smartphone in cerca degli aggiornamenti di Facebook.
Volere è Potere e se vuoi Scrivere e Leggere il tempo lo trovi di certo, altrimenti dedicati all’uncinetto e siamo tutti felici e contenti.

Resta il problema della pubblicazione, vero, ma quello che ti posso dire che la Vita è una strada meravigliosa anche se bizzarra e tortuosa. Il momento arriva. Il momento di pubblicare e rendere alle stampe la tua “roba” in un modo o nell’altro arriverà. L’importante è non fermarsi al primo testo scritto, ma migliorarsi, guardare avanti, scrivere e scrivere e scrivere. Prima o poi come per magia qualcuno si accorgerà di te. Certo, ci vuole culo, tanto culo e quando arriverà il momento giusto e ti troverai nel posto giusto con il manoscritto giusto tra le mani, stai certo che arriverà anche la tanto attesa pubblicazione.

Ah, stavo dimenticando la discussione lasciata in sospeso qualche rigo più sopra (… gli editori anglosassoni a differenza dei nostri, amano pubblicare i propri autori.) Bene, questa cosa mi fa ridere molto perché nel mondo editoriale c’è una regola non scritta che è questa: “Scrivi delle cose che sai, scrivi di italiani e non scimmiottare gli autori anglosassoni e soprattutto non usare nomi stranieri nei tuoi romanzi.”
Che c’è di strano? C’è di strano che la maggior parte della produzione letteraria italiana proviene dalla lontana e tanto amata realtà anglosassone. Dopo che mi sono letto per 25 anni romanzi americani (anche i piccoli brividi sono americani) con protagonisti americani, storie americane, realtà americane, vizi e virtù americani, mi venite a dire non scrivere come gli americani? Posso provarci, posso sforzarmi e scrivere come un italiano, ma siamo sicuri che esista ancora un italiano?


Svelato il mistero della Mary Celeste?


marjiiicelesteFu trovata senza nessuno a bordo, alla deriva verso lo Stretto di Gibilterra nel 1872. Cosa sia successo all’equipaggio è ancora oggi argomento di speculazione: vi sono varie teorie, dalla pirateria al maremoto, dall’ammutinamento ad una tromba d’aria. La Mary Celeste può essere considerata l’archetipo della nave fantasma.

Alcuni giorni fa sembra che il vascello fantasma sia stato avvistato al largo delle Azzorre.

Un ricercatore italo–americano Carlo Stein, noto come il “cacciatore di misteri” – anche conduttore di uno show televisivo – ha annunciato di voler partire alla ricerca della nave, girando con telecamera dal vivo.

Tutto questo ci fa ben sperare nella soluzione del mistero (sarebbe ora)

Cosa dire, sinceramente i misteri mi hanno sempre affascinato e se veramente questo “Stein” riuscisse a rintracciare il vascello fantasma, non sarebbe affatto male.


PREMIO CRAWFORD SITO UFFICIALE


gage holding book mod 1Visto che vogliamo fare le cose fatte bene e che siamo riusciti a mettere insieme una giuria d’eccezione per questa prima edizione del premio letterario Francis Marion Crawford, non poteva mancare un sito dedicato all’iniziativa con tutte le notizie e le curiosità legate all’evento.

PREMIO LETTERARIO F. M. CRAWFORD SITO UFFICIALE


Stefano Pastor presidente di giuria del premio Francis Marion Crawford


Stefano Pastor

Stefano Pastor

È con immenso piacere che vi comunico che il presidente di giuria del Premio Francis Marion Crawford I Edizione sarà lo scrittore Stefano Pastor. A lui spetterà l’ingrato compito di selezionare il vincitore tra i dieci finalisti.

Personalmente ho letto tutti i suoi libri e anche qualcosa di eccezionale non ancora pubblicato da Pastor e posso dirvi che oltre un professionista della scrittura si è dimostrato anche una persona attenta e disponibile nei confronti dei giovani autori emergenti. Questa sua partecipazione al Premio Crawford è l’ennessima testimonianza della sua sensibilità. Merce rara di questi tempi.

Dal sito di Pastor: “Il mio nome è Stefano Pastor e sono nato a Ventimiglia nel 1958. Dal 2011 mi sono trasferito a Cento, in provincia di Ferrara. Appassionato di scrittura fin da giovane, ho potuto dedicarmi a questa passione solo dal 2008, dopo vent’anni passati nel commercio di musica e film. Quello che per tanti anni mi è parso un ostacolo insormontabile, ovvero trasferire le mie storie sulla carta, si è rivelato invece un autentico piacere. In questi quattro anni mi sono rivelato molto prolifico, producendo parecchi manoscritti, e le mie storie spaziano in ogni genere, dal thriller alla fantascienza, dal fantasy all’orrore, dall’avventura alla commedia, dal drammatico al fantastico puro, che è il mio genere preferito.

Ho atteso quasi due anni prima di tentare una pubblicazione. Il mio primo successo l’ho ottenuto vincendo il Premio Letterario Città di Ventimiglia col romanzo HOLIDAY, pubblicato dall’Editrice Zona col titolo di RITORNO A VENTIMIGLIA nel maggio 2010. Presomi coraggio, ho continuato a partecipare a concorsi, vincendo il Premio Le Fenici indetto da Montag col thriller L’INTERVISTA, pubblicato nel novembre 2010. Il mio romanzo L’ILLUSIONE è risultato tra i vincitori del Torneo IoScrittore 2011, indetto dal gruppo Gems, ed è stato appena pubblicato da Fazi col titolo IL GIOCATTOLAIO.

Ho anche continuato la ricerca di editori disposti a investire su di me e pubblicare i miei libri, venendo in contatto dapprima con Ciesse Edizioni e Zerounoundici Edizioni, e in tempi più recenti con Il Foglio Letterario.

I miei racconti hanno partecipato a parecchi concorsi mensili indetti dalla XII Edizioni: USAM-Una Storia Al Mese, che ho vinto tre volte con i racconti Lupastro, Bambole e Un’Altra Vita, e Minuti Contati, che ho vinto tre volte con Funerale, Mulo e Specchio.”

Pubblicazioni:

RITORNO A VENTIMIGLIA (HOLIDAY), Editrice Zona (maggio 2010) Premio Letterario Città di Ventimiglia

Ranocchio, nell’antologia Mistero, a cura di Nicola Roserba, Il Mondo Digitale Editore (luglio 2010)

L’INTERVISTA, Edizioni Montag (novembre 2010) Premio Le Fenici

CREATURE, Ciesse Edizioni (dicembre 2010) comprende le novelle Macello, Palme, Il Giardino di Gesso e Luce.

LA CORREZIONE, Ciesse Edizioni (dicembre 2010)

MORTE, Ciesse Edizioni (febbraio 2011)

Freaks, nell’antologia Fratelli di Razza, a cura di Nicola Roserba, il Mondo Digitale Editore (febbraio 2011)

LA PRIGIONE, Zerounoundici Edizioni (marzo 2011)

FAVOLE DELLA MEZZANOTTE, come curatore, Ciesse Edizioni (maggio 2011) contiene la novella Lizzi Bizzi e la Strega Rossa

UNO, Zerounoundici Edizioni (settembre 2011)

Inaffondabile, nell’antologia Corsetti, Velluto e Pirati, ebookVanilla (ottobre 2011)

CAM, Ciesse Edizioni (novembre 2011)

Bianco e Nero, Graphe.it (gennaio 2012)

I GIORNI DELLE BESTIE, Il Foglio Letterario (febbraio 2012) comprende i racconti: Spike, Lupastro, Coniglio, Confessioni, Funerale, Cavalli, Lucertola, Un Ragazzo e il suo cane e Galline

STELLA, Zerounoundici Edizioni (marzo 2012)

La Lezione, Gerarchia, Mulo, Chicco e Specchio, nell’antologia Minuti Contati, a cura di Maurizio Bertino, Nero Press (luglio 2012)

IL GIOCATTOLAIO, Fazi Editore (agosto 2012)

Sito dello scrittore Stefano Pastor

Pagina del PREMIO F. M. Crawford

Pagina Facebook ufficiale del premio F.M Crawford


PREMIO FRANCIS MARION CRAWFORD


premio francis marion crawfordPREMIO Francis Marion Crawford per la letteratura HORROR

I EDIZIONE

L’Associazione Culturale “La biblioteca di Derry” indice il bando di concorso Francis Marion Crawford, selezione letteraria per racconti di genere HORROR.

Sono accettati racconti inediti (mai pubblicati in cartaceo o sul web) di lunghezza compresa fra 10.000 e 20.000 battute spazi compresi. Ogni autore può partecipare con un massimo di tre racconti.

1) Modalità di invio

Le opere devono essere inviate via email all’indirizzo premio.crawford@gmail.com  Nel testo della mail devono essere riportati: dati dell’autore (nome, cognome, residenza, dati anagrafici, telefono e mail) e dichiarazione di proprietà letteraria dell’opera. Nell’oggetto della mail deve essere indicata la dicitura “Nome autore – Premio Crawford“. Il nome del file deve essere denominato “titolo dell’opera” e non deve riportare in alcun modo il nome dell’autore, neppure al suo interno.

2) Scadenza

Gli elaborati dovranno essere inviati entro la mezzanotte del 30 settembre 2013

3) Costo e modalità di iscrizione

L’iscrizione al premio è totalmente gratuita. Sarebbe comunque gradito l’acquisto de:

GLI OCCHI DEL MALE di Antonio Ferrara” al prezzo di un caffè (0,89), visto che il vincitore sarà pubblicato nel prossimo romanzo dell’autore.

 

4) Giuria

I testi finalisti saranno giudicati da una giuria che sarà annunciata durante il concorso. Al suo interno potranno essere presenti membri dell’associazione “La biblioteca di Derry”.

 

5) Obblighi dell’autore:

Partecipando al concorso, l’autore dichiara implicitamente di accettare ogni norma citata nel presente bando.

 

6) Premio:

L’autore vincitore vedrà pubblicato il suo racconto all’interno del romanzo “Grida oltre il silenzio” di Antonio Ferrara (pubblicazione prevista novembre 2013). Otterrà inoltre visibilità attraverso i canali “Della biblioteca di Derry” e tramite un’intervista che verrà pubblicata sul sito “Uno sguardo oltre la siepe” Inoltre il vincitore riceverà una copia cartacea del romanzo “L’URLO BIANCO” autografata e con dedica da parte dell’autore e una copia cartacea del racconto “La Cuccetta superiore” di Francis Marion Crawford.

I primi dieci classificati riceveranno anch’essi una copia cartacea de “La Cuccetta superiore” di F. M. Crawford.

Ricordiamo a tutti i partecipanti che la pagina ufficiale del premio sarà questa: PREMIO F. M. CRAWFORD.

 

7) Tutela dei dati personali:

Ai sensi della legge 31.12.96, n. 675 “Tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali” la segreteria organizzativa dichiara, ai sensi dell’art. 10, “Informazioni rese al momento della raccolta dei dati”, che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato unicamente alla gestione della selezione e all’invio agli interessati dei bandi delle edizioni successive; dichiara inoltre, ai sensi dell’art. 11 “Consenso”, che con l’invio dei materiali letterari e grafici partecipanti al concorso l’interessato acconsente al trattamento dei dati personali; dichiara inoltre, ai sensi dell’art. 13 “Diritti dell’interessato”, che l’autore può richiedere la cancellazione, la rettifica o l’aggiornamento dei propri dati.

Il 9 aprile del 1909, ad appena 55 anni, nella sua villa di Sant’Agnello moriva lo scrittore americano Francis Marion Crawford.
Giunse in viaggio di nozze all’”Albergo della Cocumella”, e, gli piacque talmente questo posto che decise di viverci per sempre. Scelse di abitare nella villa che si affaccia sul mare sul bordo del cosidetto Golfo del Pecoriello, la casa che nel 1957 i suoi eredi donarono all’Istituto delle Suore di Don Bosco. Crawford morì nel giorno di venerdì santo;
Francis Marion Crawford era nato a Bagni di Lucca il 2 agosto 1854 da Louise C. Ward e Thomas Crawford, noto scultore americano.
Studiò in Inghilterra e viaggiò moltissimo, soprattutto in oriente. Parlava correttamente sedici lingue. Nel 1882 pubblicò il primo romanzo; nel 1885 giunse a Sorrento in viaggio di nozze e iniziò la sua carriera di brillante scrittore di successo.
Nei successivi 24 anni mantenne sempre la residenza a Sant’Agnello mentre continuava a girare per il mondo per tenere conferenze e raccogliere materiale per il suo lavoro.
Scrisse oltre quaranta romanzi e vari volumi di storia.
Negli anni compresi fra l’Ottocento e il Novecento fu lo scrittore più prolifico e conosciuto nel mondo anglosassone.

Abbiamo deciso di dedicare un premio del genere a questo scrittore che tanto ha amato la nostra Italia. Mi è capitato di visitare più volte la sua residenza e tra quelle stanze affacciate sul mare si respira ancora la sua presenza e la sua personalità. Rileggendo i suoi scritti si riesce a rivivere quei luoghi e quelle atmosfere.

Antonio Ferrara

PREMIO Francis Marion Crawford PER LA LETTERATURA HORROR

Pagina Facebook ufficiale dell’iniziativa


“Gli occhi del male” disponibile su Amazon


gli occhi del male amazon antonio ferraraCome da titolo il mio romanzo d’esordio “GLI OCCHI DEL MALE” è disponibile su Amazon.

Si tratta del mio primo romanzo di senso compiuto che fu pubblicato nel 2002 in formato cartaceo. Rileggendolo mi sono reso conto di come ero ragazzo e ingenuo (lo sono ancora) e se all’epoca questa storia per me era un “Horror” come Dio comanda, ora rileggendolo lo definirei un “Teen Horror” (ma niente canini da smorfiosa e vampiri radical chic da baretto). La mia scrittura è molto cambiata in questi anni, ma sono orgoglioso di questo romanzo perchè è la prima storia che ho narrato. Fu scritto nel mese di agosto del 2000 a Scario, proprio il paesino protagonista delle scorribande dei personaggi. Quello che posso augurarmi è che la storia vi piaccia e che vi riesca a regalare un poco di relax. Io mi sono divertito a scriverla e spero che voi vi divertiate a leggerla.

Disponibile al prezzo di un caffè. Vai al libro


Per ironia della Morte di Claudio Vergnani


per-ironia-della-morte_cover-738x1024Ci sono storie che entrano nel cuore dei lettori. Autori che riescono a donarci avventure che non vorremmo finissero mai. Personaggi che diventano nostri amici. Vergy, uno dei tre ammazzavampiri creati da Claudio Vergnani è sicuramente uno di questi. Per ben tre romanzi, insieme ai suoi fidi compari, ci ha trascinato in avventure oscure e terrificanti, sempre in bilico tra ciò che è giusto e ciò che è invece sbagliato, a caccia di vampiri famelici e situazioni adrenaliniche.

Per chi ha amato la trilogia di Vergnani, Vergy è un personaggio familiare, un uomo che unisce la forza bruta della violenza a inaspettati slanci di filosofia. Un po’ il  veterano, il saggio del gruppo. Ma è sempre stato così? Cosa è successo e cosa ha vissuto per diventare quello che ormai conosciamo?

In Per ironia della Morte, il nuovo romanzo di Claudio Vergnani, edito da Nero Press Edizioni, troverete le risposte a queste domande. E troverete un’avventura inedita e originale rispetto a quelle che siamo abituati a leggere quando si tratta di Vergnani e dei suoi personaggi.

Inizio del nuovo millennio, un Vergy di dieci anni più giovane si trova a vivere una singolare avventura tra le calli di una Venezia cupa e minacciosa come non mai. Una fuga da mostri e nemici che non hanno nulla a che fare con le forze sovrannaturali che il nostro protagonista ha dovuto affrontare nei romanzi Il 18° vampiro, Il 36° giusto e L’ora più buia. Qui il pericolo è reale, umano, fatto di sicari spietati e assassini senza coscienza. Vergnani, in questo romanzo, si discosta dalle sue radici horror per regalarci un thriller mozzafiato, con un protagonista degno dei migliori Hard Boiled della tradizione.

Il libro è in prevendita fino al 20 marzo al prezzo scontato di 13 euro comprese spese di spedizione. Fra tutti coloro che effettueranno l’acquisto in prevendita verranno sorteggiati cinque fortunati che riceveranno a casa la copia del libro corredata da una dedica personalizzata da parte dell’autore.


Uno sguardo oltre la siepe va in letargo…


oltre la siepeUno sguardo oltre la siepe chiude i battenti, o quasi.

Quando ho deciso di aprire questo blog già scrivevo romanzi. Oggi scrivo meno romanzi e molto di più sul blog che comunque mi ruba un sacco di tempo per leggere e scrivere. Dopo averci pensato molto, do deciso di tenerlo aperto esclusivamente per informare i più delle mie produzioni letterarie e dei vari traguardi che spero di raggiungere durante il mio percorso di crescita letteraria. Da questo momento in poi non ci saranno più segnalazioni di concorsi e iniziative, tantomeno segnalazioni di nuove uscite da parte di case editrici e diciamola tutta, le stesse case editrici che ti contattano per informarti del loro ultimo capolavoro in uscita, ma che poi se ne fregano se hai due o tre romanzi nel cassetto. Mica a loro interessa? A loro interessa solo pubblicizzare il più possibile quello che hanno in quel momento e mica tu sei uno scrittore? Sei uno che ha un blog e quindi sei un blogger!

Bene, tutto questo è profondamente errato. Io NON sono un blogger, NON un adetto ai lavori, NON un recensore, NON un giornalista, NON un opinionista e così via. Io sono uno scrittore (inteso come autore, ovvero il creatore dell’opera letteraria, colui che concepisce un “disegno” nella propria mente e lo trascrive su pagina o su un file elettronico di un computer. Da oggi si cambia e ci si concentra sulla propria produzione letteraria e sulle possibili collaborazioni letterarie con altri scrittori in cerca di editore. Sì, perchè se a qualcuno fosse sfuggito, io sono sempre in cerca di un editore.

Antonio Ferrara


Gli occhi del male. Romanzo a puntate (Capitolo finale)


free-terrible-devil-wallpaper-wallpaper_1600x1200_86164“E adesso cosa faccio?”
“Nascondi il cadavere” mi sussurrò una voce.
Misi il fucile a tracollo, presi l’uomo per le braccia e iniziai a trascinarlo. Il rumore dei piedi del cadavere che scendevano le scale mi atterriva… ero fuori di senno. Decisi di portarlo in cantina, dove avrei potuto occultare il corpo, per poi decidere con tutta calma sul da farsi. Per non lasciare impronte di trascinamento sul terreno che divideva l’abitazione dalla cantina, decisi di prendere in groppa il cadavere. Era pesante, ma i passi che dividevano l’entrata della casa dalla cantina adiacente erano davvero pochi. Passando vicino alla mia auto vidi il mio riflesso. Ma che stavo facendo nel giardino di casa mia con in braccio un cadavere di uno sconosciuto? Come avrei potuto mai spiegare? Il finestrino dell’auto specchiava alla perfezione sia la mia sagoma, che quella del povero uomo. Aveva il busto, la testa e le braccia penzolanti dietro di me, mentre le sue gambe penzolavano in avanti. Aveva gli occhi sgranati… ed erano bianchi.
“Ma cosa Accidenti?”.
Con un movimento fulmineo, catapultai l’uomo per terra… lui si rialzò. Puntava con entrambe le braccia protese in avanti verso di me. Non ci potevo credere; sembrava uno zombi… e forse lo era. Ero stanco, ma anche abituato a quei maledetti esseri con gli occhi bianchi. Afferrai il fucile che avevo a tracolla; appena la creatura mi fu vicina; mirai alla testa e feci fuoco. La sagoma cadde al suolo e la sua faccia non aveva perso i tratti, non c’era più. Buttai il fucile per terra e trascinando il cadavere mi diressi verso la cantina. A differenza delle altre volte, ero contento, non so, una contentezza isterica; dovuta dal fatto di non aver ucciso un uomo, ma una di quelle cose… che si spacciava per tale. Quando mi accinsi ad aprire la porta della cantina…
“Fermo.” Lasci quell’uomo e si metta per terra.”
Polizia e Carabinieri erano penetrati nel giardino di casa mia
Nella cantina di casa trovarono i cadaveri dei miei amici. Non so cosa successe, mi dissero poi che nella cantina dove stavo trasportando quell’essere furono trovati Marco, Stella e Ricky.

10 anni dopo…

“Venni accusato dell’omicidio di Stella, Marco e Ricky, adesso dopo dieci anni, sono ancora rinchiuso in questa clinica psichiatrica. I corpi dei miei amici, quelli veri, da me scoperti, non sono stati più ritrovati. Le autorità locali, negarono anche il fatto di aver ricevuto telefonate anonime al riguardo. Il Diario di Ricky, quello di cui le ho parlato nel mio racconto… scomparve. Quando fui arrestato, mi fu sottratto… non ho idea di che fine abbia fatto.
“Lei da dieci anni si ostenta, anche a detta di miei colleghi, a raccontare sempre la stessa storia.” Disse l’uomo in giacca e cravatta seduto dall’altra parte del tavolo.
“Sì, certo. È la verità. I suoi colleghi psicologi, psichiatri, o quello che sono, mi reputano un pazzo, un visionario, un folle… e con tutta probabilità, lei penserà la stessa cosa non appena sarà uscito da qui dentro.”
“Come fa a dire che i cadaveri trovati nella sua cantina, in realtà non erano proprio quelli dei suoi amici?”
“Mi dissero che il fatto più raccapricciante era quello che ai cadaveri erano stati asportati gli occhi; da qui ne ho dedotto che quelli ritrovati erano i “mostri” e non i miei amici. Poi c’è un un particolare che conferma ciò che dico.”
“Ovvero?.”
“Ricky, morì da bambino, quello che le autorità hanno trovato in cantina era un uomo adulto.”
“Mi tolga una curiosità. Che fine ha fatto la ragazza di nome Daniela?”
“Non era una ragazza, mi dissero che una Daniela Imperatis non era mai esistita, ma io già lo sapevo… lei in realtà era lì per cacciare qualche anima… prese quella di Marco.”
“E cosa mi dice al riguardo di Stefania?”
“La Stefania De Pretis che io tanto decantavo, non fu più trovata, mi dissero che non esisteva nessuna ragazza con quel nome. Anche la casa da me segnalata era abitata solo da due anziani… non avevano figli.”
“Lei come se lo spiega una cosa del genere? Non ha mai pensato di essersi sognato tutto?”
Le posso garantire che non mi sono sognato un cazzo. Anche in questo caso ho una mia teoria.”
“Bene, mi dica, sono qui per ascoltarla.”
“La morte.”
“Prego, come ha detto?”
“Ho detto la morte. La mietitrice di anime, la regina nera; non importa come la si chiami.”
“Lei adesso mi vuol far credere che la Stefy del suo racconto, in realtà era la morte?”
“Esatto. Lei mi era sempre vicina, aspettava, aspettava me. Non mi ha aiutato in nessuna occasione. Quando ho affrontato il male, lei era sempre in disparte. Non poteva intervenire, il suo compito era solo quello di prendere la mia anima, nel caso io… Quando la trovai riversa sul pavimento del bagno dell’autogrill, capii che era stata pestata. Ragionando sulla cosa ho dedotto che era stata picchiata, in qualche modo punita. In alcune situazioni mi era stata di grande aiuto, come nello scantinato, quando fu lei a voler cambiare direzione. Non credo che ne sarei uscito vivo senza il suo prezioso contributo. In quell’occasione fu punita da una forza superiore. Aveva sforato, era arrivata oltre le sue competenze… non credo che potesse farlo.”
“È incredibile, lei si è riuscito ad accaparrare i favori della morte.” disse l’uomo stupito “Cosa mi sa dire al riguardo del suo cane?”
“Il mio amico, in tutti i sensi. Anche il mio protettore, credo che sia stato lui a calarci la scaletta nel pozzo.”
“Un cane che porta una scala, la fissa e la fa scendere in un pozzo? Non le sembra un po’ troppo?”
“Non un cane… vogliamo chiamarlo… Angelo?”
“Che cosa? Lei mi vuol far credere che il suo cane in realtà era il suo angelo custode?”
“Perché no. Quando siamo usciti dal pozzo lui c’era, ogni volta che mi sono trovato in difficoltà… lui c’era.
È tornato a casa, dopo che lo avevamo perso a centinaia di chilometri, tirandomi fuori da un casino…”
“I cani sono intelligenti, e hanno uno spirito protettivo sui loro padroni, questo è vero, anche il fatto che sia tornato a casa è una costante riscontrata più di una volta nell’universo canino, ma da questo, a dirmi che il suo cane è un angelo… c’è ne passa, no?”.
“Non le sto dicendo che il mio cane era Rin Tin Tin. Ma lei come fa a spiegarsi che sia ritornato a casa in un tempo così breve? Le garantisco che è impossibile per un essere mortale. Poi c’è l’episodio della vasca: Quando Marco fuoriuscì da quella maledetta vasca, ricordo che prima di svenire vidi Demon. Con tutta probabilità fu lui a portarmi in salvo.”
“Il suo amico Marco è morto… Come lo spiega? Eppure dal racconto del suo diario, lo spirito di Ricky gli disse che poteva anche salvarsi…”
“Bella domanda, crede di farmi cadere in contraddizione, per poter affermare che le sto raccontando un mare di stronzate, non è vero?”
“No, assolutamente, cerco solo di capire come sia andata la storia, tutto qui.”
“Marco morì perché aveva tradito l’amicizia. Padre Alfonso, mi disse che solo l’amicizia e l’amore che ci univa avrebbero potuto sconfiggere il maligno. Marco andando a letto con la mia ragazza, che poi era… bè… un lupo. Tradì qualunque sentimento benevolo, cadendo nella trappola…”
“Guardi, lei ha raccontato la storia nei minimi particolari, com’è possibile che riesca addirittura a ricordare i dialoghi intercorsi fra lei e questi fantomatici personaggi?”
“Un incubo non si dimentica con facilità. Ma poi quali personaggi? Le sto dicendo senza mezzi termini, che l’intera vicenda è andata così come le ho spiegato. Non sono un assassino. Non ho ucciso i miei amici.”
“Ah, vede, mi ha parlato d’incubo, allora si è sognato tutto?”
“Non era un incubo, l’ho detto solo per farle comprendere le atrocità di cui sono stato testimone.”
L’uomo si alzò dalla sedia dirigendosi verso la finestra alle sue spalle.
“Se lei continua a raccontarmi queste assurdità, io non potrò esserle di nessun aiuto. Non posso farla uscire da questa clinica, capisce?”
“Scusi, a lei che importa, mica è il mio avvocato?”
“No, ma vede, lei è un uomo di grandi capacità, è un peccato vederla rinchiuso in un posto del genere… è sprecato.”
“Ho detto solo la verità. E continuerò a dirla, finché avrò vita.”
“Sì, questo non lo metto in dubbio, ma una piccola bugia potrebbe aiutarla… Poi il fatto che lei ricordi tutto è un bene per noi.”
“Cosa? Non lo mette in dubbio? Allora mi crede? Lei mi crede?”
“Detto tra noi, io potrei anche crederla, ma non lo dica in giro…”
“Non intendo mentire, mentirei anche ai miei poveri amici… è il minimo che possa fare per loro è dire la verità, non voglio che si siano sacrificati per niente.”
“Deve capire che per le persone risulta un po’ difficile comprendere cose del genere. Si reputano credenti, vanno in chiesa tutte le domeniche, ma in realtà i veri credenti, quelli che anche senza andare in chiesa credono sul serio, sono davvero pochi.”
“Sì, sono d’accordo con lei, ma cosa dovrei fare… dire: guardate che ho avuto allucinazioni, adesso sono guarito, arrivederci a tutti e grazie?”
“Esatto. Lei deve mentire, solo mentendo riuscirà a riavere la libertà.”
“Guardi, che non voglio affrontare una vita di rimorsi, preferisco stare qui e avere l’anima in pace.”
“Mi sono scomodato personalmente per tirarla fuori da questo posto… Ma deve collaborare.”
“Si è scomodato? Scusi ma lei chi è?”
“Comunque sia, mi dispiace, ma adesso devo proprio andare” disse l’uomo guardando dalla finestra.
“No. Aspetti un attimo. Lei ha detto di credermi, vero?”
“Certo. Io la credo, ma nessun altro lo farà al di fuori di me. Mi dispiace non poterla portare via da questo posto. Lei è riuscito a mediare con la morte, a capire che il suo cane era un protettore, a comprendere e affrontare le tenebre… mi riferisco al lupo, e infine è sfuggito al male. Il fatto più sorprendente e che lei è ancora vivo. Guardi è assurdo.”
“Allora lei crede ad ogni mia parola?”
“Come non potrei.” disse l’uomo, voltandosi.
Il suo sorriso era bianco, come i suoi occhi.
“Ma… Ma lei… è uno di quegli esseri? Un alfiere del male?”
“Fuochino… Io sono il Male.

Continua…

Leggi tutto dall’inizio (Prima parte)


Antonio Ferrara intervista Alessandra Zengo


COVER#3

Speechless cover #3

1. Chi è Alessandra Zengo per Alessandra Zengo?

Alessandra è un piccolo mistero anche per se stessa. È un ossimoro vivente che può essere, a seconda delle situazioni, tutto il contrario di tutto. È estroversa e riservata; solare e malinconica; decisa e tuttavia raggiunge i livelli più alti di insicurezza. È una accanita lettrice con una grande passione per la pizza, la cedrata, gli animali e gli stimoli intellettuali che fanno muovere le rotelle del suo cervello iper-eccitabile. Non riesce a concepire anche un solo minuto della sua vita che non sia impegnato a fare almeno tre cose contemporaneamente. Anche mentre dorme pensa a quello che dovrebbe/potrebbe fare. I suoi sogni, nonostante siano criptici, fantascientifici e al limite del surreale, come le allucinazioni a occhi aperti, sono di grande ispirazione.

2. Hai fondato il blog letterario collettivo Diario di Pensieri Persi di cui sei l’amministratrice e curatrice; dal luglio 2011 sei caporedattrice di Urban Fantasy, portale italiano dedicato al fantastico. Dal 2012 dirigi il periodico trimestrale Speechless Magazine di cui sei l’ideatrice. Dal 2013 lavori anche per una casa editrice. Riesci a gestire il tutto?
Non sono ancora deceduta, quindi la risposta è sì. Per sapere se lo faccio bene dovresti chiedere ai miei collaboratori, che mi sopportano costantemente (come io sopporto loro). Sono molto sprovveduta, non ho tantissimo tempo, ma mi piace immensamente quello che faccio: lavorare nel “mondo libro”. Praticamente un sogno che si realizza, un hobby che è cresciuto lentamente e poi esploso. È una soddisfazione immensa poter dare sfogo alla mia passione, lavorare con team diversi, vedere il proprio lavoro apprezzato ed essere soddisfatta io stessa, nonostante io cerchi sempre di migliorarmi. Step by step.

3. Tu dici che il tuo sogno segreto è poter realizzare i sogni degli altri. In che senso?

Nel senso che fare felici gli altri è una cosa bellissima. Ancora più bella se facendolo riesci a gratificare anche te stesso.

4. Edizione cartacea o e-Book?

Entrambi. Non sono una cultrice ossessiva del cartaceo, ma adoro vedere la mia libreria, la mia scrivania, il mio comodino e la mia cassettiera straripanti di libri. Credo però che il digitale abbia grandi potenzialità ancora inespresse, e soprattutto è comodo ed economico. Con l’ipad e l’e-reader, poi, leggo molto più velocemente e posso portare con me migliaia di libri contemporaneamente. L’unico problema è scegliere. Con SL Books ho cercato di sfruttare tutte le possibilità che il digitale offre all’editoria, e spero di esserci riuscita almeno in parte. Non vedo l’ora di vedere il lavoro ultimato. E vedere qual è l’effetto finale. E chiaramente una copia cartacea entrerà a far parte della mia libreria.


5. Il libro che consiglieresti di leggere?


Scelgo tra le montagnette di libri che mi circondano ora: Nord e Sud di Elizabeth Gaskell; Grandi Speranze di Charles Dickens; Il secolo breve di Eric J. Hobsbawm e Senza chiedere il permesso di Lorella Zanardo.

6. L’ultimo libro che hai letto?

Ho appena finito The Hammer and the Blade di Paul S. Kent. Uno sword & sorcery altamente consigliato. Ho adorato i due protagonisti: Nix e Egil.

7. Se dico Stephen King?
Io e il caro Stephen abbiamo uno strano rapporto. Non sono mai riuscita ad amarlo e apprezzarlo veramente, anche se non ho ancora letto tutti i suoi romanzi. Nella mia libreria, però, c’è lo scaffale dedicato a King, al cui fianco trovano collocazione Alan D. Altieri e Haruki Murakami.

8. La bambina senza cuore?
La bambina senza cuore è il titolo di una storia che ha avuto diversi titoli. L’ultimo in ordine di tempo è stato Hidden Heart, con cui ha partecipato al concorso di Fazi. Ho conosciuto Lola, la protagonista, proprio grazie a questo contest. Il romanzo non vinse, ma l’incipit di Emanuela è stato l’unico, tra quelli letti, che mi aveva colpito. Alcuni mesi dopo, non ricordo di preciso quando, ho chiesto a Emanuela quale sarebbe stato il destino di quella storia. La lessi e poi proposi alla sua creatrice la pubblicazione con Speechless. Ricordo benissimo la nostra conversazione, eravamo come invasate che proponevano soluzioni per abbellire la storia. E a ogni nuova conversazione si aggiungeva un dettaglio nuovo. Così, dopo qualche mese, emerse il progetto multimediale di SL Books, la cui prima pubblicazione è proprio La bambina senza cuore. È stato un romanzo su cui sono state spese molte energie e su cui stiamo ancora lavorando. Vi basti sapere che dalla sua seconda stesura è quadruplicato di volume. Al momento stiamo facendo l’ultimo editing per rifinire il testo, mentre Giampiero sta lavorando all’apparato iconografico (bellissimo!).

9. Hai mai pensato di scrivere e fare la scrittrice?


Ho fatto alcuni tentativi, ma invano. Trovo che la scrittura sia divertente e piacevole, mi intrattiene, ma non sono dotata di quel “fuoco sacro” che sembra far bruciare il 90% degli scrittori. Ho cominciato la stesura di due storie, ora accantonate, ed è stato meraviglioso perché ho cercato di riprodurre quello stile frizzante e divertente che mi piace leggere. Ma per ora i miei ritmi mi impediscono di cimentarmi nella scrittura in modo serio e continuativo. Si aggiunga anche la mia incapacità di stare incollata a un foglio bianco per più di trenta minuti. Ho però in mente un romanzo a cui tengo particolarmente, un romanzo che parla di storia contemporanea che vede l’intrecciarsi di due vite. Il titolo provvisorio è Memories, e spero di cominciare a lavorarci presto. Le ricerche da fare saranno parecchie.

10. Come nasce Speechless? Dove vuole arrivare?
Speechless nasce come webzine di Diario, ma questa idea de facto non si è mai realizzata. Dopo quattro mesi di lavoro, ad aprile 2012 è nata una rivista digitale indipendente. Una scommessa, un salto nel buio, una strada di cui non conoscevo la destinazione. Speechless mi ha portato enormi soddisfazioni, e per questo devo ringraziare tante persone speciali. Ancora adesso, però, non so dove potrà arrivare, ma mi auguro che possa fare ancora molta strada.

11. Qualche anticipazione su un tuo progetto futuro?


Non so quanti dei miei progetti si realizzeranno. Però posso dire che al momento sto lavorando al nuovo numero di Speechless, in uscita ad aprile, che sarà molto particolare proprio per festeggiare il primo anno della rivista. In cantiere c’è anche un romanzo a quattro mani, una scrittura in collettivo, il progetto contro la violenza sulle donne e tanto altro.


12. Emanuela Taylor?
Il mio alter ego fatto di pixel nasce nel 2010. Emanuela è l’eteronimo di Alessandra, e rappresenta la parte di me che si dedica interamente alle parole. Non mi piace mischiare il “lavoro” con la mia sfera privata e “fisica”, perciò da questa esigenza è nata lei. Posso parlare di cultura e letteratura sapendo di essere circondata da persone che capiscono questo amore.

13. Cosa vuol fare da grande Alessandra Zengo?
Tantissime cose! Un rotolone regina non basterebbe. Ma eccone alcune. Vorrebbe continuare a lavorare nell’ambito editoriale come editor, aprire una casa editrice, pubblicare alcuni saggi riguardo i più disparati argomenti (tra cui uno di filosofia/teologia), aprire un rifugio per animali, (re)imparare ad andare a cavallo, laurearsi in Scienze psicologiche della personalità e delle relazioni interpersonali, creare un period-drama bello come Downton Abbey o le produzioni BBC. Incontrare Sherlock Holmes, nella figura di Benedict Cumberbatch per testare la sua reale intelligenza (e per sentirlo parlare). E vivere a Londra, la città dei suoi sogni. In generale, però, Alessandra vuole continuare a pensare, creare e trasporre nella realtà i propri sogni. Soprattutto quelli che sembrano impossibili.

Le parole di Jobs riassumono perfettamente il mio pensiero.
Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a fidanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.
Steve Jobs ai laureandi di Standford

Grazie per essere stata mia ospite.
Grazie a te per l’accoglienza! È stato un piacere.

Alessandra Zengo è nata a Cittadella, ma attualmente risiede in un paesino sperduto nella campagna veneta insieme a quattro cani che adora. E’ un ariete testardo e idealista, ama gli animali, adora la pizza, non è mai puntuale e si definisce una sognatrice pragmatica. Quando non lavora, studia o dorme, riflette su nuovi progetti da realizzare, progetti che affollano la sua mente giorno e notte. Nel 2009 ha fondato il blog letterario collettivo Diario di Pensieri Persi (www.diariodipensieripersi.com), di cui è attualmente l’amministratrice e curatrice; dal luglio 2011 è caporedattrice di Urban Fantasy (www.urban-fantasy.it), portale italiano dedicato al fantastico. Dal 2012 dirige, con non pochi grattacapi ma anche grandi soddisfazioni, il periodico trimestrale Speechless Magazine (www.speechlessmagazine.com), di cui è l’ideatrice. Il suo sogno segreto è poter realizzare i sogni degli altri. Dal 2013 lavora anche con una casa editrice.


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